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Fabrizio De André
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Abstract

File:De André Signature.svg Considerato da gran parte della critica uno dei piu grandi se non il piu grande cantautore italiano Fernanda Pivano, The Beat Goes On, Mondadori 2004Andrea Gallo, Vauro Senesi, Sopra ogni cosa, Piemme, 2014 ISBN 978-88-566-2458-8; cfr. quarta di copertina è conosciuto anche con l'appellativo di Faber che gli dette l'amico Paolo Villaggio, con riferimento alla sua predilezione per i pastelli e le matite della Faber-Castell, oltre che per l'assonanza con il suo nome.Riccardo Bertoncelli (a cura di), Belin, sei sicuro?, cit., p. 44In quasi quarant'anni di attività artistica, De André ha inciso quattordici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in antologie. Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di Emarginazione, Ribellione e Prostituzione, e sono considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie,Riccardo Bertoncelli (a cura di), Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, Firenze, Giunti, 2003, pp. 16-18. tanto da essere inserite in varie antologia già dai primi anni 1970Arturo Cattaneo e Donatella del Flaviis, Literary maps. A modular history of English literatures, Milano, Carlo Signorelli, 2002.Massimo Emanuelli, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa settimanale, Milano, Greco & Greco, 2004, e da ricevere gli elogi anche di grandi nomi della poesia come Mario Luzi.Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco è uno degli esponenti della cosiddetta Scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana.Cinzia Comandé e Roberta Bellantuono, Genova per noi, Arcana, 2014, ISBN 978-88-6231-354-4 È l'artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targa Tenco e un Premio Tenco. La popolarità e l'alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni, dopo la sua morte, a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole.Di idee anarchia e pacifismo,, supplemento a A/Rivista Anarchica, anno 30, n. 262, marzo 2000 è stato anche uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato la lingua ligure. Ha affrontato inoltre, in misura minore e differente, altri idiomi,Ossia, lingua provenzale, lingua romanì, lingua inglese, lingua spagnola e lingua portoghese, oltre ad aver tradotto e reinterpretato canzoni in francese di George Brassens. come il lingua galluresenei brani Zirichiltaggia e Monti di Mola. e il lingua napoletana.Nei brani Don Raffaé e La nova gelosia Durante la sua carriera ha collaborato con personalità della cultura e importanti artisti della scena musicale italiana, tra cui Nicola Piovani, la Premiata Forneria Marconi, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Álvaro Mutis, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.
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Biografia
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L'infanzia e la giovinezza
Content:File:DeAndréPlaquePegli.jpg: Fabrizio De André nasce il 18 febbraio 1940 nel quartiere Genova di Pegli, in via De Nicolay 12, dove, nel 2001, è stata posta una targa commemorativa dal Comune di Genova.I genitori, sposati dal 1935, sono entrambi piemontesi e si sono trasferiti in Liguria dopo la nascita del primogenito Mauro De André (Torino, 26 maggio 1936http://www.andreapodesta.it/deandre.pdf – Bogotà, 18 agosto 1989]). Il padre Giuseppe De André (Torino, 15 settembre 1912 – Genova, 19 luglio 1985), pur provenendo da una famiglia di condizioni modeste, che pare vantasse però nobili origini provenzali, è riuscito a fare fortuna acquistando un Istituto tecnico a Sampierdarena; nel secondo dopoguerra diventerà vicesindaco Partito Repubblicano Italiano di Genova, direttore generale e direttore operativo, poi amministratore delegato e infine presidente del consiglio di amministrazione dell'Eridania e promuoverà la costruzione della Fiera di Genova, nel Foce (Genova). La madre, Luigia "Luisa" Amerio (Pocapaglia, 26 agosto 1911 – Genova, 3 gennaio 1995) è di estrazione benestante, figlia di produttori vitivinicoli.Durante la seconda guerra mondiale, Fabrizio vive inizialmente da sfollato nella Langhe a Revignano dAsti dove il padre, dopo i Bombardamento navale di Genova (1941) del 1941, aveva acquistato la "Cascina dell'Orto". Giuseppe resta in città per seguire l'Istituto tecnico, ma nel 1944 raggiunge la famiglia in quanto ricercato dai fascisti per aver coperto i suoi alunni ebrei. Vive poi nella Genova del dopoguerra, scossa e partecipe della contrapposizione tra cattolici e comunisti.Livio Gatti Bottoglia, Non al denaro, non all'amore né al cielo, mensile Civetta, marzo 1999Dopo aver frequentato le scuole elementari in un istituto privato retto da suore, passa alla scuola statale, dove il suo comportamento "fuori dagli schemi" gli impedisce una pacifica convivenza con le persone che vi trova, in special modo con i professori. Per questo motivo viene trasferito nella severa scuola dei Gesuiti dell'Istituto Arecco, scuola media inferiore frequentata dai rampolli della "Genova-bene". Qui Fabrizio è vittima, nel corso del primo anno di frequenza, di un tentativo di molestia sessuale da parte di un gesuita dell'istituto; nonostante l'età, la reazione verso il "padre spirituale" è pronta e, soprattutto, chiassosa, irriverente e prolungata, tanto da indurre la direzione a espellere il giovane De André, nel tentativo di placare lo scandalo. L'improvviso espediente si rivela vano poiché, a causa del provvedimento d'espulsione, dell'episodio viene a conoscenza il padre di Fabrizio, esponente della Resistenza italiana e vicesindaco di Genova, che informa il Provveditore#Provveditorato agli studi, pretendendo un'immediata inchiesta che termina con l'allontanamento dall'istituto scolastico del gesuita, e non di FabrizioCesare G. Romana, Amico Fragile, Sperling Paperback (2000).Negli anni del dopoguerra De André conosce Paolo Villaggio, futuro attore comico e scrittore umorista, diventandone intimo amico e con il quale dividerà gran parte delle sue scorribande giovanili.. È lo stesso De André a descrivere il loro primo incontro avvenuto nel 1948 in una frazione di Cortina dAmpezzo: «L'ho incontrato per la prima volta a Pocol, sopra Cortina; io ero un ragazzino incazzato che parlava sporco; gli piacevo perché ero tormentato, inquieto e lui lo era altrettanto, solo che era più controllato, forse perché era più grande di me e allora subito si investì della parte del fratello maggiore e mi diceva: "Guarda, tu le parolacce non le devi dire, tu dici le parolacce per essere al centro dell'attenzione, sei uno stronzo"».. File:DeAndré 1960.jpg: In seguito, nell'ottobre 1956, Fabrizio, si iscrive al primo anno al Liceo classico Cristoforo Colombo. Assegnato alla sezione A, quella con i professori migliori e più severi, è da subito trasgressivo con i docenti ma cordiale con i compagni di classe.Viva 2000, p. 53. Il suo "nemico" è il professore di lettere, Decio Pierantozzi, che non gli dà mai la sufficienza e gli contesta la scarsa organicità dei temi. "Era estroverso – ricorda il docente – non senza ingegno, ma strano; faceva i compiti in classe e li lasciava a metà…"Viva 2000, p. 54. De André non ha mai avuto un profitto particolarmente alto e nei compiti in classe se la cavava facendoseli passare da qualche compagno più bravo e di sua fiducia.Viva 2000, p. 54-55.In seguito, dopo aver lasciato la casa dei genitori a 18 anni, a causa del difficile rapporto col padre, il futuro cantautore, diplomatosi, frequenta alcuni corsi di Lettere e altri di Medicina presso l'Università degli Studi di Genova prima di scegliere la facoltà di Giurisprudenza, ispirato dallo stesso padre, dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio e dal fratello maggiore Mauro, già avviato agli studi in legge e che diverrà un noto avvocato. In questo periodo De André comincerà ad avere problemi legati all'abuso di alcoolFranchini, Alfredo. Uomini e donne di Fabrizio De André. Conversazioni ai margini. Fratelli Frilli Editori, 2014.. A sei esami dalla laurea, grazie ai primi contratti discografici, Fabrizio lascia gli studi e decide di intraprendere una strada diversa da quella del fratello: la musica (Mauro sarebbe divenuto uno dei suoi fan più fedeli e critici).Successivamente a un primo e problematico approccio, determinato dalla decisione dei genitori di avviarlo allo studio del violino, l'incontro decisivo con la musica avviene con l'ascolto di Georges Brassens, del quale De André tradurrà alcune canzoni, inserendole nei suoi primi album a 45 giri. La passione ha corpo anche grazie alla sua "scoperta" del jazz e all'assidua frequentazione degli amici Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, del pianista Mario De Sanctis] e altri, con i quali comincia a suonare la chitarra e a cantare nel locale "La borsa di Arlecchino". File:Paolo-faber corriere della sera.jpg: De André, in questi anni, conduce una vita sregolata e in contrasto con le consuetudini della sua famiglia, frequentando amici di tutte le estrazioni culturali e sociali e viaggiando; la sua compagna, nel periodo 1960-61, fu una prostituta di via Prè, Anna (con grande disappunto del padre), giuseppecirigliano.it, mentre visse, per alcuni periodi dal 1957, ospite in casa di un amico tetraplegico. Sovente, insieme a Paolo Villaggio, cercava invece di sbarcare il lunario con lavori saltuari, anche imbarcandosi, d'estate, sulle nave crociera come musicista per le feste di bordo - Intervista a Paolo Villaggio. Secondo Villaggio, alcune volte si esibirono assieme a Silvio Berlusconi, anche lui cantante da crociera in gioventù. Gli anni della giovinezza, soprattutto le serate passate nelle varie osterie genovesi o in gruppo a casa di amici, sono state raccontate dallo stesso Villaggio: «Io e Fabrizio eravamo, direi senza saperlo, due veri creativi e lo abbiamo poi dimostrato nella vita [...] lui si comportava come me, cioè facevamo una vita dissennata, andavamo a caccia di amici terribili [...] i nostri genitori erano terrificati da questo tipo di vita, non si faceva niente e si dormiva regolarmente sino alle due del pomeriggio»..In questo periodo, tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '60, fa anche importanti letture, che avrebbero influenzato la sua visione del mondo, tra cui le opere di Michail Bakunin, Errico Malatesta e altri libertarismo: fondamentale è per lui la scoperta del libro LUnico e la sua proprietà del filosofo Germania Max Stirner, che lo colpirà a tal punto da autodefinirsi anarco-individualismo. consultabile su Google books Dal quel momento simpatizzerà sempre per le idee anarchiche, influenzato anche dal suo cantautore prediletto, il citato Georges Brassens, da lui considerato come un maître à penser. Al corrente del carattere burrascoso del cantante e poeta francese, non vorrà mai conoscerlo di persona per timore di rimanerne deluso, anche se lo stesso Brassens loderà la qualità delle traduzioni delle sue canzoni effettuate da De André.Su Brassens, De André dichiarò: "Fu grazie a Brassens, maestro di pensiero e di vita, che scoprii di essere un anarchico. Mi ha insegnato per esempio a lasciare correre i ladri di mele, come diceva lui. Mi ha insegnato che in fin dei conti la ragionevolezza e la convivenza sociale autentica si trovano di più in quella parte umiliata ed emarginata della nostra società che non tra i potenti.", fonte: Nel 1957 si iscrive alla Federazione Anarchica Italiana (FAI) di Carrara.Nell'estate del 1960, Fabrizio, insieme a Clelia Petracchi, che scrive il testo con lui, compone quella che lui ha sempre considerato la sua prima canzone, La ballata del Miché, in cui è marcata l'influenza della canzone esistenzialista francese.Viva 2000, p. 83. Alla fine del giugno 1961 Beppe Piroddi, uno dei playboy più in auge in quel tempo, presenta a De André Enrica Rignon, detta "Puny".Viva 2000, p. 86. Enrica, grande appassionata di jazz, è una ragazza che ha quasi sette anni in più di Fabrizio ed appartiene a una delle famiglie più abbienti di Genova. Dopo qualche mese che i due si frequentano, "Puny" (deceduta nel 2004) resta incinta, e a ReccoViva 2000, p. 87. diviene la prima moglie di De André. Nel 1962 nasce il figlio Cristiano De André. I due si separeranno a metà degli anni 1970. Il testimone di nozze di De André è un amico e collega di partito del padre, Randolfo Pacciardi. Curiosamente, il matrimonio del rampollo De André è stata la sua prima citazione giornalisticaSassi, Claudio, Walter Pistarini, and Luciano Ceri. De André talk: le interviste e gli articoli della stampa d'epoca. Coniglio, 2008..In seguito al matrimonio e alla nascita del figlio, il ventiduenne Fabrizio è pressato dalla necessità di avere un lavoro fisso per provvedere al mantenimento della famiglia, e trova un impiego come vice preside in un istituto scolastico privato di proprietà del padre.
