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Federico Fellini
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Abstract

Considerato uno dei maggiori registi della storia del cinema, nell'arco di quasi quarant'anni - da Lo sceicco bianco del 1952 a La voce della Luna del 1990 - ha "ritratto" in decine di lungometraggio una piccola folla di personaggi memorabili. Definiva se stesso "un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo". Ha lasciato opere ricche di satira e velate di una sottile malinconia, caratterizzate da uno stile Sogni e visionario. I titoli dei suoi più celebri film - La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita, 8½ e Amarcord - sono diventati dei topos citati, in lingua italiana, in tutto il mondo.I suoi film La strada, Le notti di Cabiria, 8½ e Amarcord hanno vinto l'Oscar al miglior film in lingua straniera. Candidato 12 volte al Premio Oscar, per la sua attività da cineasta gli è stato conferito nel 1993 l'Oscar alla carriera. Ha vinto inoltre due volte il Festival di Mosca (1963 e 1987), la Palma doro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone doro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.
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Biografia
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Infanzia e giovinezza
Content:Federico Fellini nacque a Rimini il 20 gennaio 1920 da una famiglia modesta. Il padre, Urbano Fellini (1894-1956), era un rappresentante di liquore, dolce e generi alimentari originario di Gambettola, una cittadina sita a poco più di 20km ad ovest di Rimini, in direzione di Forlì, mentre la madre, Ida Barbiani (1896-1984), era una casalinga originaria di Roma, del Esquilino (rione di Roma). Fellini segue studi regolari, frequentando il Ginnasio-Liceo classico "Giulio Cesare" di Rimini dal 1930 al 1938. Da adolescente rivela già il proprio talento nel disegno, che manifesta sotto forma di vignette e caricatura di compagni e professori. Attentissimo a chi gli stava intorno, spesso ne imitava i gesti.Il suo disegnatore preferito era lo Stati Uniti dAmerica Winsor McCay, inventore del personaggio di «Little Nemo». Ispirandosi al celebre personaggio, nella sua camera da letto aveva costruito con la fantasia un mondo inventato, nel quale immaginava di ambientare le storie che voleva vivere e raccontare e vedere al cinema. Ai quattro montanti del letto aveva dato i nomi dei quattro cinema di Rimini: da lì, prima di addormentarsi, prendevano forma le sue storie immaginifiche. Fellini, fin dall'età di sedici anni, mostrava una grande attrazione per il cinema: infatti, nel suo libro Quattro film, descrive che, tra gli anni 1936 e 1939, usciva di casa senza permesso dei genitori ed entrava nei cinema nella sua città. A quell'età non pensava ancora di fare il regista, ma qualcosa a metà tra lo scrittore e l'illustratorePier Mario Fasanotti, Tra il Po, il monte e la marina. I romagnoli da Artusi a Fellini, Neri Pozza, Vicenza, 2017, pp. 251-273..Già prima di terminare la scuola, nel 1938, Fellini invia le proprie creazioni ai giornali. La prestigiosa «La Domenica del Corriere» gli pubblica una quindicina di vignette nella rubrica "Cartoline del pubblico" (la prima appare sul numero del 6 febbraio 1938). Il settimanale politico-satirico fiorentino «Il 420», edito da Casa Editrice Nerbini, gli pubblica numerose vignette e rubrichette umoristiche sino alla fine del 1939. Agli inizi dello stesso anno (4 gennaio 1939) Fellini si è trasferito a Roma con la scusa di frequentare l'Università La Sapienza di Roma, in realtà per realizzare il desiderio di dedicarsi alla giornalista.
Gli esordi
Content:File:Fellini young.jpg: Fellini giunge nella capitale seguito dalla madre Ida, che nella città ha i suoi parenti, e dai due fratelli Riccardo Fellini e la piccola Maddalena Fellini; prende alloggio in via Albalonga 13, fuori Porta San Giovanni (Roma) (nel quartiere Appio-Latino). Si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza. Le prime esperienze del giovane Fellini rivelano che il suo obiettivo professionale non era tanto diventare avvocato (non sosterrà mai un esame) quanto intraprendere il lavoro di giornalista.Federico Fellini esordisce infatti, pochi mesi dopo il suo arrivo a Roma, nell'aprile 1939, sul MarcAurelio, la principale rivista Satira italiana, nata nel 1931 e diretta da Vito De Bellis. Collabora come disegnatore satirico, ideatore di numerose rubriche (tra le quali È permesso…?), vignettista e autore delle celebri "Storielle di Federico", divenendo una firma di punta del quindicinale. Il suo principale referente in questa fase è il disegnatore satirico e illustratore cinematografico Enrico De Seta (disegnatore).Il successo nel Marc'Aurelio si traduce in buoni guadagni e inaspettate offerte di lavoro. Fellini fa conoscenza con personaggi a quel tempo già noti. Comincia a scrivere Copione e Battuta (spettacolo) di sua mano. Collabora ad alcuni film di Erminio Macario: Imputato, alzatevi! e Lo vedi come sei... lo vedi come sei? del 1939; Non me lo dire! e Il pirata sono io! del 1940; scrive le battute per gli spettacoli dal vivo di Aldo Fabrizi, nell'ambito di un'amicizia consolidata prima dell'esordio nel mondo dello spettacolo.
Fellini e la radio
Content:Nel 1941 viene chiamato a collaborare con l'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR), avviando una breve stagione come autore radiofonico. Per quanto meno nota rispetto all'opera cinematografica, l'attività radiofonica di Fellini è importante poiché segna il suo esordio nel mondo dello spettacolo, nonché l'inizio del sodalizio artistico e affettivo con Giulietta Masina.In questi anni Fellini firma una novantina di copioni, tra presentazioni di programmi musicali, Teatro di rivista radiofoniche, fino alla celebre serie di ventiquattro radioscene Cico e Pallina. Trasmessa saltuariamente all'interno del programma di varietà Il terziglio fra il 1942 e il 1943, la serie si incentra sulle avventure di due giovani sposi dall'animo semplice e puroLe traversie di Cico e Pallina, interrotte nel 1944, ripresero nel dopoguerra in una serie autonoma intitolata Le avventure di Cico e Pallina; furono prodotte quattordici puntate fino al febbraio del 1947..Il ruolo di Cico è di Angelo Zanobini, mentre Pallina è interpretata da una giovane attrice di rivista, Giulietta Masina, che Fellini conosce nel 1942 e che diventerà sua compagna inseparabile e interprete nei suoi film. Tra l'ampia Programma radiofonico di questi anni, anche le riviste scritte con Ruggero Maccari (tra le quali Vuoi sognare con me con Paolo Poli, Riccardo Garrone (attore), Gisella Sofio e Sandra Milo) e la toccante Una lettera d'amore (1942), incentrata su una giovane fanciulla analfabeta che spedisce fogli bianchi al fidanzato e che lascia presagire la poesia di successivi personaggi cinematografici come Gelsomina e Cabiria.Nel luglio 1943 Giulietta presenta Federico ai propri genitori. Dopo l'8 settembre 1943, quando il Proclama Badoglio dell8 settembre 1943 rese pubblico l'armistizio con gli Alleati della seconda guerra mondiale, Fellini, invece di rispondere alla Leva militare, convola a nozze con lei il 30 ottobre. Nei primi mesi di matrimonio vivono insieme nella casa della zia di Giulietta, Giulia, di famiglia benestante (i suoi congiunti possedevano a Milano il calzaturificio «Di Varese» e Giulia era vedova di Eugenio Pasqualin, preside del Liceo ginnasio Torquato Tasso (Roma) della capitale). Masina e Fellini hanno di lì a poco un figlio, Pier Federico detto Federichino, nato il 22 marzo 1945 e morto appena un mese dopo la nascita, il 24 aprile.
