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Benito Mussolini
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Abstract

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Content:Fondatore del fascismo, fu Presidenti del Consiglio dei ministri del Regno dItalia del Regno dItalia (1861-1946) dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Nel gennaio 1925 assunse de facto poteri dittatura e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo primo ministro segretario di Stato. Dopo la guerra dEtiopia, aggiunse al titolo di duce quello di "Fondatore dell'Impero" e divenne Primo maresciallo dellImpero il 30 marzo 1938. Fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e direttore del quotidiano socialista Avanti! dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Trovatosi in netto contrasto con la linea del partito, si dimise dalla direzione dellAvanti! e fondò Il Popolo dItalia, schierato su posizioni interventiste, venendo quindi espulso dal PSI. Nell'immediato dopoguerra, cavalcando lo scontento per la "vittoria mutilata", fondò i Fasci italiani di combattimento (1919), poi divenuti Partito Nazionale Fascista nel 1921, e si presentò al Paese con un programma politico Nazionalismo e radicale.Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, puntò alla presa del potere; forzando la mano alle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 con la marcia su Roma, Mussolini ottenne l'incarico di costituire il Governo (30 ottobre). Dopo il contestato successo alle Elezioni politiche italiane del 1924 del 1924, instaurò nel gennaio 1925 la dittatura, risolvendo con forza la delicata situazione venutasi a creare dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti. Negli anni successivi consolidò il regime, affermando la supremazia del potere esecutivo, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito.Nel 1935, Mussolini decise di occupare l'Etiopia, provocando l'isolamento internazionale dell'Italia. Appoggiò quindi i Franchismo nella guerra civile spagnola e si avvicinò alla Germania nazista di Adolf Hitler, con il quale stabilì un legame che culminò con il Patto dAcciaio nel 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le Leggi razziali fasciste.Nel 1940, ritenendo ormai prossima la vittoria della Germania, decise per l'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale. In seguito alle disfatte subite dalle Forze Armate italiane e alla messa in minoranza durante il Gran consiglio del fascismo (Caduta del fascismo del 24 luglio 1943), fu arrestato per ordine del Vittorio Emanuele III di Savoia (25 luglio) e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. In seguito alla definitiva sconfitta delle forze italotedesche, abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945, dopo aver invano cercato di trattare la resa. Il tentativo di fuga si concluse il 27 aprile con la cattura da parte dei Resistenza italiana a Dongo (Italia), sul lago di Como.Sulla questione della meta finale di Mussolini la comunità scientifica è tuttora divisa fra sostenitori di una possibile "fuga in Svizzera" e coloro che invece ritengono che Mussolini avesse altri scopi immediati.Per la tesi a favore di una fuga, vedi, per esempio Per la tesi a favore di una fuga, vedi anche Il colonnello statunitense Lada Mocarski, in un rapporto scritto per conto dellOffice of Strategic Services riguardo un'inchiesta da lui condotta sugli ultimi giorni del dittatore, afferma invece che «nessuna prova circa le intenzioni e i piani di Mussolini è stata raggiunta durante l'indagine e forse non esisteva alcun piano definito. È infatti ovvio che i movimenti del Duce fossero il risultato di improvvisazioni non appena le condizioni di fatto cambiavano». Fu Fucilazione il giorno seguente insieme alla sua amante Clara Petacci.
Biografia
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Le origini, la gioventù e la formazione
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La nascita e la famiglia
Content:Figlio del fabbro Alessandro Mussolini (Montemaggiore di Predappio, 11 novembre 1854 - Forlì, 19 novembre 1910) e della maestra elementare Rosa Maltoni (San Martino in Strada (Forlì), 22 aprile 1858 - Predappio, 19 febbraio 1905), nacque il 29 luglio 1883 a Dovia, frazione del comune di Predappio, in una casa tuttora esistente nell'attuale via Varano Costa Nuova, ormai inglobata nel paese.Il nome "Benito Amilcare Andrea" fu deciso dal padre,Fra i molti, da Renzo De Felice, in diverse opere, e Denis Mack Smith in Mussolini. socialista, desideroso di rendere omaggio alla memoria di Benito Juárez, leader rivoluzionario ed ex-presidente del Messico, di Amilcare Cipriani, patriota italiano e socialista, e di Andrea Costa, imolese, leader del socialismo italiano (nell'agosto 1881 aveva fondato a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»). Contrariamente al marito, la madre Rosa era credente e fece Battesimo il figlio.. File:Alessandro mussolini.jpg|Alessandro, padre di Benito Mussolini File:Rosa maltoni mussolini.jpg|Rosa Maltoni, madre di Benito Mussolini
L'istruzione e l'adolescenza
Content:File:Mussolini 1897.JPG: Mussolini frequentò le prime due classi elementari prima a Predappio e poi a Predappio (1889-1891); entrò quindi per volontà della madre nel collegio Società Salesiana di San Giovanni Bosco di Faenza (1892-ottobre 1894), ma venne trasferito in seguito a una punizione (comprensiva della retrocessione dalla classe quarta alla seconda) per una rissa nella quale ferì un suo compagno più anziano con un coltello.cit. D. Mack Smith, Storia d'Italia, Laterza, 1973, rectius Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, Einaudi, pp. 12 e 13. A Faenza, Benito passò un periodo infelice: oltre alle punizioni corporali subite dai salesiani per la sua scarsa osservanza delle regole del collegio, visse con rabbia e frustrazione la sua condizione sociale.. La famiglia era di modeste condizioni: il padre, pur avendo una propria attività, viveva ai margini della comunità locale a causa delle sue idee politiche; la madre, che insegnava ai bambini delle elementari presso Palazzo Varano, guadagnava uno stipendio insufficiente a compensare le mancate entrate del marito..Aiutato dalla madre, proseguì gli studi nella laica Regia Scuola Magistrale maschile Carducci di Forlimpopoli, diretta da Valfredo Carducci, fratello di Giosuè Carducci, dove conseguì nel settembre 1898 la licenza tecnica inferiore. A partire dall'ottobre di quell'anno, per via di uno scontro con un altro alunno, venne costretto a frequentare come esterno (solo nel 1901 fu riammesso come convittore).. A Forlimpopoli, anche per l'influsso paterno, Mussolini si avvicinò al socialismo militante facendosi notare in comizi serali nei paesi limitrofi e nel 1900 si iscrisse al Partito Socialista Italiano, dove fece amicizia con Olindo Vernocchi.. Dopo aver ottenuto sempre nello stesso istituto di Forlimpopoli il diploma di Maestro elementare l'8 luglio 1901, avanzò domanda d'insegnamento per concorso o per incarico in diversi comuni: Predappio, Legnano, Tolentino, Ancona, Castelnuovo Scrivia.Non riuscendo ad ottenere la cattedra e non avendo nemmeno avuto il posto di "sostituto aiutante" del segretario comunale di Predappio (la sua domanda fu respinta dal gruppo clerico-moderato con 10 voti su 14),Storia Illustrata n. 271 giugno 1980 p. 6 "La Cattedra che Mussolini non ebbe" di U. Alfassio Grimaldi. dopo una supplenza di pochi mesi nella scuola primaria in Italia di Pieve Saliceto (frazione di Gualtieri), emigrò il 9 luglio 1902 in Svizzera per sfuggire al servizio militare obbligatorio, stabilendosi a Losanna. Lì si iscrisse al sindacato muratori e manovali, di cui poi divenne segretario, e il 2 agosto 1902 pubblicò il suo primo articolo su L'Avvenire del lavoratore, il giornale dei socialisti svizzeri;B. Mussolini, Opera Omnia, vol. 1, pagg. 9-10. l'attività giornalistica vera e propria cominciò nel 1904.
La Svizzera e la prima militanza
Content:File:Benito Mussolini mugshot 1903.jpg: Fino a novembre visse in Svizzera, spostandosi di città in città e svolgendo lavori occasionali, tra cui il garzone di una bottega di vini a Losanna. Venne espulso due volte dal paese: il 18 giugno 1903 fu arrestato a Berna come agitatore socialista, trattenuto in carcere per 12 giorni e poi espulso il 30 giugno dal Canton Berna, mentre il 9 aprile 1904 venne incarcerato per 7 giorni a Ginevra a causa del permesso di soggiorno falsificato, per poi essere espulso una settimana dopo dal Canton Ginevra.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 31 e 36. Nel frattempo ricevette anche una condanna a un anno di carcere per renitenza alla Servizio militare. Venne protetto da alcuni socialisti e anarchici del Canton Ticino, tra cui Giacinto Menotti Serrati e Angelica Balabanoff, con la quale avviò una relazione sentimentale.L'esistenza di una relazione sentimentale non trova riscontri univoci. È invece accertata presso la maggior parte delle fonti la sua influenza nell'avvicinamento di Mussolini al marxismo. Nel periodo in cui Mussolini risiedette in Svizzera, abitò a Savosa, comune periferico a nord di Lugano, e partecipò al consolidamento dei muri sulla strada di Uggiate-Trevano, sulla Castagnola-Cassarate-Monte Brè e soprattutto alla costruzione della ferrovia Lugano-Tesserete.In Svizzera Mussolini ebbe la possibilità di avvicinarsi a Vilfredo Pareto, frequentandone le lezioni all'Università di Losanna, dove l'economista italo-francese insegnò per alcuni anni. Pareto (che definirà Mussolini "un grande statista") inciterà il suo allievo a prendere il potere e organizzare la Marcia su Roma (inviando un telegramma dalla Svizzera in cui si diceva «ora o mai più»). di essersi iscritto alla Facoltà di Scienze sociali di Losanna, ma non vi è riscontro materiale. Mussolini utilizzò le idee di Pareto per rivedere la sua adesione al socialismo.Sempre in Svizzera Mussolini collaborò con periodici locali d'ispirazione socialista (tra cui il Proletario) e inviò corrispondenze al giornale milanese lAvanguardia socialista. L'attività di giornalista rese evidente sin dai suoi primi scritti l'avversione ideologica al positivismo, allora predominante nel socialismo italiano; Mussolini prese subito posizione contro questo orientamento e si schierò con l'ala rivoluzionaria del partito socialista, capeggiata da Arturo Labriola. Con il passare degli anni Mussolini sviluppa una sempre più aspra avversione verso i riformisti, tentando di diffondere e di imporre all'intero movimento socialista la propria concezione rivoluzionaria. È in questo periodo che mostrò le maggiori affinità ideologiche con il sindacalismo rivoluzionario. Dalle discussioni con il pastore evangelicalismo Alfredo Taglialatela, Mussolini trasse una conclusione negativa sul problema dell'esistenza di Dio, sul quale tornò a riflettere molti anni dopo. Le sue opinioni saranno in seguito raccolte nell'opuscolo L'uomo e la divinità, una breve dissertazione sui motivi per i quali bisognerebbe negare l'esistenza di Dio.Mussolini in questo periodo studiò assiduamente il Lingua francese e cercò di imparare il Lingua tedesca, avvalendosi in quest'ultimo caso dell'aiuto della Balabanoff.Furono diffuse notizie inattendibili sul suo frequentare le università di Zurigo e di Ginevra (quest'ultima falsa notizia è riportata nella biografia ufficiale della Sarfatti), mentre è vero che nell'estate trascorse due mesi all'università di Losanna.
Mussolini giornalista e agitatore politico
Content:Nel novembre 1904, caduta la condanna per renitenza alla leva in seguito all'amnistia concessa in occasione della nascita dell'erede al trono Umberto II di Savoia, Mussolini tornò in Italia. Dovette tuttavia presentarsi al Distretto militare di Forlì e adempì ai suoi doveri di leva venendo assegnato il 30 dicembre 1904 al 10º Reggimento bersaglieri di Verona. Poté tornare a casa con una licenza per assistere la madre morente (19 gennaio 1905). Poi riprese il servizio militare, ottenendo al termine una dichiarazione di buona condotta per il contegno disciplinato.. In Svizzera lasciò libero il posto di corrispondente dalla Confederazione elvetica del giornale italiano Avanguardia Socialista, e tale incarico venne assegnato al giovane socialista Luigi Zappelli, che già aveva conosciuto.Congedato, Mussolini rientrò a Dovia di Predappio il 4 settembre 1906. Poco dopo si recò a insegnare a Tolmezzo, dove ottenne un posto da supplente dal 15 novembre sino al termine dell'anno scolastico. Il periodo nel comune friulano fu difficile: con gli studenti si dimostrò incapace di mantenere l'ordine e l'anticlericalismo e il linguaggio sboccato gli attirarono le antipatie della popolazione locale..B. Mussolini, La mia vita, p. 136.Nel novembre del 1907 ottenne l'abilitazione all'insegnamento della lingua francese e nel marzo 1908 gli venne assegnato un incarico come professore di francese presso il Collegio Civico di Oneglia, in Liguria, dove insegnò anche Italiano, Storia e Geografia. A Oneglia ottenne la sua prima direzione di un giornale, il settimanale socialista La Lima. Nei suoi articoli il neo direttore attaccò le istituzioni sia politiche sia religiose, accusando il governo Giovanni Giolitti e la Chiesa di difendere gli interessi del capitalismo ai danni del proletariato. Per evitare problemi si firmava con lo pseudonimo "Vero Eretico". Il giornale suscitò grande interesse e Mussolini comprese che il giornalismo d'eversione poteva essere uno strumento politico.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 49 n. 5 e 52.Tornato a Predappio, si mise a capo dello sciopero dei braccianti agricoli. Il 18 luglio 1908 fu arrestato per minacce a un dirigente delle organizzazioni padronali. Processato per direttissima fu condannato a tre mesi di carcere, ma il 30 luglio venne rilasciato in libertà provvisoria su cauzione.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit., pag. 57. Nel settembre dello stesso anno fu di nuovo incarcerato per dieci giorni per aver tenuto a Meldola un comizio non autorizzato.In novembre si trasferì a Forlì, dove visse in una stanza affittata, assieme al padre vedovo che nel frattempo aveva aperto la trattoria Il bersagliere con la compagna Anna Lombardi. In questo periodo, Mussolini pubblicò su Pagine libere (rivista del sindacalismo rivoluzionario edita a Lugano e diretta da Angelo Oliviero Olivetti) l'articolo La filosofia della forza, in cui faceva riferimento al pensiero di Friedrich Nietzsche. Il 6 febbraio 1909 si trasferì a Trento, capitale dell'irredentismo italiano,Trento, italiana, si trovava nel territorio dell'Impero austro-ungarico. dove venne eletto segretario della Camera del Lavoro e diresse il suo primo quotidiano, L'avvenire del lavoratore.Il 7 marzo di quell'anno si rese protagonista di un breve scontro giornalistico con Alcide De Gasperi, direttore del periodico cattolico Il Trentino. Mussolini collaborò anche con il quotidiano Il Popolo, diretto da Cesare Battisti, sulle cui pagine scrisse della "santa di Susà", una contadina di nome Rosa Broll che era stata adescata da un sacerdote del luogo. L'articolo ebbe un tale successo che la direzione del Partito Socialista trentino decise di farne una pubblicazione a sé stante, al prezzo di 6 centesimi.Il 10 settembre dello stesso anno Mussolini venne incarcerato a Rovereto con l'accusa, da cui poi fu assolto, di diffusione di giornali già sequestrati e istigazione alla violenza verso l'Monarchia asburgica. Il giorno 26 fu comunque espulso dall'Austria e fece ritorno a Forlì.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 74-5. Il caso del "professor Mussolini" divenne di interesse nazionale tanto che durante un'interrogazione parlamentare alla Camera (presentata dal deputato socialista Elia Musatti), fu interpellato il ministro degli Esteri Francesco Guicciardini (politico) il quale rispose che "per quanto possa essere dispiacevole che l'espulsione di cittadini italiani dall'Austria si rinnovi con una certa frequenza, pure io non credo in nessun modo di intervenire nella faccenda trattandosi di questione interna dell'Austria". I fatti trentini comunque procurarono a Mussolini una notevole notorietà in Italia, lo spinsero ulteriormente verso l'azione politica e segnarono l'inizio del passaggio da una concezione socialista e internazionalista a posizioni marcatamente nazionaliste.Questa l'interpretazione di Hans Woller, Ante portas. Mussolini in Trient 1909, in Regionale Zivilgeselllschaft in Bewegung - Cittadini innanzi tutto. Scritti in onore di Hans Heiss, a cura di Hannes Obermair, Stephanie Risse, Carlo Romeo, Vienna-Bolzano, Folio 2012, pp. 483-500, cfr. soprattutto p. 497. ISBN 978-3-85256-618-4.
Nel Partito Socialista
Content:
A Forlì
Content:A partire dal gennaio 1910, divenne segretario della Partito Socialista Italiano forlivese e diresse il suo periodico ufficiale L'idea socialista, settimanale di quattro pagine (ribattezzato da Mussolini stesso Lotta di classe). Il 17 gennaio Mussolini iniziò a convivere con Rachele Guidi, sua futura moglie, in un appartamento ammobiliato di Via Merenda nº 1. Cominciò inoltre a collaborare con la rivista socialista Soffitta. In questi anni forlivesi, decise anche di prendere lezioni di violino dal Maestro Archimede Montanelli.Antonio Mambelli, Archimede Montanelli nella vita e nell'arte. Un maestro del Duce, Valbonesi, Forlì 1938. Fra le opere preferite di Mussolini si ricordano: Follia (tema musicale) di Arcangelo Corelli, le sonate di Ludwig van Beethoven, le composizioni di Antonio Veracini, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach, Enrique Granados, Gabriel Fauré e Virgilio Ranzato..Dal punto di vista giornalistico, continuò anche il rapporto con Il popolo di Trento. Cesare Battisti gli chiese di scrivere un romanzo a puntate. Il compenso era di 15 lire a puntata. Mussolini scelse uno dei suoi argomenti preferiti, la critica sociale anticlericale. Ispirandosi a una storia realmente avvenuta a Trento nel Seicento (lo scandaloso amore tra il vescovo-principe di Trento, Carlo Emanuele Madruzzo, e una cortigiana) scrisse L'amante del cardinale. Claudia Particella.Benito Mussolini, L'amante del cardinale. Claudia Particella, Salerno Editrice, 2009, ISBN 978-88-8402-673-6. Il romanzo uscì a puntate, dal 20 gennaio all'11 maggio 1910.Come rappresentante della federazione di Forlì, Mussolini partecipò all'XI congresso socialista di Milano (1910).L'11 aprile 1911 la sezione socialista di Forlì guidata da Mussolini votò l'autonomia dal Partito Socialista Italiano. Nel maggio dello stesso anno la prestigiosa rivista letteraria La Voce (rivista), diretta da Giuseppe Prezzolini, pubblicò il suo saggio Il Trentino veduto da un socialista, costituito dagli appunti stesi da Mussolini durante il 1909. File:1912 - NENNI giovane.jpg: A Forlì Mussolini conobbe Pietro Nenni, all'epoca segretario della nuova Camera del Lavoro repubblicana, nata dopo la frattura tra Partito Repubblicano Italiano e Partito Socialista Italiano. All'inizio i due, pur essendo vicini di casa, furono avversari (spesso tra repubblicani e socialisti finiva a botte), in seguito divennero amici.Sul rapporto Nenni-Mussolini si veda: Duilio Susmel, Nenni e Mussolini mezzo secolo di fronte, Rizzoli, Milano, 1969; Nicholas Farrell, Giancarlo Mazzuca, Il compagno Mussolini, Rubettino,Catanzaro, 2013; Alberto Mazzuca, Luciano Foglietta, Mussolini e Nenni amici nemici, Minerva Edizioni, Bologna, 2015.Il 27 settembre 1911, assieme all'amico repubblicano Pietro Nenni, Mussolini partecipò a una manifestazione contro la Guerra italo-turca con l'impero ottomano per il possesso di Cirenaica e Tripolitania, che si concluse con scontri violenti con la polizia. Mussolini aveva definito l'impresa coloniale africana di Giovanni Giolitti un "atto di brigantaggio internazionale"; aveva inoltre definito il tricolore "uno straccio da piantare su un mucchio di letame".A. Spinosa, Mussolini. Il fascino di un dittatore, Mondadori, Milano, 1989, pag. 33.cit. D. Mack Smith, Storia d'Italia, Laterza, 1973 [mancanumero pag]. Arrestato il 14 ottobre, venne processato e condannato a un anno di reclusione (23 novembre).Nenni durante le manifestazioni a Forlì fu ferito da tre sciabolate; anch'egli il 14 ottobre fu arrestato e condannato a un anno e quindici giorni. Venne recluso nel carcere di Bologna, nella stessa cella di Mussolini.].Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, 1883-1920, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1965. Sull'argomento vedasi anche: Maurizio Degl'Innocenti, Il socialismo italiano e la guerra di Libia, Roma, Editori Riuniti, 1976. Questi in carcere terrà sulle ginocchia la piccola figlia di Mussolini, Edda Ciano, nata poche settimane prima, il 1º settembre 1910: lei gli farà la pipì sui pantaloni. Con gli anni, quando Mussolini e Nenni continueranno a vedersi a Milano, lei lo chiamerà "zio".Il 19 febbraio 1912 la Corte d'Appello di Bologna ridusse la pena di Mussolini a cinque mesi e mezzo e il successivo 12 marzo venne rilasciato.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 108-110.L'8 luglio 1912, al XIII congresso del PSI di Reggio nellEmilia, avanzò una mozione di espulsione (definita da lui anche lista di proscrizione) nei confronti dei riformisti Leonida Bissolati, Ivanoe Bonomi, Angiolo Cabrini e Guido Podrecca,I quattro avrebbero poi dato vita al Partito Socialista Riformista Italiano. che venne accolta. L'accusa era di "gravissima offesa allo spirito della dottrina e alla tradizione socialista".R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 126-7. Quindi entrò nella direzione nazionale del partito. Collaborò poi con Folla, giornale di Paolo Valera, firmandosi con lo pseudonimo "L'homme qui cherche".
Direttore dell<nowiki>'</nowiki>''Avanti!''
Content:File:Mussolini direttore dell'Avanti!.jpg: Grazie agli eventi del 1912 e alle sue qualità di brillante oratore, nel novembre 1912 divenne esponente di spicco dell'ala massimalismo (politica) del socialismo italiano e giunse alla direzione dell'Avanti!, organo ufficiale del partito, succedendo a Giovanni Bacci (Angelica Balabanoff venne scelta per il ruolo di viceredattore capo).R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 136-9.Alle Elezioni politiche italiane del 1913 (il primo turno si svolse il 26 ottobre) Mussolini si presentò, nel collegio di Forlì, come candidato socialista per la Camera dei Deputati, ma venne sconfitto da Giuseppe Gaudenzi, Partito Repubblicano Italiano (tradizionalmente, i repubblicani erano molto forti nel forlivese). Il mese successivo (novembre 1913) fondò un proprio giornale, Utopia, che diresse fino allo scoppio della prima guerra mondiale e sul quale poté esprimere tutte le proprie opinioni, anche quelle in contrasto con la linea ufficiale del PSI.Al XIV congresso del Partito Socialista di Ancona del 26, 27 e 28 aprile 1914, presentò con Giovanni Zibordi una mozione, che venne accolta, con la quale si stabilì esser incompatibile l'appartenenza alla massoneria per un socialista.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 190 sgg. In realtà il pensiero anti-massonico era già stato portato innanzi nel XIII congresso del 1912 a Reggio nellEmilia (cfr. ibid. pag. 125), nel congresso regionale socialista romagnolo di Forlì, 16 giugno 1912, (ibid., pag. 674) e in vari altri ambienti fin dal 1904, compreso un attacco mussoliniano del 2 luglio 1910 (ibid., pagg. 89-91). Gli tenne testa un giovane delegato del Polesine, Giacomo Matteotti, quasi anticipando quella contrapposizione che, dieci anni dopo, avrebbe condotto all’assassinio del leader dei socialisti riformisti, con l’avallo del capo del fascismo.Al Congresso di Ancona Mussolini colse inoltre un grande successo personale, con una mozione di plauso per i successi di diffusione e di vendite del giornale del Partito, tributatagli personalmente dai congressisti.cfr. Infatti, nel periodo di direzione Mussolini, l'Avanti! era salito da 30-45.000 copie nel 1913 a 60-75.000 copie nei primi mesi del 1914.Valerio Castronovo et alii, La stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979, p. 212. Vd. anche Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pag. 188.Il 9 giugno venne eletto consigliere comunale a Milano.
Mussolini e la Settimana Rossa
Content:Fu protagonista della campagna politica e di stampa in sostegno dell'ondata rivoluzionaria della Settimana rossa, insurrezione popolare spontanea a seguito dell'uccisione di tre manifestanti contro le Compagnie di Disciplina nellEsercito, avvenuta ad Ancona il 7 giugno 1914 ad opera della forza pubblica. Dalle pagine dell'Avanti! infiammò gli animi con appelli alle masse popolari: Con quest'articolo Mussolini, facendo leva sulla popolarità di cui godeva nel movimento socialista e sulla grande diffusione del giornale, di fatto costrinse la Confederazione Generale del Lavoro a dichiarare lo sciopero generale, strumento di lotta che determinava il blocco di ogni attività nel Paese, di cui il sindacato riteneva di dover fare uso solo in circostanze eccezionali.Mussolini strumentalizzò i moti popolari anche a fini politici interni al mondo socialista: la direzione del Partito Socialista Italiano uscita dal XIV Congresso di Ancona era in mano ai massimalisti rivoluzionari, ma i riformisti erano ancora maggioritari nel gruppo parlamentare e nella CGdL.Il 10 giugno si tenne un comizio all'Arena Civica di Milano di fronte a 60.000 manifestanti, mentre il resto dell'Italia era in lotta e paralizzata, la Romagna e le Marche insorte e i ferrovieri avevano finalmente annunciato di aderire allo sciopero generale. Dopo che gli oratori riformisti di tutti i partiti avevano gettato acqua sul fuoco dicendo che questa non era la rivoluzione, ma solo protesta contro l'eccidio di Ancona, e che non ci si sarebbe fatti trascinare in un'inutile carneficina, intervennero Filippo Corridoni e Mussolini. Quest'ultimo esaltò la rivolta. Ecco il resoconto del suo infuocato discorso, pubblicato il giorno dopo sullAvanti!: Proprio per scongiurare il rischio che la Vittorio Emanuele III potesse sentirsi minacciata e dichiarare lo stato d'assedio e il passaggio dei poteri pubblici ai militari, la Confederazione generale del lavoro dichiarò concluso lo sciopero dopo solo 48 ore, invitando i lavoratori a riprendere la loro attività.Ciò frustrò gli intenti bellicosi ed insurrezionali di Mussolini che, sull'Avanti! del 12 giugno 1914, non si paventò dall'accusare di fellonia i capi sindacali confederali, che facevano riferimento alla componente riformista del PSI, accusando: "La Confederazione del Lavoro, nel far cessare lo sciopero, ha tradito il movimento rivoluzionario".Cfr. Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, 1883-1920, Collana Biblioteca di cultura storica, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1965.Mussolini venne fermato insieme a Corridoni durante una manifestazione, duramente percosso dalla polizia, cui si unirono gli insulti e la gogna della folla borghese nei pressi della Galleria Vittorio Emanuele II. Saranno entrambi arrestati.
Contro l'intervento in guerra dell'Italia
Content:Allo scoppio della prima guerra mondiale interpretò con fermezza la linea non interventista dell'Internazionale Socialista. Mussolini era del parere che il conflitto non potesse giovare agli interessi dei proletari italiani, bensì solo a quelli dei capitalisti.Mussolini propose il 27 luglio 1914 uno sciopero generale insurrezionale nel caso dell'entrata italiana nel conflitto, v. Leo Valiani, Il partito socialista italiano nel periodo della neutralità 1914-1915, Milano, 1963, pag. 8. Nello stesso periodo, all'insaputa dell'opinione pubblica, il Antonino Paternò Castello, marchese di San Giuliano stava avviando un'operazione di persuasione negli ambienti socialisti e cattolici per ottenere un atteggiamento favorevole verso un possibile intervento dell'Italia in guerraStando alle confessioni di Filippo Naldi del 1960, citate in Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 274-75 e 286-87.. Ci fu anche chi avviò contatti diretti con il direttore dell'«Avanti!» per portarlo sul fronte interventista: Filippo Naldi, "faccendiere" con numerosi agganci tra gli ambienti finanziari e il giornalismo, e direttore del bolognese «Il Resto del CarlinoClaudio Mussolini, Grande guerra, la verità su Mussolini interventista, «Corriere della Sera», 2 luglio 2002, p. 35..Il 26 luglio Mussolini pubblicò un editoriale intitolato Abbasso la guerra, a favore della scelta antibellicista; Già nei primi mesi del conflitto appariva quindi tutta l'incertezza del Partito Socialista, che non sapeva risolversi tra la sua inclinazione antimilitarista e la propensione verso la guerra come mezzo per rinnovare la lotta politica e smuovere gli equilibri consolidati nel Paese.Valerio Castronovo et alii, La stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979, p. 248.Tra i primi a porre dubbi sulla neutralità assoluta vi furono Leonida Bissolati e Gaetano Salvemini, cui seguirono i socialisti riformisti e i sindacalisti rivoluzionari.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 229-236. I primi attacchi a Mussolini relativi a un suo possibile cambio d'opinione si ebbero il 28 agosto 1914 in un articolo del «Il Giornale dItalia (1901-1976)» e continuarono in settembre e ottobre su altri quotidiani. Fu in questo contesto che Naldi pubblicò un polemico articolo su «Il Resto del Carlino» (7 ottobre 1914, scritto da Libero Tancredi), in cui accusava Mussolini di doppiogiochismo, ottenendo l'irata reazione del direttore dell'«Avanti!».