L'esordio nel 1961 e il periodo Karim
Content:File:De André friggitoria Carega 1968 ca.jpg: Nell'ottobre del 1961Michele Ceri; Claudio Sassi; Franco Settimo. Fabrizio De André-Discografia illustrata. Roma, Coniglio editore, 2006, p. 11. la Karim (etichetta che vede tra i soci anche il padre GiuseppePowerillusi, La Karim, Storia della prima casa discografica di De André pubblicato in Walter Pistarini, Fabrizio De André canzoni nascoste, storie segrete, Giunti Editore, Firenze, 2013; pagg. 155-163) pubblica il suo primo 45 giri, con copertina standard forata (la ristampa del 1971 della Roman Record avrà invece una copertina con un disegno anonimo). Il disco contiene due brani, Nuvole barocche ed E fu la notte.Il 2 maggio 1963 avviene il debutto televisivo del cantautore, che nel programma Rendez-Vous, condotto da Line Renaud con la regia di Vito Molinari e trasmesso dal Rai 1 canta Il fannullonePowerillusi, La vera prima volta di De André in TV pubblicato in Walter Pistarini, Fabrizio De André canzoni nascoste, storie segrete, Giunti, Firenze, 2013; pagg. 207-208.Secondo quanto affermato dal cantautore in un'intervista al Corriere della Sera, nel 1964 ha sostenuto l'esame di ammissione come autore della parte letteraria alla Società Italiana degli Autori ed Editori di Roma per poter depositare a proprio nome le canzoni (in realtà la data è sicuramente errata, in quanto De André già nel 1961 firmava i testi e le musiche delle sue canzoni, depositandole alla SIAECome confermano sia le etichette dei dischi sia gli spartiti); nel 1997, durante la consegna del Premio Lunezia, ha confessato di aver utilizzato una buona parte del testo della canzone Le foglie morte di Jacques Prévert nella prova di esame.Lasciata l'università e il lavoro presso la scuola, negli anni successivi De André va affermandosi sempre più come personaggio riservato e musicista colto, abile nel condensare nelle proprie opere varie tendenze e ispirazioni: le atmosfere degli storici cantautori Francia, tematiche sociali trattate sia con crudezza sia con metafora, tradizioni musicali di alcune regioni italiane e mediterraneead esempio i brani in sardo, napoletano e ligure, sonorità di ampio respiro internazionaleAd esempio i brani tradotti di Brassens, Cohen e Dylan, e le sonorità ispirate alle loro, l'utilizzo di un linguaggio inconfondibile e, al tempo stesso, quasi sempre semplice per essere alla portata di tutti.Fabrizio De André (1940-1999) - Le smisurate preghiere laiche e politiche del più grande dei nostri cantautori Nel 1964 incide Valzer per un amore/La canzone di Marinella#La canzone di Marinella, che gli darà il grande successo e la notorietà a livello nazionale tre anni dopo, quando sarà interpretata da Mina (cantante); il testo è in apparenza fiabesco ma ispirato a un fatto di cronaca. Nel 1965 De André scrive Stringendomi le mani per Giuliana Milan. a cura di Riccardo Bertoncelli 2012, p. 50. Nel 1966 escono i due singoli La canzone dell’amore perduto (su musica di Georg Philipp Telemann, e con La ballata dell’amore cieco sul lato B) e Amore che vieni, amore che vai (abbinata a Geordie sul lato B). E saranno proprio questi due ultimi 45 giri ad aprirgli le porte del successo. I dischi di Fabrizio si trovano nei negozi di quasi tutte le più grandi città. E i suoi discografici decidono di raccogliere una selezione della sua produzione Karim, nel suo primo 33 giri, Tutto Fabrizio De André (ristampato due anni dopo con il titolo di La canzone di Marinella sotto un'altra etichetta e con una diversa copertina), che viene distribuito a fine 1966. Segue Volume I (Fabrizio De André) (1967), considerato (non a torto) come il suo primo vero album, Tutti morimmo a stento (1968), Volume III (1968), Nuvole barocche (album) (1969); quest'ultimo è la raccolta dei 45 giri del periodo Karim esclusi da Tutto Fabrizio De André.Il brano di apertura di Volume I è Preghiera in gennaio, una canzone scritta di getto poche ore dopo la morte di Luigi TencoDoriano Fasoli, Passaggi di tempo, Ed. Coniglio 2009, amico di giovinezza di Fabrizio e cantautore, che aveva interpretato la canzone La ballata delleroe nel film La cuccagna (film 1962), suicida (sebbene la vicenda non sia stata del tutto chiarita) a Sanremo con un colpo di pistola, durante il Festival di Sanremo 1967. Il legame tra Luigi e Fabrizio era forte, e De André scrive la canzone sull'onda dell'emozione, dopo aver fatto visita alla salma dell'amico assieme alla moglie; in essa l'agnostico De André, sempre comunque affascinato da certi temi religiosi, canta una preghiera a Dio per Tenco, concedendogli un posto in Paradiso con gli altri suicidi, condannati invece dai benpensanti e dalla Chiesa ufficiale.]
Fra esistenzialismo e contestazione: dal 1968 al 1973
Content:Gli anni fra il 1968 e il 1973 sono fra i più proficui per l'autore che comincia la serie dei concept album con Tutti morimmo a stento. A proposito di quest'ultimo, De André ha dichiarato: "L'idea di realizzare questo disco mi venne in mente dopo aver ascoltato 'Days of Future Passed'... dei Moody Blues, realizzato insieme alla London Symphony Orchestra." Musicalmente, è importante il contributo di Gian Piero Reverberi, arrangiatore, compositore dell'Introduzione, nonché co-autore di tutte le musicheRiccardo Bertoncelli (a cura di), Belin, sei sicuro?, cit., pp. 75-76. Per quanto riguarda i testi, invece, Tutti morimmo a stento è ispirato alla poetica di François Villon e a tematiche esistenzialismo (queste ultime torneranno anche negli album successivi), è il quarto concept album a essere pubblicato in ItaliaAllo stato attuale delle conoscenze, a meno che non venga scoperto un ulteriore disco registrato precedentemente, il primo concept album della storia della musica italiana potrebbe essere Diario di una sedicenne di Donatella Moretti, pubblicato nel 1964, seguito da Vi parlo dellAmerica di Giovanna Marini, pubblicato nel 1966, come Le canzoni del West di Bobby Solo, pubblicato invece qualche mese dopo. L'articolo pubblicato su Onda Rock da Claudio Fabbretti, che afferma che Tutti morimmo a stento sarebbe il primo concept album italiano, è, quindi, non attendibile; il testo del primo brano, Cantico dei drogati, è tratto da una poesia di Riccardo Mannerini, Eroina.De André incide anche una versione inglese dell'album, mai commercializzata e oggi esistente in unica copia, che è stata proprietà di un collezionista statunitense e oggi appartiene a un collezionista pugliese. File:Fabrizio De André and Riccardo Mannerini.jpg: In questo periodo De André si dedica anche alla scoperta di nuovi talenti: dopo una prima esperienza con i Ricchi e Poveri (che tenta di portare alla Bluebell, ma Antonio Casetta non è interessatohttp://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11906984/-La-morte-di-mio-figlio-e-i-Ricchi-e-Poveri---Franco-Gatti-vuota-il-sacco--tutta-la-verita-sull-addio-.html) collabora con un altro complesso della sua città già sotto contratto con la Fonit Cetra, i New Trolls, per cui scrive gran parte dei testi dell'album Senza orario senza bandiera collaborando con Riccardo Mannerini.A Tutti morimmo a stento segue La buona novella; un album importante, che interpreta il Cristianesimo alla luce di alcuni vangeli apocrifi (in particolare, come riportato nelle note di copertina, dal Protovangelo di Giacomo e dal Vangelo arabo dellinfanzia), sottolineando l'aspetto umano della figura di Gesù, in forte contrapposizione con la dottrina di sacralità e verità assoluta, che il cantautore sostiene essere inventata dalla Chiesa (istituzione) al solo scopo di esercizio del potereLo stesso autore, presentando alcuni brani de La buona novella durante il tour del 1997.Come ha raccontato Roberto DanéNell'intervista effettuata da Riccardo Bertoncelli contenuta in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 85, ISBN 978-88-09-02853-1, l'idea del disco è dello stesso Dané, che pensa di realizzarla con Duilio Del Prete, poi la propone ad Antonio Casetta, il quale la dirotta a De André.Nel disco suonano, tra gli altri, I Quelli, che nel 1971, dopo l'ingresso di Mauro Pagani, cambiano il nome in Premiata Forneria Marconi.A distanza di anni, De André continuerà a considerare questo disco la sua incisione migliore:Nel 2010 il disco verrà reinciso dalla Premiata Forneria Marconi, con nuovi arrangiamenti e l'aggiunta di alcuni brevi intermezzi strumentali; il disco, intitolato A.D. 2010 - La buona novella, viene pubblicato ad aprile.Proprio a questo periodo (il 1969) risale l'amicizia di De André con un altro collega che ha cantato, spesso, gli ultimi e i poveri, Gipo Farassino; anni dopo De André racconterà a TorinoSette, l'inserto settimanale de La Stampa, un episodio successivo (avvenuto dopo un concerto a Torino) riguardante la loro amicizia: Il racconto di Farassino, pubblicato su La Stampa, differisce nel finale: "Il mattino dopo gli prestai una mia bella camicia, con la raccomandazione di restituirmela. Non l'ho più vista, ma con lui era così..."Luca Indemini, Gli prestai una camicia, non l'ha mai restituita, intervista a Gipo Farassino pubblicata su La Stampa di sabato 5 settembre 2009, pag. 72. File:Fabrizio De André.jpg: Il disco successivo, del 1971, è Non al denaro, non allamore né al cielo, libero adattamento (eseguito insieme a Giuseppe Bentivoglio) di alcune poesie della Antologia di Spoon River, opera poetica di Edgar Lee Masters; le musiche sono composte insieme a Nicola Piovani. De André in quel periodo incontra Fernanda Pivano, traduttrice e scrittrice che ha fatto conoscere in Italia la letteratura americana e che ha tradotto l'Antologia sepolcrale da cui trae ispirazione l'album. Per rimuovere l'ostacolo della ritrosia del cantautore a concedere interviste, la Pivano pensa di nascondere a De André un registratore per poi trascrivere interamente la lunga conversazione avuta su Spoon River e sulle canzoni dell'album. De André accetta con simpatia il "raggiro".Nel 2005 il cantante Morgan (cantante) ha pubblicato Non al denaro non allamore nè al cielo (Morgan), un riadattamento dell'album con nuovi arrangiamenti e alcuni intervalli musicali. In questo caso, come ha raccontato Roberto DanéIntervista effettuata da Riccardo Bertoncelli contenuta in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 89, ISBN 978-88-09-02853-1, l'idea del disco è di Sergio Bardotti, che infatti lo segue insieme allo stesso Dané in qualità di produttore. Gian Piero Reverberi ha raccontatoNell'intervista effettuata da Riccardo Bertoncelli contenuta in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 80, ISBN 978-88-09-02853-1 che in questo caso il progetto era nato per Michele (cantante), sulla scia di Senza orario senza bandiera, quindi con i testi elaborati da De André e le musiche di Reverberi; ma il progetto viene poi dirottato su De André stesso e quindi Reverberi (anche per alcuni suoi contrasti con Roberto Dané) non viene più coinvolto e le musiche e gli arrangiamenti sono affidati a Nicola Piovani.Il coautore dei testi, Bentivoglio, presenta con dei testi scritti da lui, giudicati interessantiIntervista effettuata da Riccardo Bertoncelli contenuta in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 