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Francesco Guccini
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Abstract

Fra i più importanti e popolari cantautori, il suo debutto ufficiale risale al 1967 con l'Long playing Folk beat n. 1 (ma già nel 1959 aveva scritto le prime canzoni rock 'n' rollMassimo Bernardini (a cura di), Guccini, Franco Muzio Editore, 1987, Padova, pag. 12); in una carriera ultraquarantennale ha pubblicato oltre venti album discografico di Canzone (musica). È anche Letteratura e sporadicamente attore, autore di colonna sonora e di fumetto; si occupa inoltre di lessicologia, lessicografia, glottologia, etimologia, dialettologia, traduzione, teatro ed è autore di canzoni per altri interpreti.Si rimanda alle Discografia di Francesco Guccini#Guccini autore: canzoni scritte per altri interpreti, sezione della discografia di Guccini.È ritenuto uno degli esponenti di spicco della scuola dei cantautori italiani;«De André era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di Guccini, sono bravi, non poeti.» Roberto Vecchioni i testi dei suoi brani vengono spesso assimilati a componimenti poetici, denotando una familiarità con l'uso del verso tale da costituire materia di insegnamento nelle scuole come esempio di poesia contemporaneo. Oltre all'apprezzamento della critica, Guccini riscontra un vasto seguito popolare, venendo considerato da molti il cantautore "simbolo", a cavallo di tre generazioni.Fino alla metà degli anni 1980 ha insegnato lingua italiana alla scuola off-campus bolognese del :en:Dickinson College, un Università di arti liberali con sede centrale a Carlisle, Pennsylvania.«Rizzardi, docente di Inglese... Dopo l'esame mi chiamò da parte: "Un mio vecchio studente è diventato rettore di un college americano che sta per aprire una sede a Bologna. Si chiamerà Dickinson. Mi hanno offerto una cattedra"... Fu così che iniziai la mia carriera di insegnante al Dickinson, ruolo che sarebbe stato mio per vent'anni, dal 1965 al 1985, anche se solo per un mese l'anno: settembre.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 57. ISBN 88-09-02164-9. Guccini suona la chitarra folk, e la maggior parte delle musiche da lui composte ha come base questo strumento. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con quattro Targa Tenco, due Premio Tenco e un Premio Chiara, cui si aggiungono vari altri premi e riconoscimenti.
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Biografia
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L'infanzia (1940–1950)
Content:Il cantautore nacque da Ferruccio Guccini (1911–1990), impiegato delle Poste, originario di Pavana (Sambuca Pistoiese), ed Ester Prandi (1914–2009), casalinga di Carpi, al n. 22 di via Domenico Cucchiari, a Modena, il 14 giugno 1940,«Allora si nasceva in casa. Io in via Domenico Cucchiari 22. Modena. È il 14 giugno 1940.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 11. ISBN 88-09-02164-9. dunque quattro giorni dopo l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale. Di lì a poco, suo padre fu chiamato alle armi (periodo durante il quale passò, all'insaputa del figlio, anche due anni in un campo di concentramento tedesco vicino ad Amburgo); questo evento costrinse il piccolo Francesco ad andare a vivere con la madre presso i nonni paterni, a Pàvana, sull'Appennino settentrionale.«Mia madre Ester Prandi, da Carpi, siccome cominciavano a essere razionati i generi alimentari, si trasferì a Pàvana, nella casa dei nonni paterni.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 11. ISBN 88-09-02164-9.Guccini ricorderà più volte nelle proprie opere gli anni dell'infanzia trascorsi sulle montagne dell'Appennini: proprio a Pàvana dedicherà inoltre il primo romanzo Cròniche epafàniche; molte delle sue Canzone (musica) attingeranno da questa ambientazione montanara della quale ha più volte dichiarato di andare molto fiero. Un forte senso di appartenenza ai luoghi di origine della sua famiglia, che descriverà nel brano Radici,«E te li senti dentro quei legami... La casa è come un punto di memoria», da Radici, Radici (album), 1972.«Nel 1972mi venne l'idea di scrivere una canzone che parlasse di radici, di appartenenza a qualcosa o a qualcuno» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 79. ISBN 88-09-02164-9. avrebbe segnato quindi la sua poetica, divenendo un tema ricorrente dei suoi scritti e dei suoi brani, come ad esempio in Amerigo (brano musicale), che narra la storia di povertà ed emarginazione di un prozio emigrante.«...quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio...», da Amerigo, Amerigo (album), 1978.«Mi affascinava da sempre l'idea di una canzone su Enrico, il mio prozio emigrato in America. C'è un confronto continuo tra la sua America – emarginata, di fatica, di sconfitte – e la mia – fatta di miti e immaginazioni, di viaggi di fantasia.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 101. ISBN 88-09-02164-9. La fine della guerra riportò Guccini nei luoghi lasciati pochi mesi dopo la nascita;«Piccola città, bastardo posto / appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via...», da Piccola città, Radici (album), 1972«A un certo punto, dicevo, tornammo a Modena. Non fu un grande ritorno, per me.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 20. ISBN 88-09-02164-9. nel 1945 tornò dunque a vivere con la madre a Modena, dove l'anno successivo il padre, ritornato dalla prigionia, riprese il suo impiego alle Poste italiane.«A un certo punto, dicevo, tornammo a Modena... A Modena era diverso e lo sarebbe sempre stato...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 20. ISBN 88-09-02164-9.
L'adolescenza (1950–1958)
Content:File:Francesco Guccini e Cencio.jpg: A Modena, descritta con una certa amarezza nella canzone Radici (album),«Piccola città, bastardo posto / appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via / Piccola città, io ti conosco: nebbia e fumo, non so darvi / il profumo del ricordo che cambia in meglio...», da Piccola città, Radici (album), 1972«Modena è per me l'esilio da Pàvana e l'attesa di Bologna. Modena è "mia nemica strana", la mia adolescenza, il periodo forse più tragico della mia vita perché nell'immediato dopoguerra le aspettative e le speranze erano tante e le possibilità di realizzarle quasi nulle.»; citato in Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto. Firenze, Giunti, 1999, p. 80. ISBN 88-09-02164-9. Guccini trascorse la sua adolescenza che avrebbe poi raccontato in Vacca d'un cane, suo secondo romanzo. Intorno allo stesso periodo, iniziò anche a suonare la chitarra. Dopo la Cicli di istruzione in Italia, frequentò l'istituto magistrale Carlo Sigonio (curiosamente nella stessa scuola del tenore Luciano Pavarotti),«Andavo alla stessa scuola di Pavarotti, solo che, quando lui era in quarta, io frequentavo la prima»; citato in Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto. Firenze, Giunti, 1999, p. 24. ISBN 88-09-02164-9. diplomandosi nel 1958. Questo periodo non viene ricordato con felicità: la "fuga" da Pàvana lo mise di fronte alla realtà modenese contro la quale si mosse anche nei suoi testi.«se penso a un giorno o a un momento / ritrovo soltanto malinconia / e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via... / ...mia nemica strana sei lontana... /io, la montagna nel cuore / scoprivo l'odore del dopoguerra...», da Piccola città, Radici (album), 1972 Furono questi anni intensi per la sua formazione culturale e musicale: nacquero in questo contesto le storie delle sue canzoni che guardano alla società e al quotidiano, i racconti e i dubbi per i quali si definì in un verso di Samantha un «burattinaio di parole».«Ed io, burattinaio di parole / perché mi perdo dietro a un primo sole / perché mi prende quest'assurda nostalgia?», da "Samantha", Parnassius Guccinii (album), 1993. Altri riferimenti a Modena si possono trovare in Cencio (Quello che non..., 1990), ove Guccini ricorda con toni nostalgici un amico affetto da nanismo.. In quegli anni nacque il fratello Pietro (1954 - 23 aprile 2011), che collaborò con Claudio Lolli e con lo stesso Francesco, per esempio scrivendo Mondo Nuovo, inserita nell’album Amerigo (album). Nel 1960 Francesco Guccini si trasferì a Bologna al n. 43 di via Paolo Fabbri nel quartiere della Cirenaica (Bologna).«Mi trasferii a Bologna in via Paolo Fabbri 43.» citato in "La mia vita". Francesco Guccini si racconta a Rai 3
Il periodo giovanile e gli inizi nel mondo musicale (1959–1966)
Content:La sua prima esperienza lavorativa di istitutore in un collegio a Pesaro terminò con esito fallimentare, poiché fu licenziato dopo breve tempo.«Nel frattempo trovai un lavoro come istitutore in un collegio di Pesaro. Era l'autunno 1959... Mi licenziarono dopo un mese e mezzo.»; citato in Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto. Firenze, Giunti, 1999, p. 26. ISBN 88-09-02164-9. Di ben altro spessore fu invece la sua esperienza alla Gazzetta di Modena: per due anni ricoprì il ruolo di Giornalista, un'occupazione a sua detta «massacrante, dodici ore di lavoro al giorno per ventimila lire al mese».«Entravo in redazione alle tre del pomeriggio e rimanevo fino alle tre di notte, tornando a casa solo per la cena. Non c'erano feste domenicali e l'unico permesso era per l'ultimo giorno dell'anno...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 35. ISBN 88-09-02164-9. In redazione ebbe diverse mansioni, prestando attenzione soprattutto alla cronaca giudiziaria; tra i suoi articoli è particolarmente rilevante un'intervista realizzata a Domenico Modugno (reduce da due vittorie consecutive al Festival di Sanremo) nell'aprile del 1960,Francesco Guccini, Non so che viso avesse, 2010, Mondadori, pagg. 71-74 e proprio l'incontro con il cantautore pugliese spingerà Guccini (già musicista e autore di brani rock'n'roll) a scrivere la sua prima canzone da cantautore, L'antisociale.Francesco Guccini, Non so che viso avesse, 2010, Mondadori, pag. 74 Nel frattempo frequenta la facoltà di Magistero senza laurearsi.Guccini mosse i primi passi nel mondo della musica come cantante e chitarrista in un'orchestra da balera,«...Mi diedi alla musica... ..."Voglio fare l'orchestrale." E così fu.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 40. ISBN 88-09-02164-9. di cui facevano parte Pier Farri (che divenne in seguito suo Produttore discografico) alla batteria e Victor Sogliani (futuro componente dell'Equipe 84) al sassofono, più un altro chitarrista, Franco Fini Storchi. Il complesso, nato nel 1958,Massimo Bernardini (a cura di), Guccini, libro-intervista edito da Franco Muzio Editore, 1987, Padova, pag. 11 si chiamò dapprima Hurricanes, poi Snakers e infine Gatti, dopo l'unione con i Marino's di Alfio Cantarella:Dopo l'ingresso di Alfio Cantarella al posto di Pier Farri, Paolo Guarnera al sax, con il passaggio quindi di Sogliani al basso, e Marino Salardini al pianoforte«La band si chiamava, con somma originalità, Marinos... Dissi agli altri musicisti "Ragazzi, Marinos fa schifo"... Ci voleva un nome giovane, brillante. Gatti non ci sembrava male... In quell'estate 1961 suonammo per due mesi alle terme di Sassuolo... D'inverno un bell'ingaggio allo Chalet del lago di San Vito di Cadore... Quell'inverno andammo a suonare perfino in Svizzera.»; citato in Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto. Firenze, Giunti, 1999, pp. 40-41. ISBN 88-09-02164-9.«La sigla cambia da Hurricanes a Snakes e diventa I Gatti quando i tre si uniscono ai Marinos di Alfio Cantarella.» con gli Snakers Guccini scrisse le prime canzoni, Bimba guarda come (il ciel sa di pianto), Roy Teddy Boy, Ancora, Viola come gli occhi di Angelica, rock'n'roll sul modello dei brani di Peppino di Capri e degli Everly Brothers, che, uniti ad alcune reinterpretazioni del periodo, costituirono il repertorio dell'orchestra. Per due anni il gruppo ottenne molti ingaggi, facendo la stagione sulla riviera romagnola e suonando in tutto il nord Italia e anche all'estero: proprio durante alcuni spettacoli in Svizzera Guccini si trovò ad accompagnare come chitarrista Nunzio Gallo,Francesco Guccini, Non so che viso avesse, 2010, Mondadori, pagg 66-67 noto vincitore del Festival di Sanremo 1957 con Corde delle mia chitarra (in coppia con Claudio Villa).La scoperta della musica rock fu fondamentale per la formazione del Guccini cantante. In seguito, con Guccini alla chitarra, Alfio Cantarella e Pier Farri alla batteria e Victor Sogliani al sassofono si formò il gruppo chiamato I Gatti.Alla fine del 1961 la famiglia Guccini si trasferì a Bologna in via Massarenti, e Francesco (iscrittosi all'Università di Bologna nella facoltà di Lingue) per qualche tempo visse insieme ad Alfio Cantarella. Nel luglio 1962 Guccini partì per il servizio militare, che prestò a Lecce, alla Scuola di Fanteria di Cesano (Roma) e a Trieste. Come ricorda egli stesso, si trattò di un'esperienza sostanzialmente positiva.«...tutto andò per il meglio... era una pacchia...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 46. ISBN 88-09-02164-9. Poco prima della partenza scrisse alcune canzoni, molte delle quali poi cestinò «un po' per pudore un po' per vergogna», ritenendole null'altro che tentativi.«L'antisociale non era l'unica canzone che avevo scritto e tenuto (perché molte le buttavo, un po' per pudore un po' per vergogna) prima di partire militare. C'erano, tra le tante, anche Vecchio gasometro, Se lungo i giorni, La ballata degli annegati e Venerdì santo. Canzoni un po' diverse dai fugaci esperimenti degli esordi. Rimanevano comunque tentativi.