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Lira italiana
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Abstract

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Content:La lira (simbolo di valuta: L., comunemente anche ₤ o LIT) è stata la valuta italiana dal conseguimento dell'Risorgimento nel 1861 fino all'introduzione dell'euro, cessando definitivamente di avere corso legale il 28 febbraio 2002.La parola italiana lira deriva sia da quella Lingua greca antica litra (λίτρα) che da quella Latino volgare Libbra; i due nomi esprimono entrambi un'unità di misura di massa.
Storia
Content:
La lira in Italia
Content:Nel Medioevo con la Monetazione carolingia Carlo Magno pose a riferimento del nuovo sistema monetale la lira, o Libbra carolingia, corrispondente a d'argento ed equivalente a 240 Denaro (moneta) o 20 Soldo. Nel Sacro Romano Impero, di cui faceva parte anche l'Italia, non furono coniate monete dal valore di una lira fino al 1472 quando a Venezia, sotto il dogato di Nicolò Tron, venne coniato per la prima volta un pezzo da 20 soldi chiamato Lira Tron.Le lire cominciarono quindi a diffondersi in tutta Italia e già nel 1474 a Milano il duca Galeazzo Maria Sforza fece coniare una moneta d'argento da una lira. Altre monete dal valore di una lira vennero coniate anche nel 1498 nella Repubblica di Genova, nel 1539 nel Ducato di Firenze, nel 1561 nel Ducato di Savoia, tra il 1575 e il 1621 nel Ducato di Mantova, nel 1611 nel Ducato di Modena e Reggio e nel 1655 a Storia di Bologna#Lannessione allo Stato pontificio.
La lira napoleonica
Content:Nel 1805 con l'instaurazione del Regno dItalia (1805-1814) da parte di Napoleone Bonaparte anche in Italia venne adottato il sistema monetale decimale bimetallico già usato in Primo Impero francese. il sistema si basava su due monete coniate per la prima volta in italia, in quella che era la Repubblica Subalpina, qui infatti per un decreto del 13 marzo 1801 nella zecca di Torino vennero coniate alcune monete da Marengo (moneta) e da 5 lire. Quella da 20 franchi, coniata per commemorare la battaglia di Marengo, era composta da oro 900‰, pesava e aveva un diametro di ; quella da 5 franchi invece era in argento 900‰, pesava e aveva un diametro di pp. 197-198. Seguendo questo sistema nel Regno d'Italia Napoleone decise la coniazione di alcune lire che cominciò nel 1807 nelle zecche di Milano, Bologna e Venezia dove vennero coniate monete da 40, 5 e 2 lire e da 1, 3 e 5 centesimi di rame. L'anno successivo vennero coniate anche monete da 20 lire d'oro e da 1 lira, 10, 25, 50 e 75 centesimi d'argento. La lira napoleonica era quindi la versione locale del franco francese, cui corrispondeva perfettamente per forma, peso e valore, come il franco la lira era in argento 900‰, pesava e aveva un diametro di pp. 211-228.In modo analogo anche nel Regno di Napoli, che di fatto comprendeva solo il Regno di Napoli, governato da Gioacchino Murat fu introdotta la monetazione decimale. La Franco delle Due Sicilie venne coniata tra il 1812 e 1813 ed era divisa in monete da: 3, 5 e 10 centesimi e ½, 1, 2, 5, 20, 40 lire pp. 560-564. Dopo la fine del Regno d'Italia nel 1814, la lira rimase presente solo nel Ducato di Parma e nel Regno di Sardegna. La lira di Parma venne introdotta dalla duchessa Maria Luisa dAsburgo-Lorena, seconda moglie di Napoleone, che emise tagli delle monete da 1, 3, 5, 25, 50 centesimi e 1, 2, 5, 20 e 40 lire pp. 324-329, mentre della lira sabauda introdotta da Vittorio Emanuele I di Savoia vennero coniate anche monete d'oro da 10, 50, 80 e 100 lire pp. 52-79.