93, ISBN 978-88-09-02853-1 e che, dopo una prima collaborazione in Tutti morimmo a stento (in cui scrisse con De André il testo di La ballata degli impiccati, canzone liberamente ispirata La ballata degli impiccati di Villon), lo portano all'affiancamento a De André per i testi in questo LP e nel successivo.Nel 1972 la Produttori Associati, senza consultare minimamente l'artista, lo iscrive al Festivalbar 1972 con il brano Un chimico (pubblicato su 45 giri): De André apprende la notizia dai giornali e convoca una conferenza stampa in cui dichiara che «La casa discografica mi ha trattato come un ortaggio»Questa è la frase che viene riportata dai quotidiani di mercoledì 26 aprile. Dopo l'intervento del patron della manifestazione, Vittorio Salvetti, si raggiunge un compromesso: la canzone viene inserita nei juke-box, come vuole il regolamento, ma il cantautore non si esibirà durante la finale di Verona nemmeno in caso di vittoria (l'edizione vede vincitrice Mia Martini con Piccolo uomo)La vicenda venne trattata dai quotidiani di aprile; a titolo di esempio citiamo gli articoli «De André è irremovibile» di Vincenzo Buonassisi, dal Corriere della Sera di mercoledì 26 aprile 1972, pag. 13 e «No a Fabrizio De André: la canzone resta in gara» di Vincenzo Buonassisi, dal Corriere della Sera di giovedì 27 aprile 1972, pag. 15.Nell'autunno dello stesso anno pubblica un singolo con due canzoni tradotte di Leonard Cohen Suzanne/Giovanna d'Arco (brani che verranno poi inseriti con un arrangiamento diverso nell'album Canzoni del 1974).L'album successivo è, nel 1973, Storia di un impiegato, un concept album in cui Giuseppe Bentivoglio, autore dei testi insieme a De André, racconta la vicenda di un impiegato durante il maggio del Sessantotto; il disco, a sfondo fortemente politico e che viene attaccato dalla stampa musicale militante e vicina al Movimento Studentesco viene recensito, ad esempio, da Luigi Manconi (pseudonimo di Luigi Manconi), allora membro di Lotta Continua: Fra le critiche più accese quella di Riccardo Bertoncelli, che definisce l'opera come un disco «verboso, alla fine datato»Riccardo Bertoncelli (a cura di), in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 94, ISBN 978-88-09-02853-1 e quella di Enrico Deregibus anch'essa sostanzialmente negativa: Un'altra recensione negativa è quella di Fiorella Gentile, apparsa su Ciao 2001: File:Faber-Autografo1975.jpg: Le osservazioni della Gentile, del resto, trovano una conferma indiretta nel fatto che l'autore delle musiche (con De André), Nicola Piovani, componeva già all'epoca colonne sonore, e negli anni successivi è diventato uno dei maggiori autori italiani di musiche da film, fino a ottenere anche il Oscar alla migliore colonna sonora nel 1999, per il film La vita è bella (film 1997) di Roberto Benigni.Anche il pubblico accoglie l'album in maniera negativa].Proprio in occasione della pubblicazione del disco, Giorgio Gaber polemizza con De André, affermando che quest'ultimo usi "un linguaggio da liceale che si è fermato a Dante, che fa dei bei termini, ma non si riesce a capire se sia liberalismo o sinistra extraparlamentare"; De André risponderà a Gaber in occasione di un'intervista alla Domenica del Corriere del gennaio 1974 ("Mi spiace che lui, che si dichiara comunista, sia andato a raccontare queste cose al primo giornalista che ha incontrato. Poteva telefonarmi, farmi le sue osservazioni: ne avremmo discusso, ci saremmo confrontati. Così, invece, ha svilito ancora di più un mondo già tanto criticato").Delle canzoni del disco, solo Verranno a chiederti del nostro amoreInclusa anche nel doppio disco dal vivo con la PFM del biennio '79-'80 rimane nel repertorio dell'autore dal vivo negli anni a seguireCome si può leggere nelle scalette dei concerti delle varie tournée riportate in Franco Zanetti e Claudio Sassi, Fabrizio De André in concerto, Giunti Editore. Gli altri brani vengono eseguiti in concerto solo per qualche anno, ne è un esempio la Canzone del maggio inserita nella scaletta del primo tour del 1975 o ancora La bomba in testa, Al ballo mascherato, Canzone del padre, Il bombarolo e Nella mia ora di libertà che sono riproposti solo in alcune date del tour del 1976Franco Zanetti e Claudio Sassi, Fabrizio De André in concerto, Giunti Editore.Il valore musicale del disco verrà riconosciuto compiutamente, da gran parte della critica, solo negli anni '90. Talvolta verrà perfino indicato come il miglior album di De André.
La crisi e le prime esibizioni dal vivo
Content:La pubblicazione di Storia di un impiegato coincide con un periodo di crisi professionale e anche personale (nello stesso anno termina definitivamente il matrimonio con Puny e il cantautore comincia una relazione con una ragazza, Roberta, che si concluderà due anni dopo e per la quale scriverà la canzone Giugno '73Enrico Deregibus, Traccia biografica, pubblicata in Riccardo Bertoncelli (a cura di), Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 54, ISBN 978-88-09-02853-1). La pubblicazione di un nuovo disco di ri-incisioni a opera di Reverberi di vecchie canzoni incise inizialmente per la Karim (con 2 nuove traduzioni dal repertorio di Brassens, le due canzoni di Cohen pubblicate nel 1972 e una traduzione di Bob Dylan opera di De Gregori ai tempi del FolkstudioEnrico Deregibus, Traccia biografica, pubblicata in Riccardo Bertoncelli (a cura di), Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, 2003, editore Giunti, pag. 56, ISBN 978-88-09-02853-1 cofirmata da De André), intitolato Canzoni (Fabrizio De André), darà inizio alla collaborazione con Francesco De Gregori.Proprio durante le registrazioni di questo disco, nello studio a fianco sta registrando il suo nuovo disco da solista Dori Ghezzi (in una pausa della sua collaborazione con Wess): è l'inizio di una nuova e duratura relazione (artefice del primo incontro sarà un comune amico, Cristiano Malgioglio), che sfocia nel matrimonio tra i due il 7 dicembre 1989, dopo quindici anni di convivenza.Sono anche gli anni in cui De André fa le sue prime esperienze di spettacoli dal vivo: lavoratore instancabile e al limite del perfezionismo in studio di registrazione, il cantautore invece non riesce a trovare il coraggio e a vincere la timidezza per esibirsi in pubblico, verso il quale aveva più volte dichiarato di essere "allergico" e di patirne un "timore oscuro".Fu l'impresario teatrale Sergio Bernardini che riesce a portare Faber a esibirsi per la prima volta dal vivo, davanti al pubblico della Bussola Versilia. Bernardini, nel 1974, gli aveva fatto continue proposte, fino ad arrivare all'offerta di 60.000.000 di Lira italiana, davvero principesca per l'epoca. Dopo continui rifiuti, nel gennaio 1975 è lo stesso De André a contattare Bernardini, proponendogli un "pacchetto" di 100 serate alla cifra complessiva di 300 milioni di lire che, con sorpresa del proponente, venne accettata. La prima esibizione dal vivo avvenne alla Bussola di Marina di Pietrasanta, il 16 marzo 1975, per poi dare inizio ad un tour con due componenti dei New Trolls, con i quali aveva già collaborato nel 1968 per i testi del loro disco Senza orario senza bandiera (Belleno e D'Adamo), e due dei Nuova Idea (Belloni e Usai). Nella parte di tour svoltasi nel 1976, ai quattro si aggiunge anche Alberto Mompellio al violino e alle tastiere.Cesare G. Romana, Amico fragile. Fabrizio De André si racconta a Cesare G. Romana, Sperling & Kupfer, pag. 93Franco Zanetti e Claudio Sassi, Fabrizio De André in concerto, Giunti Editore, pag. 27.De André mette dunque da parte le sue paure da palcoscenico, paure che supererà solo con gli anni, suonando e cantando sempre nella penombra e con molto whisky in corpo (la sua timidezza fu tra le cause che gli provocarono la seria dipendenza da alcol di cui soffrì a lungo). File:CristianoFaber1968.jpg: Gli ambienti dell'Autonomia Operaia e della Sinistra extraparlamentare, che già avevano attaccato il cantautore per Storia di un impiegato lo contestano anche per le esibizioni dal vivo: ed ecco come viene descritto De André nel volume Libro bianco sul pop in Italia. Cronaca di una colonizzazione musicale in un paese mediterraneo, pubblicato da Arcana Editore (casa editrice vicina alla controcultura) nel 1976: De André non è però dissuaso da queste contestazioni (come per un breve periodo capita a De Gregori, che medita di abbandonare la carriera), scendendo talvolta dal palco per discutere con gli stessi Autonomi, mentre parte del pubblico spesso si divide, come durante il concerto a Roma nel 1979. Il rapporto degli extraparlamentari con l'anarchico De André non sarà mai facile, anche se ambivalente: già nel 1978, De André racconta nella canzone Coda di lupo (dall'album Rimini (Fabrizio De André)), proprio un episodio del movimento dell'Autonomia Operaia, quando movimento del 77 gli autonomi e gli indiani metropolitani cacciata di Lama a Roma; i fatti sono narrati dal punto di vista di uno dei contestatori.Nel 1975 tiene un concerto, poco dopo la vittoria della referendum abrogativo del 1974 in Italia, a una manifestazione del Partito Radicale (Italia) a Piazza Navona (Roma), prima del comizio del leader Marco Pannella.
De André all'attenzione dei servizi segreti
Content:È in questo periodo (per circa 10 anni, dal 1969 al 1979) che De André viene sottoposto a una serie di controlli da parte delle forze di polizia e dai servizi segreti italiani. In base a quanto ricostruito quando questa informazione è stata resa nota negli anni 1990Secondo quanto riportato da "Il Secolo XIX" online del 12 gennaio 2009 (), Dori Ghezzi avrebbe affermato di essere venuta a conoscenza del fatto quando vennero ritrovati in una via romana alcuni archivi dei servizi segreti, probabile riferimento all'archivio dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dellInterno, ritrovato nel 1996 durante un'inchiesta del giudice milanese Guido Salvini (giudice), in un deposito sulla via Appia., inizialmente i controlli sarebbero stati effettuati dopo che un suo conoscente, simpatizzante del marxismo-leninismo, era stato indagato durante le prime inchieste sulla strage di piazza Fontana (allora ritenuta dagli inquirenti di matrice rossa o anarchica).Negli anni successivi, pur non individuando prove di una sua partecipazione attiva a gruppi politici, extraparlamentari o meno, De André viene ritenuto dal SISDE un "simpatizzante delle Brigate Rosse", mentre l'acquisto, insieme alla moglie Dori Ghezzi, di un appezzamento di terreno a Tempio Pausania, viene considerato un tentativo di creare un rifugio per appartenenti ai sinistra extraparlamentare.A rafforzare queste ipotesi, dal punto di vista degli investigatori, vi erano il fatto che a Genova De André avesse contatti con persone appartenenti ai gruppi anarchici e maoismo.In realtà, l'attività politica di De André era limitata solo a sostenere economicamente, con l'abbonamento, e a finanziare talvolta, con donazioni, il periodico A/Rivista Anarchica, fondato nel 1971, mentre nell'album Storia di un impiegato (1973) si trovano accuse al terrorismo, ritenuto dal cantautore completamente dannoso perché tendente a fortificare il potere, non ad abbatterlo.
