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Forlì
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Abstract

Forlì (, Furlè in lingua romagnola, Forum Livii in lingua latina, chiamata anche Forlivio, Furlì, o con varianti simili, in italiano antico) è un Comune (Italia) di 117627 abitanti, capoluogo della provincia di Forlì-Cesena. in Romagna. È sede vescovile della diocesi di Forlì-Bertinoro.Dopo essere stata, fin dall'inizio del Regno dItalia sabaudo e per quasi tutto il XX secolo, capoluogo della provincia di Forlì, nome sotto il quale era compreso anche il territorio di Rimini, dal 1992 condivide con Cesena il nome della provincia, della quale comunque Forlì resta unico capoluogo.La città è nota anche con il soprannome dialettale di "Zitadon", il "Cittadone", per essere a lungo stata la città più popolosa della Romagna, poi superata sia da Ravenna sia da Rimini. Nella storia è stata anche chiamata con il nome di Livia.Forlì è situata nella regione storica della Romagna, di cui è, come dice Dante Alighieri nel De Vulgari eloquentia, "meditullium", cioè l'area centrale. La città, fondata secondo la tradizione nel 188 a.C., nel 2012-2013 ha festeggiato i suoi 22 secoli di vita. Lo storico Sigismondo MarchesiS. Marchesi, Supplemento istorico dell'antica città di Forlì, Forlì 1678., comunque, retrodata la fondazione al
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Geografia fisica
Content:
Territorio
Content:Forlì sorge nella pianura padana, più precisamente in Romagna, a 5km di distanza dalle prime colline del Appennino tosco-romagnolo e a circa 26km dalla riviera adriatica. La periferia è bagnata dal Montone (fiume) che, presso il quartiere Vecchiazzano, riceve le acque del Rabbi (fiume), per poi lambire le mura urbane presso Porta Schiavonia, e dal Ronco (fiume) che attraversa l'Ronco (Forlì) periferico della città.
Geologia e storia geologica
Content:Nel bacino dei Fiumi Uniti le rocce tendono a divenire sempre più recenti procedendo da monte verso valle. Quelle più antiche di origine locale sono, infatti, rappresentate dal macigno, una potente successione di banchi arenarici con intercalazioni marnose, formatisi tra i 37 e i 18 milioni di anni fa, affiorante nel crinale appenninico. Nella montagna e nella collina domina invece la formazione marnoso-arenarica, sedimentatasi tra i 15 e i 7 milioni di anni fa. Durante l'accumulo di questa formazione, dello spessore di 5300m, la profondità del fondo marino veniva mantenuta praticamente costante da una progressiva subsidenza.Verso la fine del miocene medio, cessata la subsidenza, il braccio di mare in esame tende a colmarsi, inizia al di sotto delle profondità marine il corrugamento delle rocce sedimentate e pervengono nelle aree romagnole le prime coltri alloctone. Esse prendono nome di liguridi, perché il loro nucleo principale si è formato nel dominio ligure durante il cretaceo. Queste rocce, a casa dei successivi movimenti, sono ridotte in uno stato caotico e hanno trascinato con sé anche formazioni più recenti depositatisi su di esse durante le varie stasi del movimento. Nel Comune di Forlì solo un modesto lembo alloctono affiora attualmente sulla riva destra del Ronco (fiume).Nel miocene superiore, circa di 5 milioni di anni fa, l'orogenesi e il concomitante abbassamento del livello marino, conseguente al disseccamento del Mediterraneo in seguito alla chiusura dello stretto di Gibilterra, hanno determinato una vasta emersione di terre. Le aree montane e collinari erano solcate da corsi d'acqua, che hanno dato origine ai depositi deltizi che si trovano a monte del Comune di Forlì al confine con quello di Predappio. Laghi e lagune occupavano le parti più depresse del territorio e, specie queste ultime, erano soggette a forti e prolungate evaporazioni, che hanno dato origine alle rocce della formazione gessoso-solfifera, tipiche ancora oggi delle zone collinari. Nelle terre emerse vi verdeggiava una ricca flora, ed era popolata da cavalli, carnivori, insettivori, scimmie, uccelli e rettili, tutti animali di cui sono pervenute resti fossili.All'inizio del Pliocene, ristabilitesi definitivamente le comunicazioni tra Mediterraneo e oceano Atlantico, un mare ricco di vita vegetale, il mare è tornato ad avanzare fino alle attuali aree di bassa collina ed ha abbandonato sedimenti argillosi e sabbiosi a seconda dei luoghi e delle profondità. In questo periodo si è depositato anche lo spungone, pietra tipica locale, costituita da un calcare del Pliocene inferiore medio, prodotto da una scogliera sottomarina ricca di vita.Durante il Pliocene superiore e gran parte del pleistocene inferiore, con cui inizia circa 1,8 milioni di anni fa l'era quaternaria, continua nella bassa collina la sedimentazione dell'argille marine il cui inizio della nuova era è indicato dalla comparsa di fossili, testimoniante il raffreddamento del Mediterraneo. Successivamente la profondità del mare è progressivamente diminuito fino a dare luogo nella zona precollinare, tra 1,45 e 1,1 milioni di anni fa, alla spiaggia delle sabbie gialle, interrotta qua e là dai delta dei fiumi appenninici. Sulle terre emerse allora crescevano rigogliose vegetazioni arboree e il mare era ricco di molluschi e di altri organismi. Alla fine del pleistocene inferiore lungo questa costa vivevano gli homo erectus, che hanno lasciato numerosi reperti nella zona del Monte Poggiolo.Alla fine del pleistocene medio, su una superficie di erosione raccordante la pianura all'antica superficie collinare, si è venuto formando un livello di limi di origine eolica, definiti loess, attribuibile alla glaciazione rissiana, terminata circa 150.000 anni fa. L'ambiente era allora arido e piuttosto freddo, ed il suolo coperto da piante erbacee e da rari alberi, grossi erbivori (elefanti, rinoceronti, bisonti) che erano preda di piccoli gruppi di cacciatori nomadi.Durante l'ultima parte dell'era quaternaria i fenomeni erosivi hanno completato il modellamento attuale del rilievo collinare e montano, in cui dominano forme di tipo piramidale negli affioramenti della formazione marnoso-arenacea e dolci ondulazioni della collina argillosa, spesso interrotte da ripidi ventagli di vallecole dei calanchi. Contemporaneamente nella pianura si sono formate potenti coltri alluvionali in seguito al deposito di sedimenti erosivi dei rilievi e trasportati dei fiumi nelle parti depresse del territorio. Al di sotto di Forlì, il loro spessore è superiore a 200m. Anche nelle pendici collinari montane i corsi d'acqua hanno lasciato tracce della loro attività di sedimentazione.
Clima
Content:Forlì ha un Clima subtropicale umido (classificazione Köppen-Geiger Cfa).Il clima di Forlì è condizionato dalla sua posizione geografica, vicina alla costa del mare Adriatico, al margine meridionale della Pianura padana e a ridosso del crinale appenninico, il quale, insieme ai contrafforti montani tra le valli, orientate da sud-ovest a nord-est, influenza notevolmente l'andamento dei venti al suolo.Il mese più freddo, gennaio, ha una temperatura media di 3,1°C, mentre quello più caldo, luglio, ha una temperatura media di 24,7°C. La temperatura più alta registrata a Forlì è stata di +43,0°C nell'agosto del 2017 mentre quella più bassa è di -19,0°C registrata nel gennaio del 1985.L'escursione annua, data dalla differenza tra la temperatura media del mese più caldo è quello del mese più freddo, oscilla tra i 18 ed i 23°C.Le precipitazioni medie annue di Forlì sono all'incirca di 745mm di pioggia, ed il numero di giorni piovosi è in media di 75. Le piogge sono distribuite in modo piuttosto regolare durante l'anno, con valori massimi in novembre (79mm) e minimi in gennaio (38mm), febbraio e luglio (40mm).Il fenomeno della nebbia si presenta regolarmente ogni anno, soprattutto nei mesi invernali, o a fine autunno, manifestandosi a diversi livelli di intensità e di frequenza con prevalente accentuazione delle zone di pianura nelle depressioni morfologiche e diradandosi più a sud a partire dalle propaggini appenniniche.A Forlì predominano i venti di nord-ovest, di est e di sud-ovest. In primavera, in estate e in autunno prevalgono venti da est, in inverno quelli da nord-ovest.
Storia
Content:
Origini ed epoca antica
Content:File:Testa femminile del rione Schiavonia.JPG: La località dove Forlì sorge fu abitata sin dal Paleolitico, come dimostrano i copiosi ritrovamenti di Monte Poggiolo, con migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa. Nel 2010, durante i lavori per la costruzione del nuovo carcere cittadino, è stata trovata la più grande necropoli preistorica dell'Emilia-Romagna, risalente a 4.000 anni fa, il che dimostra che l'area era già stabilmente abitata a tale epoca.La città in effetti è sorta su un antico insediamento commerciale, sito sulla linea di confine che separava il territorio controllato dai Lingoni da quello dei Senoni e chiamato dagli Etruschi Ficline (Figline), cioè terra di vasai (ma anche di produzione laterizia), per le ceramiche che vi venivano prodotte e che saranno famose anche nei secoli XIV-XVIPer un'introduzione allo studio della ceramica forlivese, si può vedere: . Nel Quattrocento, anzi, la produzione forlivese "batteva per fama e prestigio quella della vicina Faenza, divenuta celebre solo dal secolo scorso in poi".Il nome attuale è di origine romana, Forum Livii: il castrum fu probabilmente fondato nel 188 a.C., secondo la tradizione, da Gaio Livio Salinatore (console 188 a.C.), figlio del console Marco Livio Salinatore che, nel 207 a.C., sconfisse l'esercito cartaginese guidato da Asdrubale Barca nella battaglia del Metauro. La città, dunque, ha celebrato nel 2012 i 22 secoli di storia. Della città romana rimangono pochi resti, specialmente sotterranei (ponti, strade lastricate, fondazioni). Il Forum (luogo) doveva essere all'altezza dell'attuale piazza Melozzo, mentre è probabile l'esistenza di un castrum nella zona dei Romiti, sulla via per Faenza. Il castrum chiamato Livia e il Forum (luogo) detto Livii rifondarono l'etrusca Ficline, dando luogo a Forlì. Un importante pagus, risalente agli anni in cui era Imperatore Costanzo II, è stato rinvenuto nei pressi della località Pieveacquedotto, dove transitava l'acquedotto di Traiano.Uno scavo condotto nel 2003-2004, in via Curte, ha messo in luce importanti resti di epoca romana: si tratta di una sequenza abitativa che va dall'età repubblicana all'età tardo antica. Il che ha permesso di capire come poteva essere la vita nell'antica Forum Livii.
