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Piero Treves
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Abstract

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Content:
Biografia
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La famiglia e gli inizi
Content:Figlio del leader Partito Socialista Unitario Claudio Treves, compì gli studi liceali a Milano.Nel 1926 il padre era espatriato clandestinamente in Francia, e da allora i suoi familiari erano stati strettamente sorvegliatiPaolo Treves, Quel che ci ha fatto Mussolini, Torino, Einaudi, 1945..Era cugino dello scrittore, pittore e politico italiano Carlo Levi, che fu anch'egli Antifascismo e perseguitato dal fascismo.
I primi studi
Content:Nel 1927 si iscrisse all'Università di Torino, dove si dedicò alle Lettere classiche. Qui si legò soprattutto a Gaetano De Sanctis, suo professore di Storia Antica: quando questi si trasferì a Roma, Treves lo seguì, e a Roma conseguì la laurea nel novembre del 1931.La sua tesi fu pubblicata nel 1933 per interessamento di Benedetto Croce presso Casa editrice Giuseppe Laterza & figli, con il titolo "Demostene e la libertà greca" (Bari, 1933): fu un libro dichiaratamente Antifascismo.Oltre ad alcuni studi di letteratura greca (legati al magistero torinese di Augusto Rostagni), pubblicò in quegli anni numerosi lavori di storia greca e romana, contribuendo ad importanti dibattiti storiografici, che lo videro precocemente contrapposto all'altro grande allievo di De Sanctis, Arnaldo Momigliano: così nel discutere sulle cause della seconda guerra punica, oppure sulla natura e il significato della libertà nella Grecia antica.
Sotto il fascismo
Content:Il lavoro di ricerca era però condizionato dalla situazione politica. Già nel 1925 fu espulso dal Liceo Manzoni di Milano.Il padre Claudio Treves, leader Partito Socialista Unitario e già deputato al parlamento, era in esilio in Francia dal 1926, e da allora i suoi familiari erano stati strettamente sorvegliati testimonianza di Paolo Treves in Quel che ci ha fatto Mussolini, Torino, Einaudi, 1945..Impossibilitato alla carriera universitaria, Treves lavorò come precettore in casa del conte Alessandro Casati ad Arcore, pubblicò commenti scolastici a testi greci, e collaborò dal 1933 all'Enciclopedia Treccani: il suo maestro Gaetano De Sanctis, esonerato nel 1931 dall'università per rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà al Fascismo, era responsabile della sezione di antichità classica.
L'attività di giornalista
Content:L'entrata in vigore delle leggi razziali nell'autunno del 1938 condusse Treves in esilio nel Regno Unito: dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale svolse con il fratello Paolo Treves attività giornalistica presso Radio Londra, e successivamente lavorò come corrispondente (anche per il “Corriere della Sera”) fino al ritorno in Italia, nel 1955.In contatto con il fecondo ambiente dell'Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana guidato dal cugino Antonello Gerbi (sotto la supervisione di Raffaele Mattioli), al giornalismo continuò a dedicarsi anche in patria, con recensioni, elzeviri, ritratti e articoli memoriali, nei quali riversò l'esperienza ricchissima di una vita.Ancora pochi giorni prima della morte, rievocava in un'intervista su “La Stampa” il duello che nel 1915 aveva opposto il padre Claudio Treves a Benito Mussolini: "Non credo vi siano mai state due persone più antitetiche. Mio padre era fondamentalmente un uomo di cultura, odiava la demagogia, la retorica vana, il gonfiarsi le gote, insomma tutto ciò che caratterizza il cosiddetto 'villan rifatto'. Questo era precisamente Mussolini, il quale si faceva bello di una cultura che non aveva...".Piero Treves, Ma perché quel giorno non infilzò Mussolini?, La Stampa, 30 giugno 1992, pag.19 = Piero Treves, Scritti novecenteschi, Bologna, Il Mulino, 2006, pp. 182-184.
L'università e le opere storiche
Content:Tornato a Milano, iniziò finalmente l'insegnamento come incaricato presso l'Università statale di Milano.Riprese allora con più continuità anche la pubblicazione di lavori di argomento storico: di particolare rilievo le ricerche sul mito di Alessandro Magno (Il mito di Alessandro e la Roma d'Augusto, Milano-Napoli, Ricciardi, 1953) e sul rapporto tra cultura e politica in età ellenistica (Euforione di Calcide e la storia ellenistica, Milano-Napoli, Ricciardi, 1955).Ampie energie dedicò allo studio di alcuni amati autori dell'Ottocento italiano: ne derivarono edizioni commentate di Giosuè Carducci (Poesie scelte, Novara, Edizioni per il Club del libro, 1968), Giovanni Pascoli (L'opera poetica, Firenze, Alinari, 1980), e degli Scritti Letterari di Carlo Cattaneo (2 voll., Firenze, Le Monnier, 1981).Ma l'ambito al quale Treves si dedicò più di ogni altro, meritandosi fama di eruditissimo, fu la storia degli studi classici in Italia, di cui delineò la vicenda con taglio originale e attenzione anche a episodi e figure minori (Marco Tullio Cicerone e anticiceronianesimo nella cultura italiana del secolo XIX, in “Rendiconti dell'Istituto Lombardo”, a. XCII, 1958, pp.403–64; L'idea di Roma nella cultura italiana del secolo XIX, Milano-Napoli, Ricciardi, 1962; Lo studio dell'antichità classica nell'Ottocento, ivi, 1962).Professore ordinario di Storia Greca dal 1962, insegnò presso le Università di Trieste (1963-65), Università di Firenze (1965-69) e Università di Venezia (1969-1981).Stese numerose voci per il Dizionario Biografico degli Italiani, e pubblicò scritti sulla storia del Novecento, recentemente riuniti in volume (Scritti novecenteschi, a cura di A. Cavaglion, S. Gerbi, Bologna, Il Mulino, 2006).
Una testimonianza
Content:Osserva Alberto Cavaglion, nell'introduzione agli Scritti novecenteschi:
Gli ultimi anni
Content:Attivo sino alla fine nonostante le complicazioni della malattia di Parkinson, Treves curò personalmente l'allestimento di due raccolte di studi, uscite nel 1992 (Ottocento italiano fra il nuovo e l'antico, 3 voll., Modena, Mucchi, 1992; Tradizione classica e rinnovamento della storiografia, Milano-Napoli, Ricciardi, 1992).Nel 2011 ha visto la luce per i tipi di Nino Aragno Editore una scelta di scritti di storiografia classica, compresa l'importante prolusione triestina su Cento anni di storie della storia greca (Le piace Tacito?, volume curato da Carlo Franco).La sua ricca biblioteca fu donata dagli eredi alla Fondazione Querini Stampalia e all'Istituto italiano per gli studi storici (la parte dedicata alla storia della storiografia).I libri di Piero Treves; catalogo a cura di Annamaria Trama e Maurizio Tarantino; con una presentazione di Marcello Gigante, Napoli, nella sede dell'Istituto, 1998.
Note
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Bibliografia
Content:autore:Domenico Mustianno:2000@an0:S. Gerbi
Altri progetti
Content:Categoria:Ebrei italiani Categoria:Italiani emigrati in Inghilterra

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