Le lire risorgimentali
Content:Sulla scia della primavera dei popoli il 18 marzo 1848 ebbero luogo nel Regno Lombardo-Veneto le cinque giornate di Milano che si conclusero il 22 marzo 1848 con la costituzione del Governo provvisorio di Milano, poi trasformato nel Governo provvisorio di Lombardia. Il nuovo governo lombardo il 27 maggio 1848 emise un decreto con il quale autorizzava la coniazione di una serie di monete dal valore di 5, 20 e 40 lire italiane che per composizione, peso e diametro erano uguali alle Lira sabauda . Le 5 lire italiane vennero coniate nella zecca di Milano con una tiratura di pezzi ed erano composte da argento 900‰, mentre le 20 e le 40 lire, coniate rispettivamente in e esemplari, erano in in oro 900‰. Oltre a queste monete furono anche sviluppati dei progetti riguardanti le monete da 1 e 2 lire delle quali furono coniati pochi esemplari in stagno, zinco, rame e mistura d'argento. Il 6 agosto dello stesso anno, una volta caduto il governo provvisorio, le autorità austriache dichiararono queste monete fuori legge e molte di esse, in particolar modo le 5 lire vennero intagliate in modo da crearne delle piccole scatole.Come la Lombardia anche il Veneto insorse contro l'Impero austriaco e il 22 marzo 1848 venne costituita la Repubblica di San Marco e come in Lombardia anche qui si decise di coniare delle lire basate sulla lira sabauda, ma a differenza di quelle lombarde queste riportavano semplicemente la dicitura lira (lira corrente sui centesimi) invece di lira italiana. La prima moneta di cui fu decisa la coniazione fu il Marengo (moneta) da 20 lire, il cui decreto venne emesso il 14 gennaio 1848, anche se probabilmente la moneta venne coniata dalla zecca di Venezia solo nel 1849 in pezzi. Il 28 giugno e il 27 novembre 1848 venne emesso il decreto per la coniazione di due diverse tipologia di monete da 5 lire in argento 900‰, che come il marengo rispecchiavano il formato delle lire sabaude. Dopo queste monete vennero coniati dei centesimi con standard differenti da quelli del Regno di Sardegna e quindi il 10 dicembre 1848 fu volta dei 15 centesimi in mistura d'argento, coniati in ben pezzi e infine il 15 gennaio 1849 venne ordinata la produzione di circa cinque milioni di monete da 1, 3 e 5 centesimi di rame. Il governo cadde il 24 agosto 1849 e da quella data le autorità austriache dichiararono illegali le monete del governo provvisorio.Durante il risorgimento le ultime monete coniate sulla base di quelle che saranno poi le lire del Regno d'Italia sono state quelle prodotte dal Governo Provvisorio della Toscana e dalle Regie Province dell'Emilia che costituivano quella che era la Legazione delle Romagne#I fatti del 1859-60. Il 17 gennaio 1860 il governo emiliano decise di coniare nella zecca di Bologna le monete da 50 centesimi, 1, 2, 5, 10 e 20 lire, la cui coniazione cominciò di fatto solo nel 1860, vennero poi usati i coni sabaudi del 1826 per produrre monete di rame da 1, 3 e 5 centesimi, richieste dalla popolazione che non voleva più usare lo scudo pontificio. Queste monete però riportavano solo la scritta lira a differenza di quelle coniate nella zecca di Firenze, che come le lombarde del 1848, riportavano per esteso la dicitura lira italiana. È quindi fiorentina la prima moneta dal valore di 1 lira italiana ed oltre a questa moneta il Governo Provvisorio della Toscana con due decreti datati 29 settembre 1859 e 1 novembre 1860, decise la coniazione delle monete da 2 lire italiane e da 50 centesimi e con l'ordinanza del 2 dicembre 1859 coniò le monete di rame da 5, 2 e 1 centesimo; tutte queste monete riportano la dicitura Vittorio Emanuele II re eletto.