Collaborazioni e sperimentazioni negli anni Settanta
Content:File:Leo Ferré e Fabrizio De André.jpg: A partire dal 1974, De André comincia nuove collaborazioni con altri musicisti e cantautori e a esplorare la produzione musicale degli autori americani, accanto a quelli francesi. Negli Anni 1970 De André traduce infatti canzoni di Bob Dylan (Romance in Durango e Desolation Row), Leonard Cohen (It Seems So Long Ago, Nancy, Joan of Arc, Famous Blue Raincoat per Ornella Vanoni e Suzanne) e, nuovamente, Georges Brassens. Tale lavoro porterà all'uscita dell'album Canzoni (Fabrizio De André) del 1974.Nel 1975 collabora con il giovane Francesco De Gregori nella scrittura della maggior parte dei brani dell'album Volume VIII, non privo di sperimentazione, in cui sono affrontate tematiche esistenziali quali il disagio verso il mondo borghese (Canzone per l'estate e l'autobiografica Amico fragile, in cui è affrontato il tema della difficoltà di comunicazione, una delle canzoni predilette dal cantautore e di cui è per l'ultima volta autore unico di musica e testo). Anche questo disco riscuote diverse critiche negative, come quella di Lello DArgenzio, che sostiene che De André si sia adattato allo stile del collega De Gregori (presente soprattutto negli arrangiamenti musicali e in alcuni testi assai ricchi di metafore complesse, come Oceano e Dolce Luna), anche nel modo di cantare, anziché il contrario.Rimini (Fabrizio De André) (1978) segna l'inizio della lunga collaborazione con il quasi esordiente cantautore veronese Massimo Bubola. Quest'album fa intravedere un De André esploratore di una musicalità più distesa, spesso di ispirazione ancora più marcatamente americana.La stessa canzone Avventura a Durango è, come detto, una traduzione del brano Romance in Durango di Bob Dylan I brani trattano l'attualità e la politica (il London Valour di Parlando del Naufragio della London Valour, le contestazioni studentesche in Coda di Lupo) così come tematiche sociali (l'aborto in Rimini e l'omosessualità in Andrea) ed esistenziali (Sally, contenente riferimenti letterari a Gabriel García Márquez e Alejandro Jodorowsky). Nell'album sono presenti anche le prime sperimentazioni dei suoni della musica etnica, con la filastrocca Volta la carta e con Zirichiltaggia, quest'ultima cantata interamente in gallurese. Andrea, a sfondo antimilitarista, è uno dei brani più popolari dell'intera produzione di De André, e il suo coautore, Bubola, continua a proporlo dal vivo durante i suoi concerti. In più di un'occasione l'artista genovese – ad esempio nel 1992, al teatro Smeraldo di Milano – ha eseguito il brano a luci accese, proprio a simboleggiare come l'omosessualità non debba essere motivo di vergogna. Il brano eponimo del disco, Rimini, è ispirato alle atmosfere de I Vitelloni di Federico Fellini, uno dei capolavori del celeberrimo regista, ma presenta anche alcune digressioni storiche e politiche.Nel successivo disco dal vivo inciso con la PFM, De Andrè incide una gaffe. Parlando della canzone Rimini con gli spettatori, fa riferimento ai "Vitellini" di "Felloni", divertendo il pubblico. Ma non è l'unico "errore" del disco. Mentre interpreta Sally, alla fine della canzone Fabrizio scambia il verso "mia madre mi disse: non devi giocare con gli zingari nel bosco", cantando "mia madre mi disse: non devi giocare con gli svizzeri nel bosco". cfr. ]Nel 1978 la Premiata Forneria Marconi idea e realizza nuovi arrangiamento di alcuni dei brani più significativi del cantautore genoveseIntervista alla PFM, pubblicata in Riccardo Piferi (a cura di), Premiata Forneria Marconi, Lato Side, 1981, proponendo a De André, inizialmente restìo ad accettare, un tour insieme, che parte il 21 dicembre 1978 da Forlì e continua per tutto il mese di gennaio 1979]. L'operazione si rivela positiva, tanto che il tour origina due album live (i primi album live del cantautore), tra il 1979 e il 1980, che conoscono entrambi un ottimo successo di vendite, anche se il secondo non riesce a bissare i risultati del primoSecondo Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, rispettivamente sesto e quattordicesimo posto delle classifiche. Alcuni degli arrangiamenti realizzati dalla PFM saranno poi utilizzati dal cantautore fino alla fine della sua carriera, come nei casi di Bocca di Rosa, La canzone di Marinella, Amico fragile, Il pescatore. Nei casi di Volta la carta o Zirichiltaggia dei tour Anime Salve e M'innamoravo di tutto (gli ultimi due tour prima dell'ultimo in assoluto, interrotto) De André torna agli arrangiamenti dell'album in studio.
Il rapimento
Content:Nella seconda metà degli anni 1970, in previsione della nascita della figlia Luisa Vittoria De André (detta Luvi) si stabilisce nella tenuta Sardegna dell'Agnata, a due passi da Tempio Pausania, insieme a Dori Ghezzi. File:Dori-Luvi-Faber1981.jpg: La sera del 27 agosto 1979, la coppia è rapita dall'anonima sequestri sarda e tenuta prigioniera alle pendici del Monte Lerno presso Pattada, per essere liberata dopo quattro mesi (Dori fu liberata il 21 dicembre alle undici di sera, Fabrizio il 22 alle due di notte, tre ore dopo), dietro il versamento del riscatto, di circa 550 milioni di lire, in buona parte pagato dal padre Giuseppe.Prima, durante e dopo il sequestro, alcuni giornali fanno uscire illazioni e falsità, talune che legano il rapimento perfino alle Brigate Rosse, a motivi personali (come un allontanamento volontario, causa mancanza di notizie e testimoni nei primi tempi), a uno sfondo politico. Proprio l'anno del sequestro, comunque, termina la citata sorveglianza dei servizi segreti ai danni di De André.Intervistato all'indomani della liberazione (il 23 dicembre in casa del fratello Mauro) da uno stuolo di giornalisti, De André traccia un racconto pacato dell'esperienza (« [...] ci consentivano, a volte, di rimanere a lungo slegati e senza bende») ed ha parole di pietà per i suoi carcerieri («Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai»).Pochi mesi dopo De André cede al settimanale Gente (periodico) i diritti per la pubblicazione del memoriale del sequestro, pubblicato in cinque puntate a partire dal numero dell'8 febbraio 1980 e nei numeri successivi.L'esperienza del sequestro si aggiunge al già consolidato contatto con la realtà e con la vita della gente sarda, e diventa ispirazione per la realizzazione di diverse canzoni, scritte ancora con Bubola e raccolte in un album senza titolo, pubblicato nel 1981, comunemente conosciuto come Fabrizio De André (Lindiano) dall'immagine di copertina che raffigura un nativo americano. Il filo che lega i vari brani è il parallelismo tra il popolo dei Nativi americani e quello Sardegna. Oltre alla narrazione di questi due popoli sono presenti anche spunti all'attualità del periodo (Se ti tagliassero a pezzetti - un inno alla libertà personificata, il cui verso "signora libertà signorina fantasia" spesso venne modificato dal vivo in "signora libertà signorina anarchia" - contiene un'allusione alla strage di Bologna del 1980, Intervista al coautore Massimo Bubola, pag. 108; cfr. i versi «T'ho incrociata alla stazione / che inseguivi il tuo profumo / presa in trappola da un tailleur grigio fumo / i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino / camminavi fianco a fianco al tuo assassino».).Sottili, ma non velate, sono le allusioni all'esperienza del sequestro: dalla stessa ripresa della locuzione "Hotel Supramonte" (nome in codice usato dai banditi, anche se in effetti non si trovavano sul Supramonte), alla descrizione degli improvvisati banditi (presente in Franziska) ai quali, comunque, non intende negare note di un certo romanticismo e una connotazione di proletariato periferico che meritava attenzione, coerentemente con le sue tematiche privilegiate. Al processo, De André conferma il perdono per i suoi carcerieri (circa dieci), ma non per i mandanti perché persone economicamente agiatevedi l'articolo . Il cantautore e suo padre non si costituiscono nemmeno parte civile contro gli autori materiali del sequestro, ma solo, in primo grado, contro i soli capi della banda, tra cui erano un veterinario toscano e un assessore comunale sardo del Partito Comunista Italiano (che durante il sequestro a volte discuteva di politica con De André stesso), che però, avranno paradossalmente pene molto più basse di quelle degli esecutori grazie alla legge sulla "collaboratore di giustizia". Nel 1991 De André è anche tra i firmatari della domanda di grazia (diritto) rivolta al Presidente della Repubblica, nei confronti di uno dei sequestratori, un pastore sardo condannato a 25 anni di prigione.