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 51. ISBN 88-09-02164-9. Fra queste vi erano La ballata degli annegati e Venerdì santo. Nel frattempo, durante l'assenza di Guccini, I Gatti si erano uniti a un'altra formazione, i Giovani Leoni di Maurizio Vandelli (cantante), che nel 1964 diede vita alla ben più nota Equipe 84; terminato il servizio militare, Guccini rifiutò di entrarvi per continuare gli studi,«...Era Pier Farri: "Tra poco Victor va militare. Se vuoi entrare nel gruppo, ti aspettiamo a braccia aperte". Ci pensai qualche giorno, poi dissi di no.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 62. ISBN 88-09-02164-9. che in seguito abbandonò a un passo dalla laurea (nel 2002 gliene fu conferita una laurea honoris causa in Scienze della formazione).«Alla sua più nota veste di cantautore Francesco Guccini ha sempre abbinato un interesse profondo per gli aspetti e le forme della narrativa, della comunicazione e dei linguaggi, trovando un seguito straordinario e continuato presso tutti i giovani delle generazioni con cui è entrato in contatto. Pertanto, data l'efficacia e la rispondenza di queste sue multiformi capacità espressive, è lecito riconoscergli un ruolo di formatore extrascolastico.» Per la sua maturazione musicale e artistica risultarono decisivi gli ascolti (le «diete musicali», come le definì«Buona parte del merito va a diverse diete musicali» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 51. ISBN 88-09-02164-9.) del gruppo torinese dei Cantacronache di Fausto Amodei, Sergio Liberovici e Michele Straniero;«Importante fu il Cantacronache di Fausto Amodei, Sergio Liberovici e Michele Straniero, che mi introdusse nel mondo delle canzoni popolari e anarchiche.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 51. ISBN 88-09-02164-9. la sua evoluzione artistica lo portò poi a interessarsi al Musica beat (in quel periodo scoprì Bob Dylan«Per invogliarmi e darmi qualche punto di riferimento, un giorno mi regalarono una copia di Freewheelin, secondo album di un per me ancora sconosciuto menestrello americano di nome Bob Dylan.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 59. ISBN 88-09-02164-9.) e compose canzoni come Auschwitz (brano musicale) (incisa con il titolo La canzone del bambino nel vento (Auschwitz), È dallamore che nasce luomo, portate al successo dall'Equipe 84,«...nel novembre 1964 scrissi tre pezzi: Auschwitz, È dallamore che nasce luomo e Noi non ci saremo.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 59. ISBN 88-09-02164-9. che aveva già inciso L'antisociale a gennaio del 1966, e Noi non ci saremo, incisa invece dai Nomadi. Fecero infatti l'ingresso nella musica leggera in quegli anni anche Dodo Veroli insieme ad altri due ragazzi di Modena che da lì a poco diedero vita ai Nomadi. Guccini suonava dunque con i Nomadi da una parte e l'Equipe 84 dall'altra.«Così iniziò la mia vita musicale.» citato in "La mia vita". Francesco Guccini si racconta a Rai 3.
Il debutto (1967–1971)
Content:File:Guccini1970.jpg: File:FRANCESCO GUCCINI Fronte Popolare.jpg: Nel 1967 la casa discografica Compagnia Generale del Disco gli propose di partecipare al Festival di Sanremo di quell'anno come autore della parte musicale del brano Una storia d'amore. Per interpretarlo furono scelte due cantanti di questa casa discografica, Caterina Caselli e Gigliola Cinquetti, ma la canzone non superò le selezioni.Notizia riportata in un articolo di Carlo Giovetti pubblicato su Big (periodico), n° 52 del 1966, pag. 17 Come dichiarò Roberto Vecchioni (che, in quel periodo, era uno degli autori della CGD), la casa discografica gli impose due parolieri professionisti, Daniele Pace e Mario Panzeri, per provare a modificare il testo della canzone, un'ingerenza che Guccini tollerò malvolentieri e che lo indusse a rinunciare a ulteriori collaborazioni. La canzone fu comunque incisa dalle due cantanti: da Gigliola Cinquetti nell'album La rosa nera e da Caterina Caselli in Caterina Caselli#Discografia. Il primo lavoro della sua carriera di cantautore – Folk beat n. 1 – arrivò qualche mese dopo, nel marzo del 1967. Nel disco, che ebbe un riscontro commerciale molto scarso ("praticamente nullo", affermò Guccini), si intravedono già dei tratti caratteristici del suo stile artistico, con canzoni dagli arrangiamenti scarni e dai temi dolorosi come morte, suicidio, infimità sociale, l'Olocausto e guerra (appare anche un originale esperimento di talking blues "all'italiana", stile che avrebbe poi ripreso in un successivo brano inserito in Opera buffa (album)). Tra le canzoni incise ci furono anche tre di quelle già portate al successo dai Nomadi e dall'Equipe 84: Noi non ci saremo, L'antisociale e Bang bang/Auschwitz ; "Auschwitz" verrà poi tradotta in inglese e riproposta con scarsissimo successo nel 1967 dall'Equipe 84 come lato B del 45 giri con 29th September, pubblicato solo in Gran Bretagna e, molti anni dopo, dal cantautore statunitense Rod MacDonald, nell'album "Man on the Ledge" del 1994.In quello stesso anno, Guccini scrisse un'altra canzone, In morte di S.F., che sarà ridepositata in seguito alla Società Italiana degli Autori ed Editori con il titolo mutato in Canzone per un'amica, e con questo nuovo titolo sarà incisa nel 1968 dai Nomadi. Caterina Caselli il 1º maggio 1967, poco dopo l'uscita del disco, lo invitò al programma televisivo Diamoci del tu, presentato insieme a Giorgio Gaber: in quest'occasione, che rappresentò il suo debutto televisivo, cantò Auschwitz; nella stessa puntata, tra l'altro, fu ospite un altro giovane cantautore ancora sconosciuto, Franco Battiato. Per la Caselli, in quel periodo, scrisse molti brani, tra cui Le biciclette bianche, Incubo Nº 4, canzone inserita nel musicarello Limmensità (La ragazza del Paips), Una storia d'amore e Cima Vallona (ispirata alla strage di Cima Vallona).«...decise di incidere alcuni miei brani, oltre che di commissionarmene altri. Le biciclette bianche e Incubo n.4 furono composte a quattro mani: lei la musica, io li testo; Cima Vallona.... Caterina avrebbe poi inciso anche due versioni di Per fare un uomo e Dio è morto...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 62. ISBN 88-09-02164-9. Furono tuttavia Nomadi a portare al successo nello stesso anno quella che divenne una delle canzoni più note di Guccini: Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge) (fu pubblicata in contemporanea anche da Caterina Caselli, con delle differenze nel testo). Fu un brano dal testo "generazionale" che per l'universalità del suo contenuto superò ogni confinamento ideologico venendo elogiata addirittura da Papa Paolo VI (fu trasmessa da Radio Vaticana,Trasmissione di Radio Vaticana nel 2007 nella ricorrenza dei 40 anni della canzone benché a suo tempo censurata dalla RAI - Radiotelevisione Italiana per bestemmia). File:Francessco Guccini con Saverio Rotondi nel 1972.JPG: L'anno successivo Guccini ritornò in Studio di registrazione, pubblicando un disco in vinile con Un altro giorno è andato/Il bello: la prima, una delle sue canzoni ritenute tra le più caratteristiche, fu incisa di nuovo in versione acustica e con alcune piccole modifiche nel testo nel 1970 e inserita in Lisola non trovata; la seconda invece fu riproposta dal vivo in Opera buffa (album), dopo essere stata reinterpretata due anni dopo da Lando Buzzanca; nel frattempo Guccini continuò l'attività di autore, continuando a comporre brani per I Nomadi, Bobby Solo, Caterina Caselli e altri artisti. Nel dicembre 1968 vi fu inoltre il suo debutto ufficiale dal vivo, con un concerto tenuto al Centro Culturale la Cittadella della Pro Civitate Christiana di Assisi, un centro culturale Cattolicesimo di tendenza progressista.«Nel dicembre 1968 suonai alla Cittadella d'Assisi...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 69. ISBN 88-09-02164-9. Nel biennio 1967-1968 si distinse anche per il lavoro di pubblicitario nell'ambito del Carosello insieme a Guido De Maria, collaborando agli Slogan pubblicitario dell'Amarena Fabbri imperniate sui personaggi "Salomone pirata pacioccone" e il suo aiutante "Manodifata". Sullo stesso personaggio scrisse anche il testo della canzone per bambini, cantata da Le Sorelle, e fece conoscere al grande pubblico, sempre grazie al Carosello, il vignettista Bonvi;«...io segnalai Bonvi, che si trasferì così a Bologna» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 56. ISBN 88-09-02164-9. in seguito Guccini avrebbe ricordato questo periodo nel testo di Eskimo.«...di discussioni, Caroselli, eroi, cos'è rimasto dimmelo un po' tu...», da "Eskimo", Amerigo (album), 1978.Nel 1970 fu la volta di Due anni dopo (registrato nell'autunno del 1969), album dai toni inquieti ed Esistenzialismo, che lasciò da parte le tematiche della protesta (eccetto per Primavera di Praga); fu accostato, per le tematiche e i vocaboli alla Poetica di Giacomo Leopardi, mostrando un artista ancora giovanile anche se più maturo dell'album precedente. Il centro narrativo del disco, dalla percepibile influenza francese, è il tempo che passa e la vita quotidiana analizzata nella dimensione dell'ipocrisia borghese. Con questo album ha inizio una collaborazione, che durerà circa un decennio, con la folksinger di origini americane Deborah Kooperman la quale, pur non essendo una vera chitarrista, impreziosirà da quel momento parecchi suoi dischi con caratteristici arpeggi fingerpicking, uno stile allora poco conosciuto e usato nel nostro Paese.«...chiamai con me Deborah Kooperman, amica americana studentessa a Bologna che mi insegnò molti segreti della chitarra e del folk.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 69. ISBN 88-09-02164-9.«...il fingerpicking, un maledetto arpeggio che avrei decifrato compiutamente soltanto nel 1969 grazie a Deborah Kooperman, meraviglioso personaggio sbarcato a Bologna da New York con una borsa di studio e un bagaglio di conoscenze straordinario.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 59. ISBN 88-09-02164-9. File:Francesco Guccini all'ingresso del Dickinson College (1979).jpg: Subito dopo l'uscita di Due anni dopo, Guccini lasciò in Italia, ma senza concludere la relazione, la sua fidanzata Roberta Baccilieri (per la quale aveva scritto Vedi cara) e partì per gli USA insieme a Eloise Vitelli, una ragazza conosciuta al Dickinson College di Bologna dove insegnava«Nel gennaio 1970 partii per gli Stati Uniti» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 70. ISBN 88-09-02164-9. (alla quale anni dopo dedicò la canzone 100 Pennsylvania Ave). Conclusasi anche questa relazione, tornò in Italia con la caratteristica barba, che da quel momento non si rasò più completamente.«Di quei tempi mi resta la barba. Non l'ho più fatta, da allora. Forse ho paura di vedere che cosa c'è sotto e più di me ha paura mia figlia. Per evitarle shock, resterò così per sempre, nascondendole le mie vere fattezze.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 72. ISBN 88-09-02164-9. Si riconciliò con Roberta Baccilieri e con lei andò in vacanza all'isola di Santorini: è in quest'occasione che fu scattata la fotografia presente sul retro di Stanze di vita quotidiana, usata poi sia per la copertina di Via Paolo Fabbri 43 sia, ancora oggi, per i manifesti pubblicitari dei suoi concerti.«Curiosamente, la mia foto sulla copertina di Via Paolo Fabbri 43 è la stessa, solo più sgranata, che era stata precedentemente inserita sul retro di Stanze: uno scatto preso da mia moglie a Santorini, in Grecia, nel 1971.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 89. ISBN 88-09-02164-9. File:Francesco Guccini nel 1972.jpg: In autunno iniziò le registrazioni di un nuovo disco, e così a undici mesi da Due anni dopo fu pubblicato Lisola non trovata. Il titolo dell'album, che è anche quello di una canzone, è un riferimento a Guido Gozzano; altra citazione letteraria presente nel disco fu quella di J.D. Salinger in La collina.«Il Gozzano de "La più bella" è alla base de "L'isola non trovata"; il Salinger del "Giovane Holden" ha influenzato non poco "La Collina".» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 74. ISBN 88-09-02164-9. Altri brani di rilievo del disco furono Un altro giorno è andato (reincisa dopo due anni), L'uomo e L'orizzonte di K.D. (Karen Dunn, la sorella di Eloise).«...scrissi L'orizzonte di K.D., dove K.D. sono le iniziali di Karen Dunn, sorella di Eloise. Karen, in realtà, non c'entrava nulla. Per pudore o per orgoglio non volli indirizzare la canzone a Eloise, o meglio la indirizzai a lei fingendo di parlare a un'altra.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 72. ISBN 88-09-02164-9. La notorietà di Guccini iniziò a diffondersi anche al di fuori di Bologna, passando dalle osterie al teatro: fu di questo periodo la sua partecipazione al programma televisivo Speciale tre milioni, dove presentò alcune sue canzoni«Nel 1971 partecipai anche a una trasmissione televisiva. si chiamava Speciale Tre Milioni...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 77. ISBN 88-09-02164-9. (tra cui La tua libertà, all'epoca inedita, incisa nel 1971 ma pubblicata soltanto nel 2004 come bonus track dell'album Ritratti), e dove divenne amico di Claudio Baglioni.«Tra i molti cantanti presenti, strinsi amicizia in particolare con Claudio Baglioni, molto simpatico e gran barzellettiere e burlaiolo.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 77. ISBN 88-09-02164-9.Nel 1971, dopo alcuni mesi di convivenza, sposò la sua storica fidanzata, Roberta Baccilieri (raffigurata sul retro di copertina dell'album successivo e alla quale dedicò la canzone Eskimo).«...Roberta, che nel frattempo era diventata mia moglie, con sommo gaudio dei miei genitori.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 79. ISBN 88-09-02164-9.