Mussolini diviene interventista e viene espulso dal PSI
Content:Il 18 ottobre, mutando esplicitamente la propria originaria posizione, Mussolini pubblicò sulla Terza pagina dell'Avanti! un lungo articolo intitolato «Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante», in cui rivolse un appello ai socialisti sul pericolo che una neutralità avrebbe comportato per il partito, cioè la condanna all'isolamento politico. Secondo Mussolini, le organizzazioni socialiste avrebbero dovuto appoggiare la guerra fra le nazioni, con la conseguente distribuzione delle armi al popolo, per poi trasformarla in una rivoluzione armata contro il potere borghese..La nuova linea non venne accettata dal partito e nel giro di due giorni Mussolini rassegnò le dimissioni (20 ottobre). Grazie all'aiuto finanziario di alcuni gruppi industriali (ancora con la mediazione di Filippo Naldi),Scrive Renzo De Felice: «Secondo Filippo Naldi, direttore del Il Resto del Carlino, alle prime spese per il giornale fecero fronte alcuni industriali di orientamento più o meno interventista o, almeno, interessati ad un incremento delle forniture militari: Esterle (Edison), Bruzzone (Unione zuccheri), Agnelli (Fiat), Perrone (Ansaldo), Parodi (armatori)». Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, Einaudi, p. 277. Mussolini riuscì rapidamente a fondare un suo giornale: Il Popolo dItalia, il cui primo numero uscì il 15 novembre 1914.Mussolini resterà alla direzione del Popolo d'Italia fino al novembre 1922, quando verrà nominato Presidente del Consiglio. Dalle colonne del suo giornale, Mussolini attaccò senza remore i suoi vecchi compagni. Col partito era rottura: il 29 novembre Mussolini venne espulso dal PSI.File:Mussolini arresto comizio 1915.JPG: I tempi dell'operazione e la provenienza dei finanziamenti insospettirono gli ex compagni, che accusarono Mussolini di indegnità morale. Secondo il Partito Socialista, egli avrebbe ricevuto fondi occulti da agenti francesi in Italia, che lo avrebbero corrotto per farlo aderire alla causa dell'interventismo pro-Intesa.La questione finì davanti alla commissione d'inchiesta del collegio dei probiviri dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti, che escludette ogni ipotesi di corruzione giungendo alla conclusione che la nascita del giornale era da collegarsi esclusivamente al rapporto di simpatia personale fra Mussolini e il direttore del Carlino Naldi.Vd. la relazione della Commissione d'inchiesta sul > in Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 684-88.Solo negli ultimi anni stanno uscendo documenti che proverebbero invece il diretto intervento del governo francese a favore di Mussolini, che comunque sappiamo aver incontrato in Svizzera rappresentanti dell'Intesa, i quali gli assicurano il loro appoggio.Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 276-77 e il "Rapporto Gasti" presentato alle pagg. 723-37, in particolare pagg. 732-33.In particolare, secondo una nota scritta nel novembre 1922 dai servizi segreti francesi a Roma, Mussolini (che venne dichiarato in un'altra nota degli stessi servizi «un agente del Ministero francese a Roma») avrebbe incassato nel 1914 dal deputato francese Charles Dumas, capo di gabinetto del ministro francese Jules Guesde, socialista, dieci milioni di franchi "per caldeggiare sul suo Popolo d'Italia l'entrata in guerra dell'Italia al fianco delle potenze alleate".Massimo Novelli, Il giovane Mussolini al soldo della Francia, La Domenica di Repubblica, La Repubblica, 14 dicembre 2008, p. 31; http://download.repubblica.it/pdf/domenica/2008/14122008.pdf (consultato 15/8/2011).Nel mese di dicembre prese parte a Milano alla fondazione dei "Fasci di azione rivoluzionaria" di Filippo Corridoni, partecipando poi al loro primo congresso il 24 e il 25 gennaio 1915.
Il duello con Claudio Treves
Content:File:CLAUDIO TREVES.jpg: Nel marzo 1915, dopo una lunga serie di reciproci articoli durissimi, giunti all'insulto personale, nonostante lo Statuto del Partito Socialista Italiano lo vietasse, Claudio Treves sfidò Mussolini a duello.La sfida venne accolta e il duello si svolse a Bicocca (Milano) (nord di Milano) nel pomeriggio del 29 marzo 1915. Fu un combattimento alla sciabola tesissimo, durato 25 minuti, suddivisi in otto assalti consecutivi, nei quali i duellanti infersero, l'un l'altro, varie ferite e contusioni. Al termine dell'ottavo assalto, su consiglio dei medici, i padrini decisero di porre termine allo scontro, comunque constatando l'univoco rifiuto dei duellanti alla riconciliazione.Pur restando ferito all'avambraccio, alla fronte e all'ascella, Treves riuscì a colpire all'orecchio il futuro Duce, che era uscito indenne da sei precedenti duelli.Nel fascicolo "Corrispondenza, b. 1, fascc. 17, fotografie 1 (1895-1933)" del fondo "Treves" conservato presso la Fondazione di studi storici "Filippo Turati", è presente una ricca corrispondenza sull'episodio.Secondo il ricordo del figlio di Treves, Piero Treves: "Non credo vi siano mai state due persone più antitetiche. Mio padre era fondamentalmente un uomo di cultura, odiava la demagogia, la retorica vana, il gonfiarsi le gote, insomma tutto ciò che caratterizza il cosiddetto 'villan rifatto'. Questo era precisamente Mussolini, il quale si faceva bello di una cultura che non aveva...".Piero Treves, Ma perché quel giorno non infilzò Mussolini?, La Stampa, 30 giugno 1992, pag. 19. Anche in: Piero Treves, Scritti novecenteschi, Bologna, Il Mulino, 2006, pp. 182-184.
L'antiparlamentarismo di Mussolini
Content:L'interventismo di Mussolini si fece via via sempre più acceso, accompagnato dalla veemenza contro le istituzioni parlamentari, che nella sua idea di guerra come anticamera della rivoluzione avrebbero dovuto essere spazzate via dalla novità della guerra mondiale, grazie alla quale le masse rivoluzionarie si sarebbero affacciate armate sul palcoscenico della storia:Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, cit.
La partecipazione nella ''Grande Guerra''
Content:Alla dichiarazione di guerra all'Impero austro-ungarico (23 maggio 1915), Mussolini fece domanda per arruolarsi volontario, e questa come nella maggioranza dei casi venne respinta dagli uffici di leva.Renzo De Felice, Mussolini il Rivoluzionario cit., pagg. 321-22. Venne chiamato come coscritto il 31 agosto 1915, e fu assegnato come soldato semplice al 12º Reggimento bersaglieri; il 13 settembre partì per il fronte con l'11º Reggimento bersaglieri. Tenne un diario di guerra, pubblicato sul Popolo d'Italia (fine dicembre 1915 - 13 febbraio 1917), nel quale raccontò la vita in trincea e prefigurò se stesso come eroe carismatico di una comunità nazionale, socialmente gerarchica e obbediente.Da cui sarà tratto il libro :s:Il mio diario di guerra.File:Mussolini ospedale militare 1917.jpg: Il 1º marzo 1916 fu promosso caporale per meriti di guerra. Nel "Rapporto Gasti" si legge, tra l'altro, «Attività esemplare, qualità battagliere, serenità di mente, incuranza ai disagi, zelo, regolarità nell'adempimento dei suoi doveri, primo in ogni impresa di lavoro e ardimento». Il 31 agosto successivo venne nominato caporal maggiore.File:Mussolini sul Carso.jpg: Il 23 febbraio 1917 fu ferito gravemente dallo scoppio di un lanciabombe durante un'esercitazione sul Carso.a causa di ciò ricevette un anno di licenza di convalescenza, seguito da altri sei mesi al suo rientro in ospedale allo scadere del primo permesso. Cfr. Foglio matricolare di Mussolini Benito di Alessandro, matricola 12467 D.M. di Forlì in Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 665-67. Fu operato nell'ospedaletto da campo di Ronchi di Soleschiano dal clinico chirurgo Giuseppe Tusini, fondatore e preside dell'Università Castrense di San Giorgio di NogaroIl 22 maggio del 1940, alla morte del Senatore Giuseppe Tusini, il Duce inviò un telegramma di condoglianze alla famiglia dove citava con riconoscenza il suo intervento chirurgico risolutivo all'Ospedale di Ronchi di Soleschiano. Cfr. P. Marogna, Giuseppe Tusini, Archivio italiano di chirurgia, Vol. LIX - fasc. V Vedi anche: AA. VV., Studenti al fronte, LEG (GO), 2010, p. 177- 182.. Durante la convalescenza venne visitato nel sanatorio da Vittorio Emanuele III di Savoia.. In questo periodo fece circolare due leggende: che aveva rifiutato l'anestetico mentre gli estraevano le schegge dal corpo. e che gli austriaci, considerandolo il nemico più potente, bombardarono l'ospedale in cui si trovava allo scopo di ucciderlo.Ludwig, Colloqui (1932), pag. 50.M. Sarfatti, Dux, pag. 158.Pini, Mussolini (1939), pp. 80-81. Dopo la prima convalescenza in ospedale militare e le due successive licenze venne congedato illimitatamente nel 1919.Sebbene alcuni abbiano recentemente sostenuto ipotesi differenti sulle cause del congedo, attribuendolo a condizioni generali di salute non buone legate a malattie infettive, la presenza di tali patologie è stata negata dal referto autoptico relativo al cadavere di Mussolini.Mussolini tornò alla direzione de Il Popolo dItalia nel giugno 1917.Renzo de Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pag. 353. Il 1º agosto 1918 modificò il sottotitolo da "Quotidiano socialista" a "Quotidiano dei combattenti e dei produttori", indicando chiaramente la strada da intraprendere.In una lettera dal fronte ad Ottavio Dinale dell'11 settembre 1916 Mussolini mostrava già di aver voglia di modificare il sottotitolo del giornale. Vd. Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 405-6, 687 e 734. La spiegazione del cambiamento venne data comunque in breve fondo del 1º agosto 1918 dal titolo Novità... In dicembre pubblicò sul giornale l'articolo Trincerocrazia, in cui rivendicò per i reduci dalle trincee il diritto di governare l'Italia post-bellica e prefigurò i combattenti della Prima guerra mondiale come l'aristocrazia di domani e il nucleo centrale di una nuova classe dirigente.Grandi, Le origini, pag. 52.Stando a documenti resi pubblici nel 2009, fu in questo periodo che l'allora tenente colonnello del servizio segreto militare britannico Samuel Hoare (futuro Segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth e successivamente Segretari di Stato per gli affari interni del Regno Unito) prese accordi con Mussolini, fornendogli una retribuzione settimanale di 100 Sterlina britannica in cambio dell'impegno a sostenere la linea bellica anche dopo la sconfitta di Caporetto.. Il tenente colonnello Hoare, nelle sue memorie, riportò le parole che Mussolini gli fece pervenire nonché le proprie conclusioni: «"Mobiliterò i mutilati di Milano, che spaccheranno la testa a ogni pacifista che tentasse di tenere una manifestazione di strada contro la guerra". E fu di parola, i fasci neutralizzarono davvero i pacifisti milanesi»., articolo del The Times, del 14 ottobre 2009. Mussolini in questo periodo ricevette per il suo giornale anche, secondo una relazione della Polizia del 10 aprile 1917, finanziamenti da parte di ricchi industriali milanesi, da Banche per la pubblicità dei prestiti di guerra, da singoli sovvenzionatori come Cesare Goldmann e probabilmente Filippo Naldi, dalla Banca Italiana di Sconto e dalla massoneria.Renzo de Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 353-56. Ci furono probabilmente anche legami con i gruppi industriali Ansaldo e Jósef Leopold Toeplitz (e legata a quest'ultimo la Banca Commerciale Italiana).Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 414-15.
Il Fascismo e la rivoluzione fascista
Content:File:Mussolini e d'annunzio.jpg: File:Mussolini and D'Annunzio.jpg: La fondazione dei Fasci italiani di combattimento avvenne a Milano il 23 marzo 1919 in Piazza San Sepolcro; stando allo stesso Mussolini non erano presenti che una cinquantina di aderenti,.Un rapporto della stessa sera della Polizia di Milano indicava circa 300 presenti, compresi giornalisti e curiosi. Vd. Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pag. 504. ma negli anni successivi, quando la qualifica di sansepolcrista dava automaticamente diritto a vantaggi cospicui in termini economici e di prestigio sociale, furono centinaia coloro che riuscirono a far aggiungere alla lista il loro nome.Tra marzo e giugno i futurismo di Filippo Tommaso Marinetti (che si erano dati un programma politico anticlericale, socialista e nazionalista insieme) divennero la componente principale del Fascio milanese e fecero sentire la loro influenza ideologica;Chiurco, vol. I, pag. 22. tuttavia Mussolini ebbe modo di affermare: "Noi siamo, soprattutto, dei libertari cioè della gente che ama la libertà per tutti, anche per avversari. (...) Faremo tutto il possibile per impedire la censura e preservare la libertà di pensiero di parola, la quale costituisce una delle più alte conquiste ed espressioni della civiltà umana".O.O., vol. XIV, pp. 88, 102-133.Dall'esperienza dei Freikorps tedeschi trasse la conclusione che squadre di uomini armati potevano essere utilissime per intimidire l'opposizione: il 15 aprile 1919, subito dopo un comizio della Camere del Lavoro all'Arena Civica, fascisti, arditi, nazionalisti e allievi ufficiali, guidati da Filippo Tommaso Marinetti e Ferruccio Vecchi si lanciarono contro la sede dellAvanti!, Assalto allAvanti!, dopo una serie di colluttazioni stradali con gruppi socialisti e dopo che dalla sede del giornale venne sparato un colpo di pistola che uccise un soldato, Martino Speroni.Vd. la relazione di Giovanni Gasti in Renzo de Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pag. 520-21. Mussolini si tenne in disparte, credendo che i suoi uomini non fossero ancora pronti per combattere una "battaglia di strada", ma difese il fatto compiuto.O.O., vol. XVIII, pag. 201. In un fondo dal titolo Non subiamo violenze! del 18 aprile 1919 dice noi dei Fasci non abbiamo preparato l'attacco al giornale socialista, ma accettiamo tutta la responsabilità morale dell'episodio. Procedette quindi a reclutare un esercito di arditi pronti a vari assalti frontali e trasportò nella sede del Popolo d'Italia una grande quantità di materiali bellici, per prevenire un possibile "contrattacco rosso"..In giugno Mussolini si schierò contro il governo guidato da Francesco Saverio Nitti; per i fascisti il neopresidente del consiglio era il rappresentante di quella vecchia classe politica che essi intendevano soppiantare.O.O., vol. XIII, pag. 231. Dalla debolezza dell'esecutivo Mussolini voleva trarre la forza per attuare una rivoluzione,O.O., vol. XIII, pag. 26 e 252. e per tutta l'estate il suo nome fu associato a complotti volti a realizzare un colpo di Stato..Il 12 settembre, Mussolini promosse davanti alla sede de Il Popolo d'Italia una sottoscrizione a favore dell'Impresa di Fiume di Gabriele DAnnunzio, dopo aver incontrato quest'ultimo per la prima volta a Roma il 23 giugno.La questione fiumana era già dibattuta da tempo. Erano stati deliberati, nelle riunioni dei Fasci di combattimento, gli invii di diverse centinaia di volontari. Vd. Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 531 n. 1 e 533 n. 1. Il 7 ottobre era a Fiume (Croazia), dove ebbe colloqui con D'Annunzio. I rapporti con il Vate furono comunque estremamente fugaci, e condizionati da reciproca diffidenza e rivalità: Mussolini mal sopportava l'idea che D'Annunzio potesse relegarlo in secondo piano; D'Annunzio gli scrisse una lettera tacciandolo di codardia, ma quando la missiva venne pubblicata dal Popolo d'Italia questo passaggio fu censurato.Carteggio Arnaldo-Benito Mussolini, pp. 223-224 (16 settembre 1919).Il 9 ottobre si tenne a Firenze il primo Congresso dei Fasci di Combattimento: venne deciso di presentarsi alle imminenti elezioni politiche senza aderire a nessuna alleanza. Alle elezioni politiche del 16 novembre 1919 i fascisti, nonostante le candidature "eccellenti" dello stesso Mussolini, di Filippo Tommaso Marinetti e di Arturo Toscanini, non ottennero neanche un seggio, e nella provincia di Milano presero soltanto 4675 voti.Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pag. 572. Inoltre, il 18 novembre Mussolini fu tratto in arresto per alcune ore con l'accusa di detenzione di armi ed esplosivi; venne rilasciato grazie anche all'intervento del senatore liberale Luigi Albertini.Per tutta la vicenda vedi Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 573-77.Dall'infelice esperienza Mussolini trasse la conclusione che il fascismo era guardato con diffidenza dall'elettorato conservatore ed era troppo simile ai socialisti per l'elettorato progressista; pertanto, avendo il fascismo fallito come movimento di sinistra, esso avrebbe potuto trovare un suo spazio come aggregazione di destra.Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pag. 544, pag. 590 e sgg. All'inizio del 1920 Mussolini s'impegnò per aumentare i propri consensi nel nord-est, e in particolare a Trieste, città di frontiera dove convivevano non senza attriti italiani e slavi.O.O., vol. XV, pagg. 197-8.Il 24 e il 25 maggio 1920 Mussolini partecipò al secondo Congresso dei Fasci di combattimento, che si teneva al teatro lirico di Milano. I Fasci di combattimento, grazie alla progressiva svolta a destra, iniziarono ad avere finanziamenti da parte di industriali, i quali venivano in cambio protetti da squadre di arditi.Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 592 e 658-59, Mussolini il fascista - La conquista del potere, Einaudi, Torino, 1995, pag. 29. A volte le richieste di denaro erano quasi esplicitamente ricattatorie, vd. Mussolini il rivoluzionario cit. pag. 354 e Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 45. In giugno si schierò a favore di Giovanni Giolitti, Il 12 novembre, con l'articolo di fondo L'accordo di Rapallo, commentò abbastanza favorevolmente il Trattato di Rapallo (1920) firmato da Giolitti, con cui veniva creato lo Stato libero di Fiume e la città di Zara veniva annessa all'Italia in cambio dell'abbandono di ogni rivendicazione sui territori dalmati. Successivamente ad una discussione del Comitato Centrale dei Fasci del 15 novembre Mussolini modificò la propria opinione sulla bontà del trattatoRenzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit. pagg. 645-47. e successivamente solo a parole si pronunciò contro gli avvenimenti del Natale di sangue quando Giolitti pose fine all'impresa dannunazina a colpi di cannone; avendo promesso che i fascisti non sarebbero intervenuti.Nel gennaio del 1921 la minoranza comunista usciva dal PSI per fondare il Partito Comunista dItalia; ciò mise in allarme Mussolini perché i socialisti, ricollocatisi su posizioni più moderate, avrebbero potuto essere interpellati da Giolitti per una collaborazione governativa, escludendo in questo modo i fascisti dagli scenari politici principali. Il 2 aprile, , Mussolini accettò la richiesta di Giovanni Giolitti di far parte dei Blocchi Nazionali,Giolitti aveva esplicitato la sua intenzione di avere con sé i "patrioti" e i "partiti nazionali" il 1º aprile 1921. Vd. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 64. contando di poter addomesticare i fascisti alle sue posizioni politiche e utilizzarli per indebolire le opposizioni.Il futuro Duce si presentò quindi come alleato dello Giovanni Giolitti, dei nazionalisti e di una serie di altre associazioni e partiti,La lista di associazioni che aderirono al blocco è consultabile in Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 82 n. 4. alle elezioni del 15 maggio 1921, nelle liste dei "Blocchi Nazionali" antisocialisti: la lista ottenne 105 seggi, di cui 35 per i fascisti e anche Mussolini fu eletto deputato. Grazie all'immunità parlamentare poté quindi evitare il processo relativo ai fatti del 1919 (cospirazione e detenzione illegale di armi).Dal Corriere della Sera del 1º gennaio 1922. Le consultazioni si svolsero in un clima di violenza: i morti furono un centinaioDall'8 aprile al 14 maggio risultano 105 morti e 431 feriti. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 87. e in molte zone, Camera, 11 marzo 1925, pag. 2438.
Verso il potere
Content:A partire da questo momento le camicie nere moltiplicarono i numerosi episodi di violenza e aggressione fisica e verbale contro gli avversari politici del fascismo; bersagli preferiti erano soprattutto socialisti, comunisti e popolari: il fenomeno prese il nome di squadrismo. Il 2 luglio, con un articolo (In tema di pace) sul Popolo d'Italia, invitò i socialisti e i popolari ad aderire a un patto di pacificazione per la cessazione delle violenze squadriste. L'Patto di pacificazione venne siglato il 2 agosto e firmato il giorno successivo grazie alla mediazione del presidente della Camera Enrico De Nicola; tuttavia, le violenze non cessarono perché l'esecuzione dell'accordo venne contestata dai singoli Ras (titolo) e perché ne vennero esclusi i comunisti, che non aderirono per estraneità del patto ai loro principii politiciRenzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 111, 138.: fra costoro e gli squadristi le violenze continuarono rendendo vuoto di significato il patto; d'altro canto a Mussolini non conveniva recitare più di tanto la parte del pacificatore perché i ras minacciavano di scavalcarlo e destituirne l'autorità sui Fasci.A proposito della notevole autonomia di cui godevano i singoli gruppi squadristi, Renzo De Felice riporta che il futuro duce entrò in contrasto con alcuni esponenti che mettevano in dubbio la sua posizione di guida del movimento (su tutti, Dino Grandi) e che non accettavano la volontà mussoliniana di presentare quest'ultimo come "normalizzatore" dell'ordine sociale. Emblematico da questo punto di vista, sempre secondo De Felice, quanto scrisse Mussolini: «Il fascismo può fare a meno di me? Certo, ma anch'io posso fare a meno del fascismo».Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 151.Tuttavia, le divergenze vennero superate, e il 7 novembre si tenne a Roma il terzo congresso dei Fasci di Combattimento, che vennero trasformati nel Partito Nazionale Fascista, con Michele Bianchi primo segretario. Il 1º gennaio 1922 Mussolini fondò il mensile Gerarchia, con cui collaborò l'intellettuale (e amante di Mussolini) Margherita Sarfatti, ma già nell'agosto precedente si era affrettato a creare una scuola di cultura fascista che aveva il compito di esporre la dottrina.O.O., vol. XVI, pagg. 241 e 297.Nel febbraio del 1922 divenne primo ministro Luigi Facta, l'ultimo liberale prima di Mussolini, personaggio di modesto spessore. La sua nomina fece il gioco dei fascisti poiché dava l'ennesima dimostrazione dell'incapacità del sistema parlamentare democratico di produrre un governo stabile e di mantenere l'ordine. Sotto il suo governo le incursioni delle squadre fasciste si moltiplicarono, soprattutto nelle province di provincia di Ferrara e provincia di Ravenna (si distinse in questi attacchi Italo Balbo).Il 2 agosto le Alleanza del Lavoro indissero uno sciopero, definito da Filippo Turati "Sciopero legalitario" ed organizzato fin dal 28 luglio,Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 222. contro le violenze delle camicie nere, che intervennero determinandone il fallimentoSe i treni, se le poste hanno funzionato non lo si deve alle misure preventive prese dal Governo, ma al concorso spontaneo, disinteressato, entusiasta degli elementi nazionali. in Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 273. Per i pareri negativi riguardo allo sciopero vedi ibidem pagg. 222-24: Lo sciopero generale proclamato ed ordinato dall'Alleanza del Lavoro è stato la nostra Caporetto. Usciamo da questa prova clamorosamente battuti.: Enzo Biagi, Storia del Fascismo cit. Nel frattempo, tra il 31 agosto e il 5 settembre, le squadre fasciste occuparono i municipi di Ancona, Milano, Genova, Livorno, Parma, Bolzano e Trento, acquisendone il controllo, dopo violenti scontri armati.Si trattava del crescendo della "rivoluzione fascista", con cui Mussolini tentò un ambizioso colpo di mano per impadronirsi del potere, sfruttando il consenso acquisito presso gli ambienti sociali più influenti del regno. Il 24 ottobre egli passò in rassegna a Napoli le 40.000 camicie nere lì radunate, affermando il diritto del Fascismo a governare l'Italia.
La marcia su Roma
Content:File:March on Rome 1922 - Mussolini.jpg: In molti si convinsero che ormai dialogare con Mussolini fosse diventato inevitabile: Giovanni Amendola e Vittorio Emanuele Orlando teorizzarono una coalizione di governo che includesse anche i fascistiAmendola, Una battaglia, pag. 186. e Nitti, che sperava nella presidenza del Consiglio, riteneva ora un'alleanza con Mussolini il mezzo migliore per scalzare il suo avversario Giolitti.Nitti, Rivelazioni, pagg. 346-7.Proprio Giolitti, secondo lo stesso Mussolini, era l'unico uomo che poteva evitare il successo del fascismo: Facta lo sollecitò più volte a intervenire ma il grande vecchio della politica italiana comunicò che non si sarebbe scomodato se non per prendere direttamente in mano le redini del governo (fu questo un errore di cui si sarebbe pentito).. I fascisti lo blandirono promettendogli la presidenza del Consiglio ed egli li accreditò presso il mondo industriale milanese.Antonino Repaci, vol. II, pagg. 125 e 132.Tra il 27 e il 31 ottobre 1922, la "rivoluzione fascista" ebbe il suo culmine con la "marcia su Roma", opera di gruppi di camicie nere provenienti da diverse zone d'Italia e guidate dai "quadrumviri" (Italo Balbo, Cesare Maria De Vecchi, Emilio De Bono e Michele Bianchi). Il loro numero non è mai stato stabilito con certezza; tuttavia, Mussolini stesso asserisce, nel Discorso del bivacco, che le camicie nere sarebbero state ben 300.000.Mussolini non prese parte direttamente alla marcia, temendo un intervento repressivo dell'esercito che ne avrebbe determinato l'insuccesso., asserì, inoltre che "al primo fuoco, tutto il fascismo crollerà". Renzo de Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 325. Rimase a Milano (dove una telefonata del prefetto lo avrebbe informato dell'esito positivo) in attesa di sviluppi e si recò a Roma solo in seguito, quando venne a sapere del buon esito dell'azione. A Milano, la sera del 26 ottobre, Mussolini ostentò tranquillità nei confronti dell'opinione pubblica assistendo al Cigno di Ferenc Molnár al Teatro Manzoni.Renzo de Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 358. In quei giorni, stava in realtà trattando direttamente col governo di Roma sulle concessioni che questo era disposto a fare al Fascismo, e il futuro Duce nutriva incertezza sul risultato che la manovra avrebbe avuto.Il Vittorio Emanuele III di Savoia, per l'opposizione di Mussolini a qualsiasi compromesso (il 28 ottobre rifiutò il Ministero degli Esteri) e per il sostegno di cui il fascismo godeva presso gli alti ufficiali e gli industriali, che vedevano in Mussolini l'uomo forte che poteva riportare ordine nel paese "normalizzando" la situazione sociale italiana, non proclamò lo Stato d'assedio proposto dal presidente del Consiglio Facta e dal generale Pietro Badoglio, e diede invece l'incarico a Mussolini di formare un nuovo governo di coalizione (29 ottobre). Se il re avesse accettato il consiglio dei due uomini, non ci sarebbero state speranze per le camicie nere: lo stesso Cesare Maria De Vecchi e la destra fascista di ispirazione monarchicaSecondo Renzo De Felice la parte destrorsa del fascismo era di tendenza o monarchica e conservatrice di ispirazione nazionalista, oppure revisionista, normalizzatrice e moderatamente parlamentarista. Vd. Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 365-66. avrebbero optato per la fedeltà al Re.Paolucci, pag. 240.