La lira italiana dal Regno alla Repubblica
Content:File:Italia, 1 lira di vittorio emanuele III, 1909.JPG: File:Italian20centesimi1912.jpg: File:Biglietto di Stato 5lire 15.jpg: Nel 1861, con la riunificazione dell'Italia sotto Casa Savoia, la lira tornò ad essere la valuta italiana. Il 24 agosto 1862 venne emanato il decreto che stabilì la messa fuori corso di tutte le altre monete circolanti nei vari stati preunitari entro la fine dell'anno: 1 lira da 5 g di argento al titolo 900/1000 corrispondeva a 0,29025 g d'oro fino, oppure a 4,5 g d'argento fino (scesi a 4,459 nel 1863), cioè allo stesso valore della vecchia lira napoleonica e del contemporaneo franco francese. Con quest'ultimo c'era una totale intercambiabilità, che permise la creazione dell'Unione monetaria latina e la libera circolazione del franco francese, del franco svizzero e del franco belga sul territorio nazionale italiano. Nel 1866, a causa della crescita della spesa pubblica, in parte dovuta ai costi della terza guerra di indipendenza, fu stabilito il corso forzoso, che durò fino al 1881 (con effetto dal 1883). Già dalla fine del 1887 si dovette però sospendere di fatto la convertibilità dei biglietti, pur senza dichiararlo apertamente. Nel 1893 venne messa in liquidazione la Banca Romana e creata la Banca dItalia, con una copertura aurea di almeno il 40% delle lire in circolazione.Re Vittorio Emanuele III di Savoia, che Linea di successione al trono dItalia al padre Umberto I dItalia nel 1900, fu studioso di numismatica e grande collezionista di monete; pubblicò il Corpus Nummorum Italicorum (1909-1943), opera in 20 volumi in cui sono descritte e classificate le monete italiane. Durante il suo regno venne coniata una monetazione circolante ricca e variegata. All'Abdicazione di Vittorio Emanuele III, donò la sua collezione di monete allo Stato italiano: questa raccolta è parzialmente esposta all'interno del Museo nazionale romano di Palazzo Massimo a Roma.L'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale (1915), che portò alla penuria di metallo, fece ripristinare il corso forzoso, già abolito nel 1909. Il corso forzoso durò fino al 1927, quando 1 lira corrispondeva a 0,07919 g di oro fino. L'obbligo della copertura in oro venne abolito nel 1935 e nel 1936 la valutazione venne portata a 0,04677g.La convertibilità venne ripristinata nel 1960 grazie all'ammissione al Fondo Monetario Internazionale, con una lira corrispondente a 0,00142 grammi d'oro o a 625 lire per dollaro.
La lira italiana nello SME e la sua sostituzione con l'euro
Content:Nel marzo 1979 entrò in vigore il Sistema monetario europeo (SME) e nacque l'Unità di conto europea, a cui parteciparono le monete di Germania, Francia, Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo. La fluttuazione delle monete venne limitata al 2,25% a eccezione della lira che beneficiò della banda allargata al 6%. La lira rimase nello SME fino al 1992, quando due formidabili attacchi speculativi da parte del finanziere George Soros, costrinsero la sterlina britannica e la lira ad uscire dallo SME. La lira rientrerà nello SME il 25 novembre 1996, col cambio di 990 Lire per un marco tedesco.Il 1º gennaio 1999 entrò in vigore l'euro, il cui tasso di cambio irrevocabile con la lira fu fissato il giorno precedente. Da quel momento la lira rimase in vigore solo come espressione non decimale dell'euro, anche se monete e banconote continuavano ad essere denominate in lire. Da quella data, invece, per tutte le forme di pagamento "non-fisiche" (trasferimenti elettronici, titoli, ecc.), si adottò solo l'euro. Il 1999 fu