Da ''Crêuza de mä'' ad ''Anime salve'': anni Ottanta - Novanta
Content:File:Faber 1980.jpg: Nel 1980 De André incide il 45 giri Una storia sbagliata/Titti, i cui brani (editi per la prima volta in CD solo nel 2005) sono entrambi scritti con Bubola. Fabrizio ricorderà in un'intervista a proposito di Una storia sbagliata: Nel 1982 fonda una propria etichetta discografica (appoggiandosi alla Dischi Ricordi per la distribuzione): la Fado (casa discografica) (Il nome deriva dalle iniziali del suo nome e da quelle di Dori Ghezzi), con cui pubblicherà dischi di Massimo Bubola, dei Tempi Duri (la band del figlio Cristiano) e della stessa Ghezzi. File:Genova-Sant'Ilario-creuza de ma.jpg: Nel 1984 esce Crêuza de mä, disco dedicato alla realtà Mar Mediterraneo e per questo cantato interamente in lingua genovese, con l'importante collaborazione di Mauro Pagani, curatore delle musiche e degli arrangiamenti. Questo disco segna uno spartiacque nella carriera del cantautore: dopo questo album, Fabrizio esprime la volontà di concentrarsi maggiormente sul genovese e su altri idiomi localiSi veda, per esempio, l'intervista rilasciata da Mauro Pagani per il programma La Storia siamo noi ().. A partire da Creuza de mä De André si concentra in particolar modo sulle minoranze linguistiche (tema che aveva già iniziato ad affrontare con stesura di Zirichiltaggia, sei anni prima). Creuza de mä è oggi considerato di fatto una pietra angolare dell'allora nascente world music, nonché un caposaldo della musica etnica tutta. Creuza de mä è anche l'album che libera De André dalle impostazioni vocali ereditate dalla tradizione degli chansonniers francesi, che gli garantisce la libertà di espressione tonale al di fuori di quei dettami stilistici che aveva assorbito da Brassens e da BrelCome detto da Mauro Pagani durante de La Storia siamo noi..Nel 2004, ventennale dell'uscita di Creuza de mä, Mauro Pagani decide di rendere un sincero tributo all'amico scomparso cinque anni prima, reincidendo e cantando egli stesso l'album. Alle sette canzoni originarie del disco, Pagani aggiunge Mégu Megún, un brano composto insieme a Fabrizio e inserito nell'album Le Nuvole e due pezzi inediti, Quantas Sabedes, che non è inserita in Creuza de mä perché "bruciata" dopo l'inserimento nella colonna sonora di un film ("ammenda fatta", commenta Pagani nei crediti dell'album del 2004), e Nuette, tratto da un frammento di lirica greca, all'epoca mai sviluppato nella sua interezza da De André.Nel 1985 scrive insieme a Roberto Ferri (cantante) il testo di Faccia di cane per i New Trolls, con cui partecipa come autore al Festival di Sanremo 1985, preferendo però non apparire ufficialmente come autoreVito Vita, New Trolls: l'Araba Fenice. Intervista a Vittorio De Scalzi, pubblicata su Musica leggera (rivista), nº 10, aprile 2010, pagg. 42-55. Lo stesso anno muore il padre e De André smette di bere alcolici – ma non di fumare – per una promessa fattagli poco prima.De André dichiarò: La mia droga è stata l'alcol, io ero proprio marcio fino al 1985. Bevevo due bottiglie di whisky al giorno, e questo praticamente da quando avevo diciotto anni, da quando ero andato via di casa. Ne sono uscito perché mio padre, con il quale avevo ricostruito un ottimo rapporto, sul letto di morte mi chiamò e mi disse: "Promettimi una cosa" e io: "Quello che vuoi papà". "Smetti di bere". E io, "Ma porca di una vacca maiala, proprio questo mi devi chiedere?". Io, praticamente, avevo il bicchiere in mano. Ma ho promesso. E ho smesso.Nel 1988 collabora con Ivano Fossati, cantando nella canzone Questi posti davanti al mare (contenuta nell'album La pianta del tè) insieme a Francesco De Gregori e allo stesso Fossati.File:Il matrimonio di Dori Ghezzi e Fabrizio De André.jpg: Nel 1989 sposa Dori Ghezzi a Tempio Pausania, con Beppe Grillo come testimone di nozze (De André ricambierà facendo da testimone al matrimonio di Grillo con Parvin Tadjk).Comincia poi la lavorazione del suo album successivo, che viene pubblicato all'inizio del 1990: Le nuvole (album), titolo che (come nella Le nuvole (Aristofane) di Aristofane) allude ai potenti che oscurano il sole. Il disco vede nuovamente la collaborazione di Mauro Pagani per la scrittura delle musiche e di Ivano Fossati come coautore di due testi in genovese, Mégu Megún e  çímma, oltre che di Massimo Bubola per il testo di Don Raffaè (canzone eseguita anche con Roberto Murolo al concerto del 1º maggio 1992) e Francesco Baccini per quello di Ottocento. Con questo album De André torna in parte al suo stile musicale più tipico, affiancandolo alle canzoni in dialetto e all'ispirazione etnica (Monti di Mola, scritta in gallurese, e La nova gelosia in napoletano, così come Don Raffaè). Torna anche la critica graffiante all'attualità e alla politica, in particolare ne La domenica delle salme e nello stesso Don Raffaè. L'album è anche una sorta di sfida culturale solitaria al mondo moderno, che l'artista può lanciare in quanto uomo libero; emblematica è quindi la citazione del pirata Samuel Bellamy posta a epigrafe del disco, nella quarta di copertina."«Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare.» (Samuel Bellamy, pirata alle Antille)"Fossati sarà presente, inoltre, nella realizzazione del concept album Anime salve, pubblicato nel 1996, duettando con De André nel brano omonimo. Incentrato sul tema della solitudine, è anche l'ultimo album in studio del cantautore e viene considerato uno dei suoi capolavori, al pari dei suoi dischi più celebrati del passato, nonché come il testamento musicale ed etico di De André. Luigi Manconi, che aveva criticato Storia di un impiegato, ha scritto che considera Anime salve, assieme ai primi album degli anni '60, come l'opera forse migliore di De André.Luigi Manconi, Valentina Brinis, La musica è leggera. Racconto su mezzo secolo di canzoni, 2012, pagg. 255-256Il disco rappresenta un viaggio ideale nella solitudine e nell'emarginazione, sia quella dei generici "ultimi", sia quella dei rom (popolo), del marinaio, della transessuale e dell'artista stesso; allo stesso tempo rappresenta un attacco alle "maggioranze" che opprimono le minoranze (Smisurata preghiera), al razzismo e all'indifferenza della società di fine millennio. Presente è anche l'ormai consueta sonorità etnica (A cumba, in lingua ligure, Disamistade, ma anche Prinçesa e Dolcenera, quest'ultima tra le canzoni più amate e conosciute dal pubblico, tra quelle dell'ultimo periodo).«De André, Fabrizio», in: Enzo Gentile, Alberto Tronti, Dizionario del Pop-Rock 2014, Zanichelli File:De André 1998.jpg: File:De André Guccini.png: Fra il 1990 e il 1996 collabora con vari autori, sia come autore sia come cointerprete, nei rispettivi album: tra essi ricordiamo Francesco Baccini (Genoa Blues, un brano per Genova dedicato sia alla loro città sia alla loro squadra del cuore, il , del quale De André fu accanito tifoso), i Tazenda (Etta Abba Chelu), Mauro Pagani, Max Manfredi (La Fiera della Maddalena), Teresa De Sio (Un libero cercare), Ricky Gianco (Navigare), i New Trolls (la citata Faccia di Cane), Carlo Facchini dei Tempi Duri e il figlio Cristiano De André (Cose che dimentico). Da segnalare la collaborazione con "Li Troubaires de Coumboscuro" nell'album A toun souléi, dove De André partecipa all'incisione del brano in provenzale antico Mis amour, duettando insieme a Clara Arneodo, la cantante solista del gruppo, con accompagnamento del chitarrista Franco Mussida. Nel 1996 De André collabora con Alessandro Gennari alla scrittura del romanzo Un destino ridicolo, dal quale dodici anni dopo Daniele Costantini ha tratto il film Amore che vieni, amore che vai (film).Il 26 luglio 1997, Fernanda Pivano, scrittrice e traduttrice, tra l'altro, dellAntologia di Spoon River, consegna a Fabrizio De André il Premio Lunezia per il valore letterario del testo di Smisurata preghiera, mettendo in imbarazzo il cantante presentandolo come "il più grande poeta in assoluto degli ultimi cinquant'anni in Italia", "quel dolce menestrello che per primo ci ha fatto le sue proposte di pacifismo, di non violenza, di anticonformismo", aggiungendo che "sempre di più sarebbe necessario che, invece di dire che Fabrizio è il Bob Dylan italiano, si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio americano".]Sempre nel 1997 esce Mi innamoravo di tutto, una raccolta di live e studio in cui duetta con Mina ne La canzone di Marinella, e che sarà l'ultima pubblicazione della sua vita: la copertina è una delle più celebri e riprodotte immagini artistiche di De André, una foto scattata dalla moglie Dori Ghezzi raffigurante il cantautore con la sigaretta in mano, ripreso quasi dall'alto. e
La morte
Content:File:De André funerali.jpg: Dopo un concerto a Roccella Ionica, il 13 agosto del 1998, il tour prevede un'altra tappa a Saint-Vincent, il 24 dello stesso mese. Tuttavia durante le prove De André sembra scoordinato e a disagio: non riesce a sedersi e imbracciare la chitarra come vorrebbe e lamenta un forte dolore al torace e alla schiena. Alla fine il cantautore getta via la chitarra e non tiene il concerto (i biglietti sono poi risarciti). Qualche giorno dopo De André viene sottoposto ad esami medici ad Aosta e, in spiegazione a quanto accaduto, gli viene diagnosticato un carcinoma polmonare, che lo porta a interrompere definitivamente i concerti.Nonostante la malattia, continua a lavorare con il poeta e cantante Oliviero Malaspina al disco di Notturni, progetto che però non vede mai la luce. Con lo stesso Malaspina, collaboratore anche del figlio Cristiano e che apre alcuni concerti dell'ultimo tour, ha anche il progetto di scrivere alcune opere letterarie: un libro intitolato Dizionario dell'ingiuria, e alcuni racconti.De André è ricoverato solo verso la fine del novembre 1998, quando ormai la malattia è a uno stato avanzato: esce dall'ospedale solo il giorno di Natale, per poter trascorrere le festività a casa insieme alla famiglia, quando i medici ormai disperano di salvarlo.De André muore alle 2:30 dell'11 gennaio 1999, un mese prima di compiere 59 anni, all'Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove era ricoverato per l'aggravarsi della malattia.I funerali si svolgono nella Basilica di Santa Maria Assunta (Genova) a Genova il 13 gennaio: vi partecipa una folla di oltre diecimila persone, tra cui estimatori, amici ed esponenti dello spettacolo, della politica e della cultura.Nella bara sono stati messi un pacchetto di sigarette, una sciarpa del , sua squadra del cuore, alcuni biglietti, un naso da clown e un drappo blu. Dopo la cremazione (testimone incaricato dalla famiglia fu l'amico Beppe Grillo), avvenuta il giorno seguente alla cerimonia funebre, le ceneri sono state disperse, per sua espressa volontà, al largo di Genova, nel Mar Ligure, sebbene il suo nome compaia anche all'interno della tomba di famiglia al Cimitero monumentale di Staglieno, nello stesso loculo del fratello Mauro (poiché le ceneri vi furono inizialmente messe e l'urna custodita), posto fra quello della madre Luisa Amerio e quello del padre Giuseppe; sulla tomba sono messi anche alcuni sassi raccolti sulla spiaggia, una sigaretta e una conchiglia.
