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Costituzione della Repubblica Italiana
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Abstract

La Costituzione della Repubblica Italiana è la Costituzione dello Italia e occupa il vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica. Essa è considerata una costituzione scritta, Rigidità della costituzione, lunga, votata, compromissoria, laica, democratica e programmatica.Approvata dall'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana il 22 dicembre 1947 e promulgazione dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre seguente, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Consta di 139 articoli (anche se sono stati abrogati gli articoli 115, 124, 128, 129, 130) e di 18 Disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana.Ne esistono tre originali, uno dei quali conservato presso l'archivio storico della Presidente della Repubblica Italiana.
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Le premesse
Content:
Gli statuti preunitari
Content:File:Costituzione del Regno di Napoli del 1848.jpg: Il primo esempio in Italia di statuto costituzionale si ebbe a Palermo, quando il 19 luglio 1812 il Parlamento siciliano#Il parlamento costituzionale del Regno di Sicilia Borbone delle Due Sicilie riunito in seduta straordinaria, promulgò la Costituzione siciliana del 1812, una carta sul modello inglese.Si veda, ad esempio: . La Costituzione prevedeva un parlamento bicamerale formato da una Camera dei comuni, composta da rappresentanti del popolo con carica elettiva, e una Camera dei pari del Regno di Sicilia, costituita da ecclesiastici, militari ed aristocratici con carica vitalizia. Le due camere, convocate dal sovrano almeno una volta l'anno, detenevano il potere legislativo, ma il re deteneva potere di veto sulle leggi del parlamento. Fu soppressa di fatto nel dicembre 1816 con la nascita del Regno delle Due Sicilie.Nel 1848, con le rivoluzioni scoppiate durante la primavera dei popoli furono concessi dai sovrani di alcuni stati italiani alcuni statuti: quello parlamento napoletano, quelli del ducato di Parma e dello Statuto fondamentale pel Governo temporale degli Stati di Santa Chiesa, quello Costituzione siciliana del 1848 (non ottriato, dal lingua francese octroyée, cioè non concesso dal sovrano) e, in Piemonte, quello Statuto Albertino.. Lo statuto Napoletano, su ispirazione della Seconda Repubblica francese, prevedeva che il potere legislativo fosse condiviso tra re e Parlamento. In Sicilia, invece, si era formato un regno autonomo la cui Costituzione siciliana del 1848 rendeva per la prima volta le due camere elettive mentre conferiva il potere esecutivo al re che lo esercitava per mezzo dei ministri responsabili, da lui nominati, che sottoscrivevano ogni suo ordine. Veniva riconosciuta la libertà di parola, di libertà di stampa nonché di insegnamento. Tale carta costituzionale era "rigida", in quanto per effettuare modifiche era necessaria una procedura aggravata che prevedeva il concorso di due terzi dei votanti presenti di ciascuna camera.Anche lo Statuto fondamentale pel Governo temporale degli Stati di Santa Chiesa conteneva norme simili alle altre carte coeve. Fatta salva la dichiarazione della Chiesa cattolica come religione di Stato e il potere di censura ecclesiastica preventiva sulle pubblicazioni religiose, erano recepite le libertà fondamentali del cittadino: la magistratura era indipendente dal potere politico, i tribunali speciali erano aboliti, era garantita la tutela della libertà personale e l'inviolabilità della proprietà. Per la prima volta nello Stato Pontificio, i laici erano ammessi sia nel ramo esecutivo che legislativo. L'iniziativa legislativa apparteneva ai ministri, che erano di nomina papa. Le leggi erano formate tramite un sistema bicameralismo perfetto, costituito dall'"Alto Consiglio" e dal "Consiglio dei Deputati".. I membri del primo erano nominati a vita dal pontefice, senza limitazione di numero, quelli del secondo erano eletti. Le leggi, dopo l'approvazione, dovevano essere controfirmate dal pontefice. Nell'esercizio delle loro funzioni i membri delle due Camere erano "inviolabili" e, se condannati, potevano essere arrestati solo con il consenso del Consiglio di appartenenza.
Dall'Unità d'Italia alla prima guerra mondiale
Content:File:Statuto albertino.jpegLa continuità tra il Regno di Sardegna (1720-1861) e quello d'Italia avvenne con l'estensione dello Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto di Savoia nel 1848, a tutti i territori del regno dItalia progressivamente annessi al regno sabaudo nel corso delle Guerre dindipendenza italiane. Lo stato italiano Proclamazione del Regno dItalia, da un punto di vista istituzionale, con la legge 17 marzo 1861 n. 4671, che attribuisce a Vittorio Emanuele II di Savoia, «re di Sardegna», e ai suoi Re dItalia, il titolo di «re dItalia».s:Regno dItalia - Legge 17 marzo 1861 (Vittorio Emanuele II). È la nascita giuridica di uno Stato italiano (anche se altri stati avevano già portato tale nome nel passato, dal regno longobardo per finire col Regno dItalia (1805-1814)). Lo Statuto albertino rimase quindi in vigore quasi 100 anni quando entrò in vigore la Costituzione repubblicana..Lo Statuto albertino fu simile alle altre costituzioni rivoluzionarie vigenti nel 1848 e rese l'Italia una monarchia costituzionale ereditaria secondo la legge salica, con concessioni di poteri al popolo su base rappresentativa. La sovranità apparteneva al Re il quale, da sovrano assoluto, si trasformava in principe costituzionale per sua esplicita volontà e concessione, limitandosi nei suoi poteri. Era una tipica costituzione ottriata, ossia concessa dal sovrano, e da un punto di vista giuridico si caratterizzava per la sua natura flessibile, ossia derogabile e integrabile in forza di un atto legislativo ordinario.. Poco tempo dopo la sua entrata in vigore, proprio a causa della sua flessibilità, fu possibile portare l'Italia da una forma di monarchia costituzionale pura a quella di monarchia parlamentare, sul modo di operare tradizionale delle istituzioni inglesi..Lo statuto corrisponde a ciò che si definisce una "costituzione breve", limitandosi a enunciare i diritti e a individuare la forma di governo. Tra i diritti veniva riconosciuto il principio di uguaglianza, la libertà individuale, l'inviolabilità del domicilio, la libertà di stampa e la libertà di riunione. Il capo supremo dello Stato era il Re e la sua persona era "sacra ed inviolabile", i ministri rispondevano giuridicamente per gli atti regi.. Il Re era tuttavia tenuto a rispettare le leggi ma non poteva essere oggetto di sanzioni penali. Egli esercitava il potere esecutivo attraverso i ministri, convocava le Camere, scioglieva quella dei Deputati e aveva il potere di sanzione delle leggi, istituto diverso dall'odierna promulgazione presidenziale, poiché il Re valutava nel merito e poteva respingerle.. Inoltre, il Re nominava autonomamente il Consiglio dei ministri e il Parlamento si limitava al potere legislativo; la prassi applicativa, tuttavia, sempre più spesso voleva che il Consiglio dei ministri si rifiutasse di restare in carica quando non gradito alla camera elettiva, così che il re fosse considerato più quale rappresentante dell'unità statale che come capo dell'esecutivo..Il Parlamento era composto di due Camere: il Senato del Regno dItalia di nomina regia e vitalizia, e la Camera dei deputati del Regno dItalia, eletta su base censitaria e maschile. I progetti di legge potevano essere promossi dai Ministri, dai parlamentari e dal Re. Per diventare legge dovevano essere approvati nello stesso testo da entrambe le Camere e, in seguito, essere munite di sanzione regia. Per quanto riguardava il potere giudiziario, il Re nominava i giudici e aveva il potere di Grazia (diritto). A garanzia del cittadino stava il rispetto del giudice naturale e il divieto del tribunale straordinario, la pubblicità delle udienze e dei dibattimenti. I giudici, dopo tre anni di esercizio, avevano garantita l'inamovibilità, mentre gli era negata l'interpretazione delle leggi con rilievo direttamente normativo..Il primo Parlamento dello Stato unitario, al principio del 1861, si compose con un suffragio elettorale ristretto al 2% della popolazione. (corrispondente a 600.000 cittadini) comprendendo ovvero solo i cittadini maschi con una data capacità contributiva; con la legge del 22 gennaio 1882, n. 999 il diritto di voto venne esteso anche a chi avesse la Scuola primaria in Italia arrivando dunque a coinvolgere il 7% degli italiani ovvero circa 2.000.000 su di una popolazione di 28.452.000 cittadini. Con la Legge elettorale italiana del 1912 la percentuale degli aventi diritto salì al 23% della popolazione allargando il suffragio a tutti i cittadini maschi che avessero compiuto 30 anni o che, pur minori di 30 anni ma maggiori di 21, avessero un reddito di almeno 19,20 lire, o la licenza elementare, oppure avessero prestato il servizio militare. Infine, al termine della prima guerra mondiale venne introdotto, grazie alla legge del 16 dicembre 1918, n. 1985, il suffragio universale maschile ai maggiori di 21 anni o chi avesse adempiuto al servizio militare.Benché l'articolo 1 proclamasse il Chiesa cattolica religione di Stato, le relazioni fra la Santa Sede e lo Stato furono praticamente interrotte tra il 1870 e il 1929, per via della "questione romana".
Il ventennio fascista
Content:File:Gran Consiglio Fascismo.jpg: Al termine della prima guerra mondiale e con i conseguenti scompaginamenti, in Europa si assistette a una evoluzione del costituzionalismo che si concretizzò in diverse esperienze politiche come la Seconda Repubblica Spagnola o la Repubblica di Weimar.. In Italia questo non accadde. Anche a causa della mancanza di rigidità dello Statuto, ritenuto irrevocabile nei principi ma modificabile tramite legge in molte delle sue proposizioni, con l'avvento del fascismo lo Stato fu deviato verso un Totalitarismo dove le forme di libertà pubblica fin qui garantite vennero stravolte: le opposizioni vennero bloccate o eliminate, la Camera dei deputati fu abolita e sostituita dalla "Camera dei fasci e delle corporazioni", il diritto di voto fu cancellato; diritti, come quello di riunione e di libertà di stampa, furono piegati in garanzia dello Stato fascista, mentre il Monopartitismo fascista non funzionò come mezzo di partecipazione, ma come strumento di intruppamento della società civile e di mobilitazione politica pilotata dall'alto.Il fascismo non si dotò mai di una propria costituzione e lo Statuto Albertino non venne mai formalmente abolito, sebbene le leggi e le azioni del governo dittatoriale lo svuotarono completamente nella sostanza. Alcuni sostengono che lo Statuto venne violato già con la nomina di Mussolini a primo ministro, ottenuta con la forza in quanto, allora, era solo un rappresentante di una minoranza parlamentare.. I rapporti con la Chiesa cattolica vennero invece ricomposti e regolati tramite i Patti Lateranensi del 1929, che ristabilirono ampie relazioni politico-diplomatiche tra la Santa Sede e lo Stato italiano.Il Caduta del fascismo Benito Mussolini venne estromesso, e il re Vittorio Emanuele III di Savoia nominò il maresciallo Pietro Badoglio per presiedere un governo che ripristinò in parte le libertà dello statuto;. iniziò così il cosiddetto "Periodo costituzionale transitorio", di cinque anni, che terminò con l'entrata in vigore della nuova Costituzione e le successive elezioni politiche dell'aprile 1948, le prime della storia repubblicana. Ricomparvero quindi i partiti antifascisti costretti alla clandestinità, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, decisi a modificare radicalmente le istituzioni con l'obiettivo di ripristinare lo Stato democratico..Con il progredire e il delinearsi della situazione, con i partiti antifascisti che iniziavano a entrare nel governo, non fu possibile al re riproporre uno Statuto Albertino eventualmente modificato, e la stessa monarchia, giudicata compromessa con il precedente regime, era messa in discussione. La divergenza, in clima ancora bellico, trovò una soluzione temporanea, una «tregua istituzionale», in cui si stabiliva la necessità di trasferire i poteri del re all'erede al trono (per l'occasione, ci fu un proclama del re il 12 aprile 1944), il quale doveva assumere la carica provvisoria di "Luogotenenza del regno", mettendo temporaneamente da parte la questione istituzionale; quindi, nel giugno 1944, veniva decisa la convocazione di un'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana eletta a suffragio universale, incaricata di scrivere una nuova carta costituzionale.s:D.L.Luog. 25 giugno 1944, n. 151 - Assemblea per la nuova costituzione dello Stato, giuramento dei membri del governo e facoltà del governo di emanare norme giuridiche, emanato dal governo Bonomi II.. Fu poi esteso il diritto di voto alle donne (febbraio 1945), con il D.L.L. 2 febbraio 1945, n. 23 emanato dal Governo Bonomi III.
