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Urbano Lazzaro
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Abstract

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Biografia
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Militanza partigiana
Content:In servizio alla Guardia di Finanza, Urbano Lazzaro, dopo l'Armistizio di Cassibile, fu catturato dalle Schutzstaffel ma riuscì a fuggire ed a raggiungere le formazioni partigiane della Resistenza italiana nel Como, nelle quali militò con il nome di battaglia "Bill". Di opinione politica genericamente liberale divenne vicecommissario politico del distaccamento "Puecher" della 52ª Brigata Garibaldi Luigi Clerici, comandata da Pier Luigi Bellini delle Stelle, monarchico.
L'arresto di Benito Mussolini
Content:Il 27 aprile 1945, alle sette del mattino, ad un posto di blocco appena fuori dall'abitato di Musso, il distaccamento ferma una colonna, lunga circa un chilometro, composta da trentotto autocarri con circa duecento soldati della contraerea tedesca, al comando del tenente Willy Flamminger ed alcune macchine "civili" al suo seguitoCavalleri, Giannantoni, Cereghino, La fine. Gli ultimi giorni di Benito Mussolini nei documenti dei servizi segreti americani (1945-46), Garzanti, Milano, 2009, p. 39.. Dopo una breve sparatoria e in seguito a lunghe trattative, i tedeschi ottengono il permesso di poter proseguire a condizione che venga effettuata un'ispezione e che siano prelevati tutti gli italiani presenti nel convoglio. L'ispezione della colonna tedesca è effettuata nella piazza di Dongo (Italia), verso le ore 16 dello stesso giorno. Seduto su una panca del camion n. 34, il partigiano Giuseppe Negri riconosce Benito Mussolini, travestito da tedesco, con un mitra e una pistola Glisenti. Lazzaro "Bill" sale sul camion e, prontamente, lo disarma, lo arresta e lo conduce nella sede comunalePier Luigi Bellini delle Stelle, Urbano Lazzaro, Dongo: la fine di Mussolini, Mondadori, Milano, 1975, p. 116-126Della presenza di Mussolini sul camion si erano precedentemente accorti anche il parroco di Musso don Enea Mainetti ed il giovane Fiorenzo Rampoldi, v. Giorgio Cavalleri, Ombre sul lago, Piemme, Casale Monferrato, 1995, pag 24..
I documenti di Mussolini e il bottino di guerra
Content:In municipio, Lazzaro sequestra a Mussolini una borsa a quattro scomparti, contenente altrettante cartelle e documenti riservatissimi, un milione e settecentocinquantamila lire in assegni e centosessanta sterline d'oroBellini delle Stelle, Lazzaro, cit., p. 129-131. La sera stessa provvede al deposito della borsa di Mussolini, insieme a un'altra sequestrata al colonnello Casalinuovo, presso la filiale della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde di DomasoBellini delle Stelle, Lazzaro, cit., p. 133, accompagnato dal collaboratore ed interprete svizzero Alois Hofman e dal partigiano Stefano TunesiAlessandro Zanella, L'ora di Dongo, Rusconi, Milano, 1993, pag 378. Anche i bagagli dei ministri al seguito di Mussolini, nonché le valigie piene d'oro, gioielli e valuta, trovate sull'Alfa Romeo del prefetto Luigi Gatti (politico), già segretario del duce, sono radunati in municipio e censiti. La valuta e i preziosi, nel tardo pomeriggio del 28 aprile, sono poi consegnati alla federazione comunista di Como, di cui era responsabile Dante GorreriLuciano Garibaldi, La pista inglese, ARES, Milano, 2002, pag. 164. Il documento di consegna è firmato dal capitano partigiano Luigi Canali (partigiano) e controfirmato da Urbano Lazzaro e Michele Moretti. Lo stesso 28 aprile 1945, Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci sono giustiziati a Giulino, frazione del comune di Tremezzina (Italia), da un gruppo di tre partigiani, comandati da un ufficiale presentatosi come "Colonnello Valerio" e poi rivelatosi per Walter Audisio, futuro deputato del Partito Comunista Italiano. Urbano Lazzaro non è presente alla fucilazione.Sull'autocarro tedesco dove era stato riconosciuto e poi arrestato Mussolini erano rimaste cinque valigie del bagaglio personale del dittatore, contenenti banconote e lingotti d'oro. Dopo essere stato consentito loro di partire, i militari tedeschi fecero pervenire ad Alois Hofman parte delle banconote, per un importo pari a 33.020.000 di lirePeter Tompkins, Dalle carte segrete del duce, Tropea, Milano, 2001, pag. 125. Detta somma fu consegnata dall'Hoffman al comandante del distaccamento Bellini delle Stelle e al vicecommissario Urbano Lazzaro che provvidero al suo deposito presso la Cassa di Risparmio di DomasoBellini delle Stelle, Lazzaro, cit., p. 135-136. Il 1º maggio 1945, detti valori furono ritirati dalla banca per ragioni di prudenza e affidati al commissario politico Michele Moretti, perché li consegnasse al comando del Corpo volontari della libertà di Milano, dedotta la somma di L. 3.020.000 per far fronte ai bisogni urgenti della brigata. Archivio di Stato di Milano, fascicolo aperto dal Tribunale Militare contro Michele Moretti, Angelo Mentasti, Carlo Maderna, Pietro Terzi e altri, 1945..
Le memorie del "partigiano Bill"
Content:Al termine della seconda guerra mondiale, Lazzaro, diventato funzionario di una società idroelettrica, si trasferisce in Brasile, a Rio de Janeiro, dove si sposa e diventa padre di tre figlie. Ritorna poi in Italia, a San Germano Vercellese, paese natale della moglie.Nelle memorie pubblicate nel 1993, Urbano Lazzaro dichiara che a giustiziare Mussolini non sarebbe stato Audisio ma il futuro segretario del PCI Luigi Longo, . In realtà la presenza di Longo a Mezzegra al momento della fucilazione di Mussolini, avvenuta intorno alle ore 16.00 del 28 aprile 1945, deve escludersi, dato che, come è confermato dalle numerose fotografie dell'evento che lo ritraggonoGiorgio Cavalleri, Franco Giannantoni e Mario J. Cerighino, cit., p. 95., nel corso del pomeriggio dello stesso giorno, Longo era a Milano in Piazza del Duomo (Milano), alla sfilata conclusiva della manifestazione, partita alle ore 15.00, dei Brigate Garibaldi della Valsesia e della Val dOssola guidati da Cino Moscatelli. Non si comprende, peraltro, per quale motivo Lazzaro si sia pronunciato a favore dell'identificazione di "Valerio" con Longo soltanto a partire dal 1993 e non abbia testimoniato ciò al processo a Walter Audisio del 1957, nel quale fu convocato a testimoniareUrbano Lazzaro, Dongo, mezzo secolo di menzogne, Mondadori, Milano, 1993. Lazzaro, peraltro, non si pronunciò in tal senso né nel memoriale Dongo: la fine di Mussolini, Mondadori, Milano, 1962, scritto insieme a Pier Luigi Bellini delle Stelle, né al processo di Padova del 1967.Nel 1997, a San Germano Vercellese, in occasione di una conferenza presso un circolo post-fascista, Urbano Lazzaro definì "arbitraria" l'esecuzione del prigioniero eccellentissimo. Tale opinione, unita alle precedenti rivelazioni, gli attirò le diffidenze dei suoi ex compagni.Muore a Vercelli il 3 gennaio 2006.
Note
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Opere
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
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