entity
id:4366
revid:101449392
size:85699
Unione Sovietica
Error

Abstract

L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (, Sojuz Sovetskich Socialističeskich Respublik; ), acronimo URSS e in forma abbreviata Unione Sovietica (, Sovetskij Sojuz, ), fu uno Stato federale che si estendeva tra Europa orientale e Asia settentrionale.Nacque il 30 dicembre 1922 sulle ceneri dell'Impero russo dopo la guerra civile russa e Dissoluzione dellUnione Sovietica il 26 dicembre 1991. Era uno Stato federale composto da 15 repubbliche Stato socialista, la più grande delle quali era quella Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, a sua volta suddivisa in repubbliche autonome.La distanza tra i suoi due punti estremi orientale e occidentale era superiore ai 10000 chilometro (più di 90 gradi di longitudine); il suo punto più occidentale era l'Oblast di Kaliningrad (oggi in Russia), al confine con la Polonia, e quello più orientale il capo Dežnëv sullo stretto di Bering, che lo divideva dal continente America settentrionale distante circa 80 chilometri. In particolare, una sua isola nello stretto, la Isole Diomede, dista solo 3 km dalla Piccola Diomede, appartenente agli Stati Uniti dAmerica: si trattava della distanza minore tra le due superpotenze militari dell'epoca.Per tutto il periodo della sua esistenza fu il Paese più esteso del mondo con 22402000 chilometro quadrato di superficie, pari a un sesto delle Continente, nonché il Paese più esteso d'Asia e d'Europa, per ciascuna delle parti di competenza continentaleTutti e tre i primati sono detenuti, dopo il 1991, dalla Russia che è subentrata all'Unione Sovietica in tutti i rapporti pubblici, diplomatici, internazionali e sportivi.Dopo la vittoria conseguita contro le potenze dellAsse nella seconda guerra mondiale divenne una superpotenza economica e militare, riuscendo a imporre il suo sistema politico e sociale anche fuori dei confini nazionali, soprattutto in Europa orientale. Contro il blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti dAmerica, l'altra superpotenza emersa all'epoca, inaugurò la guerra fredda, conclusa formalmente con la dissoluzione dellUnione Sovietica e l'emersione della sua Repubblica principale, la Russia. Quest'ultima, entrata alla fine degli Anni 1990 nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite prima e nel G8 poi, ha raccolto gran parte dell'eredità militare e geopolitica sovietica.La lista delle repubbliche costituenti la federazione subì nel corso del tempo numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento ne facevano parte quindici Repubbliche dellUnione Sovietica. La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico era la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, l'odierna Russia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica subì vari mutamenti e nel periodo più recente corrispondeva approssimativamente a quello del tardo Impero russo, senza tuttavia Alaska, Finlandia e Polonia.L'organizzazione politica del Paese prevedeva un Monopartitismo ufficialmente riconosciuto, il Partito Comunista dellUnione Sovietica, guidato da un Segretario generale del PCUS e dal politburo.
sections_text:
<empty>
Content:
Storia
Content:File:Order of Red Banner of Labor thumb.png: La Russia fu uno dei pochi Paesi europei a non aver vissuto, nel corso del XIX secolo, una trasformazione in senso democratico e liberista delle proprie strutture economiche, sociali e politiche. Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico statico, basato su una Autocrazia, furono all'origine di tre Rivoluzione. La Rivoluzione del 1905, senza esito, ebbe luogo nel 1905, successiva alla sconfitta nella Guerra russo-giapponese. La Rivoluzione di febbraio e la Rivoluzione del 1917 avvennero invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo il calendario giuliano, seguito dalla Chiesa ortodossa russa e a quei tempi in vigore in Russia) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, da un diffuso malcontento nei confronti della monarchia e dalla tremenda crisi sofferta dall'Impero russo durante la prima guerra mondiale.
La rivoluzione di febbraio
Content:Il 23 febbraio (8 marzo del calendario gregoriano) 1917 un'insurrezione, in gran parte spontanea, degli operai e della guarnigione di Pietrogrado portò all'occupazione della città e al rovesciamento della dinastia Romanov, ratificata con l'abdicazione dello zar Nicola II a favore del fratello Michail Aleksandrovič Romanov e la rinuncia al trono, il 3 marzo, da parte di quest'ultimo. Il 27 febbraio era stato intanto formato il Soviet di Pietrogrado, primo di un gran numero di assemblee che sarebbero di lì a poco sorte in tutta la Russia. Nell'organismo ottennero una posizione dominante i menscevismo e i socialrivoluzionari, che consegnarono il potere nelle mani della borghesia e del Governo provvisorio russo, costituitosi a marzo con la presidenza del principe Georgij Evgenevič Lvov..Con il ritorno di Lenin dall'esilio in Svizzera e la pubblicazione delle sue Tesi di aprile, approvate dalla VII Conferenza del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico), acquisì sempre più consenso presso le masse l'obiettivo della trasformazione della rivoluzione borghese in una rivoluzione socialista... Intanto si creò forte tensione fra il Governo e il Soviet a proposito della prosecuzione della partecipazione alla guerra, e si arrivò alla formazione di un gabinetto di coalizione con la partecipazione di menscevichi e socialrivoluzionari insieme ai ministri borghesi..
La rivoluzione d'ottobre
Content:A luglio una giornate di luglio di cui presero la testa i bolscevichi dopo un inizio spontaneo fu respinta dalle forze governative,. ma anche il secondo gabinetto cadde e fu sostituito da un nuovo Governo di coalizione guidato dal socialrivoluzionario Aleksandr Kerenskij. Le forze conservatrici ritennero giunto il momento di sopprimere i soviet e ad agosto organizzarono un colpo di stato guidato dal generale Lavr Kornilov, fermato da un sollevamento di massa degli operai e dei soldati su iniziativa dei bolscevichi. Questi ultimi acquisirono sempre maggiore popolarità e la maggioranza in numerosi soviet (di quello di Pietroburgo divenne presidente Trockij), mentre anche le posizioni dei soldati e dei contadini si radicalizzavano..Il 7 novembre (24 ottobre del calendario giuliano) fu concretizzata l'insurrezione precedentemente deliberata dal Comitato Centrale del PCUS: soldati, operai (le "Guardie Rosse (Russia)"), marinai della Flotta del Baltico occuparono in breve i punti chiave della città e l'indomani venne preso il Palazzo dInverno, sede del Governo.. La sera stessa il potere venne consegnato al Congresso panrusso dei Soviet, che formò un nuovo governo, il Consiglio dei commissari del popolo della RSFS Russa, guidato da Lenin.. La Rivoluzione si estese subito dopo a gran parte dei territori dell'ex Impero russo, di cui i bolscevichi presero il controllo in alcuni casi in modo pacifico, in altri dopo accesi scontri con gli oppositori...Sempre nel 1918 nacque l'Armata Rossa, che sostituì il vecchio e disgregato esercito. La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze straniere non si fece attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occuparono i porti di Murmansk e Arcangelo (città), mentre i giapponesi si impadronirono del porto di Vladivostok. In seguito intervennero anche i francesi e gli statunitensi. In Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania si instaurarono regimi Nazionalismo con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nacquero diciotto governi opposti a quello sovietico. Nell'estate del 1918 vennero arrestati anarchici e scioperanti, e vennero fucilate alcune migliaia di oppositori politici. La Guerra civile russa vide l'Armata Rossa, guidata da Lev Trotsky, combattere in particolare contro gli eserciti dell'Armata Bianca, guidati dall'ammiraglio Aleksandr Vasilevič Kolčak in Siberia e del generale Anton Denikin nella Russia meridionale. Al conflitto parteciparono anche gli eserciti dell'Armata Verde, che durante il conflitto si alleò sia con l'Armata Rossa sia con l'Armata Bianca e a volte le combatté entrambe; e quelli dell'Machnovščina.Sin dal 1919 l'Armata Rossa ottenne diverse vittorie conquistando alla fine del 1920 la Crimea e, nel 1921, l'area del Caucaso. La guerra civile durò comunque fino al 1923, quando si concluse con la sconfitta degli ultimi eserciti contadini. L'Armata Rossa dovette però desistere in Estonia, Lettonia e Lituania, dove si formarono i tre Stati indipendenti, che sarebbero poi stati annessi all'Unione Sovietica in occasione della seconda guerra mondiale.