anche l'ultimo anno in cui la Zecca (moneta) coniò ed emise le monete per la comune circolazione in lire. Il tasso di conversione irrevocabile fu di 1.936,27 lire italiane per 1 euro.In realtà, l'art. 109 del trattato di Maastricht prescriveva come già due anni prima dell'ingresso nella Unione Monetaria, fissato per il 1º gennaio 1999, i paesi candidati non avrebbero più potuto svalutare la propria moneta rispetto all'ECU. Nel '92 la svalutazione della lira (allora con un ECU si compravano 1587 lire, oppure 2,02 marchi tedeschi), nel '97 per acquistare un ECU ne occorrevano 1929,66, molto vicino al futuro cambio fisso di 1936,27.Il 1º gennaio 2002, con l'entrata in circolazione delle monete e banconote in euro, si aprì una fase di doppia circolazione: le monete e banconote in lire vennero ritirate definitivamente il 1º marzo 2002. Nel 2002 terminò l'emissione delle serie divisionali in lire di monete proof e Conservazione (numismatica). Inoltre vennero emesse altre serie speciali per ricordare gli anni d'oro della valuta appena abbandonata.Inizialmente era stato fissato in 10 anni il termine per la prescrizione; di conseguenza le monete e banconote ancora in corso legale all'introduzione dell'euro potevano essere ancora cambiate presso le filiali della Banca dItalia fino al 29 febbraio 2012. Tuttavia, la manovra del governo Monti decretò la prescrizione immediata delle monete e banconote al 7 dicembre 2011 (Art. 26 del D.L. 201/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 284 del 6 dicembre 2011). Tale norma è stata poi dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 216 del 7 ottobre 2015 della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, riaprendo di fatto i termini per il cambio.
Valute agganciate alla lira italiana
Content:File:100_AM_Lire_1943.jpg:
Colonie italiane
Content:File:5 Tripolitanian lira note.jpg: File:100 Lire San Marino - 1980 - XXII Olimpiade 03.jpg: ; Tallero dEritrea : Coniato per l'Colonia eritrea a partire dal 10 agosto 1890 il tallero conteneva la medesima quantità di argento delle 5 lire italiane, ma aveva dimensioni maggiori dato che era di argento 800‰. Il cambio quindi era di 1 tallero = 5 lire e suoi sottomultipli valevano: 5, 10, 50 centesimi e 1 e 2 lire. Nella colonia ebbero corso la lira italiana, le monete dell'Unione monetaria latina, il tallero di Maria Teresa, il tallero dItalia e le monete coloniali inglesi, quando nel 1921 la valuta ufficiale divenne la lira dellAfrica Orientale Italiana. ; Lira dellAfrica Orientale Italiana ; Rupia somala : 1 rupia = 8 lire ; Lira somala : Emessa per la Somalia Italiana tra il 1925 e il 1926 dopo l'abrogazione della rupia somala la valuta era divisa in monete da 5 e 10 lire scambiate alla pari con la lira italiana in quanto le monete contenevano la stessa quantità di argento. Contemporaneamente a questa valuta nella Somalia Italiana venivano utilizzate le monete e le banconote della lira italiana.
Occupazioni italiane
Content:; Lek albanese : Ebbe corso tra il 1939 e 1943 durante l'Occupazione italiana dellAlbania (1939-1943), era diviso in monete da 0,05, 0,10, 0,20, 0,50, 1, 2, 5 e 10 lek, l cambio era fissato a 1 lek = 1,25 lire. ; Lira di Lubiana : Nel 1943, in seguito alla capitolazione italiana, la Venezia Giulia cadde sotto l'occupazione Terzo Reich e il collegamento giuridico fra l'Italia e la Provincia di Lubiana divenne oltremodo teorico. Nel 1944 le autorità militari tedesche vollero aumentare la liquidità della provincia, e stamparono la lira di Lubiana, rimasta in corso fino all'arrivo dei partigiani jugoslavi nel maggio 1945.
