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Georges Brassens
Error

Abstract

È considerato a livello internazionale come uno dei più grandi maestri della canzone dautore insieme a Jacques Brel.
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Content:
Biografia
Content:
L'infanzia e la giovinezza
Content:Brassens nacque a Sète (all'epoca nota con la grafia Cette), una piccola città portuale sita nella regione della Linguadoca-Rossiglione (nella Francia), il 22 ottobre del 1921, figlio di Jean-Louis Brassens, un muratore Francesi, Ateismo ed Anticlericalismo, e di Elvira Dagrosa, una casalinga italo-francesi, nata anch'ella a Sète il 17 novembre del 1887 da Michele e Dolce Maria Augusta Dagrosa, ambedue immigrati italiani originari di Marsico Nuovo (in provincia di PotenzaRegistri dello stato civile del comune di Marsico Nuovo, ove il 14 aprile 1891 venne trascritto l'atto di nascita della Dagrosa), Cattolicesimo praticante, vedova di guerra e già madre di una bambina, Simone Comte (nota poi, in età adulta, come Simone Cazzani, dal cognome del marito Yves Cazzani). Il giovane Georges crebbe in un ambiente familiare umile ma sereno. Seguendo l'ideale paterno, anche Brassens si dichiarerà noncredenza, precisamente agnosticismo.Jean-Claude Barreau, Tous les Dieux ne sont pas égaux, JC Lattès, 2001; capitolo I Le vécu de l'homme', «Sur le marché des religions»Brassens respirò musica sin dall'infanzia: la madre amava in ugual modo la musica lirica e la canzone popolare, soprattutto le melodie accompagnate con il mandolino. Fu proprio su questo strumento che il piccolo Georges apprese le basi che gli permisero, in seguito, l'apprendimento della chitarra; possedeva un buon orecchio musicale e si dimostrò sempre più interessato alla musica che alla scuola e agli studi; a quattordici anni cominciò a scrivere le sue prime canzoni.Al liceo, Georges Brassens fece un incontro che si rivelò determinante per il suo avvenire: il suo professore di lettere, Alphonse Bonnafé, una personalità fortemente anticonformista, riuscì a catturare il suo interesse e, grazie a lui, il giovane Brassens conobbe la letteratura francese; cominciò ad impegnarsi seriamente nella scrittura di poesie e testi di canzoni. In terza liceo, disgraziatamente, venne sospeso dalla scuola: in seguito ad alcuni piccoli furti compiuti dagli alunni della scuola nelle case degli allievi più benestanti, un compagno fece il suo nome (la canzone Les quatre bacheliers allude appunto a questo episodio); il padre lo prese allora a lavorare con sé, nell'impresa edile di famiglia. La passione per la musica, però, non si interruppe, al contrario; Georges si appassionò particolarmente ad un grande interprete del momento, Charles Trenet, del quale cercava di imitare lo stile.
L'arrivo nella capitale
Content:File:Georges Brassens (1964) by Erling Mandelmann - 2.jpg: File:Brassens Florimond1.jpg: Nel 1940, a diciott'anni, Brassens decise di stabilirsi a Parigi, presso una zia; nella capitale, oltre a lavorare come operaio alla Renault, cominciò a frequentare le biblioteche e a studiare i testi fondamentali della poesia francese, da François Villon a Victor Hugo, da Guillaume Apollinaire a Paul Verlaine. Con lo scoppio della guerra, la fabbrica di automobili presso cui Brassens lavorava venne bombardata, e i tedeschi entrarono a Parigi; fu allora costretto a rientrare a Sète, dalla sua famiglia.Soltanto in seguito all'Armistizio, Brassens poté far ritorno a Parigi; questa volta, non provò nemmeno a cercare un lavoro: aveva deciso di consacrarsi interamente alla musica e alla poesia. Fu così che, nel 1942, pubblicò a proprie spese le sue prime raccolte poetiche A la venvole e De coups d'épée dans l'eau, che rivelavano già la sua vena satirica e anticonformista. Nel 1943, in seguito ad un decreto di lavoro obbligatorio (STO) imposto dai tedeschi al governo francese, Brassens si trovò costretto a lavorare presso la BMW, nel campo di lavoro di Basdorf (Wandlitz), vicino a Berlino; fu qui che conobbe Pierre Onteniente (soprannominato da Brassens Gibraltar), prigioniero come lui, il quale