Prime esperienze da sceneggiatore
Content:File:FelliniTriestePinelli.jpg: Tra il 1942 e il 1943 Fellini collabora alla sceneggiatura del film Quarta pagina (regia di Nicola Manzari) e di Avanti cè posto... e Campo de fiori (film) di Mario Bonnard. Subito dopo l'arrivo delle forze alleate, apre nel 1944 a Roma con Enrico De Seta (disegnatore) una bottega dal nome "The funny face shop", nella quale si dipingono Caricatura per i militari alleatiLook And Learn, Andrea Borini, Federico Fellini, Ed. Mediane, 2009. p. 16 in un locale di via Nazionale, insieme con il giornalista Guglielmo Guasta Veglia e i pittori Carlo Ludovico Bompiani e Fernando Della Rocca. Il progetto si espande, e grazie a ciò ha il suo primo incontro con Roberto Rossellini, nel 1945.Grazie a Rossellini, Fellini collabora alle sceneggiatura di Roma città aperta e Paisà, film che aprono, assieme alle opere di altri autori, soprattutto Vittorio De Sica e Luchino Visconti, la stagione che verrà definita del Neorealismo (cinema) cinematografico italiano. In Paisà Fellini ricopre anche il ruolo di assistente sul set. Sembra, inoltre, che abbia girato, in assenza di Rossellini, alcune scene di raccordo (di certo dirige una lunga inquadratura della sequenza ambientata sul Po). È il suo battesimo dietro la macchina da presa. Nel 1946 Fellini conosce Tullio Pinelli, torinese, scrittore per il teatro. In breve nasce un sodalizio professionale: Fellini elabora idee e schemi, Pinelli li dispone dentro una struttura testuale.Negli anni successivi, Federico Fellini firma nuove sceneggiature. Nel 1948 un soggetto realizzato con Pinelli viene messo in scena: Il miracolo, uno dei due episodi de Lamore (film), film diretto da Roberto Rossellini. Nell'episodio Fellini è anche attore: interpreta un vagabondo che incontra e seduce un'ingenua pastorella (Anna Magnani).Seguono sceneggiature per diversi film di Pietro Germi: In nome della legge (scritto con Pinelli, Mario Monicelli, Pietro Germi e Giuseppe Mangione), Il cammino della speranza (con Germi e Pinelli), La città si difende (con Pinelli). Ancora, con Alberto Lattuada, scrive la sceneggiatura de Il delitto di Giovanni Episcopo, Senza pietà (film 1948) e Il mulino del Po (film).
Prime esperienze di regia: ''Luci del varietà''
Content:File:LuciDelVarietà.jpg: Nel 1950 Fellini esordisce alla Regia cinematografica con Luci del varietà, che dirige con Alberto Lattuada. Oltre alla regia, i due cineasta si cimentano anche come Produttore cinematografico grazie a un accordo basato su una formula di società cooperativa. Il Soggetto (cinema) è un tema che diventerà un topos narrativo di Fellini: il mondo dell'avanspettacolo e la sua decadenza. Sul set si respira aria ilare e distesa con Lattuada che dirige principalmente i lavori ma con un Fellini sempre presente e attivo.Nonostante il film riceva giudizi positivi da parte della Critica cinematografica, non riscuote gli sperati successi commerciali, piazzandosi come incasso al sessantacinquesimo posto tra i film italiani durante la stagione 1950-1951. Il pessimo esito finanziario della pellicola lascia un segno pesante sui patrimoni personali di Fellini e Lattuada e ciò contribuisce a raffreddare definitivamente i rapporti tra i due.
L'esordio assoluto come regista: ''Lo sceicco bianco''
Content:File:Lo sceicco bianco.jpg: Due anni dopo Le luci del varietà, Fellini giunge all'esordio assoluto come regista, con Lo sceicco bianco, con Michelangelo Antonioni coautore del soggetto, Ennio Flaiano coautore della sceneggiatura e una grande interpretazione di Alberto Sordi, esempio della capacità di Fellini di valorizzare gli attori più amati dal pubblico. È il momento cruciale nella carriera felliniana: il momento nel quale l'attività di regista prende il sopravvento su quella di sceneggiatore. La gestione delle riprese da parte di Fellini si realizza in una continua rivisitazione della sceneggiatura con l'arricchimento di situazioni e la dilatazione dei tempi. Questo suo modo di operare lo porterà ad alcuni contrasti con il direttore di produzione Enzo Provenzale.Con questo film, Fellini inaugura - grazie anche alla collaborazione con Ennio Flaiano - uno stile nuovo, estroso, umoristico, una sorta di realismo magico, onirico, che però non viene subito apprezzato. Inoltre, più in generale e facendo riferimento anche alla filmografia successiva a Lo sceicco bianco, si definisce lo stile di Fellini come fantarealismo.Abbatescianni D., Scene felliniane: il circo, il teatro, la televisione, 2013, p. 45. L'autore indica il fantarealismo come un genere all'interno del quale «il film presenta una commistione di immagini realistiche e di fantasia, presenti in rapporto paritario o tendenzialmente paritario. [..] Fellini rientra a pieno titolo in questo approccio ma non è certamente l'unico regista ad essersi servito della commistione di realtà e fantasia davanti alla macchina da presa, pur avendo egli adottato uno stile originale e riconoscibilissimo. Il fantarealismo è il piano intermedio, dove la fantasia inizia a conquistare pian piano spazi sulla realtà».Gli incassi al botteghino si rivelano un completo insuccesso, un duro colpo per la Casa di produzione cinematografica di Luigi Rovere. Anche se vi sono alcuni giudizi positivi - Callisto Cosulich lo definisce "il primo film anarchico italiano" - la maggioranza della critica lo stronca fino a definirlo "...un film talmente scadente per grossolanità di gusto, per deficienze narrative e per convenzionalità di costruzione da rendere legittimo il dubbio se tale prova di Fellini regista debba considerarsi senza appello"Critica apparsa sull'autorevole rivista "Bianco e Nero (rivista)".