Storia
Content:
La nascita della repubblica e l'assemblea costituente
Content:Dopo la cessazione delle ostilità, fu indetto il referendum per la scelta fra repubblica e monarchia (2 giugno 1946) che sancì la nascita della Repubblica Italiana.s:D.L.L. 16 marzo 1946, n. 98 - Integrazioni e modifiche al decreto-legge luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, emanato dal governo De Gasperi I.Dopo sei anni dall'inizio della seconda guerra mondiale e venti anni dall'inizio della dittatura, il 2 giugno 1946 si svolsero contemporaneamente il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, con la partecipazione dell'89% degli aventi diritto.Con l'esclusione della Provincia autonoma di Bolzano e della circoscrizione elettorale Trieste-Venezia Giulia-Zara, facendo venire meno 17 deputati dei 573 previsti. Il 54% dei voti (più di dodici milioni) fu per lo stato repubblicano, superando di due milioni i voti a favore dei monarchici (che contestarono l'esito).
L'elezione dell'Assemblea Costituente
Content:L'Assemblea fu eletta con un sistema proporzionale e furono assegnati 556 Seggio elettorale, distribuiti in 31 Circoscrizione elettorale.File:Assemblea Costituente 1946.svg ]]Ora i partiti del Comitato di Liberazione Nazionale cessarono di considerarsi uguali, e si poté constatare la loro rappresentatività. Dominarono le elezioni tre grandi formazioni: la Democrazia Cristiana, che ottenne il 35,2% dei voti e 207 seggi; il Partito Socialista Italiano, 20,7% dei voti e 115 seggi; il Partito Comunista Italiano, 18,9% e 104 seggi. La tradizione liberale (riunita nella coalizione Unione Democratica Nazionale), protagonista della politica italiana nel periodo precedente la dittatura fascista, ottenne 41 deputati, con quindi il 6,8% dei consensi; il Partito Repubblicano Italiano, anch'esso d'ispirazione liberale ma con un approccio differente nei temi sociali, 23 seggi, pari al 4,4%. Mentre il Partito dAzione, nonostante un ruolo di primo piano nella Resistenza italiana, ebbe solo l'1,5% corrispondente a 7 seggi.Fuori dal coro, in opposizione alla politica del CLN, raccolsero i voti dei nostalgici del precedente regime la formazione dell'Fronte dellUomo Qualunque, che prese il 5,3% con 30 seggi assegnati, e il Blocco Nazionale della Libertà, lista elettorale d'ispirazione conservatrice e monarchica, costituita in occasione delle Elezioni politiche italiane del 1946 da Partito Democratico Italiano (PDI), Concentrazione Nazionale Democratica Liberale (CNDL) e Centro Democratico (CD) che ottenne (pari al 2,77%) e 16 seggi su 556, e già prima della conclusione dei lavori della Costituente vide i suoi membri dividersi tra il Partito Liberale Italiano, il Fronte dellUomo Qualunque e il nascente Partito Nazionale Monarchico.Durante il periodo costituente, l'Assemblea ebbe la facoltà di revocare o accordare la fiducia ai vari governi ai quali era demandata la funzione legislativa. Inoltre, l'Assemblea stessa nominò quale Capo di Stato Provvisorio l'avvocato napoletano Enrico De Nicola..
La genesi e l'approvazione della Costituzione
Content:Appena eletta, l'Assemblea nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri incaricati di stendere il progetto generale della carta costituzionale. A sua volta, la Commissione si suddivise in tre sottocommissioni: diritti e doveri dei cittadini (presieduta da Umberto Tupini della DC), organizzazione costituzionale dello Stato (presieduta da Umberto Terracini del PCI) e rapporti economici e sociali (presieduta da Gustavo Ghidini del PSI).Giorgio La Pira sintetizzò le due concezioni costituzionali e politiche alternative dalle quali si intendeva differenziare la nascente Carta, distinguendone una "Atomismo, individualista, di tipo occidentale, Jean-Jacques Rousseau" e una "statalista, di tipo Georg Wilhelm Friedrich Hegel". Secondo i costituenti, riferì La Pira, si pensò di differenziarla nel principio che "per il pieno sviluppo della persona umana, a cui la nostra Costituzione doveva tendere, era necessario non soltanto affermare i diritti individuali, non soltanto affermare i diritti sociali, ma affermare anche l'esistenza dei diritti delle comunità intermedie che vanno dalla famiglia sino alla comunità internazionale".Il progetto costituzionale venne presentato all'Assemblea nel febbraio 1947 e così iniziò il dibattito in aula, che si protrasse fino al dicembre successivo, riguardo sia all'impianto generale sia ai singoli titoli e norme. Tale procedimento comportò numerose modifiche, talvolta anche rilevanti, alla Carta proposta, che tuttavia non venne mai modificata nella sua struttura più essenziale. Trovata finalmente una convergenza tra le varie correnti politiche, il testo definitivo venne approvato il 22 dicembre 1947 con 458 voti favorevoli, 62 contrari e nessun astenuto, su di un totale di 520 votanti. La maggioranza che elaborò e votò la Costituzione fu il frutto di un compromesso tra la sinistra e i cattolici sui principi fondamentali, anche se i liberali esercitarono un'influenza decisiva sui meccanismi istituzionali e in particolare la separazione dei poteri.. La Costituzione venne, infine, promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948..
L'attuazione della Costituzione
Content:Per quanto riguarda il funzionamento del Governo e del Parlamento, il ruolo del Presidente della Repubblica e i rapporti tra tali soggetti, le norme previste dalla Carta costituzionale trovarono fin da subito applicazione nella vita della neonata Repubblica. L'Assemblea Costituente, inoltre, si occupò di approvare la legge sulla stampa, la legge elettorale e gli statuti di quattro delle cinque regioni autonome. Tuttavia, altri istituti e altri diritti costituzionali dovettero aspettare diversi anni prima di trovare un riscontro attuativo.La Corte costituzionale, prevista nell'articolo 134, trovò attuazione solo nel 1955 a seguito della legge costituzionale 1/1953s:L.cost. 11 marzo 1953, n. 1 - Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionale. e della legge ordinaria 87/1953. Sorte simile toccò al Consiglio superiore della magistratura che entrò in funzione solo nel 1958..La legge necessaria a regolare l'istituto del Referendum (ordinamento costituzionale italiano) venne approvata solo nel 1970, in occasione della legge sul Divorzio (ordinamento civile italiano). Nel 1975 venne promulgata la legge di Riforma del diritto di famiglia italiano del 1975 e nel 1990 quella sciopero nei servizi pubblici essenziali. Fino all'approvazione di una legge del 1984, la Corte costituzionale fu più volte chiamata a regolare i rapporti tra Stato e Chiesa che erano ancora basati sui dettami dei Patti Lateranensi..
Caratteristiche
Content:La Costituzione è la principale fonte del diritto della Repubblica Italiana, cioè quella dalla quale dipendono gerarchicamente tutte le altre Norma giuridica dell'ordinamento dello Stato. La Costituzione italiana è una costituzione scritta, Rigidità della costituzione, lunga, votata, compromissoria, democratica e programmatica..Il processo di consolidamento dei principi indicati dalla Costituzione, attraverso la loro concretizzazione nella legge ordinaria (o, talvolta, nell'orientamento giurisprudenziale), è detto attuazione della Costituzione. Tale processo non è da considerarsi ancora concluso. Il legislatore costituzionale, inoltre, ha ritenuto di ritornare nella Costituzione repubblicana su alcune materie, per integrarle e ampliarle, adottando provvedimenti di legge costituzionale, tipici di tutte le costituzioni lunghe. Tali emendamento sono integrazioni alla Costituzione, approvate con lo stesso procedimento della revisione costituzionale, e costituiscono modifiche più o meno profonde...Per quanto concerne l'attuazione e l'integrazione delle norme costituzionali, si ricorda ad esempio che la Corte costituzionale non venne attivata che nel 1955 (le elezioni dei giudici tramite una legge non avvenne che nel 1953), che il Consiglio superiore della magistratura venne attivato nel 1958 e che le Regioni dItalia ordinarie vennero istituite nel 1970 (sebbene quattro regioni speciali vennero istituite nel 1948 e il Friuli-Venezia Giulia nel 1963); il referendum abrogativo, infine, venne istituito con la legge 352 del 15 maggio 1970..
Elementi formali
Content:File:Firma della Costituzione.jpg: @an0:Costituzione@an0:Corte costituzionale@an0:zfEjDQAAQBAJautore:Andrea Pisaneschititolo:Diritto Costituzionalepagina:15 @an0:fonti del diritto@an0:gqN0DQAAQBAJautore:Vincenzo Cocozza@an1:Percorsi ricostruttivi per la lettura della Costituzione italianapagine:38-9@an0:gqN0DQAAQBAJautore:Vincenzo Cocozza@an1:Percorsi ricostruttivi per la lettura della Costituzione italianapagine:38@an0:secondo conflitto mondiale@an0:sovranità popolare@an0:sindacati@an0:partiti politici@an0:Bin & Pitruzzella, 2007@an1:p. 132
Direttrici fondamentali
Content:Nelle linee guida della Carta è ben visibile la tendenza all'intesa e al compromesso dialettico tra gli autori. La Costituzione mette l'accento sui diritti economici e sociali e sulla loro garanzia effettiva. Si ispira anche ad una concezione antiautoritaria dello Stato con una chiara diffidenza verso un potere esecutivo forte e una fiducia nel funzionamento del sistema parlamentare, sebbene già nell'Ordine del giorno Tomaso Perassi (con cui appunto si optò per una forma di governo parlamentare) venne prevista la necessità di inserire meccanismi idonei a tutelare le esigenze di stabilità governativa evitando ogni degenerazione del parlamentarismo.Secondo Giuliano Amato, La Costituzione italiana fra le costituzioni del dopoguerra (2008), in Le istituzioni della democrazia, Il Mulino, 2014, i Partito politico non vollero ciò cui mirava l’ordine del giorno Perassi: dar più forza autonoma alle istituzioni, in primo luogo al governo. In seguito, la voluta debolezza del governo rispetto al Parlamento,disegnata dalla Costituzione, venne corretta: ma non anche “la debolezza del presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana all’interno del gabinetto” (G. Amato, La crisi della democrazia italiana (2013), ibid., 157), lasciando tuttora aperti i grandi problemi derivanti dalla “estrema devianza a cui ha portato il primato dei partiti in un sistema a statualità debole” (G. Amato, La Costituzione italiana fra le costituzioni del dopoguerra cit., 86).Non mancano importanti riconoscimenti alle libertà individuali e sociali, rafforzate da una tendenza solidaristica di base. Fu possibile, anche, grazie alla moderazione dei marxisti, confermare la validità dei Patti Lateranensi e permettere di accordare un'autonomia regionale tanto più marcata nelle isole e nelle regioni con forti minoranze linguistiche (aree in cui la sovranità italiana era stata messa in forte discussione durante l'ultima parte della seconda guerra mondiale, e in parte lo era ancora durante i lavori costituenti).