Il successo (1972–1980)
Content:File:Foto006.jpg: Il vero salto artistico e qualitativo si ebbe nel 1972 con Radici (album), che contiene alcune delle sue canzoni più conosciute; innanzitutto La locomotiva, canzone tratta da una vicenda reale, in cui Guccini affronta il tema dell'uguaglianza, della giustizia sociale e della libertà, ricalcando lo stile di autori di musica anarchica di fine Ottocento.«...Penso alla "fiaccola dell'anarchia", immagine che non userei mai nel linguaggio di tutti i giorni, e a La locomotiva tutta: essendo una canzone scritta cercando di imitare i vecchi autori anarchici, doveva necessariamente possedere più d'un grammo di retorica.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 107. ISBN 88-09-02164-9. Il filo conduttore dell'album, come suggerisce il titolo, è l'eterna ricerca delle proprie radici, simboleggiata anche dalla copertina del disco dove, sullo sfondo del cortile della vecchia casa di montagna, sono raffigurati sul fronte i nonni e i prozii di Guccini«La copertina fu una grande idea, almeno credo. Si tratta della foto dei miei bisnonni, con dietro mio nonno, mio prozio con le due sorelle.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 79. ISBN 88-09-02164-9. (tra cui anche Enrico, la cui vicenda verrà raccontata anni dopo in "Amerigo").«...E tra i nomi compare ancora Guccini Enrico di Francesco. Amerigo.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 102. ISBN 88-09-02164-9. La critica definì l'album contemplativo e onirico: canzoni come Incontro (brano musicale), Piccola Città, Il vecchio e il bambino, La Canzone della bambina portoghese e Canzone dei dodici mesi sono i brani di maggior rilievo di un lavoro che viene ritenuto tra le sue vette artistiche. Nello stesso anno Guccini porta alla EMI Italiana un giovane cantautore suo concittadino di cui ha ascoltato alcune canzoni che l'hanno colpito: si tratta di Claudio Lolli, con cui in futuro collaborerà nella stesura di due canzoni (Keaton e Ballando con una sconosciuta), che deve proprio a Guccini l'inizio della sua attività artistica. File:Giovane guccini.jpg: Nel 1973 fu la volta di Opera buffa (album), disco registrato all'Osteria delle Dame di Bologna e al Folkstudio di Roma, goliardia e spensierato, che mette in luce le sue qualità di cabarettista, ironico e teatrale, colto e canzonatorio. L'idea di incidere canzoni dal vivo di questo genere in realtà non fu mai accettata di buon grado da Guccini, il quale ebbe perplessità sulla pubblicazione di questo disco e sul brano I Fichi, contenuto nell'album Damore di morte e di altre sciocchezze.«Fu un disco inventato e da me non voluto... Non mi convincono, e nemmeno allora mi convincevano, gli arrangiamenti. Ma la colpa è in buona parte anche mia, perché, sebbene io compaia ufficialmente nelle vesti di arrangiatore lasciai tutto in mano a Pier Farri. [...] Quando Renzo Fantini mi suggerì di mettere "I fichi", io nicchiai. Avevo ed ho tuttora qualche dubbio» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pagg. 84 e 85. ISBN 88-09-02164-9. Nonostante ciò il disco live (con sovraincisioni realizzate in studio) è una testimonianza indicativa del modo in cui Guccini ha sempre affrontato i concerti nel corso della sua carriera. Il suo tipico modo di fare cabaret si rinnova sempre nei suoi spettacoli, che diventano delle vere e proprie esibizioni teatrali in cui il protagonista dialoga e si confronta con il pubblico; questa sua vena cabarettistica è resa evidente in numerose canzoni, come L'avvelenata, Addio, Cirano, Il sociale e l'antisociale, ecc.Seguì l'anno successivo Stanze di vita quotidiana, un album controverso e di difficile ascolto, che riscontrò pareri contrastanti di pubblico e critica. Il disco, composto da sei lunghi brani malinconici e struggenti, rispecchiò il periodo di crisi profonda che Guccini stava vivendo, aggravata dai continui dissidi con il Produttore discografico Pier Farri«Pier Farri, inoltre, cominciava a non andarmi più tanto bene e con Stanze di vita quotidiana raggiunse il punto più basso» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 85. ISBN 88-09-02164-9. e ricevette delle critiche impietose: si ricorda soprattutto una dura critica del critico Riccardo Bertoncelli, che senza mezzi termini bollò il cantautore come «un artista finito, a cui non resta più nulla da dire».«...Riccardo Bertoncelli, che, nella recensione di Stanze di vita quotidiana aveva scritto che ormai ero entrato nella routine di un disco l'anno e che non avevo più niente da dire e che, dunque, se continuavo a fare canzoni era solo per fare soldi.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 63. ISBN 88-09-02164-9. Guccini rispose a questa accusa qualche anno dopo, con L'avvelenata.«Contro di lui scrissi L'avvelenata, con la strofa incriminata...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 63. ISBN 88-09-02164-9. Solo a distanza di molti anni fu riconosciuto il valore artistico di questo disco. A testimonianza di ciò, il testo di Canzone per Piero fu inserito tra le fonti della prima prova dell'Esame di maturità del 2004. Il "tema del saggio" era l'amicizia e Francesco Guccini, a tal proposito, si disse fiero di figurare in mezzo a Dante Alighieri e Raffaello Sanzio. Parlando del testo della canzone, si evidenzia come la sua fonte (conscia o inconscia) sia il dialogo di Plotino e Porfirio, contenuto nelle Operette morali di Giacomo Leopardi. Nel resto del disco lasciarono il segno vocaboli leopardiani e temi della quotidianità.File:Bologna-DSCF7190.JPG: Il successo commerciale di Guccini arrivò nel 1976. È l'anno di Via Paolo Fabbri 43, album che sarebbe poi risultato tra i cinque più venduti dell'anno. La voce si fece più matura, decisa e sicura di sé e la struttura musicale dell'LP più complessa dei precedenti. Come risposta alle critiche indirizzate a Stanze di vita quotidiana, soprattutto a quelle di Bertoncelli (citato nella canzone), scrisse come detto Lavvelenata, un brano che evidenzia un Guccini rabbioso e deciso a rispondere "vivacemente" a chi lo aveva aspramente criticato. In seguito Guccini mostrerà una certa ritrosia a eseguire questa canzone dal vivo, in parte perché troppo sponsorizzata dal pubblico e in parte perché a suo dire "datata" nei contenuti. Altra canzone rappresentativa fu quella che diede il titolo al disco. Via Paolo Fabbri 43 è un'astratta descrizione della vita di Guccini nella sua residenza di Bologna, con gli abituali riferimenti ad artisti a lui cari, come Jorge Luis Borges e Roland Barthes«Via Paolo Fabbri 43 è ricca di citazioni della mia vita quotidiana... Poi, c'è Borges che mi ha promesso di parlare direttamente col persiano (Omar al-Khayyami)... ebbene sì, lo confesso, sono stato il primo cantante a citare Roland Barthes in un brano...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pagg. 94. ISBN 88-09-02164-9. e una citazione delle "tre eroine della canzone italiana", Alice non lo sa, La canzone di Marinella (brano musicale) e la «piccola infelice Lilly (album)», una frecciatina amichevole rivolta a Francesco De Gregori, Fabrizio De André e Antonello Venditti;«In Via Paolo Fabbri ci sono tre eroine della canzone italiana: due evidenti ("Alice e Marinella"), una più nascosta ("la piccola infelice" cioè Lilly). Frecciatine rivolte a De Gregori, De André, Venditti. Mi sembrava avessero accettato più facilmente di me anche gli aspetti negativi di questo mestiere. Io ho impiegato più tempo. Infatti "i miei eroi eran poveri e si chiedevano troppi perché".» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pagg. 95-96. ISBN 88-09-02164-9. questa a sua detta, assieme a L'avvelenata e a Il pensionato, è una delle canzoni a cui è più legato.«Rimango legato anche ad altre canzoni del disco... "Il pensionato", dove metto in atto uno dei miei vizi preferiti: osservare, confrontare per trovare differenze e similitudini.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 97. ISBN 88-09-02164-9. Non mancano nel disco momenti di lirismo: Canzone quasi d'Amore dalla poetica esistenziale è ritenuta da molti un esempio delle vette raggiungibili dal "Guccini poeta". Il suo tratto da cantastorie sarebbe tornato anche ne Il pensionato, ballata che narra di un suo anziano vicino, ma che sarebbe sfociata tra i versi in un excursus sulla triste situazione psicologica di alcuni anziani.«...un'esistenza andata in tanti giorni uguali e duri / E ancora mi domando / se sia stato mai felice / Se è stato sufficiente / sopravvivere a se stesso» Il pensionato, Via Paolo Fabbri 43, 1976.«...pareva quasi vivesse un presente assurdo, fatto di passato (antiche cortesie e vecchi odori, riti quotidiani e lampadine fioche, minestre riscaldate e tic-tac di sveglia che enfatizzava ogni secondo) e di futuro (la paura del domani, il presentimento che di lui sarebbe rimasta "soltanto un'impressione che ricorderemo appena").» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pagg. 97. ISBN 88-09-02164-9.L'album successivo, pubblicato due anni dopo, fu Amerigo (album) (1978), la cui canzone più famosa è certamente Eskimo.«canzone dedicata ad un non più amore, storia di una sconfitta o di una maturazione forse mai raggiunta, il cui tono complessivo oscilla tra nostalgia e autoironia.» Jachia Tuttavia, Guccini stesso intravide il momento più riuscito proprio nel brano che dà il titolo al disco: una ballata dedicata a uno zio emigrante a lui caro.«La canzone che dà il titolo all'album è la più bella, completa, finita, ricca di cose e forse una delle più belle che io abbia mai scritto.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 101. ISBN 88-09-02164-9. File:Francesco Guccini durante il concerto per Demetrio Stratos.jpg: Il 6 ottobre 1977 la rivista settimanale Grand Hotel (periodico) gli dedicò una copertina dal titolo: Il padre che tutti i giovanissimi avrebbero voluto avere; in realtà l'iniziativa avvenne a sua insaputa, come raccontò il vicedirettore del settimanale: «Guccini non sapeva della copertina; l'intervista è stata fatta da un collaboratore che non gli aveva detto che sarebbe finita sul nostro settimanale, ma non penso che per questo Guccini sia andato in bestia». Guccini non fu entusiasta dell'iniziativa, e dichiarò: «Non capisco come gli sia venuto in mente, quel titolo, io scrivo canzoni per un pubblico di trentenni, non capisco come un pubblico di sedicenni appena usciti dal liceo possa trovare delle affinità con le cose che dico». Sempre a questo proposito, si ricorda un episodio curioso: durante un concerto tenuto qualche giorno dopo la pubblicazione dell'articolo, alcuni spettatori delusi iniziarono a schernirlo per essere finito su una rivista femminile, ma Guccini non si scompose e ribatté: «Questo è niente, vedrete quando scriveranno "Liz Taylor grida a Guccini: rendimi il mio figlio segreto"!»Nel frattempo, nello stesso anno, si separò dalla moglie Roberta (scrivendo sulla vicenda la canzone Eskimo) e iniziò una convivenza con Angela, con cui, nel 1978, ebbe una bambina, Teresa (a cui anni dopo avrebbe dedicato le canzoni Culodritto, ed E un giorno...).«Mi piace ricordare anche Culodritto, che è dedicata a mia figlia Teresa» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 124. ISBN 88-09-02164-9. Guccini salutò gli anni settanta con Album concerto, registrato dal vivo con i Nomadi. La particolarità di questa raccolta fu l'interpretazione a due voci con Augusto Daolio e la presenza nel disco di canzoni da lui scritte ma mai incise in precedenza: Noi, Per fare un uomo e soprattutto Dio è morto.«....Album Concerto, il live realizzato con i Nomadi. Un disco dal vivo con i ragazzi di Novellara mi sembrava una buona cosa.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 107. ISBN 88-09-02164-9. Il 1979 è anche l'anno della partecipazione di Guccini, il 14 giugno, a 1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio Stratos, per ricordare l'amico deceduto pochi giorni prima; durante la manifestazione musicale Guccini canta Per un amico, che è in realtà In morte di S.F. dedicata a Stratos.Si rimanda alla pagina "1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio Stratos" per la tracklist dell'album e ulteriori fonti