diverrà uno dei suoi migliori amici e il suo uomo di fiducia.In questo periodo, Brassens fu costretto ad interrompere i suoi studi, ma non smise di scrivere canzoni; a questo periodo risale, per esempio, il testo di Pauvre Martin. Nel 1944, approfittando di una licenza di quindici giorni, Brassens fece ritorno a Parigi, dove si nascose presso i coniugi Jeanne e Marcel Planche, figure fondamentali per la vita e l'opera del cantautore; fu a loro, la sua nuova famiglia, che Brassens dedicò canzoni quali Jeanne, La cane de Jeanne e Chanson pour l'Auvergnat.Inizialmente, avrebbe dovuto restare a casa Planche finché la guerra non fosse finita e lui non fosse stato libero; in realtà, vi restò più di vent'anni, fino al 1966, conducendo un'esistenza serena, malgrado le ristrettezze. Fu proprio nella casa al numero 9 dell'Impasse Florimont (nel XIV arrondissement di Parigi), tra gatti e animali di ogni specie, che Brassens compose la maggior parte delle sue canzoni. Componeva cominciando dalla scrittura dei testi (al contrario della maggioranza dei cantautori), adattando poi la melodia al pianoforte, senza avere nessuna conoscenza in materia di solfeggio e di armonia.
L'artista anarchico
Content:A partire dal 1946 cominciò la sua collaborazione al Libertario, rivista anarchica; simpatizzante di questi ideali, per tutta la vita Brassens esprimerà, con l'irriverenza delle sue canzoni, la sua volontà di lottare contro l'ipocrisia della società e le convenzioni sociali; nei suoi testi, prende posizione in favore degli emarginati, degli ultimi e contro ogni tipo d'autorità costituita. In particolare lungo tutto l'opera di Brassens ritroviamo una viva opposizione contro le figure del giudice e del poliziotto, coerentemente con le sue idee politiche: nel celebre brano Hécatombe, Brassens si immagina a tifare dalla sua finestra per le "massaie gendarmicide", che si stanno battendo al mercato contro degli Gendarmerie nationale venuti a sedare una rissa: Nel 1947, Brassens pubblicò il suo primo romanzo, La lune écoute aux portes; nello stesso anno, scrisse alcune tra le sue più grandi canzoni, come Brave Margot, La mauvaise réputation e Le gorille; quest'ultimo brano, nel quale Brassens si oppone con forza alla pena di morte, sbeffeggiando pesantemente un magistrato che diviene vittima del gorilla "vendicatore" (il quale, volendo accoppiarsi con una femmina della sua specie, invece scambia il giudice per una scimmia e si accoppia con la forza con lui), fu boicottato dalla radio di Stato per molti anni. La canzone, censurata in ogni modo, è molto nota, fuori dalla Francia, anche nella versione italiana che ne fece Fabrizio De André circa vent'anni dopo.In questo periodo, Brassens conobbe Joha Heiman (che lui chiamava Püpchen, in tedesco "bambola"La grafia tedesca esatta è Püppchen, anche se sulla tomba è riportata la forma usata da Brassens, con una sola "p"), la donna d'origine Estonia che sarebbe diventata la compagna di una vita; i due non vissero mai assieme e non ebbero figli, ciononostante restarono uniti fino all'ultimo giorno di vita del cantautore. Fu a lei che dedicò La non-demande en mariage ("La non domanda di matrimonio").
Gli inizi come interprete
Content:Gli anni Cinquanta videro Brassens impegnato in una lunga ed ostinata gavetta nei cabaret parigini; Jacques Grello, un celebre chansonnier, lo sentì cantare ed, entusiasta, lo invitò ad esibirsi nel suo cabaret, il Caveau de la République, e in altri locali in voga, come il Lapin agile a Montmartre e la Villa d'Este; il pubblico, però, non condivideva il giudizio di Grello, e i primi concerti furono dei veri e propri fiaschi. File:Brassens_dédicace.png: All'inizio del 1952, alcuni amici convinsero Brassens a partecipare ad un provino nel celeberrimo cabaret di Montmartre, Chez Patachou; la proprietaria, la stessa Patachou, rimase estasiata e volle cantare i suoi brani nel proprio locale, facendolo così conoscere al grande pubblico; fu sempre lei a convincere Brassens, che si vedeva soltanto nei panni del compositore, ad interpretare lui stesso le sue canzoni. Fu l'inizio del successo.
