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Giuseppe Zanardelli
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Abstract

Militante democratico, partecipò ai Moti del 1848 in Lombardia e alle Dieci giornate di Brescia del 1849. Dopo il fallimento della rivoluzione, andò esule in Toscana e in Svizzera, per poi tornare nel 1859 durante la Seconda Guerra dIndipendenza. Fu ininterrottamente eletto alla Camera dei deputati del Regno dItalia dal 1860 fino alla morte, militando tra le file della Sinistra storica; dopo che nel 1876 questa formazione politica prese il potere, Zanardelli ricoprì vari incarichi ministeriali in numerosi governi di Sinistra. Ostile al trasformismo (politica) di Agostino Depretis, formò insieme ad altri esponenti democratici (Francesco Crispi, Giovanni Nicotera, Alfredo Baccarini e Benedetto Cairoli) una corrente interna d'opposizione detta Pentarchia. Ministro della Giustizia nel ministero Crispi, fu autore del nuovo Codice penale, rimasto in vigore fino al 1931 e altamente avanzato per l'epoca, in quanto aboliva la pena di morte. Allontanatosi da Crispi per la sua politica africana, divenne presidente della Camera e poi ministro guardasigilli nel governo Di Rudinì, dimettendosi dopo la repressione dei moti di Milano nel 1898. La sua presidenza del Consiglio, durata dal 1901 al 1903, con Giovanni Giolitti agli Interni, segnò l'inizio e la preparazione della successiva età giolittiana.
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Biografia
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Gli esordi
Content:Giuseppe Zanardelli nacque a Brescia il 29 ottobre 1826, primo di quindici figli, da una famiglia borghese di modeste condizioni economiche. Suo nonno, Giuseppe, era un grassinaro, ossia un produttore e commerciante di latticini, originario di Collio (Italia), in Val Trompia, trasferitosi a Brescia per avviare una sua attività economica. Malgrado il fallimento della sua impresa, Giuseppe riuscì comunque a far studiare i suoi due figli, Giovanni e Antonio, fino alla laurea: il primo divenne ingegnere, il secondo avvocato.Il padre del futuro Presidente del Consiglio, Giovanni Zanardelli, si sposò con Margherita Caminada, di origine trentina, donna molto religiosa e fervente cattolica, alla quale il piccolo Giuseppe fu molto legato. I primi studi gli fece nel collegio (educazione) Sant'Anastasia di Verona, poi frequentò il Liceo classico Arnaldo di Brescia, dove si dimostrò uno studente brillante e vivace. Infine, Zanardelli si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza all'Università degli Studi di Pavia, come convittore del Collegio Ghislieri. Non terminò però gli studi, a causa dello scoppio dei moti rivoluzionari del 1848.Infatti Zanardelli, che fin da giovanissimo aveva mostrato sentimenti liberali e patriottici, decise di abbandonare l'ateneo e di arruolarsi come combattente nei Corpi Volontari Lombardi durante la Prima Guerra dIndipendenza, prendendo parte alla campagna del Trentino come soldato semplice nella colonna cremonese comandata da Gaetano Tibaldi, distinguendosi nella battaglia di Sclemo presso Stenico. Nel 1849 tornò a Brescia dopo la sconfitta sabauda di Novara, partecipando all'insurrezione delle dieci giornate di Brescia contro il governo austriaco. Memorabile fu la sua azione, condotta con pochi compagni nell'ultima giornata di combattimenti, contro un convoglio austriaco di rifornimenti scortato da 180 soldati, che furono costretti ad arretrare: fu l'ultima vittoria dei Bresciani sulle truppe del generale Haynau, prima che si abbattesse l'inevitabile spietata reazione.Dopo il fallimento dei moti rivoluzionari, Zanardelli riparò da esule in Toscana, dove terminò gli studi universitari all'Università di Pisa e vi rimase fino al 1851, quando poté rientrare in Lombardia in seguito alla concessione dell'amnistia imperiale per i condannati politici. Una volta rientrato, fu costretto a ripetere l'esame di laurea all'ateneo pavese per far convalidare la laurea in giurisprudenza ottenuta a Pisa. Poco tempo dopo, morto prematuramente il padre nel 1853, Giuseppe Zanardelli, in quanto figlio primogenito, dovette farsi carico del mantenimento della famiglia, dando lezioni private di diritto, lavorando come segretario di un teatro e collaborando ad alcune testate giornalistiche. Una di queste fu il periodico Il Crepuscolo (1850), il più noto giornale dell'epoca, per il quale dal 1857 Zanardelli scrisse dei saggi di economia politica.