Medioevo
Content:File:Campanile di San Mercuriale visto dal chiostro.JPG: Caduto l'Impero Romano dOccidente, dopo il breve dominio di Odoacre, Forlì fece parte del regno degli Ostrogoti, poi dell'impero di Bisanzio. Rimase bizantina ai tempi dell'invasione Longobardi, nel VI secolo, poi fece parte delle donazioni di Pipino il Breve alla Chiesa.Nata, ovviamente per motivi di difesa, su un'isola alla confluenza di due fiumi, Forlì fu però lungamente travagliata dalle inondazioni, così, intorno al 1050, venne risistemato l'impianto dei corsi d'acqua con vari lavori di ingegneria che allontanarono dal centro abitato il rischio di nuovi allagamenti.La città fu protagonista delle vicende del territorio romagnolo durante il Medioevo: il complesso allude a diversi momenti della sua storia: la città ebbe dai Romani lo scudo vermiglio, su cui poi fu posta, in ricordo della partecipazione dei Forlivesi alla Prima Crociata, una croce bianca; un secondo scudo, bianco, attraversato dalla scritta LIBERTAS, testimonia dei periodi in cui la città si erse a Repubblica (forma statuale) (la prima volta nell'889, l'ultima nel 1405): i colori della città, pertanto, sono il bianco ed il rosso; l'aquila Svevia in campo d'oro fu invece concessa da Federico II di Svevia, per l'aiuto datogli nella presa di Faenza (1241), essendosi Forlì schierata dalla parte dei Guelfi e Ghibellini. Queste benemerenze consentirono ai forlivesi di intercedere poi a favore dei faentini e di convincere Federico a risparmiare la città di Faenza, che egli intendeva invece distruggere.L'Imperatore elargì alla città di Forlì, nell'occasione, anche un'ampia comune, compreso il diritto di battere moneta.Il passaggio dal libero comune alla Signoria cittadina fu piuttosto tormentato: emersero, fra gli altri, i tentativi di Simone Mastaguerra, Maghinardo Pagani e Uguccione della Faggiola, ma il successo nel dominio cittadino arrise alla dinastia della famiglia Ordelaffi, che resse, sia pure con qualche interruzione, la città dalla fine del XIII fino all'inizio del XVI.Nel 1353, Papa Innocenzo VI dalla cattività avignonese incaricò un suo Vicario, il cardinale Egidio Albornoz, di riappropriarsi delle Romagne che vennero messe a ferro e fuoco. Nel 1355, per sconfiggere definitivamente la resistenza ghibellina guidata dagli Ordelaffi, Innocenzo VI lanciò Crociata contro i Forlivesi capitanata da Luigi I dUngheria. La crociata si concluse nel 1359 con un accordo tra gli Ordelaffi ed il papa, che rimise la Romagna sotto la potestà dello Stato Pontificio.Dal punto di vista tecnico, si può segnalare il fatto che Forlì, nel XIV secolo, fu una delle prime città a dotarsi di orologio meccanico, posto nella torre civica.La Forlì medioevale vide anche la presenza di una fiorente comunità di Ebrei: si ha notizia dell'esistenza d'una scuola ebraica in città fin dal XIII secolo, mentre il più antico esempio italiano di immagine araldica ebraica (1383) proviene da Forlì; inoltre, uno statuto civico forlivese del 1359 ci testimonia la stabilità della presenza degli Ebrei e dei loro banchi. Ad esempio, è noto il fatto che, nel 1373, Bonaventura Consiglio e socio prestarono 8.000 ducati ad Amedeo VI di Savoia, avendone come garanzia la corona ed altri valori.. Va poi notato che, nel Medio Evo, gli Ebrei a Forlì potevano possedere terreni e fabbricati. Con il Cinquecento, però, la possibilità si restrinse ai soli fabbricati, anche a causa del passaggio della città al dominio diretto dello Stato della Chiesa.M. Tabanelli, Una città di Romagna nel Medio Evo e nel Rinascimento, Magalini Editrice, Brescia 1980, p. 204.Agli anni 1390 e 1393 risalgono due libri di preghiera ebraici, illustrati, provenienti rispettivamente da Bertinoro e da Forlì, conservati attualmente in Gran Bretagna ..Da ricordare è anche il fatto che a Forlì operò e morì il rabbino Hillel da Verona, che con i suoi scritti poté influenzare anche l'immaginario di Dante, ospite in città poco dopo la sua scomparsa.Forlì fu, dunque, un importante centro di affari e di vita culturale ebraica.Da segnalare, a tal proposito, è l'importante Congresso ebraico di Forlì dei delegati delle comunità Ebrei di Padova, di Ferrara, di Bologna, delle città della Romagna e della Toscana, nonché di Roma, che fu convocato a Forlì il 18 maggio 1418: vi si presero decisioni sul comportamento (etico e sociale) che gli Ebrei avrebbero dovuto tenere e si inviò una delegazione al Papa Martino V per la conferma degli antichi privilegi e la concessione di nuovi.Nel Medio Evo prende avvio anche quella che sarebbe diventata un'importante tradizione nel campo della medicina. In effetti, Forlì, come tutta la Romagna altomedioevale mantiene vive le conoscenze della cultura classica, in particolare in campo medico, in quanto terra bizantina. Così che gli stessi Carolingi "hanno potuto beneficiare delle conoscenze mediche presenti nell'esarcato di Ravenna"S. Gouguenheim, Aristotele contro Averroè, Rizzoli, Milano 2009, p. 49.. Nei secoli successivi, poi, troveremo medici forlivesi di grande rilievo, come ad esempio Iacopo della Torre, più noto come Iacopo da Forlì.L'11 aprile del 1425 Alberico (o Alberigo) da Barbiano apre la prima scuola laica in Forlì: primo studente è Cristiano, il figlio del pittore e storico Giovanni di Mastro Pedrino.
Età moderna
Content:File:Torre del reloj de Forlí.jpg: Il Quattrocento si chiuse, per Forlì, con un'importante novità culturale: nel 1495, infatti, aprì in città la casa editrice, a stampa, di Paolo Guarini e Giovanni Giacomo BenedettiP. Temeroli, I primordi della stampa a Forlì (1495-1507), in L. Baldacchini - A. Manfron (cur.), Il Libro in Romagna. Produzione, commercio e consumo dallafine del secolo XV all'età contemporanea, Firenze 1998, pp. 61-101..Durante il Rinascimento Forlì vantò molteplici intrecci con la storia nazionale italiana: sua signora fu Caterina Sforza, che, vedova di Girolamo Riario (nipote di Papa Sisto IV), sposò, nel 1497, Giovanni il Popolano, matrimonio dal quale nacque, l'anno successivo, Ludovico (poi Giovanni) detto Giovanni dalle Bande Nere, il famoso capitano di ventura, padre di quel Cosimo I de Medici che sarà il primo Granducato di Toscana. Caterina, nonostante un'eroica resistenza nella rocca di Ravaldino, in Forlì, fu sconfitta da Cesare Borgia nel piano di espansione dei possedimenti papali in Emilia-Romagna.Dopo un effimero tentativo di ritorno degli Ordelaffi, il Papa Giulio II, di passaggio a Forlì nel 1506, riuscì ad imporre, almeno provvisoriamente, la pace tra i guelfi e ghibellini.Tornata sotto il dominio papale, Forlì costituì il centro della Romagna Stato Pontificio. Il governo papale garantì alla città e ai suoi abitanti un periodo di traquilla vita civile, soprattutto dopo l'istituzione della magistratura dei Novanta Pacifici, voluta, nel 1540, da Giovanni Guidiccioni. A questo proposito, Adamo Pasini scrive: "Qualunque sia il giudizio che si vuol dare del governo che in quel secolo venne a consolidarsi, sta di fatto che il cinquecento segna il sorgere della nostra aristocrazia, della nostra edilizia, della nostra letteratura. Dire che sono morti per la storia i tre secoli XVI, XVII e XVIII, per dedicare dei volumi ai secoli XIII - XIV - XV, significa dare troppa importanza alla guerra civile e poca o nessuna importanza all'economia, allo studio, al lavoro"A. Pasini, Introduzione, in Sebastiano Menzocchi, Cronaca, a cura di Mons. Adamo Pasini, Forlì, Bordandini 1929.A riprova di quanto dice Pasini, nel 1522 nacque a Forlì un apposito Collegio che laureava alla carica di notaioP. Moressa, L'Aquila e il Capricorno, Foschi Editore, Forlì 2007, p. 24..Sono da ricordare i vescovi Pier Giovanni Aleotti (1551-1563) ed Antonio Giannotti (1563-1578), la cui incisiva azione portò la città ad essere "citata come esempio di ortodossia e di zelo religioso"G. Viroli (a cura di), Palazzi di Forlì, Nuova Alfa Editoriale, 1995, p. 11. ed influenzò la stessa Scuola forlivese, ponendola in sostanziale anticipo perfino sull'evoluzione della scuola romanaCf. G. Viroli, Ibidem..Nel 1630, la città sfuggì alla peste, che pure aveva devastato il resto d'Italia e la Romagna. La popolazione ne attribuì il merito ad un intervento miracoloso della Madonna del Fuoco, in onore della quale venne innalzata una colonna celebrativa nel Campo dell'Abate (oggi piazza Saffi).Dal punto di vista generale, pur tra varie vicissitudini, come il saccheggio operato dagli Austriaci nel 1708, la situazione politica rimase sostanzialmente immutata fino all'Unità d'Italia, eccetto che per un breve periodo di indipendenza politica dallo Stato Pontificio attorno al 1797, quando Forlì divenne capoluogo del dipartimento del Rubicone nella nuova divisione amministrativa dettata dalle truppe di Napoleone al seguace Regno d'Italia. Tra le leggi imposte dal nuovo codice civile napoleonico c'era la possibilità di divorzio e un cittadino di Forlì ne fece richiesta (prima causa di divorzio a oltre 150 anni dalla legge attuale).Inoltre, i funzionari napoleonici si occuparono di indagare gli usi e costumi delle popolazioni sottomesse, producendo una notevole mole di dati sulle tradizioni popolari di questa parte di Romagna. Un forlivese riuscì a recuperare parte di quelle indagini (per la verità in gran parte provenienti da Sarsina, ma in uso anche a Forlì) e ne pubblicò un testo che è uno dei primi lavori sulle tradizioni romagnole, poi seguito dall'opera del Pergoli verso la fine dell'Ottocento, che si occupò della raccolta di canti anche a Forlì e a San Martino in strada (frazione di Forlì).Nella prima metà del XIX secolo, la legazione apostolica di Forlì, affidata ad un Cardinale legato, comprendeva anche le città di Cesena e Rimini.Nel gennaio 1832 la città viene saccheggiata e 21 suoi cittadini uccisi durante le Stragi di Cesena e Forlì ad opera delle truppe pontificie durante la repressione finale dei moti romagnoli.È da ricordare, durante la Repubblica Romana del 1849, l'iniziativa dei banchetti patriottici, che si tennero, a suo sostegno, a Forlì, e fu l'unico caso in tutta Italia: si trattò di pubblici banchetti patriottici, che videro una massiccia partecipazione di pubblico paganteR. Balzani, Il banchetto patriottico: una "tradizione" risorgimentale forlivese, ne Il tempo libero bell'Italia unita, CLUEB, Bologna 1992, pp. 21-33. Il 4 giugno 2011, in occasione del 150° dell'unità d'Italia, è stato organizzato a Forlì, per iniziativa del sindaco Roberto Balzani, il “Pranzo Patriottico”, allo scopo di rievocare e riattualizare le iniziative risorgimentali ..Dal punto di vista culturale, il Rinascimento vede nascere e fiorire, con Melozzo e Marco Palmezzano, la scuola forlivese d'arte, portata avanti poi da autori come Francesco Menzocchi e Livio Agresti nel XVI secolo, e dai loro epigoni dei secoli successivi. Si segnalano anche importanti produzioni di maioliche e ceramiche: da ricordare almeno il nome di Leucadio Solombrini, che il re Francesco I di Francia volle invitare ad aprire una bottega presso la sua corte di Amboise.Prosegue anche l'illustre tradizione medica forlivese, con personaggi come Girolamo Mercuriali e Giovanni Battista Morgagni.