''I vitelloni''
Content:Gli anni 1950 sono caratterizzati da profondi cambiamenti nella società e in particolare nell'Italia che si avvia verso l'Miracolo economico italiano. I film di Fellini girati in questo periodo nascono proprio da questo contesto. Dopo Luci del varietà il regista gira I vitelloni, che racconta la vita di provincia di un gruppo di amici a Rimini. Questa volta il film ha un'accoglienza entusiastica. Alla Mostra del cinema di Venezia, dove viene presentato il 26 agosto 1953, l'opera conquista il Leone dargento. La fama di Fellini si espande per la prima volta all'estero, il film è infatti campione di incassi in Argentina e riscuote un buon successo anche in Francia, Stati Uniti e Inghilterra.È il 1953 e il regista riminese, poco più che trentenne, fa ricorso a episodi e ricordi dell'adolescenza, ricchi di personaggi destinati a restare nella memoria. L'articolazione della trama del film in grandi blocchi episodici, qui per la prima volta sperimentata, sarà una consuetudine di molti suoi film successivi.Il periodo di preparazione e lavorazione del film si svolge senza intoppi, nonostante il budget preventivato dalla produzione sia alquanto modesto. Sebbene molte parti della sceneggiatura abbiano un carattere autobiografico, descrivendo situazioni e personaggi della sua infanzia, il regista riminese preferisce distaccarsi dalla realtà inventando una cittadina fittizia mischiando ricordi e fantasia, come farà vent'anni più tardi con la Rimini di Amarcord.Allo stesso anno risale la collaborazione di Fellini al film a episodi progettato da Cesare Zavattini, Riccardo Ghione e Marco Ferreri Lamore in città: l'episodio diretto dal regista riminese - Agenzia matrimoniale - . Durante la lavorazione di questo cortometraggio, Fellini, si avvale per la prima volta della collaborazione di Gianni Di Venanzo come direttore della fotografia, che poi vorrà avere per 8½ e Giulietta degli spiriti.
Il grande successo: ''La strada''
Content:File:Federico-fellini-e-richard-basehart-sul-set-de-la-strada1.jpg: Il grande successo internazionale arriva per Fellini grazie al film La strada, girato nel 1954. L'idea del film si ha intorno al 1952 quando Fellini è alle prese con il montaggio de Lo sceicco bianco. Per motivi strettamente legati alla produzione è però costretto a ritardare il progetto e a girare prima I vitelloni e l'episodio Agenzia matrimoniale, ma in testa ha già chiaramente l'idea che lo porterà alla realizzazione della successiva opera.La scrittura de La strada avviene a partire da alcune discussioni con Tullio Pinelli sulle avventure di un cavaliere errante per poi focalizzarsi sull'ambiente del circo e degli zingaro. Pinelli a tal proposito ricorda:Il film, ricco di poesia, racconta il tenero ma anche turbolento rapporto fra Gelsomina, interpretata da Giulietta Masina, e Zampanò, interpretato da Anthony Quinn, due strampalati artisti di strada che percorrono l'Italia dell'immediato dopoguerra.File:MasinaFellini.jpg: La composizione del Cast (cinema), a cui si aggiunge Richard Basehart nei panni del Matto, fu oggetto di svariate discussioni: in particolare i produttori non erano convinti della partecipazione della Masina, ma si dovettero arrendere alla caparbietà di Fellini. Tra i vari provini per i ruoli di protagonisti c'è da annoverare quello di Alberto Sordi che però non viene ritenuto idoneo per la parte. L'esito negativo del provino congelerà i rapporti tra i due artisti per molti anni.La realizzazione del film fu lunga e difficoltosa. Il budget era assai limitato, tanto da costringere Anthony Quinn, abituato ai fasti delle produzioni hollywoodiane ad adattarsi a un trattamento più "di fortuna". L'attore, comunque, comprese lo spessore artistico della pellicola tanto che in una lettera del 1990 scriverà a Federico e Giulietta: "Per me tutti e due rimanete il punto più alto della mia vita". Tra i vari imprevisti e incidenti che rallentano la realizzazione del filmLa Masina è vittima di una slogatura alla caviglia durante le riprese per le scene del convento e di una lesione agli occhi, che la costringe a rimanere bendata per alcuni giorni, a causa delle forti luci volute per ottenere un tono grigio si aggiunge il manifestarsi in Fellini dei primi sintomi della Disturbo depressivo che lo porterà ad avere un malumore incontrollabile.La prima de La strada avviene il 6 settembre 1954 a Venezia. I primi giudizi del film si inseriscono in un contesto di scontro culturale con i neorealismo (cinema) sostenitori del regista Luchino Visconti che presenta nello stesso periodo il film Senso (film). Ben altra accoglienza ha il film fuori dai confini italiani e nel 1957 arriva l'Oscar al miglior film in lingua straniera, istituito per la prima volta in quell'edizione, per La strada.Molti Critica cinematografica hanno provato ad analizzare il film per cercare elementi autobiografici di Fellini, identificandolo principalmente con Zampanò e vedendo nel suo rapporto con Gelsomina una metafora del matrimonio nell'epoca prefemminista. Una diversa chiave di lettura la dà la stessa Masina, che identifica il marito in tutti e tre protagonisti: Gelsomina è il Federico da bambino che contempla la natura e parla con i fanciulli, il vagabondaggio di Zampanò rappresenta alcune delle sue più peculiari caratteristiche mentre il Matto è il Fellini regista che dichiara "vorrei sempre far ridere".
''Il bidone'' e ''Le notti di Cabiria''
Content:Dopo il successo de La strada sono molti i produttori che si contendono il successivo film del regista, ma dopo aver letto il soggetto de Il bidone molti si tirano indietro. L'unico che accetta di produrlo è Goffredo Lombardo della Titanus.File:Federico Fellini 56.jpg: L'idea per questa sceneggiatura viene a Fellini dai racconti di un gabbamondo incontrato in una trattoria di Ovindoli durante la lavorazione de La strada. Dopo averne discusso con i collaboratori Pinelli e Flaiano, si cerca l'attore protagonista. Dopo aver scartato molti nomi viene scelto lo statunitense Broderick Crawford, affiancato dal connazionale Richard Basehart (il "Matto" de La strada), Franco Fabrizi e Giulietta Masina. In questo film Fellini si avvarrà della collaborazione di Augusto Tretti, il regista "più folle del cinema italiano", come lo definirono Fellini stesso ed Ennio Flaiano.Durante la lavorazione, Fellini appare però distaccato dal film, non sente più né il divertimento de I vitelloni, né il sapore della sfida de La strada. Il risultato finale appare alla critica e al pubblico modesto. La "prima" avviene il 9 settembre 1955 a Venezia dopo essere stati costretti a un lavoro di montaggio a tempi di record. La gelida accoglienza avuta alla mostra di Venezia porterà il regista a decidere di non mandare più al Lido di Venezia nessuno dei suoi lavori, fino a quando presenterà, fuori concorso, Fellini Satyricon nel 1969. Gli incassi de Il bidone sono piuttosto deludenti e anche la Distribuzione cinematografica all'estero non porta i risultati sperati. Alcune delle critiche più ostili parlano di "Un passo falso"Bosley Crowther sul "The New York Times", in o "Non funziona, ma non è trascurabile"Pauline Kael ("It doesn't work, but it's not insignificant"), citata da .Il successo torna con il film successivo, Le notti di Cabiria, anch'esso Premio Oscar. Anche in questo caso, protagonista è Giulietta Masina, sempre molto presente nei primi film del regista riminese. Il film conclude la trilogia ambientata nel mondo degli umili e degli emarginati.