Occupazioni straniere
Content:; Lira triestina : Nel 1945 nei territori della Venezia Giulia occupati dall'esercito jugoslavo venne introdotta una valuta definita "Jugolira" a pari valore con la lira italiana. Nel 1947, col Trattati di Parigi (1947), tali territori passarono sotto la Jugoslavia o nella Zona B del Territorio Libero di Trieste. Il dinaro jugoslavo rimpiazzò immediatamente la lira nei territori annessi, mentre nella zona B il passaggio fu effettuato nel 1949. La zona A del Territorio Libero di Trieste continuò invece ad utilizzare la lira italiana in tutti i suoi coni, comprese le AM-lire.; Am-lira : Tra il 1943 e il 1944 nei territori sotto il governo militare alleato fu coniata la valuta Am-lira. L'emissione delle banconote in AM lire si interruppe per le proteste del governo italiano, in quanto l'eccessiva emissione provocò una forte inflazione.; Lira tripolitana : Durante l'occupazione Regno Unito della Libia italiana, le autorità britanniche emanarono una valuta denominata lira tripolitana. Circolò dal 1942 insieme alle svalutate banconote italiane con un cambio alla pari, finché nel 1951 il Regno Unito concesse l'indipendenza al Regno di Libia, che coniò la propria sterlina libica.
Enclavi
Content:Nei due secoli di vita sono esistite alcune valute aventi pari valore della lira e libera circolazione reciproca, per lo più sulla base di accordi bilaterali nelle enclavi italiane di San Marino e della Città del Vaticano, la valute sono rispettivamente:
Monete della Repubblica Italiana
Content:Tableheader:+colspan:"3"Anno diDirittoRovescioPesoDiametroComposizioneBordoDirittoRovescioprima coniazioneultima coniazioneritirorowspan:"2""REPVBBLICA ITALIANA ", testaItalia turritaCartina dell'Europa Germania divisa, valore, anno199719972002bgcolor:"#000000"File:Rovescio_1000_lire_1997.jpg: Cartina dell'Europa, valore, anno199719982002 Le date si riferiscono alle ordinarie emissioni per la circolazione; si badi tuttavia che a partire dalla fine degli Anni 1960 la zecca italiana, onde sfruttare il mercato numismatico, cominciò a produrre fino al 2001 confezioni contenenti anche i pezzi non più circolanti. Sono escluse anche le date delle monete di prova.
Tipi sulle monete commemorative
Content:@an0:Accademia navale di Livorno@an0:Aeronautica Militare@an0:500 lire@an0:500 lire@an0:500 lire@an0:Polizia Stradale@an0:20˚ IFAD@an0:1000 lire@an0:capitale Anche il gettone telefonico è stato a lungo utilizzato come moneta, pur non avendo alcun valore ufficiale di conio statale; il valore, che nel 1959 era di 45 lire, divenne di 50 lire negli Anni 1970, di 100 lire dal 1980 e, infine, di 200 lire a partire dal 1984 e fino al ritiro definitivo nel 2001.
Banconote della Repubblica Italiana
Content:
Tassi di cambio
Content:Tableheader:@an0:rowspan:"3"100.000 lire175 × 86 mmOcraAlessandro ManzoniVeduta diLeccoMuse (divinità)3 luglio 196715 gennaio 19791º dicembre 1982colspan:"3"Data diFronteRetroFiligranaprima stampaultima stamparitirobgcolor:"#000000"File:Lire 500000 (Raffaello Sanzio).JPG: 500.000 lire163 × 78 ;mmAzzurroRaffaello Sanzioe il ''trionfo di Galatea''''Scuola di Atene'' di RaffaelloRaffaello13 maggio 199725 luglio 200128 febbraio 2002align:"center" bgcolor="#000000"File:Lire 500 (Aretusa).JPG: 110 × 55 mmVerde/gialloAretusacon i delfini e l'aquila con i serpentiScritta "500 LIRE"Cornucopie20 giugno 196623 aprile 197530 giugno 1980 Nel 1861 subito dopo la Proclamazione del Regno dItalia per cominciare la coniazione della lira italiana si decise di cambiare le monete degli stati preunitari in base al loro contenuto d'argento. Le varie monete furono quindi cambiate con i seguenti tassi di conversione. Tableheader:5 L.