Unità di misura precedenti il sistema decimale
Content:Prima dell'introduzione del sistema metrico decimale (1861), erano in adozione altre unità di misuraLibero Ercolani, Vocabolario romagnolo-italiano, Monte di Ravenna, Ravenna s.d., pp. 11-12.. A Forlì, le principali erano:
Età contemporanea
Content:File:Piazza Saffi.jpg: Nella seconda metà del XIX secolo Forlì diventa il "zitadòn" (cittadone) della Romagna: un centro grande rispetto alle altre realtà urbane limitrofe, la cui prosperità deriva dall'agricoltura - molto diffuso il tipico contratto di mezzadria - e dal commercio del sale tramite la via diretta verso Cervia e le sue salina, nonché dal suo posizionamento sulla strategica via Emilia, a metà strada fra Bologna e Rimini. La città, però, conosce anche i primi fenomeni di industrializzazione: la fabbrica di biliardo; la birreria di Gaetano Pasqui; le fornace della prima metà del XIX secolo; la Becchi, per la realizzazione di stufe in cotto divenute poi celebri; la Società Anonima Bonavita per la produzione del feltro; le importanti Officine ForlaniniCf. R. Fregna, Forlì città del duce, dal I dopoguerra alla crisi del '29, in Parametro, 1972, n. 14, pp. 26-47, citato in G. Viroli, Per un modello di cultura figurativa. Forlì, città e museo, Istituto per i beni artistici culturali naturali della Regione Emilia-Romagna - Comune di Forlì, 1980 (?), p. 19, nota.. Dal punto di vista culturale, Forlì è una città attiva, con presenza di alcune testate giornalisticheSi veda qui: e qui:..Non mancarono personalità di spicco durante il Risorgimento: Aurelio Saffi, repubblicano Giuseppe Mazzini e Piero Maroncelli, amico di Silvio Pellico e imprigionato come lui per il suo ideale di un'Italia unita e libera da dominazioni straniere o religiose.A riprova della modernizzazione in atto, il 21 maggio 1915 (appena prima dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale), nel luogo dove ora insiste il polo universitario, entrò ufficialmente in funzione il nuovo ospedale cittadino, intitolato a Giovanni Battista Morgagni. File:Forlì, piazza aurelio saffi, Palazzo degli uffici statali.jpg: La città piange i suoi martiri della Prima guerra mondiale e nel primo dopoguerra dimostra una notevole vivacità intellettuale, ad esempio con l'inaugurazione del Cenacolo Artistico Forlivese (1920). Ma è con l'ascesa del Fascismo e la Seconda guerra mondiale che Forlì torna a far molto parlare di sé. A 15km dalla città, a Predappio, nasce Benito Mussolini: quando egli diviene prima presidente del consiglio, poi duce, inevitabilmente Forlì gode di una certa fama di ritorno, cominciando a essere presentata nella propaganda ufficiale come "la Forlì#Età contemporanea"R. Fregna, Forlì città del Duce. Dal primo dopoguerra alla crisi del '29, in Parametro n. 14, 1972, pp. 27-47.. Questo ha comportato conseguenze negative negli anni del dopoguerra, quando si poté assistere, a mo' di contrappasso, a quella che uno storico ha definita un'implicita conventio ad tacendum: tutte le volte che non fosse proprio inevitabile citarla, Forlì non doveva essere nemmeno menzionata.. Per esprimere il particolare stato d'animo presente a Forlì nei decenni successivi alla guerra, Giorgio Bocca parla di complesso del Duce.Durante il regime, comunque, Forlì si sviluppò oltre il suo ambito territoriale ed economico tradizionale: gli architetti del regime si sbizzarrirono nel progettare nuovi edifici corrispondenti al gusto del momento, come ad esempio la nuova Stazione di Forlì, il nuovo Palazzo delle Poste di Forlì e quello Palazzo degli uffici statali (la cui architettura ricorda una "B", come Benito) nella centrale Piazza Aurelio Saffi, viale Benito Mussolini (ora viale della Libertà (Forlì)), lungo il quale sorse l'Istituto Tecnico Industriale Statale, con la pianta a forma di enorme "M" (come Mussolini)Cf. M. Staglieno, Arnaldo e Benito, Mondadori, Milano 2003, p. 425.. Tutto questo fervore edilizio qualifica Forlì, secondo Ulisse Tramonti (dell'Università di Firenze), come "vetrina nazionale dell'architettura razionalista".Crebbero poi le industrie locali (Forlanini, Mangelli); nel 1936 venne inaugurato l'Aeroporto di Forlì, allora il più grande aeroporto militare d'Italia, scalo che, nel dopoguerra, fu a lungo polo di traffici commerciali con i Paesi dell'Europa comunista.La città pagò il suo conto di vite umane alla guerra, sopportando inoltre la perdita di inestimabili tesori artistici, come la Chiesa di San Biagio (Forlì) o il teatro comunale; anche la Torre civica fu bombardata, per poi venire ricostruita in seguito. Il campanile della Basilica di San Mercuriale venne invece risparmiato dai tedeschi in ritirata, le voci del popolo indicano per intercessione e supplica del parroco don Giuseppe Prati detto, amabilmente, don Pippo. Certa è l'opera del vescovo di allora della città, monsignor Giuseppe Rolla, che sicuramente pagò un prezzo molto consistente in termini di vettovaglie e bestiame per l'esercito tedesco in ritirata. Recentemente alcuni voci "nostalgiche" vorrebbero indicare nell'intervento diretto di Benito Mussolini la causa del salvataggio del campanile. Questa possibilità è in realtà remota. All'inizio del '900 lo stesso Mussolini, fervente anticlericale, diede alle fiamme il portone della medesima chiesa subendo anche una condanna riportata dalle cronache di allora.Tra i momenti tragici della guerra, va anche ricordato l'eccidio di Forlì, nel quale, presso l'aeroporto cittadino, furono uccise 42 persone, nel settembre del 1944. Altri eccidi furono consumati nel forlivese: l'eccidio di San TomèHeinrich Nordhorn, su difesa.it. e l'eccidio di BranzolinoHeinrich Nordhorn, su difesa.it..File:Gonfalone con medaglia.JPG: Forlì venne Resistenza italiana relativamente presto, rispetto alle altre zone del Nord Italia: il 9 novembre 1944, dopo un'accanita battaglia per il valore simbolico che Forlì aveva in quanto "città del Duce", tanto che Hitler aveva ordinato di non cederla facilmente, le truppe alleate britanniche ed indiane entravano in città, provenienti da Cesena, con l'appoggio delle brigate partigiane. Proprio in quanto città-simbolo, i britannici vollero riservare a sé l'onore di entrare a Forlì, precedendo sia gli stessi partigiani sia i Polacchi di Władysław Anders, che già avevano preso Predappio. Ancora oggi è presente e visitabile, quasi di fronte al Cimitero Monumentale di Forlì, il ben curato Cimitero degli Indiani, a ricordo di quanti di loro persero la vita in questa occasione.File:Casa di Roberto Ruffilli, Forlì.JPG: Ad un mese dalla liberazione, il 10 dicembre del 1944, Forlì fu sconvolta da un bombardamento dell'aviazione tedesca, che sperimentava per la prima volta l'effetto su un centro abitato di un nuovo tipo di bomba, la Grossladungsbombe SB 1000, con sviluppo esplosivo orizzontale anziché "a imbuto" (e con la relativa mancanza del cratere). A questo bombardamento si deve, oltre a numerosi morti, la perdita della Chiesa di San Biagio (Forlì).Primo sindaco della Forlì liberata fu Franco Agosto, cui oggi è dedicato il Parco Urbano, polmone verde sull'ansa che il fiume Montone forma nei pressi di Porta Ravaldino.Nel dopoguerra la città si è stabilizzata nelle sue attività tradizionali legate al settore agricolo e artigianale, sviluppando una dinamica realtà di piccole imprese artigianali o cooperative.Forlì fu anche teatro di un omicidio targato Brigate Rosse. Il 16 aprile 1988 (a dieci anni dall'assassinio di Aldo Moro, e proprio pochi giorni dopo la nascita del nuovo governo presieduto da De Mita, che Ruffilli aveva contribuito a creare), assassinarono il senatore Roberto Ruffilli nella sua casa di Corso Diaz, nel rione Ravaldino.Il 5 aprile 2009, intorno alle ore 22,20, fu avvertita una scossa tellurica di magnitudo 4,7 tra le città di Forlì e Faenza, che anticipò il terribile terremoto del 6 aprile 2009 dell'Aquila.
Simboli
Content:Lo stemma, riconosciuto con decreto del 15 maggio 1931, ha la seguente blasonatura: Il gonfalone comunale, con al centro lo stemma cittadino, è diviso in due metà: la superiore bianca, l'inferiore rossa.Secondo la tradizione il segno zodiacale di Forlì è il Capricorno (astrologia)P. Moressa, L'aquila e il capricorno, Foschi, Forlì 2007, p. 11. Cf. Leone Cobelli, Cronache Forlivesi, Regia Tipografia, Bologna 1874, p. 62..
Onorificenze
Content:Titolo poi confermato con regio decreto 15 maggio 1931 Libro Araldico Enti Morali Volume I, pag. 252 n. 835..Forlì è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, insignita della Medaglia dArgento al Valor Militare per i sacrifici e il coraggio delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale su istitutonastroazzurro.it.:
Monumenti e luoghi d'interesse
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Architetture religiose
Content:File:Cattedrale della città di Forlì.JPG: File:Paolo Monti - Servizio fotografico (Forlì, 1971) - BEIC 6357796.jpg: @an0:San Domenico@an0:Napoleone@an0:chiesa di San Giacomo Apostolo@an0:Pinacoteca@an0:Musei civici@an0:Santa Croce@an0:Chiesa della Santissima Trinità@an0:Chiesa del Carmine@an0:Chiesa e Monastero del Corpus Domini@an0:Chiesa di San Biagio@an0:Chiesa di Santa Lucia@an0:Chiesa di Santa Maria della Visitazione@an0:Chiesa di San Filippo Neri@an0:Chiesa del Miracolo@an0:Chiesa di San Michele Arcangelo@an0:Chiesa di San Sebastiano@an0:Chiesa dell'Addolorata@an0:Chiesa di San Giorgio in Trentola@an0:Chiesa francescana di Santa Maria del Fiore@an0:Chiesa di San Giuseppe Artigiano
Chiese scomparse
Content:Numerose sono le chiese, sia nel centro cittadino che all'interno del suo comune, che sono scomparse nel corso dei secoli. La scomparsa di tali edifici religiosi ha molteplici motivazioni, le principali rintracciabili nelle devastazioni causate da guerre a seguito delle quali non è stata approntata alcuna riedificazione, nonché nella soppressione di ordini religiosi o nel riutilizzo degli edifici ad uso diverso da quello religioso.
Architetture civili
Content:File:Palazzo de Calboli, particolare.JPG: @an0:Palazzo delle Poste@an0:Palazzo HercolaniNel Novecento, larga parte dell'architettura forlivese è stata segnata dagli interventi del fascismo. Per questo, la città partecipa, come capofila, al progetto europeo "ATRIUM", che ha "come obiettivo principale quello di indagare e gestire il patrimonio architettonico, archivistico ed immateriale dei regimi del ‘900, per la costruzione di un itinerario culturale transazionale, con l'obiettivo di ottenere il riconoscimento di “Rotta Culturale europea"".
Architetture militari
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Mura
Content:File:Resti delle mura di Forlì.JPG: Come in numerose altre città italiane, a Forlì le mura cittadine furono quasi totalmente rase al suolo all'inizio del '900 per poter liberare nuovi spazi da dedicare all'edilizia e permettere lo sviluppo della città al di fuori dell'antico nucleo cittadino. La demolizione delle mura fu quasi totale, e solo alcuni tratti dell'antica cinta muraria tuttora sopravvivono. Lo spazio liberato ha fornito la superficie per l'edificazione di tratti stradali che oggi costituiscono i viali di circonvallazione.