Stile musicale
Content:Fabrizio De André è citato fra i più importanti e poetici cantautori italiani. La sua canzone d'autore è musicalmente scarna nonché incentrata sulle melodie e sulla voce profonda.I nostri cantautori; pag. 106 Sempre prediligendo il formato della ballata,Monti, Di Pietro; pag. 168 De André ha proposto inizialmente un repertorio di canzoni che fanno prevalentemente leva sulla sola chitarra e pochi contrappunti. Col passare del tempo, ha sempre più preso le distanze dalla canzone d'autore francese di Georges Brassens, suo artista di riferimento, dando vita "a un certo nuovo modo di far poesia in canzone". Altri musicisti a cui si è ispirato sono Leonard Cohen, Bob Dylan e importanti figure letterarie quali Edgar Lee MastersMonti, Di Pietro; pag. 164 preso a modello per l'album Non al denaro non all'amore né al cielo (1971). I suoi testi anticonvenzionali parlano di temi quali l'arroganza del potere, la marginalità e il SessualitàMonti, Di Pietro; pag. 165 non tralasciando elementi di cronaca e satira. Per la sua attitudine a cantare gli umili, i Povertà, le vite di Emarginazione, Ribellione, Alcolismo, Tossicodipendenza, "diversi", Suicidio e Prostituzione, e in generale coloro che vivono "in direzione ostinata e contraria"Intervista a Mauro Pagani in Podestà, Fabrizio De André, in direzione ostinata e contraria, p. 23. (verso della canzone Smisurata preghiera dall'album Anime salve del 1996 e titolo di una raccolta antologica), nonché per le sue idee Anarchia, De André è spesso ricordato come "il cantautore degli emarginati" o il "poeta degli sconfitti".Alfredo Franchini, Uomini e donne di Fabrizio De André. Conversazioni ai margini, Fratelli Frilli Editori, 2014, cap. VII File:Targa in Via del Campo.JPG: . «Il cammino artistico di Fabrizio De André ebbe inizio sulla pavimentazione sconnessa e umida del carruggio di Via del Campo (Genova), prolungamento della famosa Via Pré, strada tanto proibita di giorno quanto frequentata la notte. È in quel ghetto di umanità platealmente respinta e segretamente bramata che avrebbero preso corpo le sue ispirazioni; di ghetto in ghetto, dalle prostitute alle minoranze etniche, passando per diseredati, disertori, bombaroli e un'infinità d'altre figure. Nella sua antologia di "vinti", dove l'essenza delle persone conta più delle azioni e del loro passato, De André raggiunse risultati poetici che oggi gli vengono ampiamente riconosciuti». Secondo le parole di Massimo Cotto, il musicista sarebbe:Al repertorio asciutto di Volume 1 (1967) si contrappongono le sonorità orchestrali e drammatiche di Tutti morimmo a stento (1968)I nostri cantautori; pag. 110 riprese anche nel già citato Non al denaro non all'amore né al cielo.I nostri cantautori; pag. 115 Alla poeticità di La buona novella (1970) seguono Storia di un impiegato (1973), che risente degli stimoli pop e rock dell'epoca,I nostri cantautori; pag. 116 Canzoni (1974), che segna una transizione verso "un suono più variopinto e articolato" rispetto ai dischi precedenti e Rimini (1978), debitore del folk-rock americano. Molto diverso è Crêuza de mä (1984) che, ispirandosi alle culture etniche mediterranee, getta un ponte fra musica occidentale e orientale e fa un largo uso di strumenti etnici acustici.Monti, Di Pietro; pag. 167
Influenza culturale
Content:File:GENOVA e De Andrè.jpg: De André è tuttora molto presente nella memoria collettiva. La discografia di De André è ampia, ma non vasta come quella di altri autori del suo tempo; nonostante ciò risulta memorabile per varietà e intensità.Addio Fabrizio, poeta anarchico di fine millennio, Giacomo Pellicciotti, La Repubblica (quotidiano), 11 gennaio 1999 Viene ora riassunta in postume ricostruzioni filologia, curate dalla vedova e da esperti tecnici del suono che si sono riproposti l'obiettivo di mantenere, nei nuovi supporti, le sonorità dei vecchi LP. Sino a ora sono state realizzate due raccolte, entrambe in triplo CD, titolate In direzione ostinata e contraria e In direzione ostinata e contraria 2.File:Monument_to_Fabrizio_de_André_in_Manarola.jpg: @an0:thumb@an1:Il negozio-museo Gianni Tassio, in via del Campo, all'epoca in cui vi era ancora un'attività commercialealt:<empty> @an0:Via del Campourl: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/13/tursi-acquista-il-negozio-di-gianni-tassio.htmltitolo:Acquisizione da parte del Comune di Genova del negozio di Gianni Tassiourl: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/01/07/genova-vince-la-chitarra-di-de-andre.htmltitolo:Genova vince la chitarra di De André - la Repubblica.itpubblicazione:Archivio - la Repubblica.itaccesso:24 febbraio 2018@an0:''Via del Campo 29rosso: riapre il negozio di musica di Gianni Tassio'' File:Piazza Fabrizio De Andrè.jpg:
Omaggi
Content:@an0:Hotel Supramonte @an0:Amore che vieni, amore che vai @an0:Ligabue@an0:Zucchero@an0:La canzone di Marinella@an0:Tutti gli Zeri del mondo @an0:Canzone per l'estate @an0:Mégu megún@an0:Le nuvole@an0:Morgan@an0:Rai UnoFile:Faber-tour-indiano1982.jpg: @an0:√ Patti, stella internazionale al concerto per ‘Faber' | News | Rockol]. Rendono inoltre omaggio a De André Morgan (cantante), con l'album Non al denaro non allamore nè al cielo (Morgan), remake dell'Non al denaro non allamore né al cielo album di Fabrizio De André pubblicato nel 1971; Loredana Bertè che include nel suo album Babybertè Live 2007 la versione live di Una storia sbagliata, registrata sette anni prima al concerto-tributo del Teatro Carlo Felice; i pugliesi Folkabbestia, che incidono Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers includendola nel loro album 25-60-38. Breve saggio sulla canzone italiana; e i Giganti, che incidono Il pescatore (con Enrico Maria Papes alla voce solista) per il loro album Mettete dei fiori nei vostri cannoni.@an0:Amore che vieni, amore che vai@an0:Tgcom - Patti Smith, omaggio a De André]; lo stesso ex leader dei The Rokes incide nel 2007 River Sand Creek nel suo album Storie, sogni e rocknroll. Tuttavia la Smith non includerà cover di De André né nell'album Twelve (Patti Smith) né in quello successivo, Banga (album).@an0:Amanda è libera@an0:Clementino@an0:Zuccherourl: https://www.talassamagazine.com/talassa/2019/4/10/faber-nostrum-il-tributo-a-de-andrtitolo:Faber Nostrum, la musica italiana canta De Andréeditore:Talassa Magazinedata:11 aprile 2019accesso:11 aprile 2019
''Tribute band''
Content:Oltre agli artisti celebri, anche una lunga serie di cantanti meno conosciuti e, soprattutto, di Gruppo musicale giovanili, dopo la scomparsa di De André, ha registrato album composti principalmente o esclusivamente da sue canzoni, con risultati apprezzabili. Nelle piazze e nei teatri di città e di provincia sono centinaia le rappresentazioni che, ogni anno, vengono dedicate al musicista.
Premio Fabrizio De André
Content:A due mesi dalla morte del cantautore, nel 1999, viene istituito il premio De Fabula in suo onore, in seguito rinominato in Premio Fabrizio De André, assegnato a chi, nei diversi rami della cultura, sia stato particolarmente capace di diffondere la cultura ligure e specialmente genovese al di fuori della regione stessa.Il premio consiste nell'assegnazione al vincitore di un quartaro d'oro (moneta un tempo utilizzata a Genova). sul sito dell'Associazione De Fabula
Tematiche
Content:Fede religiosaFile:Fabrizio+De+Andr+faber.jpg: Molti sono i brani attraverso i quali De André esprime la sua visione religiosa. Già nel suo primo album Volume I (Fabrizio De André), inserisce brani come Preghiera in Gennaio, dedicato al suicidio dell'amico Luigi Tenco, Spiritual, Si chiamava Gesù. Con il concept album La buona novella (1970) il cantautore dedica un'intera opera alla tematica del Nuovo Testamento, umanizzando i personaggi del Vangelo e dei vangeli apocrifi. Riferimenti alla fede, alla religione, sono presenti direttamente o indirettamente anche in altri brani (Smisurata preghiera, Khorakhané, Il testamento,il testamento di Tito ecc.), ma risulta difficile descrivere con certezza la visione (probabilmente in continua evoluzione) del cantautore su questi temi, se non attraverso sue esplicite dichiarazioni.Nonostante molte volte si sia dichiarato noncredenza, Vita Pastorale, n. 7, luglio 2013, egli espresse spesso nei fatti una religiosità di tipo "panteismo", pur ammirando alcune figure religiose concrete. Affermò: In ogni caso, l'atteggiamento tenuto da De André nei confronti dell'uso politico della religione, delle gerarchie ecclesiastiche e dell'ipocrisia della provincia ligure è spesso sarcastico e fortemente critico, fino all'anticlericalismo, nel contestarne i comportamenti contraddittori, come, ad esempio, nelle canzoni Un blasfemo, Il testamento di Tito, La ballata del Miché e gli ultimi versi di Bocca di rosa. Dopo il rapimento, la visione religiosa di De André ebbe una nuova evoluzione: umanista nel suo prestare attenzione all'uomo – in contrapposizione con la fede in un Dio, creazione dell'uomo stesso –, De André è uscito da quell'esperienza con un rinnovato rispetto nella fede e la divinitàCitato in L'amore sacro, l'amor profano – omaggio a Fabrizio De André, a cura di Piero Ameli, BURsenzafiltro, Bergamo, 2006. Allegato al DVD Omaggio a Fabrizio De André, concerto tributo registrato il 10 luglio 2005 all'Anfiteatro Romano di Cagliari. ISBN 88-17-01296-3..Qualche mese prima della sua scomparsa, nel concerto al teatro Brancaccio di Roma nel 1998, De André fece le seguenti dichiarazioni riguardo all'album La buona novellaSi possono ascoltare nel DVD tratto dalla tournée: Infine, nelle note del diario che De André tenne negli ultimi mesi di vita è contenuta una sua poesia inedita dedicata a Francesco dAssisi.Tra le passioni di De André, vi era anche quella per l'astrologia. Come afferma anche Mauro Pagani in una intervista "Fabrizio aveva una gran passione per l'astrologia. Anzi, se doveva intraprendere con qualcuno un lavoro appena più che saltuario, per prima cosa gli chiedeva la data di nascita e l'ora. Poi gli faceva l'oroscopo di base e il quadro astrale completo, con tanto di effemeridi. E, se buttava male, il lavoro non partiva nemmeno".Vedi:http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/01/31/pagani-il-mio-faber-tra-canzoni-astrologia.html
Composizione, influenze e paternità delle canzoni
Content:File:De André1982.jpg: Lungo la propria carriera De André ha collaborato, sia per la parte musicale, sia per la parte testuale, con numerosi altri artisti, prediligendo la composizione dei testi a quella delle musiche. Fatta eccezione per l'album La buona novella, di cui firma testo e musica di tutte quante le tracce a parte Il testamento di Tito, le canzoni in cui De André è autore unico sia del testo che della musica sono dieci (La ballata delleroe, Il testamento (brano musicale), La guerra di Piero, La canzone di Marinella (brano musicale), Per i tuoi larghi occhi/Fila la lana, Geordie/Amore che vieni, amore che vai, La ballata dellamore cieco, La cattiva strada/Amico fragile, Giugno '73 e l'inedito postumo Dai monti della Savoia), i brani in cui è co-autore sia del testo che della musica sono 87, mentre quelli in assoluto in cui figura (come autore o co-autore della musica o del testo) sono 216.In casi come quello de La canzone dellamore perduto, accreditata al solo De André, la musica è quella di un brano nel pubblico dominio del XVIII secolo di Georg Philipp Telemann. Vittorio Centanaro, collaboratore di De André non iscritto alla SIAE, ha dichiarato di aver anch'egli stesso collaborato alla stesura de La guerra di Piero e Si chiamava Gesù, accreditate al solo De André.Come affermato da Centanaro in un'intervista di Franco Zanetti e Claudio Sassi riportata nel volume Fabrizio De André in concerto, 2008, Giunti Editore A Il fannullone e Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers (1962) ha collaborato ai testi Paolo Villaggio, affermando – per il secondo brano – d'essere unico autore del testo, ma smentito da De André stesso.Secondo quanto affermato da Paolo Villaggio: «La scelta dell'ambientazione medioevale fu tutta farina del mio sacco; Fabrizio ci mise solo la musica. Cioè avvenne il contrario, lui aveva già la musica e io ci misi le parole... In una settimana scrissi le parole di questa presa in giro del povero Carlo Martello.» ; De André, tuttavia, in un'intervista del 12 gennaio 1969 ribadiva che le affermazioni di Villaggio erano infondate e che co-scrisse il testo lui stesso Geordie è un adattamento con traduzione di un brano tradizionale inglese, reso popolare negli stessi anni anche dall'interpretazione di Joan Baez. La canzone del maggio (la cui musica ritorna parzialmente anche nel brano Nella mia ora di libertà dello stesso album Storia di un impiegato), accreditata come "canto del maggio francese", è una lontana rielaborazione di un pezzo della cantante Dominique Grange (Chacun de vous est concerné) che la donò a De André rinunciando ai Diritto dautore. Il re fa rullare i tamburi è accreditata a De André, è indicata in nota come rielaborazione di una canzone popolare francese del XIV secolo. Hotel Supramonte riprende per la parte musicale Hotel Miramonti del collaboratore Massimo Bubola. Fila la lana, indicata come "canzone popolare francese del quindicesimo secolo" che De André aveva conosciuto tramite Vittorio Centanaro, fu composta per la parte musicale da Robert Marcy nel 1948 e interpretata da Jacques Douai nel 1955, e tradotta da De André. Via del Campo, accreditata inizialmente anche per la parte musicale a De André, che la riteneva una melodia anonima del XV secolo, prende la musica dal brano di Enzo Jannacci La mia morosa la va alla fonte (scritto con Dario Fo): Jannacci riconobbe la buona fede di De André, raccontando d'avergli teso uno scherzo presentandogli una musica medievale riarrangiata da lui, e nel 1990 concordò il doppio accredito Jannacci-De André. Andrea, accreditata a De André e Bubola, nel Bridge (musica) fra una strofa e la successiva, cita col violino il refrain del brano O' comme Histoire d'O composto da Pierre Bachelet, colonna sonora del film Histoire dO (film). Fiume Sand Creek, accreditata a De André e Bubola, per metà della linea melodica della strofa è forse ispirata a Summer 68 dei Pink Floyd. File:De André backstage.jpg: Oltre agli adattamenti, ufficialmente riconosciuti, di noti brani di cantautori stranieri (come Georges Brassens, Bob Dylan e Leonard Cohen) e alle riprese di temi musicali e letterari esplicitamenti dichiarati (come il testo di Smisurata preghiera, tratto da Imprese e tribolazioni di Maqroll il Gabbiere di Álvaro Mutis o i brani ispirati all'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters), De André si ispirava anche alla tradizione della canzone popolare anarchica, che spesso riprendeva melodie adattandole al nuovo contesto (l'esempio più celebre sono i canti scritti da Pietro Gori, su musiche tratte dalla tradizione popolare o scritte da Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi)., Girodivite - AntenatiDe André, che non ha mai ricevuto contenziosi per questioni inerenti al diritto d'autore, regalò egli stesso un verso della sua canzone La domenica delle salme (1990) a Loredana Bertè, che lo usò come titolo del suo album Un pettirosso da combattimento (1997).Sulla paternità delle canzoni di De André, Francesco De Gregori, intervistato da Roberto Cotroneo, ha dichiarato al proposito: Sullo stesso tema De André ha dichiarato:De André è accreditato come autore o co-autore di tutti i brani originali da lui registrati nel corso della sua intera carriera, con due sole eccezioni: Le storie di ieri, scritta da Francesco De Gregori (che incise anche lui, quasi contemporaneamente a De André, con piccole variazioni di testo); E fu la notte con testo di Franco Franchi (cantante) e musica di Carlo Cesare Stanisci e Arrigo Amadesi.
