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Gino Colaussi
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Abstract

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Content:
Biografia
Content:Fratello minore di Giordano Colaussi, era pertanto conosciuto anche come Colaussi II. Il cognome paterno Colàusig verrà Italianizzazione (fascismo) in Colaussi durante l'epoca fascista. Anche il nipote Giordano Colausig avrebbe intrapreso la carriera calcistica.Di umili origini (era figlio di agricoltori), prima di praticare il calcio a livello professionistico lavorava come ciabattino, guadagnando due lire per ogni paio di scarpe. Terminata la carriera calcistica, aprì un bar a Bassano del Grappa Notizie.bassanonet.it ma ebbe notevoli difficoltà economiche che lo portarono anche a impegnare la medaglia d'oro vinta nel Coppa del Mondo FIFA 1938, e nel 1986 lo Stato italiano gli concesse un Legge Bacchelli. È morto il 24 dicembre 1991 all'ospedale Santorio di Trieste , La Provincia (di Cremona), 27 dicembre 1991, p. 25.. Dopo la sua scomparsa gli sono stati dedicati lo stadio Comunale di Gradisca dIsonzo e una tribuna dello Stadio Nereo Rocco.
Caratteristiche tecniche
Content:Ala (calcio) sinistra, era veloce, scattante e dotato di un buon tiro; nonostante la struttura fisica modesta, sapeva farsi valere nei contrasti , LUnità, 28 dicembre 1991, pag.27. Queste qualità, unitamente alla sua freddezza sottoporta, lo rendevano un buon realizzatore Magliarossonera.it e compensavano il divario di classe con altri interpreti del ruolo come Raimundo Orsi. La sua specialità erano i cross e i traversoni.Pur essendo prevalentemente mancino, sapeva disimpegnarsi bene anche con il piede destro. Secondo alcuni giornalisti fu l'inventore del cosiddetto doppio passo, storicamente attribuito al bolognese Amedeo Biavati.
Carriera
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Giocatore
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Club
Content:Crebbe calcisticamente nell'Itala San Marco di Gradisca dIsonzo passando giovanissimo alla su indicazione personale del presidente Celso Cerretti all'allenatore István Tóth, La Stampa, 27 dicembre 1991; con la maglia degli alabardati esordì in Serie A il 28 settembre 1930 a sedici anni contro il Bologna Football Club 1909, segnando il suo primo gol in massima serie il 2 novembre 1930, nella vittoria interna contro l'Inter per 5-0 Rsssf.com. Rimase in forza alla Triestina per dieci stagioni consecutive, rivelandosi come una delle migliori ali del campionato. File:Juventus 1940-1941.jpg: Nel 1940, dopo un corteggiamento durato diversi anni, Stampa Sera, 4 luglio 1939, pag.4, passò alla Juventus Football Club per la somma di 450.000 lire nonostante il avesse offerto il doppio alla Triestina. L'inizio della sua militanza in bianconero fu condizionato dal servizio militare svolto in Istria, che ne ritardò la preparazione e l'inserimento in squadra, Stampa Sera, 15 ottobre 1940, pag.3, Stampa Sera, 18 ottobre 1940, pag.3, e anche le successive prestazioni furono inferiori alle attese, al punto da essere definito da un giornalista dell'epoca un limone spremuto Nazionaleitalianacalcio.it. Pur poco impiegato nella seconda stagione, contribuì alla conquista della Coppa Italia 1941-1942.Nel Serie A 1942-1943 fu ceduto al Vicenza Calcio, accentuando il declino del proprio rendimento. Rimane ai berici anche durante il Divisione Nazionale 1943-1944; al termine del conflitto, rimise la casacca rossoalabardata per un'ultima annata, nel campionato di Divisione Nazionale 1945-1946. Con la Triestina disputò in totale undici stagioni, per un totale di 275 partite con 47 reti, che lo collocano al secondo posto nella classifica assoluta delle presenze di squadra, dietro a Piero Pasinati Tuttotrieste.com. Nel 1946 scese per la prima volta in Serie B, ingaggiato dal Calcio Padova con cui disputò il suo ultimo biennio professionistico contribuendo alla promozione in Serie A nel 1948.Nelle stagioni successive ricoprì più volte il ruolo di allenatore-giocatore nelle serie inferiori: fu alla nella Società Sportiva Ternana 1949-1950, scendendo sporadicamente in campo per far fronte alla difficile situazione in cui versava il club rossoverde Databaserossoverde.it. Nel biennio successivo fu ancora allenatore-giocatore, nelle file del Società Polisportiva Tharros di Oristano e poi con l', con cui disputò la sua ultima stagione Olbiacalcio.net