Gli anni del successo
Content:File:Georges Brassens (1964) by Erling Mandelmann.jpg: Brassens cominciò ad esibirsi in numerosi locali parigini e a raccogliere un certo successo presso il pubblico e i critici, malgrado alcuni suoi testi suscitassero scalpore e scandalo. La consacrazione arrivò quando Patachou presentò a Brassens Jacques Canetti, direttore artistico della casa discografica Polydor e proprietario del cabaret Les Trois Baudets; grazie all'impegno di Canetti, Brassens poté, dopo una tournée estiva, registrare il suo primo album, La mauvaise réputation, che ottenne un grande successo.Nel 1953, il 16 ottobre Brassens debuttò al prestigioso music-hall parigino dell'Olympia (teatro); proponeva, oltre ai suoi testi, brani ripresi da poeti celebri come François Villon (Ballade des dames du temps jadis), Victor Hugo (Gastibelza), Paul Fort (Le petit cheval); il 1953 fu anche l'anno di pubblicazione del romanzo La tour des miracles. Nel 1954, oltre a ricevere il Gran Premio del Disco dell'Accademia Charles Cros, pubblica il suo secondo album, Les amoureux des bancs publics, a cui fece seguito, l'anno seguente, Chanson pour l'Auvergnat.Negli anni successivi, spinto da Jacques Canetti, fu più volte in tournée in Europa e in Africa del Nord; si dedicò a recital e, anche se per una volta soltanto, al cinema: nel 1956, interpretò un ruolo quasi autobiografico nel film Porte des Lilas di René Clair. Con i primi guadagni ottenuti, Brassens comprò la casa dell'Impasse Florimont, dove viveva con Jeanne e Marcel. Nel 1957, assieme a Pierre Onteniente, Brassens creò le Editions Musicales 57 e pubblicò Je me suis fait tout petit, mentre continuava a dividersi tra l'Olympia, l'Alhambra e Bobino.Sin dalla fine della guerra, Brassens aveva sofferto di colica renale e di calcoli renali che gli impedirono, talvolta, di portare a termine i suoi spettacoli; pur rallentato dalle sue condizioni di salute, Brassens non mancò mai all'appuntamento e continuò a pubblicare dischi a cadenza regolare: del 1958 è Le Pornographe, mentre Le Mécréant e Les trompettes de la renommée uscirono rispettivamente nel 1960 e nel 1961. Nel 1964, Brassens fece nuovamente capolino al cinema: la sua canzone Les copains dabord (pubblicata lo stesso anno nell'album omonimo) rientra nella colonna sonora del film Les Copains di Yves Robert.Nel 1966, oltre a lasciare definitivamente l'abitazione condivisa con Jeanne e Marcel per stabilirsi poco lontano, nel XV arrondissement, Brassens pubblicò l'album Supplique pour être enterré à la plage de Sète; la canzone che dà il titolo al disco diverrà il suo testamento messo in musica. Nel 1967 ricevette il Premio di poesia dell'Académie française. Ormai era famoso, senza problemi economici; dichiara: «Ora ho sei case, due macchine, quattro letti, cinque gabinetti... e un culo soltanto».«Brassens, Georges», in: Enzo Gentile, Alberto Tronti, Dizionario del Pop-Rock 2014, Zanichelli
Il ribelle anticonformista
Content:L'anno seguente, all'epoca degli avvenimenti politico-sociali del Il Sessantotto, Brassens venne colpito da nuovi problemi renali: si trovava in un letto d'ospedale, dopo un'operazione di asportazione di calcoli, . Poco prima della sua morte, qualcuno gli chiese che cosa facesse durante le giornate del Maggio francese, perché non si fosse schierato pubblicamente; la sua risposta ("Soffrivo di coliche nefritiche") venne interpretata come un'irriverenza tra le tante, ma rispecchiava la realtà; Brassens, senza che nessuno lo sapesse, affrontava la sua malattia in silenzio. File:Brassens Florimond4.jpg: File:Brassens TNP 1966.jpg: Accusato di qualunquismo, disimpegno e addirittura "Revisionismo della seconda