Dalla fondazione alla morte di Stalin
Content:La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primo Stato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, sotto la guida di Lenin. L'Unione Sovietica succedette all'Impero russo, ma la sua estensione fu inferiore a causa dell'indipendenza di Polonia, Finlandia e degli Stati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania. Lenin mise in atto una politica per la quale a queste cinque ex-Gubernija, i cosiddetti governatorati baltici, venne garantita l'indipendenza, mentre a molte altre entità venne concessa un'ampia autonomia. Già nel 1924 il Regno dItalia (1861-1946), per volontà di Benito Mussolini, riconobbe ufficialmente l'Unione Sovietica.Dopo la morte di Lenin (avvenuta il 21 gennaio 1924), ci fu una lotta per la conquista del potere all'interno della leadership del Partito politico tra chi sosteneva che per sopravvivere la rivoluzione avrebbe dovuto estendersi ai Paesi a capitalismo avanzato (soprattutto l'allora Repubblica di Weimar), consentendo così l'intervento armato della classe operaia di quei Paesi al fianco di quella russa per schiacciare i contadini, concepiti come intrinsecamente controrivoluzionari (Trockij);N. Bucharin, Sulla teoria della rivoluzione permanente, in AA.VV. La "rivoluzione permanente" e il socialismo in un paese solo Editori Riuniti, Roma, 1970. e chi teorizzava la necessità, scaturita dal fallimento dei moti del 1919 in Germania e Regno dUngheria (1920-1946) (ma dai primi ritenuta incoerente con il principio marxista dell'internazionalismo), del "Socialismo in un solo paese". Il segretario del partito Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Stalin, fautore del "socialismo in un solo Paese", emerse come nuovo capo contrapponendosi a Lev Trockij. Al fianco di Stalin e contro Trockij si schierò tutta la vecchia guardia bolscevica, con in testa Nikolaj Ivanovič Bucharin e, in un primo momento, Grigorij Evseevič Zinovev, in seguito entrambi processati e fucilati come elementi controrivoluzionari. La compattezza del partito nel respingere le tesi di Trockij portò a una sua rapida emarginazione e al suo allontanamento dal partito, culminato nell'esilio iniziato nel 1929.Stalin avviò un programma di rapida industrializzazione e di riforme agricole, sviluppando rapidamente l'economia Socialismo, grazie ai successi della pianificazione. Per fare ciò ampliò la portata della polizia segreta di Stato (prima NKVD, poi Direzione Politica di Stato e infine KGB) e fece sì che durante il suo governo un numero imprecisato di persone che non appoggiavano la sua politica, da alcuni autori stimato in alcune centinaia di migliaia di deportati,J. Ellenstein, Histoire de l'URSS, Parigi, Editions Sociales 1973, t. II, p. 170 e segg. e 224 e segg. da altri in decine di milioniA. Glucksmann, La cuoca e il mangia-uomini: sui rapporti tra Stato, marxismo e campi di concentramento, Milano, L'erba voglio, 1977 o addirittura fino a centodieci milioni di morti,M. Voslensky, La nomenklatura. La classe dominante in Unione Sovietica, Longanesi, Milano, 1980 venissero condannate alla pena capitale o incarcerate nei gulag. Particolarmente famoso è il periodo 1936-1939, conosciuto come periodo delle "grandi purghe".Tra il 1936 e il 1939 l'Unione Sovietica fu l'unico Paese a fornire aiuto alla Seconda repubblica spagnola aggredita dai Fascismo del generale Francisco Franco con l'appoggio di Adolf Hitler e Mussolini, in contrasto con il silenzio complice delle democrazie liberali occidentali.A metà agosto del 1939 l'Unione Sovietica propose alla Germania nazista di Hitler un patto di non aggressione, preceduto da un accordo commerciale fra i due Paesi (quest'ultimo fu firmato a Berlino il 20 agosto 1939).William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 573 Il 23 agosto veniva firmato a Mosca (Russia) il patto di non aggressione fra Unione Sovietica e Germania nazista, che divenne famoso con il nome di patto Molotov-Ribbentrop. Il protocollo ufficiale prevedeva l'impegno, di ciascun Paese firmatario, a non attaccare l'altro. Inoltre, se una delle due parti fosse stata oggetto di aggressione da parte di una terza potenza, l'altro firmatario non avrebbe fornito all'aggressore alcun aiuto.William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 586. Tuttavia il patto comprendeva anche un "protocollo segreto" che definiva fra le parti le rispettive Sfera dinfluenza nell'Europa orientale. Esso dava quindi mano libera all'Unione Sovietica per sottoporre a controllo le repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia, Lituania e della Finlandia, stabilendo il confine delle rispettive aree di influenza nella frontiera settentrionale della Lituania.Per quanto riguardava la Polonia il confine fra le due sfere d'influenza dei firmatari del patto venivano stabilite nei corsi dei fiumi Narew (fiume), Vistola e San (fiume), mentre l'Unione Sovietica dichiarava il proprio interesse sulla Bessarabia (passata alla Romania nel 1917) e riceveva dalla Germania nazista una dichiarazione di "non interesse" a quel territorio.William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 587. Subito dopo l'Unione Sovietica comunicava a Terza Repubblica francese e Impero britannico di considerare ormai inutili i colloqui a lungo portati avanti fra le tre potenze, per giungere a un accordo contro la Germania nazista. Fu il patto Molotov-Ribbentrop a dar mano libera a Hitler per procedere all'Campagna di Polonia, essendosi questi così garantito il non intervento dell'Unione Sovietica e avendo scongiurato il pericolo di dover combattere su due fronti (essendo allora Il Terzo Reich sprovvisto delle risorse economiche e militari necessarie ad un eventuale guerra su più fronti), nel caso d'intervento di Francia e Gran Bretagna a fianco della Polonia, quando questa fosse stata attaccata dalla Germania, il che avvenne già il 1º settembre di quell'anno senza una dichiarazione di guerra.Il 17 settembre l'esercito sovietico Invasione sovietica della Polonia da est e due giorni dopo si fermava all'incontro a Brest-Litovsk con quello tedesco. Germania nazista e Unione Sovietica si dedicarono quindi il 28 settembre a definire nei dettagli la spartizione dell'Europa orientale secondo i criteri generali stabiliti dal patto Molotov-Ribbentrop: il confine fra le parti nel territorio polacco venne confermato e l'Unione Sovietica ebbe mano libera per occupare Lituania, Lettonia ed Estonia. Nel giugno 1940 l'Unione Sovietica invase e annetté Bessarabia e Bucovina settentrionale, sottraendole alla Romania. Per questi atti l'Unione Sovietica fu espulsa dalla Società delle Nazioni.Il 13 aprile 1941 l'Unione Sovietica strinse con l'allora Impero giapponese un Patto nippo-sovietico di non aggressione tra i due Paesi che fu firmato a Mosca (Russia) dall'allora ministro degli affari esteri giapponese Yōsuke Matsuoka e da quello sovietico Vjačeslav Michajlovič Molotov.William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 948.
La seconda guerra mondiale
Content:Aggredita dalle truppe di Hitler con l'operazione Barbarossa, iniziata il 22 giugno 1941, l'Unione Sovietica vide la porzione occidentale del territorio rapidamente occupata dal nemico, che vi commise eccidi e devastazioni. Grazie anche al trasferimento a oriente delle industrie belliche, reso possibile dal periodo di pace guadagnato con il patto di non aggressione con la Germania nazista, e ai massicci aiuti in armi e altro equipaggiamento ricevuti da Stati Uniti e Gran Bretagna, Winston Churchill, The second World War, London, Cassel & Company Ltd, 1964: vol. 6 (War comes to America), pp. 84-89; ibidem, vol. 8 (Victory in Africa), pp. 312-313; ibidem, vol. 12 (Triumph and Tragedy), pp. 191-192. l'Unione Sovietica riuscì a bloccare l'invasione e, a partire dalla vittoriosa battaglia di Stalingrado, a respingere le truppe dell'Potenze dellAsse. L'avanzata dell'Armata Rossa si concluse a Berlino nel maggio 1945.Tra il 4 e l'11 febbraio del 1945 nel palazzo imperiale di Livadia si tenne la Conferenza di Jalta, il più famoso degli incontri fra Stalin, Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt, nei quali fu deciso quale sarebbe stato l'assetto politico internazionale al termine della seconda guerra mondiale. In particolare a Yalta furono poste le basi per la divisione dell'Europa e del mondo in zone di influenza. In seguito agli accordi di Yalta l'Unione Sovietica dichiarò guerra all'Impero Giapponese l'8 agosto 1945 (nonostante fosse ancora in vigore con l'Impero Giapponese il patto di non aggressione del 1941) e il giorno successivo lanciò un milione di soldati veterani del Fronte orientale (1941-1945) contro la Manciuria, dove erano di stanza circa 700.000 giapponesi.Entro una settimana la regione, la Corea Settentrionale e Sachalin furono occupate; nelle Isole Curili invece la resistenza nipponica fu più aspra, ma il 23 agosto furono parimenti conquistate. La vittoria riportata sulle truppe della Germania nazista, dell'Italia fascista e dei loro alleati ebbe però un elevatissimo costo in vite umane e distruzioni materiali:
Il dopoguerra
Content:Sotto Stalin l'Unione Sovietica uscì dalla seconda guerra mondiale (conosciuta in Unione Sovietica come la grande guerra patriottica) come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che inglobava gli Stati baltici e una porzione significativa della Polonia ante-guerra, unitamente a una sostanziale sfera d'influenza nell'Europa orientale (vedi Impero sovietico). Il confronto politico tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine di guerra fredda.