Mussolini Presidente del Consiglio
Content:Il 16 novembre Mussolini si presentò alla Camera dei deputati e tenne il suo primo discorso come presidente del consiglio (il "discorso del bivacco"), nel quale dichiarò: File:Benito Mussolini.gif Gli rispose il giorno dopo, unico in una platea di oppositori silenti, forse sbigottiti dalla violenza verbale del discorso del futuro duce, il vecchio leader socialista Filippo Turati, che pronunciò un discorso altrettanto duro e veemente, di condanna del capo fascista e di denuncia dell'ignavia dei parlamentari delle altre forze politiche, poi divenuto noto con il titolo "Il Parlamento è morto" o "Il bivacco della Camera"cfr. "Il Parlamento è morto". Discorso pronunziato alla Camera dall'on. Filippo Turati il giorno 17 novembre 1922 sulle Comunicazioni del Governo, in "Critica Sociale", a. XXXII, n. 22, 16-30 novembre 1922, p. 339-349.Vedi anche Atti Parlamentari, Camera dei deputati, Discorsi, XXVI legislatura, Tornata del 17 novembre 1922, pp. 8425-8435. Affermò Turati: Riferendosi poi alla richiesta di Mussolini di modificare la legge elettorale per garantire alla lista più votata un enorme premio di maggioranza (che diverrà poi la cosiddetta "Legge Acerbo", dal nome del parlamentare fascista che la propose), il che avrebbe comportato il rinvio della data delle elezioni per consentire l'approvazione della nuova legge, disse: Una voce all'estrema destra: «Vi piacerebbero quelle del 1920!»Turati: «Non le abbiamo fatte noi.»Giunta: «Le faremo col manganello!» (Vivi rumori — Commenti alla estrema sinistra — Vivaci proteste del deputato Salvadori che abbandona l'Aula — Applausi alla estrema sinistra — Commenti) [..]Turati: Mussolini: «Naturale!»Turati: Nella Camera dei deputati Mussolini ottenne poi la fiducia con 306 voti a favore, 116 contrari (socialisti, comunisti e qualche isolato) e 7 astenuti (rappresentanti delle minoranze nazionali), nel Senato con 19 voti contrari.Rendo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit. pag. 479. Tra i favorevoli risultarono Giovanni Giolitti, Vittorio Emanuele Orlando, Luigi Facta e Antonio Salandra mentre Francesco Saverio Nitti abbandonò l'aula per protesta.Gianfranco Bianchi, Da Piazza San Sepolcro a Piazzale Loreto, Vita e Pensiero, Roma, 1978, p.264.Il 25 novembre Mussolini ottenne dalla Camera dei deputati i pieni poteri in ambito tributario e amministrativoRenzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 481 n. 4. La legge sarà la n. 1601 del 3 dicembre 1922 (G. U. 15 dicembre, num. 293), vd. . sino al 31 dicembre 1923, al fine di "ristabilire l'ordine".Il 15 dicembre 1922 si istituì il Gran consiglio del fascismo.Il 14 gennaio 1923 le camicie nere vennero istituzionalizzate attraverso la creazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.Il 9 giugno, dopo esser riuscito, con minacce, a far dimettere uno dei suoi principali antagonisti parlamentari, Luigi Sturzo, e a far frazionare il gruppo dei partito Popolare Italiano (1919) con il suo pacato discorso del 15 luglio,Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 528-534. presentò alla Camera la nuova legge Acerbo in materia elettorale, approvata dalla stessa il 21 luglio e il 13 novembre dal Senato,Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 524 e 535. divenendo poi la legge 18 novembre 1923, n. 2444.Italo Scotti, Bollettino di informazioni costituzionali e parlamentari 1 (1984): Il fascismo e la Camera dei deputati: I - La Costituente fascista (1922-1928), . Mussolini ebbe un successivo voto di fiducia il 15 luglio con 303 voti a favore, 140 contro e 7 astensioni.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 534.Sempre in luglio, grazie all'appoggio britannico, nella conferenza di Losanna (1922-1923) fu riconosciuto il dominio italiano sul Dodecaneso, occupato dal 1912.Il 27 agosto si verificò l'Crisi di Corfù#Leccidio di Giannina: la spedizione militare Tellini, col compito di definire la linea di confine tra Grecia e Albania venne massacrata. Mussolini inviò un ultimatum alla Grecia per chiedere riparazioni, scuse e onori ai morti e, in seguito al parziale rifiuto del governo greco"The Italo-Greek Crisis." Economist [London,England] 8 Sept. 1923: 356+. The Economist Historical Archive, 1843-2012. ., ordinò alla marina italiana di occupare Corfù.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 561-62. Con questa azione, il nuovo presidente del consiglio voleva dimostrare di voler perseguire una politica estera forte e ottenne, grazie alla Società delle Nazioni, le riparazioni richieste (dietro l'abbandono dell'isola occupata).Il 19 dicembre presiedette alla firma dell'accordo tra Confederazione generale dellindustria italiana e la Confederazione delle Corporativismo fasciste (il cosiddetto "patto di Palazzo Chigi").Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 557-570. Il Il 27 gennaio 1924 venne firmato il trattato di Roma (1924) tra Italia e Jugoslavia, col quale quest'ultima riconobbe all'Italia Fiume,Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 563. annessa il 22 febbraio.s:R.D.L. 22 febbraio 1924, n. 213 - Istituzione della provincia del Carnaro con capoluogo Fiume. In seguito a questo, il 26 marzo il re conferì a Mussolini l'onorificenza dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata.A partire dalla marcia su Roma il governo italiano stabilì rapporti diplomatici con l'Unione Sovietica, che vennero migliorati nel corso del febbraio 1923, giungendo al riconoscimento dell'URSS e alla stipulazione di un trattato di commercio e navigazione il 7 febbraio 1924.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 564, n. 3. Cfr. anche Prassi italiana di diritto internazionale - .Un accordo con il Regno Unito permise all'Italia di acquisire l'Oltregiuba, regione keniota che venne annessa alla Somalia italiana.Il 24 marzo si ebbe il primo tentativo di radiotrasmissione di un discorso politico.
Le elezioni politiche del 1924
Content:Alle elezioni del 6 aprile 1924, la "Lista Nazionale" (nota con il nome di "Listone") ottenne il 60,1% dei voti e 356 deputati (poi ridotti a 355 per la morte di Giuseppe De Nava, non sostituito); ad essi si aggiunsero il 4,8% di voti e i 19 seggi conseguiti dalla "lista bis". Nel complesso le due liste governative raccolsero il 64,9% dei voti validi, eleggendo 375 parlamentari, di cui 275 iscritti al Partito Nazionale Fascista. Oltre al PNF erano entrati nel "Listone" la maggioranza degli esponenti liberali e democratici (tra cui Vittorio Emanuele Orlando, Antonio Salandra, ed Enrico De Nicola, che però ritirò la sua candidatura prima delle elezioni), ex popolari espulsi dal partito Popolare Italiano (1919), demosociali e Partito Sardo dAzione filofascisti, e numerose personalità della destra italiana.Le consultazioni si svolsero in un clima generale di violenza e intimidazioni,Alessandro Visani, La conquista della maggioranza, Mussolini, il PNF e le elezioni del 1924, Fratelli Frilli Editori, 2004, in particolare nel cap. 4 l'elenco dei fatti di cronaca riguardanti risse, aggressioni, provocazioni raccolte dall'A. nelle carte dell'ACS provenienti da prefetture, questure, stazioni di RRCC e dalla stampa coeva, da p. 134 a p. 143.Nella fattispecie i fascisti uccisi durante la campagna elettorale furono 18 e i feriti 147: cfr. Fabio Andriola, Mussolini prassi politica e rivoluzione sociale, e.f.c. Le vittime della violenza fascista, invece, secondo Renzo De Felice, furono "centinaia di feriti e non pochi morti" (fra questi anche il deputato Antonio Piccinini), quasi tutti appartenenti a partiti d'opposizione, ma anche alle frange dissidenti del fascismo (come nel caso di Cesare Forni e Raimondo Sala) cfr. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 583. nonostante Mussolini avesse inviato reiterati appelli all'ordine ai fascisti e telegrammi ai prefetti affinché impedissero a chiunque intimidazioni, provocazioni e aggressioni,Fin dalla presa del potere nell'ottobre 1922 Mussolini e il Governo tentarono di arginare la violenza squadristica non più necessaria, vd. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 406-07, 440-44, 481, 584. che avrebbero potuto portare le forze di minoranza a chiedere l'annullamento delle elezioni (che vedevano comunque favorito il "Listone").Cfr. soprattutto Alessandro Visani, La conquista della maggioranza, Mussolini, il PNF e le elezioni del 1924, Fratelli Frilli Editori, 2004, in particolare il capitolo 4 e 5 e la prefazione di Giovanni Sabatucci. Allo stesso tempo, Mussolini aveva impegnato telegraficamente i prefetti. affinché ogni sforzo fosse effettuato per assicurare la vittoria alla Lista Nazionale, attraverso l'opera di convincimento degli incerti e la lotta all'astensionismo, l'opera di propaganda sulla corretta compilazione della scheda elettorale,Riferisce infatti A. Visani (op. cit.), p. 146, come particolare cura dovesse essere tenuta nell'esporre bene che sulla scheda elettorale non andasse apposto altro segno che la croce sul partito scelto, e soprattutto si dovessero evitare slogan e frasi d'ogni genere. Ci si riferiva infatti alla possibilità riferita dalle prefetture che agenti in incognito dei partiti di minoranza avessero volontariamente spinto i più ingenui elettori del blocco nazionale a scrivere sulle schede "Viva Mussolini!", una pratica che avrebbe portato all'annullamento della scheda stessa. e soprattutto attraverso manifestazioni e celebrazioni pubbliche patriottiche e religiose, nelle quali i Fasci locali avrebbero potuto presentarsi come gli unici detentori della legittimità a rappresentare la nazione.Le elezioni si conclusero con una schiacciante vittoria della Lista Nazionale, tale da superare le aspettative dello stesso Mussolini, che sulla base delle informative ricevute dai prefetti si aspettava una percentuale di consensi di poco superiore al 50%.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 563 n. 2. Il "Listone" ottenne invece il 64,9% su base nazionale, tale da raggiungere da solo il premio di maggioranza del 65% previsto dalla Legge Acerbo per il partito di maggioranza relativa.La sconfitta delle opposizioni portò la stampa antifascista e anche quella afascista ad un serrato attacco contro le violenze e le illegalità commesse dai fascisti e dagli organi dello Stato allineati al fascismo.ibidem. Solo pochi giornali riconobbero la vittoria elettorale del blocco nazionale. File:Matteotti.jpg: Il 30 maggio gli abusi, le violenze e i brogli perpetrati dai fascisti durante la campagna elettorale e nel corso delle votazioni vennero denunciate dal deputato Partito Socialista Unitario Giacomo Matteotti con un duro ma circostanziato discorso alla Camera, col quale chiese di annullare il risultato delle elezioni. L'intervento provocò una seduta concitata, in cui Matteotti venne interrotto a più riprese, in particolare da Roberto Farinacci, il quale a sua volta rinfacciò all'opposizione le illegalità commesse dai movimenti antifascisti, mentre maggioranza e opposizione si scambiavano accuse reciproche. Alcuni esponenti della Lista Nazionale abbandonarono l'Aula per protesta contro le accuse lanciate da Matteotti.Si veda il resoconto stenografico della seduta del 30 maggio 1924, Camera dei Deputati.
Il delitto Matteotti e le sue ripercussioni sul governo
Content:File:Gabriele Galantara, Mussolini sulla bara di Matteotti, Becco Giallo, 1925.jpg: Il 10 giugno 1924 Matteotti venne sequestrato per mano di squadristi fascisti e di lui, per settimane, non ci fu più traccia. L'evento provocò grande turbamento in tutta la nazione e numerosi furono gli iscritti del partito nazionale fascista che stracciarono la tessera; la reazione più clamorosa fu tuttavia quella passata alla storia come «secessione dellAventino»,Così chiamata in richiamo alla secessione della plebei ai tempi della res publica romana i quali si riunirono sull'Aventino. ovvero l'abbandono del parlamento da parte dei deputati d'opposizione per protesta nei confronti del rapimento. Indicato dalla stampa e dall'opposizione ma anche da alcuni suoi alleati come mandante,Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 620 sgg. Mussolini non venne però imputato nel processo, che portò alla condanna a sei anni per Omicidio preterintenzionale (ordinamento penale italiano)La morte di Matteotti infatti sarebbe stata causata accidentalmente, durante la colluttazione seguita al prelevamento da parte degli squadristi. di tre militanti fascisti (Amerigo Dumini, Albino Volpi e Amleto Poveromo) che secondo la sentenza avrebbero agito di propria iniziativa nell'assassinare Matteotti (il quale risulterà essere stato accoltellato a morte pochi istanti dopo essere stato rapito).Nonostante la responsabilità politica, se non fattiva, fosse con tutta evidenza di Mussolini e del PNF su treccani.it., anche il processo all'Alta Corte Senato del Regno contro Emilio De Bono non coinvolse Mussolini. La responsabilità di Mussolini come mandante dell'omicidio Matteotti è stata contestata da Renzo De Felice, che ha opinato come egli in quel periodo fosse il più danneggiato nella sua politica e nella sua persona da quel delitto.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., p. 622. Lo ira (psicologia) dovuto ai fatti produsse in Mussolini i primi sintomi di un'ulcera duodenale che lo accompagnò per tutto il resto della sua vita.Ibidem, pag. 646; Renzo De Felice, Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista, Einaudi, 1995, pagg. 55, 158 n. 2.L'autunno 1924 fu denso di tensioni per Mussolini: alcuni fascisti presero le distanze da lui, e molti chiesero le sue dimissioni, affinché il "fascismo" potesse "ritemprarsi libero dalle responsabilità dei supremi poteri" (così il ministro delle Finanze De Stefani, presentò il 5 gennaio 1925 le proprie dimissioni – respinte – a Mussolini).Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag 703. La pubblicazione del "Cesare Rossi"Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 686-87. (forse voluta dallo stesso Mussolini)Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 701. portò altre accuse, ma per le sue incoerenze interne Mussolini riuscì con un'abile campagna di stampa a ritorcerle a suo vantaggio. Mussolini si limitò a cedere l'interim degli Interni a Federzoni, il quale venne incaricato di reprimere innanzitutto ogni moto spontaneo sia delle opposizioni che degli squadristiRenzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 650-51, 707-08 e 722-23. (i quali, soprattutto dopo l'assassinio come vendetta per Matteotti dell'onorevole Armando Casalini che tornava a casa con la figlia, il 12 settembre 1924 ricostituirono alcune "squadracce" e ripresero le violenze arbitrarie, anche verbali nei confronti di Federzoni stesso).Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 673-74, 676, 681, 707-08, 715.Mentre la situazione si faceva sempre più tesa si agitarono anche voci che sostennero che Mussolini pensasse ad un colpo di Stato per risolvere la questione: una tesi che De Felice ha smentito:Renzo De Felice, 'Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 705. proprio l'iniziale volontà di Mussolini di risolvere politicamente e nei limiti della legalità costituzionale la crisiIndignatissimo il settimanale della sinistra fascista Impero scriverà un pezzo (dicembre 1924) intitolato Rivoluzione, non criminalità nel quale si accusava Mussolini di far "di tutto per portarsi sul terreno della non-rivoluzione". Vd. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 714. spinse invece i ras a metterlo spalle al muro. Dopo una durissima campagna di stampa portata avanti dalle testate dell'estremismo fascista, la sera del 31 dicembre un gruppo di consoli della Milizia capitanato da Aldo Tarabella ed Enzo Galbiati si recò a Palazzo Chigi.Per i varii articoli giornalistici del fascismo intransigente contrario al moderatismo mussoliniano vd. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 711-15 e 723-26. Lo scontro verbale fu violentissimo: gli squadristi accusarono Mussolini di volersi disfare della Milizia e del partito e lo minacciarono di un "Colpo di Stato". A Firenze, nel frattempo, si erano radunati oltre diecimila squadristi, pronti all'azione violenta: fu incendiata la sede del Giornale nuovo e altre sedi antifasciste, e dato l'assalto alle carceri delle Murate, dalle quali furono tratti i fascisti ivi detenuti.Ibidem, pag. 715. In tutta questa situazione, il re taceva e l'Esercito non si muoveva. Mussolini, a questo punto "decise di giocare grosso: approfittare dell'atteggiamento del re per mettere fuori giuoco le opposizioni, rassodando così il proprio traballante potere e dando soddisfazione agli intransigenti, ma al tempo stesso tirare anche a questi un colpo mortale".Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 717-18. Una parte della destra che aveva votato a favore del governo Mussolini riteneva di sfiduciarlo e sostituirlo con un esponente moderato, ma nel settembre un militante comunista, Giovanni Corvi, uccise un deputato fascista, Armando Casalini, episodio che ricompattò la maggioranza parlamentare.Forte dell'indecisione delle opposizioni e premuto dai suoi compagni più radicali (Balbo, Farinacci e Bianchi soprattutto), il 3 gennaio 1925 Mussolini tenne alla Camera dei deputati un discorso sul delitto Matteottis:Italia - 3 gennaio 1925, Discorso sul delitto Matteotti, testo integrale di Benito Mussolini del 3 gennaio 1925 su Wikisource. col quale sfidò chiunque a trascinarlo davanti ad una corte speciale per giudicarlo,Dopo il delitto Matteotti, infatti, alcuni esponenti liberali e fascisti propendevano per l'idea secondo cui Mussolini dovesse "mettersi a disposizione della giustizia". Vd. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 701 e 704. se davvero lo si fosse ritenuto correo al crimine commesso contro Matteotti. Inoltre, dopo aver respinto ogni addebito e ogni accusa in merito all'omicidio di Matteotti, espose le vicende della rivoluzione fascista, delle lotte interne e dell'ascesa al potere del fascismo, arrivando a sfidare l'aula sostenendo che se il fascismo non fosse stato altro che "un'associazione a delinquere", si procedesse immediatamente a preparare "il palo e la corda" per impiccarlo seduta stante e quindi concludendo, per riaffermare il proprio potere anche sul fascismo, Mussolini proclamò di volersi assumere "la responsabilità politica, morale, storica" del clima nel quale l'assassinio si era verificato, e dunque anche il comando delle frange più estreme del movimento e del partito che proprio in quei giorni l'avevano brutalmente spinto verso la svolta dittatoriale.Col discorso del 3 gennaio ebbe inizio il regime dittatoriale fascista, data confermata dallo stesso Mussolini nel libro "Storia di un anno: Il tempo del bastone e della carota", Mondadori, 1944, pag. 175 (in Opera Omnia, vol. XXXIV, pag. 411).Il giorno dopo Mussolini fece diramare a Federzoni una serie di telegrammi ai prefetti coi quali chiedeva la repressione più stringente di ogni sommossa o tumulto di ogni fazione in particolare però sui "comunisti e sovversivi", il controllo della stampa (quella dell'opposizione tramite la censura, quella fascista tramite un richiamo all'ordine perentorio) e poi - direttamente ai dirigenti delle federazioni fasciste un richiamo all'ordine con minaccia diretta nei confronti dei dirigenti che avessero permesso disordini da parte dei propri gregari.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 722-23.Nel gennaio iniziarono le azioni poliziesche di sequestro di giornali (il primo dei quali fu Curzio Malaparte, della sinistra fascista) di chiusura di sedi e circoli dell'opposizione (95 sedi e 150 esercizi pubblici di ritrovo, in particolare contro i comunisti e i circoli di "Italia libera") e di arresto di elementi "sospetti" (111 "pericolosi sovversivi" erano stati arrestati).Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 726.Alle dimissioni di alcuni elementi liberal moderati dal governo Mussolini, questi rispose con un rapido "giro di poltrone", portando all'interno dei ministeri personalità fondamentali per il fascismo come il giurista Alfredo Rocco e Giovanni Giuriati. Questi uomini - diretti da Mussolini - avrebbero nel giro di un anno costruito l'intelaiatura giuridica e funzionale dello Stato dittatoriale fascista.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 729.
Attentati a Mussolini
Content:File:Benito Mussolini.jpg: Dopo essere divenuto capo del governo Mussolini divenne oggetto di una serie di attentati, dai quali uscì sempre illeso.Il primo fu ideato il 4 novembre 1925 dal deputato socialista Tito Zaniboni, appostatosi con un fucile alla finestra di una stanza dell'albergo Dragoni, di fronte al balcone di palazzo Chigi dove era previsto che Mussolini si affacciasse per il settimo anniversario della vittoria alle ore 10. La Polizia di Stato, che lo sorvegliava da più di un anno, fece però irruzione nella stanza di Zaniboni, alle ore 9.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 139-40. Il processo fu celebrato nell'aprile 1927 e Zaniboni fu condannato a 30 anni di reclusione, che, grazie ad amnistie, scontò per minor tempo.Ibidem, pag. 145. L'attentato creò notevole agitazione nel Paese: molti deputati aventiniani tornarono filo-fascisti - anche opportunisticamente - in Parlamento e la stampa liberale e cattolica, così come la Confederazione generale dellindustria italiana, iniziò a sostenere implicitamente o esplicitamente il Governo.Ibidem, pagg. 149-157. Infine, oltre alle molte violenze fasciste vendicatrici,Ibidem, pagg. 142 e 148 n. 2. furono messe a soqquadro sedi di giornali e alcune testate furono soppresse.In particolare "", cfr. ibidem, pag. 142, "La Rivoluzione liberale" e "Il Popolo", cfr. ibidem, pag. 150.La mattina del 7 aprile 1926 Mussolini uscì dal palazzo del Campidoglio, dove aveva inaugurato un congresso di chirurgia; Violet Gibson, una Nobiltà inglese, gli sparò da distanza ravvicinata, ferendolo lievemente al naso. Non appena medicato Mussolini fu già in grado di presenziare alla cerimonia d'insediamento del nuovo direttorio fascista e, il giorno dopo, prima di recarsi in Libia, commentò: «Le pallottole passano e Mussolini resta»Simonetta Falasca Zamponi, Lo spettacolo del fascismo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003, p. 124..Il terzo attentato fu opera di Gino Lucetti, un giovane marmista anarchico di Carrara che aveva combattuto negli Arditi e che poi, aggredito dai fascisti, era emigrato a Marsiglia. L'11 settembre 1926 egli attese che Mussolini uscisse dalla sua abitazione e gli lanciò una bomba a mano che colpì il tetto dell'auto del duce e scoppiò a terra ferendo otto persone. .Il quarto attentato è il più misterioso. La sera del 31 ottobre 1926 a Bologna, il "duce" aveva appena inaugurato il nuovo stadio sportivo il Littoriale nell'ambito della commemorazione della "marcia su Roma"; su una macchina scoperta stava andando alla stazione quando un colpo di pistola gli lacerò la sciarpa dell'ordine mauriziano. Dietro alla macchina di Mussolini, che proseguì, un gruppo di squadristi di Leandro Arpinati (tra cui anche Balbo) si buttò sul presunto attentatore e lo linciò: il cadavere mostrerà 14 pugnalate, un colpo di rivoltella e tracce di strangolamento.Marco Cesarini Sforza, Gli attentati a Mussolini, Per pochi centimetri fu sempre salvo, in La storia illustrata nº 8, Anno 1965, pag. 244: "Un gruppo di squadristi si lanciò sull'attentatore: più tardi sul suo cadavere furono contate quattordici pugnalate profonde, un colpo di pistola e tracce di strangolamento". Si trattava di Anteo Zamboni, un ragazzo quindicenne di famiglia anarchica. Secondo alcune recenti ricostruzioni, da alcuni storici ritenute poco documentate e probanti, l'attentato sarebbe stato il risultato di una cospirazione maturata all'interno degli ambienti fascisti emiliani (si sospettano a turno Farinacci, Balbo, Arpinati e Federzoni), contrari alla «normalizzazione» inaugurata da Mussolini, ostile ad ulteriori eccessi rivoluzionari e allo strapotere delle formazioni squadriste.I rapporti di polizia dell'epoca dimostrano come si svolsero inizialmente delle indagini negli ambienti squadristi bolognesi ipotizzando in un primo tempo un coinvolgimento di ras locali come Farinacci e Arpinati, ma che non diedero alcun risultato. A quel punto si concluse che l'attentato non poteva che essere opera di un elemento isolato.Marco Cesarini Sforza, Gli attentati a Mussolini, Per pochi centimetri fu sempre salvo, in La storia illustrata nº8 Anno 1965, pag. 244: "Lasciamo la parola all'ex capo dei servizi politici presso la Direzione generale della PS, Guido Leto. "Furono sospettati a turno" egli scrive "Farinacci, Balbo, Arpinati, quest'ultimo perché proveniente dalle file anarchiche e amico della famiglia Zamboni, e lo stesso Federzoni, ma le indagini accurate che furono eseguite dalla questura di Bologna, diretta allora da un eccellente funzionario, il questore Alcide Luciani, e da un altro espertissimo funzionario, perfetto conoscitore dell'ambiente bolognese, Michelangelo Di Stefano, giunsero alla conclusione che non v'era alcun elemento apprezzabile per sostenere la tesi di un complotto organizzato nei ranghi fascisti. Ve n'erano, invece moltissimi per convalidare quella di un gesto di un isolato". Un'ulteriore indagine sollecitata dal Ministero degli Interni fu svolta ancora dai magistrati del Tribunale Speciale ma anch'essa approdò alle medesime conclusioni conseguite dalla polizia.Marco Cesarini Sforza, Gli attentati a Mussolini, Per pochi centimetri fu sempre salvo, in La storia illustrata nº8 Anno 1965, pag. 244: "Un'inchiesta segreta fu anche compiuta, in seguito, per iniziativa del Sottosegretario all'Interno, conte Giacomo Suardo, dal magistrato Noseda del Tribunale Speciale; ma i risultati non differirono da quelli stabiliti dalle indagini della polizia".L'attentato di Bologna fornì il pretesto per le leggi fascistissime del novembre 1926. Il 5 novembre si registrarono: l'annullamento dei passaporti; sanzioni contro gli espatri clandestini; soppressione dei giornali antifascisti; scioglimento dei partiti; istituzione del confino e la creazione di una polizia politica segreta (che affidata a Arturo Bocchini assumerà poi il nome di OVRA); il 9 vi fu la dichiarazione di decadenza dal mandato parlamentare di 120 deputati; il 25 venne istituita la pena di morte per chiunque avesse commesso un fatto diretto contro la vita, l'integrità o la libertà personale del re, della regina, del principe ereditario e del capo del governo, nonché per gli altri delitti contro lo Stato; nella stessa data venne inoltre creato il Tribunale speciale, che entrò subito in azione contro la "centrale comunista" (Antonio Gramsci, Umberto Terracini e altri).Renzo De Felice, Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 211-14.