guerra mondiale#Revisionismo della seconda guerra mondiale" (già era stato nel mirino per il pezzo La tondue), per la sua canzone antimilitarista e dal tono anarco-individualismo Les deux oncles - che parla di due immaginari zii del narratore, uno simpatizzante degli statunitensi, l'altro dei Germania nazista, ed entrambi morti nella seconda guerra mondiale, mentre il protagonista invece non si schiera e sopravvive (ma nella canzone ci sono anche critiche e sarcasmi contro il militarismo del Governo di Vichy Philippe Pétain) - risponde con l'ironica Mourir por des ideés ("Morire per delle idee"), in cui conferma uno scomodo anarchismo "duro e puro", che non intende schierarsi a priori con una parte politica militante, né aderire a concetti astratti ("moriamo per delle idee, va bene, ma di morte lenta", intendendo "di vecchiaia" o dopo "parecchi anni", perché le idee presto diventano "fuori moda", è la conclusione emblematica del ritornello).Nello stesso anno, il 24 ottobre, l'amica Jeanne morì, all'età di settantasette anni. Nel gennaio del 1969, su iniziativa della rivista Rock et Folk e della radio RTL, Brassens partecipò ad un'intervista che divenne un evento storico, in compagnia di Léo Ferré e Jacques Brel, altri due pilastri della canzone d'autore francese; nello stesso anno, oltre a continuare le esibizioni a Bobino, Brassens pubblicò La Religieuse, il suo decimo disco. Negli ultimi anni, i problemi di salute l'avevano fatto invecchiare prematuramente: dopo aver acquistato una casa a Lézardrieux, in Bretagna (regione che amava al punto da studiare la lingua bretone), nel 1973 disse addio alle scene, con un'ultima tournée in Francia e in Belgio e pubblicando il suo penultimo disco, Fernande.Due anni dopo, nel 1975, Brassens ricevette il Gran premio della città di Parigi; nel 1977, in seguito all'uscita del suo ultimo lavoro, Don Juan (Georges Brassens), salì un'ultima volta sul palco di Bobino; fu il suo ultimo concerto. Nel 1979 Brassens accettò la proposta del musicista Moustache, suo vecchio amico, di partecipare alla registrazione di un album in cui i suoi titoli più celebri venivano ripresi in versione jazz. Alla fine dell'anno ricevette il Gran Premio del disco dalle mani del sindaco di Parigi, Jacques Chirac.
L'epilogo
Content:Affetto da un Tumore stromale gastrointestinale, nel novembre del 1980, Brassens si sottopose all'ennesima operazione. Dopo aver passato l'estate del 1981 nella sua casa in Bretagna, progettando di ritornare a esibirsi al Bobino alla fine dell'anno, trovò ricovero presso il suo amico e medico Maurice Bousquet, a Saint-Gély-du-Fesc, vicino a Montpellier. È lì che, alle 23.15 del 29 ottobre 1981, Georges Brassens si spense all'età di sessant'anni. File:Sete Tombe Brassens.jpg: Tutta la Francia (compreso il presidente François Mitterrand), a dispetto dei funerali modesti e della sua riservatezza, gli rese pubblici omaggi, dichiarandolo "poeta" e accostandolo alla corrente letteraria dell'esistenzialismo, anche se lui preferiva essere chiamato semplicemente "cantautore" o "artigiano di canzoni"Nanni Svampa, W Brassens, Lampi di stampa, 2006, pag. 35-36: Fu inumato a Sète, nel cimitero Le Py, soprannominato il cimitero dei poveri, per distinguerlo dal cimitero marino della cittadina, in cui giace il poeta Paul Valéry, e che sovrasta il paese. In questo modo, la sua volontà, espressa nella canzone-testamento Supplique pour être enterré à la plage de Sète, di essere sepolto nella spiaggia del suo villaggio natale fu quasi rispettata, in quanto il cimitero basso è ancora più vicino al mare di quello denominato "marino". Nel 1984, venne dedicato all'artista il nome di un 6587 Brassens.