Da Chruščёv a Brežnev
Content:Dopo la morte di Stalin si scatenò una nuova lotta per il potere che vide Nikita Sergeevič Chruščёv come vincitore. Sotto la sua guida l'Unione Sovietica fu protagonista dell'appoggio al processo di liberazione delle nazioni africane e asiatiche dalla dominazione coloniale europea e americana, intervenendo ad esempio, nel 1956, a difesa dell'Egitto di Nasser, minacciato di aggressione militare da parte di Francia e Regno Unito per la sua decisione di nazionalizzare la Compagnia del Canale di Suez.Uno dei momenti peggiori nelle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica fu la crisi dei missili di Cuba, quando Chruščёv iniziò a installare missili nucleari a medio raggio in difesa dell'isola di Cuba, che aveva proclamato il carattere socialista della rivoluzione vittoriosa nel 1959 ed era stata attaccata nell'aprile 1961, con lo sbarco nella baia dei Porci delle forze contro-rivoluzionarie provenienti dal territorio statunitense su mandato dell'amministrazione americana. L'elevata tensione raggiunta tra le due potenze, che per giorni tenne il mondo sull'orlo della guerra atomica, si risolse in un accordo comprendente lo smantellamento delle postazioni missilistiche sovietiche in territorio cubano. Come contropartita l'Unione Sovietica ottenne l'impegno americano a non aggredire mai la Repubblica di Cuba e lo smantellamento dei missili statunitensi dispiegati da anni in Turchia. La parte dell'accordo concernente i missili statunitensi non venne all'epoca resa nota al pubblico.Chruščёv, che per tutto il suo periodo al potere oscillò tra i poli opposti di una radicale "destalinizzazione" (conosciuta come Distensione (politica)) e di una difesa del vecchio ordine (come nel caso dell'invasione dell'Ungheria nel 1956), fu rimosso nel 1964 da un blitz interno al partito, guidato da Leonid Ilič Brežnev, che prese il potere e governò fino alla morte nel 1982. Questo evento inaugurò quella che sarebbe stata conosciuta negli anni seguenti come "epoca della stagnazione".
''Perestrojka'' e ''glasnost'''
Content:Dopo la prematura scomparsa di Jurij Vladimirovič Andropov e il breve interregno di Konstantin Ustinovič Černenko – esponente della vecchia guardia del partito ed ex braccio destro di Breznev – negli Anni 1980 il nuovo presidente Michail Gorbačëv riformò drasticamente il sistema politico sovietico con il suo programma detto glasnost.Il complesso delle sue riforme politiche ed economiche, conosciuto con il nome di perestrojka ("ristrutturazione"), portò a forti alterazioni in direzione dell'autogestione della pianificazione centralizzata, con la conseguenza del rapido collasso dell'economia, di pesanti disfunzioni nelle filiere produttive. In politica estera la nuova direzione sovietica negoziò con gli Stati Uniti una riduzione degli armamenti, in un'ottica di riavvicinamento che avrebbe di lì a poco significato la fine del socialismo reale.L'amministrazione Gorbačëv, con la cosiddetta "dottrina Sinatra", si propose d'instaurare un nuovo atteggiamento di "non ingerenza" verso gli altri Paesi socialisti dell'Europa orientale. Di fatto questa situazione permise una quasi immediata transizione politica che, tra la fine del 1989 e la prima metà del 1990, avrebbe portato al disfacimento del blocco orientale e alla transizione degli Stati che ne avevano fatto parte all'economia di mercato.I Paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), invasi da Stalin prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e annessi con la forza nel dopoguerra all'Unione Sovietica, videro prevalere al loro interno un forte senso di nazionalismo, che li avrebbe portati a richiedere e ottenere l'indipendenza, prima ancora che la stessa Unione Sovietica si sfaldasse. La Germania Est, dopo la caduta del Muro di Berlino, si staccò dall'influenza sovietica e, sulla spinta della direzione di Gorbačëv che aveva sostituito, con i buoni uffici di Mosca, Erich Honecker e la vecchia direzione della Partito di Unità Socialista di Germania, nel 1990 venne unita alla Repubblica Federale.Il 28 giugno 1991 venne dichiarato sciolto il Consiglio di mutua assistenza economica e il 1º luglio il patto di Varsavia; questi due eventi sancirono quantomeno simbolicamente la fine dell'influenza della Russia sovietica nell'Europa orientale e prelusero agli eventi del mese successivo.
Dissoluzione dell'Unione Sovietica
Content:File:Mikhail Gorbachev 1987.jpg: Nell'agosto 1991 (fra il 19 e il 21) l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito Tentato colpo di Stato in Unione Sovietica, tentato da alcuni elementi dei vertici militari e dello Stato (Gennadij Ivanovič Janaev, Dmitrij Timofeevič Jazov e altri), che osteggiavano la direzione verso cui Gorbačëv stava guidando la nazione e il nuovo patto federativo delle repubbliche sovietiche che doveva essere siglato dopo poche settimane.Settori politici liberisti e filo-Civiltà occidentale guidati da Boris Eltsin usarono il colpo di Stato come pretesto per mettere in un angolo Gorbačëv, bandendo il Partito Comunista e spezzando l'Unione Sovietica. L'8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Foresta di Białowieża il trattato che sanciva la dissoluzione dello Stato sovietico.In seguito l'Unione Sovietica venne sciolta formalmente dal Soviet Supremo il 26 dicembre 1991. Il 25 dicembre Gorbačëv aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente dell'Unione Sovietica. Il 1º gennaio 1992 la Russia ufficializzò l’indipendenza dall'URSS, decretandone la fine vera e propria.L'11 marzo 1990 la Lituania aveva dichiarato la propria indipendenza. La seguirono, nel corso del 1991, prima le repubbliche baltiche e poi le altre repubbliche sovietiche: L'eredità politica e militare dell'Unione Sovietica fu raccolta dalla Russia, tanto da subentrarle già nel 1991 nelle Nazioni Unite e nel suo Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite come Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite#Membri permanenti.