Struttura
Content:La Costituzione è composta da 139 articolo (legge) e relativi comma (legge) (5 articoli sono stati abrogati: 115; 124; 128; 129; 130), più 18 disposizioni transitorie e finali, suddivisi in quattro sezioni:@an0:Principi fondamentali@an0:Diritti e Doveri dei cittadini@an0:Ordinamento della Repubblica@an0:Disposizioni transitorie e finali Il testo completo si apre con un brevissimo preambolo (seguito subito dai Principi fondamentali): «IL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO - Vista la deliberazione dell'Assemblea Costituente, che nella seduta del 22 dicembre 1947 ha approvato la Costituzione della Repubblica Italiana; - Vista la XVIII disposizione finale della Costituzione; - PROMULGA - La Costituzione della Repubblica Italiana nel seguente testo».Esso è di natura tecnico-esplicativa e non politica. Proposte di preamboli politici o culturali, ad esempio quelle formulate da Giorgio La Pira ("In nome di Dio il popolo italiano si dà la seguente Costituzione") e Piero Calamandrei ("Il popolo italiano consacra alla memoria dei fratelli caduti, per restituire all’Italia libertà e onore, la presente Costituzione"), non furono accolte dall'Assemblea.
I Principi fondamentali
Content:I primi dodici articoli della Costituzione sono i "Principi fondamentali", assenti negli statuti fondativi precedenti, che espongono lo spirito della Costituzione.. In essi sono compresi alcuni dei principi supremi della Costituzione che si ritrovano sottintesi in tutto il testo. Altri principi supremi della Costituzione, come evidenziato dalla giurisprudenza costituzionale, si trovano anche nella parte I e nella parte II della Costituzione, come, ad esempio, il principio di indipendenza della magistratura. I principi supremi della Costituzione non possono essere oggetto di modifica attraverso il procedimento di revisione costituzionale previsto dai successivi articoli 138 e 139.Citando il discorso di Aldo Moro all'Assemblea costituente il 17 marzo 1947, “Aldo Moro e l’Assemblea costituente” , individua in questo punto la volontà dei Costituenti sulla natura immediatamente precettiva delle norme costituzionali (poi affermata dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 1956): "Moro insiste poi molto, in polemica con Calamandrei, con la centralità dei principi fondamentali. Questi non sono un semplici preambolo, ma vincolano il legislatore e assumono una funzione di garanzia. Su questo punto il discorso è chiarissimo e vale la pena di citare le parole di Moro: «Quando si parla di tante norme che andiamo discutendo e ci si scandalizza che siano norme costituzionali, bisognerebbe dire: ma in fondo questo non significa altro che sottrarle all'effimero giuoco di alcune semplici maggioranze parlamentari»".File:Emblem of the United Nations.svgLa Costituzione coglie la tradizione liberalismo e giusnaturalismo nel testo dell'articolo 2: esso infatti sancisce che "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo" come definiti dalla dichiarazione universale dei diritti umani promulgata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Tali diritti sono considerati diritti naturali, non creati giuridicamente dallo Stato, ma ad esso preesistenti. Tale interpretazione è riferita alla parola "riconoscere" che implica la preesistenza di un qualcosa.. I diritti inviolabili sono, così, riconosciuti all'individuo sia considerato singolarmente sia nelle formazioni sociali adeguate allo sviluppo della personalità e finalizzate alla tutela degli interessi diffusi (interessi comuni ai diversi gruppi che si sviluppano in forma associata). La tipologia raccoglie gruppi di diverse forme e aspetti, ugualmente rilevanti e degni di tutela per l'ordinamento: associazioni politiche, sociali, religiose, culturali, familiari.Il principio di laicità è stato enucleato dalla Corte costituzionale con la nota sentenza n. 203 del 1989; in base ad esso l'ordinamento italiano attribuisce valore e tutela alla religiosità umana come comportamento apprezzato nella sua generalità ed astrattezza, senza alcuna preferenza per qualsivoglia fede religiosa. Scaturisce dal "principio personalista", di cui all'articolo 2 e dal "principio di uguaglianza" (art. 3):L'articolo 19, enunciando il diritto di tutti a professare la propria fede religiosa, in qualsiasi forma, individuale o associata, specifica il riconoscimento della libertà religiosa come diritto inviolabile dell'uomo:Per la mediazione politica dell'Assemblea costituente, per la forte pressione della Chiesa cattolica attraverso i deputati Democrazia Cristiana, si stabilì, all'articolo 7, che Stato italiano e Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, sovrani e indipendenti; all'articolo 8 che tutte le confessione religiosa sono egualmente libere e che a quelle diverse dalla cattolica veniva riconosciuto lo stesso regime di rapporti con lo Stato, per tutelare le loro specifiche esigenze, mediante accordi (le cd. "intese"). Riguardo al principio di uguaglianza in materia religiosa, l'articolo 8 dichiara che tutte le confessioni religiose, diverse da quella cattolica, sono egualmente libere davanti alla legge:Il pluralismo è tipico degli stati democrazia.L. Buffoni, Processo e pluralismo nell’ordinamento costituzionale italiano. Apologia e limiti dell’universalismo procedurale, Giappichelli, Torino, 2012. Nella Repubblica è riconosciuto e tutelato il pluralismo delle formazioni sociali (art. 2), degli enti politici territoriali (art. 5), delle Isola linguistica (art. 6), delle Confessione religiosa (art. 8), delle Associazione (diritto) (art. 18), di idee ed espressioni (art. 21), della cultura (art. 33, comma 1), delle scuole (art. 33, comma 3), delle istituzioni universitarie e di alta cultura (art. 33, comma 6), dei Sindacato (art. 39) e dei Partiti politici italiani (art. 49). È riconosciuta altresì anche la libertà delle stesse organizzazioni intermedie, e non solo degli individui che le compongono, in quanto le formazioni sociali meritano un ambito di tutela loro proprio. In ipotesi di contrasto fra il singolo e la formazione sociale cui egli è membro, lo Stato non dovrebbe intervenire. Il singolo, tuttavia, deve essere lasciato libero di uscirne. Tra gli altri elementi caratterizzanti del principio democratico vi è la preponderanza di organi elettivi e rappresentativi, il principio di maggioranza ma con tutela delle minoranze (anche politiche), processi decisionali (politici e giudiziari) trasparenti e aperti a tutti e, soprattutto, il principio di sovranità popolare sancito dall'articolo 1, comma 2.Nell'articolo 1, comma 1 ("Articolo 1 della Costituzione italiana") e nell'articolo 4, comma 2, vi sono riferimenti al principio lavorista, in cui il lavoro non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale che nobilita l'uomo:Non è solo un diritto, bensì anche un dovere che eleva il singolo e non serve a identificare una classe. Ciò conferisce al disegno costituzionale una sostanziale differenza rispetto allo stato liberale in cui la Proprietà (diritto) aveva più importanza del lavoro. Questo riferimento al lavoro non va però inteso come una norma giuridica, che obbligherebbe lo Stato a tutelarlo nel dettaglio, bensì a un richiamo al principio ad esso collegato, che è fondativo della società italiana.. File:Regions, provinces and municipalities in Italy.svgCome è affermato con chiarezza nell'articolo 3 della Costituzione italiana, tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali e personali, sono uguali davanti alla legge (uguaglianza formale, comma 1). È compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che di fatto limitano l'eguaglianza sostanziale e impedisce agli individui di sviluppare pienamente la loro personalità sul piano economico, sociale e culturale (uguaglianza sostanziale, comma 2). Nello stesso primo comma dedicato all'eguaglianza dinanzi alla legge, la Costituzione repubblicana richiama la "pari dignità sociale", andando dunque oltre la mera formulazione dell'eguaglianza liberale. Lo Stato ha il compito di aiutare le associazioni e le famiglie, attraverso la solidarietà politica, economica e sociale (art. 3 II comma, art. 2). Esso infatti deve rimuovere ogni ostacolo che impedisca la formazione della persona umana:L'articolo 5 vieta ogni forma di secessione o di cessione territoriale ed è garantito dal sacro dovere di difendere la patria (sancito dall'art. 52). Lo stesso articolo assicura alle ente territoriale (Comune (Italia), Province dItalia, Città metropolitane dItalia, Regione amministrativa) una forte autonomia (politica) dallo Stato (con conseguente attribuzione di poteri normativi e amministrativi propri), grazie alla quale i cittadini sono in grado di partecipare più da vicino e con maggiore incisività alla vita politica del Paese.Da una prima lettura di questi principi traspare la volontà del Costituente, che aveva vissuto la tragica esperienza dell'oppressione Nazionalsocialismo-fascismo e della guerra di liberazione, di prendere le distanze non solo dal regime fascista, ma anche dal precedente modello di Stato liberale, le cui contraddizioni e incertezze avevano consentito l'instaurazione della dittatura. Il tipo d'organizzazione statale tracciato dal Costituente è quello dello Stato sociale di diritto che, per garantire eguali libertà e dignità a tutti i cittadini, si fa carico di intervenire attivamente in prima persona nella società e nell'economia. Il principio è rafforzato dall'articolo 57 che prevede l'elezione del Senato su base regionale.Come viene sancito dall'articolo 10, l'ordinamento italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute; ciò comporta un "rinvio mobile" ovvero un adattamento automatico di tali norme nel nostro ordinamento.Illari, Silvia, La Costituzione italiana tra enunciazioni dei diritti di libertà e la previsione di un ordinamento sovranazionale europeo : un'introduzione, Politico : rivista italiana di scienze politiche : LXXIV, 3, 2009, Soveria Mannelli (Catanzaro) : Rubbettino, 2009. Per quanto riguarda il rifiuto della guerra come strumento di offesa, l'articolo 11 della Costituzione recita.:L'articolo 11 stabilisce quindi che la Repubblica consente l'uso di forze militari per la difesa del territorio in caso di attacco militare da parte di altri paesi, ma non con intenti espansionisti ed accetta una limitazione alla propria sovranità dando la possibilità all'Italia di partecipare a una guerra in difesa di altre nazioni con le quali siano state instaurate alleanze (ad esempio in caso di attacco armato a un paese membro della Organizzazione del Trattato dellAtlantico del Nord), e di ospitare truppe straniere sul proprio territorio.Dal rifiuto della guerra come strumento di offesa non consegue il fatto che l'Italia non possa partecipare a un conflitto, tant'è che gli articoli 78 e 87 della Costituzione prescrivono quali organi dello Stato deliberano lo Guerra. In particolare, per l'Italia, sono le Parlamento della Repubblica Italiana che decretano lo stato di guerra, che è poi formalmente dichiarata dal Presidente della Repubblica; le camere conferiscono poi al Governo della Repubblica Italiana i poteri necessari per fronteggiare il conflitto. Altro provvedimento straordinario in caso di guerra è la durata della legislatura delle due camere, che può essere eccezionalmente prorogata, come recita l'articolo 60 della Costituzione, oltre i cinque anni canonici. Allo stato di guerra si ricollegano poi altre particolari eccezioni, come ad esempio l'articolo 27, che prevedeva la pena di morte in Italia in base al codice penale militare di guerra (ora ergastolo), l'articolo 103, che determina la giurisdizione dei tribunale militare in tempo di guerra, e l'articolo 111, con cui non viene ammesso ricorso per cassazione su sentenze emesse dai tribunali militari di guerra. File:Flag of Italy.svgInoltre l'articolo 11 consente, in condizioni di parità con gli altri stati, limitazioni alla sovranità nazionale, necessarie per assicurare una pacifica coesistenza tra le Nazioni. A esso, la giurisprudenza costituzionale ricollega la modalità di ingresso nell'ordinamento italiano del diritto dellUnione europea con valore di fonte sovraprimaria: «Questa Corte, fin dalle prime occasioni nelle quali è stata chiamata a definire il rapporto tra ordinamento nazionale e diritto comunitario, ne ha individuato il “sicuro fondamento” nell'articolo 11 Cost. È in forza di tale parametro, collocato non senza significato e conseguenze tra i principi fondamentali della Carta, che si è demandato alle Comunità europee, oggi Unione europea, di esercitare in luogo degli Stati membri competenze normative in determinate materie, nei limiti del principio di attribuzione» (Corte costituzionale, sentenza n. 227/2010).L'articolo 12 definisce la Bandiera dItalia:Nella Costituzione della Repubblica Italiana non è invece specificato quale sia l'inno nazionale italiano. All'epoca della stesura della carta costituzionale, Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro, inno de facto della Repubblica Italiana dal 1946 al 2017, non aveva infatti raggiunto lo status di inno nazionale de iure, che avrebbe raggiunto soltanto 70 anni dopo, il 4 dicembre 2017.