Carriera politica
Content:Nel 1859, alla vigilia della Seconda Guerra dIndipendenza, Zanardelli fu costretto nuovamente ad espatriare per la sua attività cospirativa, rifugiandosi a Lugano, in Svizzera; vi rimase per breve tempo, per poi raggiungere Giuseppe Garibaldi, all'epoca comandante dei cacciatori delle Alpi a Como, da dove il Generale lo mandò nella natia Brescia per prepararvi l'insurrezione che spianasse la strada all'esercito franco-piemontese. Il 29 febbraio del 1860 fu affiliato alla Massoneria in Italia nella Loggia romana "Propaganda Massonica" del Grande Oriente dItalia.Giuseppe Seganti, Massoni Famosi - Atanòr, Roma, 2005 ISBN 88-7169-223-3.Dopo l'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna, Giuseppe Zanardelli decise di scendere in politica, candidandosi per la Camera dei deputati alle elezioni del 25 marzo 1860, risultando eletto per il collegio di Gardone Val Trompia; dopo la soppressione di tale collegio, sarebbe stato successivamente eletto deputato di Iseo. In Parlamento militò tra le file della Sinistra storica, ricoprendo anche vari incarichi amministrativi (come quello di sindaco di Nave), mentre nel 1866, dopo la conquista del Veneto in seguito alla Terza Guerra dIndipendenza, fu inviato a Venezia in qualità di commissario regio per gestire il periodo di transizione.Tuttavia, Zanardelli si dedicò attivamente alla politica solo a partire dal 18 marzo 1876 quando la Sinistra, di cui era esponente di spicco, andò al potere in seguito alla caduta del Governo Minghetti II, sfiduciato dalla Camera a causa di un progetto di legge sulla nazionalizzazione delle ferrovie. Vittorio Emanuele II allora affidò la presidenza del Consiglio al capo del raggruppamento liberal-democratico, Agostino Depretis, il quale nominò Zanardelli ministro dei Lavori Pubblici nel suo primo governo. Il politico bresciano mantenne il dicastero fino al 14 novembre 1877, quando, in disaccordo con Agostino Depretis, si dimise per alcune divergenze sulla gestione delle convenzioni ferroviarie. Poco tempo dopo, il 24 marzo 1878, morto Vittorio Emanuele II e succedutogli il figlio Umberto I di Savoia, Zanardelli divenne ministro dell'Interno nel governo presieduto da Benedetto Cairoli, in un periodo di grave instabilità interna susseguitasi alla morte del sovrano e alle divergenze tra gli esponenti più in vista della Sinistra. In qualità di titolare degli Interni, si occupò del progetto di riforma dell'estensione del diritto di voto, rimanendo in carica fino al 19 dicembre 1878.
Ministro della Giustizia
Content:Nominato ministro della Giustizia nel Governo Depretis IV il 29 maggio 1881, Zanardelli riuscì a portare a termine la stesura del nuovo Codice di Commercio e a far approvare la normativa sul lavoro femminile e minorile. Inoltre, riuscì a respingere la domanda di estradizione per i compagni dell'irredentista Guglielmo Oberdan, rifugiatisi in Italia dopo la condanna a morte del patriota italiano. Congedato da Depretis il 25 maggio 1883 per la sua ostilità alle politiche trasformiste del ministero, rimase dunque all'opposizione e diede vita alla cosiddetta "Pentarchia", un raggruppamento di opposizione interna alla Sinistra formato da lui, Francesco Crispi, Giovanni Nicotera, Alfredo Baccarini e Benedetto Cairoli.L'opposizione parlamentare della Pentarchia si rivelò molto compatta e agguerrita, tanto che Depretis, per formare il suo ennesimo ministero, dovette venire a patti con essa; pertanto, il 4 aprile 1887 Zanardelli entrò nuovamente nel Governo Depretis VIII, sempre come ministro della Giustizia, mentre Crispi divenne ministro dell'Interno. Dopo la morte di Depretis, avvenuta mentre era ancora in carica, a succedergli fu proprio Crispi, che lo riconfermò allo stesso dicastero anche nel Governo Crispi I, rimanendo in carica fino al 6 febbraio 1891. File:Giuseppe Zanardelli 2.jpg: Durante questo periodo Zanardelli avviò una riforma del sistema giudiziario e riuscì a far approvare il Codice penale italiano del 1889 dell'Italia unita, considerato tra i più liberali e progrediti tra quelli vigenti all'epoca: il codice Zanardelli venne presentato alla Camera nel novembre 1887, pubblicato il 22 novembre 1888, promulgato il 30 giugno 1889 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1890. Tra l'altro, per sua iniziativa personale, si giunse all'abolizione della pena di morte.Nella Relazione al Re Zanardelli si diceva convinto che «...le leggi devono essere scritte in modo che anche gli uomini di scarsa cultura possano intenderne il significato; e ciò deve dirsi specialmente di un codice penale, il quale concerne un grandissimo numero di cittadini anche nelle classi popolari, ai quali deve essere dato modo di sapere, senza bisogno d'interpreti, ciò che dal codice è vietato». Zanardelli riteneva che la legge penale non dovesse mai dimenticare i diritti dell'uomo e del cittadino e che non dovesse guardare il delinquente come un essere necessariamente irrecuperabile: non occorreva solo intimidire e reprimere, ma anche correggere ed educareV. Giampiero Buonomo, , Avanti! 30 giugno 1989..Sempre lo stesso anno, autorizzò la scarcerazione dell'anarchico Giovanni Passannante, autore di un attentato al re nel 1879, che versava in condizioni disumane e venne trasferito al manicomio di Montelupo Fiorentino.