Politica
Content:
Politica interna
Content:Tutto il potere era detenuto dal popolo, che lo esercitava tramite i Soviet.. Essi potevano delegare secondo criteri di differenziazione del lavoro e delle funzioni, ma veniva rifiutato il principio della separazione dei poteri, tipico delle borghesia in cui è necessario mediare i lotta di classe.. I Soviet, da quelli centrali ai singoli Soviet territoriali, costituivano il sistema unitario degli organi del potere statale,. e la loro azione era diretta dal Partito Comunista dellUnione Sovietica attraverso le proprie apposite sezioni organizzate presso i Soviet di tutti i livelli..Tra il 1922 e il 1938 al vertice del sistema dei Soviet era collocato il Congresso dei Soviet dellURSS, le cui funzioni, nei periodi fra una sessione e l'altra, erano esercitate dal Comitato esecutivo centrale dellURSS (CEC) e dal suo Presidium.. Dopo l'approvazione della nuova Costituzione sovietica del 1936, venne istituito il Soviet Supremo dellURSS. Suddiviso in due camere, una delle quali finalizzata alla tutela di tutte le nazionalità del Paese,. eleggeva al proprio interno il Presidium del Soviet Supremo dellURSS.. Nel 1988, in fase di perestrojka, vennero istituiti come organi rappresentativi il Congresso dei deputati del popolo dellURSS e quelli delle Repubbliche federate, che eleggevano al proprio interno il Soviet Supremo dell'URSS e delle singole Repubbliche. Nel marzo 1990 venne inoltre creata la figura del Presidente dellUnione Sovietica..Le funzioni esecutive e amministrative erano delegate al Governo: fino al 1946 esso era organizzato nel Consiglio dei commissari del popolo dellURSS (Sovnarkom) dell'URSS,. a cui facevano capo i Commissariato del popolo dellURSS (Narkomat).. Successivamente, con legge costituzionale approvata dal Soviet Supremo dell'URSS, sia a livello centrale che repubblicano il Consiglio dei commissari del popolo venne riorganizzato in Consiglio dei ministri dellURSS (Sovmin) e i Commissariati in Ministeri..Con la dissoluzione dellUnione Sovietica gli organismi centrali cessarono la propria attività, mentre quelli di livello repubblicano furono successivamente soppressi o riorganizzati al livello dei Stati post-sovietici..
Politica estera
Content:
Personalità politiche a capo dell'Unione Sovietica
Content:
Segretari generali del PCUS (capi effettivi dell'Unione Sovietica)
Content:
Presidenti del Presidium del Soviet Supremo
Content:La carica, che comportava funzioni di Capo dello Stato, fu soppressa nel 1989, sostituita da quella di Presidente del Soviet Supremo. Nel 1990 fu infine istituito il ruolo di Presidente dell'Unione Sovietica. @an0:Nikolaj Svernik@an0:Vasilij Kuznecov@an0:Vasilij Kuznecov
Presidenti del Consiglio dei commissari del popolo
Content:@an0:Aleksej Rykov
Presidenti del Consiglio dei ministri
Content:@an0:Nikolaj Tichonov@an0:Valentin Pavlov@an0:Ivan Silaev
Repubbliche
Content:File:USSR Republics Numbered Alphabetically.png: @an0:50px@an0:50px@an0:50px@an0:50px@an0:50px File:Flag of Kazakh SSR.svg RSS Kazaka File:Flag of Kyrgyz SSR.svg RSS Kirghiza File:Flag of Latvian SSR.svg RSS Lettone File:Flag of Lithuanian SSR.svg RSS Lituana File:Flag of Moldavian SSR.svg RSS Moldava File:Flag of Russian SFSR.svg RSFS Russa File:Flag of Tajik SSR.svg RSS Tagika File:Flag of Turkmen SSR.svg RSS Turkmena File:Flag of Ukrainian SSR.svg RSS Ucraina File:Flag of the Uzbek SSR.svg RSS Uzbeka Nei decenni finali della sua esistenza l'Unione Sovietica era costituita da quindici Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS). La tabella contiene l'evoluzione delle repubbliche sovietiche, gli Stati attuali e l'anno della loro adesione a organismi sovranazionali.Tableheader:class="wikitable" style="font-size:90%;width:700px;margin:auto;clear:both;text-align:center;"style:"background:#E0E0E0"colspan:"3"File:Flag of the Uzbek SSR.svgRSS Uzbeca1925-1991Uzbekistan1991–––1999-20052001rowspan:"3"File:Flag of Transcaucasian SFSR.svgRepubblica socialista federativa sovietica transcaucasica1922-1936
Geografia
Content:L'Unione Sovietica copriva l'area di quindici nazioni per una superficie totale di 22402200 Chilometro quadrato (in totale circa un sesto delle terre emerse del pianeta) e si estendeva su undici fusi orari. I Paesi baltici erano stati occupati e annessi forzatamente nel 1940, più le annessioni della Carelia (precedentemente appartenente alla Finlandia), un quarto della Prussia orientale (precedentemente appartenente alla Germania), la metà orientale della precedente Polonia (annessa nel 1940 grazie al patto Molotov-Ribbentrop), la Moldavia orientale (precedentemente appartenente alla Romania), più l'estrema parte estremamente orientale della Cecoslovacchia (Galizia (Europa centrale)). Il territorio sovietico si estendeva per 5.571.000km² in Europa e 16.831.000km² in Asia. Nel periodo più recente, confinava con 12 stati, di cui sei stati europei: Norvegia, Finlandia, Repubblica Popolare di Polonia, Cecoslovacchia, Repubblica Popolare dUngheria e Repubblica Socialista di Romania; e sei stati asiatici: Turchia, Iran, Afghanistan, Cina, Mongolia e Corea del Nord. Il suo confine più ampio era quello con la Cina, più di 5900 km, mentre quello più piccolo era con la Corea del Nord, appena 22.1 km. Cina e Corea del Nord, erano i suoi confini asiatici e in assoluto più lunghi/corti. In Europa, il suo confine più ampio era quello con la Finlandia, 1.340 km, il più piccolo era con la Cecoslovacchia, 97 km. I mari su cui si affacciava il paese erano molti: il Mar Nero, il Mar dAzov, il Mar Caspio, Il Mar Baltico, Il Mar Bianco, Il Mar Glaciale Artico, Mare di Barents, Mare di Kara, Mare di Laptev, Mare della Siberia orientale, il Mare di Ochotsk il Mare dei Ciukci, il Mare di Bering, e il Mar del Giappone. Affacciava anche l'Oceano Pacifico. Come aree geografiche, oltre a trovarsi fra Europa Orientale e Asia, l'Unione Sovietica possedeva: tutta l'Asia centrale, una buona porzione sul Baltico (circa 650 km²), l'intero Caucaso e l'intera Siberia. L'Unione Sovietica era composta da quindici repubbliche e, con oltre 290 milioni di abitanti a fine anni ottanta, di cui 221 milioni d'abitanti vivevano in Europa e i restanti 70 milioni vivevano in Asia. Era un mosaico di popoli di oltre cento diverse nazionalità differenti tra loro per origine, storia, cultura, tradizioni e caratteristiche fisiche. Fra i tanti gruppi etnici appartenenti all'etnia dei bianchi e dei mongolidi predominava quello degli slavi, che raggruppava più del 75% della popolazione.
Economia
Content:File:1 soviet ruble - obverse (L.Tolstoy).jpg: L'Unione Sovietica fu la prima nazione a basare la sua economia sui principi del socialismo in cui lo Stato possedeva la maggior parte dei mezzi di produzione e l'agricoltura era Collettivizzazione.Dai primi articoli della costituzione si ha un'idea precisa di come funzionava il sistema economico in Unione Sovietica:
Demografia
Content:File:Population of former USSR.PNG: L'Unione Sovietica fu una delle nazioni più diversificate del mondo dal punto di vista etnico, con oltre cento distinte Etnia nazionali che vivevano all'interno dei suoi confini. La popolazione totale venne stimata a 293 milioni nel 1991. Secondo una stima del 1990, la maggioranza degli abitanti erano etnicamente Russi (50,78%), seguiti dagli Ucraini (15,45%) e dagli Uzbechi (5,84%). L'Unione Sovietica era talmente estesa che anche dopo che tutte le sue repubbliche ottennero l'indipendenza la Russia rimase la più grande nazione per superficie ed è ancora abbastanza differenziata dal punto di vista etnico, comprendendo ad esempio minoranze di tatari, udmurti e molte altre etnie non russe.