Nazionale
Content:Esordì in Nazionale di calcio dellItalia sotto la gestione di Vittorio Pozzo il 27 ottobre 1935, contro la , Il Piccolo, 24 febbraio 2014. Divenne titolare nel ruolo di ala sinistra sostituendo Raimundo Orsi, tornato in Argentina Storiedicalcio.altervista.org, ed era considerato insostituibile da Pozzo, che lo convocò per il Coppa del Mondo FIFA 1938 nonostante precarie condizioni fisiche, chiedendogli anche di rinviare il proprio matrimonio.Lasciato a riposo nella partita inaugurale contro la , andò a segno contro e e si ripeté nella finalissima contro l' vinta per 4-2, realizzando una doppietta che portò il suo ruolino personale a 4 reti in 3 partite nella competizione. Dopo la partita offrì una cena a base di caviale e champagne tutti i compagni e membri dello staff tecnico. Sul finire degli anni Quaranta cedette progressivamente il posto da titolare ad Pietro Ferraris e Carlo Reguzzoni.In totale ha disputato 26 partite in Nazionale, realizzando 15 reti, ed. Panini, p.455. Conta anche una presenza e una rete nella Nazionale B di calcio dellItalia, il 15 maggio 1938, nel 4-0 inflitto al , Il Littoriale, 16 maggio 1938, pag.3.
Allenatore
Content:Appese le scarpe al chiodo, Colaussi tentò la carriera di allenatore, sempre prediligendo il lavoro con i giovani e l'attività di istruttore.Dopo le esperienze come allenatore-giocatore, rimase all'Olbia conducendolo alla promozione in IV Serie nel campionato Promozione Sardegna 1952-1953, nel quale fece esordire in prima squadra diversi giovani tra cui Gustavo Giagnoni.Nel 1959 passò sulla panchina dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Alcamo, militante nel campionato di Prima Categoria siciliana Calciodieccellenza.com. Ottenne la promozione in Serie D al termine del Prima Categoria Sicilia 1960-1961, tuttavia fu esonerato durante il Serie D 1961-1962, concluso con la retrocessione. Ciononostante, ricevette il Seminatore doro per i dilettanti nel 1962.Nel 1963 tornò brevemente a Trieste come allenatore, subentrando a Enrico Radio nel campionato Serie B 1962-1963 Unionetriestina.it e proseguì nelle serie inferiori con Società Sportiva Dilettantistica Città di Campobasso, Associazione Calcio Dilettantistica Città di Vittoria, Associazione Sportiva Canicattì Medagliedoro.org, di nuovo Alcamo e infine , in Serie C, subentrando a Domenico Biti senza poter evitare la retrocessioneAlmanacco illustrato del Calcio 1971, ed. Panini, p.267. Dopo questa esperienza si trasferì per alcuni mesi in Libia, insieme ad Amedeo Biavati, alla guida di una rappresentativa dilettantistica nel paese nordafricano su incarico della Federcalcio; fece rientro in Italia nel 1971, a causa delle difficili condizioni di vita degli italiani dopo la rivoluzione di Muammar Gheddafi.
Statistiche
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Cronologia presenze e reti in Nazionale
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Palmarès
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Giocatore
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Club
Content:@an0:Coppa Italia@an1:1:Juventus: Coppa Italia 1941-1942 @an0:Serie B@an1:1:Padova: Serie B 1947-1948
Nazionale
Content:@an0:Coppa Rimet@an1:1: :Coppa Internazionale 1933-1935
Allenatore
Content:@an0:Promozione@an1:1:Olbia: Promozione Sardegna 1952-1953 @an0:Prima Categoria@an1:1:Alcamo:
Note
Content:Prima Categoria Sicilia 1960-1961
Bibliografia
Content:nome:Giulianocognome:Sadartitolo:Una lunga giornata di boraanno:2003editore:Limina Edizionicittà:Triestecid:Sadarnome:Giorgiocognome:Armadoricoautori:Christian Armadorititolo:Tra storia e leggenda, almanacco illustrato della Ternana dalle origini al 2000anno:2002editore:<empty>città:<empty>ISBN:88-434-0859-3cid:Armadori
Collegamenti esterni
Content:@an0:330@an0:Colaussi Categoria:Calciatori della Nazionale italiana

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