Collaborazione con Angelo Rizzoli, gli anni de ''La dolce vita''
Content:File:Flaiano Fellini Ekberg 1960.jpg: Negli Anni 1960 la vena creativa di Fellini si esprime con tutte le sue energie, rivoluzionando i canoni Estetica del cinema.Nel 1960 esce La dolce vita: definita dallo stesso Fellini un film «Pablo Picasso» ("comporre una statua per romperla a martellate", aveva dichiarato), la pellicola - che abbandonava gli schemi narrativi tradizionali - destò scalpore e polemiche perché, oltre a illustrare situazioni fortemente Erotismo, descriveva con piglio graffiante una certa decadenza morale che strideva con il miracolo economico italiano ormai acquisito dalla società italianaDa parte cattolica il film fu accolto molto negativamente. Uno dei pochi che lo difesero, e presagirono l'impatto estetico e sociale del film, fu padre Angelo Arpa, gesuita e filosofo, amico di Fellini per tutta la vita. Arpa pagò personalmente le conseguenze delle sue idee: gli fu impedito per un anno di poter parlare di cinema in pubblico e, successivamente, di partecipare ad attività culturali..Il Produttore cinematografico iniziale de La dolce vita fu Dino De Laurentiis, che aveva anticipato 70 milioni di Lira italiana. Tra il produttore e Fellini avvenne però una rottura e il regista dovette cercare un altro produttore che ripagasse anche l'anticipo di De Laurentiis. Dopo varie trattative con diversi produttori, il duo Angelo Rizzoli (1889-1970) e Giuseppe Amato divenne il nuovo produttore della pellicola.Il rapporto tra Fellini e Rizzoli è tranquillo e gli incontri fra i due sono cordiali. Il budget viene sforato, anche se di poco: Kezich riporta che secondo fonti ufficiali il film non costò più di 540 milioni, che non era una cifra eccessiva per una produzione impegnativa come quella de La dolce vita.Interprete del film, insieme con Marcello Mastroianni, la Svezia Anita Ekberg, che sarebbe rimasta - con la scena del bagno nella Fontana di Trevi - nella memoria collettiva: la Ekberg sarà ancora con Fellini nel 1962 in un episodio di Boccaccio 70, Le tentazioni del dottor Antonio, assieme a un esilarante Peppino De Filippo. Il film fu premiato con la Palma doro al Festival di Cannes.
La consacrazione: ''8½''
Content:File:Fellini mastroianni.jpg: Terminati i lavori per le tentazioni del dott. Antonio, Fellini vive un periodo di scarsa ispirazione. Nella sua mente comincia a girare l'idea di un nuovo film, ma non con un soggetto preciso. Dopo aver trascorso un periodo di riposo presso Chianciano Terme, fa ritorno a Roma con uno spunto per una sceneggiatura: un uomo di mezza età interrompe la sua vita per una cura termale e qui, immerso in un limbo, affronta visite e ricordi. La scelta del protagonista cade quasi subitoDopo aver abbandonato l'ipotesi di Laurence Olivier sull'amico Marcello Mastroianni. Tra i due l'amicizia è intensa tanto che Fellini finirà per identificare nell'attore il suo alter ego cinematografico.Trovato così il protagonista tutto sembra pronto per cominciare ma sorge un problema di cui Fellini non ha parlato a nessuno: il film non c'è più, l'idea che aveva in testa è sparita. In seguito racconterà che più passavano i giorni più gli sembrava di dimenticarsi il film che voleva fare. Quando è ormai deciso a scrivere una lettera per comunicare la disfatta al produttore Angelo Rizzoli (1889-1970), Fellini viene interrotto da un capo macchina di Cinecittà che lo chiama per festeggiare il compleanno di un macchinista. Tra i festeggiamenti gli arrivano gli auguri per il nuovo film, che ormai non ricorda, ma una volta seduto su una panchina arriva il lampo di genio: il film parlerà proprio di questo, di un regista che voleva fare un film ma non si ricorda più quale, cosicché il protagonista, Guido Anselmi, diventa la proiezione di Fellini stesso.Il film, girato nel 1963, prende il titolo di 8½, poiché questa pellicola viene dopo sei film interamente da lui diretti, più tre "mezzi" film, costituiti dalla somma "ideale" di tre opere codirette con altri registi (cioè Luci del varietà, diretto con Lattuada, l'episodio Agenzia Matrimoniale ne L'amore in città e l'episodio Le tentazioni del dottor Antonio in Boccaccio '70), e in seguito si rivelerà uno dei capolavori del regista. Premiato con un Premio Oscar (insieme con quello di Piero Gherardi per i costumi), il film è considerato uno dei più grandi della storia del cinema, tanto da essere stato inserito dalla rivista inglese Sight & Sound al 9º posto nella graduatoria delle più belle pellicole mai realizzate e al 3º nella classifica stilata dai registi.
Il passaggio definitivo al colore
Content:File:Fellini camera.jpg: In Giulietta degli spiriti, ancora con la Masina (1965), Fellini adotta per la prima volta il colore, in funzione Espressionismo (il suo primo lavoro a colori è comunque Le tentazioni del dottor Antonio).Il periodo di lavorazione del film è caratterizzato anche da un aumento di interesse, da parte di Fellini, verso il soprannaturale. Frequenta molti maghi e veggente e in particolare Gustavo Adolfo Rol, pittore, dirigente bancario e sensitivo di fama. È di questo periodo anche l'esperimento con l'LSD a scopo Terapia, come proposto dal suo psicoanalista Emilio Servadio.L'accoglienza della critica per Giulietta degli spiriti è piuttosto tiepida. I commenti più negativi si espressero con i termini di velleitario, fasullo, ipertrofico, inadeguato. Non mancano alcuni elogi e una piccola minoranza, seppur marginale, parla anche di capolavoro. Il giudizio più severo proviene dal Centro Cattolico Cinematografico che lo accusa di uno "sgradevole impasto che si fa del sacro e del profano". L'insoddisfazione per i risultati, non certo adeguati alle aspettative, creerà, anche, un'incrinatura del rapporto tra il regista ed Ennio Flaiano.Il film successivo, Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet, già in cantiere, non viene realizzato. Fellini, quarantacinquenne, deve pagare pesanti penali. Si riprende al termine del decennio. La fine degli anni 1960 e l'inizio dei anni 1970 sono anni di intenso lavoro creativo.Tornato sul set, dopo aver rinnovato completamente la squadra tecnica e artistica intorno a sé, gira nel 1968 un episodio del film Tre passi nel delirio, l'anno seguente realizza un documentario per la televisione (Block-notes di un regista), cui segue il film Fellini Satyricon (1969). È di nuovo grande successo, i problemi degli anni precedenti sono definitivamente alle spalle.