Parte prima: diritti e doveri dei cittadini
Content:La parte prima è composta da 42 articoli, e si occupa dei "Diritti e dei Doveri dei cittadini".Gli articoli dal 13 al 16 sono dedicati alle libertà individuali, in cui si afferma che la libertà è un valore sacro e quindi inviolabile (art. 13), che il domicilio è inviolabile (art. 14), che la Servizio postale è libera e segreta (art. 15), che ogni cittadino può soggiornare e circolare liberamente nel Paese (art. 16); per le limitazioni di queste libertà la carta costituzionale prevede una riserva di legge assoluta.. Le Libertà civili, affermate dagli articoli dal 17 al 21, garantiscono che i cittadini italiani hanno il diritto di riunirsi in luoghi pubblici (con obbligo di preavviso all'autorità di pubblica sicurezza), privati e aperti al pubblico (liberamente) (art. 17), e di associarsi liberamente, che le associazioni che hanno uno scopo comune non devono andare contro il principio democratico e del codice penale (art. 18), che ogni persona ha il diritto di professare liberamente il proprio credo (art. 19), che ogni individuo è Libertà di manifestazione del pensiero, con la parola, con lo scritto e con ogni altro Mezzo di comunicazione di massa (art. 21)..File:MaxiprocessoPalermo.jpg: Dall'articolo 22 al 28 si affermano i principi e i limiti dell'uso legittimo della forza (art. 23), il diritto attivo e passivo alla difesa in tribunale (art. 24), il Principio di legalità penale (art. 25), le limitazioni all'estradizione dei cittadini (art. 26), il principio di personalità nella responsabilità penale (art. 27, comma 1), il principio della Presunzione dinnocenza (art. 27, comma 2), il principio di umanità e rieducatività della pena (art. 27, comma 3) e l'esclusione della pena di morte (art. 27, comma 4);. infine la previsione della responsabilità individuale del dipendente e funzionari pubblici e organicamente estesa all'intero apparato, per violazione di leggi da parte di atto della pubblica amministrazione, a tutela della funzione sociale e dei consociati dagli illeciti, in materia civile (art. 28, comma 2), nonché, amministrativa e penale (art. 28, comma 1).La Repubblica italiana riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, e afferma anche che è di dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educazione i figli (dall'art. 29 al 31). L'articolo 32 della Costituzione afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività. Afferma inoltre che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge" e che la legge "non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". I due successivi articoli, il 33 e il 34, affermano che l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'Formazione; inoltre la scuola deve essere è aperta a tutti: quella statale è gratuita, mentre quella scuola privata è libera e senza oneri per lo Stato..Gli articoli dal 35 al 47 assicurano la tutela del lavoro e la libertà di emigrazione (art. 35), il diritto al giusto salario (art. 36, comma 1), la durata massima della giornata lavorativa (art. 36, comma 2), il diritto/dovere al riposo settimanale (art. 36, comma 3), il lavoro femminile e minorile (art. 37), i lavoratori invalidi, malati, anziani o disoccupati (art. 38), la libertà di organizzazione sindacato (art. 39), il diritto di sciopero (art. 40), la libertà di iniziativa economica e i suoi limiti (art. 41), la proprietà (diritto) pubblica e privata, e la sua funzione sociale (art. 42), la possibilità ed i limiti all'Espropriazione per pubblica utilità (art 43), la Proprietà fondiaria (art. 44), le Società cooperativa e l'artigianato (art. 45), la collaborazione tra i lavoratori (art. 46) ed il risparmio (art. 47)..I diritti e doveri politici sono dichiarati dall'articolo 48 al 54. L'articolo 48 afferma che sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età oltre anche che il diritto di voto è personale ed eguale, libero e segreto, e che il suo esercizio è dovere civico ma l'astensione non è sanzionata:. File:Intervento alla Camera dei Deputati 1946.jpg: Con l'articolo 49 si sancisce invece il principio della libertà di associarsi in Partiti politici italiani e del pluripartitismo politico:Secondo l'articolo 52, il cittadino ha il dovere nel concorrere alla difesa dello Stato, prevedendo l'obbligatorietà del servizio militare di leva in Italia, ma solo nelle modalità e nelle limitazioni imposte dalla legge. L'ordinamento delle forze armate italiane deve essere organizzato in base allo spirito repubblicano:.Gli articoli 53 e 54 identificano alcuni doveri dei cittadini, nello specifico il dovere di concorrere alle spesa pubblica pagando tassa e Imposta (secondo il principio di Imposta#Classificazione),. il dovere di essere fedeli alla Repubblica, alla Costituzione ed alle leggi, ed il dovere per chi esercita funzioni pubbliche, di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi previsti dalla legge:.
Parte seconda: Ordinamento della Repubblica
Content:La parte seconda della Costituzione della Repubblica Italiana descrive l'ordinamento dello stato, in particolare le caratteristiche del suo garante, identificato nel Presidente della Repubblica Italiana, del potere legislativo, di quello potere esecutivo e di quello potere giudiziario nonché degli enti locali e degli istituti a garanzia della Costituzione stessa.
Titolo I: Il Parlamento
Content:Il primo titolo, dall'articolo 55 all'82, riguarda il potere legislativo ed è suddiviso in due sezioni: "il Parlamento" e "la formazione delle leggi". File:Giuramento Mattarella Montecitorio.jpg: Per la struttura del Parlamento della Repubblica Italiana, la Costituzione ha previsto una forma a bicameralismo perfetto costituito da due Camere: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica (art. 55, comma 1). Per lo svolgimento di particolari incarichi previsti dalla carta costituzionale è previsto che si riunisca in seduta comune (art. 55, comma 2):.Secondo l'articolo 56, la Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto ed è costituita da 630 deputato eleggibili tra tutti gli elettori che nel giorno delle Elezione hanno compiuto i 25 anni di età:L'articolo successivo, il 57, afferma che il Senato della Repubblica è eletto a base regionale e il numero dei senatore elettivi viene fissato a 315:Quest'ultimi vengono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno" (art. 58): File:Enrico De Nicola.jpg: Questo perché i costituenti vollero dare al Senato quel ruolo di "Camera di riflessione" che deliberi sulle leggi già approvate dalla Camera dei deputati, l'"Assemblea nazionale" italiana. Inoltre, nel Senato siedono anche i Senatore a vita (ordinamento italiano), cittadini che, pur non essendo eletti, appartengono alla Camera alta perché ex Presidenti della Repubblica (senatori di diritto) o per altissimi meriti in ambito sociale, scientifico, artistico o letterario. Tali cittadini che non risiedono de jure sono nominati senatori dal Presidente della Repubblica in carica, e non possono essere più di cinque, sebbene sia esistita l'interpretazione dell'articolo 59 per cui il numero di cinque valga per ogni Presidente della Repubblica, interpretazione data da Pertini:.Entrambe le camere rimangono in carica per una durata di 5 anni (inizialmente per il senato erano 6), tale periodo prende il nome di "Legislatura (ordinamento italiano)" e non può essere prorogato se non per legge e soltanto in caso di guerra (art. 60). Tuttavia una legislatura può anche durare meno su decisione del Presidente della Repubblica che può "sciogliere le camere". Al termine della legislatura, lo stesso Capo dello Stato indice le elezioni, che hanno luogo entro settanta giorni, e fissa la data della prima riunione delle Camere; nel periodo tra la scadenza della legislatura e la formazione delle nuove Camere, la prorogatio, sono prorogati i poteri delle Camere precedenti, che però sono assai ridotti (limitati all'ordinaria amministrazione), essendo ormai scaduta la funzione rappresentativa del popolo. Bisogna notare che la Costituzione pone in essere un solo limite esplicito ai poteri delle camere in prorogatio: esse non possono procedere all'elezione del Presidente della Repubblica (art. 85.3 cost.). Si noti che la prorogatio scatta implicitamente e automaticamente il giorno dopo lo scioglimento delle Camere, mentre la proroga deve essere esplicitamente deliberata dalle Camere stesse..L'articolo 64 della Carta descrive invece l'ordinario svolgimento dei lavori parlamentari, prevedendo un particolare atto, un "Regolamento parlamentare (ordinamento italiano)", uno per ciascuna Camera, e che è adottato a maggioranza assoluta, con quindi più "difficoltà" di una legge ordinaria. Essa, infatti, è adottata a maggioranza semplice (il 50%+1 dei presenti). Le sedute sono pubbliche, e possono essere seguite dai cittadini recandosi direttamente nelle sedi parlamentari in Roma (Palazzo Montecitorio per la Camera, Palazzo Madama (Roma) per il Senato) o tramite altri strumenti di diffusione di massa. Il secondo comma dell'articolo 64 prevede che le Camere o il Parlamento in seduta comune possano deliberare di riunirsi in riunione segreta, ma, in periodo repubblicano, ciò non è mai avvenuto (per risalire a un precedente, bisogna tornare alle sedute della Camera dei deputati del 3 maggio 1866 e del 21 giugno 1917). File:Palazzo Montecitorio Rom 2009.jpg: Problemi di interpretazione ha invece dato il terzo comma dell'articolo 64, che recita: "Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale", ad esempio nel citato caso dei Regolamenti. La prima parte prevede il "quorum", il numero legale, alla sola presenza del quale l'Assemblea può dire di svolgere una funzione rappresentativa; la seconda invece specifica le modalità di determinazione della maggioranza, il numero minimo di voti che una proposta deve avere per essere approvata: il Regolamento della Camera intende per "presenti" i deputati che hanno votato "sì" o "no" a una proposta messa ai voti, mentre il Regolamento del Senato definisce "presenti" tutti i senatori che prendono parte alla votazione, includendo quindi anche gli astenuti: alla Camera, quindi, il deputato che intende astenersi deve prendere parte alla votazione e dichiarare di astenersi, mentre al Senato il senatore che veramente vuole astenersi deve uscire dall'Aula, o comunque non prendere parte alla votazione, nemmeno dichiarando di astenersi, perché in tal caso innalzerebbe la maggioranza, schierandosi così con i senatori che vogliono bocciare la proposta. Infine, l'ultimo comma di questo articolo dà diritto ai membri del Governo, anche non membri del Parlamento, non solo