Metropolis, viaggi e ritratti (1981–1989)
Content:File:Francesco Guccini 1.jpg: Guccini aprì gli anni 1980 con Metropolis (Francesco Guccini), album al quale, al pari di Stanze di vita quotidiana, ha affermato di essere meno legato.«Stanze di vita quotidiana è il disco che più ho odiato nella mia vita» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 87. ISBN 88-09-02164-9. Il filo conduttore della raccolta è la descrizione di alcune città dal preciso valore simbolico: Bisanzio, Venezia, Bologna e Milano.«Lo intitolai METROPOLIS perché parlava di città, ma non di città qualunque: Bisanzio, Venezia, Bologna, Milano, ovvero centri e metropoli con una storia e un'alta valenza simbolica.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 110. ISBN 88-09-02164-9. La storia delle città e soprattutto il disagio della vita nella polis si intrecciano in un gioco di vicende storiche e di rimandi dal significato simbolico.«Lo intitolai METROPOLIS perché parlava di città, ma non di città qualunque: Bisanzio, Venezia, Bologna, Milano, ovvero centri e metropoli con una storia e un'alta valenza simbolica... storie metropolitane di ordinaria desolazione» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 110-115. ISBN 88-09-02164-9. Gli arrangiamenti si fecero più corposi, ormai distanti dagli stereotipo folk; compaiono infatti incroci di sassofono e chitarra, basso elettrico e Batteria (strumento musicale), zufolo, clarinetto, flauto. Torna il tema del viaggio o meglio ciò che egli definisce «l'impossibilità e l'inutilità di viaggiare». Nel disco Guccini riprese una canzone dell'Assemblea Musicale Teatrale, scritta da Gian Piero Alloisio, Venezia (a cui apporta alcune piccole modifiche al testo).«In METROPOLIS c'è anche una canzone non mia, Venezia, scritta da Gian Piero Alloisio su musica del bassista della loro assemblea, Bigi...Presi il testo, lo adattai modificandolo leggermente...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 114. ISBN 88-09-02164-9. Spicca, fra i brani del disco, Bisanzio, complessa composizione definita da Jachia «commovente e sognante».Bisanzio fu rappresentata da Guccini come un affascinante ma angosciante crocevia al limite tra due continenti e due ere, con toni talvolta apocalittici.«Città assurda, città strana / di questo imperatore sposo di puttana, / di plebi smisurate, labirinti ed empietà, / di barbari che forse sanno già la verità, / di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...» Bisanzio, Metropolis (Francesco Guccini), 1981.«Bisanzio crolla nel 1492, data della scoperta dell'America. Sopravvive a Roma mille anni. Quindi questa civiltà greco-latina continua mille anni dopo le invasioni barbariche, e questo è un elemento molto affascinante. Si può avere la misura del cambiamento di una civiltà, la vera dimensione del passaggio dal Medioevo all'Età moderna.» Intervista a Francesco Guccini. Il protagonista stesso, tale Filemazio (in cui molti scorgono lo stesso Guccini), percepisce la decadenza della sua civiltà, in un parallelo con quella occidentale, e l'avvicinarsi della fine. La canzone è ambientata all'epoca dell'imperatore Giustiniano I (483-565), con molti riferimenti storici a quel periodo,Ad esempio «quest'imperatore sposo di puttana» è un riferimento all'Teodora (moglie di Giustiniano); «che importa a questo mare essere Azzurro o Verde» si riferisce alle due fazioni di tifosi dell'ippodromo di Costantinopoli che lottavano in quel periodo a Costantinopoli, cioè gli Teodora (VI secolo)#Relazioni con gli Azzurri; «sentivo bestemmiare in alamanno e in goto» rivela la presenza in città delle popolazioni barbare. che Guccini stesso ha spiegato più volte;«Siamo noi umani che gli attribuiamo dei colori, il mare non sa di esistere, il mare semplicemente è.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 112. ISBN 88-09-02164-9. da citare inoltre per il brano l'ispirazione dall'opera Storia segreta di Procopio di Cesarea.«Per certi passaggi di Bisanzio mi ispirai anche a Procopio di Cesarea, che aveva scritto Storia segreta, un feroce libello di denuncia dei vizi di corte...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 112. ISBN 88-09-02164-9. Altri brani degni di nota nel disco furono la poetica Venezia e la ballata Bologna. Nello stesso anno della pubblicazione di Metropolis, Guccini fu autore, con Giorgio Gaber, Sandro Luporini e Gian Piero Alloisio, dello spettacolo Gli ultimi viaggi di Gulliver, messo in scena dallo stesso Alloisio con Ombretta Colli;Andrea Pedrinelli (a cura di) Giorgio Gaber – Gli anni '80, edizioni Radio Fandango/Rai Trade, Roma 2008, pag. 121; volume allegato all'omonimo doppio dvd sempre nel 1981 scrisse la canzone Parole, incisa da Alloisio nel suo album Dovevo fare del cinema (in cui è presente anche una canzone dello spettacolo, appunto Gulliver, che lo stesso Guccini inciderà nell'album Guccini (album)). Sempre nel 1981 Guccini, dopo averle conosciute al Club Tenco, segnalò a Renzo Arbore le Gemelle Nete, contribuendo al lancio nazionale del duo piemontese. File:Lucio Dalla e Francesco Guccini.jpg: Anche il successivo disco (Guccini (album)) trattò le stesse tematiche del precedente, tra cui spicca il tema del viaggio e del disagio metropolitano rappresentati in Gulliver e in Argentina. Un brano «classico» di Guccini divenne Autogrill, canzone che narra di un amore sfiorato.«Nacque a Pàvana ed è il resoconto di ciò che non fu mai, ovvero un sogno mai avverato» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 119. ISBN 88-09-02164-9. Ricercata e particolare risultò essere Shomèr ma mi llailah? ("Sentinella, quanto resta della notte ?") tratta dalla Bibbia (Isaia 21, 11).«Un verso di Isaia... è alla base della canzone omonima.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 121. ISBN 88-09-02164-9. Altra traccia da ricordare è Inutile, che racconta la giornata passata a Rimini, in marzo, da due fidanzati. Il tour che seguì questo disco fu il primo in cui si esibì con un gruppo musicale: fino ad allora, Guccini si esibiva da solo o accompagnato da uno o due chitarristi (all'inizio dalla Koopermann, poi da Biondini e infine da Villotti e Biondini).«...creammo anche per i concerti una band fissa che, con poche ma significative eccezioni, mi accompagna ancora oggi.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 119. ISBN 88-09-02164-9. Seguì, nel 1984, l'album Fra la via Emilia e il West. Molti dei suoi successi sono qui presentati dal vivo, principalmente da un concerto in piazza Maggiore a Bologna dove Guccini era accompagnato, oltre che dalla band, da ospiti illustri come Giorgio Gaber, Paolo Conte, Lucio Dalla, I Nomadi, Roberto Vecchioni e l'Equipe 84, riformatasi per l'occasione.«Il 1984 è l'anno del grande concerto in Piazza maggiore. Vent'anni dopo Auschwitz. Arrivarono in tanti, dai Nomadi a Paolo Conte, da Giorgio Gaber a Deborah Kooperman.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 123. ISBN 88-09-02164-9.Il 1987 fu l'anno di Signora Bovary, un album la cui particolarità risiede nelle varie canzoni come ritratti di personaggi della vita di Guccini. Van Loon è suo padre, Culodritto è la giovane figlia Teresa (nata nel 1978), Signora Bovary è lui stesso.«In tutti noi c'è una signora Bovary, che non è madame Bovary, perché non siamo all'altezza.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 123. ISBN 88-09-02164-9. La canzone Keaton fu scritta dall'amico cantautore Claudio Lolli, con delle modifiche di Guccini, che la firmò come coautore. Il disco segnò un importante cambio di rotta, soprattutto per quel che riguarda la composizione musicale. Si tratta di un lavoro raffinato, con melodie e arrangiamenti più complessi.Felice Liperi citato da Jachia. Colpisce su tutte Scirocco, canzone, tra l'altro, che ha ricevuto vari riconoscimenti; racconta un episodio della vita di Adriano Spatola, detto Baudelaire (poeta amico di Guccini, che lo aveva già citato in Bologna), e della sua separazione da Giulia Niccolai.«Il mio amico Baudelaire, così chiamato perché scriveva poesie ed era più visionario di Sartre, dopo che in Bologna, l'avrei inserito anche in Scirocco... è lui il protagonista, quello lasciato dalla ragazza perché è sposato e non se la sente di separarsi...» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 117. ISBN 88-09-02164-9. Nel 1988 Guccini pubblicò un disco di sue canzoni degli anni sessanta riarrangiate per l'occasione con l'aggiunta dell'inedito Ti ricordi quei giorni.«...perché le buone canzoni difficilmente invecchiano, ma gli arrangiamenti sì. Così, a volte, è bene ripulirli e rimetterci le mani.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 124. ISBN 88-09-02164-9. Nel titolo citò il romanzo Vent'anni dopo,«Siccome le canzoni erano quasi tutte provenienti da Due anni dopo e siccome erano trascorsi vent'anni da quel mio secondo disco, pensai che avrei potuto intitolarlo Vent'anni dopo. Poi, optai per Quasi come Dumas..., in omaggio al romanzo Vent'anni dopo, pubblicato dal grande scrittore francese nel 1845.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 124. ISBN 88-09-02164-9. chiamandolo Quasi come Dumas, che fu registrato dal vivo, nel 1988, al PalaTrussardi di Milano, al Palasport di Pordenone e al Teatro dell'Istituto Culturale dell'Ambasciata d'Italia a Praga. Sempre nel 1988 compose con l'amico Lucio Dalla la canzone Emilia, inserita nell'album Dalla/Morandi e cantata dai due artisti assieme al cantante Gianni Morandi. Il brano fu inserito dallo stesso Guccini nel proprio album Quello che non... (1990) , con un finale leggermente modificato.