Presidente del Consiglio
Content:Dopo le dimissioni da ministro, Zanardelli fu eletto il 24 novembre 1892 Presidente della Camera dei deputati, ricoprendo tale carica fino al 20 febbraio 1894. Nei primi giorni di dicembre del 1893, caduto il governo di Giovanni Giolitti in seguito allo Scandalo della Banca Romana, il Presidente della camera fu convocato da Umberto I con l'incarico di formare un nuovo ministero. Il diretto interessato tentò strenuamente, ma senza successo, di formare un nuovo gabinetto: l'ostacolo insormontabile si rivelò essere la nomina del generale Oreste Baratieri a ministro della Guerra, nomina sgradita a Vienna, legata al Regno dItalia dalla Triplice alleanza (1882), in quanto Baratieri era trentino ed irredentista. Nonostante fosse consigliato dal re a rinunciare a lui come ministro della Guerra, Zanardelli rifiutò sdegnosamente, in quanto la vide come una indebita interferenza austriaca negli affari interni italiani. Di conseguenza, rinunciò all'incarico di formare il nuovo gabinetto.Avverso all'ultimo ministero Crispi per via delle sue politiche repressive in Sicilia e in Lunigiana e per la sua politica coloniale in Africa, Zanardelli venne rieletto Presidente della Camera il 6 aprile 1897, occupando lo scranno di Montecitorio fino al 14 dicembre 1897, quando accettò nuovamente il portafoglio della Giustizia nel governo presieduto da Antonio Starrabba; fu però presto costretto a dimettersi a causa dei dissensi con il collega di governo Emilio Visconti Venosta sulle misure da prendere per impedire il ripetersi delle agitazioni popolari del maggio 1898.Dopo essere tornato alla presidenza della Camera il 17 novembre 1898, Zanardelli abbandonò nuovamente il suo posto il 25 maggio 1899 per poter prendere parte attiva alla campagna ostruzionistica del 1899-1900 contro il progetto di legge sulla pubblica sicurezza presentato dal Governo Pelloux I. Questa presa di posizione gli valse l'appoggio dell'Estrema Sinistra storica nella formazione, dopo la caduta del governo Giuseppe Saracco, di un Governo Zanardelli, che rimase in carica 991 giorni, dal 15 febbraio 1901 al 3 novembre 1903. Il capo della maggioranza in quel momento era Sidney Sonnino ma il re Vittorio Emanuele III di Savoia preferisce affidare l'incarico a Zanardelli che pure si trova in minoranza nel Parlamento, per almeno tre motivi: Zanardelli era l'espressione di quella Sinistra liberale che ha vinto la crisi di fine secolo, era l'unico politico non "sovversivo" che può contare sul consenso dei socialisti ed aveva l'esplicito appoggio di Giovanni Giolitti. File:VIlla Zanardelli.JPG: Le sue precarie condizioni di salute non gli consentirono tuttavia di portare a termine grandi opere tuttavia durante il suo governo avvenne la militarizzazione dei ferrovieri facendo assumere al Governo parte dell'onere finanziario delle Ferrovie, venne richiamata alle armi la classe 1878, venne istituito l'Acquedotto Pugliese, vennero approvati particolari provvedimenti per la città di Napoli inerenti al risanamento del bilancio comunale ed all'avvio di un programma di industrializzazione, venne proposta una legge sul divorzio che sebbene già approvata dalla Camera dovette essere ritirata per la forte opposizione popolare. Inoltre, Zanardelli, nel settembre 1902, compì un viaggio nel Sud Italia, attraverso la Basilicata (una delle regioni allora più povere d'Italia) tenendo anche un discorso a Potenza (Italia) divenendo così il primo capo del governo dell'Italia unita a recarsi nel Meridione.Negli ultimi anni di carriera Zanardelli focalizzò l'attenzione proprio sulla questione del Mezzogiorno ed il suo resoconto di viaggioInchiesta Zanardelli sulla Basilicata. Società editrice il Mulino, 2011. 37 p. . sarà fondamentale per l'approvazione della legge speciale per la Basilicata (il 23 febbraio 1904), uno dei primi esempi di intervento straordinario dello Stato nel Mezzogiorno.Si congedò definitivamente dalla scena politica, a causa di una malattia terminale, dando le dimissioni da Primo ministro il 3 novembre 1903. Morì poco più di un mese dopo, il 26 dicembre 1903, a Toscolano Maderno, a 77 anni, venendo sepolto nel Cimitero di Brescia.