Aneddoti e curiosità
Content:@an0:arrondissement
Discografia parziale
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Album
Content:@an0:Le Pornographe
Raccolte
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EP
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Singoli
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Traduzioni e adattamenti
Content:File:Brassens svampa.jpg: Le canzoni di Brassens sono state interpretate da numerosi cantanti francesi e, nonostante la difficoltà di rendere la lingua utilizzata da Brassens, sono state tradotte in varie lingue. In Italia, Nanni Svampa ha tradotto molte canzoni di Brassens sia in dialetto milanese sia in lingua italiana. Anche Gipo Farassino ne reinterpretò alcune in piemontese. File:Fabrizio De André 1977.jpg: Ha dedicato quattro album interamente a Brassens: "Nanni Svampa canta Brassens" (1964, 1971), "Cantabrassens" in Cabaret italiano (1977), "W Brassens" (1999), "Donne, gorilla, fantasmi e lillà - Omaggio italiano a George Brassens" (2004).Moltissimi cantautore si sono ispirati a Brassens: in Italia, Fabrizio De André lo considerava un maestro, tanto che alcune delle sue più famose canzoni (Il gorilla, Morire per delle idee, Le passanti, Delitto di paese, Marcia nuziale, Nell'acqua della chiara fontana, La morte) non sono altro che delle traduzioni e degli adattamenti delle canzoni di Brassens; lo stesso cantautore francese, che conosceva un po' di italiano grazie anche alle origini materne, ebbe occasione di vedere le traduzioni delle sue canzoni e le giudicò eccellenti, assieme a quelle di Nanni Svampa, che però a quel tempo traduceva i suoi testi prevalentemente in dialetto milanese.Tuttavia De André e Brassens non si conobbero mai di persona: il cantautore genovese era al corrente del difficile carattere di Brassens e temeva di andare incontro ad una delusione incontrando quello che per tanti anni era stato il suo modello assoluto. Altri cantautori italiani che hanno tradotto diverse canzoni di Georges Brassens sono Beppe Chierici, che, come Svampa, al repertorio dello chansonnier dedicò interi album e spettacoli, e Gianni Stefani, che le ha tradotte in veneto alto-vicentino. Inoltre un cantautore spagnolo, Paco Ibáñez, tradusse in lingua castigliana molte delle sue canzoni, alcune delle quali vennero interpretate dallo stesso Brassens, come per esempio "La mala reputación". Altri brani di Brassens sono stati tradotti e cantati in italiano da Paolo Capodacqua.Più artisti hanno rieseguito le canzoni di Brassens in un album intitolato Les oiseaux de passage (come il titolo di una sua canzone). A quest'album hanno partecipato artisti come Bénabar, Yann Tiersen, Tarmac.Il cabarettista Alberto Patrucco, noto al grande pubblico per la partecipazione a Zelig (programma televisivo) e Colorado Cafè, ha tradotto ed interpretato le canzoni di Brassens in due album interamente dedicati all'autore: "Chi non la pensa come noi" (2008) e "Segni (e) particolari" (2014), quest'ultimo insieme ad Andrea Mirò e con la partecipazione di Ale e Franz, Eugenio Finardi, Ricky Gianco, Enzo Iacchetti, Enrico Ruggeri.
Le canzoni tradotte in Italia
Content:Qui di seguito sono riportati i titoli di alcune sue canzoni, con a fianco i corrispondenti titoli delle traduzioni e relativi autori e interpreti.