''Amarcord'' e altri successi
Content:La produzione successiva di Fellini segue ancora un ritmo ternario: I clowns (girato per la TV, 1970), Roma (film 1972) (1972) e Amarcord (1973) sono tutti incentrati sul tema della memoria. L'autore cerca le origini della propria poetica esplorando le tre città dell'anima: il Circo, la Capitale e Rimini. Il film conclusivo della terna, Amarcord («mi ricordo» in dialetto romagnolo) vince l'Oscar. La notizia della vittoria gli arriva nelle prime ore del 9 aprile 1975, mentre è impegnato su set de Il Casanova. Fellini decide di non andare a ritirare il riconoscimento che verrà consegnato al Franco Cristaldi.In particolare in Amarcord si trovano molti spunti autobiografici: infatti possiamo riconoscere in Titta, un giovane Fellini che ricorda la sua adolescenza, interpretato dall'esordiente Bruno Zanin. Malgrado ciò, il regista, rifiuta di riconoscere nella pellicola qualsiasi riferimento alla propria vita, asserendo che tutto è frutto della sua immaginazione. Come già nei Vitelloni, non c'è una sola scena che sia girata nei pressi della città romagnola.
Gli ultimi lavori
Content:File:Gingerefred.jpg: Dopo Casanova (Fellini) del 1976 è il turno di Prova dorchestra (1979), considerato il suo film più "politico" e maturato durante i cosiddetti anni di piombo e La città delle donne (1980). Quest'ultimo viene accolto dalla critica con rispetto, lo si descrive come "tipicamente felliniano", "catalogo di evoluzioni registiche", "gioco con alcuni vuoti". Presentato fuori concorso al XXXIII Festival di Cannes, riceve invece una critica alquanto negativa.File:Fellini-benigni-villaggio.jpg: L'ultimo decennio di attività di Fellini è arricchito dai suoi ultimi lavori: E la nave va (1983), Ginger e Fred (1986), Intervista (film) (destinato alla TV, 1987), e il lavoro dell'addio al cinema: La voce della luna (1990), liberamente tratto da Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni. Durante la lavorazione del film tutta l'attenzione della stampa è rivolta alla curiosa scelta dei due protagonisti: Roberto Benigni e Paolo Villaggio. La critica inizialmente stupita delle relative scritturazioni, interrogherà più volte il regista sul perché di tale scelta, accogliendo il film in maniera piuttosto tiepida. La risposta di Fellini non si fa attendere: «Benigni e Villaggio sono due ricchezze ignorate e trascurate. Ignorarne il potenziale mi sembra una delle tante colpe che si possono imputare ai nostri produttori».La pellicola, riconsiderata nel tempo per il suo valore, «è una sorta di invocazione al silenzio, contro il frastuono della vita contemporanea», ambientata in un contesto rurale e notturno, l'opera si pone «come un elogio della follia e una satira sulla volgarità dell'odierna civiltà berlusconiana»Paolo Mereghetti, Dizionario dei film 2011, pag. 3729. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, vede il prodigarsi di registi come Woody Allen e Martin Scorsese, nel far distribuire il film anche in terra americana.Nel 1992, dopo un periodo di inattività, ritorna dietro la cinepresa per dirigere tre brevi cortometraggi in forma di Pubblicità televisiva, intitolati Il sogno, per conto della Banca di Roma. In quest'occasione tornerà a lavorare con Paolo Villaggio.
L'ultimo anno: il 1993
Content:Il 29 marzo 1993 Fellini riceve dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences l'Oscar onorario "in riconoscimento dei suoi meriti cinematografici che hanno entusiasmato e allietato il pubblico mondiale". A giugno il regista si sottopone a tre interventi chirurgici a Zurigo per ridurre un aneurisma dell'aorta addominale. Tuttavia ci saranno delle complicanze Trombosi-Ischemia e il 3 agosto viene trovato disteso in terra nella sua camera al Grand Hotel di Rimini e ricoverato d'urgenza in ospedale: ha avuto un ictus cerebrale destro con un'emiparesi sinistra e rimarrà in prognosi riservata per una settimana. Il 20 viene trasferito al Centro di Riabilitazione San Giorgio di Ferrara. Dieci giorni dopo anche Giulietta Masina viene ricoverata alla clinica Columbus di Roma dove resterà fino al 28 settembre e quindi lontana dal suo amato Federico. Soltanto il 9 ottobre Fellini, ancora malato, lascerà in sedia a rotelle il San Giorgio per trasferirsi al Policlinico Umberto I di Roma. Prima, però, nella capitale sosta per un'ora nella sua casa in via Margutta 113 dove c'è una gran folla di amici e gente comune a salutarlo. Intanto il 4 ottobre il produttore Leo Pescarolo annuncia che Fellini per la primavera 1994 sarebbe stato in grado di dirigere il nuovo film al quale il riminese stava lavorando: Block notes di un regista: l'attore.Il 17 ottobre, Fellini si concede un pranzo domenicale fuori dall'ospedale. Nel pomeriggio a causa della disfagia indottagli dai pregressi ictus, un frammento di mozzarella gli ostruì la trachea causandogli danni irreparabili al cervello per la conseguente ipossiaL'informazione, riportata dall'amico giornalista Sergio Zavoli sulle pagine , era già apparsa all'epoca della morte su alcuni quotidiani. Si veda, per esempio, . Fellini torna dunque in coma al reparto di rianimazione dell'Umberto I di Roma. Il 21 l'ANSA pubblica una foto non autorizzata del regista intubato che alimenterà una polemica sull'opportunità della sua divulgazione. Tutti i quotidiani sceglieranno di non pubblicare la foto, mentre la sorella del regista, Maddalena, presenterà querela contro ignoti per violazione della privacy e danno all'immagine del regista.Il 27 ottobre Fellini si aggrava ulteriormente e il giorno dopo l'encefalogramma si fa piatto. Il 31 ottobre alle 12 il corpo martoriato di Fellini cessa di vivere. Il giorno prima aveva compiuto 50 anni di matrimonio con Giulietta Masina.I funerali di stato vengono celebrati dal cardinale Achille Silvestrini nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma in Piazza della Repubblica (Roma). Su richiesta di Giulietta Masina, il trombettista Mauro Maur esegue l'Improvviso dell'Angelo di Nino Rota. Dopo l'ultimo saluto, anche la moglie Giulietta Masina muore, cinque mesi dopo il marito.Le sue spoglie riposano accanto alla moglie e a quelle del figlio Federichino, morto poco dopo la nascita, nel cimitero di Rimini: sovrasta il luogo dell'inumazione una scultura di Arnaldo Pomodoro dal titolo Le Vele, ispirata al film E la nave va.A Fellini è intitolato l'Aeroporto di Rimini-Miramare. Il logo dell'aerostazione riporta la caricatura del regista, di profilo, con cappello nero e sciarpa rossa. È opera di Ettore Scola, logo anche della "Fondazione Fellini" con sede a Rimini.Dopo la sua morte, tutte le strade che sboccano sul lungomare riminese sono state ribattezzate con i nomi dei suoi film e "ornate" da cartelli con le relative Locandina e descrizioni.Anche la città di Nova Siri, in provincia di Matera, ha dedicato tutte le strade del lungomare alle sue opere.Nel 2014 al maestro riminese è stata intitolata la pineta di Fregene.