Porte
Content:File:-PortaSchiavonia-.jpg: Sebbene non ne sia rimasta traccia, è ovvio pensare che la Forlì dell'epoca romana fosse cinta da una cerchia difensiva e che fosse possibile accedere all'interno della città attraverso specifiche porte o quantomeno attraverso valichi sorvegliati. Non è possibile indagare sia l'evoluzione che la struttura della primitiva cerchia difensiva, così come non è possibile identificare il sistema difensivo nell'alto medioevo, se non ipotizzare, tramite i toponimi locali sopravvissuti, il percorso delle mura e la localizzazione delle porte medievali. Per citare un esempio, la tradizione tramanda il nome di porta Merlonia, vivente nel nome della via che da essa prese il nome, probabile porta della cerchia muraria altomedievale. È comunque necessario precisare che, con il passare delle epoche e a seconda delle esigenze del momento, era abbastanza comune aprire nuove porte e chiuderne altre, a seconda delle necessità. Così facendo di molte porte si è perso il ricordo, di altre rimane il toponimo e solo delle più importanti e delle più fortunate permane il nome, la descrizione o la struttura.Secondo la Descriptio provinciæ Romandiolæ del cardinale Anglico de Grimoard nella città di Forlì sunt quatuor porte magistre, que custodiuntur: Ravaldini, Cudignorum, San Petri, Clavanie... Ma nella toponomastica antica di Forlì si comprendevano i nomi di altre porte che Francesco II Ordelaffi fece abbattere o rinforzare: Porta Merlonia, Porta San Biagio (poi chiamata Santa Chiara e chiusa nel 1356 da Francesco Ordelaffi) e Porta della Rotta, tutte queste facenti parte dell'antico circuito difensivo romano. In epoca alto-medievale, con l'ampliamento della cinta muraria, vennero aperte nuove porte. Vengono tramandati i nomi di Porta Liviense, Porta di Santa Croce e Porta San Mercuriale.Le porte che si aprivano ad occidente del ponte dei Morattini, in direzione Faenza, erano due: Porta Liviense (detta anche Valeriana), che sorgeva in fondo a via dei Battuti Verdi e attraverso la quale passava l'antica via Consolare, e Porta Schiavonia. La prima venne chiusa da Francesco Ordelaffi nel 1356 durante l'assedio dell'Albornoz e, in tale occasione, venne anche abbattuto il ponte che varcava il fiume Montone. Né la porta né il ponte furono mai più riaperti, così l'antico percorso della strada consolare fu dirottato in direzione di Porta Schiavonia.Le porte più importanti, che hanno segnato la storia della città e sono legate alla cinta muraria eretta tra la metà del XV secolo e gli inizi del XVI sono quattro: Porta Schiavonia, Porta San Pietro, Porta Cotogni e Porta Ravaldino. Di queste, solo Porta Schiavonia è arrivata ai nostri giorni. ; Porta San Pietro Collocata sulla strada per Ravenna, sorgeva in fondo all'attuale Corso Giuseppe Mazzini, un tempo chiamato Borgo San Pietro. Presentava una vera e propria rocca fortificata e in questa furono tenuti prigionieri Caterina Sforza e i suoi figli dai congiurati che avevano assassinato Girolamo Riario.La porta si apriva su uno dei contrafforti delle mura e la rocca, posta al suo fianco, rafforzava la sorveglianza sulla porta. La rocchetta, di cui si ignora la data di costruzione, era il baluardo del lato settentrionale della città e già nel XIV secolo la porta si ergeva con il nome derivante dalla vicina Chiese scomparse di Forlì, oggi scomparsa. Nel 1360 la porta fu parzialmente demolita dall'arrivo dell'Egidio Albornoz, mentre rimaneva attiva la rocchetta che ospitò Caterina Sforza nel 1488 dopo l'uccisione di Riario ordita dalla famiglia Orselli. Ulteriormente atterrata poi nel 1741,Ettore Casadei, Forlì e dintorni, Forlì 1928, p. 168. Secondo Gilberto Giorgietti, in Borgo San Pietro, p. 23, la data di abbattimento risale al 1714. rimase intatto solo il mastio della rocchetta. Si sa che nel 1764 la porta vera e propria era murata e l'ingresso avveniva direttamente attraverso un'apertura effettuata nella rocca che fungeva da porta civica. Nel 1862 gli ultimi avanzi della porta e la rocchetta furono demoliti per far posto alla nuova porta urbana, definita Barriera Mazzini, che l'ingegnere Callimaco Missirini, costruitala a spese del comune, disegnò in forme neoclassiche e che fu aperta al transito il 5 giugno 1864. Venne utilizzata come sala d'attesa per la tramvia che univa Ravenna a Meldola e, dal 1901, fu usata come ufficio postale. Questa porta fu completamente rasa al suolo nel primo bombardamento aereo subito dalla città nella seconda guerra mondiale il 19 maggio 1944Gilberto Giorgietti, in Borgo San Pietro, p. 24. e non venne più ricostruita.È importante notare come in tempi più antichi l'uscita in direzione di Ravenna avveniva tramite la Porta di Santa Chiara, di cui oggi rimane solo un piazzale ad essa dedicato. ; Porta Cotogni La porta sorgeva su quella che era chiamata Strada petrosa - poi Borgo Cotogni, più recentemente Corso Vittorio Emanuele e attualmente Corso della Repubblica - ed era a sorveglianza della strada in direzione di Cesena. Fino ai primi anni del XX secolo ospitava la porta daziaria, per poi essere sostituita, durante il Ventennio, dagli edifici gemelli Bazzani e Benini.Le cronache ricordano come spesso le parate e i solenni ingressi in città avvenivano per porta Cotogni; fra questi l'ingresso di Giulio II e dei Riario. Fino al 1825 presso la porta era collocato il busto del cardinale Stefano Augustini, ora collocato presso la pinacoteca.La Barriera e gli annessi fabbricati vennero costruiti su disegno dell'architetto Giacomo Santarelli nel 1825, in seguito alla demolizione dell'antica Porta Cotogni, ed assunse il nome di Barriera Vittorio Emanuele con funzione di porta daziaria.Nel 1906, con l'avvio degli scavi per la costruzione degli impianti dell'acquedotto, vennero scoperti i resti e le fondamenta del torrione e delle aree vicine fortificate. ; Porta Ravaldino Era la porta che si apriva in direzione di San Martino in Strada (Forlì) e, da lì, verso Firenze. La porta si trovava alla fine dell'attuale Corso Diaz, ma fino al '300 la cinta muraria era più arretrata e quindi la porta si trovava circa a metà dell'attuale corso e si chiamava Porta Merlonia. Tra Ottocento e Novecento ebbe anche il nome di Barriera Aurelio Saffi.Al termine di corso Diaz, sul lato sinistro, sorgeva una rocca, detta Rocca Vecchia, perché in seguito demolita ad eccezione di un torrione che sopravvisse fino al '600. È probabile che fosse chiamato anche Ravaldino, da cui il nome della porta e della rocca, che tuttora esiste, e che si chiama Rocca di Ravaldino. Fonti diverseEttore Casadei, Forlì e dintorni, Forlì 1928, p. 376. affermano che il nome deriverebbe dal castello che sorgeva nell'attuale frazione di Ravaldino in Monte, a circa 10km dalla città.Secondo la cronaca del Novacula la porta fu edificata nel 1494 per volere di Caterina Sforza che investì il consiglio degli anziani dell'esecuzione dell'opera. La costruzione della porta, con la tracciatura di un fosso che giungeva fino alla Torre dei quadri, si rese necessaria in occasione del campo posto dai francesi presso San Martino in Strada (Forlì) ed in altre frazioni vicine.La porta fu poi lasciata andare in disuso e, non più soggetta a manutenzione, cominciò a crollare. Nel terremoto del 1870 subì ulteriori danni e, diventata pericolante nonché pericolosa, se ne decise l'atterramento della parte centrale. Vennero lasciati in piedi i fabbricati necessari a mantenere attivi gli uffici daziari, sostituiti dalla nuova barriera, chiamata Barriera Saffi, edificata nel 1874 su disegno dell'ingegnere Gustavo Guerrini.A cavallo poi degli anni trenta, fu demolita anche la barriera per sistemare il palazzo secondo le linee del piano regolatore che prevedevano un ampliamento della città oltre i confini della vecchia cinta.File:Porta Schiavonia prima del 1903.JPG: ; Porta Schiavonia Unica porta sopravvissuta al tempo sorvegliava la strada in direzione di Faenza. In passato era affiancata da torrioni che la proteggevano. È probabile che sorga sul luogo dove anche l'antica città romana apriva la propria strada in direzione di Faenza, anche se è stata più volte rimaneggiata e riedificata. L'attuale struttura risale al 1743 anche se nei primi del Novecento ne sono state abbattute alcune strutture come l'androne retrostante.