Mussolini primo ministro: la dittatura fascista
Content:File:Benito Mussolini (primo piano).jpg: Con la legge 17 aprile 1925 n. 473 vennero sancite le nuove norme igieniche per le imprese, con l'obbligo di provvedere al servizio sanitario nell'azienda, di non gravare donne e minorenni con carichi eccessivi e di segnalare come tali e custodire le sostanze nocive. I contratti nazionali di lavoro assumevano forza di legge e i «padroni» («datori di lavoro») potevano stipulare contratti individuali difformi dai collettivi di categoria solo se erano previste condizioni migliori per i lavoratori. Sull'osservanza dell'atto vigilava il neo-costituito Ispettorato Corporativo. Col regio decreto 1º maggio 1925 n. 582 nacque l'Opera nazionale del dopolavoro ("OND") allo scopo di "promuovere il sano e proficuo impiego delle ore libere dei lavoratori intellettuali e manuali con istituzioni dirette a sviluppare le loro capacità fisiche, intellettuali e morali".Il 14 giugno 1925 il Presidente del Consiglio annunciò l'inizio della battaglia del grano. La campagna aveva lo scopo di far raggiungere l'autosufficienza dell'Italia dall'estero per quanto riguardava la produzione del frumento (la cui importazione era causa diretta del 50% del deficit della bilancia dei pagamenti) e, più in generale, di tutti i prodotti agricoli. Benché l'obiettivo della completa autosufficienza non venisse raggiunto, in termini d'incremento della produzione il successo fu cospicuo. L'agricoltura tuttavia perse redditività e si registrò una perdita di mercati d'esportazione per i prodotti agricoli più pregiati, dovuta al fatto che molte superfici destinate ad altre colture furono coltivate a cereali..Maggior fortuna ebbe il progetto della bonifica dei territori paludosi ancora presenti nella penisola italiana (tra cui l'Agro Pontino) realizzato tra il 1928 e il 1932. I nuovi comuni nacquero spesso in connessione con una particolare destinazione economica prestabilita (Carbonia, ad esempio, fu fondata per lo sfruttamento dei limitrofi giacimenti di carbone). Le bonifiche permisero anche l'attuazione di un'efficace programma sanitario che consentì di debellare la malaria, con risultati significativi anche contro la tubercolosi, il vaiolo, la pellagra e la rabbia.Il 21 giugno del 1925 si tenne il quarto e ultimo congresso del PNF, in cui Mussolini invitò le camicie nere ad abbandonare definitivamente la violenza.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pag. 130. Molti elementi squadristi furono resi impotenti entro la fine dell'anno grazie alla riforma del sistema di polizia (e ciò permise il rafforzamento del potere dell'esecutivo) ma le vicende di Giovanni Amendola e Piero Gobetti, conclusesi tragicamente nel principio del 1926, dimostrarono che le squadracce erano ancora attive.Sebbene Federzoni avesse intimato lo scioglimento dopo la presa del Ministero e dopo il 3 gennaio 1925, molte squadre vennero ricreate dall'ambiente Roberto Farinacci provinciale e rimasero attive per diversi anni, pur con le minacce di ritorsioni da parte di Federzoni e dello stesso Mussolini. Cfr. Renzo De Felice, Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 63-65, 68, 123 n. 1, 170-171, 184 n. 3, 209 n. 3, 210. In occasione delle violenze di Firenze dell'ottobre 1925 Mussolini, riunendo il Gran consiglio del fascismo il giorno 5, fece approvare un ordine del giorno in cui si ordina lo scioglimento immediato di qualsiasi formazione squadristica di qualsiasi specie perché esse non hanno più, a tre anni di distanza dalla Marcia su Roma, alcuna giustificazione storica e politica. Ibidem, pag. 134.Aniante, pag. 71.Il 18 luglio Italia e Jugoslavia firmarono il Convenzione di Nettuno per la definizione dei rispettivi confini in area dalmata; nello stesso periodo, a seguito della decisione di "italianizzare" l'Alto Adige, attuata spesso in maniera brutale (lo stesso Mussolini parlò di deportazione di massa delle minoranze linguistiche),Arpinati, pag. 256-7. il governo italiano pregiudicò per qualche tempo i rapporti diplomatici con l'Austria. Dopo una serie di alti contrasti fra il sindacato fascista e gli industriali, Mussolini giunse il 2 ottobre 1925 al Patto di Palazzo Vidoni, che rese la Confederazione nazionale delle corporazioni sindacali l'unico organo riconosciuto dalla Confederazione generale dellindustria italiana.Renzo De Felice, Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 91-98.Il 20 ottobre Mussolini nominò Cesare Mori prefetto di Palermo, con poteri straordinari e con competenza estesa a tutta la Sicilia, al fine di porre un freno al Mafia nell'isola. Il «prefetto di ferro», anche attraverso metodi extralegali (fra cui la tortura, la cattura di ostaggi fra i civili e il ricatto), con l'esplicito appoggio di Mussolini, ottenne significativi risultati, continuando la sua azione per tutto il biennio 1926-27. Fra le "vittime eccellenti" iniziarono a figurare anche personalità del calibro del generale di corpo d'armata Antonio di Giorgio, il quale riuscì ad ottenere un colloquio riservato con Mussolini, cosa che non impedì né il processo né il pensionamento anticipato dell'alto ufficiale.Alfio Caruso, Arrivano i nostri, Longanesi &C. Ben presto però circoli politico-affaristici di area fascista collusi con la mafiaMatteo di Figlia Alfredo Cucco, Quaderni Mediterranea 1979.G. Tricoli, Alfredo Cucco. Un Siciliano per la Nuova Italia, ISSPE, 1987. riuscirono a indirizzare, tramite attività di dossieraggio, le indagini di Mori e del procuratore generale Luigi Giampietro sull'ala radicale del fascismo siciliano, coinvolgendo anche il federale Alfredo Cucco, uno dei massimi esponenti del fascio dell'isola. Cucco nel 1927 venne espulso dal PNF "per indegnità morale" e sottoposto a processo con l'accusa di aver ricevuto denaro e favori dalla mafia,].Non è da escludersi tuttavia che Cucco fosse stato trascinato in una vera e propria trappola politica, poiché egli - essendo dell'area farinacciana - era notevolmente inviso a Mussolini, che proprio in quel periodo stava "epurando" i vertici del partito degli elementi vicini a Farinacci. Cfr. Matteo di Figlia Alfredo Cucco, Quaderni Mediterranea 1979. venendo assolto in appello quattro anni dopo,Sospetti di affiliazione mafiosa restarono, tuttavia, come fa notare il biografo Matteo di Figlia in op. cit. ma nel frattempo il fascio siciliano era stato decapitato dei suoi elementi radicali. L'eliminazione di Cucco dalla vita politica dell'isola favorì l'insediamento nel PNF siciliano dei latifondisti dell'Isola, essi stessi affiliati, collusi o quantomeno contigui alla mafia.A questa azione si aggiunse quella delle "lettere anonime"Ibidem, nonché cfr. Alfio Caruso, op. cit. le quali tempestarono le scrivanie di Mussolini e del ministro della Giustizia Alfredo Rocco, avvisando dell'esasperazione dei palermitani e minacciando rivolte se l'operato eccessivamente moralistico di GiampietroIbidem. Giampietro aveva iniziato perfino una campagna contro le... gonne sopra al ginocchio, tanto da essere invano richiamato alla moderazione dallo stesso ministro Rocco. Cfr. Alfio Caruso, op. cit. non si fosse moderato. Contestualmente il processo a Cucco si rivelò uno scandalo, nel quale Mori veniva dipinto dagli avvocati di Cucco come un persecutore politicoIbidem. e nel 1929 Mussolini decise di porre a riposo il prefetto Mori facendolo cooptare dal Senato del Regno. La propaganda fascista dichiarò orgogliosa che la mafia era stata sconfitta: tuttavia l'attività di Mori e Giampietro aveva avuto drastici effetti soltanto su figure di secondo piano, lasciando in parte intatta la cosiddetta "cupola" (composta da notabili, latifondisti e politici), la quale riuscì a reagire attraverso l'eliminazione di Cucco, e così addirittura installarsi all'interno delle federazioni del fascio siciliane.File:Mussolini aviatore.jpg: Alcuni autori sostengono che Mussolini avesse rimosso Mori perché nelle sue indagini si sarebbe spinto eccessivamente in alto, andando a colpire interessi e collusioni fra Stato e mafia.]. Questa tesi viene recisamente respinta da altri, come Alfio Caruso.op. cit. "Non è vero che la mafia dei salotti impone a Mussolini l'allontanamento di Mori. È vero viceversa che i suoi modi hanno allarmato Roma; che Mussolini ritiene il problema liquidato e che può ora liquidare il liquidatore".Tra il 1925 e il 1926 furono varate le leggi fascistissime, ispirate dal giurista Alfredo Rocco. La legge 26 novembre 1925, n. 2029, sanciva che i corpi collettivi operanti in Italia (associazioni, istituti ed enti) erano tenuti, su richiesta dell'autorità di pubblica sicurezza, a dichiarare statuti, atti costitutivi, regolamenti interni ed elenchi di soci e di dirigenti, pena, in caso di dichiarazione omessa o infedele, lo scioglimento del corpo medesimo, sanzioni detentive indeterminate e sanzioni pecuniarie da un minimo di 2.000 ad un massimo di 30.000 lire. In tal modo, il governo arrivò a disporre di una chiara mappa del tipo e del numero di associazioni non governative presenti.La legge 24 dicembre 1925, n. 2300, stabiliva che tutti i funzionari pubblici che avessero rifiutato di giurare fedeltà allo Stato italiano sarebbero dovuti essere destituiti. La legge 24 dicembre 1925, n. 2263, prevedeva che la dizione «presidente del consiglio» venisse mutata in «Capo del governo primo ministro segretario di Stato»; il «capo del governo» era nominato e revocato solo dal re ed era responsabile solo nei suoi confronti. I ministri diventavano responsabili sia verso il monarca che Mussolini. La legge sulla stampa del 31 dicembre 1925 riconosceva come illegali tutti i giornali privi di un responsabile riconosciuto dal prefetto (e, quindi, indirettamente da Mussolini). La legge 31 gennaio 1926, n. 100, attribuiva a Mussolini, in quanto capo del governo, la facoltà di emanare norme giuridiche.Con la legge 4 febbraio 1926, n. 237, vennero eliminati dall'ordinamento municipale il consiglio comunale e il sindaco, quest'ultimo sostituito dalla figura del podestà (fascismo), che esercitava le funzioni del sindaco, della giunta e del consiglio comunale ed era nominato con decreto reale dal potere esecutivo. Il 3 aprile 1926 venne abolito il diritto di sciopero e si stabiliva che i contratti collettivi potessero essere stipulati solo dai Sindacato legalmente riconosciuti dallo Stato; in tale contesto, l'8 luglio 1926 venne costituito il Ministero delle Corporazioni, di cui Mussolini assunse la direzione.Nel frattempo, Mussolini impose all'Albania di Zog I di Albania una forma non ufficiale di protettorato. Inoltre, l'Italia aderì al Patto di Locarno per la garanzia delle frontiere e la sicurezza generale. Nell'aprile 1926, con un discorso a Tripoli, Mussolini avanzò l'idea del mare nostrum (ovvero di una talassocrazia italiana sul mar Mediterraneo) e contrappose, per la prima volta, fascismo e democrazia. Sempre nel 1926, i confini della Libia vennero ridefiniti a favore dell'Italia, che acquistò, tra l'altro, il Fezzan. File:Mussolini al volante di un'Alfa Romeo da competizione.JPG: Sempre il 3 aprile venne fondata l'opera nazionale balilla (ONB), col compito di «riorganizzare la gioventù dal punto di vista morale e fisico», ovvero all'educazione spirituale e culturale e all'istruzione premilitare, ginnico-sportiva, professionale e tecnica dei giovani italiani tra gli 8 e i 18 anni. Nel 1927 tutte le altre organizzazioni giovanili furono sciolte per legge, ad eccezione della Gioventù Italiana Cattolica. Nel 1937 la ONB sarà sostituita dalla gioventù italiana del littorio (GIL).Il 18 agosto il duce tenne a Pesaro un discorso in cui proclamò che, per combattere la svalutazione, il cambio Lira italiana-Sterlina britannica sarebbe stato fissato alla fatidica «quota 90»: nel periodo conseguente a questa sua dichiarazione la lira continuò a cadere toccando quota 150 lire per una sterlina ma egli insisté che il cambio a 90 doveva essere conquistato a qualsiasi costo, per il prestigio personale e politico che ne avrebbero tratto lui, il fascismo e l'Italia; le conseguenze economiche per i cittadini non gli importavano.DDI, VII Serie, vol. IV, pagg. 294-5.Graziotti, pagg. 77-8. Il ministro delle Finanze Giuseppe Volpi era conscio che ci si era spinti troppo in là (e in effetti i titoli borsistici caddero mentre i costi di produzione e i costi della vita aumentarono) ma Mussolini tenne duro e non volle ammettere di essersi sbagliato. Qualche anno dopo fu costretto ad accettare una massiccia svalutazione, ma a nessuno fu permesso di dire in pubblico che "quota 90" fu un errore.. Intanto Mussolini rinunciò a qualsiasi forma di remunerazione pubblica per l'incarico di governo svolto. Giornali internazionali si contesero la sua firma e furono pronti a pagare in maniera rilevante i suoi articoli che, particolarmente negli Stati Uniti d'America, erano considerati di sommo interesse. Nel dopoguerra la vedova Mussolini provò a chiedere la reversibilità della pensione per l'attività svolta dal marito come capo del governo; gli enti previdenziali del dopoguerra risposero a Rachele Mussolini che non le spettava alcuna pensione di reversibilità: non a causa di un giudizio morale sull'azione dittatoriale svolta dal marito, ma per la semplice questione tecnica che Mussolini non aveva mai accettato alcuno stipendio pubblico.L'8 ottobre il Gran Consiglio varò il nuovo statuto del PNF, col quale furono abolite le elezioni interne dei membri del partito. Inoltre, il 12 ottobre Mussolini assunse il comando della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Il 5 novembre furono sciolti tutti i partiti al di fuori del PNF e si stabilì che la stampa era sottoponibile a censura. Furono introdotti il confino di poliziaRegio decreto-legge 6 novembre 1926, n. 1848. e la pena di morteLegge 25 novembre 1926, n. 2008. per attentati perpetrati od organizzati a danno delle massime figure dello StatoRe, regina, reggente, principe ereditario e primo ministro. e venne istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato (1926-1943). Il 30 dicembre il fascio littorio venne dichiarato simbolo dello Stato.Il 15 gennaio 1927 Winston Churchill, allora Cancelliere dello Scacchiere, fu accolto a Roma da Mussolini, che nel frattempo lanciò la campagna a sostegno della crescita demografica: gli scapoli furono tenuti a pagare una tassa speciale, in occasione dei matrimoni lo Stato elargì un premio in danaro agli sposi, e furono previsti prestiti, agevolazioni economiche (anche nel campo dell'educazione scolastica dei figli) ed esenzioni dalle tasse per le famiglie numerose (premi di natalità).Furono istituiti i Gruppo universitario fascista (GUF), per la formazione della futura classe dirigente. Il 21 aprile il Gran Consiglio approvò la Carta del Lavoro per la riforma dell'economia italiana in senso corporativo. Il 5 giugno, parlando al Senato, Mussolini affermò la linea del revisionismo in politica estera, dichiarando che i trattati stipulati dopo la prima guerra mondiale rimanevano validi, ma non erano da considerarsi eterni e immutabili.Con la legge 9 dicembre 1928, n. 2693, venne l'istituzionalizzato il Gran Consiglio del Fascismo, ovvero il massimo organo del PNF (presieduto dal duce in persona), che fu riconosciuto come organo costituzionale supremo dello Stato. Il 15 gennaio 1928 venne fondato l'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR) ente statale cui competeva in esclusiva la gestione del servizio pubblico radiofonico sul territorio nazionale. Nel 1944 verrà ribattezzato Rai (Radio Audizioni Italiane).Il 14 marzo Mussolini presentò alla Camera un disegno di legge di riforma (poi approvato), col quale propose la riduzione a 400 del numero complessivo dei deputati, i quali sarebbero stati eletti in un unico collegio nazionale; la confederazione nazionale dei sindacati fascisti e le associazioni culturali abilitate si sarebbero occupate della presentazione delle candidature.File:Bundesarchiv Bild 102-09844, Mussolini in Mailand.jpg: L'11 febbraio 1929 Mussolini pose termine alla decennale questione romana, firmando col cardinale Pietro Gasparri i patti Lateranensi, ratificati alla Camera in maggio.Le Elezioni politiche italiane del 1929, per il rinnovo della Camera dei Deputati, si risolsero in un plebiscito a favore di Mussolini. Gli elettori vennero chiamati a votare "sì" o "no" per approvare un "listone" di deputati deciso dal Gran consiglio del fascismo. La consultazione si tenne in un clima intimidatorio; la scheda con il "sì" è tricolore, e quella con il "no" semplicemente bianca, rendendo così riconoscibile il voto espresso. La partecipazione al voto fu del 90% e i voti favorevoli al "listone" furono pari al 98,4%.Il 2 aprile il duce incontrò il ministro degli esteri inglese Neville Chamberlain e, verso la fine dell'anno, la sede del Governo venne trasferita da Palazzo Chigi a Palazzo Venezia. Nel 1930 l'Italia siglò un Trattato internazionale di amicizia con l'Austria. Nel gennaio 1931 Mussolini, in un'intervista al Daily Mail, affermò la necessità di una revisione dei trattati di pace della Prima guerra mondiale. Il 9 luglio ricevette il segretario di Stato statunitense Henry L. Stimson, mentre in dicembre accolse il Mahatma Gandhi a Palazzo Venezia.Sergio Romano, Vademecum di storia dell'Italia unita, Rizzoli, Milano, 2009, . ISBN 978-88-586-0165-5.Tra il 23 marzo e il 4 aprile 1932, il duce incontrò più volte Emil Ludwig, che ne scriverà in Colloqui con Mussolini. Dopo tredici ore di faccia a faccia (un'ora per ogni sera) Ludwig, che l'anno precedente aveva intervistato Iosif Stalin, definisce Mussolini «un grande uomo, molto più grande di Stalin».Enzo Biagi, Amori, Rizzoli, 1988, p. 138. ISBN 88-17-85139-6.In questo periodo iniziarono ad allentarsi i suoi rapporti amorosi con Margherita Sarfatti, cui tuttavia continuò ad essere legato. D'altra parte, agli inizi del 1932, aveva incontrato per la prima volta Clara Petacci.Il 12 aprile venne presentata, al salone internazionale dell'automobile di Milano, la nuova FIAT Balilla, che nelle intenzioni di Mussolini avrebbe dovuto essere l'automobile di tutti gli Italiani; a partire da quell'anno ne fu infatti favorita la diffusione, che tuttavia non raggiunse mai i risultati sperati (una simile iniziativa venne poi adottata anche da Adolf Hitler con la Volkswagen).In giugno, sull'Enciclopedia Treccani venne pubblicata la voce Fascismo, firmata da Mussolini e scritta con la collaborazione di Giovanni Gentile; vi si spiegava la dottrina propria del partito fascista. In occasione del decennale della rivoluzione fascista, fu inaugurata 28 ottobre la via dell'Impero (attuale via dei Fori Imperiali) e furono riaperte le iscrizioni al PNF, chiuse dal 1928. Il 18 dicembre Mussolini inaugurò Littoria (futura Latina), la prima delle "città nuove" costruite nell'Agro Pontino, bonificato negli anni precedenti.Il 29 marzo 1933 Mussolini incontrò a Roma il Ministro della Propaganda tedesco Joseph Goebbels. Per iniziativa di Mussolini il 7 giugno venne firmato a Roma il patto a quattro tra Italia, Francia, Regno Unito e Germania, col quale questi stati si assunsero la responsabilità del mantenimento della pace e della riorganizzazione dell'Europa nel rispetto dei principi e delle procedure previste dallo statuto della SdN.Sempre nel 1933 venne creato l'Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale (INFPS), che assunse dal 1943 la denominazione di Istituto nazionale della previdenza sociale, un ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma con lo scopo di garantire la previdenza sociale ai lavoratori. In quegli anni ebbe origine del primo vero sistema pensionistico italiano: a carico dell'INFPS fu l'assicurazione (obbligatoria) contro la vecchiaia, estesa dai soli dipendenti pubblici (per i quali aveva il nome di pensione) a quelli privati. Nel medesimo anno la pluralità di Casse infortuni cui era deputata la tutela dei lavoratori contro gli infortuni sul lavoro (obbligatoria a partire dal 1898, seppur limitatamente ad alcuni settori) vennero unificate nell'Istituto Nazionale Fascista per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro ("INFAIL"), ribattezzato Istituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro nel 1943. Scopo dell'ente statale era quello di «esercitare l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (parte delle quali vennero equiparate giuridicamente agli infortuni sul lavoro), la riassicurazione di altri Enti autorizzati e assumere particolari funzioni e servizi per conto di essi».Il 5 febbraio 1934 vennero istituite le 22 corporazioni. Nel 1934 si tennero inoltre i primi Littoriali e venne istituita, nell'ambito della terza edizione della Mostra internazionale darte cinematografica, la Coppa Mussolini (cinema), premio antesignano del Leone doro.Il 14 marzo Mussolini incontrò a Roma il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss e il Capo del Governo ungherese Gyula Gömbös per discutere una revisione degli assetti territoriali nei Penisola balcanica. Il 17 marzo venne concluso un "patto a tre" con Ungheria e Austria in funzione anti-tedesca e anti-francese (Protocolli di Roma).Le Elezioni politiche italiane del 1934, per il rinnovo della Camera dei Deputati – tenute con lo stesso schema del "listone" unico già adottato nel 1924, con scheda tricolore per il "sì" e bianca per il "no" – si risolsero in un nuovo plebiscito: aumentò il numero dei partecipanti e i voti contrari risultarono 15.201 (lo 0,15%).La legge 22 marzo 1934 n. 654 per la tutela della maternità delle lavoratrici e la legge 26 aprile 1934 n. 653 per la tutela del lavoro della donna e del fanciullo stabilirono il diritto alla conservazione del posto di lavoro per le lavoratrici incinte, un periodo di licenza prima e dopo il parto, e permessi obbligatori per l'allattamento (per le aziende con più di 50 operaie vi era l'obbligo di predisporre un locale per tale scopo).La legge 24 dicembre 1934 n. 2316 stabiliva la creazione dell'ONMI (Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e dell'Infanzia); l'ente poteva anche finanziare istituzioni private operanti nei medesimi campi. Nel 1935 si ha l'istituzione del sabato fascista.Il 14 e 15 giugno Mussolini e Hitler si incontrarono a Stra e a Venezia, i colloqui verterono principalmente sulla questione austriaca (il cancelliere tedesco puntava all'Anschluss dell'Austria). Tuttavia, i rapporti tra i due restarono tesi, anche in seguito al fallito colpo di Stato in Austria (col quale la Germania nazionalsocialista intendeva procedere all'annessione del paese) che portò alla morte di Dollfuss.Nel momento dell'uccisione di Dollfuss, la moglie e i figli erano ospiti di Mussolini presso una sua residenza balneare. La situazione si risolse dopo che Hitler desistette dal suo proposito. Il 21 agosto Mussolini incontrò Kurt Alois von Schuschnigg, successore di Dollfuss. Il 6 settembre, a Bari, prese posizione nei confronti della politica estera nazionalsocialista e dalle dottrina razzista hitleriana, proclamando che «trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà a talune dottrine d'Oltralpe, sostenute da progenie di gente che ignorava la scrittura, con la quale tramandare i documenti della propria vita, nel tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto».
La guerra di Etiopia e l'avvicinamento alla Germania nazionalsocialista
Content:File:Mussolini In helmet benito39.png: Il trattato tra Italia ed Etiopia del 1928, sottoscritto con il placet della Gran Bretagna, aveva fissato la frontiera tra la Somalia italiana e l'Etiopia lungo una linea distante 21 miglia dalla costa del Benadir e parallela alla stessa. Pretendendo di agire sulla base di detto accordo (mentre gli etiopi ritenevano che nell'accordo si intendessero "miglia imperiali", più corte delle miglia nautiche),All'origine dell'incidente di Ual Ual, Salvatore Minardi, 1990, S. Sciascia (Caltanissetta). gli italiani costruirono nel 1930 un forte nell'Ual Ual, nel Ogaden, e lo fecero presidiare da truppe somale, comandate da ufficiali italiani. L'oasi fu scelta dai militari italiani quale luogo da presidiare in mancanza di altre posizioni idonee in pieno deserto. Nel novembre 1934 truppe regolari etiopi, di scorta a una commissione mista inglese-etiope per la delimitazione delle frontiere, contestarono alle truppe italiane lo sconfinamento. I britannici, per evitare incidenti internazionali, abbandonarono la commissione e le truppe italiane ed etiopi rimasero accampate a poca distanza le une dalle altre. Nei primi giorni di dicembre, in circostanze mai chiarite, Incidente di Ual Ual costò la vita a 150 soldati etiopi e a 50 soldati italiani (Àscari).Mussolini chiese delle scuse ufficiali nonché il pagamento di un'indennità da parte del governo etiope, conformemente a quanto stabilito in un trattato siglato tra Italia ed Etiopia nel 1928. Il negus Hailé Selassié, avendone la possibilità in virtù del medesimo accordo, decise di rimettersi alla Società delle Nazioni (2 gennaio). Per far luce sulla vicenda, questa si impegnò in un arbitrato, temporeggiando; tuttavia, i rapporti italo-etiopi ne risultarono irrimediabilmente compromessi e Mussolini si appellò all'episodio Casus belli per minacciare la guerra e con questo far pressione su francesi e britannici.R. De Felice, Mussolini il Duce, tomo 1º pp. 526 e ss. Sconfinamenti di reparti militari abissini si erano già verificati precedentemente: ad esempio, il 4 novembre 1934 quando il consolato italiano a Gondar era stato attaccato da gruppi armati etiopici. Del pari erano stati frequenti i deliberati sconfinamenti di truppe italiane. Le tensioni italo-etiopiche erano dovute al disegno italiano di unificare territorialmente Eritrea e Somalia, a spese dell'Etiopia, e al desiderio etiopico di conquistare uno sbocco sul mare. Deve inoltre tenersi presente che l'Etiopia era uno dei pochissimi stati africani indipendenti, ossia non controllato da una delle potenze coloniali europee: uno Stato ideale per le mire espansionistiche di Mussolini.Tra il 4 e il 7 gennaio 1935, Mussolini incontrò a Roma il ministro degli esteri francese Pierre Laval: vennero firmati accordi in virtù dei quali la Francia si impegnava a cedere all'Italia la Gibuti (attuale Gibuti), a riconoscere le consistenti minoranze italiane presenti in Tunisia (che era stata oggetto di rivendicazione da parte italiana) e ad appoggiare diplomaticamente l'Italia in caso di una guerra contro l'Etiopia.A tale accordo si fa riferimento in Langer, William L. (a cura di) An Encyclopaedia of World History, Houghton Mifflin Company, Boston, 1948, p. 990. Laval e Mussolini speravano così in un reciproco avvicinamento fra Italia e Francia, al fine di dar vita ad un'alleanza in funzione anti-nazista.R. De Felice, Mussolini il duce, cit. pp. 395 e ss.Il 16 gennaio Mussolini assunse la direzione del Ministero delle Colonie. Il 19 gennaio la Società delle Nazioni riconobbe «la buona fede» di Italia ed Etiopia nell'incidente di Ual Ual e decise che il caso dovesse essere trattato tra le due parti interessate; tuttavia, il 17 marzo gli abissini presentarono un altro ricorso, appellandosi all'articolo XV dell'organizzazione. Nella conferenza di Stresa (vedi Fronte di Stresa), svoltasi tra l'11 e il 14 aprile, Italia, Regno Unito e Francia condannarono congiuntamente le violazioni del Trattato di Versailles (1919) da parte della Germania. L'8 giugno a Cagliari, di fronte all'ostilità mostrata in tal senso dalla Gran Bretagna, Mussolini rivendicò il diritto dell'Italia ad attuare una propria politica coloniale. Il 18 settembre, in un articolo pubblicato sul Morning Post, egli garantì che non sarebbero stati colpiti gli interessi francesi e inglesi nell'Africa orientale.File:Mussolini a Guidonia.jpg: Il 2 ottobre annunciò la dichiarazione di guerra all'Etiopia dal balcone di Palazzo Venezia. Attaccando il paese africano, membro della Società delle Nazioni, Mussolini aveva violato l'articolo XVI dell'organizzazione medesima: «se un membro della Lega ricorre alla guerra, infrangendo quanto stipulato negli articoli XII, XIII e XV, sarà giudicato ipso facto come se avesse commesso un atto di guerra contro tutti i membri della Lega, che qui prendono impegno di sottoporlo alla rottura immediata di tutte le relazioni commerciali e finanziarie, alle proibizioni di relazioni tra i cittadini propri e quelli della nazione che infrange il patto, e all'astensione di ogni relazione finanziaria, commerciale o personale tra i cittadini della nazione violatrice del patto e i cittadini di qualsiasi altro paese, membro della Lega o no». Per questo motivo, la Società delle Nazioni, espressione principalmente della volontà della Francia e del Regno Unito (i due stati più forti e influenti), condannò l'attacco italiano il 7 ottobre. Gli Stati Uniti d'America invece, pur condannando l'operazione italiana condannarono anche che le sanzioni imposte fossero state votate anche da Francia e Gran Bretagna, a loro volta possessori di imperi coloniali.Il 31 ottobre 1937 inaugurò la nuova città di Guidonia Montecelio, importante polo strategico di ricerche aeronautiche con il Direzione superiore studi ed esperienze, e Pontinia il 13 novembre.Il 18 novembre l'Italia venne colpita dalle Sanzioni economiche allItalia fascista (nonostante queste non fossero state applicate contro il Giappone nel 1931 in occasione dell'invasione della Manciuria e contro la Germania nel 1934 per la tentata annessione dell'Austria) imposte dalla Società delle Nazioni - approvate da 52 stati con i soli voti contrari di Austria, Ungheria e Albania - in risposta alle quali vennero promossi i programmi economici Autarchia. Le sanzioni risultarono comunque inefficaci, poiché numerosi paesi, pur avendole votate ufficialmente, mantennero comunque buoni rapporti con l'Italia rifornendola di materie prime. La Germania nazista è uno di questi e la guerra d'Etiopia rappresenta l'inizio dell'avvicinamento tra Mussolini e Hitler. Già del 1935 le sanzioni non vennero applicate completamente da tutti gli stati membri della società delle nazioni, il 15 luglio 1936 furono abolite.La guerra in Etiopia sarebbe stata ostacolata nel caso in cui la Gran Bretagna avesse avuto un atteggiamento più risoluto, atteggiamento che non ebbe poiché consapevole di avere concesso all'Italia fascista, con l'Accordo navale anglo-tedesco, il pretesto per la guerra stessa, e perché forse avrebbe voluto salvaguardare il fronte di Stresa. Le linee di rifornimento italiane passavano di fatti per Suez, e un blocco del Canale da parte britannica avrebbe reso proibitiva la logistica italiana attraverso il periplo dell'Africa.