di assistere alle sedute (diritto che gli spetta in quanto semplice cittadino), ma anche di poter parlare nelle Camere a nome dell'Potere esecutivo.L'articolo 65 delega una legge a determinare i casi di ineleggibilità e incompatibilità con l'ufficio di membro del Parlamento (è questo un esempio scolastico di riserva di legge), ma specifica direttamente in Costituzione che nessuno può essere contemporaneamente deputato o senatore. Dal principio della separazione dei poteri deriva il diritto, che spetta alle Camere stesse, di Verifica dei poteri#Fondamento costituzionale dei loro membri ("autodichia"): tale giudizio è discusso da una Giunta ed eventualmente discusso dall'Assemblea plenaria. L'articolo 67 prevede che per i membri del parlamento non vi sia Mandato imperativo:Ciò significa che i parlamentari non sono vincolati al partito sotto il cui simbolo sono stati eletti, e possono passare da un estremo all'altro dell'Aula parlamentare: questo perché i cittadini non votano i partiti, ma i cittadini candidati a diventare parlamentari.. File:Palazzo Madama - Roma.jpg: L'articolo 68 della Costituzione prevede l'insindacabilità e l'Immunità (diritto)#Immunit.C3.A0 parlamentare.: in primo luogo, essi non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni, proprio per quel principio di rappresentanza della volontà popolare a essi rimessa. I successivi due commi sanciscono poi che se l'Magistratura italiana, nelle modalità previste dalla legge di Diritto processuale penale, intende procedere ad atti coercitivi nei confronti dei membri del Parlamento, tale richiesta debba essere approvata dalla Camera cui il parlamentare appartiene.. Questo perché in passato era capitato in altri Paesi e in altre epoche - il caso più famoso è quello della Guerra civile inglese - che membri del Parlamento fossero arrestati solo perché non amati dai giudici. I precedenti in cui l'autorizzazione fu concessa sono pochissimi, l'ultimo dei quali (al 2016) si è verificato nella seduta della Camera del 20 luglio 2011 per l'arresto del deputato Alfonso Papa.L'ultimo articolo della sezione, il 69, prevede l'indennità parlamentare, che non è un semplice "stipendio", come l'ufficio di parlamentare non è un semplice "mestiere": l'indennità è concessa per mettere in atto il diritto di tutti i cittadini a svolgere il mandato parlamentare, perché se l'indennità non esistesse solo chi gode già di un reddito sufficiente potrebbe svolgerlo, mentre chi ha invece bisogno di lavorare per avere uno stipendio non può, se non anche per motivi fisici, svolgere il mandato parlamentare (a titolo esemplificativo, questi soggetti dovrebbero andare a lavorare anziché recarsi alla seduta della Camera).La parte della Costituzione che va dall'articolo 70 all'82 è dedicato alla formazione della legge. Secondo i dettami costituzionali, la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (bicameralismo perfetto) entrambe le quali esaminano la proposta di legge in base ai propri regolamenti interni. La legge approvata viene promulgata dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione; tuttavia il Presidente può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione e se viene nuovamente approvata deve essere promulgata. In sede abrogativa, totale o parziale, il popolo sovrano ha a disposizione lo strumento del referendum, previsto dall'articolo 75, fatte salve alcune materie descritte nel medesimo articolo. La proposta referendaria è considerata approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
Titolo II: Il Presidente della Repubblica
Content:File:Presidente Mattarella.jpg: Il secondo titolo, dall'articolo 83 al 91, riguarda le modalità di elezione, i poteri e le responsabilità del presidente della Repubblica Italiana che l'ordinamento italiano identifica come Capo di Stato, garante dell'equilibrio dei poteri e che rappresenta l'unità nazionale (art. 87):Deve avere cittadinanza italiana, compiuto i 50 anni d'età e godere dei diritti civili e politici (art. 84). Viene eletto, a scrutinio segreto, dal Parlamento della Repubblica Italiana, integrato da rappresentanti delle Regione (Italia) con la maggioranza di 2/3 dell'Assemblea per le prime tre votazioni e a maggioranza assoluta in seguito. La carica ha una durata di sette anni ma può cessare prima per morte, impedimento, dimissione, decadenza per la perdita di uno dei requisiti di eleggibilità o destituzione (per reati di alto tradimento o attentato alla Costituzione).. Secondo l'articolo 89, tutti gli atti del Presidente devono essere controfirmati dal Ministro proponente o, nei casi previsti dalla Legge o se son atti legislativi, anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La controfirma, requisito di validità dell'atto, permette di togliere la responsabilità al Presidente dell'atto stesso, trasferendola sul Governo.. Oltre che dalla responsabilità politica, il Presidente è sollevato anche dalla responsabilità penale (salvo per i reati di alto tradimento e attentato alla Costituzione) negli atti e comportamenti esclusivamente riconducibili all'esercizio delle sue funzioni.. Per gli eventuali reati commessi al di fuori del suo ufficio, nonostante non vi sia nulla di esplicito a proposito nella Costituzionale, la giurisprudenza ritiene che sia comunque intoccabile per tutta la durata del mandato...Il Presidente nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su sua proposta, i Ministri. Inoltre, tranne che durante gli ultimi sei mesi del suo mandato, può procedere allo scioglimento anticipato delle camere. Questi compiti lo rendono un attore fondamentale nella soluzione delle Crisi di governo..Tra gli atti che formalmente spettano al Presidente ma che in sostanza sono governativi vi sono l'emanazione dei Decreto-legge, l'adozione dei decreti presidenziali (a cui appartengono i più importanti atti del Governo), la promulgazione delle leggi, la ratifica dei Trattato internazionale, la concessione della Grazia (diritto) e dell'indulto..Tra i poteri, sia formalmente sia sostanzialmente, conferiti al Presidente vi è la possibilità di inviare messaggi alle camere, la nomina di un terzo dei giudici della Corte costituzionale e di cinque Senatore a vita (ordinamento italiano), il rinvio delle leggi alle Camere. Infine, il Presidente ha il comando delle Forze armate italiane, presiede il consiglio supremo di difesa, presiede il Consiglio superiore della magistratura, conferisce onorificenze. Nel caso che il Presidente non fosse nelle condizioni di adempiere alle sue funzioni, esse vengono esercitate dal Presidente del Senato della Repubblica (art. 86).
Titolo III: Il Governo
Content:Il terzo titolo, dall'articolo 92 al 100, riguarda il potere esecutivo ed è suddiviso in tre sezioni: "il Consiglio dei Ministri", "la Pubblica Amministrazione", "gli organi ausiliari".Il Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana è un organo collegiale che costituisce il Governo della Repubblica Italiana e che, secondo l'articolo 92, è composto dal Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e dai Ministro della Repubblica Italiana: File:Sala del Consiglio dei Ministri (Palazzo Chigi, Roma).jpg: Esso esercita il potere esecutivo e costituisce una parte rilevante dell'attività di indirizzo politico. La Costituzione esclude che il Governo sia scelto formalmente dal corpo elettorale,. bensì, secondo l'articolo 92 la nomina del Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, dei ministri spetta al Presidente della Repubblica (vedi formazione del governo nella Repubblica Italiana), i quali davanti ad esso prestano giuramento (art. 93). Il Governo trae la sua legittimazione dalla "fiducia parlamentare" che è imprescindibile e deve essere chiesta entro dieci giorni dalla sua formazione, presentandosi in entrambe le due camere; la fiducia può essere revocata, anche da una sola camera, in qualsiasi momento (art. 94):La fiducia o la mozione di sfiducia deve essere votata per appello nominale in modo da dare responsabilità politica ai parlamentari che volessero sostenere o meno quel Governo. Nell'esperienza repubblicana, fino al 2016, nessun Governo è mai stato sfiduciato, in quanto si è più volte preferito, per opportunità politica, presentare dimissioni spontanee quando si fosse rilevata una mancanza di maggioranza parlamentare a sostegno.. L'attività del Governo successiva alle dimissioni è limitata al disbrigo degli affari correnti; solitamente il Presidente del Consiglio dimissionario emana apposite circolari per regolare i poteri. In seguito alla crisi di Governo, il Presidente della Repubblica avvia le consultazioni per la sua risoluzione..Per quanto riguarda i compiti e i poteri del Presidente del Consiglio dei ministri, l'articolo 95 recita:Il Governo deve dunque agire come un soggetto politicamente unitario. A tal fine vengono, appunto, attribuiti al Presidente del Consiglio, i poteri necessari per poter assicurare ciò.L'art. 95 rinvia alla legge sulla presidenza del consiglio dei ministri per una più dettagliata regolamentazione sul funzionamento del Governo: la legge in questione è la n.400/1988. Tale legge disciplina ulteriori strumenti che mirano a mantenere coeso il Governo ed unitario il suo indirizzo politico ed amministrativo, riforma la Presidenza de Consiglio dei ministri (ossia la struttura amministrativa messa a disposizione del Presidente del Consiglio per l'esercizio delle proprie funzioni), e istituisce varie figure di organi governativi non necessari.Il Governo rimane in carica fintantoché non si dimette, o per scelta spontanea o perché costretto per la mancanza o revoca della fiducia da parte di almeno una Camera. La bocciatura da parte di una Camera ad una proposta del Governo non comporta l'implicita sfiducia; tuttavia, anche se non è una pratica prevista espressamente dalla Costituzione, talvolta il governo è ricorso alla questione di fiducia a sostegno dei propri atti.L'articolo 97 e 98 sono dedicati alla pubblica amministrazione italiana e per la loro organizzazione si rimanda ad una riserva di legge mentre è stabilito che, salvo casi demandati sempre alla legge, agli incarichi vi si acceda per concorso pubblico. La legge costituzionale 20 aprile 2012 n. 1 ha introdotto il principio del Pareggio di bilancio in Costituzione.AA.VV., Dalla crisi economica al pareggio di bilancio: prospettive, percorsi e responsabilità, Giuffrè, Milano, 2013.I successivi due articoli descrivono invece alcuni degli organi di rilievo costituzionale come il Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro, il Consiglio di Stato della Repubblica Italiana e la Corte dei conti (ordinamento italiano).