Altri luoghi d'interesse
Content:;Piazza Aurelio Saffi: File:Forlì, san mercuriale, esterno 01.jpg: File:Forlì-piazza saffi-tramonto.jpg: Ai tempi del Forum (luogo) romano, la Piazza Aurelio Saffi (Forlì) era solo un largo spazio ai confini della centuriazione, lungo la via Emilia verso Rimini.Diventa, come è tutt'oggi, luogo centrale della città nel Medioevo, con il nome di Campo dell'Abate (il riferimento è all'Abbazia di San Mercuriale di Forlì) e poi di piazza Maggiore.Dopo l'unificazione dItalia, viene dedicata a Vittorio Emanuele II e di seguito ad Aurelio Saffi, sostituendo la colonna della Madonna (spostata presso il duomo) con un monumento dedicato a Saffi. Al termine della seconda guerra mondiale, durante la permanenza delle truppe anglo-americane a Forlì (successiva alla liberazione della città dai nazismo-fascismo), la piazza è ribattezzata St. Andrew's Square ("piazza di S. Andrea"). Con il ritorno alla normalità, i danni della guerra furono risanati e fu ripristinato il monumento a Saffi andato distrutto durante i bombardamenti.Il risultato è una piazza che Antonio Paolucci ha definito "uno scenario metafisico alla Giorgio De Chirico".Sulla piazza si affacciano: @an0:romanica@an0:Palazzo delle Poste@an0:Palazzo Comunale@an0:Palazzo del Podestà ;Via delle Torri: Si tratta della strada che collega piazza Saffi con piazza Ordelaffi e piazza del Duomo, costeggiando il lato settentrionale del Palazzo del Comune. Percorrerla verso oriente, concede una suggestiva vista sull'Abbazia di San Mercuriale, mentre, nell'altro senso, la via prospetta sulla Chiesa del Corpus Domini (Forlì), con l'attiguo Monastero.Presso il Palazzo della Prefettura, sullo stesso lato, la via si apre sulla piazza delle Erbe, con il suo mercato agricolo alimentare su avicola-forli.com..;Piazza del Duomo e piazza Ordelaffi: File:Piazza Ordelaffi Forlì.jpg: @an0:Duomo@an0:Palazzo Farnese ;Corso della Repubblica: File:Hotel della Città Forlì.jpg: Il Corso della Repubblica, forse la principale strada moderna della città, costituisce il ramo della via Emilia verso est interno al centro storico. È la spina dorsale del rione chiamato tradizionalmente "Borgo Cotogni" per un antico insediamento dei Goti (da "Gotogni") che vi si erano stanziati nel V secolo. Appare come un lungo rettilineo di aspetto moderno, al termine del quale si scorge l'obelisco del monumento ai caduti di Piazzale della Vittoria (Forlì). Negli anni 30 si chiamava corso Vittorio Emanuele. @an0:Chiesa di Santa Maria della Visitazione@an0:chiesa di Santa Lucia@an0:raccolta storica Piancastelli@an0:La Raccolta Piancastelli racconta la storia e la cultura della Romagna@an0:musei comunali@an0:pinacoteca@an0:palazzo Merenda@an0:L'Hotel della Città et de la Ville@an0:Giò Ponti ;Corso Giuseppe Mazzini: Questo corso, via di porticati e negozi, congiunge piazza Saffi con la via Ravegnana (per Ravenna), verso nord, dove un tempo sorgeva la Porta di San Pietro. L'antica chiesa, ora scomparsa, di San Pietro in Scottis, rifugio per pellegrini scozzesi, dà nome al rione "San Pietro". @an0:Chiesa del Carmine ;Corso Giuseppe Garibaldi: Si tratta del corso più lungo, che da piazza Saffi arriva a Porta Schiavonia e costituisce la parte di via Emilia verso ovest, cioè verso Faenza e Bologna, attraversando la zona più antica della città, dove notevoli palazzi signorili si sono conservati fino a oggi. È la strada più antica della città, attorno alla quale Forlì ha cominciato a svilupparsi. Il nome "Schiavonia", ampliato tuttora all'intero rione (il vecchio "Borgo Schiavonia"), deriva dal ricordo degli schiavi forlivesi deportati in Spagna dal barbaro Alarico e liberati dal vescovo Mercuriale. Per magnificare l'epopea risorgimentale, su proposta dell'onorevole forlivese Tito Pasqui, il corso fu poi dedicato a Giuseppe Garibaldi.;Corso Armando Diaz: File:Chiesa di Sant'Antonio Vecchio, Forlì.JPG: Questo corso porta da piazza Saffi al piazzale di Porta Ravaldino (porta non più esistente), e al viale dell'Appennino che, verso sud, collega la città a Predappio e Castrocaro Terme, dirigendosi poi a Firenze. È l'asse portante del rione "Ravaldino", nome di origine incerta, ma noto fin dal Medioevo. Esiste, nelle prime colline forlivesi, anche una località chiamata "Ravaldino in Monte". @an0:palazzo Orsi Mangelli@an0:Teatro Comunale@an0:Machiavelli ;Piazzale della Vittoria: File:Monumento ai Caduti piazza della Vittoria Forlì.JPG: Proseguendo per corso della Repubblica da piazza Aurelio Saffi si arriva al piazzale della Vittoria, che funge sia da grande rotatoria sia da svincolo tra Corso della Repubblica, Viale Roma, Via Corridoni, Viale Matteotti e Viale della Libertà (Forlì). Al centro emerge su un'alta colonna il monumento ai caduti, costruito nel 1932. Sul piazzale si affaccia il palazzo dellex collegio aeronautico, in stile razionalista, ora adibito a scuole. Ai due lati dell'imbocco di corso della Repubblica vi sono le Palazzine gemelle, costruite nel 1933. Vi si affaccia anche la facoltà di economia dell'Università di Bologna e l'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Dal piazzale inoltre, si accede all'ingresso monumentale del Parco della Resistenza di Forlì.;Viale della Libertà: Proseguendo dal piazzale della Vittoria verso la stazione ferroviaria si attraversa il viale della Libertà. Con una larghezza di quaranta metri e l'orientamento perpendicolare alla Via Emilia, presenta una nutrita rappresentanza di edifici che costituiscono importanti esempi dei vari stili architettonici del Storia dellItalia fascista.Palazzi di interesse architettonico ubicati sul viale: @an0:Ex Casa del Balilla
Aree naturali
Content:Prima dell'abbattimento della cinta muraria una consistente area a ridosso delle mura formava un anello, interno le mura stesse, quasi completo a 360°, di verde pubblico destinato alla coltivazione. Questi orti, presenti nel medioevo, dovevano fornire l'area necessaria per essere coltivati e quindi produrre il sostentamento necessario in caso di eventuale assedio della città. Quest'area verde per la città si è sempre mantenuta fino all'inizio del novecento quando, decidendo di ampliare città oltre le mura, cominciarono ad essere edificate. Oggi di questi orti rimangono solo pochi tratti.Il territorio comunale e cittadino è comunque decisamente ricco di piccole aree verdi e di quattro grandi parchi pubblici:@an0:Parco di via Dragoni@an0:Parco della Resistenza Sul territorio comunale sono tuttora presenti molte vecchie piante di gelso, ultimi testimoni di un periodo in cui questo tipo di albero era molto diffuso. Le sue foglie fatte venivano raccolte utilizzate per nutrire i bachi, il cui allevamento era fiorente ed alimentava la solida industria della seta.alcune strade cittadine ed altre extraurbane sono poi caratterizzate ai lati da filari di alberi, come quelle della via lughese (la strada che conduce a Lugo) e la via cervese (la strada che conduce a Cervia), anche se da anni tale alberatura e messe in discussione per motivi di sicurezza stradale.In base alla legge regionale 2 / 1977 sono stati individuati anche alcuni alberi monumentali di pregio, tra cui una roverella di oltre duecento anni, 3 pioppi neri di oltre 130 anni ed un platano orientale di oltre 170 anni di età. Quest'ultimo è in realtà l'albero più noto, ammirato e conosciuto ed è ricordato come l'albero di Giosuè Carducci. Dagli alberi degni di nota possono essere ricordate anche 2 piante da frutto: un giuggiolo secolare ed una pianta di albicocco di sessant'anni.Vi sono poi 3 relitti boschivi di notevole importanza naturalistica presente nel territorio comunale. Il più importante è la Selva di Ladino, di proprietà del Comune, e considerata la superstite della Selva Litana. L'integrità di tale bosco è comunque minata dalla strada provinciale (via del partigiano) che la taglia in 2. La Selva di Ladino è un'area boschiva di circa 5 ettari con reverenza di roverelle, il cui ultimo taglio risale al 1946, di altezza media di oltre 15 metri. La Selva di Ladino si fonda con la vegetazione spontanea del vicino fiume Montone, costituendo un sito naturalistico botanico di notevole importanza e riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.).Vi è un altro piccolo bosco che si trova nella frazione di Ravaldino in Monte più giovane di quello di Ladino.Un 3º sito boschivo è un querceto che si trova a Farazzano, al confine con il territorio di Meldola che possiede cerri di circa 80 anni di età.Un parco di notevole interesse naturalistico è l'oasi di protezione di Magliano, istituita nel 1984 dall'amministrazione provinciale per la salvaguardia dell'avifauna acquatica. Quest'area si estende per 680 ettari ed è compresa tra i comuni di Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro.Uno spazio verde poco conosciuto è quello che si trova sulle sponde del fiume Ronco e che viene chiamato Ronco lido. Ai primi dell'Ottocento i forlivesi, che non avevano in mare vicino, pensarono di utilizzare le sponde del fiume quale surrogato del mare. Vennero così costruiti sulla sponda del fiume un'area balneabile costituito da una piccola spiaggia, una strada i piccoli stabilimenti balneari.
Cimiteri
Content:Un posto a sé, per l'importanza sia religiosa sia civile, meritano i cimiteri: @an0:Cimitero degli inglesi
Società
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Evoluzione demografica
Content:La più antica fonte dalla quale sia possibile estrarre elementi di demografia locale è la Descriptio provinciæ Romandiolæ, un rapporto statistico redatto per volere del cardinale Anglico de Grimoard, legato pontificio della Provincia Romandiolæ. Il documento, datato 9 ottobre 1371, contiene una minuziosa descrizione topografica e amministrativa dei luoghi, dei tributi fissi e delle persone che avevano capacità contributiva. La Descriptio provinciæ Romandiolæ era soprattutto uno strumento per la riscossione delle tasse, ma indirettamente fornisce utili indizi circa la popolazione. Il documento censisce solo i fuochi, quindi i nuclei familiari (e non il numero delle persone) in grado di pagare un censo. I focularia presenti a Forlì erano 2300, e questo la rendeva la città più popolosa della Romagna. Poiché vengono indicati solo i focolari e non il numero degli abitanti, è difficile stabilire un numero esatto della popolazione. Indicativamente 2300 focolari dovevano corrispondere ad una popolazione compresa tra i 10000 ed i 13000 abitanti, a cui si dovevano aggiungere qualche centinaio di religiosi che, non essendo sottoposti a tassazione, non rientravano nel numero censito dalla Descriptio provinciæ Romandiolæ.Ai fini erariali, furono condotti studi demografici anche nella Forlì pre-unitaria. Nel 1770 la città contava 10632 abitanti, nel 1786 ne contava 11619 più 13380 nelle zone rurali.Secondo l'almanacco del Dipartimento delle Rubicone del 1811, conservato nell'archivio di Stato, Forlì era la città più popolosa della Romagna con 12955 abitanti (13565 considerando il comune), seguita da Faenza con 12512, Ravenna con 10244, Cesena con 8110 e Rimini con 8082. La popolazione complessiva del dipartimento del Rubicone era di 271091 abitanti.Nel 1820 vengono contati 13471 abitanti, nel 1828 vengono censiti 17192 abitanti solamente nelle zone rurali mentre nel 1830 gli abitanti della città sono 13390. Nel 1834 si registrano 17417 abitanti nelle zone rurali nel 1840 vengono censiti 15637 abitanti all'interno della città. Nel 1850, ultima rilevazione nella Forlì pre-unitaria, si registrano, all'interno della città, 15902 abitanti.La popolazione cittadina, dopo l'incremento più sostenuto degli ultimi decenni del settecento, mostrava un tasso di crescita assai più contenuto a partire dai primi anni della restaurazione, in concomitanza con la crisi del 1816-1817. Il tasso di crescita così basso destò preoccupazione nella locale commissione del primo censimento dell'Italia unita nel 1861. La commissione infatti sottolineava come nel lungo periodo il tasso di incremento della popolazione appariva del tutto insoddisfacente, essendosi attestato, nel trentennio 1830-1860, a poco più dello 0,4%, con un saldo positivo di soli 4335 individui in termini assoluti. I morti infatti erano stati 33342 e le nascite erano 37349.Nel censimento effettuato nel 1881 il numero degli abitanti del comune era di 40934 suddivisi, secondo il luogo di dimora, in 16016 in città, 2023 nei sobborghi e 22895 nelle campagne. Tenuto conto degli abitanti riuniti nelle frazioni rurali, la popolazione agglomerata era all'incirca di 19000 persone.Dall'ufficio di stato civile risulta che la popolazione del comune di Forlì all'ultimo dell'anno 1892 era di 44285 persone. Tale ufficio tiene distinta la popolazione in urbana, cioè quella che vive all'interno della cinta muraria, e di rurale, vale a dire quella che si trova al di fuori delle mura cittadine. Tale divisione porta a 16000 persone all'interno della città e 28085 nelle aree rurali.Il censimento del 1881 contava a Forlì 14000 persone addette all'agricoltura, 5600 industriali o molto più spesso artigiani, 600 commercianti, e 1400 benestanti o inattivi, 1400 impiegati, 1000 militari, 370 impiegati governativi e comunali, 160 religiosi, 25 fra avvocati e notai, 85 addetti alle professioni sanitarie (medici, chirurghi, farmacisti veterinari e infermieri), 200 insegnanti, 46 fra ingegneri e architetti, 140 facchini, 225 mendicanti e 5000 senza professione, la maggior parte erano donne addette alle cure domestiche e 3000 che non si classificavano in alcuna di queste categorie. In questo censimento non venivano considerati bambini al di sotto degli 8 anni.Il censimento del 1901 fu il primo, nell'Italia unita, a suddividere la popolazione del comune secondo l'area di residenza; in totale vi erano 43325 abitanti di cui 15465 residenti in città e 27860 nelle campagne. La popolazione perciò era prevalentemente ubicata nelle campagne e, confrontando i dati con i censimenti successivi, si denota un progressivo abbandono delle campagne a favore della città.Dopo il 1860, a seguito di una lenta ma progressiva meccanizzazione delle campagne e la nascita delle prime fabbriche, un numero sempre maggiore di braccianti si orientò verso la città che quindi cominciò a crescere di abitanti. L'amministrazione comunale nel 1862 avvia uno studio per classificare la popolazione dividendola per età. Nella città i maschi da zero a 15 anni sono 2013, le femmine 2031. Fra i 15 e i 30 anni i maschi sono 3652 e le femmine 2178. Tra i 30 e di sessant'anni i maschi sono 2940 e le femmine 3156 mentre tra i 60 e i 93 anni i maschi sono 799 e le femmine 954. In linea generale perciò la popolazione del comune era composta in grande maggioranza da bambini (circa il 30%) e da adulti, mentre gli anziani erano circa il 7-8% del totale.