La conduzione del conflitto e i crimini di guerra
Content:Memore della bruciante sconfitta subita ad Battaglia di Adua dalle truppe italiane, e consapevole della forza e degli armamenti (forniti per anni anche dalla Germania) a disposizione degli abissini, Mussolini seguì in prima persona sia la preparazione, sia lo svolgimento delle operazioni militari, che in soli sette mesi condurranno alla distruzione delle forze armate di uno degli ultimi Stati indipendenti d'Africa, erede dell'antico Impero etiopico..Per assicurarsi una rapida vittoria, Mussolini, esaminate le richieste dei vertici militari, arrivò a triplicare l'entità di uomini e mezzi: nel maggio del 1936 si trovarono così schierati sul teatro di guerra quasi mezzo milione di uomini (inclusi 87.000 àscari), 492 carri armati, 18.932 automezzi e 350 aerei. Dell'arsenale a disposizione degli italiani facevano parte anche ingenti quantità di armi chimiche, proibite dalla Convenzioni di Ginevra e sbarcate in gran segreto a Massaua: 60.000 granate all'arsina per artiglieria, 1.000 tonnellate di bombe all'iprite per aeronautica, e 270 tonnellate di aggressivi chimici per impiego tattico.Ministero per la Guerra, Relazione dell'attività svolta per l'esigenza A.O., Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1936, allegato n. 76.Sin dall'inizio dei combattimenti, il 3 ottobre, Mussolini assunse la direzione delle operazioni e inviò frequenti ordini radiotelegrafati ai suoi generali impegnati sul campo (Rodolfo Graziani sul fronte Sud, Emilio De Bono e poi Pietro Badoglio su quello Nord), dettando loro linee e ordini operativi, fra cui quelli relativi all'uso delle armi chimiche, sul cui impiego egli aveva avocato a sé ogni decisione..Per un quadro completo quadro sull'uso sistematico delle armi chimiche durante il periodo 1935-1940 sul fronte Etiopico si veda Angelo Del Boca, I gas di Mussolini, Il fascismo e la guerra d'Etiopia, Editori Riuniti, Roma, 1996.Il primo ordine che contemplava l'impiego delle armi chimiche giunse da Mussolini a Graziani il 27 ottobre 1935, per preparare l'assalto alla piazzaforte abissina di Gorrahei, tuttavia furono sufficienti sei tonnellate di granate convenzionali per avere ragione dei suoi difensori il successivo 29. Graziani richiese poi a Mussolini l'autorizzazione all'uso delle armi chimiche per "operazioni difensive" (volte a fermare l'assalto dell'armata di ras Destà Damtù alle linee italiane a Dolo, a fine dicembre 1935) e l'ottenne prontamente e con ampio mandato, sino all'eliminazione dell'intera formazione nemica..Nello stesso periodo (tra il 22 dicembre 1935 e i primi di gennaio 1936), Badoglio ricevette l'ordine di impiegare sul fronte Nord le bombe d'aviazione contro gli abissini, passati all'offensiva nello Scirè. L'ordine, già in corso d'esecuzione (furono sottoposti alla micidiale pioggia di gas vescicanti anche i civili, il bestiame e i raccolti), venne sospeso per motivi politici in vista di una riunione della Società delle Nazioni prevista a Ginevra il 5 gennaio. Badoglio tuttavia ignorò l'ordine di sospensione e proseguì nei bombardamenti chimici sino al 7, e poi nuovamente il 12 e 18 gennaio.. File:Mussolini-ciano-hitler-1000x600.jpg: Il 19 gennaio Mussolini tornò ad autorizzare la guerra chimica, con queste parole: I bombardamenti chimici d'artiglieria e aerei proseguirono sia sul fronte Nord (sino al 29 marzo 1936) che su quello Sud (sino al 27 aprile), arrivando ad impiegare in totale circa 350 tonnellate di armi chimiche. In questo contesto, a fine gennaio, quando nonostante il largo impiego di armi e mezzi le armate italiane del fronte Nord erano in grave difficoltà (tanto che Badoglio, premuto dalle forze di Cassa Darghiè era sul punto di ordinare l'evacuazione di Macallè), Mussolini non esitò a prospettare al suo generale l'impiego di ulteriori armi chimiche. Badoglio espresse la propria netta contrarietà, facendo presente a Mussolini le reazioni internazionali che questa scelta avrebbe provocato e il proprio timore circa le conseguenze incontrollabili dell'uso di un'arma mai sperimentata prima; il "duce" recepì tali obiezioni e il 20 febbraio ritirò la proposta..L'uso delle armi chimiche venne nascosto all'opinione pubblica italiana, e Mussolini ordinò di smentire come animate da sentimenti "anti-italiani" le poche denunce sul loro impiego che apparvero sulla stampa internazionale.. Il crimine verrà a lungo negato con decisione, anche dopo la fine del fascismo, persino da partecipanti alla guerra come Indro Montanelli, restando ai margini dell'immensa storiografia prodotta sulla figura di Mussolini. Il 7 febbraio 1996 l'allora Ministro della Difesa, generale Domenico Corcione, sostenne davanti al Parlamento l'uso delle armi chimiche da parte italiana durante la guerra d'Etiopia..La conduzione della guerra nei confronti degli etiopici non si limitò all'impiego delle armi chimiche, ma fu condotta anche con altri strumenti, come l'ordine di non rispettare i contrassegni della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale del nemico, fatto che portò alla distruzione di almeno 17 tra ospedali da campo (tra i quali uno Svezia, ciò che causò il disappunto del duce per il danno politico che ne conseguì) e installazioni mediche abissine, o l'impiego di truppe di ascari libici di fede musulmana contro le armate e la popolazione cristiano-copta abissina. Le truppe libiche - appartenenti a tribù memori delle violenze subite dagli Àscari eritrei utilizzate contro i ribelli libici durante la guerra di Libia - si resero colpevoli di massacri sia nei confronti dei civili, sia dei prigionieri, tanto da spingere il generale Guglielmo Nasi ad istituire un premio di cento lire per ogni prigioniero vivo che gli fosse stato consegnato..I crimini proseguirono anche a guerra finita e almeno sino al 1940 nei confronti dei ribelli, contro la popolazione e anche contro i monaci abissini nei santuari cristiano-copti, che furono trucidati a centinaia a Debra Libanos e altrove..
La vittoria in Etiopia, l'apogeo di Mussolini e del fascismo
Content:File:Mussolini spada islam.jpg: Il 7 maggio 1936 Mussolini ricevette da Vittorio Emanuele III di Savoia la Gran Croce dell'Ordine militare di Savoia. Il sovrano, nell'insignire il duce della massima decorazione militare del regno, riconobbe con parole altisonanti il ruolo diretto di guida svolto da Mussolini: «Ministro delle Forze armate, preparò, condusse e vinse la più grande guerra coloniale che la storia ricordi.».Il 6 maggio, sempre dal balcone di Palazzo Venezia, annunciò la fine della guerra d'Etiopia e proclamò la rinascita dell'Impero coloniale italiano (il re d'Italia assunse il titolo di imperatore d'Etiopia). Nel suo discorso proclamò: «il popolo italiano ha creato col suo sangue l'impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi». La campagna abissina rappresentò il momento di massimo consenso del popolo italiano verso il fascismo. Mussolini stabilì che, nell'indicare la data sui documenti ufficiali e sui giornali, occorresse scrivere l'anno a cominciare dal 28 ottobre 1922 (tale disposizione era già in uso dal 31 dicembre 1926) affiancato da quello dalla fondazione dell'impero (ad esempio, il '36 era indicato come «anno 1936, XIV dell'Era Fascista, I dell'Impero»).Il 4 luglio la Società delle Nazioni decretò terminata l'applicazione dell'articolo XVI e le sanzioni caddero il 15 dello stesso mese (l'unico stato che si oppose fu il Sudafrica); Mussolini ottenne, per la guerra vittoriosa, il titolo di Primo maresciallo dellImpero (30 marzo 1938).Il 9 giugno affidò al genero Galeazzo Ciano il Ministero degli Esteri.File:Bundesarchiv Bild 146-1969-065-24, Münchener Abkommen, Ankunft Mussolini.jpg: Il 24 luglio 1936 si accordò con Hitler per l'invio di contingenti militari in Spagna a sostegno di Francisco Franco, il cui colpo di Stato del 18 luglio aveva scatenato la guerra civile spagnola. Il figlio di Mussolini, Bruno Mussolini, partecipò alla guerra come capo di una squadriglia aerea. Il 1º novembre annunciò con un discorso la creazione (sancita il 24 ottobre) dell'Potenze dellAsse (non si trattava ancora di una vera alleanza militare, che venne stipulata solo col patto d'acciaio).Il 2 gennaio 1937 venne siglato il cosiddetto gentlemen's agreement tra Italia e Regno Unito, col quale si definirono i diritti di entrata, uscita e transito nel Mediterraneo e si stabilì di evitare la modifica dello «status quo relativo alla sovranità nazionale dei territori del bacino del Mediterraneo», Spagna inclusa. Tale accordo fu confermato dal Accordi di Pasqua del 16 aprile 1938.Il 20 marzo, nell'oasi di Bugàra vicino a Tripoli, ricevette dal capo berbero Iusuf Kerbisc la "spada dell'islam", un manufatto dorato, simbolo dell'approvazione di una parte della società libica verso il regime mussoliniano. Il 21 aprile inaugurò Cinecittà, concepita come sede dell'industria cinematografica italiana, consistentemente finanziata dal governo in quegli anni (risale al 1937 il primo colossal italiano: Scipione lAfricano (film)).Il 22 aprile incontrò a Venezia il cancelliere austriaco Kurt Alois von Schuschnigg e si dichiarò non contrario all'Anschluss dell'Austria con la Germania. Sempre in aprile incontrò il ministro dell'aeronautica tedesco Hermann Göring e il ministro degli esteri tedesco Konstantin von Neurath. Il 25 e il 29 settembre incontrò Hitler, prima a Monaco e poi a Berlino.Il 6 novembre l'Italia aderì al Patto anticomintern, siglato precedentemente tra Germania e Giappone in funzione anti-sovietica. Il 3 dicembre 1937 venne stipulato a Bangkok un trattato di amicizia, commercio e navigazione col Thailandia (attuale Thailandia). L'11 dicembre annunciò l'uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni. Accolse, tra il 3 e il 9 maggio 1938, Hitler, il quale era venuto in visita in Italia.Grazie alla mediazione mussoliniana, di fronte all'eventualità dello scoppio di un conflitto tra il blocco anglo-francese e la Germania, il 29 e 30 settembre si tenne la Conferenza e accordo di Monaco. Ad essa erano presenti Mussolini, Hitler, Édouard Daladier per la Francia e Neville Chamberlain per la Gran Bretagna; venne riconosciuta alla Germania la legittimità della sua politica in Cecoslovacchia. Mussolini venne festeggiato come «il salvatore della pace» per aver scongiurato il conflitto.Tra l'11 e il 14 gennaio 1939, a Roma, incontrò Chamberlain e il ministro degli esteri inglese Frederik Halifax. Il 19 gennaio 1939 la Camera dei deputati venne soppressa e sostituita dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni. In aprile il duce ordinò l'occupazione e l'annessione dell'Albania; l'Italia già godeva di una forma non ufficiale di protettorato sul paese da molti anni, e l'«invasione» fu presumibilmente dovuta alla volontà mussoliniana di dimostrare all'alleato tedesco la propria forza.
L'edificazione del consenso
Content:File:Mussolini Catepillar.png: File:Bundesarchiv Bild 102-09843, Mussolini in Mailand.jpg: La stabilità della dittatura fascista è in gran parte da ascriversi alla capacità di Mussolini di generare attorno alla propria figura un forte consenso. L'abilità mostrata nel rendere la sua personalità oggetto di vero e proprio culto si rifletté non solo nell'approvazione che la società italiana a lungo gli mostrò, ma anche nell'ammirazione che riuscì a guadagnarsi presso numerosi capi di Stato stranieri, intellettuali e, più in generale, presso l'opinione pubblica internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Da questo punto di vista Mussolini divenne un modello di ispirazione per molti futuri dittatori, soprattutto Adolf Hitler, ma anche per molti politici di spicco di importanti stati democratici.La popolarità di Mussolini trova probabilmente la sua origine nell'insoddisfazione del popolo italiano nei confronti delle classi dirigenti liberali per via dei trattati di pace, ritenute dai più sfavorevoli, che l'Italia aveva dovuto accettare alla fine della prima guerra mondiale, nonostante gli oltre 650.000 morti e i sacrifici enormi sopportati dal Paese. Non a caso, Gabriele D'Annunzio parlò di «vittoria mutilata». L'Italia guadagnò territorialmente solo parte di ciò che le era stato promesso col patto di Londra e ciò, unito al generale malcontento post-bellico e alla terribile crisi economica dell'immediato dopoguerra, fece crescere il desiderio di un governo forte.Mussolini fu abile a sfruttare tale situazione nonché la paura del cosiddetto "pericolo rosso", accresciutasi durante il Biennio rosso in Italia: si presentò come il restauratore dell'ordine e della pace sociale, teso alla «normalizzazione» della situazione politica. Da questo punto di vista, molti squadristi fascisti intransigenti criticarono la collaborazione (nel 1922-1924) del PNF a livello governativo con i vecchi partiti, nonché il fatto che fossero rimasti in carica molti dei questori e dei prefetti che erano stati estranei, se non ostili,È il caso per esempio del prefetto Cesare Mori. al fascismo. A partire dal 1925, con la promulgazione delle cosiddette leggi fascistissime e l'inizio della dittatura, ogni forma di collaborazione coi vecchi partiti fu abbandonata e gli stessi sciolti.Il consenso fu poi alimentato grazie al controllo sulla stampa e sul mondo culturale italiano. Mussolini, in quanto giornalista, conosceva bene il potere della stampa, e di conseguenza fece in modo di poterlo controllare. Nei suoi Colloqui con Emil Ludwig giustificò la censura imposta ai giornali con il fatto che nelle liberaldemocrazie i giornali non sarebbero più liberi, ma obbedirebbero solo ad un'oligarchia di padroni, differenti dallo Stato: partiti e finanziatori plutocratici.Inoltre, ogni forma di dissenso sgradita a Mussolini venne repressa attraverso l'OVRA, il Tribunale speciale per la difesa dello Stato (1926-1943), e l'uso massiccio del confino politico. Tuttavia, Mussolini tollerò – e costrinse i suoi a tollerare – alcune "voci fuori dal coro" (come ad esempio Salvemini, Croce, Bombacci) tanto per alimentare la propria immagine di uomo forte ma non di tiranno, quanto per mantenere aperti canali di dialogo anche con l'antifascismo militante.Mussolini dimostrò di avere una personalità carismatica, come testimoniano i discorsi tenuti di fronte a «folle oceaniche», e una notevole abilità oratoria, che attinse in parte dall'esempio dannunziano. Egli incrementò la sua popolarità presentandosi come «il figlio del popolo», ricorrendo all'organizzazione e all'irreggimentazione delle masse, chiamate di continuo a partecipare ad iniziative di varia natura, ma anche grazie all'appoggio di molteplici intellettuali di spicco (Gabriele DAnnunzio, Mario Sironi, Ezra Pound, i futurismo, Giovanni Gentile) e di uomini di grandi capacità di governo.File:Mussolini- naval commander too 214.png: Mussolini seppe sfruttare abilmente, come mai prima era stato fatto in Italia, i nuovi mezzi di comunicazione (la radio, il cinema e i cinegiornali) nonché i successi sportivi conseguiti dall'Italia fascista (come i Campionato mondiale di calcio 1934 e del Campionato mondiale di calcio 1938, oltre al titolo mondiale dei pesi massimi conquistato da Primo Carnera), che furono entrambi ampiamente utilizzati in funzione propagandistica. A questi Mussolini unì i primati aeronautici conquistati dall'Italia (le Crociera aerea del Decennale, la conquista del Polo Nord, i Coppa Schneider) e quelli navali (il transatlantico Rex (transatlantico)).Mussolini riuscì spesso a interpretare correttamente la volontà della maggioranza del popolo italiano, attuando importanti interventi di tipo sociale, sanitario, previdenziale, economico e culturale.Occorre inoltre sottolineare come la politica di potenza inaugurata dall'Italia fascista fosse vista con favore da gran parte della popolazione. Mussolini mirava a fare dell'Italia un paese temuto e rispettato, restaurando i fasti dell'Impero romano, recuperando i territori irredenti e realizzando il controllo italiano sul mediterraneo (il mare nostro). Questa politica – troncata dallo scoppio della seconda guerra mondiale – non produsse i risultati sperati, e ottenne solo di isolare l'Italia dai suoi ex alleati dell'Intesa, spingendola ad una sempre più stretta – e definitiva – alleanza con la Germania.Hitler considerò Mussolini suo maestro: Churchill, nel 1933, lo definì «il più grande legislatore vivente». (soprattutto in relazione alla promulgazione del nuovo codice penale italiano, varato nel 1930 dal ministro Alfredo Rocco e tuttora vigente) e «un grande uomo» ancora nel 1940.Il 13 febbraio 1929, Papa Pio XI, a due giorni dai Patti Lateranensi, tenne un discorso a Milano ad un'udienza concessa a professori e studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che fece passare alla storia la definizione di Benito Mussolini come «uomo della Provvidenza» (mentre invece il Pontefice aveva indicato nel Capo del governo italiano un più neutrale "l'uomo che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare") : Pio XI gli conferì l'Ordine dello Speron doro nel 1932;] .. molti in Europa, nel 1933, lo chiamarono «il salvatore della pace»; .]. lo stesso Franklin Delano Roosevelt gli riservò commenti lusinghieri; Papa Pio XII lo definì «il più grande uomo da me conosciuto e tra i più profondamente buoni».Arrigo Petacco, L'uomo della provvidenza. Mussolini, ascesa e caduta di un mito, Mondadori, Milano, 2004, p. 4; . Lo scrittore americano Ezra Pound, che incontrò di persona Mussolini nel 1933, lo celebrò nel libro "Jefferson and/or Mussolini".A proposito della capacità del duce di edificare attorno a sé un notevole consenso, significativa tra le altre è l'opinione espressa dal giornalista Enzo Biagi in "Lui, Mussolini": «Mussolini è stato un gigante; considero la sua carriera politica un capolavoro. Se non si fosse avventurato nella guerra al fianco di Hitler, sarebbe morto osannato nel suo letto. Il popolo italiano era soddisfatto di essere governato da lui: un consenso sincero».
Le leggi razziali
Content:Mussolini inizialmente aveva espresso disapprovazione nei confronti della politica razzista espressa dal nazionalsocialismo. Tuttavia, a partire dal 1938, in concomitanza dell'alleanza con la Germania, il regime fascista promulgò una serie di decreti il cui insieme è noto come Leggi razziali fasciste, che introducevano provvedimenti segregazionisti nei confronti degli ebrei italiani e dei sudditi di colore dell'Impero.Furono letti per la prima volta il 18 settembre 1938 a Trieste da Mussolini dal balcone del Piazza Unità dItalia#Il municipio in occasione della sua visita alla città.Fra i diversi documenti e provvedimenti legislativi che costituiscono il corpus delle cosiddette leggi razziali figura il Leggi razziali fasciste#Il Manifesto della Razza, o più esattamente il manifesto degli scienziati razzisti, pubblicato una prima volta in forma anonima sul Il Giornale dItalia (1901-1976) il 15 luglio 1938 con il titolo Il Fascismo e i problemi della razza e ripubblicato sul numero 1 de La difesa della razza il 5 agosto 1938.Il 25 luglio, dopo un incontro tra i dieci redattori della tesi, il ministro della cultura popolare Dino Alfieri e il segretario del Partito Nazionale Fascista Achille Starace - dalla segreteria politica del partito viene comunicato il testo definitivo del lavoro, completo dell'elenco dei firmatari e delle adesioni, aderenti e simpatizzanti del PNF.Al regio decreto legge del 5 settembre 1938 – che fissava «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista» – e a quello del 7 settembre – che fissava «Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri» – fece seguito (6 ottobre) una «dichiarazione sulla razza» emessa dal Gran consiglio del fascismo; tale dichiarazione venne successivamente adottata dallo stato sempre con un regio decreto legge che porta la data del 17 novembre.Fra il 1943 e il 1945, il governo della Repubblica Sociale Italiana dichiarò gli ebrei «stranieri appartenenti per la durata della guerra a nazionalità ostile» e procedette al concentramento di numerose persone di religione ebraica, in particolare nel Campo di Fossoli. In territorio italiano sotto controllo tedesco, nella Risiera di San Sabba, vicino Trieste, sorse un campo prigionia che funse anche da luogo di raccolta per il trasporto degli ebrei nei campi di concentramento tedeschi. Nel campo le autorità tedesche compirono uccisioni di antifascisti locali e al suo interno fu anche installato un forno crematorio per eliminare i corpi dei prigionieri deceduti o giustiziati.A Trieste operarono alcuni dei principali responsabili della cosiddetta "Aktion Reinhardt", l'operazione che aveva portato allo sterminio di milioni di ebrei deportati nei campi della Polonia Orientale. Comandante delle SS e della SD nel settore adriatico (e quindi anche incaricato della caccia agli ebrei) era il generale delle SS Odilo Globocnik, già comandante del settore di Lublino e quindi responsabile dei campi di Belzec, Majdanek, Sobibor e Treblinka; a Trieste operavano con lui Franz Stangl, già comandante di Treblinka, e Christian Wirth uno degli ideatori delle camere a gas, poi ucciso dai partigiani.
Il secondo conflitto mondiale
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Dalla «non belligeranza» alla «guerra parallela»
Content:File:Francobollo2.jpg: Il 22 maggio 1939 Galeazzo Ciano, ministro degli esteri italiano, firmava il Patto dAcciaio con la Germania, che sancì ufficialmente la nascita di un'alleanza vincolante italo-tedesca.In merito alla guerra scriveva, il 31 marzo 1940: Il 30 maggio Mussolini incaricò il generale Ugo Cavallero di recapitare a Hitler un memoriale, in cui affermava che la guerra era inevitabile, ma che l'Italia non sarebbe stata pronta a intraprenderla prima di 3 anni. Nonostante le iniziali rassicurazioni in merito, la Germania invase la Polonia il 1º settembre, determinando l'inizio del conflitto. Mussolini dichiarò la «non belligeranza», grazie alla quale lo Stato italiano si manterrà momentaneamente fuori dalla guerra. File:Mussolini DOW 10 June 1940.jpg: Il 10 marzo 1940 Mussolini accolse a Roma il ministro degli esteri tedesco Joachim von Ribbentrop e il successivo 18 marzo incontrò Hitler al Brennero, ricevendo da entrambi forti pressioni a entrare in guerra al fianco della Germania. Il 16, il 22, il 24 e il 26 aprile ricevette messaggi da Winston Churchill, da Paul Reynaud, da Papa Pio XII e da Franklin Delano Roosevelt, i quali gli chiedevano di rimanere neutrale. Di fronte agli straordinari e inaspettati successi della Germania nazista tra l'aprile e il maggio del 1940, Mussolini ritenne che gli esiti della guerra fossero oramai decisi, e, sia per poter ottenere eventuali compensi territoriali, sia per timore di un'eventuale invasione nazista dell'Italia se quest'ultima non si fosse schierata apertamente al fianco della Germania (come ebbe poi a spiegare lo stesso Mussolini), il 10 giugno Dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Alla contrarietà e alle rimostranze di alcuni importanti collaboratori e militari (fra cui Pietro Badoglio, Dino Grandi, Galeazzo Ciano e il generale Enrico Caviglia) Mussolini avrebbe risposto: Sul fronte con la Francia, le truppe italiane assunsero inizialmente un atteggiamento difensivo, sia per la mancanza di un'adeguata artiglieria e contraerea (non vi era stato il tempo di mobilitare tutti i reparti necessari all'avanzata), sia per la riluttanza ad attaccare i cugini d'oltralpe. Conseguentemente, i primi a prendere l'iniziativa furono gli avversari: aerei britannici, decollati da aeroporti francesi, bombardarono Torino nella notte tra l'11 e il 12 giugno. Come ritorsione, aerei italiani bombardarono le basi militari francesi di Hyères e Tolone. Il 14 la zona industriale di Genova venne bombardata e, di conseguenza, l'esercito italiano ricevette l'ordine di passare decisamente alla contro-offensiva, programmata per il 18. Gli Italiani attaccarono quindi Biserta, Bastia e Calvi (Francia).File:Newsweek May 13 1940 Mussolini.jpg: Il 22 giugno la Francia firmò l'armistizio con la Germania. Il 18, dopo che in territorio alpino si erano avuti solo marginali scontri tra truppe anglo-francesi e italiane, Mussolini partecipò a un vertice a Monaco di Baviera con Hitler per discutere dell'inaspettata e improvvisa resa: le condizioni di pace richieste dal duce (ossia l'occupazione e amministrazione di Corsica, Tunisia, Somalia francese e del territorio francese sino al Rodano, la concessione di basi militari a Orano, Algeri e Casablanca, la consegna della flotta e dell'armata aerea e la denuncia dell'alleanza col Regno Unito) vennero solo parzialmente accolte, in quanto furono riconosciute all'Italia solo le richieste di occupazione.Il 24 giugno la Francia firmava l'armistizio con l'Italia, riconoscendole, oltre alla richieste di occupazione, anche la cessione di una porzione di territorio francese di confine e la smilitarizzazione di una fascia larga 50 miglia lungo il confine franco-italiano e libico-tunisino.Di fronte alla notizia di un imminente sbarco in Inghilterra dei tedeschi (Operazione Leone marino), Italo Balbo, governatore della Libia, ricevette l'ordine di avanzare verso l'Egitto, protettorato inglese (25 giugno). Ma il 28, mentre sorvolava Tobruch bombardata dagli inglesi, venne abbattuto dalle batterie antiaeree italiane, che lo avevano scambiato per un nemico.Le iniziali parziali vittorie si rivelarono tuttavia effimere, poiché la guerra si prolungò oltre il previsto, rivelando l'impreparazione, la disorganizzazione e le deficienze dell'esercito italiano. In Africa, nel dicembre 1940 gli inglesi diedeo vita a una vigorosa contro-offensiva che porterà, tra l'altro, alla conquista dell'Africa Orientale Italiana entro il giugno 1941. Le ultime truppe italiane si arresero a Gondar il 21 novembre. La superiorità numerica e tecnologica degli inglesiDalle colonie inglesi, e in particolar modo dall'India, giunsero migliaia di soldati, che non era stato possibile mobilitare precedentemente. e la progressiva perdita d'iniziativa della Marina italianaGià a Capo Spada venne affondato un incrociatore italiano (19 luglio) e l'11 novembre 1940 alcune navi italiane furono affondate da un attacco aereo nel porto di Taranto. L'ultimo scontro di rilievo si ebbe a Capo Matapan, il 28 marzo 1941, una delle più gravi sconfitte nella storia della Marina. non poterono che condurre alla disfatta.In seguito, gli scontri tra le due marine nemiche si limiteranno, da parte italiana, alla guerra sottomarina, alla protezione delle rotte di rifornimento tra la Sicilia e la Libia, a sporadici tentativi di intercettazione di convogli inglesi sulla rotta Gibilterra-Alessandria dEgitto e ad operazioni temerarie compiute da mezzi d'assalto (quali i Motoscafo armato silurante, i «barchini» - piccole imbarcazioni dotate di siluri e mitragliatrice, che causarono l'affondamento di molte navi inglesi- e i «Siluro a lenta corsa» ossia piccoli sommergibili).Il 27 settembre 1940 Italia, Germania e Giappone si unirono nel Patto tripartito, cui aderiranno anche nell'ordine, nel corso della guerra, Ungheria (20 novembre 1940), Romania (23 novembre), Slovacchia (24 novembre), Bulgaria (1º marzo 1941) e Jugoslavia (27 marzo).Il 4 ottobre 1940 Mussolini incontrò Hitler al Brennero per stabilire di comune accordo una strategia militare; tuttavia, il 12 ottobre, i tedeschi presero il controllo della Romania, sita nella zona di influenza italiana e ricca di giacimenti petroliferi, senza avvisare gli Italiani. Conseguentemente, Mussolini decise d'imbarcarsi in una «guerra parallela» a fianco dell'alleato tedesco, al fine di non dipendere troppo dall'iniziativa militare e politica di Hitler; sempre convinto che la Gran Bretagna sarebbe scesa presto a patti col Führer e che il principale fronte di guerra sarebbe così stato chiuso. Il 19 ottobre il duce gli inviò una lettera in cui comunicava la sua intenzione di attaccare la Grecia. Hitler si recò a Firenze il 28 ottobre, per dissuadere Mussolini dall'impresa, ma questi lo avvertì, assumendo un atteggiamento simile a quello avuto dall'alleato con l'aggressione alla Romania, che l'attacco era già iniziato da alcune ore.L'attacco alla Grecia si concluse in un disastro: la stagione invernale e il territorio montuoso ostacolarono ogni tentativo d'avanzata, anche a causa dell'equipaggiamento in dotazione alle truppe italiane, che era del tutto inadeguato. L'esercito greco, rafforzato dall'arrivo di oltre 70.000 militari inglesi, si rivelò inoltre più agguerrito e organizzato del previsto; anche l'appoggio di numerose squadriglie aeree e navali britanniche risultò determinante. Gli Italiani furono costretti a ripiegare in territorio albanese, dove solo nel dicembre 1940 riuscirono a bloccare la contro-offensiva degli avversari, trasformando così il conflitto in una guerra di posizione.