Film non realizzati
Content:Sono numerosi i Soggetto (cinema) che Fellini pensò di trasformare in film ma che rimasero sulla carta o, addirittura, soltanto nella sua immaginazioneL'abbandono della realizzazione di entrambi i film si deve molto probabilmente al consiglio di Gustavo Rol, grande amico di Fellini, al quale era solito chiedere un parere, così in , , .Il più famoso di questi è Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet, una compiuta sceneggiatura felliniana, cui collaborò anche Dino Buzzati. Nel 1966 iniziarono le riprese nella campagna attigua a Cinecittà, vennero girate alcune scene ma per tormentate vicende il film non giunse mai alla sua conclusione. Rimane celebre la definizione che diede Vincenzo Mollica de Il viaggio di G. Mastorna: «il film non realizzato più famoso del mondo». Anni più tardi, nel 1992, Fellini decise di tornare sul progetto, decidendo di girare Il Mastorna con l'attore Paolo Villaggio, ma ancora una volta abbandonò il proposito, allorquando, il mago e sensitivo Gustavo Rol gli annunciò che se avesse fatto il film sarebbe morto. Colpito da tale previsione, Fellini cercò altre strade trovando l'interessamento del disegnatore Milo Manara che tradusse, con gli strumenti della Inchiostro e dell'inchiostro, lo storyboard dello stesso cineasta, scegliendo, come protagonista, il volto di Villaggio. L'uscita a fumetti del Mastorna venne prevista in tre puntate, ma per un errore di stampa, nella prima comparve la scritta "Fine" e il regista, per scaramanzia, decise di non proseguire.Viaggio a Tulum è un soggetto/sceneggiatura di Federico Fellini e Tullio Pinelli che non divenne un film bensì un fumetto. Sul finire del 1985 Federico Fellini compì un viaggio in Messico per visitare i luoghi raccontati negli scritti dello scrittore-antropologo-sciamano Carlos Castaneda. Accompagnò il regista in questo viaggio lo scrittore Andrea De Carlo. Lo scrittore ne ricaverà un romanzo breve, Yucatan, Fellini lo spunto per un film che non farà mai. Le versioni dei due autori confermano un viaggio carico di presagi e di inspiegabili episodi fra il grottesco e il sovrannaturale. Il regista si libererà del peso di quelle sensazioni in un soggetto-sceneggiatura scritto con la collaborazione di Tullio Pinelli cui darà il nome di Viaggio a Tulun, storpiando il vero nome del sito maya: TulumAntonio Tripodi, Marco Dalla Gassa, Approdo a Tulum: le Neverland a fumetti di Fellini e Manara.. Il lavoro venne pubblicato in sei puntate sul Corriere della Sera, nel mese di maggio del 1986F. Fellini, T. Pinelli, Viaggio a Tulun, Corriere della Sera, 18, 19, 20, 21, 22, 23 maggio 1986.
Fellini e il fumetto
Content:Federico Fellini fu lui stesso un disegnatore professionista e sino al 1948 accompagnò la sua attività di sceneggiatore a quella di vignettista. Da regista, disegnava abitualmente le scene dei suoi film. Collaboravano allo sviluppo dello storyboard, così come all'ideazione dei tipi e delle situazioni, l'artista Surrealismo Roland Topor e il pittore australiano Albert Ceen, uno degli animatori della "dolce vita".Quando la sua attività di regista si fece più rada ideò, per i disegni di Milo Manara, anche due fumetti: Viaggio a Tulum e Il viaggio di G. Mastorna, detto FernetSull'argomento vedi anche Laura Maggiore, Fellini e Manara, Navarra Editore, Palermo, 2011. Viaggio a Tulum nacque dalla sceneggiatura quasi omonima, Viaggio a Tulun. Il fumetto sarà pubblicato, a partire dal 1989, sulla rivista a fumetti Corto Maltese (rivista). Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet nacque da una compiuta sceneggiatura felliniana e vide la luce nel 1992 sulle pagine della rivista Il Grifo.
Curiosità
Content:@an0:Gustavo Rolnome:Candidacognome:Morvilloautore:<empty>url: http://www.corriere.it/sette/12_agosto_17/2012-33-fellini_61a8a1c4-e869-11e1-a0d6-4062e922f4c6.shtmltitolo:Quando Fellini mi disse che voleva fare il magopubblicazione:Corriere della Seradata:<empty>accesso:16 aprile 2017nome:Minuz,cognome:Andrea,titolo:Political Fellini : journey to the end of Italyurl: https://www.worldcat.org/oclc/902727186accesso:2019-03-21edizione:English-language editionOCLC:902727186ISBN:9781782388197@an0:Roma@an0:Cinecittàurl: https://cinecitta.com/IT/it-it/news/45/4417/teatro-5-di-cinecitta-intitolato-a-fellini.aspxtitolo:Teatro 5 di Cinecittà intitolato a Felliniurl: http://multisalampx.it/sites/multisalampx.it/files/LINK_RetrospettivaFellini2008.pdftitolo:Retrospettiva Fellini - Effetto Cinema> Link- Supplemento al periodico EC magazine Autorizzazione del tribunale di Padova decreto del 27 aprile 2001 al n. 1741 del registro periodici Editore: Centro Padovano della Comunicazione Socialeurl: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/11/07/verdone-legge-il-romano-secondo-fellini.htmltitolo:Verdone legge il romano secondo Fellini. Repubblica
Filmografia
Content:File:Ottomez5.jpg: File:Amarcord.jpg:
Regista e sceneggiatore
Content:@an0:Roma@an0:Intervista
Sceneggiatore
Content:File:Roma città aperta.png: File:Cammino della speranza.jpg: @an0:Campo de' fiori@an0:Apparizione@an0:Chi l'ha visto?@an0:Il Passatore@an0:L'amore@an0:Senza pietà@an0:Il mulino del Po@an0:Fortunella
Attore
Content:File:Federico fellini, scena dal film "roma".png: @an0:L'amore@an0:Roma@an0:C'eravamo tanto amati@an0:Intervista
Scenografo e costumista
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Produttore
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Spot pubblicitari
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Direttori della fotografia
Content:Per i suoi film, Fellini, si è avvalso del supporto di diversi Direttore della fotografia: @an0:Roma@an0:Intervista
Programmi radiofonici
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EIAR
Content:File:Fellini.jpg:
Rai
Content:
Sceneggiature
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Saggi e memorie
Content:
Premi e riconoscimenti
Content:; Premi Oscar @an0:1947@an0:Miglior sceneggiatura originale@an0:1950@an0:Miglior sceneggiatura originale@an0:1957@an0:Miglior sceneggiatura originale@an0:1958@an0:Miglior sceneggiatura originale@an0:1962@an0:Miglior regista@an0:1962@an0:Miglior sceneggiatura originale@an0:1964@an0:Miglior regista@an0:1964@an0:Miglior sceneggiatura originale@an0:1971@an0:Miglior regista@an0:1976@an0:Miglior regista@an0:1976@an0:Miglior sceneggiatura originale@an0:1977@an0:Miglior sceneggiatura non originale@an0:1993 ;David di Donatello (premio) @an0:1957@an0:Miglior regista@an0:1960@an0:Miglior regista@an0:1974@an0:Miglior regista@an0:1984@an0:1986@an0:1986 ;Nastro dargento ; Altri premi @an0:Roma@an0:BAFTA@an0:1987 :: Moscow International Film Festival] 1987 per
Onorificenze
Content:Intervista (film)
Intitolazioni
Content:A partire dal 2010 il Bari International Film Festival assegna un premio intitolato Fellini 8½ per l'eccellenza artistica.