Religione
Content:Tableheader:30,3@an0:Russi@an1:Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa@an2:Repubblica Socialista Sovietica Ucraina@an3:Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa@an4:Repubblica Socialista Sovietica Moldava@an5:Repubblica Socialista Sovietica Azera@an6:Repubblica Socialista Sovietica Georgiana@an7:Repubblica Socialista Sovietica Armena@an8:Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka@an9:Repubblica Socialista Sovietica Kazaka@an10:Repubblica Socialista Sovietica Tagika@an11:Repubblica Socialista Sovietica Kirghiza@an12:Repubblica Socialista Sovietica Turkmena@an13:Repubblica Socialista Sovietica Lituana@an14:Repubblica Socialista Sovietica Lettone@an15:Repubblica Socialista Sovietica Estone La Separazione fra Stato e Chiesa venne decisa nel territorio dell'Unione Sovietica il 23 gennaio 1918 dai soviet, poco dopo la fine della rivoluzione russa.: «È noto che il 23 gennaio 1918 venne promulgato il decreto del Governo Sovietico [...] che riconosce il fatto dell'esistenza autonoma della Chiesa ortodossa nel nostro Paese».art. 13, Costituzione sovietica del 1918, art. 124, Costituzione del 1936 Lo Stato divenne Laicità e ufficiosamente Ateismo, sostenendo l'ateismo di Stato, anche se ciò non venne mai sancito esplicitamente nelle Costituzioni, che si limitavano a nominare la religione solo affermando la divisione netta tra Chiesa e Stato e la libertà di culto e coscienza; l'ateismo di Stato venne attuato in forma di politica governativa anticlericale e antireligiosa, dal punto di vista pratico e culturale, tramite leggi ordinarie e propaganda.Sabrina Petra Ramet, (Ed) (1993). Religious Policy in the Soviet Union. Cambridge University Press. p. 4.John Anderson (1994). Religion, State and Politics in the Soviet Union and Successor States. Cambridge, England: Cambridge University Press. p. 3. ISBN 0-521-46784-5. La religiosità venne ridotta a semplice scelta privata, secondo l'ideologia di Lenin e del marxismo, da considerare lecita, ma da scoraggiare al di fuori della sfera personaleVladimir Lenin, L'atteggiamento del partito operaio verso la religione, pubblicato su Proletari [Ilproletario], n. 45, 26 (13) maggio 1909, riportato in: Lenin, Opere complete, IV ediz., vol. 15, pp. 371-381; : La Chiesa ortodossa russa fu costretta a rinunciare a tutti i privilegi, come l'esenzione dalle tasse e dal servizio militare per i sacerdoti e i monaci; e per un certo periodo venne anche perseguitata. Con la Costituzione sovietica del 1918, emanata per la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa e poi estesa alle altre repubbliche federate, venne permesso di svolgere formalmente "propaganda religiosa e non-religiosa", anche se svolgere attiva propaganda di religione o di idee ritenute "superstizioni" in luogo o edificio pubblico (come la propaganda religiosa nelle scuole, l'esposizione di immagini religiose nei luoghi di lavoro e le processioni) poteva essere sanzionato con multe, reclusione o lavori forzati fino a un anno.art. 119-124, Codice penale russo del 1922, riportato Di contrasto chi ostacolava lo svolgimento di riti religiosi autorizzati poteva anche essere punito con sei mesi di lavori forzati.Articolo 125 C.P. Queste pene, come quelle per altri reati che prevedevano un periodo breve, non venivano scontate tramite deportazione in gulag, campo di lavoro forzato o colonie, o con la detenzione in carcere; il condannato poteva avere la libertà condizionale; altrimenti restava al suo posto di lavoro, venendo talvolta trasferito ad altro ente, con stipendio o salario ridotto sensibilmente e in alternativa doveva svolgere lavori aggiuntivi senza essere pagato (cosiddetto lavoro forzato "senza scorta").Articolo 35 del Codice penale della RSFSR del 1922Coloro i quali non svolgevano lavori socialmente utili (non solo ecclesiastici, ma anche ex agenti zaristi, privati, ad eccezione di artigiani e contadini dei kolchoz)art. 64, Cost. 1918 venivano esclusi dal voto e non pagati, restrizione poi eliminata nel 1936.Art. 135, Costituzione sovietica del 1936 Quindi questi ultimi, una volta esaurite le risorse di cui erano dotati, dovettero svolgere un altro lavoro per sostentarsi, secondo il principio "chi non lavora non mangia".Art. 18 Cost. 1918, ribadito nell'art. 12 del 1936. Venne introdotto il matrimonio civile e negata validità legale a quello religioso, vennero distrutte alcune chiese che occupavano suolo pubblico, altre vennero convertite in uffici e musei pubbliciPaweł Malecha, Edifici di culto nella legislazione canonica: studio sulle chiese-edifici, 2002, pag. 61 e vennero inoltre abolite tutte le feste religiose come ad esempio il Natale o lo Yom Kippur ebraico.Marco Messeri, File:Christ saviour explosion.jpg: Con Stalin il processo antireligioso dello Stato fu completato: la Costituzione sovietica del 1924 non conteneva esplicitamente norme sulla religione, in quanto era stata votata come integrazione per sancire la nascita dell'unione federale delle repubbliche come Unione Sovietica,Cfr. il testo della Costituzione. mentre per quanto riguarda i diritti e doveri dei cittadini restò in vigore la relativa parte della Costituzione del 1918. Infine solo in alcune località remote venne concesso di svolgere cerimonie religiose. Secondo fonti ortodosse nel 1917 erano attive circa 80.000 chiese, mentre è stato calcolato che erano circa 20.000 nel 1954 e 10.000 nel 1965.Bohdan Nahaylo & Victor Swoboda (1990). Soviet Disunion: A History of the Nationalities Problem in the USSR. London: Hamish Hamilton. p. 144. ISBN 0-02-922401-2. La Costituzione sovietica del 1936 sancì la libertà di culto privato e di praticare la religione, ma autorizzò esplicitamente solo la propaganda antireligiosa, ribadendo nuovamente la netta divisione tra Chiesa e Stato.Art. 124, Cost. 1936; articolo che riprende comunque, sostanzialmente, quello della Cost. del 1918. Restarono valide le normative penali del 1922 contro le "superstizioni religiose" diffuse in pubblico. Nel 1927 venne approvato Articolo 58 del Codice penale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa del codice penale che sanciva, tra l'altro, che svolgere propaganda religiosa in tempo di guerra o crisi, se considerato fatto con lo scopo preciso di abbattere il regime comunista o danneggiare direttamente o indirettamente lo Stato, poteva essere punito anche con la pena di morte.Articolo 58 del Codice penale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, comma 58-10 - «propaganda controrivoluzionaria o agitazione (ovvero propaganda o agitazione con incitamento a sovvertire, minare, indebolire lo stato o a compiere le attività controrivoluzionarie indicate negli altri articoli o distribuzione o preparazione di scritti che contengono tali incitamenti): almeno 6 mesi di prigione. In caso di guerra, stato d'emergenza o con sfruttamento di pregiudizi religiosi o nazionalisti: fino alla pena di morte con confisca dei beni».Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, Stalin diede una tregua alla campagna antireligiosa e chiese al patriarca Sergio I di Mosca (in seguito a un incontro avvenuto tra i due) di supportare moralmente i soldati al fronte contro i Nazismo. Nello stesso periodo Sergio I rientrò a Mosca e morì nel 1944. Stalin concesse poi alla Chiesa ortodossa la possibilità di celebrare funzioni religiose, ma solo all'interno delle chiese autorizzate e nel privato. Con Nikita Khruščёv ripresero le misure più restrittive verso la Chiesa e si riprese anche la propaganda attiva dell'ateismo di Stato dopo la tregua iniziata nel 1943 e durata sino al 1954. Soltanto negli anni ottanta, dopo la continuazione della politica antireligiosa dei governi Breznev, Jurij Vladimirovič Andropov e Konstantin Ustinovič Černenko, vi fu una nuova tregua nella lotta attiva contro la religione, a partire dall'ascesa al potere di Michail Gorbačëv. La situazione di tolleranza pratica perdurò fino al 1990, quando Gorbačëv permise la libera propaganda religiosa e instaurò la libertà di culto in via ufficiale, al posto dell'ateismo di Stato. Il governo sovietico istituì inoltre l'Istituto per l'ateismo scientifico di Leningrado, che durò fino allo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991. Dal 1922 al 1947 esistette in URSS un'organizzazione atea ed antireligiosa sotto l'influenza ideologica, culturale e politica del PCUS, la cosiddetta Lega degli atei militanti.Tutti gli Stati del blocco orientale e in generale tutti i paesi comunisti seguiranno questa linea politica sull'ateismo di Stato nella pratica e con una forte laicità costituzionale ma che permetteva il culto entro certi limiti, tranne la Repubblica Democratica Tedesca (dove non c'era una politica ufficiale antireligiosa, ma solo una decisa difesa della laicità), e l'Albania#Il periodo comunista di Enver Hoxha, che invece inserì l'ateismo di Stato nella propria Costituzione, vietando anche il culto privato.