Titolo IV: la magistratura
Content:File:Palazzo spada1.jpg: Il quarto titolo, dall'articolo 101 al 113, riguarda il potere giudiziario ed è suddiviso in due sezioni: "ordinamento giurisdizionale", "norme sulla giurisdizione".Con l'articolo 101, la Costituzione sancisce due principi fondamentali: che "la giustizia è amministrata in nome del popolo", marcando una profonda differenza con il passato (come lo Statuto Albertino) in cui era amministrata in "nome del Re", e che "i giudici sono soggetti soltanto alla legge" ribadendo così la separazione dei poteri e costituendo un collegamento tra il giudice (carica non elettiva e non politica) e la sovranità popolare:.L'articolo 103 descrive sommariamente le funzioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e del tribunale militare, rimandando con riserva di legge la disciplina più accurata di questi istituti:La Costituzione, inoltre prevede forti garanzie a favore dell'indipendenza dei giudici asserendo (art. 104) che la magistratura sia autonoma e vietando ingerenze da ogni altro potere:Per ottenere questo è stato previsto che tutti gli atti che regolamentano l'ordinamento giudiziario come assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari, siano demandati esclusivamente al Consiglio superiore della magistratura i cui membri sono per i 2/3 eletti dai magistrati ordinari e per i rimanenti dal Parlamento in seduta comune.. Sempre a maggior garanzia dell'indipendenza dei magistrati, con l'articolo 106 si obbliga che essi siano nominati a seguito di un concorso.L'articolo 111 descrive i principi del giusto Processo (diritto) a cui si rimanda comunque alla legge per i particolari; rimangono comunque le linee generali come: il contraddittorio e la condizione di parità tra le parti, la presenza di un giudice terzo ed imparziale, una durata dello stesso ragionevole e ulteriori istituti a garanzia dei diritti dell'accusato in un processo penale:
Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni
Content:File:Consiglio Superiore della Magistratura.jpg: Il quinto titolo, dall'articolo 114 al 133, riguarda le norme relative ai governi locali. Questa parte risulta molto articolata ed è stata oggetto di una profonda revisione con le leggi costituzionali del 1999 e del 2001. Originariamente veniva ripartita in Regione amministrativa, Provincia (Italia) e Comune a cui, dal 2001, si sono aggiunte le Città metropolitane dItalia:Tra le regioni, secondo l'articolo 116, il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e la Valle dAosta, godono di particolari forme di autonomia garantite dai loro Regione italiana a statuto speciale.Il rapporto tra stato-regioni e dunque le materie di legislazione esclusiva statale o concorrenti tra lo stato e le regioni, in cui la podestà legislativa spetta comunque a queste ultime, sono elencate nell'articolo 117. La legge dello stato deve individuare le funzioni che possono essere attribuite ai comuni, alle province e alle città metropolitane, quest'ultimi potranno così regolamentare l'organizzazione e lo svolgimento di tali funzioni.. File:Regioni of Italy with official names color.png: L'articolo 119 originale si preoccupava di descrivere l'autonomia finanziaria delle regioni. Prima della riforma del 1996, l'interpretazione della giurisprudenza costituzionale ha previsto che il finanziamento delle regioni avvenisse in una sorta di trasferimento di mezzi finanziari tra lo stato e le regioni con decisione prevalentemente demandata al primo.. Dal 1996, si è mutato indirizzo, culminato con la legge costituzionale n. 3 del 2001 in cui si è introdotto il cosiddetto "federalismo fiscale" in cui si è provveduto a concedere agli enti locali autonomia finanziaria di entrata e di spesa e di dotarli di risorse autonome. La legge dello stato determina comunque i principi fondamentali del patrimonio di tali enti i cui possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare particolari investimenti e dopo avere definito piani di ammortamento. Lo stato non può intervenire a garanzia dei prestiti ottenuti..In caso di contrasti di competenza tra lo stato e le regioni, la Corte costituzionale della Repubblica Italiana è incaricata di risolvere la questione. Infatti, con l'articolo 127, si stabilisce che il Governo "può promuovere la questione di legittimità costituzionale" inerente ad una legge regionale che ritiene ecceda dalle competenze delle Regioni, dinnanzi a questa corte. Altresì, una regione può promuovere la stessa azione quando ritiene che una legge o un atto avente forza di legge dello Stato o di un'altra Regione "leda la sua sfera di influenza".L'articolo 120 pone alcune limitazioni all'autonomia delle Regioni vietandogli l'istituzione di Dazio o di provvedimenti che ostacolino la circolazione di persone o cose tra le Regioni, nonché limitare in qualsiasi modo il diritto del lavoro. In casi specifici individuati nell'articolo 120, al Governo è data la possibilità di sostituirsi agli enti locali, demandando alla legge le "procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione"..Dall'articolo 121 all'articolo 123, la Costituzione descrive l'organizzazione della Regione, individuandone gli organi che sono: il Consiglio regionale (Italia), la Giunta regionale e il Presidente della giunta regionale, quest'ultimo incaricato di dirigere la politica della Giunta e le funzioni amministrative delegate dallo stato. La disciplina dell'elezione dei precedenti organi è demandata alla legge regionale (nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalla legge dello Stato). Le Regioni sono organizzate secondo uno Regione italiana a statuto ordinario (armonizzato con la Costituzione) che viene disciplinato dall'articolo 123.Tutte le autonomie regionali descritte non devono, comunque, far pensare ad una tendenza ad una netta separazione tra Stato e Regioni, ma bensì ad un decentramento del potere coordinato ed equilibrato con gli interessi statali in ossequi con l'art 5 della Costituzione che prevede l'indivisibilità della Repubblica..
Titolo VI: Garanzie Costituzionali
Content:Il sesto titolo, dall'articolo 134 al 139, riguarda le garanzie poste per preservare la stessa Costituzione ed è suddiviso in due sezioni: "La Corte costituzionale" e "Revisione della Costituzione - Leggi costituzionali."La Costituzione si caratterizza per un organo di garanzia esterno all'organo di produzione legislativa e al circuito democratico individuato nell'istituzione della Corte costituzionale della Repubblica Italiana.Fulco Lanchester LA COSTITUZIONE DEL 1948 E L'ORGANO DI GARANZIA ESTERNO, IL POLITICO (Univ. Pavia, Italy), 2009, anno LXXIV, n. 3, pp. 51-66. Essendo essa un organo di garanzia esterno, non può essere espressione della maggioranza e dunque non ha una legittimazione derivante dalla rappresentanza del corpo elettorale.. È composta da 15 giudici, di cui 5 eletti dal Parlamento in seduta comune (la cui scelta generalmente è di matrice politica), 5 nominati dal Presidente della repubblica (solitamente scelti con lo scopo di assicurare una certo equilibrio tra le correnti del pensiero), tre sono eletti dai magistrati di corte di cassazione, uno dal Consiglio di Stato e uno dalla corte dei conti; la scelta di quest'ultimi garantisce un collegamento tra il potere giudiziario e la Corte. Tutti i membri vengono scelti, secondo l'articolo 135, tra i "magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d’esercizio".. Il funzionamento della Corte è stato disciplinato dalla legge costituzionale 2 del 1967, in cui tra l'altro si è stabilito che rimangono in carica 9 anni, che il Presidente è eletto in seno ad essa e da parte degli stessi appartenenti, che si riunisce in udienza pubblica o in camera di consiglio e che si pronuncia mediante sentenze o ordinanze.. File:Constitutional.court.of.italy.in.rome.2.arp.jpg: Oltre che per la risoluzione dei conflitti tra Stato e Regioni e tra Regioni e Regioni, con la legge costituzionale 1 del 1948 si è stabilito che la Corte può essere chiamata ad un giudizio in via incidentale quando, nel corso di un procedimento giudiziale, ad un giudice sorge un dubbio di costituzionalità di una norma e dunque interrompe il processo rimettendo così alla Corte la questione di legittimità costituzionale... Con questo, i costituenti (ed in particolare i membri appartenenti all'area Partito Comunista Italiano) hanno voluto evitare che un singolo cittadino potesse impugnare un atto del Parlamento legittimato come rappresentante del popolo.. Secondo l'articolo 136, "quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione".. Infine, la Corte costituzionale viene chiamata ad esprimersi nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, coadiuvata da sedici cittadini tratti a sorte tra coloro con i requisiti per l’eleggibilità a senatore,. e sull'ammissibilità del referendum..Secondo la procedura prevista dall'articolo 138 della Costituzione per l'adozione delle leggi di revisione o riforma della Costituzione e per le altre legge costituzionale sono necessarie due deliberazioni di entrambe le camere ad un intervallo non minore di tre mesi e a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna di queste nella seconda votazione:Le modifiche al testo della Costituzione non devono comunque compromettere lo spirito repubblicano e gli ideali sui quali essa si fonda (art. 139):La dottrina prevalente e la giurisprudenza (Corte Cost. 1146/1988, Corte Cost. 366/1991) ritiene che i principi fondamentali (art. dall'1 al 12) e quelli ad essi collegati siano una base irrinunciabile per lo spirito repubblicano su cui la Costituzione si fonda e che costituiscano parte integrante della forma repubblicana. Per questo motivo non possono essere modificati (vedi limiti alla revisione costituzionale). La forma repubblicana è sottratta non solo all'abolizione (che avverrebbe in caso di restaurazione della monarchia), bensì anche alla revisione. L'art. 1 definisce l'Italia una repubblica democratica fondata sul lavoro e riassume le caratteristiche essenziali della forma repubblicana. Non è solo il nome di repubblica ad essere sottratto alla revisione ma tutto l'insieme dei principi che concorrono a formare la forma repubblicana delineata dall'art. 1. Per questo, le caratteristiche essenziali della forma repubblicana non possono essere modificate.Nel caso in cui la legge costituzionale sia stata approvata con una maggioranza inferiore dei due terzi dei componenti in una o in entrambe le camere, se entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali, la legge è sottoposta a referendum e non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.La maggioranza delle revisioni significative ha riguardato la seconda parte della carta costituzionale.
Disposizioni transitorie e finali
Content:La Costituzione della Repubblica Italiana contiene una serie di diciotto Disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana inserite con l'intento di gestire il passaggio dal precedente ordinamento a quello repubblicano. Esse hanno carattere di eccezionalità, ovvero una volta raggiunto il loro scopo non sono atte a ripetersi.Tra le principali ci sono: @an0:XII@an0:Proprietà dello Stato
Leggi costituzionali
Content:File:SchemaLeggiCostituzionali.png: Il testo originario della Costituzione, nel corso della storia, ha subito alcune revisioni o emendamenti. Per revisioni costituzionali in senso più ampio, riferite alla configurazione dei poteri contenuta nella parte II della Costituzione, la dottrina giuridica avanzò proposteArmaroli Paolo, La Costituzione, trent' anni dopo, in Diritto e società, 1978 fasc. 3, pp. 593 - 599. che nel tempo furono convogliate nei lavori di apposite commissioni bicamerali, che però non portarono a nessun esito.Nel primo cinquantennio di vita della Costituzione italiana sono state approvate venticinque leggi costituzionali o di revisione costituzionale, in gran parte finalizzate alla consolidazione di alcune istituzioni o per aggiornare alcune norme alle nuove esigenze della vita politica e civile. A queste si aggiungono tre atti dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana che hanno a loro volta rango di legge costituzionale, poiché il decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946, da intendere come una «costituzione provvisoria», Cit. da attribuiva e riservava all'Assemblea la materia costituzionale, oltreché elettorale e di approvazione dei trattati internazionali. Tra le più significative approvate nel periodo 1948-98 vi è la L. Cost. 1/1953s:L.cost. 11 marzo 1953, n. 1 - Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionale. in cui vengono integrate alcune norme riguardanti la Corte costituzionale; la L. Cost. 2/1963s:L.cost. 9 febbraio 1963, n. 2 - Modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione. con la quale si regola l'elezione delle camere e la durata della legislatura; la L. Cost. 2/1967s:L.cost. 22 novembre 1967, n. 2 - Modificazioni dellarticolo 135 della Costituzione e disposizioni sulla Corte costituzionale. riguardante norme sulla composizione del collegio dei giudici costituzionali; la L. Cost. 1/1989s:L.cost. 16 gennaio 1989, n. 1 - Modifiche degli articoli 96, 134 e 135 della Costituzione e della L.cost. 11 marzo 1953, n. 1, e norme in materia di procedimenti per i reati di cui allarticolo 96 della Costituzione. sulla responsabilità penale dei ministri; la L. Cost. 3/1993s:L.cost. 6 agosto 1993, n. 1 - Funzioni della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali e disciplina del procedimento di revisione costituzionale. che regola l'immunità parlamentare. Con la legge costituzionale 23 ottobre 2002 venne stabilito che i commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione, relativi al divieto per i discendenti maschi di Casa Savoia di soggiornare in Italia e partecipare alla vita pubblica del paese, esaurivano i loro effetti.s:L.cost. 23 ottobre 2002, n. 1 - Legge costituzionale per la cessazione degli effetti dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione.A partire dalla XIII legislatura, si è assistito ad una nuova inclinazione verso un "revisionismo costituzionale" caratterizzato da alcune proposte più ampie ed articolate di riforma della CostituzioneF. Teresi, La strategia delle riforme. Le riforme istituzionali in Italia tra governabilità, partecipazione e trasparenza, Torino, Giappichelli, 1996.. Tuttavia non sono mancante delle revisioni più dettagliate come, a titolo di esempio, l'inserimento del principio delle pari opportunità (L. Cost. 1/2003s:L.cost. 30 maggio 2003, n. 1 - Modifica dellart. 51 della Costituzione.) e l'abolizione della pena di morte (L. Cost. 1/2007s:L.cost. 2 ottobre 2007, n. 1 - Modifica allarticolo 27 della Costituzione, concernente labolizione della pena di morte.). Di seguito, invece, sono trattate le revisioni più consistenti tra quelle approvate o, solamente, proposte.