Opere su Fellini e citazioni
Content:@an0:Nine@an0:versione cinematografica@an0:Francesco Del Grosso@an0:Fish@an0:B-52s@an0:R.E.M.@an0:Docufilm
Note
Content:
Bibliografia
Content:La Fondazione Federico Fellini e il Centro Sperimentale di Cinematografia hanno pubblicato la BiblioFellini: opera in tre volumi a cura di Marco Bertozzi con la collaborazione di Giuseppe Ricci e Simone Casavecchia.wkautore:Angelo Arpanome:Angelocognome:Arpatitolo:L'Arpa di Fellinicittà:Romaeditore:Edizioni dell'Oleandroanno:2001wkautore:Tullio Kezichnome:Tulliocognome:Kezichtitolo:Su la Dolce Vita con Federico Fellinieditore:Marsiliocittà:Veneziaanno:1996autore:Tullio Kezichtitolo:Federico. Fellini, la vita e i filmeditore:Feltrinellianno:2007cid:Kezich 2007ISBN:978-88-07-81959-9wkautore:Damian Pettigrewnome:Damiancognome:Pettigrewtitolo:Fellini: Sono un gran bugiardo. L'ultima confessione del Maestroeditore:Elleu multimediaanno:2003@an0:Pino@an1:Corriascapitolo:Lungo i viali di Cinecittà, catalogo di mondi morti, tra cui il nostrotitolo:Luoghi comuni. Dal Vajont a Arcore, la geografia che ha cambiato l'Italiacittà:Milanoeditore:Rizzolianno:2006pp:187-200@an0:Giovanni@an1:Scolarititolo:L'Italia di Fellinieditore:Edizioni Sabinaeanno:2008@an0:Mario@an1:Verdonetitolo:Federico Fellini@an2:Il Castoro Cinema n. 165editore:Editrice Il Castoroanno:1994@an0:Sonia@an1:Schoonejanstitolo:Fellinicittà:Romaeditore:Lato Sideanno:1980titolo:Il Radiocorriere, annate e fascicoli varianno:1940-1950autore:Sabrina Ramacciurl: http://books.google.it/books?id=T867kSStnW4C&pg=PT163&dq=Il+visionario+%C3%A8+l%27unico+realista&hl=it&sa=X&ei=SfWuUduNEYGR4AS-oIH4BQ&ved=0CD4Q6AEwAgtitolo:101 personaggi che hanno fatto grande Romaeditore:Newton ComptonISBN:978-88-541-2948-1cid:Ramaccinome:Gianfrancocognome:Angeluccicapitolo:Federico Fellinititolo:Sguardi sulla Romagnaanno:2009cid:Angelucci
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scrittorestoria del cinemaLo sceicco biancoLa voce della LunalungometraggioniricoLa stradaLe notti di CabiriaLa dolce vitaAmarcordtopoilingua originaleLa stradaLe notti di CabiriaAmarcordOscar al miglior film stranieroPremio OscarOscar alla carrieraFestival di MoscaPalma doroFestival di CannesLeone doro alla carrieraMostra del Cinema di VeneziaRiminiliquoridolciumiGambettolaRiminiForlìRomarione EsquilinoRiminivignettecaricaturestatunitenseWinsor McCayLittle NemoDomenica del CorriereIl 420Nerbini1939RomaUniversitàprofessione giornalisticaIl giovane Fellini: RiccardoMaddalenaporta San GiovanniAppio-LatinoavvocatogiornalistaRomaMarcAureliosatiricaVito De BellisquindicinaleEnrico De SetacopionigagErminio MacarioImputato, alzatevi!Lo vedi come sei... lo vedi come sei?Non me lo dire!Il pirata sono io!1940Aldo FabriziEnte Italiano Audizioni RadiofonicheGiulietta MasinarivistedopoguerraLe avventure di Cico e PallinaGiulietta Masinaproduzione radiofonicaPaolo PoliRiccardo GarroneGisella SofioSandra Miloproclama di BadoglioAlleatichiamata alla levaMilanocalzaturificioLiceo TassoMasinaMoraldo RossiLo sceicco biancoLeopoldo Trieste.245x245px: Quarta paginaNicola ManzariAvanti cè posto...Campo de fioriMario BonnardEnrico De SetacaricatureGuglielmo GuastaCarlo Ludovico BompianiFernando Della RoccaRoberto RossellinisceneggiatureRoma città apertaPaisàVittorio De SicaLuchino ViscontiNeorealismomacchina da presa1946Tullio PinelliteatroLamoreAnna MagnaniPietro GermiIn nome della leggeMonicelliGermiIl cammino della speranzaLa città si difendeAlberto LattuadasceneggiaturaIl delitto di Giovanni EpiscopoSenza pietàIl mulino del PoLuci del varietà'': regiaLuci del varietàAlberto Lattuadacineastiproduttoricooperativasoggetto della pellicolatoposavanspettacolocritica51Alberto SordiLo sceicco bianco''.: Nino RotacompositoreNino RotaaneddotoLuxempatiamarcetteentrata dei gladiatoriLo sceicco biancoAntonioniFlaianoAlberto SordiEnzo Provenzalerealismo magicooniricoLo sceicco biancocasa di produzioneLuigi RovereCallisto CosulichBianco e Neroanni cinquantaindustrializzazioneI vitelloniMostra del cinema di Venezia1953Leone dargentoArgentinaFranciaStati UnitiInghilterraadolescenzabudgetautobiograficoAmarcordCesare ZavattiniRiccardo GhioneMarco FerreriLamore in cittàcortometraggioGianni Di Venanzodirettore della fotografiaGiulietta degli spiritiRichard Basehart sul set de ''La strada'': La stradamontaggioTullio Pinellicavaliere errantecircozingariTullio PinelliGiulietta MasinaAnthony QuinnItaliadopoguerraGiulietta Masina, protagonista de ''La strada'' nei panni di Gelsomina: castRichard BasehartAlberto Sordihollywood1990depressioneVenezianeorealistiLuchino ViscontiSenso1957Oscar al miglior film in lingua stranieracriticimatrimonioIl bidoneGoffredo LombardoTitanus1956File:Federico Fellini 56.jpg: OvindoliBroderick CrawfordRichard BasehartFranco FabriziAugusto TrettiVeneziaLidoFellini SatyricondistribuzioneLe notti di CabiriaPremio OscartrilogiaEnnio FlaianoAnita Ekberg.: anni sessantaesteticiLa dolce vitapicassianoerotichebenessere economicoAngelo ArpagesuitaproduttoreDino De LaurentiislireAngelo RizzoliGiuseppe AmatobudgetMarcello MastroiannisvedeseAnita EkbergFontana di Trevimemoria collettivaBoccaccio 70Peppino De FilippoPalma doroFestival di CannesFellini dirige Mastroianni: Chianciano TermeLaurence OlivierMarcello Mastroiannialter egoAngelo RizzoliCinecittàPremio OscarPiero Gherardistoria del cinemaFellini dietro la macchina da presa: Giulietta degli spiritiespressionisticasoprannaturaleveggentiGustavo Adolfo RolpittoresensitivoLSDterapeuticopsicoanalistaEmilio ServadioIl Viaggio di