Discografia
Content:@an0:Volume I@an0:Canzoni@an0:Rimini@an0:Fabrizio De André@an0:Le nuvole
Tournée
Content:I tour di Fabrizio De André, compiuti nel periodo compreso dal 1975 al 1998, sono in tutto 12, dei quali solamente uno Europa. Nel primo è stato accompagnato da due musicisti dei New Trolls e due dei Nuova Idea e nel secondo dalla Premiata Forneria Marconi (che curò tutti i nuovi arrangiamenti dei brani).
Opere
Content:@an0:Garamond@an0:Einaudi
Le canzoni di Fabrizio De André nei film
Content:La musica di Fabrizio De André è presente nei film: @an0:La cuccagna@an0:Amore che vieni, amore che vai
Nel teatro
Content:Storie di personaggi dalle canzoni e reminiscenze musicali:
Premi e riconoscimenti
Content:;* Premio Tenco @an0:Premio Fionda di Legno url: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/07/22/tempio_renzo_piano_inaugura_la_nuova_piazza_dedicata_a_fabrizio_d-68-518024.htmltitolo:Tempio, Renzo Piano inaugura la nuova piazza dedicata a Fabrizio De André - Cronaca - L'Unione Sarda.itpubblicazione:L'Unione Sarda.itdata:22 luglio 2016accesso:22 ottobre 2016
Filmografia
Content:@an0:Amore che vieni, amore che vaiurl: http://www.linopinna.it/film.htmltitolo:FILMsito:www.linopinna.itaccesso:5 novembre 2018url: https://www.rockit.it/news/marinelli-de-andre-film-principe-libero-genovatitolo:Luca Marinelli sarà Fabrizio De André nel film Principe libero”pubblicazione:Rockit.itaccesso:11 marzo 2017url: http://www.lanotiziagiornale.it/luca-marinelli-sara-fabrizio-de-andre-al-via-le-riprese-di-principe-libero-il-film-su-faber/titolo:Via al film su Fabrizio De Andrè, interpretato da Luca Marinellipubblicazione:La Notizia giornale.itdata:10 marzo 2017accesso:11 marzo 2017url: http://genova.mentelocale.it/72032-genova-film-de-andre-casting-set-cinema-liguria-2017/titolo:Un film su De Andrè, casting e set: cinema in Liguria nel 2017accesso:11 marzo 2017url: http://www.genovatoday.it/eventi/cultura/de-andre-film-casting.htmltitolo:A marzo le riprese sul film di De Andrè: cercasi comparse a Villa Bombrinipubblicazione:GenovaTodayaccesso:11 marzo 2017
Documentari
Content:
Fumetti
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Archivio e biblioteca personale
Content:La Biblioteca di area umanistica dell'Università degli studi di Siena conserva il Fondo Fabrizio De André, comprendente carte familiari, corrispondenza, scritti connessi all’elaborazione dei testi delle canzoni (con particolare riguardo agli album Le Nuvole e Anime salve) e materiali relativi all’organizzazione di tournée. È inoltre presente un nucleo di libri appartenuti al cantautore.
Note
Content:
Bibliografia
Content:autore:Marco Ansaldotitolo:Le molte feritoie della notte I volti nascosti di Frabrizio De Andréanno:2015ed:1editore:UTETisbn:978-88-511-3496-9titolo:I nostri cantautoriautore:Autori varieditore:Themaanno:1990| poi Milano, Sperling Paperback, 2000. ISBN 88-8274-146-X | poi Roma, Arcana, 2009. ISBN 978-88-6231-068-0 | poi Milano, Rizzoli, 2008. ISBN 978-88-17-02410-5 | poi Roma, Coniglio, 2009. ISBN 978-88-6063-197-8 autore:Luigi Vivatitolo:Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De Andréanno:2000editore:Feltrinellicittà:Milanocid:Viva 2000ISBN:88-07-81580-X| poi Civitella in Val di Chiana, Zona, 2003. ISBN 88-87578-63-X titolo:Dizionario dei cantautoriautore:Giangilberto Monti, Veronica di Pietroeditore:Garzantianno:2003], Milano, Chiarelettere, 2012. ISBN 978-88-6190-035-6. titolo:Il Grifone fragile. Fabrizio De André: storia di un tifoso del Genoanome:Toninocognome:Cagnuccieditore:Lìminaanno:2013pp:171ISBN:978-88-6041-149-5titolo:Fratello senza peccato. Filippo Mariotti, fattore dell'Agnata racconta l'amico fragile Fabrizio De Andrénome:Brunellacognome:Lotteropp:151anno:2017editore:Nulla DieISBN:978-88-6915-105-7
Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:@an0:Sito su Altervista su Fabrizio De André@an0:Pagina di Fabrizio De André sul sito ufficiale Legacy Recordings@an0:http://www.palazzoducale.genova.it/deandre/index.htm@an1:Sito della mostra dedicata a Fabrizio De André al Palazzo Ducale di Genova@an0:Fabrizio De André - In direzione ostinata e contrariaurl: http://www.ondarock.it/italia/fabriziodeandre.htmtitolo:Fabrizio De Andre' - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock Categoria:Fabrizio De André Categoria:Gruppi e musicisti della Liguria Categoria:Anarchici italiani Categoria:Autori partecipanti al Festival di Sanremo Categoria:Cantanti folk italiani Categoria:Cantanti pop Categoria:Chitarristi italiani Categoria:Gruppi e musicisti della Bluebell Categoria:Gruppi e musicisti della Dischi Ricordi Categoria:Gruppi e musicisti della Karim Categoria:Gruppi e musicisti della Produttori Associati Categoria:Pacifisti Categoria:Persone sequestrate Categoria:Scrittori italiani del XX secolo

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Pag. 292Mario Luzi, Introduzione ad Accordi eretici di Fabrizio De AndréLaltro FabrizioÈ Morto De Andre LAvvocato di Gardini - La RepubblicaRoberto Iovino, Fabrizio De André, lultimo trovatoreFabrizio De André - BIOGRAFIAFabio Dalmasso, Le prostitute di De André: anime salve dei carruggiDe André nel ricordo di Paolo VillaggioGiuseppe Cirigliano, Biografia di De AndréFondazione De AndréLa radio Vaticana ha lanciato il professore, da TV Sorrisi e canzoni del 1º dicembre 1968Intervista di Adriano Botta a Fabrizio De André, pubblicata su LEuropeo del 13 marzo 1969De André, quella volta ho copiato Prévert, il Corriere della Sera del 28 luglio 1997link ai dischi di Mina che contengono canzoni di De AndréLuciano Lanza. Intervista a Fabrizio De André (1993)Fabrizio De AndreScoperto inedito di De André in ingleseFiorella Gentile, Fabrizio De André: un disco da leggere, pubblicato su Ciao 2001 del 2 dicembre 1973, pagg. 33-35De André arriva al cinema. Dori Ghezzi: Il suo paradiso era in terra - Musica - Spettacoli - Repubblica.itDe André: Malgioglio, Quando gli presentai Dori GhezziFaber, una notte sulle note del suo InvernoAmico fragile - AntiwarsongsFoto dellarticoloPresentazione del brano fatta da De André il 19 gennaio 1992FaberDeAndre.Com - Scritti su Fabrizio De André: Sally1978-79Riccardo Bertoncelli, Belìn, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André: Con gli appunti inediti de I NotturniArticolo del Messaggero sulla sentenza per il sequestro di Fabrizio De André e Dori Ghezzi.I De André non saranno parte civile in appelloDe André perdona i rapitori e firma la domanda di graziavedi puntataquesta puntataGiuseppe Cirigliano, Amico fragileLa nuova siglia di Che tempo che fa: Rainbows di Raphael GualazziDe Andre : quella volta ho copiato PrevertCrediti dellalbumImmagineLultima battaglia del poeta De AndréEnrico Marcoz, Non batté ciglio quando seppe del tumoreI Notturni, inedito De André. Lopera che Faber non scrisse maiLultimo album, ecco i testi ineditiBiografia di Oliviero MalaspinaVia del Campo 29rosso: riapre il negozio di musica di Gianni Tassio√ Patti, stella internazionale al concerto per ‘Faber | News | RockolTgcom - Patti Smith, omaggio a De AndréPremio Fabrizio De AndréPaolo Ghezzi, Articolo su Il Vangelo secondo De AndréLa poetica di Fabrizio De AndréRecensione e risvolto di copertina a Il Vangelo secondo De André di Paolo GhezziDiapositive De AndréRoberto Beretta, De André, il ribelle che cantò il VangeloRecensione a Sulla cattiva strada. La spiritualità di Fabrizio De André di Fabrizio Filiberti e Milena SimonettiFabrizio de André in mostra a RomaEro più curioso di voi, «Astrologia», in Fondazione De AndréArchivio Opere ed Archivio Associati e Mandanti SIAEMusica, dai Beach Boys a Baglioni: galleria dei (presunti) plagiConfronto tra Summer 68 e Fiume Sand CreekDe André: anarchia e puttaneLoredana Bertè, dalla fame al successo: “Sono una signora. E sono tornata”Sito su Altervista su Fabrizio De AndréPagina di Fabrizio De André sul sito ufficiale Legacy RecordingsFabrizio De André - In direzione ostinata e contraria