Premi
Content:Tableheader:)@an0:Beppe Chierici@an1:Giorgio Ferigo@an2:Nanni Svampa@an3:Beppe Chierici@an4:Nanni Svampa@an5:Fabrizio De André@an6:Beppe Chierici@an7:Beppe Chierici@an8:Nanni Svampa@an9:Beppe Chierici@an10:Nanni Svampa@an11:Daniele Pace@an12:Gigliola Cinquetti@an13:Nanni Svampa@an14:Beppe Chierici@an15:Nanni Svampa@an16:Fabrizio De André@an17:Nanni Svampa@an18:Beppe Chierici@an19:Nanni Svampa@an20:Beppe Chierici@an21:Beppe Chierici@an22:Nanni Svampa@an23:Giuseppe Setaro@an24:Fabrizio De André@an25:Gino Paoli@an26:Nanni Svampa@an27:Alessio Lega@an28:Nanni Svampa@an29:Beppe Chierici@an30:Nanni Svampa@an31:Giorgio Ferigo@an32:Beppe Chierici@an33:Nanni Svampa@an34:Nanni Svampa@an35:Beppe Chierici@an36:Nanni Svampa@an37:Fabrizio De André@an38:Nanni Svampa@an39:Giorgio Ferigo@an40:Beppe Chierici@an41:Nanni Svampa@an42:Nanni Svampa@an43:Fausto Amodei@an44:Gipo Farassino@an45:Beppe Chierici@an46:Nanni Svampa@an47:Beppe Chierici@an48:Nanni Svampa@an49:Fabrizio De André@an50:Beppe Chierici@an51:Nanni Svampa@an52:Gipo Farassino@an53:Beppe Chierici@an54:Nanni Svampa@an55:Fabrizio De André@an56:Giuseppe Setaro@an57:Nanni Svampa@an58:Beppe Chierici@an59:Giuseppe Setaro@an60:Beppe Chierici@an61:Fabrizio De André@an62:Beppe Chierici@an63:Beppe Chierici@an64:Nanni Svampa@an65:Gipo Farassino@an66:Beppe Chierici@an67:Beppe Chierici@an68:Nanni Svampa@an69:Fausto Amodei@an70:Beppe Chierici@an71:Claudio Baglioni@an72:Nanni Svampa@an73:Fabrizio De André@an74:Beppe Chierici@an75:Giuseppe Setaro@an76:Fausto Amodei@an77:Beppe Chierici@an78:Nanni Svampa@an79:Giorgio Ferigo@an80:Beppe Chierici@an81:Nanni Svampa Brassens non ricercò mai riconoscimenti ufficiali e non si considerò mai un poeta, ottenne però alcuni importanti premi:
Filmografia
Content:@an0:Porte des Lilas
Note
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Bibliografia
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In italiano
Content:@an0:Una passeggiata con Brassens: 35 Traduzioni irriverenti
A fumetti
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:@an0:http://www.universalmusic.fr/georges-brassens/@an1:Sito ufficiale@an0:http://www.brassens2011.com/@an1:Sito dedicato nel trentennale della scomparsa1:http://www.sete.fr/brassens/2:L'Espace Georges Brassensaccesso:8 ottobre 2009urlarchivio:https://web.archive.org/web/20110202174258/http://www.sete.fr/brassens/dataarchivio:2 febbraio 2011urlmorto:sì@an0:Vita e opere di Georges Brassens@an0:http://www.fan-de-paroles.be/paroles/14/chansons-de-georges-brassens.html@an1:Parole delle canzoni di Georges Brassens@an0:Le Pornographe@an0:Il Pornografo (italiano)@an0:Analyse Brassens@an0:La registrazione@an0:http://eric.m.free.fr/@an1:Testi delle canzoni di Brassens, alcune scaricabili@an0:http://www.canzon.milan.it/testi%5Ctesti_svampa-brassens.htm@an1:Alcuni testi degli adattamenti di Nanni Svampa in dialetto milanese@an0:Canzoni contro la guerra di Georges Brassens@an0:Canzoni dai testi di Brassens@an0:Le altre canzoni di Brassens in italiano Categoria:Anarchici francesi Categoria:Italo-francesi Categoria:Libertari Categoria:Oppositori della pena di morte

References