Negazioni, amori e dubbi (1990–2000)
Content:File:Foto007.jpg: Quello che non... (1990) fu un album all'insegna della continuità poetica con il precedente, nel quale Guccini interpretò una raccolta di canzoni tra cui spiccano Quello che non e Canzone delle domande consuete, il cui valore poetico e letterario fu ulteriormente confermato dal premio di "miglior canzone dell'anno" dal Club Tenco. Tre anni dopo (1993) fu la volta di Parnassius Guccinii (album) (dal nome dell'Parnassius mnemosyne guccinii dedicata al cantante emiliano) dove spicca Samantha, storia di un amore non realizzato a causa delle convenzioni sociali,«Mi piaceva l'idea di due ragazzi che si sfiorano e poi subito si perdono e anche gli inusuali accostamenti di parole.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 136. ISBN 88-09-02164-9. e Farewell, ballata dal sapore dylaniano: in quest'ultimo brano vi è un omaggio e una citazione diretta della canzone Farewell, Angelina (brano musicale) di Bob Dylan, della quale viene riportato un verso (The triangle tingles, and the trumpet plays slow) e l'introduzione strumentale iniziale;«... il titolo echeggia Farewell Angelina, la canzone scritta da Bob Dylan per Joan baez, con tanto di citazione interna: "The triangle tingles / and the trumpet plays slow".» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 135. ISBN 88-09-02164-9. il titolo a sua volta ricorda la stessa ed è un riferimento alla sua compagna Angela, raccontando la fine del loro amore. Come afferma Jachia, «lo sforzo gigantesco, poetico e culturale, di Guccini è stato quello di aprire la più alta tradizione della poesia italiana alla ballata di derivazione dylaniana». Del disco facevano parte anche Canzone per Silvia, scritta per Silvia Baraldini, e Acque, seconda canzone su commissione di Guccini (dopo Nené del 1977), richiesta da Tiziano Sclavi e inserita nel film Nero.Tre anni dopo (1996) fu il turno di Damore di morte e di altre sciocchezze, altro successo di vendite. Intensi e lirici sono i versi di Lettera dedicata a due amici scomparsi: Bonvi e Victor Sogliani.«Il brano d'apertura, Lettera, è dedicata a Bonvi e Victor Sogliani.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 138. ISBN 88-09-02164-9. Tra le canzoni di maggior successo del disco spicca Cirano (scritta da Giancarlo Bigazzi per la musica e da Beppe Dati per il testo, che viene comunque cofirmato da Guccini a causa di modifiche operate),«...cambiai perciò molte cose, attualizzandola e personalizzandola, insomma.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 140. ISBN 88-09-02164-9. liberamente ispirata alla nota Cyrano de Bergerac (Rostand), una canzone che lo stesso Guccini definì di «serietà giullaresca». Tra le altre si ricordano la goliardica I Fichi (in realtà già presentata in televisione vent'anni prima, nella trasmissione Onda libera (programma televisivo) su Rai 2, condotta da Roberto Benigni); Vorrei, dedicata alla nuova compagna Raffaella Zuccari; Quattro stracci, che narra dell'amore finito per Angela, ma in maniera molto più dura rispetto a Farewell del disco precedente; Stelle, sul senso d'impotenza e di piccolezza dell'uomo di fronte alle meraviglie del cielo notturno.«Stelle, canzone d'amore diciamo più universale, dove amore fa rima con stupore, è nata in una di quelle notti in cui resto incantato a guardar il cielo e a domandarmi, banalmente finché si vuole ma in modo del tutto spontaneo e naturale, che cosa ci facciamo noi qui, piccoli piccoli e in fondo al mondo, quando lassù ci sono tali meraviglie.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 139. ISBN 88-09-02164-9. Nel 1998 la sua casa discografica, la EMI Italiana, per celebrare il suo trentennale, pubblicò una serie di dischi dal vivo dei suoi artisti più rappresentativi, fra cui Guccini Live Collection. Il cantautore diede il benestare alla pubblicazione ma non fu coinvolto nel progetto e si lamentò molto per un vistoso errore grammaticale sulla copertina.«Non ho seguito tutte le fasi di lavorazione, ho semplicemente dato il mio assenso alla Emi affinché lo pubblicasse. La prova che io non c'entro è data da quel terribile errore ortografico in copertina: nel titolo "Un altro giorno è andato", "un altro" è scritto con l'apostrofo. Mi sono indignato assai. Tutto, dalla grafica alla copertina alla scelta delle canzoni, è stato fatto con il mio assenso, ma senza di me.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, ISBN 88-09-02164-9. L'album Stagioni (album) è l'album con cui Francesco Guccini chiude il secolo e come tematiche si concentra sui diversi cicli temporali che attraversano lo scorrere degli anni. Tra i brani Autunno, Ho ancora la forza (scritta con Luciano Ligabue), Don Chisciotte (in cui Guccini duetta con il suo chitarrista impersonando il celebre personaggio di Miguel de Cervantes) e Addio, da molti definita una nuova Avvelenata, ma con echi di maturità e dell'universalità del messaggio.«Il mio addio è rivolto principalmente, a questo mondo amplificato dalla televisione, abitato da personaggi squallidi che non hanno nulla da dire, che sono brutti, e che godono dell'attenzione spropositata di tutti i media.» Anche Stagioni e il rispettivo tour ebbero un ottimo successo; in parte inattesa fu soprattutto la grande affluenza di un pubblico molto giovane, che consacrò Guccini come un "artista di riferimento" di tre generazioni. Si ricordano soprattutto le parole di Cerami che si diceva «stupito, quasi incredulo, e soprattutto felicissimo di vedere migliaia di ragazzini ai suoi concerti.» Il disco uscì anche su vinile, in un'edizione speciale a tiratura limitata.Al 2000 risale anche l'uscita del disco Barones dei Tenores di Neoneli, al quale Guccini partecipa cantando, in lingua sarda, il brano Naschet su sardu.
Personaggi e racconti (2001–2010)
Content:File:Guccini in concerto.JPG: Il disco successivo, Ritratti (Francesco Guccini) (2004), contiene alcuni brani caratterizzati da dialoghi immaginari con personaggi storici come Ulisse, Cristoforo Colombo, Che Guevara; Ritratti (Francesco Guccini)#Odysseus, che apre il disco, ha un testo ritenuto da alcuni tra i migliori della sua carriera, con versi profondi che richiamano la sensazione del viaggioRiccardo Bertoncelli, Recensione di Ritratti (Francesco Guccini), 2004 e numerose citazioni.«[Mollica] Vogliamo parlare di questo Ulisse, che hai scritto denunciando il fatto che hai ‘rubacchiatò qua e là dei versi a Dante, Omero e via dicendo? [Guccini] Dunque, cominciamo dal più antico. Omero, "concavi navi dalle vele nere", poi c'è Dante con "dei remi facemmo ali al folle volo", c'è Foscolo, "la petrosa isola", c'è Kavafis, il poeta greco, nel finale, c'è Jean-Claude Izzo, per alcune impressioni sulla vita marinara e infine c'è un misterioso Alberto Prandi, che tu non conosci ma io conosco benissimo, che è mio cugino e ha scritto diverse poesie proprio sui personaggi dell'Odissea.» Intervista di Vincenzo Mollica per l'uscita di Ritratti (Francesco Guccini), 2004.L'album prosegue, passando da Una canzone, fino a un brano (Piazza Alimonda) dedicato a Carlo Giuliani, il ragazzo deceduto nel 2001 negli Fatti del G8 di Genova. L'inedito inserito nel disco (La tua Libertà, 1971) rievoca le atmosfere de Lisola non trovata, mentre il brano Vite, ballata esistenziale tipicamente gucciniana, era da lui già stata composta per poi essere incisa da Adriano Celentano con alcuni tagli atti a ridurne la lunghezza. Ritratti (Francesco Guccini) ha fatto rilevare, oltre all'apprezzamento della critica musicale, anche un buon successo di vendite: il CD nel giorno di lancio, balzò subito per due settimane al primo posto della Classifica FIMI Album, rimanendovi in totale diciotto settimane.Classifica Ufficiale CD musicali FIMI Nel 2005 uscì il disco dal vivo Anfiteatro Live, registrato l'anno precedente nell'Cagliari#Monumenti e luoghi di interesse. Il doppio CD è accompagnato anche da un DVD che ripropone integralmente il medesimo concerto. Le vendite furono ottime: il DVD restò nella classifica ufficiale FIMI per ventidue settimane, al primo posto per un mese.Classifica ufficiale DVD musicali FIMI. Il 2006 fu un anno in cui si parlò molto di Guccini, e non solo per la sua attività artistica: ricevette infatti un voto in occasione dell'Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2006 del Presidente della Repubblica Italiana. Fu pubblicata la raccolta tripla celebrativa dei suoi 40 anni di carriera, rappresentata da 47 canzoni presenti nella sua The Platinum Collection (Francesco Guccini). Il 3 aprile dello stesso anno, Guccini, pubblicò per la EMI Nella Giungla, un brano singolo che tratta del rapimento di Íngrid Betancourt, traduzione di una canzone scritta da Renaud Sechan nel 2005, con musiche di Jan Pierre Bucolo. Sempre nel 2006 presentò la Compagnia Teatrale Pavanese impegnata nella Aulularia, da lui tradotta dal Lingua latina nel dialetto del suo paese."Vero Plauto firmato Guccini", «Il Resto del Carlino», 6 dicembre 2006. Il 30 marzo 2007 ricevette a Catanzaro il "Riccio d'Argento" della rassegna Fatti di musica diretta dal promoter musicale Ruggero Pegna, riservato ai più grandi autori italiani; in ottobre uscì invece in libreria la biografia ufficiale di Guccini, "Portavo allora un Eskimo innocente" di Massimo Cotto (Giunti Editore). Nel tour dello stesso anno Guccini presentò una nuova canzone sulla resistenza italiana (Su in collina), che è stata poi inserita nell'album Lultima Thule. File:Guccini @ Marino 2003.jpg: Parlando di questo disco futuro, Guccini, aveva anche rivelato di aver già scritto una canzone dedicata a Pàvana (Canzone di Notte n. 4) oltre che Il testamento di un pagliaccio che narra delle ultime volontà di un Clown giunto alla sua fine. Il brano fu inserito in scaletta nel tour 2008/2009, ed eseguito per la prima volta nella prima tappa il 20 giugno a Porretta Terme. Con un articolo del 21 aprile 2008, sul giornale La Stampa si diceva che l'autore aveva smesso di fumare e aveva iniziato ad ingrassare a causa dell'astinenza, perdendo, inoltre, l'ispirazione. Guccini, tuttavia, smentì la notizia alla trasmissione Che tempo che fa, il 18 maggio 2008.Nel marzo del 2010 la Arnoldo Mondadori Editore pubblicò Non so che viso avesse, un'autobiografia di Guccini che contiene, nella seconda parte del volume, un saggio critico curato dal professore Alberto Bertoni. All'interno dell'album Arrivederci, mostro! di Luciano Ligabue è contenuto il brano "Caro il mio Francesco", una dedica del cantautore di Correggio (Italia) al suo collega, nonché amico, Francesco Guccini. Nel testo traspaiono evidenti critiche nei confronti di una parte dell'ambiente musicale, colpevole di snobismo e incoerenza....Parlavano di stile, di impegno e di valori, ma non appena hai smesso di esser utile per loro eran già lontani... Arrivederci, mostro! Il 28 settembre 2010 è inoltre uscita "Storia di altre storie", nuova raccolta del cantautore modenese, contenente canzoni scelte da Guccini stesso, oltre ad una nota introduttiva firmata da Riccardo Bertoncelli (citato ai tempi de "L'avvelenata"). Nel novembre del 2010 esce l'album Chocabeck del cantante emiliano Zucchero (cantante), all'interno del quale è contenuto il brano Un soffio caldo, il cui testo è affidato al cantautore di Pàvana.Il 2010 è anche l'anno in cui una nuova specie di pianta venne dedicata a Guccini dal botanico Davide Donati (botanico): si tratta di un cactus messicano, Corynopuntia guccinii. Divertenti sono le circostanze che hanno portato alla dedica, come racconta Donati: nel 2008, solo, in mezzo ad una piana desertica del Messico, stava ascoltando musica per ravvivare un po' l'esplorazione. Durante "Incontro" di Guccini incontrò la pianta sconosciuta, notando a proprie spese che, grazie alle sue tremende spine, "non perdona e tocca". Nel giugno 2010, quasi in occasione dei 70 anni di Guccini, la pianta schiuse un fiore rosso vino, cosa quasi unica per le Corynopuntia, cactus generalmente a fiore giallo. "Non potevo dedicarla ad altri" scrive Donati nell'articolo botanico.Su Piante Grasse 30 (4), 2010
Le ultime incisioni discografiche (2011 - 2018)
Content:File:Guccini 2013.jpg: Il 21 aprile 2011 il cantautore ha sposato a Mondolfo in seconde nozze Raffaella Zuccari, sua compagna di vita negli ultimi quindici anni.Francesco Guccini a 71 anni dice sì: nozze a Mondolfo con Raffaella Zuccari http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=146609&sez=HOME_PERSONENel 2012 Guccini torna in sala d'incisione, cantando nell'album di Enzo Avitabile Black tarantella la parte di testo in dialetto emiliano (scritta dallo stesso cantautore) della canzone Gerardo nuvola ‘e povere, storia della morte bianca di un lavoratore emigrato dal sud in Emilia che si aggiudica il Premio Amnesty Italia come brano che nel 2012 sa meglio scuotere le coscienze e far riflettere sui diritti umani. A giugno il cantautore decide di aderire (con Zucchero (cantante), i Nomadi, Laura Pausini, Luciano Ligabue, Cesare Cremonini (cantante), Nek e i Modena City Ramblers) al Concerto per lEmilia, che si è tenuto a Bologna il 25 giugno 2012 allo Stadio Renato DallAra per raccogliere fondi per aiutare le popolazioni colpite dal Terremoti dellEmilia del 2012. Quella sul palco di Bologna è anche l'ultima esibizione live del cantautore.Nel novembre 2012, dopo una lunga gestazione,In un'intervista del 20 gennaio 2010 Guccini aveva sostenuto che il nuovo album era ancora in fase di lavorazione, aggiungendo che la data di pubblicazione non era assolutamente decisa ma che difficilmente sarebbe uscito nel corso dell'anno uscì in effetti 2 anni dopo); nella stessa occasione aveva affermato che nel corso dei concerti non sarebbero stati più cantati inediti contenuti nel nuovo lavoro (alla data dell'intervista erano conosciuti Il testamento di un pagliaccio e Su in collina) è uscito l'album Lultima Thule. Il disco ha venduto circa 100.000 copie nel solo mese di dicembre, e a fine 2013 ha conseguito il secondo disco di platino per le oltre 120.000 copie vendute. Nonostante l'ennesimo successo ottenuto e i tutto-esaurito a ogni suo concerto, Guccini ha dichiarato di non volere più né incidere nuovi album né fare concerti, ritirandosi dalla carriera musicale e dedicandosi interamente a quella di scrittore.Nel marzo successivo è uscito anche il DVD La mia Thule, documentario che racconta le fasi di registrazione dell'ultimo disco presso il Mulino di Chicon a Pavana attraverso immagini e interviste inedite di Guccini e di tutta la sua band. Anche La mia Thule è risultato il sesto DVD musicale più venduto in Italia nel 2013 nella classifica FIMI.Nel 2015 Guccini ritorna a cantare, come ospite nella canzone Le storie che non conosci, di Samuele Bersani e Pacifico (cantante), brano il cui ricavato viene interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione Lia, per finanziare laboratori di lettura per bambini non vedenti e ipovedenti a Bologna]. Sempre nel 2015, il Club Tenco ha deciso di dedicare al cantautore modenese la storica rassegna che organizza ogni anno a Sanremo, chiamata comunemente Premio Tenco. Il 27 novembre esce una nuova raccolta di canzoni in due versioni differenti intitolata Se io avessi previsto tutto questo. La strada, gli amici, le canzoni. La prima versione è denominata Deluxe Edition e conta cinque CD mentre la seconda prende il nome di Super Deluxe Edition e conta ben dieci CD oltre che un libro sul cantautore modenese.Nel novembre del 2017 viene pubblicato Lostaria delle dame, cofanetto contenente le registrazioni live di tre concerti del cantautore all'Osteria delle Dame, storico locale di Bologna fondato nel 1970 dall'artista pavanese assieme al sacerdote domenicano Padre Michele Casali. In allegato si può trovare un libro di 80 pagine con foto e testimonianze di tutti protagonisti dell’epoca..Nel novembre 2018 incide una strofa della canzone Ti insegnerò a volare di Roberto Vecchioni, dedicata all'ex campione di Formula 1 Alex Zanardi. Il brano anticipa l'uscita del nuovo album del cantautore milanese, L'infinito, prodotto da Danilo Mancuso per Dme e distribuito da Artist First, in uscita il 9 novembre.