Etnie e minoranze straniere
Content:Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 14093 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:
Istituzioni, enti e associazioni
Content:@an0:Macedonia Il primo ospedale cui si abbia memoria a Forlì, sorse tra l'XI e XII secolo ed era noto con il nome di Antico Ospedale Casa di Dio. Per tutto il medioevo gli ospedali, erano in prevalenza delle confraternite di carità o congregazioni di carità. Erano istituzioni a carattere laico e, essendo numerose, si distinguevano per il colore del saio, lo stesso dell'ordine che appartenevano. Queste pubblicazioni avevano degli ospizi e possedevano una loro piccola chiesa. Le più importanti congregazioni erano quelle dei Battuti di Forlì.
Cultura
Content:Fra gli antichi luoghi di cultura forlivese, vanno certamente citate le Accademia:
Istruzione
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[[Liceo ginnasio Giovan Battista Morgagni]]
Content:Il Liceo Classico Giovanni Battista Morgagni è uno storico Scuola secondaria di secondo grado in Italia della città di Forlì, risalente al Settecento.L'istituto ha avuto diverse sedi. Fu fondato, nel 1764, da Vincenzo Cesarini-Mazzoni, che volle lasciare anche un legato per il suo funzionamento: morto il Cesarini-Mazzoni, il legato decorse dal 1777Ettore Casadei, Forlì e dintorni, Società Tipografica Forlivese, Forlì 1928, p. 342.: l'Istituto era noto all'epoca come Ginnasio Cesarini-Mazzoni.Fra i docenti illustri di questi primi anni, fa citato il Dott. Domenico Savorelli, medico e latinista di fama, nonché benefattore, morto il 17 dicembre 1783.Nel 1797, il Comune acquisì la gestione della Scuola, Scuola che trasferì, durante la Restaurazione, nel Palazzo dei Signori della Missione, acquistato nel 1815; il Palazzo divenne noto, in città, anche come Palazzo degli Studi. In questa sede, l'Istituto assunse il nome di Giovanni Battista Morgagni e divenne un Regio Liceo, col passaggio allo Stato.Nel 1925, il "Morgagni" fu trasferito dal Palazzo dei Signori della Missione alla nuova sede di Corso Vittorio Emanuele, l'antico Borgo Cotogni, oggi Corso della Repubblica. Si tratta dell'edificio detto "dell'Abbondanza", perché era stato deposito alimentare ai tempi del Stato della Chiesa. Dopo essere diventato, con gli opportuni adattamenti, prima caserma e poi sede del Circolo Giuseppe Mazzini, l'edificio, allo scioglimento del Circolo, decretato dal fascismo in quanto associazione di stampo repubblicano, divenne proprietà del Comune, che ne fece la nuova sede del Liceo. Dopo la seconda guerra mondiale, il Circolo Giuseppe Mazzini recuperò la sua sede, mentre il Liceo si installava in un altro edificio d'importanza storica, il Palazzo dellex collegio aeronautico, in viale Roma.Nel 1997, il "Morgagni" ha accorpato anche l'istituto magistrale Marzia degli Ordelaffi, che era nato invece nel 1848, accorpamento facilitato anche dal fatto che le due scuole sono ubicate in due ali dello stesso Palazzo.Quattro sono pertanto gli indirizzi di studio oggi presenti nella scuola: Liceo Classico, Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze Umane e Liceo delle Scienze Umane opzione Economico Sociale.
Istituto Musicale “Angelo Masini"
Content:L'Istituto Musicale “A. Masini”, denominato "Liceo Musicale" fino al 2011, anno nel quale venne istituito nella città di Forlì un Liceo Musicale Statale, venne istituito nel 1926 per iniziativa dell'omonimo tenore forlivese e del Comune di Forlì. Nel 1932 fu emanato un Regio Decreto che sanciva la sua trasformazione in Ente Morale con il fine statuario di “istruire i giovani nelle varie discipline musicali, di abilitarli all'esercizio della professione e di diffondere la cultura musicale”, status e mission che sono stati confermati nel 1982 con apposito Decreto del Presidente della Repubblica.
[[Liceo scientifico statale Fulcieri Paulucci di Calboli]]
Content:Il Liceo Scientifico Statale Fulcieri Paulucci di Calboli è stato istituito con regio decreto del 9 settembre 1923 e, inizialmente, ha avuto sede nei locali del Palazzo dei Signori della Missione, al tempo chiamato palazzo degli studi. La scuola fu sovvenzionata dalla cassa scolastica o elargizioni del senatore Raniero Paulucci di Calboli, in memoria del figlio Fulcieri, per un totale di 10.000 lire. Nel 1972 l'istituto fu poi trasferito nell'attuale sede, nella periferia di città, formando il centro studi insieme all'Istituto tecnico commerciale e all'Istituto geometri.
Musei
Content:Le istituzioni museali della città di Forlì sono:@an0:Pinacoteca civica@an0:Palazzo Romagnoli@an0:Museo Etnografico@an0:Museo del Risorgimento@an0:Museo romagnolo del Teatro@an0:Casa del Balilla
Teatri
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Eventi e festival
Content:@an0:Crisalide
Cucina
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Forlivese dell'anno
Content:Dal 2013 viene nominato, da parte della stampa locale, il forlivese dell'anno. Hanno ottenuto il riconoscimento: @an0:Giulia Fabbri
Geografia antropica
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Circoscrizioni e quartieri
Content:Circoscrizione 1: Barisano (Forlì), Branzolino, Coriano (Forlì), Cotogni, Durazzanino, Foro Boario, Grandi Italiani C1, Malmissole, Pianta, Pieve Acquedotto, Poggio, Ravaldino C1, Roncadello, San Benedetto, San Giorgio, San Martino in Villafranca, San Pietro, San Tomè, Schiavonia/San Biagio, Spazzoli C1, VillafrancaCircoscrizione 2: Bussecchio, Ca' Ossi, Carpena, Castiglione (Forlì), Cava, Ciola, Collina (Forlì), Grisignano (Forlì), Ladino (Forlì), Lardiano, Magliano (Forlì), Massa (Forlì), Petrignone, Ravaldino C2, Ravaldino in Monte, Resistenza, Romiti, Rovere, San Lorenzo in Noceto, San Martino in Strada, San Varano, Vecchiazzano, Villagrappa, VillanovaCircoscrizione 3: Bagnolo (Forlì), Bussecchio C3, Campo di Marte/Benefattori, Carpinello, Casemurate, Castellaccio, Coriano C3, Durazzano, Forniolo, La Selva, Musicisti/Grandi Italiani, Pievequinta, Ronco, Rotta, San Leonardo, Spazzoli
Frazioni
Content:Bagnolo (Forlì), Barisano (Forlì), Borgo Sisa, Branzolino, Bussecchio, Ca' Ossi, Carpena, Carpinello, Casemurate, Caserma, Cava, Castiglione (Forlì), Collina (Forlì), Coriano (Forlì), Durazzanino, Fornò, Forniolo, Grisignano (Forlì), Ladino (Forlì), Magliano (Forlì), Malmissole, Massa (Forlì), Ospedaletto, Pescaccia, Petrignone, Pieve Acquedotto, Pievequinta, Poggio (Forlì), Ponte Vico, Quattro (Forlì), Ravaldino in Monte, Romiti, Roncadello (Forlì), Ronco (Forlì), Rotta, Rovere, San Giorgio, San Lorenzo in Noceto, San Martino in Strada (Forlì), San Martino in Villafranca, San Tomè (Forlì), San Varano, Vecchiazzano, Villafranca (Forlì), Villagrappa, Villanova (Forlì), Villa Selva.
Villafranca (Forlì)
Content:Villafranca è una frazione del Comune di Forlì, nota per essere stata la località di nascita di Rosa Maltoni, la madre di Benito Mussolini.Situata a 8,94 chilometri nord della città si estende su un territorio delimitato a ovest dal Montone (fiume).Adiacente alla piccola frazione è situata un'aviosuperficie in erba per il volo ultraleggero e aeromodelli di circa 800 mt. di lunghezza e 29 di larghezza. L'aviosuperficie è anche sede della scuola di volo ULM A.Li Soccorso, aderente alla Protezione Civile.Nella frazione troviamo la chiesa parrocchiale di Santa Maria in Lampio, facente parte della Diocesi di Forlì-Bertinoro, con un campanile recentemente restaurato applicando un sistema automatico innovativo multi-tonale per campane e lo Stadio locale del Villafranca. Agli inizi del XX secolo venne fatta costruire da Armando Paganelli un'abitazione (conosciuta dagli abitanti del posto con il nome di palazzone), che poi divenne attorno agli '60 e più precisamente nel 1967 scuola di avviamento agrario, alla quale si poteva accedere subito dopo la 5 elementare, a partire dal 1972 con la legge della scuola media unica l'istituto viene equiparato a una scuola superiore, negli anni ottanta l'edificio venne comprato dal comune di Forlì, nel palazzone si susseguirono diverse attività commerciali.Durante la seconda guerra mondiale, Villafranca subì violenti bombardamenti che la privarono di molti edifici storici, come la scuola elementare, il ''palazzone'' ne uscì indenne, nonostante a pochi metri da esso sorgeva il circolo fascista la ''ri-bomba'' che fu completamente raso al suolo.Nella frazione sono presenti anche varie iniziative a scopo aggregativo per i giovani e non solo.
Economia
Content:File:Termovalorizzatore Hera Forlì.jpg: A Forlì ha sede Unieuro S.p.A. (distribuzione di elettronica di consumo ed elettrodomestici) e sono presenti la multinazionale svedese Electrolux (Viale Bologna, 298), la Dorelan (materassi e letti), la Poltrone e sofà (mobili imbottiti), il Gruppo Ferretti (yacht di lusso) e la Luxury Living Group (arredi design made in Italy), situata nel palazzo Orsi Mangelli.A Forlì inoltre, è nata la catena di fast-food in franchising America Graffiti.Nella zona industriale di Coriano sono presenti due inceneritore, a poca distanza l'uno dall'altro. Quello in Via Carlo Grigioni 19, attivo dal 1976, è gestito da Herambiente s.r.l. mentre quello in Via Carlo Zotti 50, entrato in funzione nel 1991, appartiene a Mengozzi Rifiuti Sanitari s.p.a. Al momento l'impianto di Herambiente gestisce Rifiuti solidi urbani e assimilati, mentre il termovalorizzatore Mengozzi tratta rifiuti speciali sanitari.Per quanto riguarda l'artigianato, la città è rinomata soprattutto per la produzione di ceramiche e per i laboratori di oreficeria.