canzone dautoreJacques BrelSèteLinguadoca-RossiglioneFrancia meridionale1921franceseateoanti-clericaleitalo-francese1887italianiMarsico Nuovoprovincia di Potenzacattolicanon-credenteagnosticomusica liricacanzone popolaremandolinochitarrapoesia franceseCharles TrenetBrassens nel 1964: Targa sulla casa dell'Impasse Florimont dove Brassens abitò dal 1944 al 1966, ospite dei coniugi Planche: 1940ParigiRenaultVillonHugoApollinaireVerlaine19421943BMWBasdorfBerlino1944XIV arrondissement1946Libertaireanarchicagiudicepoliziottoagenti1947pena di mortemagistratogorillascimmiacensuraFabrizio De AndréestoneJacques GrelloMontmartreBrassens con uno dei suoi cani: 1952MontmartrePatachouBrassens in concerto nel 1964: Jacques Canetti1953OlympiaFrançois VillonVictor HugoPaul Fort19541956Porte des Lilas1957Bobinocoliche nefritichecalcoli renali1958196019611964Les copains dabord19661967Enzo Gentile68maggio 68Ritratto di Brassens scolpito su una targa commemorativa, nei pressi della casa dell'Impasse Florimond: Brassens nel 1966: qualunquismorevisionismo storicoantimilitaristaanarco-individualistastatunitensitedeschiseconda guerra mondialemilitarismofilo-nazistaPhilippe Pétainanarchismo1969Léo FerréJacques BrelLézardrieuxBretagnalingua bretone197319751977Don Juan1979MoustacheJacques ChiracPaul Valérycancro intestinale1980Saint-Gély-du-FescMontpellier1981Tomba della famiglia Brassens-Dagrosa, cimitero du Py a Sète: vi sono sepolti Georges Brassens, la compagna Joha Heiman, la sorella e il cognato del cantante.: Mitterrandesistenzialismocimitero Le Pycimitero marinoPaul ValéryspiaggiaasteroideGeorges MoustakiJean Ferrat1964Fabrizio De AndréLa Mauvaise RéputationlaMalareputazioneParigiarrondissementFrançois VillonPaul VerlaineLouis AragonAntoine PolPaul FortVictor HugoJean RichepinFrancis JammesLinea 3 del Tram di Parigi6587 Brassensasteroide1952La Mauvaise Réputation1954Les Amoureux des bancs publics1955Chanson pour lAuvergnat1956Je me suis fait tout petit1957Oncle Archibald1958Le Pornographe1960Le Mécréant1961Le temps ne fait rien à laffaire1962Les Trompettes de la renommée1964Les Copains dabord1966Supplique pour être enterré à la plage de Sète1969La Religieuse1972Fernande1976Trompe-la-mortNanni Svampadialetto milaneseFile:Brassens svampa.jpg: ItaliaNanni Svampadialetto milaneseitalianoGipo FarassinoFabrizio De André ha trasposto molti testi di Brassens in italiano: cantautoriFabrizio De AndréNanni SvampaBeppe ChiericiGianni StefaniPaco IbáñezPaolo CapodacquaLes oiseaux de passageBénabarYann TiersenTarmacAlberto PatruccoZeligColorado CafèAndrea MiròAle e FranzEugenio FinardiRicky GiancoEnzo IacchettiEnrico RuggeriBeppe ChiericiGiorgio FerigoNanni SvampaBeppe ChiericiNanni SvampaFabrizio De AndréBeppe ChiericiBeppe ChiericiNanni SvampaBeppe ChiericiNanni SvampaDaniele PaceGigliola CinquettiNanni SvampaBeppe ChiericiNanni SvampaFabrizio De AndréNanni SvampaBeppe ChiericiNanni SvampaBeppe ChiericiBeppe ChiericiNanni SvampaGiuseppe SetaroFabrizio De AndréGino PaoliNanni SvampaAlessio LegaNanni SvampaBeppe ChiericiNanni SvampaGiorgio FerigoBeppe ChiericiNanni SvampaNanni SvampaBeppe ChiericiNanni SvampaFabrizio De AndréNanni SvampaGiorgio FerigoBeppe ChiericiNanni SvampaNanni SvampaFausto AmodeiGipo FarassinoBeppe ChiericiNanni SvampaBeppe ChiericiNanni SvampaFabrizio De AndréBeppe ChiericiNanni SvampaGipo FarassinoBeppe ChiericiNanni SvampaFabrizio De AndréGiuseppe SetaroNanni SvampaBeppe ChiericiGiuseppe SetaroBeppe ChiericiFabrizio De AndréBeppe ChiericiBeppe ChiericiNanni SvampaGipo FarassinoBeppe ChiericiBeppe ChiericiNanni SvampaFausto AmodeiBeppe ChiericiClaudio BaglioniNanni SvampaFabrizio De AndréBeppe ChiericiGiuseppe SetaroFausto AmodeiBeppe ChiericiNanni SvampaGiorgio FerigoBeppe ChiericiNanni SvampaAcadémie Charles CrosAcadémie française1967Premio Tenco1976Il quartiere dei lillàPorte des LilasRené ClairNanni SvampaAnteditoreNanni SvampaLato sideNanni SvampaMaurizio CucchiNanni SvampaRiccardo BertoncelliFabrizio De AndréNanni SvampaGino PaoliNanni SvampawikiJacques BrelLéo FerréCategoria:Anarchici francesiCategoria:Italo-francesiCategoria:LibertariCategoria:Oppositori della pena di morteCategoria:Personalità dellagnosticismo

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