Bibliografia
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Scritti di Giuseppe Zanardelli
Content:@an0:riproduzione del frontespizio@an0:Google Books@an0:Google Books
Manoscritti
Content:@an0:Carteggio Zanardelli
Studi e contributi critici
Content:@an0:sito ufficiale del Consiglio Regionale della Basilicata@an0:mostra (Roma, Vittoriano, 30 maggio-7 settembre 2003)autore:Roberto Chiarinititolo:Zanardelli grande bresciano, grande italianoanno:2004editore:La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editoricittà:RoccafrancaISBN:88-8486-082-2], Brescia, Grafo, 2004.
In rete
Content:@an0:preleva il file PDF@an0:preleva il file PDF@an0:Paese Online@an0:giuseppe-zanardelli@an1:Giuseppe Zanardelli@an0:Encyclopaedia Britannica Online
Dediche
Content:@an0:Torna a Surriento]. Il 15 settembre 1902 Zanardelli, Presidente del Consiglio dei Ministri in carica, soggiornò a Sorrento. Il commendatore e barone Guglielmo Tramontano, sindaco della cittadina, nonché proprietario dell'hotel presso cui Zanardelli era alloggiato, richiese ai fratelli Giambattista De Curtis e Ernesto De Curtis di comporre una canzone per celebrare l'illustre ospite, con la speranza di ottenere in cambio alcuni interventi a favore di Sorrento, tra cui l'apertura di un ufficio postale. Ernesto De Curtis recuperò una vecchia melodia che aveva composto qualche anno prima e il fratello scrisse di getto un testo adatto all'occasione, modificando un proprio testo già esistenteil testo della canzone risale al 1894, copyright edizioni Bideri; difatti è più accreditata l'ipotesi che il testo, già esistente, sia stato dai De Curtis rivisto e modificato in occasione della visita di Zanardelli: così nacque Torna a Surriento. Con alcune modifiche alle parole, la canzone venne presentata al Festival di Piedigrotta nel 1905: da lì iniziò il grande successo di questo brano, diventato una delle canzoni napoletane più famose nel mondo. @an0:Sarà intitolato a Zanardelli il Palagiustizia di Brescia
Onorificenze
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Note
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Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:@an0:sito ufficiale della Camera dei Deputati] (); l'epigrafe è trascritta nel sito . @an0:Centro Formativo Provinciale “Giuseppe Zanardelli” (Brescia) Categoria:Cavalieri dellOrdine supremo della Santissima Annunziata Categoria:Presidenti del Consiglio dei Ministri del Regno dItalia Categoria:Massoni Categoria:Storia del diritto Categoria:Oppositori della pena di morte Categoria:Ministri della Giustizia del Regno dItalia Categoria:Ministri dellInterno del Regno dItalia Categoria:Ministri dei Lavori Pubblici del Regno dItalia Categoria:Ministri dellAgricoltura, Industria e Commercio del Regno dItalia Categoria:Cavalieri dellOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro Categoria:Presidenti della Camera dei deputati Categoria:Cavalieri di Gran Croce dellOrdine reale vittoriano Categoria:Governo Depretis I Categoria:Governo Cairoli I Categoria:Governo Depretis IV Categoria:Governo Depretis VIII Categoria:Governo Crispi I Categoria:Governo Crispi II Categoria:Governo di Rudinì IV Categoria:Governo Zanardelli Categoria:Studenti dellUniversità degli Studi di Pavia

References

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