La revisione costituzionale del 2001
Content:Il Parlamento italiano, quasi alla conclusione della XIII legislatura della Repubblica Italiana, ha approvato una rilevante modifica della Costituzione modificando 9 articoli della stessa, tutti contenuti all'interno del Titolo V della Seconda parte, relativo all'ordinamento territoriale italiano. La legge di revisione , in prima istanza rovesciando l'ordine di preminenza nella formazione delle leggi disposto dall'articolo 117: se prima venivano elencate le materie in cui le Regioni avevano potere di legiferare (in via concorrenziale) ed era lasciata allo Stato la competenza su tutto il resto, ora vengono elencate le materie di competenza esclusiva dello Stato, nonché alcune materie di competenza concorrente dello Stato e delle Regioni, mentre viene lasciata alle Regioni la competenza generale o "residuale" (cosiddetto federalismo legislativo).Altri effetti della riforma sono:@an0:Senato federale Questa riforma, realizzata dall'LUlivo sulla base di un testo approvato da maggioranza e opposizione nella Commissione bicamerale per le riforme istituzionali presieduta dall'onorevole Massimo DAlema, non è stata appoggiata dal quorum dei 2/3 del Parlamento: ciò ha permesso l'indizione di un referendum per chiederne all'elettorato l'approvazione o la bocciatura. Attraverso il voto popolare del Referendum costituzionale del 2001 in Italia, svoltosi il 7 ottobre 2001, il 64,20% dei votanti (34,10% di affluenza) ha espresso la volontà di confermare la riforma, entrata poi in vigore l'8 novembre 2001.
Il progetto di revisione costituzionale del 2005-2006
Content:File:1454RomaPalazzoChigi.jpg: Il Parlamento italiano aveva approvato, sulla base di quattro saggi elaborati nella località di Lorenzago di Cadore da esponenti della maggioranza di governo,Carlo Fusaro, PER UNA STORIA DELLE RIFORME ISTITUZIONALI (1948-2015), Rivista Trimestrale di Diritto Pubblico, fasc.2, 2015, pag. 431. una rilevante modifica delle disposizioni della Costituzione (una cinquantina di articoli erano modificati da tale legge). Qualora tale riforma fosse entrata in vigore, si sarebbe prospettata la nascita di una Stato federale con un esecutivo nettamente più forte. Tra le principali disposizioni di tale (fallita) riforma costituzionale si possono citare in modo non esaustivo le seguenti: @an0:sistema monocamerale@an0:La figura del presidente della Repubblica nel d.d.l. costituzionale@an0:Corte costituzionale@an0:Corte costituzionale@an0:Città Metropolitane Tale riforma, proposta dalla Casa delle Libertà, suscitò vivaci discussioni, sia nel mondo politico che nella società civile.La legge era stata approvata a maggioranza assoluta e, successivamente, fu richiesto un referendum confermativo da tutti e tre i diversi soggetti abilitati a farlo (almeno un quinto dei membri di una Camera, cinquecentomila elettori, cinque consigli regionali) per chiedere all'elettorato la conferma o il rigetto di tale riforma. Attraverso il voto popolare del Referendum costituzionale del 2006 in Italia, svoltosi il 25-26 giugno 2006, il 61,70% dei votanti (53,70% di affluenza) espresse la volontà di impedire l'entrata in vigore della riforma, votando .
La revisione costituzionale del 2012 sul pareggio di bilancio
Content:File:Palazzo Finanze.jpg: La legge costituzionale 20 aprile 2012 n. 1 ha introdotto nella nostra Costituzione il principio del pareggio di bilancio. La riforma ha prodotto i suoi effetti a decorrere dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014.Non si è fatto ricorso al referendum confermativo, previsto dall'art. 138 della Costituzione, in quanto in seconda lettura sia alla Camera dei Deputati sia al Senato della Repubblica è stata raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti.La modifica più rilevante si riscontra nella nuova formulazione dell'art. 81:Soltanto “al verificarsi di eventi eccezionali” cioè “gravi recessioni economiche, crisi finanziarie e gravi calamità naturali” e soltanto previa autorizzazione delle Camere a maggioranza assoluta è possibile il ricorso all'indebitamento.L'obbligo di decisione a maggioranza assoluta sottrae la disponibilità del ricorso all'indebitamento come fondamentale strumento di politica economica a qualunque maggioranza politica, a qualunque governo, richiedendo il necessario coinvolgimento di parte delle opposizioni anche solo per sfruttare gli effetti di una congiuntura economica particolarmente favorevole. La riforma costituzionale rafforza la centralità dello Stato nel sistema di finanza pubblica riducendo l'ambito di autonomia delle Regioni e degli Enti Locali oggi prevista dal Titolo V della Costituzione.Le Regioni non potranno più facilmente ricorrere alla Corte costituzionale per vedere tutelata la propria autonomia finanziaria rispetto alle disposizioni anche di dettaglio previste dalle norme statali.Carlo Rapicavoli, La riforma costituzionale sul pareggio di bilancio, su filodiritto.com, 2012
Il progetto di revisione del 2014-2016
Content:Durante la XVII legislatura della Repubblica Italiana il Parlamento ha approvato un'Riforma costituzionale Renzi-Boschi della seconda parte della Costituzione che prevedeva «il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». Il 4 dicembre 2016 tale riforma è stata respinta tramite referendum, con il 59,12% di voti contrari.
Note
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Esplicative
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Bibliografiche
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Bibliografia
Content:autore:Giangiulio Ambrosinititolo:La Costituzione spiegata a mia figliaeditore:Einaudi Scuolacittà:Torinoanno:2004ISBN:978-88-286-0897-4autore:Michele Ainistitolo:Piccolo Codice Costituzionaleedizione:VII edizioneeditore:LED Edizioni Universitariecittà:Milanoanno:2011ISBN:978-88-7916-480-1autore:Mario Ascherititolo:Introduzione storica al diritto moderno e contemporaneocittà:Torinoanno:2008editore:Giappichellicid:Ascheri, 2008ISBN:978-88-348-8254-2autore:Ernesto Bettinellititolo:La Costituzione della Repubblica Italiana – Un classico giuridicoeditore:Rizzoliopera:collana BUR& – Biblioteca Universale Rizzolicittà:Milanoanno:2006ISBN:978-88-17-00962-1autore:Roberto Bintitolo:Capire la Costituzioneeditore:Editori Laterzacittà:Barianno:2002ISBN:978-88-420-6636-1autore:Roberto Binautore2:Giovanni Pitruzzellatitolo:Diritto Costituzionaleeditore:Giappichelli Editorecittà:Torinoanno:2007edizione:ottava edizionecid:Bin & Pitruzzella, 2007ISBN:978-88-348-7650-3cognome:Bortolaninome:Carlotitolo:La Costituzione della Repubblica Italianaeditore:Famiglia Cristianaanno:1986mese:ottobrecid:Bortolanicuratore:Carlo Casonatotitolo:Lezioni sui princìpi fondamentali della Costituzioneeditore:Giappichelli Editorecittà:Torinoanno:2010ISBN:978-88-348-9761-4autore:Carlo Ghisalbertititolo:Storia costituzionale d'Italia: 1848-1948editore:Laterzaanno:1991cid:Ghisalberti, 1991ISBN:978-88-420-1921-3autore:Valerio Onida, Maurizio Pedrazza Gorlerotitolo:Compendio di diritto costituzionaleeditore:GiuffrèISBN:978-88-14-17193-2cid:Onida & Gorlero, 2011anno:2011autore:Valerio Onidatitolo:La Costituzioneeditore:Il Mulinocittà:Bolognaanno:2004ISBN:978-88-15-11802-8autore:Andrea Pisaneschititolo:Diritto costituzionaleeditore:Giappichelli Editoreanno:2016isbn:978-88-921-0506-5cid:Pisaneschi, 2016autore:Roberto Ruffillititolo:Quel primo compromesso. I contrasti e le mediazioni all'origine della Repubblicaeditore:Il Mulinodata:1, gennaio-febbraio 1988pp:99–112autore:Giovanni Sartorititolo:Ingegneria costituzionale comparata. Strutture, incentivi ed esitieditore:Il Mulinocittà:Bolognaanno:2004ISBN:978-88-15-09636-4cognome:Villanome:Claudiotitolo:I simboli della Repubblica: la bandiera tricolore, il canto degli italiani, l'emblemaanno:2010editore:Comune di Vanzagocittà:<empty>sbn:IT\ICCU\LO1\1355389cid:Villa, 2010
Voci correlate
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Collegamenti esterni
Content:tipo:costituzioneautore:<empty>url: http://www.quirinale.it/allegati_statici/costituzione/costituzione.pdftitolo:Costituzione della Repubblica Italianaeditore:Presidente della Repubblica Italianaurl: http://www.senato.it/istituzione/29375/articolato.htmtitolo:Costituzione della Repubblica Italianaeditore:Senato della Repubblicaurl: http://www.camera.it/38?conoscerelacamera=28titolo:Costituzione della Repubblica Italianaeditore:Camera dei deputatiurl: http://www.governo.it/costituzione-italiana/principi-fondamentali/2839titolo:Costituzione della Repubblica Italianaeditore:Governo della Repubblica Italianaurl: http://www.youtube.com/watch?v=XUNOOms7oLMtitolo:Filmato della firma della Costituzione, dall'archivio Luce Cinecittàurl: http://costituzione.parlamento.it/titolo:Piattaforma didattica sulla Costituzione italianaeditore:Parlamento della Repubblica Italianaaccesso:18 maggio 2008@an0:http://www.classicistranieri.com/costituzione-della-repubblica-italiana-audiobook-mp3-lettura-di-valerio-di-stefano.html@an1:Audiolettura MP3 della Costituzione@an0:http://www.nascitacostituzione.it/@an1:Archivio delle discussioni fra i membri della Costituente Categoria:Fonti del diritto Categoria:Storia delle relazioni tra Santa Sede e Stato italiano Categoria:Diritto costituzionale italiano Categoria:Costituzione della Repubblica Italiana Categoria:Assemblea Costituente della Repubblica Italiana