La poetica
Content:File:Guccio-1.jpg: La poetica di Guccini, apprezzata al giorno d'oggi da più voci e da celebri autori letterari, è estesa in una vastissima carriera musicale, entro la quale si possono individuare però delle caratteristiche comuni. Guccini è solito utilizzare diversi Registro (linguistica), da quello aulico a quello popolare; nei suoi testi si possono trovare citazioni di grandi autori, viene toccata un'enorme quantità di temi per giungere a delle conclusioni morali.Leggendo tra i suoi testi è possibile tracciare le basi del suo pensiero: l'uso di differenti piani di lettura, il suo esistenzialismo, il tono metafisica, i suoi ritratti di personaggi ed eventi.
Guccini e la politica
Content:La sua risaputa vicinanza alla Sinistra (politica)#La sinistra in Italia è stata in più occasioni ripresa dalla stampa in maniera più o meno critica. Lo stesso Guccini esprimerà, nella celebre L'avvelenata, il suo pensiero sui rapporti tra le canzoni e l'azione politica: Se è vero infatti che alcune sue composizioni sono socialmente impegnate, è altrettanto vero che la gran parte dei suoi successi derivano dall'elevato valore artistico e letterario che i suoi brani dimostrano.«Nelle canzoni di Guccini è l'etica ad entrare nella politica, e non il contrario.» Tuttavia un personaggio come Guccini non è inscrivibile in un determinato quadro politico istituzionale; egli stesso (come l'amico Fabrizio De André) si definisce anarchico, ma anche Socialismo liberale e sostiene di aver votato, in passato, per il Partito Repubblicano Italiano e per il Partito Socialista Italiano, sostenendo i socialisti anche negli anni successivi all'avvento di Bettino Craxi (come risulta da un'intervista del 1985) "Guccini, come nasce una canzone", aticolo tratto da "Lo Sputo"- numero 0 - 1985 - pagg. 17, 18, 19, per poi passare a votare il Partito Democratico della Sinistra e i Democratici di Sinistra. «Non sono mai stato un estremista, non è nella mia cultura. E neanche comunista, perché il Pci allora era il partito dell'Urss, figurarsi. Ho votato socialista a lungo, ma la matrice culturale più sentita è l'azionismo, i Rosselli, il socialismo liberale. Anche il Sessantotto l'ho percepito nell'aria, ma avevo già 28 anni, e nessuna voglia di estremismi» File:De André Guccini.png: In realtà ha frequentemente espresso le sue posizioni, rivolte verso l'area moderata del centro-sinistra; ad esempio, ecco quello che ha dichiarato in un'intervista: «Ripeterebbe ancora quel "resistere, resistere, resistere" rivolto mesi fa a Prodi?» «Certo: piuttosto che niente è meglio il piuttosto. Non esistono alternative, se non peggiori». Come vede il Partito Democratico (Italia)? «Lo vedrei bene, se mai si facesse. Comunque, voto DS». Ha mai votato PCI? «No, prima di Craxi votavo PSI. Non sono mai stato estremista, anche adesso non amo la sinistra radicale, quella che mette i bastoni tra le ruote al premier».Intervista di Federico Vacalebre su «Il Mattino», 14 marzo 2007. Nell'autunno del 2011, in occasione delle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco del centro-sinistra di Porretta Terme, il cantautore si schiera a favore del candidato indipendente sostenuto da Sinistra Ecologia Libertà e questo fatto è stato prevalentemente interpretato come un avvicinamento al movimento politico guidato da Nichi Vendola, anche se in seguito (2014) ha detto di aver votato il PD. Curiosamente, è risultato uno dei cantanti preferiti anche dai giovani di centro-destra, nonché da Matteo Renzi, da lui criticato, cui ha risposto ironicamente.«Me l'hanno riferito, anche Angelino Alfano tempo fa mi aveva messo in cima ai suoi gusti musicali. Direi che siamo uno a uno. Ma io, guardi, sono innocente per l'uno e per l'altro. Facciano loro. (...) Sono innocente...»., Nei suoi testi, la presa di posizione politica emerge nelle seguenti canzoni: La locomotiva, (che è allo stesso tempo un racconto storico), Primavera di Praga del 1969, che è una critica dell'occupazione militare sovietica in Cecoslovacchia dell'anno precedente, Piccola storia ignobile del 1976 (canzone a favore della legge sull'aborto), Nostra signora dell'ipocrisia del 1993, Canzone per Silvia del 1993 (dedicata a Silvia Baraldini), Don Chisciotte del 2000, Stagioni del 2000, Canzone per il Che del 2004 (dedicate entrambe a Che Guevara), Piazza Alimonda del 2004 (dedicata agli eventi del G8 di Genova), Il testamento di un pagliaccio del 2012, Su in collina del 2012 (dedicata ai resistenza italiana).
Guccini e la scrittura
Content:
Guccini e i libri
Content:File:Autografo di Guccini.jpg: Nella sua attività quasi ventennale di scrittore ha pubblicato diversi libri; ha collaborato alla stesura, assieme ad altri autori, di scritti di saggistica e narrativa, interessandosi a svariate tematiche, fra cui quelle relative ai diritti civili (occupandosi del caso di Silvia Baraldini) e all'arte del fumetto. Guccini si è prestato con buoni riscontri alla scrittura in tutte le sue forme, con excursus nel genere noir (con Loriano Macchiavelli ha creato il personaggio del maresciallo Benedetto Santovito), oltre a una trilogia di scritti autobiografici, ove spiccano le sue capacità di Etimologia, Glottologia e Lessicografia.citato in Pier Vittorio Tondelli, Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta, Bompiani, 1990, ISBN 88-452-5035-0Cròniche epafàniche, pubblicato da Feltrinelli nel 1989, è il primo romanzo di Guccini e una delle sue opere di maggior successo. Pur non presentandosi come biografia dell'autore, il libro diventa Autobiografia, trattando infatti vicende passate di Sambuca Pistoiese, il paese "simbolo" dell'infanzia del cantautore Modena. Guccini cerca nel testo di mitizzare ogni suo ricordo, di rendere unico e avvincente ogni racconto tramandatogli dagli anziani dei monti sull'Appennino tosco-emiliano,«La mia intenzione era epicizzare ogni cosa, anche la più banale, in modo da renderla unica e insostituibile, quasi leggendaria» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 126. ISBN 88-09-02164-9.«...le favole della nonna non annoiano mai, tant'è che ancora oggi, quando torno in montagna, mi faccio raccontare storie che già conosco a memoria dai vecchi del paese.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 126. ISBN 88-09-02164-9. e i risultati della sua "accuratezza filologica" vengono apprezzati dalla critica.«Ancora differente l'esordio letterario di Francesco Guccini, con Cròniche epafàniche (1989), la cui fruizione non sarà molto agevole, né massimamente comprensibile, a chi non ha esperienza del dialetto emiliano o, per essere più precisi, delle parlate tosco-modenesi che costituiscono la lingua di queste sue nuove narrazioni. Ma sarà una lettura anche divertente e interessante per chi coglierà, fin dalle prime righe, la voce profonda e arrotondata del nostro sommo cantastorie, vedrà la sua immagine, coglierà la sua ironia. Le battute, la sentimentalità vera di tutto un percorso e un lavoro artistico. Leggendo ripenso a Radici, a certi concerti in cui Guccini raccontava di Pavana e dell'appennino, e già imbastiva, davanti al pubblico, i ricordi e gli aneddoti di un modo di vita, di un'infanzia che nel romanzo, oggi, sembra un po' quella selvaggia di Tom Sawyer. La campagna, il fiume, il mulino, la descrizione degli ambienti della casa, le piccole leggende di paese, gli animali, gli oggetti di uso quotidiano, la bottiglia per macinare il sale, la marmellata nelle "tinozzine di legno chiaro", l'uccisione del maiale, l'emigrazione, le cassette di mele e pere che profumavano i solai e le cantine per tutto l'inverno, le uova conservate nella calce… tutto questo non viene riportato alla ribalta del racconto con demagogia o perbenismo o la becera filosofia del "quando eravamo povera gente". La miseria è miseria. La fatica, la povertà, anche la promiscuità di intere famiglie costrette a vivere nelle stesse stanze non hanno niente di poetico, né di aulico, e nessuno le rimpiange. Guccini preferisce fare di tutti questi ricordi una materia linguistica viva e narrata. Riesce con la sua capacità di cantastorie e cantautore a dare musicalità ai ricordi, ai modi di dire, ai personaggi. E così agisce sulla nostra memoria. Perché queste Croniche sono potentemente reinventate sulla pagina e, nonostante l'accuratezza filologica, la scrittura è condotta su modelli letterari ben rintracciabili: cronache popolari, certo, ma anche il parlato selvaggio di certi narratori americani, lo slang degli anni sessanta e, perché no, anche la lingua immaginaria e carnale di un Rabelais.» citato in Pier Vittorio Tondelli, Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta, Bompiani, 1990, ISBN 88-452-5035-0 Sono stati dei best seller anche i suoi due romanzi successivi, Vacca d'un cane e Cittanova blues, entrambi riguardanti i diversi periodi della sua esistenza.Se infatti Cròniche epafàniche racconta l'infanzia e il periodo fanciullesco nella "sua" Pàvana, Vacca d'un cane narra del periodo successivo, quello in cui un Guccini adolescente ormai stabilmente a Modena (città da lui mai veramente amata) scopre di non essere "uno tra tanti", ma contemporaneamente diventò cosciente di come la provincialità della sua città natale massacrata dalla guerra, sarebbe stata un ostacolo per la sua crescita intellettuale. Infatti si trasferì presto a Bologna, che rappresentò la scoperta del mondo, il sogno americano.« Bologna per me provinciale Parigi minore... Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto / rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...», da Bologna, Metropolis (Francesco Guccini), 1981.«Bologna "Parigi in minore, mercati all'aperto, bistrots, della rive gauche l'odore", perché quando mi spostai da Modena scoprii certi angoli della città, come la già citata piazza Aldrovandi, che mandavano straordinari profumi di Francia, con mercatini all'aperto di frutta e verdure e bancarelle colorate. Io, Parigi, non l'avevo mai vista.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 115. ISBN 88-09-02164-9. Ed è quest'ultimo capitolo che è narrato nelle vicende di Cittanòva Blues, che va a chiudere la trilogia autobiografica. Nel 1998 Guccini pubblica il Dizionario del dialetto di Pàvana, la città della sua infanzia, nel quale si può notare tutta la sua capacità di dialettologo e traduttore.Diverse altre opere sono successivamente venute alla luce in collaborazione con Macchiavelli: Macaroni, Un disco dei Platters, Lo spirito e altri briganti, Tango e gli altri. I gialli scritti con lui a quattro mani narrano principalmente delle storie del maresciallo Santovito, diventato un personaggio di punta del Giallo (genere) italiano, e acquistano dall'affermato giallista i toni classici di questo tipo di opera. L'influenza di Guccini si nota invece per quanto riguarda la forma della narrazione, la capacità di creare una raffinata costruzione nell'ambientazione storica, le peculiarità linguistiche che ne hanno decretato il successo anche nel mondo della narrativa. Sempre in collaborazione con Macchiavelli sono stati scritti anche i tre gialli "Malastagione" (2011), "La pioggia fa sul serio" (2014) e "Tempo da Elfi" (2017) con protagonista l'ispettore della Forestale Marco Gherardini, detto Poiana.