Legislazione su matrimonio, aborto, eutanasia e omosessualità
Content:Nell'Unione Sovietica vennero introdotti il divorzio (1º dicembre 1917) e l'aborto nel 1920 (reso molto più difficile da Stalin nel 1935, poi reintrodotto nel 1955) e negata la validità del matrimonio religioso (dicembre 1917).Decreti del 18 (31) dicembre 1917 e del 23 gennaio 1918: «Viene riconosciuto soltanto il matrimonio contratto presso gli organi dello stato civile. Il rito religioso del matrimonio, come pure gli altri atti religiosi, non hanno valore giuridico», citato in: Giovanni Codevilla, Dalla rivoluzione bolscevica alla Federazione Russa: traduzione e commento dei primi atti normativi e dei testi costituzionali, ed. Franco Angeli, 1996, pag. 262. In relazione alle pene sostanzialmente basse, rispetto ai reati politici, per il reato omicidio volontario, l'omicidio del consenziente effettuato «per compassione» era depenalizzato e non punibile, legalizzando nei fatti l'eutanasia e il suicidio assistito.Art. 143, C. P. L'omosessualità, depenalizzata subito dopo la rivoluzione, Persecuzione dellomosessualità nellUnione Sovietica a partire dal 1933.
Cultura
Content:La cultura in Unione Sovietica fu influenzata in modo significativo dalle varie fasi politiche che il Paese attraversò nei circa settant'anni della propria esistenza. Durante il decennio che seguì la rivoluzione d'ottobre prevalse un clima di libertà espressiva in campo artistico e culturale e l'esplicito incoraggiamento da parte di Lenin all'accesso alla cultura da parte delle masse operaie e contadine che fino ad allora ne erano state escluse.Il governo in questi primi anni permise o incoraggiò la nascita di varie correnti artistiche sia sperimentali sia di stampo più tradizionale, all'interno delle quali emersero personaggi di spicco quali Maksim Gorky o Vladimir Mayakovsky. Anche il cinema beneficiò dell'appoggio statale in quanto veniva considerato un mezzo di comunicazione in grado di influenzare profondamente la società, al tempo ancora in larga parte Analfabetismo. Molti dei capolavori del regista Sergej Michajlovič Ėjzenštejn risalgono a questo periodo.Più tardi, durante il periodo di Stalin, la cultura sovietica fu caratterizzata da una maggiore uniformità imposta dall'alto e il classicismo socialista divenne l'elemento stilistico dominante in vari campi artistici ed espressivi. Molti intellettuali dissidenti furono uccisi o incarcerati. Tra i progetti culturali più ambiziosi nati in quei decenni va ricordata la Grande enciclopedia sovietica, la cui prima edizione fu completata tra il 1926 e il 1947.Con l'avvento alla guida del Paese di Nikita Sergeevič Chruščёv nei tardi Anni 1950 la censura fu allentata e progressivamente il conformismo perse terreno lasciando emergere una certa pluralità di correnti artistiche e letterarie e autori che, come ad esempio Yury Trifonov, erano concentrati più sulla vita quotidiana che sull'edificazione del socialismo. Un fenomeno tipico dell'Unione Sovietica di quegli anni fu lo sviluppo di una letteratura dissidente che si esprimeva tramite riviste clandestine conosciute come samizdat. In campo architettonico nell'era Khrushoviana si passò dal precedente stile sovraccarico di decorazioni alla realizzazione di edifici più sobri e funzionali. Nella seconda metà degli anni ottanta la politica della perestroika e la glasnost portarono infine a una significativa espansione della libertà di espressione anche sulla stampa e sugli altri mezzi di comunicazione di massa."Gorbachev, Mikhail." Encyclopædia Britannica. 2007. Encyclopædia Britannica Online,
Scienza e tecnologia
Content:File:Sputnik asm.jpg: L'Unione Sovietica possedeva un ben organizzato sistema educativo. Molti furono gli scienziati formatisi negli istituti universitari statali e sedici cittadini sovietici furono nel corso degli anni Vincitori del premio Nobel per paese#URSS.Nel 1957 l'Unione Sovietica realizzò e mise in orbita il primo satellite artificiale nella storia dell'umanità: lo Sputnik 1. Nel 1961 il sovietico Jurij Gagarin fu il primo uomo nello spazio. L'Unione Sovietica vantava anche un moderno esercito, anche se spesso carente di fondi. Le unità antiaeree e corazzate probabilmente erano tecnologicamente superiori a quelle statunitensi nella seconda metà della guerra fredda. Negli anni ottanta l'Unione Sovietica mise in orbita la prima vera e propria stazione spaziale a lunga durata: la Mir (stazione spaziale), che in russo significa sia "mondo", sia "pace". La MIR era stata progettata per durare massimo cinque anni, ma nonostante i carenti fondi e le mille difficoltà la MIR rimase in orbita per quindici anni. Gli ICBM sovietici (come quelli russi oggi) erano i più potenti e potevano coprire distanze maggiori di qualsiasi altro missile.Nel campo delle Tecnologia dellarchitettura e dell'ingegneria civile il Paese ebbe per alcuni decenni un ruolo di primo piano; ad esempio l'edificio principale dellUniversità statale di Mosca, inaugurato nel 1953, fu per molto tempo il grattacielo più alto al di fuori dell'area di New YorkMoscow State University, scheda su e mantenne il primato di Grattacieli più alti dEuropa fino al 1991, anno in cui fu completata la Messeturm di Francoforte sul Meno.L'Unione Sovietica fu a lungo all'avanguardia anche nello sfruttamento civile dell'energia nucleare e varò nel 1957 la prima nave di superficie a propulsione atomica, il Lenin (rompighiaccio atomico). Come in altri campi della scienza e della tecnologia anche in quello nucleare il declino economico dell'Unione Sovietica provocò ritardi e malfunzionamenti che culminarono, almeno a livello mediatico, nel disastro di Černobyl del 1986.
Festività
Content:
La moda nell'Unione Sovietica
Content:Tableheader:class="wikitable"style:"background:#EFEFEF"DataNome italianoNome localeNote1º gennaioCapodannoНовый Год ;valign:top23 febbraioGiorno dell'esercito sovieticoДень Советской Армии и Военно-Морского ФлотаInizio della rivoluzione di febbraio 1917 (secondo il calendario giuliano)Costituzione dell'Armata Rossa nel 19188 marzoGiornata Internazionale della DonnaМеждународный Женский ДеньMarcia delle donne di Pietrogrado che sancì l'inizio della rivoluzione di febbraio (secondo il calendario gregoriano)12 aprileGiorno del primo volo nello spazioДень КосмонавтикиGiorno in cui Jurij Gagarin fece il primo volo nello spazio1º maggioFesta dei lavoratoriПервое Мая - День Солидарности Трудящихся ;9 maggioGiornata della Vittoria (Paesi dellEuropa orientale)День ПобедыCapitolazione della Germania Nazista nel 19457 ottobreCostituzione sovietica del 1977День Конституции СССРProclamazione della nuova Costituzione sovietica nel 19777 e 8 novembreFesta della grande rivoluzione socialista di ottobreСедьмое НоябряLa rivoluzione d'ottobre del 1917 (novembre per il calendario gregoriano)Viene attualmente chiamata День Примирения ("giorno della riconciliazione") Sin dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1919, il rapporto dell'Unione Sovietica con il concetto di moda fu molto altalenante. Secondo l'ideologia del regime la moda era infatti vista come una pratica intrinsecamente capitalista, e per questo motivo da dover osteggiare a livello politico ed economico. La moda infatti, se intesa in senso occidentale, era uno dei mezzi utilizzati per dichiarare agli altri il proprio status sociale, ed enfatizzava quindi le differenze di classe,Ciononostante, anche il regime sovietico decise di utilizzare la moda come uno dei molti canali di indottrinamento: già a partire dagli anni '20 del XX secolo, ad esempio, alcune riviste russe iniziarono a parlare di un nuovo tipo di moda femminile, riservato alla nascente classe delle donne-operaie. Per loro, il Partito aveva pensato a delle nuove linee di abbigliamento, molto più pratiche ed utili al lavoro rispetto a quelle pubblicizzate negli stati capitalisti. Sempre in questo periodo, lo Stato commissionò numerosi progetti per lo sviluppo di un nuovo tipo di "abbigliamento tipico sovietico", che oltre a richiamare l'abbigliamento tradizionale russo doveva mescolarsi con le nuove forme squadrate dell'ideologia costruttivista. Molti stilisti russi iniziarono quindi a disegnare degli abiti ispirandosi alla semplicità delle forme geometriche, spesso derivate dal cubismo, che si contraddistinsero per la loro alta funzionalità e la possibilità di essere riprodotti facilmente su scala industriale. Tuttavia, anche a causa della cronica mancanza di tessuti di buona qualità, la classe operaia sovietica non fu mai molto attratta da queste nuove linee d'abbigliamento e continuò, per tutto il decennio degli anni '20, ad indossare quasi esclusivamente abiti tradizionali.