G. Mastornaanni sessantasettantaTre passi nel deliriodocumentariotelevisioneBlock-notes di un registaFellini SatyriconCasanovaValerio RivalEspressoIrene BignardiTitoli di testa di ''Amarcord''.: AmarcordI clownsRomaAmarcordpoeticadialetto romagnolo1975produttoreBruno Zanintip-tapGinger e Fred''.: Giorgio CarboneLa NotteCasanovaProva dorchestraanni di piomboLa città delle donneFestival di CannesPaolo VillaggioRoberto BenigniFile:Fellini-benigni-villaggio.jpg: E la nave vaGinger e FredIntervistaLa voce della lunaErmanno CavazzoniRoberto BenigniPaolo VillaggiofolliaFestival di CannesWoody AllenMartin Scorsesespot pubblicitariBanca di RomaAcademy of Motion Picture Arts and SciencesOscar onorarioZurigoaneurismaaorta addominaletromboischemicheRiminiFerraraPoliclinico Umberto ILeo PescarolodisfagiamozzarellatracheaipossiaSergio Zavoliencefalogrammafunerali di statocardinaleAchille SilvestriniBasilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiripiazza della RepubblicaMauro MaurNino RotaRiminiinumazioneArnaldo PomodoroE la nave vaaeroporto internazionale di RiminilogoEttore ScolalocandineNova Siripineta di FregenesoggettiGustavo RolIl viaggio di G. MastornasceneggiaturaDino Buzzati1966CinecittàVincenzo MollicaPaolo VillaggioGustavo RolMilo ManarachinainchiostrostoryboardscaramanziaTullio Pinellifumetto1985MessicoantropologosciamanoCarlos CastanedaAndrea De CarlomayaTulumCorriere della Sera19861948vignettistastoryboardsurrealistaRoland ToporaustraliaAlbert CeenMilo ManaraViaggio a TulumIl viaggio di G. Mastorna, detto Fernet1989Corto Maltese1992Il GrifomagiaesoterismoGustavo RolRomaCinecittàMarcello Mastroianni1963): Amarcord1973Pupella MaggioArmando BranciaGiuseppe LanigroCiccio IngrassiaFile:Amarcord.jpg: Luci del varietàAlberto LattuadaLo sceicco biancoI vitelloniLamore in cittàLa stradaIl bidoneLe notti di CabiriaLa dolce vitaBoccaccio 70Giulietta degli spiritiTre passi nel delirioBlock-notes di un registaFellini SatyriconI clownsRomaAmarcordIl Casanova di Federico FelliniProva dorchestraLa città delle donneE la nave vaGinger e FredIntervistaLa voce della LunaRoma città apertaRoberto Rossellini1945sceneggiaturaFile:Roma città aperta.png: Il cammino della speranzaPietro Germi1950): Imputato, alzatevi!Mario MattoliLo vedi come sei... lo vedi come sei?Il pirata sono io!I cavalieri del desertoGino TalamoOsvaldo ValentiAvanti cè posto...Mario BonnardQuarta paginaNicola ManzariCampo de fioriApparizioneJean de LimurLultima carrozzellaTutta la città cantaRiccardo FredaRoma città apertaRoberto RosselliniChi lha visto?Goffredo AlessandriniPaisàRoberto RosselliniIl PassatoreDuilio ColettiIl delitto di Giovanni EpiscopoAlberto LattuadaFumeria doppioRaffaello MatarazzoLamoreSenza pietàIn nome della leggePietro GermiIl mulino del PoIl cammino della speranzaFrancesco, giullare di DioLa città si difendeCameriera bella presenza offresi...Giorgio PàstinaIl brigante di Tacca del LupoEuropa 51FortunellaEduardo De FilippoSweet CharityBob FosseRoma1972): LamoreRoberto Rossellini1948Block-notes di un regista1969I clowns1970Il mondo di AlexPaul Mazursky1970Roma1972Ceravamo tanto amatiEttore Scola1974Prova dorchestra1979Il tassinaroAlberto Sordi1983Intervista1987Il Casanova di Federico Fellini1976Luci del varietàAlberto LattuadaSilvia DionisioVictor PolettiBitter Campari1984Barilla1985Paolo VillaggioFernando ReyAnna FalchiMichele Giovanni Di CastroBanca di Roma1992Saatchi & Saatchidirettori della fotografiaOtello MartelliLuci del varietàI vitelloniLa stradaIl bidoneLa dolce vitaBoccaccio 70Arturo GalleaLo sceicco biancoAldo TontiLe notti di CabiriaGianni Di VenanzoLamore in cittàGiulietta degli spiritiPasqualino De SantisBlock-notes di un registaGiuseppe RotunnoTre passi nel delirioFellini SatyriconRomaAmarcordIl Casanova di Federico FelliniProva dorchestraLa città delle donneE la nave vaDario Di PalmaI clownsTonino Delli ColliGinger e FredIntervistaLa voce della lunaFellini impegnato nella regia: Nino TarantoPiero TelliniNino MeloniTerziglioLuciano FolgoreMario BrancacciSale daspettoMarcello MarchesiAngelo MignecoClaudio FinoIl primo impiegoNel bazar della rivistaRuggero MaccariSilvio GigliRenzo RenziPremi Oscar1947Miglior sceneggiatura originaleRoma città aperta1950Miglior sceneggiatura originalePaisà1957Miglior sceneggiatura originaleLa strada1958Miglior sceneggiatura originaleI vitelloni1962Miglior registaLa dolce vita1962Miglior sceneggiatura originale1964Miglior regista1964Miglior sceneggiatura originale1971Miglior registaFellini Satyricon1976Miglior registaAmarcord1976Miglior sceneggiatura originale1977Miglior sceneggiatura non originaleIl Casanova di Federico Fellini1993Oscar onorarioDavid di Donatello1957Miglior registaLe notti di Cabiria1960Miglior registaLa dolce vita1974Miglior registaAmarcord1984David Luchino Visconti1986David René Clair1986Nastri dargentoNastro dargento al miglior registaI vitelloniNastro dargento al miglior registaLa stradaNastro dargento al miglior registaLe notti di CabiriaNastro dargentoLa dolce vitaNastro dargento al miglior registaNastro dargentoNastro dargentoNastro dargento al miglior registaAmarcordNastro dargentoTonino GuerraNastro dargentoNastro dargento al miglior registaLa città delle donneNastro dargento al miglior registaE la nave vaPalma doroFestival di Cannes 1960Festival di Cannes 1972RomaBAFTAIl Casanova di Federico FelliniDanilo DonatiFestival cinematografico internazionale di MoscaIntervista2010Bari International Film FestivalEnnio FlaianoEnnio FlaianoUn marziano a 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