La guerra «tedesca»
Content:File:Benito Mussolini colored.jpg: Il 19 e il 20 gennaio 1941, a Berchtesgaden, Mussolini incontrò Hitler, il quale gli promise l'invio di contingenti tedeschi in Grecia e in Africa del Nord a sostegno delle truppe italiane ivi presenti, che d'ora in poi dipenderanno sempre più dall'aiuto del potente alleato. L'incontro rappresentò il definitivo abbandono da parte italiana della strategia della «guerra parallela» (rivelatasi insostenibile e fallimentare), e si tradusse in una conduzione del conflitto sempre più conforme alle direttive e agli interessi nazionalsocialisti, ovvero in una sorta di «guerra tedesca».Il 9 febbraio la Royal Navy bombardò Genova. L'11 febbraio il duce incontrò Francisco Franco a Bordighera, per convincerlo a entrare in guerra a fianco delle forze dell'Asse, ma fallì nel suo intento. A partire dal 12 febbraio giunsero in Libia gli aiuti militari promessi dal Führer: i Deutsche Afrikakorps, composti principalmente di mezzi corazzati (panzer) e da rinforzi aerei, sotto il comando di Erwin Rommel.Rivestendo de facto il ruolo di comandante supremo delle truppe italiane nella regione (seppur ufficialmente fosse un sottoposto del comandante superiore delle Forze Armate in Africa generale Italo Gariboldi), la «volpe del deserto» riuscì rapidamente a riorganizzarle e a guidare un'efficace offensiva (cominciata il 24 marzo) contro le armate britanniche del generale maggiore Richard OConnor, che nel frattempo avevano conquistato la Cirenaica (Operazione Compass). Entro maggio le truppe dell'Asse riacquistarono il controllo della Libia (eccettuata Tobruch, che resistette al lungo assedio – cominciato il 10 aprile – grazie alla presenza di una forza di occupazione inglese), respinsero un tentativo di contro-offensiva (l'Operazione Brevity) e conquistarono una porzione di territorio egiziano di confine. In conseguenza delle sconfitte subite, il comando delle truppe del Regno Unito fu affidato al generale Claude Auchinleck; questi comandò, nel novembre e nel dicembre, una grande offensiva (l'Operazione Battleaxe) con lo scopo di alleviare l'assedio di Tobruch, ma fallì nel suo intento.Il 27 marzo in Jugoslavia, che solo due giorni prima aveva aderito al Patto Tripartito, gli inglesi organizzarono con successo il colpo di Stato del generale nazionalista serbo Dušan Simović (il reggente Paolo fu esiliato e il Ministro degli Esteri e il Primo Ministro vennero destituiti). Il nuovo governo jugoslavo firmò un trattato di amicizia con l'Unione Sovietica (5 aprile). Di fronte al rischio portato dall'eccessivo rafforzamento della presenza inglese nei Penisola balcanica e da un'eventuale alleanza in funzione anti-Asse della Jugoslavia con l'Unione Sovietica, la Germania, l'Ungheria e la Bulgaria attaccarono la Jugoslavia. Nel medesimo giorno anche l'Italia le dichiarò guerra. L'avanzata italiana si rivelò un successo in area slovena e in Dalmazia e la Jugoslavia capitolò rapidamente (17 aprile). Pietro II di Jugoslavia fuggì a Londra. L'Italia ottenne la maggior parte della costa dalmata e la provincia di Lubiana, mentre il Kosovo venne annesso all'Albania italiana.Nel frattempo, le truppe italiane, dopo mesi di stallo, ripresero ad avanzare in Albania (13 aprile), che fu totalmente riconquistata in pochi giorni, e in Epiro. Sempre nel mese di aprile, le armate italiane e tedesche sferrarono congiuntamente un nuovo attacco alla Grecia, che ben presto firmò la resa con la Germania (21 aprile). Mussolini, che si sentiva umiliato a causa dell'esclusione dell'Italia dal trattato di pace, pretese di essere rispettato. Per ordine di Hitler, la cerimonia della firma venne quindi ripetuta due giorni dopo anche in presenza di autorità italiane (23 aprile). Il 3 maggio, truppe italo-tedesche sfilarono ad Atene e il 1º giugno cadde Creta, ultimo avamposto nemico rimasto nella regione. Nonostante che la conquista dei Balcani fosse dovuta esclusivamente all'intervento delle forze germaniche, Mussolini ottenne il diritto di occupare le isole Ionie e la maggior parte della Grecia, che non rientravano nella zona d'influenza tedesca.Il 2 giugno del 1941 Mussolini incontrò nuovamente Hitler, che il 22 ordinò l'attacco all'Unione Sovietica (operazione Barbarossa). In luglio venne inviato in Russia il Reparti italiani al fronte orientale (composto di 58.800 soldati al comando del generale di corpo darmata Giovanni Messe), come sostegno all'alleato tedesco. Il 25 agosto, nel Quartier generale tedesco a Kętrzyn, nella Prussia orientale, il Duce passò in rassegna le truppe accanto a Hitler.Il 7 dicembre la flotta giapponese attaccò Pearl Harbor, base militare statunitense, determinando l'entrata in guerra degli Stati Uniti dAmerica. Il 12 dicembre l'Italia dichiarò guerra agli Stati Uniti dAmerica, seguendo l'iniziativa dell'alleato tedesco che aveva assunto lo stesso provvedimento il giorno precedente. Il 18 dicembre un'incursione italiana nel porto di Alessandria dEgitto causò ingenti danni alla marina britannica.
L'inversione di tendenza nella guerra: l'inizio della fine
Content:A partire dal 15 febbraio 1942 giunsero in Russia numerosi rinforzi italiani a sostegno dell'avanzata tedesca: entro 5 mesi vennero inviati oltre 160.000 soldati. Il 9 luglio il Reparti italiani al fronte orientale fu affidato alla guida del generale Italo Gariboldi (che sostituì il precedente comandante, il generale Giovanni Messe) e mutò il proprio nome in Reparti italiani al fronte orientale ("Armata Italiana in Russia"), che arriverà a contare più di 200.000 uomini. L'esercito italiano si distinse per coraggio sul fronte sovietico, in particolar modo a Doneck, tuttavia apparve in tutta la sua evidenza l'inadeguatezza e l'arretratezza dell'equipaggiamento in dotazione alle truppe. La battaglia di Stalingrado si rivelò decisiva per il destino della campagna di Russia e, più in generale, per le sorti della guerra: il 2 febbraio 1943 le forze tedesche accerchiate nella città sul Volga si arresero. Il corpo di spedizione italiano fu sconfitto a partire dal 16 dicembre 1942 nella seconda battaglia difensiva del Don; costretto a una sfibrante ritirata nella neve, subì perdite ingenti di uomini e materiali, costringendo i comandi italo-tedeschi a ordinarne il ritiro dal fronte. I superstiti fecero rientro in patria tra l'aprile e il maggio 1943: oltre 60.000 furono i soldati ufficialmente dispersi, in gran parte prigionieri che moriranno negli anni seguenti nei campi di detenzione sovietici.Il 29 aprile 1942 Mussolini incontrò Hitler a Salisburgo: durante questo colloquio i due capi di governo si accordarono per scatenare a breve una grande offensiva in Africa settentrionale. Tra il 26 maggio e il 21 giugno le truppe dell'Asse si resero protagoniste di una vittoriosa avanzata in Libia (battaglia di Ain el-Gazala), che portò, tra l'altro, alla caduta di Tobruch (20 giugno), assediata da oltre un anno. Le armate di Erwin Rommel si trovavano a soli 100 chilometri circa da Alessandria dEgitto, che, secondo le previsioni dei plenipotenziari italiani e tedeschi, avrebbe dovuto esser raggiunta in poco tempo. Il 29 giugno Mussolini partì per la Libia, dove si trattiene sino al 20 luglio. Tra l'1 e il 29 luglio si combattè la Prima battaglia di El Alamein: le truppe italo-tedesche tentarono invano di sfondare le linee difensive inglesi. Fra il 31 agosto e il 5 settembre fallì, con la battaglia di Alam Halfa, l'ultimo tentativo di sfondamento delle armate del Patto Tripartito. Nella seconda battaglia di El Alamein (combattuta tra il 23 ottobre e il 3 novembre) le truppe del Commonwealth del generale Bernard Law Montgomery (che in agosto aveva sostituito al comando il generale Claude Auchinleck) sconfissero gli avversari, costringendoli a un disastroso ripiegamento.L'avanzata inglese si rivelò incontenibile: l'8 novembre 1942, con l'operazione Torch, le truppe anglo-americane sbarcarono in Marocco e in Algeria (amministrate fino ad allora dalla Governo di Vichy, stato teoricamente neutrale), la Libia venne rapidamente perduta (il 23 gennaio 1943 cadde Tripoli), e tra il 19 e il 25 febbraio 1943 le forze italo-tedesche furono nuovamente sconfitte nella battaglia del passo di Kasserine, combattuta in Tunisia (che l'Asse aveva fatto occupare in gennaio). Il 13 maggio le ultime truppe dell'Asse, al comando del generale Messe, si arresero. Mussolini stesso diede l'ordine a Messe di accettare la resa e contestualmente lo nominò Maresciallo.Nel novembre e nel dicembre 1942, Mussolini, abbattuto e depresso, si lasciò sostituire da Galeazzo Ciano in due colloqui con Hitler. Il 2 dicembre, dopo 18 mesi di silenzio e conscio dei recenti rivolgimenti, tornò a parlare al popolo italiano da Palazzo Venezia.Dal 7 al 10 aprile 1943 Mussolini incontrò Hitler a Klessheim (nei dintorni di Salisburgo). Sempre più pessimista sull'esito della guerra, gli propose di giungere a un armistizio coi sovietici, al fine di concentrare gli sforzi sugli altri fronti di guerra. Il Führer rimase irremovibile sulle sue posizioni. Hitler capì che Mussolini voleva tirare fuori l'Italia dal conflitto, ma se avesse acconsentito avrebbe creato un precedente cui si sarebbero poi appellate tutte le nazioni dell'Asse..Intanto in Italia si diffusero pressioni sul re affinché licenziasse Mussolini e si rivolgesse agli anglo-americani, anche attraverso la mediazione della Santa Sede. Tali richieste provenivano soprattutto da ambienti militari, per i quali la guerra era ormai perduta. Stava maturando anche nelle alte sfere del regime il convincimento che se il re avesse allontanato Mussolini dal governo, al popolo italiano sarebbe stata risparmiata una catastrofe maggiore. Berlino venne a conoscenza di questi tentativi di fronda dagli informatori dislocati sulla penisola..La notte tra il 9 luglio e il 10 luglio gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia, avanzando nell'isola.La conquista fu completata in poco più di un mese (17 agosto). Gli eserciti alleati svilupparono una doppia azione: cominciarono a risalire il Paese dal sud e lo bombardavano al nord.Il 13 luglio un gruppo di gerarchi, guidato da Roberto Farinacci, si riunì per decidere il da farsi. In una seconda riunione il 16 luglio, essi chiesero la convocazione del Gran Consiglio del Fascismo, non più riunitosi dal 1939.Renzo De Felice, Mussolini l'alleato, Einaudi, 1996, p. 1221-1228.
L'Ordine del giorno Grandi e la destituzione da parte del Re
Content:La Sicilia era stata da poco invasa dalle truppe alleate e Mussolini decise di scrivere a Hitler per manifestare all'alleato l'impossibilità per l'Italia di continuare il conflitto. Ma il Führer lo prese in contropiede, annunciandogli la sua venuta in Italia per incontrarlo di persona.. Il vertice era previsto dal 19 luglio al 21 luglio 1943 nella villa del senatore Achille Gaggia a San Fermo, frazione di Belluno, anche se l'incontro è comunemente noto come "incontro di Feltre". Era intenzione di Mussolini dire a Hitler che l'Italia era «costretta a cercare una via d'uscita dall'alleanza e dalla guerra». I tedeschi, dal canto loro, avevano perduto fiducia negli italiani e volevano solamente occupare militarmente il più presto possibile l'Italia settentrionale e centrale, lasciando l'Esercito italiano solo a difendere il resto del Paese dagli Alleati. Per di più, essi proposero che il Comando Supremo dell'Asse nella Penisola fosse assunto da un generale tedesco, possibilmente Erwin Rommel. Le prime due ore dell'incontro furono occupate dal consueto monologo di Hitler, che incolpava gli italiani per la loro fiacca performance militare, chiedendo di applicare misure draconiane: il Führer, mise chiaramente le carte in tavola e Mussolini, inchiodato alle sue responsabilità, fu perfino incapace di profferire parola, rimanendo in silenzio.La riunione fu improvvisamente interrotta quando un consigliere italiano entrò nella sala ed annunciò a Mussolini che in quel momento gli Alleati stavano per la prima volta Bombardamento di Roma. La capitale era stata attaccata da una flotta statunitense di circa 200 aeroplani, che avevano colpito soprattutto la zona di San Lorenzo (zona di Roma).Durante la pausa per il pranzo, i generali Ambrosio e Bastianini (che facevano parte della delegazione italiana) pressarono il Duce affinché dicesse al Führer che una soluzione politica alla guerra era necessaria, ma Mussolini replicò che per mesi era stato tormentato dai dubbi circa l'abbandono dell'alleanza con la Germania o la continuazione della guerra: , provava soggezione in presenza del cancelliere tedesco e, non potendo superare il proprio senso d'inferiorità, non ebbe il coraggio di parlare francamente con Hitler di persona.Dopo il pranzo Mussolini interruppe l'incontro perché non riusciva più a trovare le forze - fisiche e psichiche - per proseguire i colloqui. Il vertice, che sarebbe dovuto durare tre giorni, si risolse in tre ore e mezzo.. Le delegazioni tornarono a Belluno via treno; Mussolini, dopo aver salutato Hitler, tornò a Roma nel pomeriggio guidando l'aereo personale. Sorvolando il cielo di Roma egli potette vedere i quartieri orientali della città che ancora bruciavano.Mussolini spiegò così il suo stato d'animo dopo il fallimento del vertice di Villa Gaggia, replicando alle voci che lo sollecitavano a portare l'Italia fuori dal conflitto: Il 21 luglio Mussolini concesse la convocazione del Gran Consiglio del fascismo per sabato 24, ma ordinò di non divulgare la notizia agli organi di stampa. Il 22 (giovedì) si recò in mattinata dal Re per il consueto colloquio,Mussolini e il re avevano un colloquio privato due volte alla settimana, il lunedì e il giovedì. L'unica persona ammessa era il Ministro della Real Casa. Iniziati nel 1922, gli incontri proseguirono ininterrottamente fino al 1943, per ventuno anni. durante il quale riferì al sovrano dell'incontro con Hitler e della convocazione del consiglio. Si esaminarono i pro e i contro di un eventuale mutamento di alleanze. Venne paventata l'ipotesi che la Germania volesse annettersi i territori conquistati dall'Italia in seguito alla prima guerra mondiale (Provincia autonoma di Bolzano, Istria, Fiume (Croazia) e Dalmazia)..I due furono d'accordo sulla decisione di trarre l'Italia fuori dal conflitto, lasciando l'Asse alla sua sorte, ma il presupposto indispensabile era che il Duce lasciasse il potere. Il Re ricordò infatti a Mussolini che gli Alleati anglo-americani dopo la conferenza di Casablanca consideravano la sua permanenza al governo come un ostacolo a qualsiasi trattativa.. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno Mussolini ricevette e prese in esame l'Ordine del giorno Grandi (corredato dalle firme dei gerarchi che lo sostenevano) che Dino Grandi intendeva presentare alla seduta del 24. Lo definì "inammissibile e vile". Poi ricevette in udienza Grandi in persona. I due discussero gli ultimi avvenimenti politici, poi l'ordine del giorno. Grandi esortò Mussolini a rassegnare volontariamente le dimissioni. Il Duce lo ascoltò senza lasciar trasparire nessuna emozione.Nel pomeriggio di sabato 24 luglio, a porte chiuse, iniziò la lunga seduta del Gran Consiglio che si concluse alle prime ore del giorno successivo (25 luglio), con l'approvazione dell'ordine del giorno presentato da Dino Grandi. Venne di fatto approvata l'esautorazione di Mussolini dai suoi incarichi di governo. La votazione, seppur significativa (in quanto votata dai massimi rappresentanti del Partito fascista), non aveva de iure alcun valore, poiché per legge il Capo del Governo era responsabile del proprio operato solo dinanzi al Sovrano, il quale era l'unico a poterlo destituire.La mattina di domenica 25 luglio, dopo essersi recato regolarmente nel suo studio di Palazzo Venezia per occuparsi degli affari correnti, Mussolini chiese al sovrano di poter anticipare l'abituale colloquio del lunedì. Si presentò alle 17 a Villa Savoia (oggi Villa Ada (Roma)) insieme al suo segretario Nicola De Cesare.Vittorio Emanuele III di Savoia comunicò a Mussolini la sua sostituzione come Capo del Governo con il maresciallo Pietro Badoglio, garantendogli l'incolumità. Il duce deposto non era però al corrente delle reali intenzioni del monarca, che aveva fatto circondare l'edificio da duecento Arma dei Carabinieri, ordinando loro di porre sotto scorta Mussolini.Il tenente colonnello Giovanni Frignani,Poi arrestato dai tedeschi e trucidato alle Eccidio delle Fosse Ardeatine). che coordinava l'operazione, espose telefonicamente ai capitani Ordine del giorno Grandi#Le conseguenze e Raffaele Aversa gli ordini del re. I carabinieri fecero salire Mussolini e De Cesare in un'autoambulanza della Croce Rossa Italiana, senza specificare loro la destinazione, ma rassicurandoli sulla necessità di tutelare l'incolumità dell'ex capo del governo (pomeriggio del 25 luglio).In realtà, Vittorio Emanuele III aveva ordinato di arrestare Mussolini. .L'Armistizio di Cassibile, firmato il 3 settembre e reso noto la sera dell'8 Proclama Badoglio dell8 settembre 1943 per le truppe italiane, lasciò nella confusione più totale un Paese già allo sbando. L'Italia si spaccò, in quella che è stata poi definita una guerra civile, tra coloro che si schierarono con gli Alleati (che controllavano parte del Meridione e la Sicilia), e coloro che invece accettarono di proseguire il conflitto a fianco dei tedeschi (che avevano intanto occupato gran parte della penisola, incontrando una debole resistenza da parte delle truppe italiane dislocate alle frontiere e nei pressi di Roma e di altre località).Frattanto il re, con parte della famiglia, Badoglio e i suoi principali collaboratori, fuga di Vittorio Emanuele III, ponendosi sotto la protezione degli ex nemici: in Puglia costituì un governo sotto supervisione alleata, che dichiarò guerra alla Germania il 13 ottobre.
L'arresto e la liberazione ad opera dei tedeschi
Content:Mussolini, subito dopo il suo arresto, fu dapprima trattenuto in una caserma dei carabinieri a Roma. Su sua richiesta, Badoglio pensava di trasferirlo alla Rocca delle Caminate (residenza di Mussolini a Predappio, dal 1927), ma il prefetto di Forlì, Marcello Bofondi, fascista della prima ora, sentito telegraficamente, si oppose recisamente, sostenendo, in un tal caso, di non poter garantire l'ordine pubblico.Benito Mussolini, Memoirs 1942-1943, Weidenfeld & Nicolson, London 1949, p. 218n (in inglese). Il testo si trova anche qui: .Così Mussolini venne invece trasportato nell'isola di Ponza (dal 27 luglio al 7 agosto), dove lo vide il suo amico/avversario di sempre, Pietro Nenni, che scriverà nel suo diarioCfr. Fabrizio Montanari. Nenni-Mussolini, amicizia impossibile, in : Anche Mussolini rievocherà l'episodio, attribuendosi il merito di aver salvato la vita del leader socialistaL'8 febbraio 1943, alla vigilia del suo compleanno, Pietro Nenni fu arrestato dalla Gestapo a Saint-Flour (Cantal), in Rue de la Franze n.13, nella Francia di Vichy (cfr. e ). Venne condotto prima a Vichy e poi fu rinchiuso nel carcere parigino di Fresnes (Valle della Marna) per circa un mese (cfr. ). Il 5 aprile venne consegnato dai tedeschi a due carabinieri alla frontiera del Brennero, probabilmente su richiesta di Mussolini, che così lo salvò dalla deportazione nei campi di concentramento nazisti. Condotto nel Carcere di Regina Coeli, Nenni fu poi confinato nell'isola di Ponza.Cfr. , che riporta degli appunti che il Duce scrisse durante il crepuscolo di Salò.: Tuttavia a Ponza mancavano i requisiti minimi di sicurezza. Per depistare i tedeschi, Mussolini venne trasferito da Ponza a La Spezia, dove un incrociatore lo portò quindi sull'La Maddalena (isola), presso la costa nord-orientale della Sardegna (7 agosto-27 agosto 1943). Ma i tedeschi erano ormai sulle sue tracce: Otto Skorzeny, comandante SS di un corpo di Kommando, incaricato direttamente da Adolf Hitler di rintracciare e liberare l'ex-Duce, progettò un assalto della Kriegsmarine a villa Weber, dove il dittatore deposto era alloggiato. Tuttavia, il 27 agosto, proprio il giorno prima di quello previsto per l'attacco, un idrovolante della Croce Rossa lasciò le acque della Maddalena con a bordo il prigioniero: la destinazione era Campo Imperatore, sul Gran Sasso in Abruzzo, luogo ritenuto inattaccabile dall'esterno. Mussolini, che si sentiva ormai finito, si tagliò le arterie dei polsi in quello che apparve un tentativo di suicidio, ma si procurò solo ferite superficiali e venne medicato.La grande storia, Rai Tre, 3 settembre 2010. Alfonso Nisi, inviato del tenente Faiola a Campo Imperatore, nella sua testimonianza notò che non ci fu un vero tentativo di suicidio, ma solo un momento di sconforto. Il 12 settembre scattò l'Operazione Quercia: Mussolini venne liberato da un commando di paracadutisti tedeschi (Fallschirmjäger-Lehrbataillon) del generale Kurt Student, con la partecipazione del capitano delle SS Otto Skorzeny.File:Bundesarchiv Bild 101I-567-1503A-07, Gran Sasso, Mussolini mit deutschen Fallschirmjägern.jpg: Mussolini venne subito tradotto in aereo in Germania, dove il 14 settembre incontrò Hitler a Kętrzyn. Questi lo invitò a formare una repubblica protetta dai tedeschi. Il 18 settembre, da Monaco di Baviera Mussolini pronunciò alla radio il suo primo discorso dopo l'arresto del 25 luglio: Dopo aver fatto un'ampia esposizione su ciò che stava avvenendo in Italia, addossò la responsabilità della sua destituzione al Re, ai generali e ai gerarchi fascisti, che accusò di alto tradimento. Alla fine del discorso annunciò la ricostituzione dello Stato, delle sue Forze armate e del partito fascista, con la nuova denominazione di Partito Fascista Repubblicano ("PFR").Mussolini ritornò in Italia il 23 settembre e costituì un nuovo governo, che si riunì per la prima volta il 27 settembre alla Rocca delle Caminate.
La Repubblica Sociale Italiana
Content:Di fatto la neonata Repubblica Sociale Italiana (RSI) era uno Stato controllato dai tedeschi e a Mussolini venne concessa poca libertà di azione. Solo sull'ambito economico e sull'organizzazione militare dei soldati italiani aderenti alla RSI, Mussolini e i suoi gerarchi avevano una certa autonomia. Hitler intanto aveva posto sotto il diretto controllo del Germania nazista l'intera area nord-orientale dello stato italiano (ovvero le province di Trento, Bolzano, Belluno, Udine, Gorizia, Trieste, Fiume (Croazia), LubianaLa Provincia di Lubiana era stata annessa all'Italia nel 1941. De iure continuò a essere considerata tale fra paesi dell'Asse fino alla fine del conflitto. Ovviamente tale annessione non era considerata legittima dagli Alleati. e Zara) nonché i territori precedentemente italiani o sotto il controllo italiano al di fuori della penisola (le truppe tedesche nei giorni immediatamente successivi all'armistizio di Cassibile occuparono l'Albania, che essendo unita all'Italia tramite la corona dei Savoia fu dichiarata "indipendente" e gli ustascia si annessero d'arbitrio alla Dalmazia, esclusa Zara).Tra il 23 e il 27 settembre 1943 Mussolini si insediò a Gargnano, sul lago di Garda (tuttavia la maggior parte degli uffici governativi er distribuita in località limitrofe, fino a Brescia). L'agenzia di stampa ufficiale s'installò a Salò, da cui il nome non ufficiale di "Repubblica di Salò", a causa dell'intestazione dei comunicati radiostampa.Il 14 novembre si tenne a Verona la prima assemblea nazionale del Partito Fascista Repubblicano, durante la quale venne redatto il Manifesto di Verona, ovvero il programma di governo del PFR. Mussolini (che ricopriva la carica di "duce, capo del governo" della repubblica de facto, essendo tale carica prevista nel manifesto ma non essendo stata da lui assunta in forza di elezioni) annunciò che sarebbe stata rimandata al termine del conflitto la convocazione di un'assemblea costituzionale per la redazione della costituzione della RSI, della quale si era prefigurata la convocazione il 13 ottobre.L'8 dicembre venne costituita con decreto la Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), posta al comando di Renato Ricci. In essa confluirono parte degli effettivi dei Reali Carabinieri (corpo che venne disciolto), della Polizia dellAfrica italiana e della MSVN (mai ufficialmente disciolta sino a tale data). Inoltre alcune migliaia di reclute italiane furono inviate in Germania per essere addestrate e formare quattro divisioni (4ª Divisione alpina Monterosa, San Marco, Littorio e Italia).Tra l'8 e il 10 gennaio 1944 si tenne il processo di Verona, nel quale vennero giudicati i gerarchi "traditori" che si erano schierati contro Mussolini il 25 luglio 1943: tra questi, fu condannato a morte il genero del duce, Galeazzo Ciano. Non è noto se Mussolini non avesse voluto salvare la vita al marito di sua figlia (nonché dei suoi ex collaboratori) oppure se non avesse effettivamente potuto influire sui verdetti del tribunale giudicante, data la pesante ingerenza tedesca. È invece quasi certo che le istanze di grazia presentate dai condannati non furono inoltrate direttamente a Mussolini per volontà di Alessandro Pavolini, il quale da un lato voleva impedire un eventuale "cedimento sentimentale" del duce e il conseguente placet alla grazia, e dall'altro intendeva risparmiare al duce l'angoscia della scelta, per lui "obbligata".Renzo De Felice, Mussolini l'Alleato, tomo II, Einaudi.Il 21 aprile il duce incontrò Hitler a Klessheim e il 15 luglio si recò in Germania per ispezionare le quattro divisioni italiane che gli ufficiali tedeschi stavano addestrando. Il 20, giorno dell'Attentato a Hitler del 20 luglio 1944 rivede Hitler per l'ultima volta.File:Mussolini discorso Lirico di milano.jpg: Il 16 dicembre, al Teatro Lirico di Milano,Il Teatro Lirico aveva assunta la funzione della Teatro alla Scala, gravemente colpita dai bombardamenti alleati. pronunciò il suo primo e ultimo discorso pubblico dalla costituzione della RSI. Parlò delle Wunderwaffen, di cui Hitler gli avrebbe dato prova, e della possibilità di mantenere "la valle del Po" con le unghie e coi denti. Inoltre affermò la volontà della RSI di procedere alla socializzazione dell'Italia.Nell'aprile 1945, sempre più isolato e impotente, dopo che il fronte della Linea Gotica aveva ceduto e le forze tedesche in Italia erano ormai in rotta, Mussolini si trasferì a Milano. Il 25 aprile, ottenne un incontro con il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, che stava tentando di mediare con il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) la resa delle forze fasciste, nella speranza di evitare ulteriori spargimenti di sangue. Tuttavia l'indecisione di Mussolini e l'intransigenza delle parti resero impossibile qualsiasi accordo. I comandi delle SS tedesche (generale Karl Wolff), poco prima dell'arrivo del duce, fecero sapere al cardinale di non aver più bisogno di lui, avendo essi nel frattempo stretto un patto separato con gli Alleati (all'oscuro di Hitler) e con uomini vicini al CLN.Elena Aga Rossi e Bradley F. Smith Operazione Sunrise, Mondadori. Appresa da Schuster la notizia, Mussolini si sentì tradito e definitivamente abbandonato anche dai tedeschi, interruppe la discussione e lasciò precipitosamente l'arcivescovado. "La ragione offerta (in cui è difficile scorgere un qualsiasi senso logico) fu lo shock subito nell'apprendere che i tedeschi erano scesi a patti senza informarlo".Nonostante il parere contrario di parte del suo seguito, Mussolini decise quindi di lasciare Milano. I motivi della decisione non sono del tutto chiari (nei giorni precedenti si era parlato di un'ultima resistenza in un possibile "ridotto Alpino Repubblicano"). Alcuni sostengono che se l'intento fosse stato solo quello della fuga, Mussolini avrebbe potuto utilizzare il trimotore Savoia-Marchetti S.M.79 pronto all'aeroporto di Bresso, con il quale alcuni personaggi minori della RSI e parte della famiglia Petacci ripararono in Spagna il 26 aprile.Per l'intera vicenda, cfr. Fabio Andriola, Appuntamento sul lago e Carteggio Segreto Churchill Mussolini, SugarCo. Si è anche supposto che Mussolini, nell'improbabilità di uscirne indenne, volesse a tutti i costi evitare di cadere nelle mani degli Alleati,. pur nella consapevolezza che se fosse finito in mano ai partigiani sarebbe stato certamente giustiziato.Secondo, fra gli altri, Raffaele Cadorna (La riscossa: dal 25 luglio alla liberazione, Milano, 1948), Leo Valiani (Tutte le strade conducono a Roma, Firenze, 1947) e Silvio Bertoldi(La guerra parallela, Milano 1996), Mussolini avrebbe appreso il 25 aprile della decisione del CLNAI di giustiziarlo. Secondo Silvestri (Turati l'ha detto: socialismo e democrazia cristiana, Milano, 1946), che però è fonte isolata, avrebbe proprio confidato questa valutazione. File:Benito Mussolini a Milano il 25 aprile 1945.jpg: Nel tardo pomeriggio del 25 aprile, la colonna di Mussolini partì dalla Prefettura alla volta di Como, per poi proseguire quasi subito verso Menaggio, lungo la sponda occidentale del Lago di Como (anziché verso la più sicura sponda orientale, come proposto dal capo del Partito Fascista Repubblicano Alessandro Pavolini).Fabio Andriola, Appuntamento sul lago e Carteggio Segreto Churchill Mussolini, entrambi per i tipi della SugarCo. Mussolini trascorse l'ultima notte da uomo libero pernottando in un albergo del piccolo comune di Grandola ed Uniti, a pochi chilometri dal confine svizzero. Il giorno dopo, Mussolini, insieme a pochi fedeli e a Claretta Petacci, che lo aveva frattanto raggiunto, ridiscese verso il lago. Sulla Strada statale 340 Regina si unì a una colonna della contraerea tedesca in ritirata e alla colonna di Pavolini, che, arrivato a Como in mattinata, aveva subito proseguito lungo il lago.La colonna venne fermata a Musso alle ore 6:30 dai partigiano della 52ª Brigata Garibaldi Luigi Clerici al comando di Pier Luigi Bellini delle Stelle (nome di battaglia "Pedro"). Dopo lunghe trattative, si giunse all'accordo che i tedeschi avrebbero potuto proseguire dopo una perquisizione, mentre gli italiani dovevano essere consegnati. Mussolini fu convinto dal tenente SS Birzer, incaricato di custodirlo dal suo comando poco prima della partenza da Gargnano, a nascondersi su un camion tedesco indossando un cappotto da sottufficiale e un elmetto. Dopo pochi chilometri la colonna venne fermata a Dongo (Italia) e, durante l'ispezione, Mussolini fu riconosciuto dal partigiano Giuseppe Negri, detto "Biondino", e subito arrestato dal vice commissario Urbano Lazzaro, detto "Bill".Pier Luigi Bellini delle Stelle, Urbano Lazzaro, Dongo: la fine di Mussolini, ed. Mondadori, 1962, p. 117.Nel municipio di Dongo (Italia) fu interrogato e in serata, per sicurezza, trasferito a Germasino, nella caserma della Guardia di Finanza. Durante la notte fu ricongiunto con Clara Petacci e insieme si pensava di trasferirli a Brunate, per poi condurli in un secondo tempo a Milano, ma durante il percorso numerosi posti di blocco convinsero gli accompagnatori Luigi Canali (partigiano) ("Neri"), Michele Moretti ("Pietro") e Giuseppina Tuissi ("Gianna") a desistere e a trovare una diversa destinazione. Per questo vennero portati a Bonzanigo e ospitati presso amici.