L'epoca di Stalin (1930 - 1950)
Content:Durante l'era staliniana, il sentimento di avversione alla moda lentamente si dissipò. Gli stessi giornali che un decennio prima osteggiavano le pratiche modaiole ora sostenevano che la bellezza e l'abbigliamento sono una parte fondamentale della vita delle donne sovietiche. Si iniziarono nuovamente a vedere delle insegne pubblicitarie per le strade, e le riviste scrivevano delle nuove case di moda che si aprivano sul territorio sovietico. Alcune case di moda organizzavano ciclicamente delle gite nelle campagne, al fine di mostrare alle contadine le nuove collezioni pensate per loro. Questo nuovo interesse verso la moda era sospinta, tra le altre cose, dall'affermazione di Stalin secondo cui: "La vita in Unione sovietica è diventata migliore e più allegra".Nelle affissioni della propaganda divennero sempre più persistenti immagini di donne in aperta campagna e di uomini in abiti da lavoro, con cui si tentava di dimostrare che l'asserzione capitalista - secondo cui il socialismo genera povertà diffusa - era una menzogna. Per questo motivo, mostrare abiti alla moda era il segnale di una cultura ed una qualità della vita uguale (o addirittura superiore) a quella dei paesi capitalisti. Dall'altro lato la retorica socialista imponeva ad esempio ai lavoratori, che annualmente venivano premiati dal Partito, di indossare durante la cerimonia gli stessi abiti che indossavano quotidianamente durante le ore di lavoro.Tuttavia, la moda sovietica era più sulla carte che nei grandi magazzini: l'industria era difatti incapace di realizzare abiti alla moda in quantità significative, e quelli che venivano prodotti non potevano essere venduti ad un prezzo accettabile per il cittadino medio. Durante la seconda guerra mondiale la produzione raggiunse il proprio minimo storico, e numerosi cittadini tornarono a commissionare a dei privati i propri abiti, piuttosto che attendere per mesi quelli forniti dal Governo centrale.
Note
Content:
Bibliografia
Content:cid:Biscaretti, Crespiautore:P. Biscaretti di Ruffia, G. Crespi Reghizzititolo:La Costituzione sovietica del 1977editore:Giuffrè editorecittà:Milanoanno:1990autore:Giuseppe Boffatitolo:Storia dell'Unione Sovietica 1917-1927volume:1cid:Boffaeditore:LUnitàpp:350anno:1990annooriginale:1976cid:Costituzione dell'URSS 1924url: http://www.dircost.unito.it/cs/pdf/19240131_urssCostituzione_ita.pdfaccesso:20 febbraio 2017capitolo:Legge fondamentale (Costituzione) dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (1924)titolo:pp:441 sscid:Costituzione dell'URSS 1936url: http://www.dircost.unito.it/cs/pdf/19361205_urssCostituzione_ita.pdfaccesso:20 febbraio 2017capitolo:Costituzione (Legge fondamentale) dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (1936)titolo:pp:460 sscid:Costituzione dell'URSS 1977url: http://www.dircost.unito.it/cs/pdf/19771007_urssCostituzione_ita.pdfaccesso:20 febbraio 2017capitolo:Costituzione (Legge fondamentale) dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (1977)titolo:pp:508 ss@an0:PCIcid:Gimpel'sonurl: http://www.endic.ru/enc_sovet/Sovet-deputatov-trudjaschihsja-83257.htmlaccesso:1º marzo 2017capitolo:Soviety deputatov trudjaščichsjapagine:47-48titolo:Grande Enciclopedia Sovieticalingua:rueditore:Sovetskaja Ėnciklopedijacittà:Moscaanno:1976edizione:3autore:E. G. Gimpel'soncuratore:A. M. Prochorovvolume:vol. 24autore:Boris Meissnercapitolo:La democrazia e sovietica e la dittatura bolscevica del partitocuratore:Richard Löwenthaltitolo:La democrazia nella società che cambiaanno:1969editore:Jaca Bookannooriginale:1963cid:Meissnerpagine:197-228lingua:rutitolo:Istorija Rossii: učebnikautore:Aleksandr Sergeevič Orlov, V. A. Georgiev, N. G. Georgieva, T. A. Sivochinaeditore:Prospektedizione:4ª edizionecittà:Moscapagine:528ISBN:978-5-392-11554-9cid:Orlov et al.anno:2014cid:Reedautore:John Reedtitolo:I dieci giorni che sconvolsero il mondoeditore:Edizioni Clandestinecittà:Marina di Massatraduttore:Barbara Gambaccinianno:2011ISBN:978-88-6596-307-4titolo:Zakon SSSR ot 15.03.1946 o preobrazovanii Sovnarkomov v Sovminyurl: http://russia.bestpravo.com/ussr/data04/tex16360.htmlingua:rucid:Legge dell'URSS del 15 marzo 1946accesso:20 febbraio 2017
Voci correlate
Content:
Altri progetti
Content:
Collegamenti esterni
Content:

References

nome ufficiale in altre lingueLInternazionaleInno dellUnione SovieticaFile:Soviet Union national anthem (instrumental), 1977.ogaProletari di tutti i paesi, unitevi!Russolingue regionaliMoscaRepubbliche dellUnione SovieticaStato socialistasovietRepubblica parlamentarefederalea partito unicoPresidente del Praesidium del Soviet Supremo dellUnione Sovietica198919901991Primo ministrode iureSegretario del PCUSde factoLeninPolitburosegretario generaleSoviet supremoMichail Kalininrivoluzione dottobreMichail Gorbačëvputsch di MoscaAccordo di BelavežaRussiaEuropa orientaleAsiaRussia europeaRussia asiaticarublo sovieticogaspetroliogasgranoacciaioindustria pesanteCOMECON.suortodossiaislambuddhismoebraismoprotestantesimobordo|20pxRSFS Transcaucasica20px|bordoRSS Bielorussa20px|borderRSS Ucraina20px|bordoRSP Corasmia20px|bordoRSP BukharaLeningradoStalingradoacronimoStato federaleEuropa orientaleAsia settentrionaleimpero zaristaguerra civile russasi sciolse ufficialmentesocialisterussachilometrilongitudineOblast di KaliningradRussiaPoloniacapo Dežnëvstretto di BeringnordamericanoGrande DiomedeStati Unitikm²terre emerseRussiapotenze dellAsseseconda guerra mondialesuperpotenzaEuropa orientaleblocco occidentaleStati Uniti dAmericaguerra freddadissoluzione dellUnione SovieticaRussiaanni novantaConsiglio di sicurezza delle Nazioni UniteG8Repubbliche Socialiste SovieticheRepubblica Socialista Sovietica RussaImpero russoAlaskaFinlandiaPoloniasolo partito politicoPartito Comunista dellUnione Sovieticasegretario generalepolitburoOrdine della Bandiera rossa del lavoroFile:Order of Red Banner of Labor thumb.png: Paesi europeiXIX secolomonarchia autocraticarivoluzioniprima1905guerra contro il Giapponesecondaterza1917calendario giulianoChiesa ortodossa russaRussiaImpero russoprima guerra mondialedinastia RomanovMicheleSovietmenscevichisocialrivoluzionariGoverno provvisorioLvovLeninSvizzeraTesi di aprileVII Conferenza del Partito bolscevicomanifestazione di operai e soldatiAleksandr Kerenskijcolpo di statoLavr KornilovTrockijComitato centrale del Partito bolscevicoGuardie RosseFlotta del BalticoPalazzo dInvernoCongresso panrusso dei SovietConsiglio dei commissari del popoloLeninArmata RossaesercitoMurmanskArcangeloVladivostokUcrainaFinlandiaEstoniaLettoniaLituanianazionalisticiguerra civileTrockijArmata BiancaammiraglioKolčakSiberiageneraleDenikinRussia