Guccini e il fumetto
Content:Guccini è sempre stato un amante dei fumetti, come testimoniato anche da alcuni testi di canzoni,«...il mondo sognante e misterioso di Paperino» Amerigo, Amerigo (album), 1978.«Ridesti nel vedermi grande e grosso coi fumetti» Canzone delle situazioni differenti, Stanze di vita quotidiana, 1974.«...e io danzo con Snoopy e con Linus...» Via Paolo Fabbri 43, Via Paolo Fabbri 43, 1976.«...ecco i fumetti, proibiti da piccolo perché giudicati poco istruttivi. Sono le passioni giovanili della mia generazione.» citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 94. ISBN 88-09-02164-9. oltre che autore e sceneggiatore di diversi libri a fumetti come Vita e morte del brigante Bobini detto «Gnicche» disegnato da Francesco Rubino, edito dalla Lato Side, Lo sconosciuto (fumetto), con le illustrazioni di Magnus (fumettista), e sceneggiatore di Storie dello spazio profondo, disegnate dall'amico Bonvi, pubblicate a partire dal 1969 sulla rivista Psyco e in seguito ristampate dalla Arnoldo Mondadori Editore e da altri editori.La vicenda raccontata nel libro creato con Rubino è quella vera di un brigante vissuto nella seconda metà dell'XIX secolo nelle campagne nei dintorni di Arezzo e nel Casentino; Gnicche (questo nomignolo è anche entrato in un proverbio di quella zona, «Sei peggio di Gnicche»). La particolarità è che Guccini ha l'occasione di comporre alcune strofe in rima che nel fumetto vengono recitate da un contadino cantastorie, Giovanni Fantoni, per raccontare le vicende del brigante; frequenti le parole dialettali. Dal punto di vista del disegno, Rubino si ispira a fumettisti come Gianni De Luca (ritenuto da alcuni uno dei grandi innovatori del fumetto italiano), e in qualche vignetta ha anche modo di disegnare un cantastorie molto simile a Guccini. Il volume fu pubblicato nel dicembre del 1980 dalle edizioni Lato Side, e la copertina fu realizzata da Lele Luzzati; non è stato mai più ristampato.Nel 2008 una caricatura di Guccini firmata Massimo Cavezzali trova posto nel volume I maledetti del rock italiano Segni e suoni di strada da Clem sacco ai 99 Posse (edizioni Del Grifo), catalogo della mostra di tavole originali dedicate ai rinnovatori della scena musicale italiana, con saggi di Vincenzo Sparagna, Luca Frazzi (Rumore (rivista)), Freak Antoni e Giuseppe Sterparelli ideatore dell'evento.
Guccini e il cinema
Content:File:Conmarini3.jpg: L'attività di Guccini nel cinema, come attore o autore di colonne sonore, iniziò nel 1976 e non è mai stata particolarmente intensa ma è comunque costante e si è incrementata negli anni 2000. La sua prima apparizione come attore fu in occasione del film Bologna. Fantasia, ma non troppo, per violino di Gianfranco Mingozzi del 1976. Si trattava di una puntata della serie televisiva Raccontare la città dedicata a Bologna, nella quale interpretava il poeta cantante Giulio Cesare Croce che, nella trama del film, rivive nei secoli le vicende della città, accompagnando questo percorso con canzoni tratte (in parte o integralmente) da testi originali di Croce. Altri interpreti del film furono Claudio Cassinelli e Piera Degli Esposti che interpretavano entrambi personaggi storici della città.Come attore ha inoltre partecipato ai film I giorni cantati (1979, regia di Paolo Pietrangeli), la cui colonna sonora contiene la sua canzone Eskimo e Canzone di notte n. 2; Musica per vecchi animali (1989, regia di Umberto Angelucci e Stefano Benni, tratto dal romanzo di quest'ultimo Comici spaventati guerrieri); Radiofreccia (film) (1998, esordio registico del cantautore Luciano Ligabue); Ormai è fatta! (1999, regia di Enzo Monteleone); Ti amo in tutte le lingue del mondo (2005), Una moglie bellissima (2007) e Io & Marilyn (2009), tutti diretti da Leonardo Pieraccioni., Ignazio (film) (2006, regia di Paolo Pietrangeli). Nel 2013 partecipa al film documentario Alta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-Romagna, nel quale viene intervistato da Enrico Brizzi nella sua casa di Pavana (Sambuca Pistoiese).Nella colonna sonora di Nero (film 1992) (1992, regia di Giancarlo Soldi) è contenuta la canzone Acque, mentre come musicista ha scritto la colonna sonora di Nené (film) (1977, regia di Salvatore Samperi).
Filmografia
Content:@an0:Radiofrecciaurl: http://www.regione.emilia-romagna.it/video/alta-via-dei-parchi-viaggio-a-piedi-in-emilia-romagna-il-trailertitolo:Alta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-Romagna - Il trailer — E-R Il portale della Regione Emilia-Romagnasito:www.regione.emilia-romagna.itaccesso:2 novembre 2016urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20161104003123/http://www.regione.emilia-romagna.it/video/alta-via-dei-parchi-viaggio-a-piedi-in-emilia-romagna-il-trailerdataarchivio:4 novembre 2016
Riconoscimenti
Content:Molti i riconoscimenti andati a Guccini per la sua attività artistica: url: http://www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/autori/guccini.asptitolo:Biografia di Francesco Guccini su Rai News 24accesso:13 giugno 2010url: http://www.tamburini.bo.it/notturni/ghost.htmtitolo:Il premio letterario Ghostbustersaccesso:13 giugno 2010urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20100127063612/http://www.tamburini.bo.it/notturni/ghost.htmdataarchivio:27 gennaio 2010@an0:Macchiavelliurl: http://www.santibriganti.ittitolo:www.santibriganti.itaccesso:13 giugno 2010@an0:Novecento@an0:Mondadoriurl: http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=biografie&scheda=guccinititolo:Biografia di Francesco Guccini su Italica.rai.itaccesso:13 giugno 2010urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20091012132228/http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=biografie&scheda=guccinidataarchivio:12 ottobre 2009url: http://www.vigata.org/rassegna_stampa/2001/Archivio/Art101_Lett_sett2001_Rep.htmtitolo:Enzo Siciliano, curatore della collana "I Meridiani" di Mondadori, riguardo all'opera di Gucciniaccesso:13 giugno 2010url: http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioEventi_1.htmtitolo:Stagioni di vita quotidiana, informazioni sull'eventoaccesso:13 giugno 2010urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20081122000946/http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioEventi_1.htmdataarchivio:22 novembre 2008@an0:celebre poeta@an0:San Lazzaro@an0:Cittadino Onorariourl: http://www.ruggeropegna.it/news.asp?ID=1121&cate=4titolo:Storico Guccini, in quattromila a cantare!accesso:13 giugno 2010urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20120425112316/http://www.ruggeropegna.it/news.asp?ID=1121&cate=4dataarchivio:25 aprile 2012url: http://giallopistoia.blogspot.com/2008/03/serravalle-noir-2008.htmltitolo:Serravalle Noir 2007accesso:13 giugno 2010url: http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?t=default&s=1256162082927615866&d=1&ID=91866titolo:Premio Arturo Loria 2008accesso:13 giugno 2010
Onorificenze
Content:
I musicisti
Content:;Formazione storica @an0:Chitarra solista@an0:Chitarra ritmica@an0:Organo@an0:Chitarre@an0:Chitarre@an0:arrangiamenti@an0:Basso@an0:Chitarre@an0:voce@an0:Basso@an0:Basso@an0:Chitarre@an0:Maurizio Vandelli@an0:Percussioni@an0:Chitarre@an0:Mandrake Som@an0:Percussioni ;Formazione attuale @an0:Juan Carlos "Flaco" Biondini@an0:Chitarre@an0:voce@an0:Batteria@an0:percussioni@an0:tastiera@an0:tastiera In due concerti del 1979 (dai quali è stato poi tratto Album concerto) Guccini è stato accompagnato anche dai Nomadi.
Discografia
Content:Guccini è legato alla EMI Italiana dal 1967, risultando l'artista italiano da più anni sotto contratto con questa casa discografica e il secondo nel mondo dopo Paul McCartney.
Album
Content:@an0:Radici@an0:Amerigo@an0:Metropolis@an0:Guccini@an0:Parnassius Guccinii@an0:Stagioni@an0:Ritratti
Raccolte
Content:@an0:The Platinum Collection@an0:Storia di altre storie
Live
Content:@an0:Opera buffa
Note
Content:
Bibliografia
Content:], Reggio Emilia, Aliberti, 2008. ISBN 978-88-7424-139-2.
Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:Categoria:Francesco Guccini Categoria:Attori italiani Categoria:Gruppi e musicisti dellEmilia-Romagna Categoria:Gruppi e musicisti della EMI Italiana Categoria:Chitarristi italiani Categoria:Premiati con il Nettuno doro Categoria:Attori italiani del XX secolo Categoria:Attori italiani del XXI secolo Categoria:Attori cinematografici italiani Categoria:Studenti dellUniversità di Bologna Categoria:Cantanti pop Categoria:Cantanti folk italiani

References

EMI Italianavocechitarraattore1967LPFolk beat n. 11959albumcanzoniscrittoreattorecolonne sonorefumettilessicologialessicografiaglottologiaetimologiadialettologiatraduzioneteatroautorecanzoni scritte per altri interpretiRoberto Vecchioniversopoetaanni ottantalingua italianaDickinson Collegeliberal arts collegechitarra folkClub TencoTarghePremiPremio Le parole della musicaStagioni2000PàvanaCarpiModena1940seconda guerra mondialeAmburgoPàvanaAppennino tosco-emilianoinfanziaAppenninoromanzoCròniche epafànichecanzoniRadiciAmerigoAmerigo1978Radici1945ModenaPosteQuello che non...1990«Una sera, riguardando quella foto in cui siamo fintamente assorti a guardare le bocce, mi venne voglia di scrivere una canzone, provando a pensare come pensava lui, alla sua voglia di sesso o, più semplicemente, di normalità.» ''citato in "Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto." Firenze, Giunti, 1999, pag. 132. ISBN 88-09-02164-9.'': Piccola cittàRadiciscuola dellobbligoistituto magistraleCarlo SigoniotenoreLuciano Pavarottidiploma1958Radici1972Parnassius Guccinii1993Quello che non1990nanismoClaudio LolliAmerigo1960BolognaCirenaicaPesaroGazzetta di ModenacronistaredazioneDomenico ModugnoFestival di Sanremo1960OggibaleraproduttoreVictor Sogliani1958Alfio CantarellaPeppino di CapriEverly BrothersSvizzeraNunzio GalloFestival di Sanremo 1957Claudio Villa1961BolognaUniversità di Bologna1962servizio militareLecceScuola di FanteriaCesano di RomaTriesteMaurizio VandelliEquipe 842002honoris causaScienze della formazioneCantacronacheFausto AmodeiSergio LiberoviciMichele StranierobeatBob DylanAuschwitzÈ dallamore che nasce luomoÈ dallamore che nasce luomo1966NomadiDodo VeroliNomadiGuccini negli anni 70: Deborah KoopermanFile:FRANCESCO GUCCINI Fronte Popolare.jpg: 1967CGDFestival di SanremoCaterina CaselliGigliola CinquettiBigRoberto VecchioniDaniele PaceMario PanzeriDiamoci del tuFolk beat n. 1mortesuicidioOlocaustotalking bluesOpera buffaAuschwitzGran BretagnaRod MacDonaldIn morte di S.F.Siae1968NomadiCaterina Caselli1967Giorgio GaberFranco BattiatomusicarelloLimmensità (La ragazza del Paips)strage di Cima Vallonai NomadiDio è mortoCaterina CaselliPapa Paolo VIRadio VaticanaRadio Vaticana2007RAIblasfemiaCiao 2001Saverio Rotondi1972File:Francessco Guccini con Saverio Rotondi nel 1972.JPG: sala di incisione45 giriIl bello1970Lisola non trovataOpera buffaLando BuzzancaBobby SoloPro Civitate ChristianaAssisicattolicoCaroselloGuido De MariasloganSalomone pirata paciocconeLe SorelleBonviAmerigo1978Due anni dopo1969esistenzialiPrimavera di Pragapoetica leopardianaDeborah KoopermanfingerpickingDeborah KoopermanBolognaNew York1979File:Francesco Guccini all'ingresso del Dickinson College (1979).jpg: USAbarbaSantoriniStanze di vita quotidianaVia Paolo Fabbri 431972File:Francesco Guccini nel 1972.jpg: Lisola non trovataGuido GozzanoJ.D. Salingerbonus trackClaudio Baglioni1971Roberta BaccilieriStingGiorgio GaberClub TencoPaolo Conteanni settantaanni settanta: 1972RadiciLa locomotivaIncontroEMI ItalianaClaudio LolliBologna, nella casa di Guccini: 1973Opera buffaOsteria delle DameFolkstudiogoliardicocabaretDamore di morte e di altre sciocchezzeStanze di vita quotidianaproduttorecatilinariaRiccardo Bertoncelliesame di StatoDanteRaffaelloPlotinoPorfirioOperette moraliGiacomo LeopardiBolognaFile:Bologna-DSCF7190.JPG: 1976Via Paolo Fabbri 43LavvelenataBolognaBorgesBarthesOmar al-KhayyamiAliceMarinellaLillyDe GregoriDe AndréVendittiVia Paolo Fabbri 431976Amerigo1978Demetrio StratosMilano1979File:Francesco Guccini durante il concerto per Demetrio Stratos.jpg: 1977Grand HotelAlbum concertoAugusto Daolio19791979 Il concerto - Omaggio a Demetrio StratosIn morte di S.F.1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio StratosPàvanaPistoiaModenaBologna dove, comunque, possiede casa: anni ottantaMetropolisBisanzioVeneziaBolognaMilanopolisstereotipisaxbassobatteriazufoliclarinettiflautiAssemblea Musicale TeatraleGian Piero AlloisioBisanzioMetropolisimperatoreGiustiniano IImperatrice Teodoraippodromo di CostantinopoliCostantinopoliAzzurri e i VerdiProcopio di CesareaGiorgio GaberSandro LuporiniGian Piero AlloisioOmbretta Colli1981Guccini1981Club TencoRenzo ArboreGemelle NeteLucio Dalla in una fotografia degli anni ottanta: GucciniBibbiaIsaiaRiminigruppo1984Fra la via Emilia e il Westpiazza MaggioreGiorgio GaberPaolo ConteLucio DallaRoberto Vecchioni1987Signora Bovary1978Claudio LolliAdriano Spatola1988Quasi come Dumas1988PalaTrussardiPordenonePragaLucio DallaMorandiGianni MorandiQuello che non...Guccini e il vino, da sempre suo compagno di concerti: Quello che non...1990Club Tenco1993Parnassius Gucciniiomonima farfallaFarewell, AngelinaBob DylanSilvia BaraldiniTiziano Sclavi1996Damore di morte e di altre sciocchezzeGiancarlo BigazziBeppe Datiopera teatraleOnda liberaRai 2Roberto Benigni1998EMI ItalianaGuccini Live CollectionStagioniLigabueMiguel de CervantesBaroneslingua sardabaritonalerotacismorotacismo (la "erre arrotata"): Ritratti2004UlisseCristoforo ColomboChe GuevaraOdysseusRiccardo BertoncelliRitratti2004Vincenzo MollicaRitratti2004Carlo Giuliani2001scontri del G8 di Genova1971Lisola non trovataAdriano CelentanoRitratticlassifica italiana degli album2005Anfiteatro Liveanfiteatro di CagliariDVD2006elezionePresidente della Repubblica ItalianaThe Platinum CollectionEMI FranceNella GiunglaÍngrid BetancourtAulularia di Plautolatino2007Catanzaropromoter musicaleresistenzaLultima ThuleMarinoFlaco BiondiniRoberto ManuzziThe Pleasure MachineEllade BandiniVince TemperaAres TavolazziAntonio Marangolo (al sax): Clown2008La StampaChe tempo che fa20082010MondadoriArrivederci, mostro!Luciano LigabueCorreggioChocabeckZuccheroUn soffio caldoDavide DonatiCorynopuntia gucciniiPremio Chiara2010File:Guccini 2013.jpg: 2011MondolfoRaffaella Zuccari2012Enzo AvitabileBlack tarantellaPremio Amnesty ItaliaZuccheroNomadiLaura PausiniLuciano LigabueCesare CremoniniNekModena City RamblersConcerto per lEmiliaBolognaStadio Renato DallArasismaBologna2010Lultima Thuledisco di platino2015Le storie che non conosciSamuele BersaniPacificoBolognaClub TencoPremio TencoSe io avessi previsto tutto questo. La strada, gli amici, le canzoniLostaria delle dameOsteria delle DamedomenicanoRoberto VecchioniAlex ZanardiGuccini si racconta; il cantautore è solito intrattenersi con il pubblico durante i suoi spettacoli: registri linguisticiesistenzialismometafisicoDario FoPremio Nobel per la letteratura1997sinistra italianaFabrizio De Andréanarchicosocialista di matrice liberalePRIPSIBettino Craxi1985PDSDSFabrizio De AndréClub TencoFile:De André Guccini.png: centro-sinistraPartito DemocraticoPorretta TermeSinistra Ecologia LibertàNichi Vendola2014Matteo RenziAlfanoLa locomotiva1969Cecoslovacchia19761993Silvia Baraldini200020002004Che Guevara2004G8 di Genova20122012partigianiPaolo JachiaLoriano Macchiavelli1997muretto di AlassioFile:Autografo di Guccini.jpg: Silvia BaraldiniartefumettonoirLoriano MacchiavellietimologoglottologolessicografoPier Vittorio TondelliUn weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottantaBompiani1990Cròniche epafàniche1989autobiograficoPàvanamodeneseAppennino tosco-emilianoCròniche epafànichePier Vittorio TondelliUn weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottantaBompiani1990best sellerModenasogno americanoMetropolis19811998gialloAmerigo1978Stanze di vita quotidiana1974Via Paolo Fabbri 431976Lato SideLo sconosciutoMagnusStorie dello spazio profondoBonvi1969MondadoribriganteOttocentoArezzoCasentinoFumettologicaGianni De Luca1980Lato SideLele LuzzatiMassimo CavezzaliI maledetti del rock italiano Segni e suoni di strada da Clem sacco ai 99 PosseVincenzo SparagnaLuca FrazziRumoreFreak AntoniGiuseppe SterparelliPaolo PietrangeliGiovanna MariniFile:Conmarini3.jpg: cinema1976Fantasia, ma non troppo, per violinoGianfranco Mingozzi1976BolognaGiulio Cesare CroceClaudio CassinelliPiera Degli EspostiI giorni cantati1979Paolo PietrangeliMusica per vecchi animali1989Umberto AngelucciStefano BenniComici spaventati guerrieriRadiofreccia1998Luciano LigabueOrmai è fatta!1999Enzo MonteleoneTi amo in tutte le lingue del mondo2005Una moglie bellissima2007Io & Marilyn2009Leonardo PieraccioniIgnazio2006Paolo PietrangeliAlta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-RomagnaEnrico BrizziPavanaNero1992Giancarlo SoldiNené1977Salvatore SamperiFantasia, ma non troppo, per violino1976I giorni cantati1979Le lunghe ombre1987Musica per vecchi animali1989Radiofreccia1998Ormai è fatta!1999Ti amo in tutte le lingue del mondo2005Una moglie bellissima2007Io e Marilyn2009Il risveglio del fiume segreto2012Francesco Guccini La mia Thule2013Alta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-RomagnaLa linea gialla2015Club Tenco1975Premio TencoVinícius de MoraesFausto AmodeiUmberto BindiFabrizio De AndréEnzo Jannacci2015Premio Tenco1987Targa Tenco1990Targa Tenco1994Targa Tenco2000Targa Tenco1992Premio Librex Montale199219971992Appennino tosco-emilianoParnassius mnemosyne guccinii1997MacchiavelliPremio Alassio Centolibri - Un Autore per lEuropaMacaronì. Romanzo di santi e delinquenti1995Tributo ad Augusto19981997Luciano TesiGabriele Cattaniasteroide39748 Guccini20002001AntologiaNovecentoMondadori2003CarpiModena2004celebre poeta20052006San Lazzaro2006Consiglio comunalePorretta TermeCittadino Onorario20062007Catanzaroalbum live2007Loriano Macchiavelli20072008Pistoia2008CarpiIcaro2010Premio Chiara2013Premio Amnesty ItaliaEnzo AvitabileSambuca Pistoiese20162004Scienze della Formazione PrimariaUniversità di BolognaUniversità degli Studi di Modena e Reggio Emilia2002Scienze umanisticheAmerican University of Rome2012Chitarra solistaarmonica a boccaChitarra ritmicaBeppe CarlettiFisarmonicaOrganoDeborah KoopermanChitarrebanjoFranco MussidaChitarreEttore De CarolisChitarraviolinoarrangiamentiMassimo LucaChitarraBassoChitarrevoceTiziano BarbieriBassoAres TavolazziBassocontrabbassoChitarreBandoneónMaurizio VandelliChitarra folkTony EspositoPercussioniToni MarcusViolinoJimmy VillottiChitarreMandrake SomPercussionitumbadoracampane tubolariMarva Jan MarrowScacciapensieriJon HassellTrombaJuan Carlos Flaco BiondiniChitarrevoceEllade BandiniBatteriapercussioniPierluigi MingottiBasso elettricocontrabbassoAntonio MarangoloSaxpercussioniRoberto ManuzziSaxfisarmonicaarmonica a boccatastieraVince TemperaPianofortetastiera1979un disco dal vivoNomadiEMI Italiana1967Paul McCartney1967Folk beat n. 11970Due anni dopo1970Lisola non trovata1972Radici1974Stanze di vita quotidiana1976Via Paolo Fabbri 431978Amerigo1981Metropolis1983Guccini1987Signora Bovary1990Quello che non...1993Parnassius Guccinii1996Damore di morte e di altre sciocchezze2000Stagioni2004Ritratti2012Lultima Thule2006The Platinum Collection2010Storia di altre storie2015Se io avessi previsto tutto questo. La strada, gli amici, le canzoni1973Opera buffa1979Album concertoNomadi1984Fra la via Emilia e il West1988...quasi come Dumas...1998Guccini Live Collection2001Francesco Guccini Live @ RTSI2005Anfiteatro Live2017LOstaria delle DameMichele StranieroLato SideVincenzo MollicaClaudio LolliClub TencoPàvanaFilmografia e bibliografia di Francesco GucciniDiscografia di Francesco GucciniCròniche epafànicheCategoria:Francesco GucciniCategoria:Attori italianiCategoria:Gruppi e musicisti dellEmilia-RomagnaCategoria:Gruppi e musicisti della EMI ItalianaCategoria:Chitarristi italianiCategoria:Premiati con il Nettuno doroCategoria:Attori italiani del XX secoloCategoria:Attori italiani del XXI secoloCategoria:Attori cinematografici italianiCategoria:Studenti dellUniversità di BolognaCategoria:Cantanti popCategoria:Cantanti folk italianiCategoria:Autori di gialli italiani

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