Botteghe e negozi storici
Content:Nel 2008 il Comune di Forlì ha censito botteghe e negozi storici ritenuti di rilevanza regionale. Si tratta di: @an0:''Le Botteghe Storiche di Forlì-Cesena'' A queste attività va aggiunto lo storico mercato coperto di Piazza Cavour (Forlì), costruito fra il 1837 ed il 1840 col nome di "Foro annonario" su disegno dell'architetto Giacomo Santarelli, sotto il governo dei Legazione apostolica di Forlì Nicola Grimaldi (1768-1845) e Alessandro Spada.
Infrastrutture e trasporti
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Strade
Content:Forlì è collegata alla Autostrade per lItalia S.p.A. tramite l'omonimo casello della Autostrada A14 (Italia). Altre strade importanti che toccano la città sono la Strada statale 9 Via Emilia che la collega con tutti i capoluoghi della Regione Emilia-Romagna, tranne Ravenna e Ferrara, più Lodi e Milano e la Strada statale 67 Tosco Romagnola che la collega sia con le città toscane di Firenze e Pisa sia con la vicina Ravenna.
Ferrovie
Content:File:Stazione di forlì.jpg: La stazione di Forlì è posta sulla ferrovia Bologna-Ancona che collega i due capoluoghi regionali passando per molti capoluoghi di provincia e altri centri minori. Oltre che al servizio ferroviario regionale, la stazione è interessata anche da quello a lunga percorrenza: vi fermano molti treni Frecciabianca, InterCity (Italia) e Intercity Notte diretti in località come Torino, Milano, Bari, Pescara e Lecce. Esiste anche un collegamento giornaliero regionale, solo in arrivo, da Genova. Da giugno 2013 è una fermata del treno Frecciarossa Milano-Ancona. Tra il 1883 e il 1929, la città fu collegata al vicino capoluogo provinciale di Ravenna da una tranvia Forlì-Ravenna.
Aeroporto
Content:Forlì è dotata di un Aeroporto di Forlì sito a circa 4km dal centro cittadino, intitolato a Luigi Ridolfi, attualmente operativo unicamente per scuole di addestramento al volo.
Mobilità urbana
Content:La gestione dei servizi di trasporto locale è affidata a Start Romagna che gestisce tutte le linee sia urbane che interurbane della provincia di Forlì-Cesena, della provincia di Ravenna e della provincia di Rimini. Questa società di gestione dei trasporti pubblici è stata creata dall'unione delle aziende provinciali di Ravenna (A.T.M.), Forlì-Cesena (A.V.M) e Rimini (TRAM servizi).In passato Forlì ha avuto anche un effimero servizio tranviario, realizzato grazie a una breve diramazione urbana delle tranvie Tranvia Forlì-Ravenna e Tranvia Forlì-Meldola, che furono in esercizio fra il 1881 e il 1930. Questo si svolgeva fra Piazzale della Vittoria (Forlì) e Piazza Vittorio Emanuele II (attuale Piazza Aurelio Saffi), lungo l'allora Corso Vittorio Emanuele (poi Corso della Repubblica)Gian Guido Turchi, Romagna in tram, in "I Treni" n. 164, ottobre 1995, pp. 18-21.
Amministrazione
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Gemellaggi
Content:@an0:Portogallo@an1:Aveiro (Portogallo)Aveiro@an0:Francia@an1:Bourges@an0:Regno Unito@an1:Chichester@an0:Lituania@an1:Elektrenai@an0:Regno Unito@an1:Peterborough@an0:Polonia@an1:Płock@an0:Svezia@an1:Skövde@an0:Ungheria@an1:Szolnokurl: http://info.szolnok.hu/alap.php?mi=dsp&msid=48&mpid=5&moduls=4_&link=0titolo:città gemellate dal sito ufficiale di Szolnokaccesso:7 gennaio 2012@an0:Bulgaria@an1:Troyan@an0:Italia@an1:Foggia
Società partecipate
Content:@an0:Hera@an0:HERA
Sport
Content:La città di Forlì è rappresentata in diverse discipline sportive. ;Pallavolo e Pallacanestro In particolare, eccelle storicamente nella pallavolo, sia maschile (Volley Forlì, campionato di B1) che femminile (Volley 2002 Forlì, campionato di A1), e nel basket (la Libertas Pallacanestro Forlì ha partecipato per 25 anni consecutivi a 10 stagioni in A1 e 15 in A2). Ora la squadra di basket della città, la Pallacanestro Forlì 2015, milita in Serie A2. ;Calcio La squadra di calcio forlivese è il , erede della storica squadra fondata nel 1919 e chiusa per fallimento in tempi recenti e ripartita nel campionato di Lega Pro. Per quanto riguarda il calcio a 5 la città è rappresentata dall'A.S.D. Forlì Calcio a Cinque; fondata nel 1998, che nella stagione Serie A2 2013-2014 (calcio a 5) disputa per la prima volta nella sua storia il campionato di serie A2, secondo livello nazionale della disciplina.;Rugby Il rugby forlivese è rappresentato dal Rugby Forlì 1979, che ha una squadra senior in Serie C1 gironi E-H 2014-2015 (rugby a 15), una squadra femminile ed un settore giovanile composto da altre 5 squadre. Sito ufficiale del rugby Forlì;Softball A Forlì è presente anche una squadra di softball femminile, la Softball Club Forlì, che milita da anni nel Italian Softball League e che è riuscita a laurearsi campione d'Italia per tre volte (2002, 2006, 2008), e vincendo nel 2015 la Coppa delle Coppe Softball.it.;Football americano Esiste anche una squadra di football americano, i Titans Romagna, che militano in Seconda Divisione LENAF 2014 e che tuttavia hanno la sede a San Martino in Strada. fidaf.org;Hockey Nel capoluogo romagnolo è presente anche la squadra di Hockey in-line chiamata "Libertas Hockey Forlì". Presente già negli anni 1990 a livello amatoriale con il nome di "War Pigs", venne rifondata nel 2000-01con il nome attuale e nel 2003 arriva a giocare in serie A1, arrivando poi a giocarsi i playoff scudetto nelle stagioni 2007-08 e 2008-09. Negli anni seguenti punta sui giovani e riparte dal Campionato Nazionale di serie B, arrivando velocemente alla promozione in A2, dove rimane alcuni anni prima di tornare nella massima serie nel 2015. hockeyinlineitalia.it
Il ''giuoco del pallone''
Content:Prima che il Calcio (sport) si diffondesse, lo sport più praticato in Italia fino agli anni venti del XX secolo era quello che veniva definito il giuoco del pallone, oggi conosciuto come pallone col bracciale che fu popolarissimo in tutta Italia nel XIX secolo e i primi decenni del XX. Anche a Forlì questo sport era molto diffuso e popolare ed i suoi giocatori erano estremamente ammirati. Nel 1781 vengono pubblicati i Capitoli generali che regolavano il gioco e nel 1803 vengono pubblicati i Capitoli speciali. Il gioco veniva praticato per strada e per le piazze e in un documento del 1810 ci dice che molte partite si disputavano nel Campo di San Pellegrino, l'attuale Piazza Morgagni, con la partecipazione anche di giocatori forestieri. Solo nel 1823 il Consiglio generale della Città decretò l'edificazione di un edificio consono alla disputazione delle partite, finanziata a spese dei cittadini tramite una pubblica sottoscrizione. Fu l'ingegnere Giacomo Santarelli a progettare lo sferisterio nei pressi della vecchia barriera daziaria e venne inaugurata il 30 maggio 1824. Il 18 luglio 1824 il famoso pallonista Carlo Didimi, di Macerata, batteva, tra l'entusiasmo della popolazione, il muro di rimessa con una volata diventata storicaP. Moressa, L'aquila e il Capricorno, Foschi, Forlì 2007, p. 184.. Lo sferisterio era uno dei più grandi d'Italia, 99 metri di lunghezza e 12 di larghezza, ed attirava giocatori da numerose parti della penisola. Per tutto l'Ottocento presso lo sferisterio si alternarono famosi pallonisti ed il 20 luglio 1924 Enrico Collina, come attestato dalla lapide presso lo sferisterio, riuscì a battere il record oramai secolare di Carlo Didimi. Da quel momento lo sport andò declinando a favore del sempre più diffuso calcio fino a sparire quasi completamente.