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Presidenza della Repubblica ItalianaLegge fondamentaleACDemocrazia CristianaPartito Socialista Italiano di Unità ProletariaPartito Comunista ItalianoPartito Liberale ItalianoFronte dellUomo QualunquePartito Repubblicano ItalianoBlocco Nazionale della LibertàPartito Democratico del LavoroPartito dAzioneMovimento per lIndipendenza della SiciliaConcentrazione Democratica RepubblicanaPartito Sardo dAzione1947Enrico De Nicolalegge fondamentaleStato italianoUgo De Siervogerarchia delle fontiordinamento giuridicorigidaAssemblea Costituente1947promulgatacapo provvisorio dello StatoEnrico De NicolaGazzetta Ufficiale1948disposizioni transitorie e finaliIstituto Poligrafico e Zecca dello StatoPresidenza della Repubblica ItalianaCostituzione del Regno di Napoli del 1848: PalermoParlamentoRegno di SiciliaborbonicoCostituzione siciliana del 1812Camera dei comuniCamera dei Pari1816Regno delle Due SicilieNicolò Palmieri1848primavera dei popolinapoletanoStato della ChiesasicilianofrancesealbertinoSeconda Repubblica franceseCostituzionelibertà di parolastampaStatuto dello Stato della Chiesareligione cattolicaStato della Chiesapontificiabicamerale perfettoWikisourcethumb|Lo Statuto albertinoRegno di SardegnaStatuto albertinoCarlo Alberto di Savoiaregno dItaliaguerre dindipendenzanacque1861Vittorio Emanuele IIre di Sardegnasuccessorire dItaliaRegno dItalia - Legge 17 marzo 1861 - testo della leggeregno longobardoregno napoleonicomonarchia costituzionalelegge salicamonarchia parlamentareStatopotere esecutivopromulgazioneConsiglio dei ministripotere legislativoWikisourceParlamentoSenato del RegnoCamera dei deputatipotere giudiziariograziadiritto di votolicenza scolastica elementarelegge del 30 giugno 1912 n. 666servizio militareprima guerra mondialesuffragio universalecattolicesimoSanta Sedequestione romanagran consiglio del fascismo durante la seduta del 9 maggio 1936, in cui fu proclamato l'Impero.: prima guerra mondialecostituzionalismoSeconda Repubblica SpagnolaRepubblica di Weimarfascismoregime autoritarioCamera dei fasci e delle corporazionipartito unicoStatuto albertinoChiesa cattolicaPatti Lateranensi25 luglio 1943Benito MussoliniVittorio Emanuele IIIPietro Badoglioregime transitorioComitato di Liberazione NazionaleStatuto albertinoluogotenente del regnoAssemblea CostituenteDecreto-legge luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151 - Assemblea per la nuova costituzione dello Stato, giuramento dei membri del governo e facoltà del governo di emanare norme giuridichegoverno Bonomi (2°)Governo Bonomi IIIPiero Calamandrei1946nascita della Repubblica ItalianaD.L.L. 16 marzo 1946, n. 98 - Integrazioni e modifiche al decreto-legge luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151 relativo allAssemblea per la nuova Costituzione dello Stato, al giuramento dei membri del governo ed alla facoltà del governo di emanare norme giuridichegoverno De Gasperi (1°)seconda guerra mondialereferendumAssemblea Costituenteprovincia di Bolzanoseggicollegi elettoraliLa distribuzione dei seggiLa distribuzione dei seggi nellAssemblea Costituente. Legenda:Partito Comunista ItalianoPartito Socialista Italiano di Unità ProletariaPartito dAzionePartito Repubblicano ItalianoMovimento per lIndipendenza della SiciliaPartito Sardo dAzioneDemocrazia CristianaUnione Democratica NazionaleBlocco Nazionale della LibertàFronte dellUomo QualunqueComitato di Liberazione NazionaleDemocrazia CristianaPartito SocialistaPartito ComunistaUnione Democratica NazionalePartito RepubblicanoPartito dAzioneResistenzaUomo qualunqueBlocco Nazionale della Libertàelezioni per lAssemblea Costituente del 1946Partito Democratico ItalianoConcentrazione Nazionale Democratica LiberaleMinistero dellinternoPartito Liberale ItalianoFronte dellUomo QualunquePartito Nazionale MonarchicoEnrico De NicolaCommissione per la CostituzioneUmberto TupiniUmberto TerraciniGustavo GhidiniGiorgio La Piraatomistarousseauianahegelianolegge costituzionale 1/1953legge ordinariaCorte costituzionale della Repubblica ItalianaConsiglio Superiore della Magistraturareferendumdivorzioriforma del diritto di famigliasullo scioperopatti lateranensifonte del dirittonorme giuridicherigidalegge ordinarialegislatoreemendamentiCorte costituzionaleConsiglio superiore della magistraturaRegioniFriuli-Venezia Giulia1963referendumEnrico De Nicolapalazzo GiustinianiAlcide De GasperiFrancesco CosentinoGiuseppe GrassiUmberto Terracini, presidente della Costituente: civil lawcommon lawRegno UnitoCostituzioneMagna CartaAct of SettlementPetition of RightBill of RightsCorte costituzionalelimiti alla revisione costituzionalefonti del dirittolegislatoresecondo conflitto mondialesovranità popolaresindacatipartiti politicipotere esecutivoOrdine del giornoPerassiGiuliano AmatopartitigovernoParlamentopresidente del ConsiglioPatti LateranensiguerraarticolicommiPrincipi fondamentaliDiritti e Doveri dei cittadiniOrdinamento della RepubblicaDisposizioni transitorie e finaliGiorgio La PiraPiero CalamandreimagistraturaAldo MoroCorte costituzionaleOrganizzazione delle Nazioni Unitediritti inviolabilidichiarazione universale dei diritti umani promulgata dallONU il 10 dicembre 1948.liberalegiusnaturalistadiritti inviolabilidichiarazione universale dei diritti umaniOrganizzazione delle Nazioni UniteStatolaicitàChiesa cattolicademocristianiconfessioni religiosedemocraticipluralismominoranze linguisticheconfessioni religioseassociazionisindacatipartiti politiciLItalia è una Repubblica democratica, fondata sul lavorolavorostato liberaleproprietànorma giuridicaprincipiominiatura|Mappa dei comuni (delimitati da bordi bianchi) e regioni italiane (bordi neri)collettività territorialiComuniProvinceCittà metropolitaneRegioniautonomiapoliticanazifascistaStato liberaledittaturaeconomiadiritto internazionalesovranitàNATOstato di guerradue cameregovernolegislaturapena di morte in Italiacodice penale militare di guerraergastolotribunali militariminiatura||normal La bandiera dItaliadiritto dellUnione europeaUnione europeaCorte costituzionalebandiera nazionale 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Italianabicameralismo perfettoCamera dei deputatiSenato della Repubblicasuffragio universaledeputatielezionisenatoriEnrico De NicolaSenato del Regno dItalia, che erano di nomina regia, avevano tutti un mandato a vita: senatori a vitaCamera altalegislaturaprorogatioRegolamento parlamentarePalazzo MontecitorioPalazzo MadamaPalazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.: quorumGovernoEsecutivoriserva di leggeseparazione dei poterigiudicare i titoli di ammissibilitàvincolo di mandatoPalazzo MadamaPalazzo Madama, sede del Senato: immunità parlamentareAutorità giudiziariaprocedura penalePrima rivoluzione ingleseAlfonso Papaindennità parlamentareredditoleggebicameralismo perfettoreferendumSergio Mattarellapresidente della Repubblica Italiana.: presidente della Repubblica Italianacapo dello Statounità nazionalecittadinanza italianaParlamento in seduta comuneRegionicrisi di Governodecreti leggetrattati internazionaligraziaindultosenatori a vitaforze armateconsiglio supremo di 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fiscaleCorte costituzionaledaziprincipio di sussidiarietàConsiglio regionaleGiunta regionalePresidentelegge regionalestatuto regionaleCorte costituzionale della Repubblica ItalianaFulco LanchestercassazioneConsiglio di Statocorte dei contiPalazzo della ConsultaCorte costituzionale della Repubblica Italiana.: comunistareferendumleggi costituzionalilimiti alla revisione costituzionalereferendumdisposizioni transitorie e finaliEnrico De NicolaPartito Nazionale FascistaXIIProprietà dello StatoCasa Savoiap. 321.: Assemblea costituentedecreto legislativo luogotenenzialePaolo BarileUgo De SiervoL.cost. 11 marzo 1953, n. 1 - Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionaleL.cost. 9 febbraio 1963, n. 2 - Modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della CostituzioneL.cost. 22 novembre 1967, n. 2 - Modificazioni dellarticolo 135 della Costituzione e disposizioni sulla Corte costituzionaleL.cost. 16 gennaio 1989, n. 1 - Modifiche degli articoli 96, 134 e 135 della Costituzione e della L.cost. 11 marzo 1953, n. 1, e norme in materia di procedimenti per i reati di cui allarticolo 96 della CostituzioneL.cost. 6 agosto 1993, n. 1 - Funzioni della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali e disciplina del procedimento di revisione costituzionaleCasa SavoiaL.cost. 23 ottobre 2002, n. 1 - Legge costituzionale per la cessazione degli effetti dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della CostituzioneL.cost. 30 maggio 2003, n. 1 - Modifica dellart. 51 della Costituzionepena di morteL.cost. 2 ottobre 2007, n. 1 - Modifica allarticolo 27 della Costituzione, concernente labolizione della pena di morteXIII LegislaturaItaliaRepubblica federaleLorenza Carlassarefederalismo fiscaleConsiglio delle autonomie localiSenato federaleUlivoDAlemareferendum20012001Palazzo ChigiGoverno della Repubblica Italianapresidente del Consiglio dei ministripresidente del Consiglio dei ministri: Lorenzago di CadoreRepubblica federalesistema monocameralesistema parlamentarepremieratoprimo ministro2001Corte costituzionaleCorte costituzionaleCittà MetropolitaneCasa delle Libertàreferendum2006Palazzo delle FinanzeMinistero delleconomia e delle finanzeRagioneria generale dello StatoFile:Palazzo Finanze.jpg: XVII legislaturaampia riformabicameralismo paritarioCNELGazzetta Ufficiale della Repubblica ItalianareferendumMario AscheriGiovanni PitruzzellaFamiglia CristianaCarlo GhisalbertiValerio OnidaRoberto RuffilliGiovanni SartoriArticolo 1 della Costituzione italianaAssemblea Costituente della Repubblica ItalianaCommissione per la CostituzioneNascita della Repubblica ItalianaSistema politico della Repubblica ItalianaStatuto AlbertinoWikisourceCostituzione della Repubblica ItalianaPresidenza della RepubblicaSenato della RepubblicaCamera dei deputatiGoverno della Repubblica ItalianaParlamento ItalianoCategoria:Fonti del dirittoCategoria:Storia delle relazioni tra Santa Sede e Stato italianoCategoria:Diritto costituzionale italianoCategoria:Costituzione della Repubblica ItalianaCategoria:Assemblea Costituente della Repubblica ItalianaItalia

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