La morte di Mussolini
Content:File:Cross mezzegra.jpg: File:Mussolini e Petacci a Piazzale Loreto, 1945.jpg: Pochi giorni prima era stato emesso un comunicato del Comitato di Liberazione NazionaleChe a seguito dell'armistizio aveva per decreto luogotenenziale assunto tutti i poteri costituzionali. nel quale si esprimeva la necessità di una rinascita sociale e politica dell'Italia, attuabile solo attraverso l'uccisione di Mussolini e la distruzione di ogni simbolo del partito fascista. Il documento era firmato da tutti i componenti del CLN (Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Partito Democratico del Lavoro (Italia), il Partito dAzione, la Democrazia Cristiana, il Partito Liberale Italiano).La decisione di dar corso pratico al comunicato fu presa da coloro che detenevano Mussolini nell'arco di poche ore, in un contesto in cui era molto difficile mettersi in contatto con Roma e far riunire il Comitato di Liberazione Nazionale. I partigiani che lo avevano catturato informarono (usando il telefono di una centrale idroelettrica) il comando di Milano, che mandò subito un reparto di partigiani appena arrivati dall'Oltrepò Pavese e alcuni emissari politici (Aldo Lampredi, Pietro Vergani e Walter Audisio).Secondo Raffaele Cadorna (1889-1973),Comandante del Corpo volontari della libertà. nell'impossibilità di contattare il CLN, venne presa la decisione che facesse il miglior interesse dell'Italia. Cadorna sosteneva che se Mussolini fosse stato consegnato agli Alleati ne sarebbe scaturito un processo a un intero ventennio di politica italiana, nel quale sarebbe stato difficile separare le responsabilità di un popolo da quelle del suo condottiero. Nel conseguente discredito, l'eventuale sopravvivenza di Mussolini non avrebbe avuto nessuna utilità. La mattina del 28 aprile Leo Valiani portò a Cadorna un ordine di esecuzione a firma del CLNAI, riferendogli che si trattava della decisione raggiunta da Valiani medesimo insieme a Luigi Longo, Emilio Sereni e Sandro Pertini la sera precedente: uccidere Mussolini senza processo, data l'urgenza.Raffaele Cadorna, Milano, La riscossa: dal 25 luglio alla liberazione, 1948. Per la sintesi del vasto relato del generale, si è fatto riferimento a Ray Moseley (Mussolini, Taylor Trade Publications, 2004).File:Predappio tomba.jpg: L'esecuzione avvenne il 28 aprile 1945. Mussolini venne fucilato assieme a Claretta Petacci a Giulino in via XXIV maggio, in corrispondenza del muretto del cancello di Villa Belmonte, a 21km da Dongo (Italia).Walter Audisio, In nome del popolo italiano, Edizioni Teti, 1975). I tempi e i modi dell'esecuzione furono dettati anche dalla volontà di evitare interferenze da parte degli alleati, che avrebbero preferito catturare Mussolini e processarlo davanti a una corte internazionale.File:Execution of Mussolini (1945).ogg Nel frattempo a Dongo, un altro gruppo del reparto di partigiani delle Brigate Garibaldi sopraggiunti dall'Oltrepò Pavese fucilava i gerarchi del seguito di Mussolini, tra i quali il filologo Goffredo Coppola (allora rettore dell'Università di Bologna), Alessandro Pavolini (segretario del Partito Fascista Repubblicano), Nicola Bombacci (che era stato uno dei fondatori del Partito Comunista dItalia e aveva successivamente aderito alla Repubblica Sociale Italiana), il Ministro dell'economia Paolo Zerbino, il Ministro della cultura popolare Ferdinando Mezzasoma e Marcello Petacci (fratello di Claretta), che si era unito alla colonna a Como nel tentativo di dissuadere la sorella dal seguire Mussolini.I corpi di Mussolini e degli altri giustiziati furono poi trasportati a Milano, dove arrivarono in serata. In via Fabio Filzi, quando da poco erano superate le 22 Walter Audisio e i suoi uomini vennero fermati a un posto di blocco da squadre di azione patriottica della Pirelli (azienda) appartenenti alla 110ª Brigate Garibaldi che volevano ispezionare l'autofurgone in cui erano contenuti i corpi. Al rifiuto di Walter Audisio seguirono lunghi momenti di tensione, risolti solo con l'intervento del Comando generale.. I corpi arrivarono così in piazzale Loreto verso le 3 della notte.. Vennero scaricati nello stesso luogo in cui il 10 agosto 1944 erano stati Strage di Piazzale Loreto quindici partigiani (come rappresaglia per un attentato non rivendicato).Vincenzo Costa L'ultimo federale, il Mulino 1999, p. 107. Sempre secondo Costa, nell'attentato partigiano erano morti 5 soldati tedeschi della Propaganda Staffel e due popolane milanesi. Una trentina fra civili e militari germanici erano i feriti. Squadre di azione patriottica della 110ª Brigate Garibaldi montarono la guardia fino alle 7 del mattino.La gente accorsa ben presto in piazza prese ad insultare i cadaveri, infierendo su di loro con sputi, calci, spari e altri oltraggi, accanendosi in particolare sul corpo di Mussolini. Il servizio d'ordine, composto di pochi partigiani e vigili del fuoco, decise quindi di appendere i corpi a testa in giù alla pensilina di un distributore di benzina. Ai cadaveri si aggiunse poco dopo quello di Achille Starace (già segretario del PNF ma caduto in disgrazia e privo di cariche nella RSI), fermato per le strade di Milano mentre faceva jogging, e fucilato alla schiena dopo un processo sommario.Giorgio Pisanò, Storia della guerra civile in Italia, cfr. fotografie alle pp. 1586 e 1587.Ibidem, p. 1606. Passate alcune ore, su pressione delle autorità militari alleate preoccupate per la tutela dell'ordine pubblico, i corpi furono trasportati all'obitorio.Fra i molti testimoni, era presente anche il giornalista Indro Montanelli. Il cadavere di Mussolini fu sottoposto a un'approfondita ricognizione; quello della Petacci fu solo composto in una bara., Controstoria, 27 settembre 2010. File:Tumulazione di Mussolini.jpg: L'uccisione di Mussolini e della Petacci e la decisione di esporre i corpi al pubblico ludibrio ricevettero successivamente numerose critiche, anche da parte di esponenti della Resistenza antifascista.. Lo stesso Ferruccio Parri, capo del CLN, definì la vicenda "uno spettacolo da macelleria messicana" e Sandro Pertini dichiarò: «A Piazzale Loreto l'insurrezione si è disonorata». Ancora oggi alcuni s'interrogano sulla legittimità dell'accaduto e sulle motivazioni che vi condussero. Non è tuttavia possibile esprimere una valutazione univoca e oggettiva, che non tenga conto delle circostanze e del contesto storico. Il solo dato di fatto che si può osservare è che in Italia non fu celebrato un processo giudiziario nei confronti dei gerarchi fascisti paragonabile a quello tenutosi a Processo di Norimberga contro il nazismo.Nell'aprile del 1946 la salma di Mussolini fu trafugata dal Cimitero Maggiore (Milano) da un gruppo di fascisti del Partito Democratico Fascista, capitanati da Domenico Leccisi. Il corpo fu portato a Madesimo e successivamente alla Certosa di Pavia.. Dopo la restituzione alla famiglia, nel 1956, la salma fu traslata nella cappella di Predappio.Ex multis, recentemente, Pasquale Chessa, Guerra civile 1943-1945-1948.La caduta di Mussolini e il timore del risorgere nell'immediato dopoguerra di tendenze neofasciste determinò l'introduzione del reato di apologia del fascismo.
Il pensiero politico
Content:Nel 1932, presumibilmente insieme a Giovanni Gentile (o comunque sotto la sua influenza), Mussolini scrisse la voce "fascismo" per l'enciclopedia Treccani, in cui precisava la dottrina del suo partito. Mussolini ammise che non vi fu un principio ispiratore preciso che portò alla nascita del movimento, che originò da un "bisogno d'azione e fu azione". Proprio per questo motivo, durante tutto il ventennio, il Fascismo si caratterizzò per la coesistenza al suo interno di istanze e correnti di pensiero minoritarie fortemente differenti e apparentemente poco conciliabili tra loro.Emblematico, da questo punto di vista, è il sansepolcrismo#Il programma di San Sepolcro, col quale il movimento dei Fasci di Combattimento si presentò alle elezioni del 1919. In esso erano espresse proposte fortemente progressiste, molte delle quali furono poi man mano abbandonate dal movimento entro l'ottobre 1922 (tra queste l'originale carattere antimonarchico e anticlericale del fascismo, che avrebbe pregiudicato ogni compromesso con la monarchia italiana e col clero), per essere poi riaffermate, anche se prevalentemente solo a livello propagandistico, dal Partito Fascista Repubblicano. Il fascismo sansepolcrista chiese la concessione del suffragio universale, una riforma elettorale in senso proporzionale, la riduzione dell'età di voto a 18 anni e dell'orario di lavoro a otto ore giornaliere, i salari minimi garantiti, la gestione statale (o meglio da parte di cooperative di lavoratori) dei servizi pubblici, la progressività della tassazione, la nazionalizzazione delle fabbriche d'armi, l'eliminazione della nomina regia del Senato e la convocazione di un'assemblea che permettesse ai cittadini di scegliere se l'Italia dovesse essere una monarchia o una repubblica.Riprendendo quanto accennato sopra, la nota dominante del pensiero mussoliniano fu l'attivismo (questo fu uno dei principali motivi per i quali il fascismo esaltò l'intraprendenza e la vitalità della gioventù - facendo di Giovinezza (inno) il proprio inno - e l'idea di un uomo agonisticamente attivo e preparato): non conta ciò che si è fatto, ma ciò che vi è ancora da fare.A tal proposito, le principali ambizioni del fascismo furono: @an0:Nietzsche@an0:superuomo@an0:Renzo De Felice, ''Mussolini il rivoluzionario'', Einaudi 2004File:Nietzsche1882.jpg: url: http://www.cssem.org/appuntamento/baioni.htmtitolo:Copia archiviataaccesso:7 luglio 2009urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20090416022118/http://www.cssem.org/appuntamento/baioni.htmdataarchivio:16 aprile 2009 Emerge quindi come il fascismo si sia caratterizzato, nella sua concreta realizzazione storica, come un movimento stato autoritario, nazionalismo e antidemocratico. Nel 1931 Mussolini esplicitò il proprio rifiuto della democrazia, definendo la disuguaglianza come «feconda e benefica» e in Dottrina del Fascismo scrisse che «regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete».Brano tratto da La Dottrina del fascismo, di Giovanni Gentile e Benito Mussolini, ( ), sviluppata sin dal 1929, inserito nell'edizione de L'Enciclopedia Treccani del 1934, (Volume XIV, p. 849): «Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno.[...] Il fascismo respinge nella democrazia l'assurda menzogna convenzionale dell'egualitarismo politico e l'abito della irresponsabilità collettiva e il mito della felicità e del progresso indefinito. Ma, se la democrazia può essere diversamente intesa, cioè se democrazia significa non respingere il popolo ai margini dello stato, il fascismo poté da chi scrive essere definito una 'democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria.»Da ultimo, è importante sottolineare come il fascismo fu sempre considerato dai suoi aderenti un movimento Rivoluzione, trasgressivo e ribelle (emblematico in tal senso il motto «me ne frego») in radicale contrasto col liberalismo dell'Italia pre-fascista. Pur avendo all'inizio tutelato gli interessi della borghesia industriale, Mussolini respinse ogni ipotesi di collusione con essa.I principali discorsi, nei quali esternò le sue idee furono: @an0:Discorso del 3 gennaio 1925
La famiglia
Content:Mussolini aveva due fratelli minori: Arnaldo Mussolini ed Edvige Mussolini.Nel 1915, con rito civile, sposò a Treviglio Rachele Guidi, figlia della nuova compagna di suo padre. Mussolini e Rachele si unirono successivamente con rito cattolico il 28 dicembre 1925.Rachele e Benito Mussolini ebbero cinque figli: Edda Ciano (1910-1995), sposatasi con Galeazzo Ciano il 24 aprile 1930; Vittorio Mussolini (1916-1997); Bruno Mussolini (1918-1941), ufficiale pilota, morto il 7 agosto 1941 in un incidente aereo; Romano Mussolini (1927-2006), noto pianista jazz; e Anna Maria Mussolini (1929-1968).Alessandra Mussolini, figlia di Maria Scicolone, sorella minore dell'attrice Sophia Loren, e di Romano Mussolini, è una nipote del Duce.
Asse familiare
Content:File:Mussolini e figli.jpg:
Le amanti e i figli illegittimi
Content:A Mussolini vengono attribuite diverse amanti, particolarmente durante il periodo giovanile.. Tra le amanti accertate, le più conosciute rimangono Margherita Sarfatti, scrittrice e intellettuale ebrea che nel 1925 pubblicò in Inghilterra una famosa biografia di Mussolini,. e, per ultima, Clara Petacci, che volle condividere la sua sorte durante gli ultimi giorni della Repubblica Sociale Italiana e che venne fucilata con lui.Anche se il numero effettivo delle donne con cui intrattenne relazioni non è certo, si ipotizza che ebbe almeno quattro figli illegittimiMimmo Franzinelli, Il duce e le donne. Avventure e passioni extraconiugali di Mussolini, 8804630957, 9788804630951 Mondadori 2013.: un maschio sarebbe nato a Trento nel 1909 da una giovane socialista, Fernanda Oss Facchinelli, e il bambino non sarebbe vissuto che pochi mesi. Di lui, col tempo, si sarebbe perso anche il nome. Un secondo figlio illegittimo, di nome Benito Albino Dalser, lo avrebbe avuto da un'altra ragazza trentina, Ida Dalser, che egli avrebbe sposato, e Mussolini lo avrebbe riconosciuto come figlio naturale dandogli il proprio cognome. Tuttavia né l'atto del presunto matrimonio né quello del presunto riconoscimento sono noti.Una terza figlia, di nome Elena Curti, sarebbe nata negli anni venti a Milano da Angela Curti Cucciati. Elena divenne la segretaria di Alessandro Pavolini e assistette Mussolini Morte di Benito Mussolini#Dongo. Un quarto figlio, maschio, sarebbe nato nel 1929 da Romilda Ruspi, presunta rivale di Claretta Petacci nel ruolo di amante, ma di questo bambino non si sono mai avute notizie precise, così come lui stesso, se è vero che è stato concepito ed è nato, non ha forse mai saputo chi fosse suo padre. Romilda era già coniugata e sono invece note le vicende di suo marito, esiliato in Francia.Roberto Festorazzi, La pianista del duce. Vita, passioni e misteri di Magda Brard, l'artista francese che strego Benito Mussolini, Milano, Simonelli, 2000, p. 41.Antonio Spinosa, I figli del duce, Milano, Rizzoli, 1983.
Onorificenze
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Onorificenze italiane
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Onorificenze straniere
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Opere
Content:File:MussoliniWorks.jpg: Tra gli s:Autore:Benito Mussolini figurano, in ordine di pubblicazione: @an0:Giovanni Huss] @an0:Il mio diario di guerra@an0:Bruno@an0:versione digitalizzata
Mussolini nella cultura di massa
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Note
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Bibliografia
Content:cognome:Astorrinome:Antonellacoautori:Patrizia Salvadorititolo:Storia Illustrata della prima guerra mondialeanno:2002editore:Giunti EditoreISBN:978-88-09-21701-0cognome:Badoglionome:Pietrowkautore:Pietro Badogliotitolo:L'Italia nella seconda guerra mondialeanno:1946editore:Mondadoricittà:Milanocognome:Baima Bollonenome:Pierluigititolo:Le ultime ore di Mussolinianno:2005editore:Mondadoricittà:MilanoISBN:88-04-53487-7cognome:Baima Bollonenome:Pierluigititolo:La psicologia di Mussolinianno:2007editore:Mondadoricittà:MilanoISBN:978-88-04-56423-2cognome:Bellini delle Stellenome:Pier Luigiwkautore:Pier Luigi Bellini delle Stelletitolo:Dongo: la fine di Mussolinianno:1962editore:Mondadoricittà:Milanocognome:Canalinome:Maurowkautore:Mauro Canalititolo:Il delitto Matteottianno:2004editore:Il Mulinocognome:Cecininome:Giovanniwkautore:Giovanni Cecinititolo:I soldati ebrei di Mussolinianno:2008editore:Ugo Mursia Editorecittà:MilanoISBN:978-88-425-3603-1@an0:Pietro@an1:Ciabattini@an2:Il Duce, il Re e il loro 25 luglio@an3:2005@an4:Lo Scarabeo@an5:Bolognacid:Ciabattinicognome:Colliernome:Richardtitolo:Duce! Duce! Ascesa e caduta di Benito Mussolinianno:1983editore:Ugo Mursia EditoreISBN:88-425-8658-7cognome:De Felicenome:Renzowkautore:Renzo De Felicetitolo:Mussolini il rivoluzionario: 1883-1920anno:1995editore:Giulio Einaudi EditoreISBN:88-06-13990-8cognome:De Felicenome:Renzotitolo:Mussolini il fascistaanno:1995editore:Giulio Einaudi Editorecognome:De Felicenome:Renzotitolo:Mussolini il duce, 1929-1940editore:Giulio Einaudi Editorecognome:De Felicenome:Renzotitolo:Mussolini l'alleato, 1940-1945editore:Giulio Einaudi Editorecognome:De Felicenome:Renzotitolo:Storia del Fascismoanno:2004editore:Luce/Liberocognome:De Giorginome:Valentinatitolo:Mussolini. Glorie e disonori del primo Novecento italianoanno:2004editore:Alpha TestISBN:978-88-483-0487-0cid:De Giorgi@an0:Lorenzo@an1:Del Bocawkautore:Lorenzo Del Boca@an2:Italiani, brava gente? Un mito duro a morire@an3:2005@an4:Neri Pozza Editore@an5:VicenzaISBN:88-545-0013-5cid:Del Bocacognome:Fioraninome:Flaviocoautori:Alessandra Minerbititolo:Storia Illustrata del Nazismoanno:2002editore:Giunti Editorecognome:Fioraninome:Flaviotitolo:Storia Illustrata del Ventesimo Secoloanno:2000editore:Giunti Editorecognome:Fioraninome:Flaviotitolo:Storia Illustrata della seconda guerra mondialeanno:2000editore:Giunti Editorecognome:Franzinellinome:Mimmowkautore:Mimmo Franzinellititolo:Il duce proibito: le fotografie di Mussolini che gli italiani non hanno mai vistoanno:2005editore:Mondadoricittà:MilanoISBN:88-04-54979-3cognome:Gallonome:Maxwkautore:Max Gallotitolo:Vita di Mussolinianno:1983editore:LaterzaISBN:88-420-2109-1cognome:Gentilenome:Emiliowkautore:Emilio Gentiletitolo:Fascismo. Storia e interpretazioneanno:2002-2005editore:Laterzacognome:Kindernome:Hermanncoautori:Werner Hilgemanntitolo:Atlante Storicoanno:2003editore:Garzanticognome:Leprenome:Aureliowkautore:Aurelio Lepretitolo:Mussolini l'italiano: il duce nel mito e nella realtàed:2anno:1997editore:Laterzacittà:MilanoISBN:88-04-42682-9cognome:Mack Smithnome:Deniscoautori:Denis Mack Smithtitolo:Mussolinianno:<empty>editore:RizzoliISBN:978-88-17-11537-7cid:Mack Smith, 1981cognome:Montanellinome:Indrowkautore:Indro Montanellititolo:Il buonuomo Mussolinianno:1947editore:Edizioni riunitecittà:Milanocognome:Montanellinome:Indrocoautori:Mario Cervititolo:L'Italia Littoriaeditore:Rizzolicognome:Montanellinome:Indrotitolo:L'Italia in Camicia Neraanno:1977editore:RizzoliISBN:88-17-42017-4cognome:Mussolininome:Benitotitolo:Scritti e Discorsianno:1983editore:La Fenicecognome:Mussolininome:Romanowkautore:Romano Mussolinititolo:Il duce, mio padreanno:2004editore:RizzoliISBN:88-17-00848-6cognome:Mussolininome:Romanotitolo:Ultimo atto - Le verità nascoste sulla fine del duceanno:2005editore:RizzoliISBN:88-17-00745-5cognome:O'Briennome:Paultitolo:Mussolini in the First World War. The Journalist, The Soldier, The Fascistanno:2005editore:Berg Publisherscittà:Oxfordlingua:inglesecognome:O'Briennome:Paultitolo:Italia Contemporaneaurl: http://www.insmli.it/pubblicazioni/1/obria_226.pdfformato:PDFanno:2002mese:marzopp:5-29capitolo:Al capezzale di Mussolini. Ferite e malattie 1917-1945urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20071008205341/http://www.insmli.it/pubblicazioni/1/obria_226.pdfdataarchivio:8 ottobre 2007cognome:Pallanome:Marcotitolo:Mussolini e il fascismoanno:1994editore:Giunti Editorecittà:FirenzeISBN:978-88-09-20272-6cid:Palla
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Content:cognome:Passerininome:Luisatitolo:Mussolini immaginario: storia di un biografia, 1915-1939ed:2anno:1991editore:LaterzaISBN:88-420-3738-9cognome:Petaccinome:Clarettawkautore:Claretta Petaccititolo:Mussolini segreto. Diari 1932-1938 a cura diMauro Suttora.ed:2anno:2009editore:RizzoliISBN:978-88-17-03737-2cognome:Petacconome:Arrigowkautore:Arrigo Petaccotitolo:L'uomo della provvidenzaanno:2004editore:MondadoriISBN:88-04-53466-4cognome:Pisanònome:Giorgiowkautore:Giorgio Pisanòtitolo:Gli ultimi cinque secondi di Mussolinianno:1996editore:Il saggiatorecittà:MilanoISBN:88-428-0350-2cognome:Salvatorinome:Paola S.anno:2006titolo:La Roma di Mussolini dal socialismo al fascismo (1901-1922)rivista:Studi Storicivolume:XLVIInumero:3pp:749-780cognome:Spinosanome:Antonellowkautore:Antonio Spinosatitolo:Mussolini. Il fascino di un dittatoreanno:1989editore:Mondadoricittà:MilanoISBN:978-88-04-43290-6cognome:Staglienonome:Marcellowkautore:Marcello Staglieno (giornalista)titolo:Arnaldo e Benito, due fratellianno:2004editore:Mondadoricognome:Tacchinome:Francescatitolo:Storia Illustrata del Fascismoanno:2000editore:Giunti Editorecognome:Zizzonome:Remigiotitolo:Mussolini. Duce si diventaanno:2003/2010editore:Gherardo Casini Editore
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Content:@an0:benito-mussoliniautore:Emilio Gentilevolume:77anno:2012@an0:''Le cento sterline che Mussolini intascava dalla 'perfida Albione'''@an0:Corriere.it@an0:http://www.adamoli.org/benito-mussolini/index.htm@an1:Le opere, i discorsi e gli scritti di Benito Mussolini Categoria:Benito Mussolini Categoria:Fascismo Categoria:Famiglia Mussolini Categoria:Politici del Partito Socialista Italiano Categoria:Politici del Partito Nazionale Fascista Categoria:Deputati della XXV legislatura del Regno dItalia Categoria:Deputati della XXVI legislatura del Regno dItalia Categoria:Deputati della XXVII legislatura del Regno dItalia Categoria:Deputati della XXVIII legislatura del Regno dItalia Categoria:Deputati della XXIX legislatura del Regno dItalia Categoria:Deputati della XXX legislatura del Regno dItalia Categoria:Consiglieri membri del Governo nazionale Categoria:Consiglieri membri del Gran Consiglio del Fascismo Categoria:Direttori di periodici italiani Categoria:Fondatori di quotidiani Categoria:Fondatori di riviste italiane Categoria:Persone giustiziate per fucilazione Categoria:Presidenti del Consiglio dei Ministri del Regno dItalia Categoria:Ministri della Guerra del Regno dItalia Categoria:Ministri della Marina del Regno dItalia Categoria:Ministri dellInterno del Regno dItalia Categoria:Ministri dei Lavori Pubblici del Regno dItalia Categoria:Ministri delle Colonie del Regno dItalia Categoria:Cavalieri dellOrdine dellAquila Bianca Categoria:Cavalieri di gran croce dellOrdine militare di Savoia Categoria:Cavalieri dellOrdine supremo della Santissima Annunziata Categoria:Decorati con lOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro Categoria:Persone legate ai bersaglieri Categoria:Sottufficiali e graduati del Regio Esercito Categoria:Militari italiani della prima guerra mondiale Categoria:Croci di guerra al valor militare Categoria:Marescialli dItalia Categoria:Comandanti generali della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale Categoria:Personalità italiane della seconda guerra mondiale Categoria:Governo Mussolini Categoria:Partito Nazionale Fascista

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 Biografia 
	 Le origini, la gioventù e la formazione 
		 La nascita e la famiglia 
		 L'istruzione e l'adolescenza 
		 La Svizzera e la prima militanza 
		 Mussolini giornalista e agitatore politico 
		 Nel Partito Socialista 
			 A Forlì 
			 Direttore dell'''Avanti!'' 
