entity
id:1188545
revid:97991573
size:4017
Julian Schwinger
OKNo issues detected

Abstract

Fisica teorica tra i più importanti del XX secolo, ricompensato col premio Nobel per la fisica, il suo contributo è stato fondamentale per lo sviluppo della teoria quantistica dei campi, con particolare applicazione all'elettrodinamica quantistica. Schwinger ha formulato la teoria delle perturbazioni relativisticamente invariante, e ha effettuato la rinormalizzazione al primo ordine della QED. Il suo metodo di calcolo basato sul principio variazionale, ha permesso di derivare le equazioni del moto per i campi quantistici. È stato il primo a ipotizzare un modello di Teoria elettrodebole, e a proporre un esempio di confinamento per un cronotopo a 1+1 dimensioni. Gli si deve anche la teoria delle generazioni di neutrino, i "termini di Schwinger", e la teoria dei campi con spin 3/2.
sections_text:
<empty>
Content:
Biografia
Content:Il giovane Schwinger rivela presto interesse e attitudine nello studio della fisica, e a soli sedici anni, pubblica il suo primo lavoro. Frequenta l'Università al City College di New York. Poi si trasferisce alla Columbia University, dove nel 1936 consegue il “Bachelor of Arts”, e nel 1939 il dottorato, con la supervisore di Isidor Isaac Rabi discutendo una tesi sulla diffusione dei neutroni. Lavora alla University of California, Berkeley sotto la direzione di J. Robert Oppenheimer, quindi trova un incarico alla Purdue University. Più tardi collabora con il fisico Eugene Wigner al Metallurgical Laboratory dell'Università di Chicago, per il progetto Manhattan. Ma Schwinger non volle implicarsi nel progetto sulla bomba atomica, così lasciò Chicago e si diresse a Boston presso il Fisico Uhlenbeck del Radiation Laboratory del Massachusetts Institute of Technology. Ivi produce un supporto teorico per lo sviluppo del radar. Dopo la guerra lascia l'Università di Purdue per la Harvard University, dove insegnerà dal 1945 al 1974.
Contributi scientifici
Content:Avendo sviluppato un'affinità tra le funzioni di Green per i suoi lavori sui radar, Schwinger la estese alla teoria quantistica dei campi locale, riformulandola in termini relativisticamente invarianti. Ciò gli permise di calcolare in modo inequivocabile le prime correzioni perturbative al momento magnetico dell'elettrone. I primi lavori non-covarianti nell'elettrodinamica quantistica, infatti, avevano condotto a termini infiniti, ma, un'ulteriore simmetria nel suo metodo del "tempo proprio", gli permise di isolare i termini finiti corretti. Con questa tecnica di regolarizzazione Schwinger sviluppò la rinormalizzazione, che permette di formulare in modo disambiguo l'elettrodinamica quantistica al primo ordine perturbativo.Per i suoi studi sull'elettrodinamica quantistica ottenne nel 1965 il Premio Nobel per la fisica con Richard Feynman e Sin-Itiro Tomonaga.
Voci correlate
Content:
Altri progetti
Content:
Collegamenti esterni
Content:@an0:Biografia di Julian Schwinger

Categories

wikitext-dom:<empty>