meridionaleArmata VerdeArmata NeraCrimeaCaucasoEstoniaLettoniaLituaniaseconda guerra mondialeStato socialistaLeninPoloniaFinlandiaStati balticipoliticagubernija dellImpero russo (province dellImpero russo)governatorati baltici1924Regno dItaliaBenito MussolinileadershippartitocapitalismoRepubblica di WeimarUngheriainternazionalismosocialismo in un solo PaeseStalinNikolaj Ivanovič BucharinGrigorij Evseevič Zinovevesilio1929economiasocialistapolizia segretaNKVDGPUKGBgulag19361939grandi purgherepubblica spagnolafascistiFrancisco FrancoAdolf Hitler1939Germania nazistapatto di non aggressioneBerlinoMoscapatto Molotov-Ribbentropsfere dinfluenzaEuropa orientalePoloniafiumiNarewVistolaSanBessarabiaRomaniaFranciaGran Bretagnainvasione della PoloniaFranciaGran BretagnaGermaniaguerrainvadeva a sua volta la PoloniaBrest-LitovskterritorioLituaniaLettoniaEstoniaBessarabiaBucovinaRomaniaSocietà delle Nazioni1941Impero giapponesepatto quinquennale di non aggressioneMoscaYōsuke MatsuokaMolotovHitleroperazione Barbarossa1941industrie bellicheGermania nazistaStati UnitiGran BretagnaWinston Churchillbattaglia di StalingradoAsseBerlino1945palazzo imperiale di Livadiaconferenza di YaltaStalinChurchillRooseveltseconda guerra mondialeEuropaImpero GiapponeseImpero Giapponesesoldatifronte orientaleManciuriaseconda guerra mondialeCorea SettentrionaleSachalinCuriligrande guerra patriotticaImpero sovieticoguerra freddaNikita Chruščёv1956EgittoNasserFranciaRegno UnitoCompagnia del Canale di Suezcrisi dei missili di CubaCuba19591961sbarco nella baia dei Porciguerra atomicaTurchiadistensioneUngheria19561964blitzLeonid Brežnev1982Jurij Vladimirovič AndropovKonstantin Ustinovič Černenkoanni ottantaMichail Gorbačëvglasnostperestrojkadottrina Sinatra19891990Germania EstMuro di BerlinoErich HoneckerSEDConsiglio di mutua assistenza economicapatto di VarsaviaMichail GorbačëvFile:Mikhail Gorbachev 1987.jpg: colpo di StatoJanaevJazovoccidentaliBoris EltsinBelavežaSoviet Supremogiorno prima1992RussiaLituaniaGeorgiaEstoniaLettoniaRussiaUcrainaBielorussiaMoldaviaAzerbaigianUzbekistanArmeniaNazioni UniteConsiglio di sicurezzamembro permanenteSovietseparazione dei poterisocietà borghesiconflitti di classePartito ComunistaCongresso dei Soviet dellURSSComitato esecutivo centraleCostituzione del 1936Soviet Supremo dellURSSPresidium del Soviet SupremoperestrojkaCongresso dei deputati del popolo dellURSSPresidente dellUnione SovieticaConsiglio dei commissari del popoloCommissariati del popoloConsiglio dei ministridissoluzione dellUnione Sovieticanuovi stati indipendentiIosif StalinGeorgij MalenkovNikita ChruščëvLeonid BrežnevJurij AndropovKonstantin ČernenkoMichail GorbačëvMikhail KalininNikolaj SvernikKliment VorošilovLeonid BrežnevAnastas MikojanNikolaj PodgornyjLeonid BrežnevVasilij KuznecovJurij AndropovVasilij KuznecovKonstantin ČernenkoAndrej GromykoMichail GorbačëvLeninAleksej RykovVjačeslav MolotovStalinStalinGeorgij MalenkovNikolaj BulganinNikita ChruščëvAleksej KosyginNikolaj TichonovNikolaj RyžkovValentin PavlovIvan SilaevMappa delle repubbliche sovietiche: 50pxRSS Armena50pxRSS Azera50pxRSS Bielorussa50pxRSS Estone50pxRSS Georgiana50pxRSS Kazaka50pxRSS Kirghiza50pxRSS Lettone50pxRSS Lituana50pxRSS Moldava50pxRSFS Russa50pxRSS Tagika50pxRSS Turkmena50pxRSS Ucraina50pxRSS UzbekaCSINATOEUEURASECGUUAMOSC50pxRSFS Russa50pxRSFS RussaRussia50pxRSS Carelo-Finlandese50pxRSS BielorussaBielorussia50pxRSS EstoneEstonia50pxRSS LettoneLettonia50pxRSS LituanaLituania50pxRSS MoldavaMoldavia50pxRSS UcrainaUcraina50pxRSFS Transcaucasica50pxRSS ArmenaArmenia50pxRSS AzeraAzerbaigian50pxRSS GeorgianaGeorgia50pxRSS KazakaKazakistan50pxRSS KirghizaKirghizistan50pxRSS TagicaTagikistan50pxRSS TurkmenaTurkmenistan50pxRSS UzbecaUzbekistanchilometri quadratiCareliaPrussia orientaleMoldaviaCecoslovacchiaGaliziaAsiaNorvegiaFinlandiaPoloniaCecoslovacchiaUngheriaRomaniaTurchiaIranAfghanistanCinaMongoliaCorea del NordMar NeroMar dAvovMar CaspioMar BalticoMar BiancoMar Glaciale ArticoMare di BarentsMare di KaraMare di LaptevMare della Siberia OrientaleMare di Okhotsk,Mare dei ČukčiMar di BeringMar del GiapponeOceano pacificoAsia CentraleSiberiaslavirublo sovietico: mezzi di produzionecollettivizzatakolchozCostituzione dellUnione SovieticaStati post-sovietici (in blu) dal 1961 al 2009: etnieRussiUcrainiUzbechiThe World FactbooktatariudmurtiRussiRSFS RussaRSS UcrainaRSS BielorussaRSS MoldavaRSS AzeraRSS GeorgianaRSS ArmenaRSS UzbekaRSS KazakaRSS TagikaRSS KirghizaRSS TurkmenaRSS LituanaRSS LettoneRSS EstoneCostituzione sovietica del 1936separazione tra Stato e ChiesaCostituzione sovietica del 1918laicoateoateismo di StatomarxismoVladimir LeninChiesa ortodossa russaCostituzione sovietica del 1918Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russadeportazionegulagcampo di lavoro forzatocarcerelibertà condizionaleCostituzione sovietica del 1936matrimonio civileNataleYom KippurCattedrale di Cristo SalvatoreMosca1931.: StalinCostituzione sovietica del 1924Costituzione sovietica del 19361927larticolo 58pena di morteArticolo 58 del Codice penale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa1943Sergio I di Moscanazisti1944Chiesa ortodossaNikita Khruščёv1954BreznevAndropovCernenkolibertà di cultoLeningradoLega degli atei militantiblocco orientaleRepubblica Democratica TedescaAlbaniaEnver Hoxhadivorzioabortoomicidio volontarioomicidio del consenzienteeutanasiasuicidio assistitoomosessualitàtornò illegaleMaksim GorkyVladimir MayakovskyanalfabetaSergej Ėjzenštejnclassicismo socialistaViking PressGrande enciclopedia sovieticaKhrushovanni cinquantaYury Trifonovsamizdatlibertà di espressionemezzi di comunicazione di massaSputnik 1File:Sputnik asm.jpg: insigniti del premio Nobel1957satellite artificialeSputnik 11961Jurij GagarinMIRtecnologie edilizieingegneria civileedificio principale dellUniversità statale di MoscagrattacieloNew Yorkedificio più alto dEuropaMesseturmFrancoforteenergia nucleare1957rompighiaccio Lenindisastro di Černobyl1986CapodannoGiornata Internazionale della DonnaGiorno del primo volo nello spazioFesta del lavoroGiorno della vittoriaGiorno della Costituzione dellURSSGiuffrèGiuseppe BoffaLUnitàPCIBolšaja Sovetskaja ĖnciklopedijaRichard LöwenthalJaca BookA. S. OrlovJohn ReedI dieci giorni che sconvolsero il mondoAntisovietismoArmata RossaBolscevismoCapitalismo di statoComunismoGuerra civile russaOccupazione sovietica delle repubbliche balticheOrgani costituzionali dellUnione SovieticaPartito Comunista dellUnione SovieticaPatto di VarsaviaPrima guerra mondialeRussiaSeconda guerra mondialeSocialismoCategoria:Unione Sovietica

Categories

wikitext-dom:<empty>