			 Mussolini e la Settimana Rossa 
			 Contro l'intervento in guerra dell'Italia 
			 Mussolini diviene interventista e viene espulso dal PSI 
			 Il duello con Claudio Treves 
		 L'antiparlamentarismo di Mussolini 
		 La partecipazione nella ''Grande Guerra'' 
	 Il Fascismo e la rivoluzione fascista 
		 Verso il potere 
		 La marcia su Roma 
	 Mussolini Presidente del Consiglio 
	 Le elezioni politiche del 1924 
	 Il delitto Matteotti e le sue ripercussioni sul governo 
	 Attentati a Mussolini 
	 Mussolini primo ministro: la dittatura fascista 
	 La guerra di Etiopia e l'avvicinamento alla Germania nazionalsocialista 
		 La conduzione del conflitto e i crimini di guerra 
		 La vittoria in Etiopia, l'apogeo di Mussolini e del fascismo 
	 L'edificazione del consenso 
	 Le leggi razziali 
	 Il secondo conflitto mondiale 
		 Dalla «non belligeranza» alla «guerra parallela» 
		 La guerra «tedesca» 
		 L'inversione di tendenza nella guerra: l'inizio della fine 
	 L'Ordine del giorno Grandi e la destituzione da parte del Re 
	 L'arresto e la liberazione ad opera dei tedeschi 
	 La Repubblica Sociale Italiana 
	 La morte di Mussolini 
 Il pensiero politico 
 La famiglia 
	 Asse familiare 
	 Le amanti e i figli illegittimi 
 Onorificenze 
	 Onorificenze italiane 
	 Onorificenze straniere 
 Opere 
 Mussolini nella cultura di massa 
 Note 
 Bibliografia 
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Presidente del Consiglio dei ministridel Regno dItaliaCapo del governo primo ministro segretario di StatoVittorio Emanuele III19221943Luigi FactaPietro BadoglioPrimo maresciallo dellImpero19381943Ministro dellInterno19221924Paolino TaddeiLuigi Federzoni19261943Luigi FederzoniBruno FornaciariDuce e capo del governoRepubblica Sociale Italiana19431945Ministro degli Esteri19431945DuceFascismo19191945Partito Socialista ItalianoFasci italiani di combattimentoPartito Nazionale FascistaPartito Fascista RepubblicanoFascismoCesarismoNazionalismo italianoTerza via fascistaCorporativismoImperialismosocialismosocialismo nazionalefascismo sansepolcristaDeputato del Regno dItaliaXXVIXXVIIXXVIIIXXIXConsigliere nazionale del Regno dItaliaXXXVittorio Emanuele IIIdittatorefascismopresidente del ConsiglioRegno dItalia192219431925de factodittatorialicapo del governo primo ministro segretario di Statoguerra dEtiopiaducePrimo Maresciallo dellImpero1938Repubblica Sociale Italiana19431945Partito Socialista ItalianoAvanti!1912guerra italo-turcaprima guerra mondiale1914Il Popolo dItaliavittoria mutilataFasci italiani di combattimento1919Partito Nazionale Fascista1921nazionalistasquadrismomarcia su Romaelezioni politiche1924Giacomo Matteotti1935Etiopiafranchistiguerra civile spagnolaGermania nazionalsocialistaAdolf HitlerPatto dAcciaio1939leggi razziali1940seconda guerra mondialeGran Consiglio del Fascismoordine del giorno GrandiReCampo ImperatoreRepubblica Sociale ItalianapartigianiDongolago di ComoOffice of Strategic ServicesfucilatoClaretta PetaccifabbroAlessandro MussoliniMontemaggiore di Predappio1854Forlì1910Rosa MaltoniSan Martino in Strada1858Predappio19051883PredappioRenzo De FeliceDenis Mack SmithBenito JuárezMessicoAmilcare CiprianiAndrea Costasocialismobattezzare1897, all'età di 14 anni, all'epoca studente delle scuole magistrali di Forlimpopoli: DoviaPredappio18891891salesianoFaenza18921894FaenzaPalazzo VaranoForlimpopoliGiosuè Carducci18981901Forlimpopoli1900Partito Socialista ItalianoOlindo Vernocchi1901PredappioLegnanoTolentinoAnconaCastelnuovo Scriviascuola elementareGualtieri1902Svizzeraservizio militareLosannasindacato1904Foto segnaletica di Mussolini nel periodo svizzero (1903), quando fu arrestato dalla polizia elvetica perché sprovvisto di documento d'identità: Il cartello riporta l'erronea dicitura ''Mussolini Benedetto'': SvizzeraLosanna1903BernaCanton Berna1904GinevraCanton Ginevraleva militareCanton TicinoGiacinto Menotti SerratiAngelica BalabanoffmarxismoSavosaLuganoTrevanoCassarateMonte Brèferrovia Lugano-TessereteVilfredo ParetoUniversità di LosannaMarcia su RomaArnoldo Mondadori EditoreLosannapositivismoArturo Labriolaevangelicoesistenza di Diofrancesetedescouniversità di ZurigoGinevrauniversità di LosannaamnistiaUmbertoForlì1904Verona1905Luigi Zappelli1906Tolmezzo1907lingua francese1908OnegliaLiguriaGiolitti1908MeldolaAngelo Oliviero OlivettiNietzsche1909TrentoirredentismoImpero austro-ungaricoAlcide De GasperiCesare BattistiRoveretoImpero asburgicoElia MusattiFrancesco GuicciardiniHannes ObermairCarlo Romeo1910Federazione socialistaRachele GuidiviolinoLa FolliaCorelliBeethovenVeraciniVivaldiBachGranadosFauréRanzatoCesare BattistiCarlo Emanuele Madruzzo1910Forlì1911ForlìPSILa VoceGiuseppe PrezzoliniPietro Nenniguerra di Libiaguerra di Libia giovane esponente repubblicano: Pietro Nennirepubblicanisocialistiguerraimpero ottomanoCirenaicaTripolitaniapoliziaGiovanni GiolittiBolognaRenzo De FeliceEddaMilano1912Bologna1912Reggio EmiliaLeonida BissolatiIvanoe BonomiAngiolo CabriniGuido PodreccaPartito Socialista Riformista ItalianoPartito Socialista ItalianoFile:Mussolini direttore dell'Avanti!.jpg: 1912massimalistaAvanti!Giovanni BacciAngelica BalabanoffElezioni politiche del 1913ForlìGiuseppe Gaudenzirepubblicano1913prima guerra mondialeAncona1914Giovanni ZibordimassoneriaReggio EmiliaPolesineGiacomo Matteottifascismo19131914MilanoSettimana RossaCompagnie di Disciplina nellEsercitoAncona1914Avanti!Avanti!Confederazione Generale del LavoroPartito SocialistaArenaCorridoniAvanti!monarchiaRenzo De FeliceEinaudiTorino1965Galleria Vittorio Emanuele IIprima guerra mondialeInternazionale SocialistaLeo ValianiMinistero degli EsteriFilippo Naldi1960Filippo NaldiIl Resto del CarlinoLeonida BissolatiGaetano SalveminiGiornale dItaliaLibero TancrediTerza paginarivoluzioneResto del CarlinoRenzo De FeliceIl Popolo dItalia1914Mussolini mentre viene arrestato a Roma l'11 aprile 1915 dopo un comizio a favore dell'intervento dell'Italia nella guerra.: Charles DumasJules GuesdeFilippo Corridoni1915Claudio TrevesAvanti!'' dal 1910 al 1912, della componente riformista del PSI: Partito SocialistaClaudio TrevesduelloBicocca di NiguardasciabolaDucePieroPiero TrevesLa Stampa19921883Dovia di Predappio1945Giulino di MezzegraAteismoAgnosticismoRegno dItaliaRegio EsercitoBersaglieri12º Reggimento bersaglieri11º Reggimento bersaglieri19151917Primo maresciallo dellImperoCaporal maggiorePrima guerra mondialeGuerra dEtiopiaInvasione italiana dellAlbaniaSeconda guerra mondialeCampagna italiana di GreciaAustria-Ungheria1915191512º Reggimento bersaglieri11º Reggimento bersaglieritrinceaIl mio diario di guerraMussolini convalescente all'ospedale militare dopo un incidente occorso durante un'esercitazione (1917): 1916caporalecaporal maggiorecaporaleCarsoFile:Mussolini sul Carso.jpg: 1917CarsoVittorio Emanuele IIIIl Popolo dItalia1918Ottavio DinaleGrande Guerratenente colonnelloSamuel HoareSegretario per gli Affari EsteriSegretario degli InternisterlineThe TimesBanca Italiana di ScontomassoneriaAnsaldoToeplitzBanca Commerciale ItalianaMussolini e D'Annunzio: Incontro tra Mussolini e D'Annunzio: Fasci italiani di combattimentoMilano1919Piazza San SepolcrofuturistiFilippo Tommaso MarinettiFreikorpsCamera del LavoroArena CivicaarditiMarinettiFerruccio Vecchiattaccandola e devastandolaGiovanni GastiFrancesco Saverio Nittiimpresa fiumanaGabriele DAnnunzioRomaFiumeFirenze1919Filippo Tommaso MarinettiArturo Toscaniniprovincia di MilanoLuigi Albertini1920Trieste1920MilanoGiolittiAlbaniatrattato italo-jugoslavoStato Libero di FiumeZaraNatale di sangue1921Partito Comunista dItaliateatro DianaGiolittiBlocchi Nazionalistatista di Mondovì1921Blocchi NazionalisquadrismoaccordoEnrico De NicolarasRenzo De FeliceDino GrandiPartito Nazionale FascistaMichele Bianchi1922GerarchiaMargherita Sarfatti1922Luigi FactaFerraraRavennaItalo BalbosinistreTuratilegalitarioAnconaMilanoGenovaLivornoParmaBolzanoTrentorivoluzione fascistaNapoli1922, Congresso di Napoli, Mussolini e i Quadrumviri: Giovanni AmendolaVittorio Emanuele OrlandoAntonino Repacirivoluzione fascistamarcia su RomaItalo BalboCesare Maria De VecchiEmilio De BonoMichele Bianchidiscorso di insediamento in Parlamentoprefettoopinione pubblicaMolnárrePietro BadoglioCesare Maria De VecchiRenzo De FeliceCameradiscorso del bivacco1923File:Benito Mussolini.gifFilippo TuratiCamera dei deputatiLegge Acerbo1920SenatoGiovanni GiolittiVittorio Emanuele OrlandoLuigi FactaAntonio SalandraFrancesco Saverio NittiGianfranco BianchiCamera19231922Gran Consiglio del Fascismo1923Milizia Volontaria per la Sicurezza NazionaleDon Sturzopopolarilegge AcerboSenatoconferenza di LosannaDodecaneso1912eccidio di GianninaGreciaAlbaniaultimatumCorfùSocietà delle NazioniConfindustriaCorporazioniPalazzo ChigiEnti Comunali di Assistenza1924trattato di RomaJugoslaviaRegio Decreto Legge 22 febbraio 1924, n. 213Ordine supremo della Santissima AnnunziataUnione SovieticaRegno UnitoOltregiubaSomaliaLista NazionaleGiuseppe De NavaPartito Nazionale FascistaVittorio Emanuele OrlandoAntonio SalandraEnrico De NicolapartitosardistiGiacomo Matteotti: socialista unitarioGiacomo MatteottiFarinacciGabriele GalantaraGiacomo MatteottiBecco Giallo1925.: 1924secessione dellAventinoplebeAventinoomicidio preterintenzionaleAmerigo DuminiEmilio De BonoRenzo De Felicestressulcera duodenale1925memoriale RossiArmando CasaliniAldo TarabellapronunciamientoFirenzeGiovanni CorviArmando Casalini1925Camera dei deputatiDiscorso alla Camera dei Deputati sul delitto Matteotti1925WikisourceLa conquista dello StatoRoccoGiovanni GiuriatiBenito Mussolini durante un discorso: 1925Tito Zanibonipalazzo ChigiPoliziaConfindustriaLa Rivoluzione liberaleIl Popolo1926Violet GibsonnobildonnaGino LucettiCarraraArditiMarsiglia1926Torino19221926BolognaLeandro ArpinatiAnteo Zamboni1926Arturo BocchiniGramsciTerracini1934Francesco Saverio NittiUn ritratto di Benito Mussolini: Opera Nazionale Dopolavoro1925battaglia del granoAgro Pontino19281932Carboniamalariatubercolosivaiolopellagrarabbia1925Piero Gobetti19261925farinacciano1925Gran consiglio del fascismotrattato di Nettuno1925Patto di Palazzo VidoniConfederazione nazionale delle corporazioni sindacaliConfindustriaCesare MoriPalermoSiciliafenomeno mafiosoLuigi GiampietroAlfredo CuccoAlfredo Roccobrevetto di volopatente di guida nel 1922.: 19251926leggi fascistissimeAlfredo Roccoleggeautorità di pubblica sicurezzaCapo del governo primo ministro segretario di Stato1925sindacopodestàscioperosindacati1926AlbaniaAhmet ZoguprotettoratoPatto di LocarnoTripolimare nostrumtalassocraziamar MediterraneodemocraziaFezzanAlfa Romeo P3Tazio Nuvolari nel 1932: opera nazionale balillagioventù italiana del littorioPesarosvalutazionelirasterlinaquota 90Giuseppe VolpiMVSNcensuraconfinoRegio decretopena di morteTribunale speciale per la difesa dello Stato1927Winston ChurchillCancelliere dello Scacchieregruppi universitari fascistiCarta del LavoroSenatorevisionismoprima guerra mondiale19281928Ente Italiano per le Audizioni RadiofonicheRAIMussolini durante un discorso: 1929questione romanaPietro Gasparripatti lateranensielezioni del 24 marzo 1929Gran Consiglio del FascismoNeville ChamberlainPalazzo ChigiPalazzo Venezia1930trattatoAustria1931Daily Mailgrande guerraHenry Lewis StimsonMahatma GandhiSergio Romano1932Emil LudwigStalinEnzo BiagiMargherita Sarfatti1932Claretta PetacciFIATAdolf HitlerVolkswagenEnciclopedia TreccaniGiovanni GentileLatinaAgro Pontino1933Joseph Goebbelspatto a quattroFranciaRegno UnitoGermaniapaceEuropa1943INPSpensione1898INAIL19431934littoriali della cultura e dellarteMostra internazionale darte cinematografica di VeneziaCoppa MussoliniLeone doroDollfussGyula GömbösBalcanielezioni del 25 marzo 1934sabato fascistaStraVeneziaannessioneKurt Alois von SchuschniggBariBenito Mussolini in un'immagine tipica della propaganda fascista: Africa Orientale ItalianaItaliaEtiopiaBenadiroasi di Ual-Ualdeserto di Ogadenun combattimento tra italiani ed etiopisomalinegusHailé SelassiéSocietà delle nazionicome motivo1934GondarEritrea1935Pierre LavalSomalia franceseGibutiFronte di Stresatrattato di VersaillesCagliariBenito Mussolini durante il discorso di inaugurazione della città di Guidonia (1937): Palazzo Venezia1937GuidoniaDSSEPontiniasanzioni economicheautarchiciAccordo navale anglo-tedescofronte di StresaAduaàscariConvenzione di GinevraMassauaarsinaipriteRodolfo GrazianiEmilio De BonoPietro BadoglioDestà DamtùHermann GoringMussoliniHitlerGaleazzo Ciano negli anni '30.: ras Cassa DarghièMacallèIndro Montanelli1996Domenico CorcioneCroce RossasvedeseÀscariGuglielmo NasiDebra LibanosTripoliLibia1937Islam", la cui elsa è in oro massiccio, e si proclama "protettore dell'Islam", prima di entrare in città alla testa di 2.600 cavalieri: 1936Vittorio Emanuele IIIOrdine militare di SavoiaimperoEtiopia193519221926SudafricaPrimo maresciallo dellImpero1938Galeazzo Cianoomonima conferenzaomonima conferenza: 1936Francisco Francoguerra civile spagnolaBrunoAsse Roma-Berlino1937Patto di Pasqua1938CinecittàcolossalScipione lAfricanoSchuschniggHermann GöringVon NeurathPatto AnticominternBangkokSiam1938Conferenza di MonacoDaladierChamberlainCecoslovacchia19391939Camera dei Fasci e delle CorporazioniMussolini durante la battaglia del grano: Attorniato dai gerarchi fascisti, in visita a Milano nel maggio 1930: Hitlerprima guerra mondialevittoria mutilatapatto di Londrabiennio rossoleggi fascistissimeTribunale speciale per la sicurezza dello StatoconfinoGabriele DAnnunzioMario SironiEzra PoundfuturistiGiovanni Gentilefelucafeluca: Mondiali di calcio del 19341938Primo Carneratrasvolate atlanticheprimati di velocità per idrocorsaRexseconda guerra mondialeAdolf HitlerMein Kampf1933codice penale1930Alfredo Rocco1940Pio XIPatti LateranensiUniversità Cattolica del Sacro CuorePio XIOrdine dello Speron doroFranklin Delano RooseveltPio XIIEzra PoundEnzo Biaginazionalsocialismo1938Germanialeggi razzialiebrei1938TriesteMunicipiomanifesto della razzaGiornale dItalia1938La difesa della razzaDino AlfieriPNFAchille StaraceGran Consiglio del Fascismo19431945Repubblica Sociale Italianacampo di prigionia di FossoliRisiera di San SabbaGran BretagnaFrancia1940''Due popoli, una guerra''. Francobollo da 10 c. in celebrazione dell'Asse italo-tedesco (1941): 1939Galeazzo Cianoministro degli esteriPatto dAcciaioUgo CavalleroPoloniaMussolini annuncia la dichiarazione di guerra il 10 giugno 1940: 1940Joachim von RibbentropBrenneroWinston ChurchillPaul ReynaudPio XIIRooseveltTunisiaNizzadichiarò guerraPietro BadoglioDino GrandiGaleazzo CianoEnrico CavigliaTorinoHyèresToloneGenovaBisertaBastiaCalviNewsweek'' (3 settimane prima dell'entrata in guerra dell'Italia), che ritrae Mussolini con il titolo: "Il Duce: uomo-chiave del Mediterraneo": armistizioMonaco di BavieraCorsicaTunisiaRodanoOranoAlgeriCasablancaOperazione Leone MarinoItalo BalboTobruch1940GondarIndia19401941SiciliaLibiaGibilterraAlessandria dEgittoMASmaiali1940GiapponePatto TripartitoUngheriaRomaniaSlovacchiaBulgariaJugoslaviaGreciaFirenzeComandante in capoPrimo Maresciallo dellImperoPrimo Maresciallo dell'Impero sul berretto: 1941BerchtesgadenMarina britannicaGenovaFrancisco FrancoBordigheraErwin RommelItalo GariboldiRichard OConnorCirenaicaTobruchClaude AuchinleckOperazione BattleaxeJugoslaviacolpo di StatoDušan SimovićBalcaniUnione SovieticaPietro IIprovincia di LubianaKosovoEpiroAteneCreta1941operazione BarbarossaCSIRgenerale di corpo darmataGiovanni MesseRastenburgPrussia orientalePearl HarborStati UnitiStati UnitiAlessandria dEgitto1942RussiaCSIRItalo GariboldiGiovanni MesseARMIRStalinobattaglia di Stalingrado1943Volgaseconda battaglia difensiva del Don19431942Salisburgobattaglia di Ain el-GazalaTobruchErwin RommelAlessandria dEgittoPrima battaglia di El Alameinbattaglia di Alam Halfaseconda battaglia di El AlameinBernard Law MontgomeryClaude Auchinleckoperazione TorchFrancia di Vichy19431943battaglia del passo di KasserineTunisia1942CianoPalazzo Venezia1943Santa SedeSiciliaRoberto Farinacci1939Renzo De Felice1943Achille GaggiaBellunoFeltreErwin Rommelbombardando pesantemente RomaSan LorenzoGran Consiglio del fascismoprima guerra mondialeAlto AdigeIstriaFiumeDalmaziaconferenza di Casablancaordine del giornoDino GrandiPalazzo VeneziaVilla AdaNicola De CesareVittorio Emanuele IIIPietro BadogliocarabinieriGiovanni FrignaniFosse ArdeatinePaolo VigneriRaffaele AversaCroce Rossa Italianaarmistizio fra lItalia e gli Alleatisenza precise istruzioniguerra civilefuggiva da RomaPugliaRocca delle Caminate1927ForlìMarcello Bofondiisola di PonzaPietro Nenni1943NenniGestapoSaint-FlourFrancia di VichyVichyFresnesBrennerocarcere romano di Regina Coeliisola di PonzaLa Speziaisola della MaddalenaSardegnaOtto SkorzenySSHitlerKriegsmarineidrovolanteCroce RossaCampo ImperatoreGran SassoAbruzzoLa grande storiaOperazione QuerciaKurt StudentGran Sasso: Mussolini appena liberato, al centro della fotografia, con cappotto e cappello nero: GermaniaRastenburgrepubblicaMonacoPartito Fascista RepubblicanoRepubblica Sociale ItalianaReichTrentoBolzanoBellunoUdineGoriziaTriesteFiumeLubianaProvincia Autonoma di LubianaZaraarmistizio di CassibileAlbaniaustasciaDalmazia1943Gargnanolago di GardaBresciaSalòVeronaManifesto di VeronaGuardia Nazionale RepubblicanaRenato RicciPolizia dellAfrica ItalianaDivisione Alpina Monterosa1944processo di Verona1943Galeazzo CianoAlessandro Pavoliniattentato di von StauffenbergTeatro Lirico di Milano del 16 dicembre 1944: Teatro Lirico di MilanoScalaarmi segrete tedesche1945Linea GoticaMilanoIldefonso SchusterComitato di Liberazione NazionaleWolffridotto della ValtellinaSM79BressoMilanoFritz BirzerSSSS. Questa è l'ultima foto che ritrae Mussolini vivo: ComoMenaggiolagoAlessandro PavoliniGrandolastatale ReginaMussopartigiani52ª Brigata Garibaldi Luigi ClericiPier Luigi Bellini delle StelleGargnanoDongoUrbano LazzaroPier Luigi Bellini delle StelleUrbano LazzaroDongoGermasinoClaretta PetacciBrunateMilanoLuigi CanaliMichele MorettiGiuseppina TuissiBonzanigoClaretta PetacciCroceGiulino di MezzegraGiulino di Mezzegra, dove Mussolini venne fucilato: espostiBombacciPavoliniStaraceStarace: CLNPartito Comunista ItalianoPartito Socialista Italiano di Unità ProletariaDemocrazia del LavoroPartito dAzioneDemocrazia CristianaPartito Liberale ItalianoComitato di Liberazione NazionaleAldo LamprediPietro VerganiWalter AudisioRaffaele CadornaCorpo Volontari della LibertàLeo ValianiLuigi LongoEmilio SereniSandro PertiniLa sua tomba nella cripta della famiglia Mussolini nel cimitero di Predappio: 1945Giulino di MezzegraDongominiatura|Cinegiornale americano sulla morte di Mussolini nel 1945Brigate GaribaldiGoffredo CoppolaUniversità di BolognaAlessandro PavoliniPFRNicola BombacciPartito Comunista dItaliaRSIPaolo ZerbinoFerdinando MezzasomaMilanoWalter AudisiosappistiPirelli BrusadaBrigata GaribaldiWalter Audisiopiazzale Loreto1944fucilati e lasciati esposti al pubblicoPropaganda StaffelSappistiBrigata GaribaldiAchille StaraceIndro MontanelliTumulazione di Mussolini nel cimitero di Predappio: Ferruccio ParriPertiniNorimberga1946Cimitero di MusoccoPartito Democratico FascistaDomenico LeccisiMadesimoCertosa di Pavia1956Predappioapologia del fascismoGiovanni Gentileenciclopedia Treccaniprogramma di San Sepolcro1922Partito Fascista Repubblicanosuffragio universalemonarchiarepubblicaGiovinezzaImpero romanoguerraRoberto GervasoindividualismoNietzschesuperuomoFriedrich Nietzsche: IrredentismoVittoria mutilataRisorgimentoautoritarionazionalista1931democraziaGiovanni GentileEnciclopedia ItalianarivoluzionarioliberalismoDiscorso di UdineDiscorso del bivaccoDiscorso del 3 gennaio 1925Discorso della riscossaArnaldoEdvige1915TreviglioRachele Guidi1925EddaGaleazzo CianoVittorioBrunoRomanopianistajazzAnna MariaAlessandra MussoliniAnna Maria Villani ScicoloneSophia LorenVilla TorloniaVilla Torlonia: Alessandro MussoliniRosa MaltoniRachele GuidiEdvige MussoliniArnaldo MussoliniEdda Mussolini in CianoVittorio MussoliniBruno MussoliniRomano MussoliniAnna Maria MussoliniMargherita Sarfattiscrittrice1925Claretta Petacci1909Benito AlbinoIda DalserSergio LuzzattoCorriere della SeraCorriere della SeraMilanoAlessandro Pavolinifino alla sua cattura a Dongo1929Francia19241924192419361944194519231932192319351937193419371923Croce della Libertà19341937Le opere di Mussolini: scritti di MussoliniGiovanni HussIl mio diario di guerraBrunoMemoriale del nord del duceGiorgio BoccaDuce! Duce! Ascesa e caduta di Benito MussoliniFascismo. Storia e interpretazioneHarold J. LaskiMauro SuttoraDiscorso di Benito Mussolini del 3 gennaio 1925Elezioni politiche italiane del 1924Governo della Repubblica Sociale ItalianaGoverno MussoliniMarcia su RomaMemoriale del nord del duceRepubblica Sociale ItalianaResidenza di Mussolini a Villa TorloniaSansepolcrismoSocializzazione delleconomiaStoria dellItalia fascistaCorriere.it19221943Luigi FactaPietro BadoglioMinistro degli EsteriRegno dItalia19221929Carlo SchanzerDino Grandi19321936Dino GrandiGaleazzo Ciano19431943Galeazzo CianoRaffaele GuarigliaMinistro della GuerraRegno dItaliaAntonino Di Giorgio19251929Pietro GazzeraPietro Gazzera19331943Antonio SoriceMinistro dellInternoRegno dItaliaPaolino Taddei19221924Luigi FederzoniLuigi Federzoni19261943Umberto RicciMinistro dellAfrica ItalianaRegno dItalia192819291935193619371939Luigi FederzoniEmilio De BonoAlessandro LessonaEmilio De BonoAlessandro LessonaAttilio TeruzziMilizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale19261943Maurizio Ferrante GonzagaQuirino ArmelliniAvanti!19121914Giovanni BacciGiacinto Menotti SerratiPopolo dItalia19141922Arnaldo MussoliniGerarchia19221931Categoria:Benito MussoliniCategoria:FascismoBenitoCategoria:Politici del Partito Socialista ItalianoCategoria:Politici del Partito Nazionale FascistaCategoria:Deputati della XXV legislatura del Regno dItaliaCategoria:Deputati della XXVI legislatura del Regno dItaliaCategoria:Deputati della XXVII legislatura del Regno dItaliaCategoria:Deputati della XXVIII legislatura del Regno dItaliaCategoria:Deputati della XXIX legislatura del Regno dItaliaCategoria:Deputati della XXX legislatura del Regno dItaliaCategoria:Consiglieri membri del Governo nazionaleCategoria:Consiglieri membri del Gran Consiglio del FascismoCategoria:Direttori di periodici italianiCategoria:Fondatori di quotidianiCategoria:Fondatori di riviste italianeCategoria:Persone giustiziate per fucilazioneCategoria:Presidenti del Consiglio dei Ministri del Regno dItaliaCategoria:Ministri della Guerra del Regno dItaliaCategoria:Ministri della Marina del Regno dItaliaCategoria:Ministri dellInterno del Regno dItaliaCategoria:Ministri dei Lavori Pubblici del Regno dItaliaCategoria:Ministri delle Colonie del Regno dItaliaCategoria:Cavalieri dellOrdine dellAquila BiancaCategoria:Cavalieri di gran croce dellOrdine militare di SavoiaCategoria:Cavalieri dellOrdine supremo della Santissima AnnunziataCategoria:Decorati con lOrdine dei Santi Maurizio e LazzaroCategoria:Persone legate ai bersaglieriCategoria:Sottufficiali e graduati del Regio EsercitoCategoria:Militari italiani della prima guerra mondialeCategoria:Croci di guerra al valor militareCategoria:Marescialli dItaliaCategoria:Comandanti generali della Milizia Volontaria per la Sicurezza NazionaleCategoria:Personalità italiane della seconda guerra mondialeCategoria:Governo MussoliniCategoria:Partito Nazionale FascistaCategoria:Personalità dellItalia fascista

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