@an0:@an1:Ducato di Parma e Piacenza@an2:Lira di Parma@an3:Tallero di Modena@an4:Tallero di Modena@an5:Regno Lombardo-Veneto@an6:Lira austriaca@an7:Regno di Sardegna (1720-1861)@an8:Lira sabauda@an9:Granducato di Toscana@an10:Fiorino toscano@an11:Regno delle Due Sicilie@an12:Ducato delle Due Sicilie@an13:Stato Pontificio@an14:Scudo pontificio Nel 1865 l'Italia fondò l'Unione monetaria latina insieme a Francia, Belgio e Svizzera, che basava il valore delle monete rispetto alla quantità di argento e oro contenuta. Nel 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale l'unione si dissolse e nel 1918 alla fine della guerra le Triplice intesa, tra le quali l'Italia, uscirono economicamente rafforzate rispetto agli Imperi centrali. Negli anni venti con l'avvento del fascismo e la promulgazione delle leggi fascistissime del 1926 la lira cominciò a svalutarsi, ma nel 1927 dopo l'introduzione della quota 90 la lira si rivalutò fino ad equivalere a novanta sterline britanniche. Con la Grande depressione la lira mantenne il suo valore piuttosto stabile rispetto a quello delle altre valute, ma perse nuovamente valore nel 1935 con lo scoppio della Guerra dEtiopia per poi tornare nuovamente stabile fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Nel corso della guerra iniziata la lira italiana perse continuamente di valore tanto che nel 1945, una volta finita e persa la guerra, la lira, rispetto al 1939, valeva circa cinque volte meno del dollaro e della sterlina. La svalutazione continuò anche nel 1946 alla fondazione Repubblica Italiana e proseguì anche nel 1947 dopo l'adesione dell'Italia al piano Marshall. Negli anni cinquanta il Miracolo economico italiano portò ad una rivalutazione della lira e nel 1958 l'Italia aderì alla Comunità europea del carbone e dellacciaio e questo comportò una stabilizzazione del valore della lira italiana fino al 1973 quando iniziò la prima crisi energetica. Nel 1979 l'Italia entrò nel Sistema monetario europeo e nello stesso anno esplose la seconda Crisi energetica (1979) che portò ad una più netta svalutazione della lira. Nel 1992 a causa degli attacchi speculativi l'Italia fu costretta ad uscire dallo SME, per poi rientrare nel 1996 ed uscire solo due anni dopo nel 1998. A causa di queste vicende la lira si svalutò molto rispetto alle altre valute e questa situazione continuò fino all'entrata in vigore dell'euro nel 2002.
Note
Content:Tableheader:1936,27@an0:@an1:Dollaro statunitense@an2:Sterlina britannica@an3:Franco francese@an4:Franco svizzero@an5:Marco tedesco@an6:Euro@an7:Unità di conto europea
Bibliografia
Content:autore:Carlo Maria Cipollatitolo:Storia economica dell'Europa pre-industrialedata:12 febbraio 2009editore:Il Mulinocid:Cipolla, 2009ISBN:978-88-15-13125-6cognome:Gigantenome:Fabiotitolo:Catalogo Gigante@an0:Monete italiane dal '700 all'avvento dell'euroeditore:Gigantecittà:Vareseanno:2017edizione:25ª ed.id:ISBN 978-88-89805-18-3cid:Gigante, 2017cognome:Michaelnome:Thomastitolo:Standard Catalog of World coins 1801-1900editore:Krause Publicationscittà:Iola (Wisconsin)lingua:ingleseanno:2015edizione:8ª ed.id:ISBN 978-1-4402-4524-4cid:Krause, 2015
Voci correlate
Content:
Altri progetti
Content:
Collegamenti esterni