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La buona novellaGipo FarassinoLa StampaGipo FarassinoLa Stampa2009De André durante il tour ''L'Indiano'' 1981: 1971Non al denaro, non allamore né al cieloGiuseppe BentivoglioAntologia di Spoon RiverEdgar Lee MastersNicola PiovaniFernanda Pivano2005MorganNon al denaro non allamore nè al cieloRoberto DanéRiccardo BertoncelliGiuntiSergio BardottiGian Piero ReverberiRiccardo Bertoncelli2003GiuntiMicheleSenza orario senza bandieraRoberto DanéNicola PiovaniRiccardo BertoncelliGiuntiTutti morimmo a stentoallomonima poesia1972Produttori AssociatiFestivalbarVittorio SalvettiVeronaMia MartiniPiccolo uomoVincenzo BuonassisiCorriere della SeraVincenzo BuonassisiCorriere della SeraLeonard Cohen19741973Storia di un impiegatoGiuseppe Bentivoglio68movimento studentescoSimone DessìLuigi ManconiLotta ContinuaMuzakedizioni SavelliSimone DessìRiccardo BertoncelliRiccardo BertoncelliGiuntiEnrico DeregibusmarxistaEnrico DeregibusRiccardo BertoncelliGiuntiFiorella GentileCiao 2001colonna sonoraDario Argento227x227px: Nicola PiovaniPremio Oscar1999La vita è bellaRoberto BenigniGiorgio GaberDanteliberaleextraparlamentareDomenica del Corriere1974comunistaGiunti Editore19751976Giunti EditoreStoria di un impiegatoEnrico DeregibusRiccardo BertoncelliGiuntiKarim1972FolkstudioEnrico DeregibusRiccardo BertoncelliGiuntiCanzoniFrancesco De GregoriDori GhezziWessCristiano Malgioglio1989impresario teatraleSergio BernardiniBussolalire1975Marina di PietrasantaNew Trolls1968Senza orario senza bandieraNuova Idea1976Alberto MompellioSperling & KupferGiunti EditoreCristianoCristiano: AutonomiaSinistra extraparlamentareStoria di un impiegatoArcana Editorecontrocultura1976Arcana EditoreRoma1978RiminiAutonomia Operaianel 1977indiani metropolitanicontestarono Luciano Lamacampagna sul divorzioPartito RadicalePiazza NavonaMarco Pannellapoliziaservizi segreti italianianni novantaMinistero dellInternoGuido Salvinivia Appiamarxismo-leninismostrage di piazza FontanaSISDEBRDori GhezziTempio Pausaniamovimenti extraparlamentari di sinistrafilo-cinesiRivista Anarchica1971Léo Ferré nel 1975: 1974anni settantaBob DylanDesolation RowLeonard CohenOrnella VanoniGeorges BrassensCanzoni19741975Francesco De GregoriVolume VIIILello DArgenzioRimini1978Massimo BubolaBob Dylannaufragio di una nave a GenovaabortoomosessualitàGabriel García MárquezAlejandro Jodorowskymusica etnicafilastroccaZirichiltaggiaantimilitaristateatro SmeraldoI VitelloniFederico FelliniPremiata Forneria MarconiarrangiamentiLato Side1978Forlì197919791980anni settantasardaTempio PausaniaDori GhezziDori Ghezzi e la piccola ''Luvi'': 1979anonima sequestriMonte LernoPattadaBrigate RosseGente1981Lindianonativo americanopellerossasardostrage di Bologna1980Hotel SupramonteSupramontePCIcollaborazione di giustizia1991graziaDe André in concerto nel 1980: 1980TittiCD2005Pier Paolo PasoliniWilma Montesi1982Dischi RicordiFadoMassimo BubolaTempi DuriSantIlarioGenovacrêuza.'': 1984Crêuza de mämediterranealingua genoveseMauro Paganiworld music1985Roberto FerriNew TrollsFestival di Sanremo 1985Vittorio De ScalziMusica Leggera20101988Ivano FossatiLa pianta del tèFrancesco De GregoriIl matrimonio di Dori Ghezzi e Fabrizio De André a Tempio Pausania il 7 dicembre 1989: 1989Tempio PausaniaBeppe Grillo1990Le nuvoleomonima commediaAristofaneMauro PaganiIvano FossatiMassimo BubolaDon RaffaèRoberto MuroloFrancesco BacciniLa domenica delle salmeDon RaffaèpirataSamuel Bellamyconcept albumAnime salve1996Luigi ManconiromtransessualerazzismoEnzo Gentileteatro Brancaccio di Roma: Francesco GucciniClub TencoFile:De André Guccini.png: 19901996Francesco BacciniTazendaMauro PaganiMax ManfrediTeresa De SioRicky GiancoNew TrollsCarlo FacchiniTempi DuriCristiano De AndréFranco Mussida1996Alessandro GennariUn destino ridicoloDaniele CostantiniAmore che vieni, amore che vaiFernanda PivanoAntologia di Spoon RiverPremio LuneziaMi innamoravo di tuttosigarettaFunerali di Fabrizio De André alla basilica dell'Assunta di Carignano il 13 gennaio 1999.: Roccella Ionica1998Saint-VincenttoraceAostacarcinoma polmonareOliviero Malaspina1998Natale1999Istituto dei tumoriMilanoBasilica di Santa Maria Assunta di CarignanoGenovaPaolo VillaggioLa Storia siamo noi2007cremazioneBeppe GrilloMar LigureCimitero di StaglienoFernanda Pivano1999Georges BrassensLeonard CohenBob Dylanpoteresessopoveriemarginatiribellialcolizzatitossicodipendentisuicidiprostituteanarchichecanzone omonimaMi innamoravo di tutto'': Via del CampoGenovaStoria di un impiegato'' (1973): Nicola Piovanimemoria collettivaLa RepubblicafilologicheIn direzione ostinata e contrariaIn direzione ostinata e contraria 2ManarolaCinque Terre): 2000teatro Carlo FeliceFaber, amico fragile2003Premiata Forneria Marconialt=: Via del CampoMauro PaganiEmergencyEmergencyFreetownSierra LeoneVia del Campo2011Via del Campo 29 rossoPiazza Fabrizio De Andrè - Tempio Pausania: Crêuza de mäCanti randagiAnna OxaCantautoriMia MartiniHotel SupramonteFranco BattiatoFleursLa canzone dellamore perdutoAmore che vieni, amore che vaiFaber, amico fragileTeatro Carlo FeliceGenovaAdriano CelentanoLigabueFiorella MannoiaVasco RossiRoberto VecchioniZuccheroFaber, amico fragileRenato ZeroLa canzone di MarinellaTutti gli Zeri del mondoFrancesco De GregoriCanzone per lestateAmore nel pomeriggioOrnella Vanoni2004 Crêuza de mäCrêuza de mäMégu megúnLe nuvoleMauro PaganiAfterhoursAnfiteatro romano di CagliariAndrea ParodiAntonella RuggieroMorganMassimo RanieriFrancesco Di GiacomoSergio CammariereDolceneraMassimo GhiniOrchestra Internazionale SardaRai UnoRai InternationalOmaggio a Fabrizio De AndréDe André in concerto nel 1982: 2006MilanoPatti SmithPremiata Forneria MarconiCristina DonàMorganNon al denaro non allamore nè al cielo (Morgan)omonimo1971Loredana BertèBabybertè Live 2007Una storia sbagliataFolkabbestiaCarlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers25-60-38. Breve saggio sulla canzone italianai GigantiEnrico Maria PapesMettete dei fiori nei vostri cannoniPatti SmithAmore che vieni, amore che vaiFiume Sand CreekUna storia sbagliataShel ShapiroRokes2007Storie, sogni e rocknrollTwelveBanga2008Massimo BubolaDallaltra parte del vento2009Cristiano De AndréDe André canta De AndréFondazione Fabrizio De André OnlusVittorio BoGuido HarariVincenzo MollicaPepi Morgia2010Premiata Forneria MarconiA.D. 2010 - La buona novellaLa buona novella19702010De André canta De André - vol. 2Cristiano De André2011Al BanoAmanda è liberaLa buona novella1986Sempre sempreFestival di Sanremo 2014Luciano LigabueCrêuza de mä2016ClementinoDon RaffaèFestival di Sanremo 2016ZuccheroFaber, amico fragileWanted (The Best Collection)Fabrizio De André - Principe liberoLuca Marinelligruppitribute bandGiorgio CordiniKhorakhanèBottega BaltazarMercanti di LiquoreGenovaFabrizio De André sul palco nel 1984: Volume ILuigi TencoLa buona novellaNuovo Testamentovangeli apocrifinon credentepanteisticoGrande SpiritoanticlericalismoLa buona novellarivolta del 68Gesù di NazarethmetafisicateologiaSan FrancescoastrologiaMauro PaganiDe André durante il tour del 1982: La buona novellaLa ballata delleroeIl testamentoLa guerra di PieroLa canzone di MarinellaPer i tuoi larghi occhiAmore che vieni, amore che vaiLa ballata dellamore ciecoAmico fragileLa canzone dellamore perdutopubblico dominioXVIII secoloGeorg Philipp TelemannVittorio CentanaroLa guerra di PieroSi chiamava GesùIl fannulloneCarlo Martello ritorna dalla battaglia di PoitiersPaolo VillaggioGeordieJoan BaezStoria di un impiegatoDominique Grangediritti dautoreXIV secoloMassimo BubolaRobert MarcyJacques DouaiXV secoloEnzo JannacciDario FobridgerefrainPierre BacheletHistoire dOSummer 68Pink FloydDe André durante le prove di un concerto nel 1977 circa: BrassensDylanCohenÁlvaro MutisAntologia di Spoon RiverEdgar Lee MastersPietro GoriRossiniVerdiLa domenica delle salmeLoredana BertèUn pettirosso da combattimentoFrancesco De GregoriRoberto CotroneoRoberto CotroneoFrancesco De GregoriDentro FaberLe storie di ieriE fu la notteFranco FranchiTutto Fabrizio De AndréVolume ITutti morimmo a stentoVolume IIILa buona novellaNon al denaro non allamore né al cieloStoria di un impiegatoCanzoniVolume 8RiminiFabrizio De AndréCrêuza de mäLe nuvoleAnime salve19751998europeoNew TrollsNuova IdeaPremiata Forneria MarconiGianni BorgnaLuca SerianniRomaGaramond1994Alessandro GennariUn destino ridicoloTorinoEinaudi1996François VillonMilanoFeltrinelliOliviero MalaspinaRiccardo BertoncelliLa cuccagnaLuciano SalceTopo GalileoFrancesco LaudadioIlona arriva con la pioggiaSergio CabreraLodore del sangueIn fabbricaFrancesca ComenciniAmore che vieni, amore che vaiDaniele CostantiniPalermo ShootingWim WendersI primi della listaRoan JohnsonFabrizio De André - Principe liberoLuca FacchiniFernanda Pivano1975Premio TencoVinícius de MoraesFausto AmodeiUmberto BindiFrancesco GucciniEnzo Jannacci1984199119971997Premio Lunezia2001Premio Librex Montale2009Premio Fionda di LegnoTempio PausaniaPiazza Fabrizio De AndréRenzo PianoSarzanaprovincia della SpeziaAstiAmore che vieni, amore che vaiDaniele CostantiniUn destino ridicoloFabrizio De André - Principe liberoLuca Facchini2018Faber in Sardegna & Lultimo concerto di Fabrizio De AndréGianfranco CabidduMontepulciano2008PadovaStampa AlternativaViterbo2009De AgostiniNovara2010Luigi GranettoLato SideMarco NeirottiGiuseppe AdduciDoriano FasoliCesare G. 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