Galleria d'immagini
Content:Immagine:Main_square_SAFFI_Forli_Italy_December-2004.jpg|Piazza Aurelio Saffi: Il Palazzo Comunale (Forlì) immagine:Forlì dall'aereo.JPG|Vista di Forlì dall'aereo in inverno Immagine:San_mercuriale.jpg|Abbazia di San Mercuriale Immagine:Porta schiavonia Forli.jpg|Porta Schiavonia Immagine:Comune di Forli.jpg|Municipio Immagine:Salsamenteria.JPG|Antica salsamenteria nel centro storico
Note
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Bibliografia
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Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:@an0:http://www.comune.forli.fc.it@an1:Sito Ufficiale del Comune di Forlì

References

provincia di IserniaDavide DreiPDelenco frazioniBertinoroBrisighellaCastrocaro Terme e Terra del SoleFaenzaForlimpopoliMeldolaPredappioRavennaRussiMadonna del Fuocosan Valeriano martiresan Mercurialesan Pellegrino Laziosiromagnololatinocomune italianoprovincia di Forlì-CesenaRomagnadiocesi di Forlì-BertinoroRegno dItaliaXX secoloprovincia di ForlìRimini1992CesenaZitadonRavennaRiminiRomagnaDanteDe Vulgari eloquentia188 a.C.20122013Sigismondo Marchesi208 a.C.Preappennino Tosco-Romagnolofiume Montonefiume RabbiPorta Schiavoniafiume Roncoomonimo quartiereFiumi Unitiliguridifiume Roncohomo erectusMonte Poggioloclima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto caldamare AdriaticoPianura padananebbia19611990La ''Venere di Schiavonia'', dal nome del rione cittadino presso il quale fu rinvenuta. È il reperto più prezioso di età romana rinvenuto in città: PaleoliticoMonte PoggiolocarcereEmilia-RomagnaLingoniSenoniEtruschicastrum188 a.C.Gaio Livio SalinatoreMarco Livio Salinatore207 a.C.cartagineAsdrubalebattaglia del Metauro2012forumMelozzocastrumFaenzacastrumforumpagusCostanzo IIPieveacquedottoTraiano20032004Abbazia di San Mercuriale di Forlì: Impero Romano dOccidenteOdoacreOstrogotiBisanziolongobardaVI secoloPipino il Breve1050MedioevoCrociatarepubblica8891405svevaFederico IIFaenza1241ghibelliniautonomia comunalesignoriaSimone MastaguerraMaghinardo PaganiUguccione della FaggiolaOrdelaffi1353Papa Innocenzo VIEgidio Albornoz1355OrdelaffiCrociata contro i ForlivesiLuigi I dUngheria1359Stato PontificioorologioEbreiXIII secoloaraldica138313591373Bonaventura ConsiglioAmedeo VI di Savoia13901393BertinoroGran BretagnaHillel da VeronaDantecongressoebraichePadovaFerraraBolognaToscanaRoma1418Papa Martino VIacopo della TorreIacopo da Forlì1425Giovanni di Mastro PedrinoTorre civicaTorre civica: 1495stampaRinascimentoCaterina SforzaGirolamo RiarioPapa Sisto IV1497Giovanni de Medici (detto il Popolano)Giovanni dalle Bande NereCosimo I de MediciGranduca di Toscanarocca di RavaldinoCesare BorgiaRomagnaPapa Giulio II1506guelfi e i ghibellinipapapontificiaNovanta Pacifici1540Giovanni GuidiccioniAdamo Pasini1522Pier Giovanni Aleotti15511563Antonio Giannotti15631578scuola artistica forlivese1630Madonna del Fuoco1708Stato Pontificio1797legazione pontificiaStragi di Cesena e ForlìRepubblica Romana del 1849Roberto BalzaniMelozzoMarco Palmezzanoscuola forliveseFrancesco MenzocchiLivio AgrestiXVI secoloLeucadio SolombriniFrancesco I di FranciaAmboiseGirolamo MercurialiGiovanni Battista Morgagni1861Palazzo delle PostePalazzo delle Poste: XIX secoloagricolturamezzadriaCerviasalinevia EmiliaRiminibiliardiGaetano PasquifornaciSocietà Anonima BonavitafeltroOfficine ForlaniniAurelio SaffimazzinianoPiero MaroncelliSilvio PellicoItalia1915Prima Guerra MondialeGiovanni Battista Morgagnipalazzo degli uffici statali realizzato negli anni '30: Grande GuerraCenacolo Artistico Forlivese1920FascismoSeconda guerra mondialePredappioBenito Mussoliniducepropagandacittà del Duceconventio ad tacendumGiorgio Boccastazione ferroviariaPalazzo delle Postedegli Uffici Statalipiazza SaffiViale della Libertà1936aeroporto Luigi Ridolfichiesa di San BiagioGiuseppe PratiGiuseppe Rollaeccidio di Forlì1944eccidio di San Tomèeccidio di BranzolinoGonfalone comunale con appuntata la Medaglia d'Argento al Valor Militare: liberata1944brigate partigianeWładysław AndersPredappioCimitero MonumentaleCimitero degli IndianiCasa di Roberto Ruffilli: 1944Chiesa di San BiagioFranco AgostoBrigate RosseAldo MoroRoberto Ruffilliterremoto del 6 aprile 2009decreto1931blasonaturaCapricornoLeone Cobellipapa Innocenzo III11951931città decorate al valor militare per la guerra di LiberazioneMedaglia dargento al valor militarelotta partigianaseconda guerra mondialeCattedrale di Santa Croce: Chiesa e Monastero del Corpus DominiPaolo MontiBEIC.: Abbazia di San Mercurialepiazza Aurelio SaffiCattedrale di Santa CroceSan DomenicoNapoleonechiesa di San Giacomo ApostoloPinacotecaMusei civiciSan Tommaso di CanterburyDuomocattedraleSanta CroceBasilica di San Pellegrino LaziosiServi di MariaSan Pellegrino LaziosibasilicaPaolo VIChiesa della Santissima TrinitàChiesa del CarmineMarino CedriniChiesa e Monastero del Corpus DominiChiesa di San BiagioChiesa di S. Antonio Abate in RavaldinoChiesa di SantAntonio VecchioChiesa di Santa LuciaChiesa di Santa Maria della VisitazioneChiesa di San Filippo NeriChiesa del MiracoloMadonna del FuocoChiesa di San Michele ArcangeloChiesa di San Salvatore in VicoChiesina di San Giuseppe dei FalegnamiChiesa di San SebastianoChiesa di San Francesco RegisChiesa dellAddolorataChiesa di San Giorgio in TrentolaChiesa francescana di Santa Maria del FioreChiesa di Santa Maria Assunta della PiantaChiesa di San Giuseppe ArtigianoPieve di Santa Maria in AcquedottoChiesa di Santa Maria del VotoChiesa di San Giovanni Battista in VicoPalazzo Paolucci de CalboliFile:Palazzo de Calboli, particolare.JPG: Casa PalmeggianiCase MaldentiPalazzo dellex collegio aeronauticoPalazzo delle PostePalazzo degli uffici stataliPalazzo HercolaniPalazzo Paolucci de CalboliPalazzo Paulucci di Calboli dallAstePalazzo Piazza PaulucciPalazzo SangiorgiPalazzo MerliniPalazzo MorattiniPalazzo Sassi MasiniPalazzo dei Signori della MissionePalazzo BenziPalazzo Savorelli PratiPalazzo MonsignanifascismoATRIUMResti della cinta muraria: Porta Schiavonia, l'unica ad essere sopravvissuta: Descriptio RomandiolaeAnglico de GrimoardFrancesco Ordelaffi13561356Porta SchiavoniaRavennaCorso Giuseppe MazziniCaterina SforzaGirolamo Riariochiesa di San Pietro in Scottis1360Albornoz1488174117641862186419011944Corso della RepubblicaCesenaGiulio IIStefano AugustiniGiacomo Santarelli18251906San Martino in StradaFirenzeRocca di RavaldinoRavaldino in Monte1494San Martino18701874Porta Schiavonia prima del 1903. La fotografia risale a prima di quell'anno perché la città è ancora cinta dalle sue mura che furono abbattute nel 1903: FaenzaAbbazia di San Mercuriale: Forlì, Piazza Saffi: forumpiazza Aurelio Saffivia EmiliaRiminiMedioevoAbbazia di San Mercurialeunificazione dItaliaVittorio Emanuele IIAurelio Saffiseconda guerra mondialenazifascistiAntonio PaolucciGiorgio De ChiricoromanicaChiesa di San MercurialePalazzo delle PostePalazzo ComunalePalazzo del PodestàPalazzo AlbertiniChiesa del Corpus DominiPiazza Ordelaffi, con l'illuminazione tricolore di palazzo Piazza Paulucci.: DuomoOrdelaffipalazzo Piazza PaulucciPalazzo del LateranoPalazzo Farnesecolonna votivaAurelio SaffiGiovanni Paolo II1986Gio Ponti.: Gotipiazzale della VittoriaChiesa di Santa Maria della Visitazionechiesa di Santa Luciaraccolta storica Piancastellimusei comunalipinacotecapalazzo MerendaFrancesco OlivucciUniversità di BolognaLHotel della Città et de la VilleGiò PontiAldo GarzantiPalazzo degli Uffici StataliTorre NumaiChiesa del CarminePorta SchiavoniaFaenzaBorgo SchiavoniaTito PasquiForlì: chiesa di Sant'Antonio Vecchio: PredappioCastrocaro TermeFirenzepalazzo Orsi MangelliTeatro ComunaleDiego FabbriChiesa di SantAntonio VecchioSacrario dei CadutiChiesa di SantAntonio Abate in RavaldinoXVIII secoloMarco PalmezzanoAlessio VeratiRocca di RavaldinoOrdelaffiCaterina SforzaCesare BorgiaMachiavelliRoberto RuffilliIl Monumento ai Caduti o Monumento alla Vittoria, di notte: piazza Aurelio SaffiViale della Libertà1932palazzo dellex collegio aeronauticostile razionalistaUniversità di Bolognaparco della ResistenzaVia EmiliaVentennioScuola primaria Edmondo De AmicisEx Casa del BalillaPalazzo dellex collegio aeronauticoParco di via DragoniParco della ResistenzaParco Urbano Franco AgostoParco Paul HarrisSelva LitanaRavaldino in MonteCimitero Monumentale di ForlìCimitero degli IndianiCimitero degli inglesiDescriptio provinciæ RomandiolæAnglico de Grimoard1371RomaniaAlbaniaCinaMaroccoUcrainaBurkina FasoMacedoniaPoloniaTunisiaBangladeshEx ospedale Morgagnicasa di DiobattutiAccademieAccademia dei FilergitiAccademia dei FilodrammaticiAccademia dei FilarmoniciAccademia dei FiloginnasticiGiovanni Battista MorgagniLiceoSettecento1764Vincenzo Cesarini-Mazzoni1777Domenico Savorelli17831797RestaurazionePalazzo dei Signori della Missione1815Giovanni Battista Morgagni1925Palazzo degli StudiCorso della RepubblicaGoverno PontificioCircolo Giuseppe Mazzinifascismoseconda guerra mondialePalazzo dellex collegio aeronautico1997Marzia degli Ordelaffi184819261932Fulcieri Paulucci di CalboliPalazzo dei Signori della MissioneRaniero Paulucci di CalboliMusei di San DomenicoPinacoteca civicaPalazzo RomagnoliCollezione VerzocchiPalazzo del MerendaArchivio PiancastelliMuseo archeologico Antonio SantarelliMuseo EtnograficoMuseo del RisorgimentoMuseo romagnolo del TeatroCasa del Balilla2009Teatro Diego FabbriTeatro San LuigiTeatro Giovanni TestoriTeatro Il PiccoloTeatro dellArcaCrisalide1994Masque TeatroFieravicolacunicolturaSedicicorto - International film festival Forlì20132013Francesco Tesei2014Francesca Neri2015Riccardo Saponara2016Vincenzo Balzani2017Andrea Dovizioso2018Giulia FabbriBarisanoBranzolinoCoriano C1MalmissoleBussecchio C2CastiglioneCollinaGrisignanoLadinoMaglianoMassaBagnoloCarpinelloCasemurateBagnoloBarisanoBranzolinoBussecchioCarpinelloCasemurateCastiglioneCollinaCorianoFornòGrisignanoLadinoMaglianoMalmissoleMassaPieve AcquedottoPievequintaPoggioQuattroRavaldino in MonteRoncadelloRoncoSan Lorenzo in NocetoSan Martino in StradaSan TomèVecchiazzanoVillafrancaVillagrappaVillanovaRosa MaltoniBenito Mussolinifiume MontoneultraleggeroProtezione CivileDiocesi di Forlì-BertinoroGae Aulentiaccesso=4 febbraio 2015.: UnieuroElectroluxGruppo Ferrettipalazzo Orsi Mangelliinceneritori19761991artigianatoceramicheoreficeria200819491930Leonida Emilio Rosetti190620171821Piazza Cavour18371840Giacomo SantarelliLegati pontificiNicola GrimaldiAlessandro Spadarete autostradale nazionaleAutostrada A14 Bologna-TarantoStrada statale 9 Via EmiliaEmilia-RomagnaRavennaFerraraLodiMilanoStrada statale 67 Tosco RomagnolaFirenzePisaRavennastazione di ForlìFile:Stazione di forlì.jpg: stazione di Forlìferrovia Bologna-AnconaFrecciabiancaIntercityTorinoMilanoBariPescaraLecceGenovaFrecciarossaMilanoAncona18831929Ravennatranvia interurbana a vaporeproprio aeroportoLuigi RidolfiStart Romagnaprovincia di Forlì-Cesenaprovincia di Ravennaprovincia di RiminiForlì-RavennaForlì-Meldola18811930Piazzale della VittoriaPiazza Aurelio SaffiI TreniHeraHERAVolley ForlìVolley 2002 ForlìLibertasPallacanestro Forlì 2015calcio a 5A.S.D. Forlì Calcio a Cinque2013-14rugbyRugby Forlì 1979Serie C1softballSoftball Club Forlìmassimo campionato italianofootball americanoseconda divisioneSan Martino in StradaHockey in-lineanni novantacalciopallone col bracciale17811803181018231824Carlo DidimiMacerata1924Palazzo ComunaleAldo GarzantiSigismondo MarchesiArnaldo MussoliniAeroporto di ForlìScuola forliveseVescovi di ForlìComunità ebraica di ForlìMonte di Pietà (Forlì)Battaglia di ForlìRosso forliveseCategoria:Forlì

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