Content:@an0:http://numismatica-italiana.lamoneta.it@an1:Numismatica Italiana@an0:http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni/val_moneta_2010.html@an1:Il valore della Lira negli anni (ISTAT)@an0:http://www.ilfisconline.it/Locazione/Lira_rivalutata%20dal%201861.htm@an1:Tabella di rivalutazione della lira dal 1861 al 2002url: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/01/costo-vita.shtml?uuid=6d16b318-e62c-11dd-a3d8-7a6ccd8115a1DocRulesView=Libero#titolo:Tabella di rivalutazione della lira dal 1861 al 2009@an0:http://www.oppo.it/tabelle/svalutazionelira.htm@an1:Tabella rivalutazione lira mensile dal 1947 al 2014@an0:http://www.storiadellalira.it/@an1:Storiadellalira.it@an0:http://www.lalanternadelpopolo.it/Lira%20Banconote.htm@an1:Banconote italiane@an0:http://www.contradaradicozzo.com/images/1861-2001%20Cronologia%20delle%20monete%20italiane.pdf@an1:Cronologia delle monete di lira italiana@an0:http://www.banconoteit.altervista.org/@an1:Cartamoneta italiana@an0:http://www.cilibertoribera.it/indexLIRA%20Storia%20e%20curiosit%C3%A0.htm@an1:Lira: storia e curiosità@an0:http://aes.iupui.edu/rwise/countries/italy.html@an1:Banknotes of Italy@an0:http://www.moneteitaliane.com/@an1:moneteitaliane.com Categoria:Economia dItalia Categoria:Lira Categoria:Lira italiana Categoria:Monete italiane

References

Regno dItaliaterritorio svizzerolira sammarineselira vaticanaCentesimo125102050100200500100050010002000500010.000 lire50.000 lire100.000 lire500.000 lire1998Banca Nazionale nel Regno dItaliaBanca RomanaBanca Toscana di CreditoBanca Nazionale ToscanaBanco di NapoliBanco di SiciliaBanca dItaliaMinistero delleconomia e delle finanze20022002simbolovalutaitaliaunità nazionaleeurogrecalitralatinalibraNicolò TronLeone di San Marcoriforma monetaria carolingiaCarlo MagnolibbradenarisoldiSacro Romano Impero1472VeneziaNicolò TronLira Tron1474MilanoGaleazzo Maria Sforza1498Repubblica di Genova1539Ducato di Firenze1561Ducato di Savoia15751621Ducato di Mantova1611Ducato di Modena1655Bologna1805Regno dItaliaNapoleone BonaparteFranciaRepubblica Subalpina20 franchi5 franchibattaglia di Marengofranco franceseRegno delle Due SicilieGioacchino Muratlira delle Due Sicilie18121813Ducato di ParmaRegno di Sardegnalira di ParmaMaria Luisa dAsburgo-Lorenalira sabaudaVittorio Emanuele I di Savoiaprimavera dei 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dEritreaEritrea ItalianaUnione monetaria latinatallero di Maria Teresatallero dItalialira dellAfrica Orientale ItalianaLira dellAfrica Orientale ItalianaRupia somalaLira somalaSomalia ItalianaLek albaneseoccupazione italiana dellAlbaniaLira di LubianaVenezia GiuliatedescaProvincia di Lubianalira di LubianaLira triestinaVenezia GiuliaTrattato di ParigiTerritorio Libero di Triestedinaro jugoslavoTerritorio Libero di TriesteAm-liraAm-liraLira tripolitanaingleseLibia italianalira tripolitanaRegno di Libiasterlina libicaSan MarinoCittà del VaticanoLira sammarineseSan MarinoUnità dItaliaLira vaticanaCittà del Vaticano70x70px: 70x70px: 1 L.ItalmaCerere70x70px: 70x70px: 70x70px: 70x70px: 2 L.70x70px: 70x70px: 70x70px: 70x70px: 5 L.Libertà70x70px: 70x70px: 70x70px: 70x70px: 10 L.pegaso70x70px: 70x70px: 70x70px: 70x70px: 20 L.Bronzital70x70px: 70x70px: 50 L.AcmonitalVulcano70x70px: 70x70px: 70x70px: 70x70px: CupronichelItalia turrita70x70px: 70x70px: 100 L.AcmonitalMinerva70x70px: 70x70px: 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