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Patti Lateranensi
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Abstract

File:Firma dei Patti Lateranensi.jpg: Patti Lateranensi è il nome che è stato stabilito per gli accordo di mutuo riconoscimento tra il Regno dItalia (1861-1946) e la Santa Sede sottoscritti l'11 febbraio 1929, con i quali per la prima volta dall'Unità dItalia furono stabilite regolari relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede.Presero il nome del Palazzo del Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, che furono negoziati tra il Segretario di Stato (Santa Sede) Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e il Capo del governo primo ministro segretario di Stato Benito Mussolini per conto del Regno dItalia (1861-1946).Il rapporto tra Stato e Chiesa era precedentemente disciplinato unilateralmente dalla cosiddetta «legge delle Guarentigie», approvata dal Parlamento del Regno dItalia il 13 maggio 1871 dopo la presa di Roma. La legge delle Guarentigie non venne mai riconosciuta dai Pontefici, da Papa Pio IX in poi; la somma stanziata anno per anno dal governo italiano venne conservata in un apposito conto, in attesa di concludere un accordo con la Santa Sede.
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Content:
Il contenuto dei Patti
Content:I Patti Lateranensi consistono in tre distinti documenti:
Cenni storici
Content:@an0:Patti Lateranensi, Sezione Convenzione Finanziaria su Vatican.va@an0:Regno d'Italia@an0:Chiesa cattolica di RomaFile:Vatican City Map 1929.jpg: I Patti Lateranensi non furono gli unici accordi stipulati negli anni successivi alla Prima guerra mondiale tra il Vaticano e stati esteri, nell'ottica di rendere libera la professione della religione cattolica e di ridare un ruolo diplomatico di primo piano al papato. Tra gli altri vi furono accordi con la Repubblica di Lettonia (1919-1940) (stipulato nel 1922), con la Baviera (1924), con la Seconda Repubblica di Polonia (1925) con la Lituania e con la Regno di Romania (entrambi stipulati nel 1927), con la Prussia (stipulato nel 1929), con il Repubblica di Baden (1932) e con la Germania nazista (nel 1933).Grignola Antonella e Ceccoli Paolo, Nel nome di Dio, Demetra Edizioni, ISBN 88-440-2288-1, pagina 231La connessione dei Patti lateranensi con la linea d'indirizzo segnata dai precedenti Concordati fu notata sin dal 1929, come risposta alla critica secondo cui il Papato aveva barattato il suo potere temporale ed il grandioso imprigionamento nel quale ha prosperato per quasi sessant'anni, in cambio di vantaggi di interesse della sola chiesa italiana"In una parola, che il Vaticano ha sacrificato la sua missione universale ai suoi interessi peculiarmente italiani": André Géraud,..
Gli accordi politici
Content:I Patti Lateranensi (la «Conciliazione») tra Stato e Chiesa nel 1929 per la risoluzione della "Questione romana" si conclusero in maniera soddisfacente per le parti in causa. L'inizio di trattative segrete avvenne grazie all'iniziativa di tre zelanti sacerdoti: padre Giovanni Genocchi dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, di don Giovanni Minozzi fondatore con padre Giovanni Semeria dell'Opera Nazionale per il Mezzogiorno dItalia. Quest'ultimo riferì che proprio in casa di suoi parenti i tre si riunirono per discutere e studiare la possibilità di trovare una via di uscita per riallacciare le relazioni tra Stato e Chiesa. Le discussioni e i lavori durarono tre giorni al termine dei quali padre Genocchi si incaricò di portare all'allora segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Gasparri, il risultato del loro lavoro. L'alto prelato della Curia romana rimase "trasecolato" per tale iniziativa personale dei tre sacerdoti.Finalmente il 26 agosto 1926 furono designati ufficiosamente e informalmente due incaricati: uno dal governo Benito Mussolini e l'altro da parte di papa Pio XI.Per la prima volta figura l'avvocato concistoriale Francesco Pacelli quale plenipotenziario per il Vaticano, fratello di Papa Pio XII, futuro segretario di Stato prima e papa Pio XII poi. Da parte italiana fu scelto Domenico Barone.L'11 febbraio ricorreva il 71º anniversario della prima apparizione di Nostra Signora di Lourdes; la scelta di firmare il concordato in quell'occasione intendeva rimarcare la soddisfazione da parte vaticana per i nuovi patti e poteva avere altri significati politici. Il 13 febbraio 1929 Pio XI tenne un discorso a un'udienza concessa a professori e studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che passò alla storia per un passaggio in cui Benito Mussolini è indicato come «un uomo [...] che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare»: File:Ceiling in the church of Notre Dame de la Defense in Montreal.jpg: Il 23 aprile 1929 cominciò il dibattito in Senato per la ratifica dei Patti Lateranensi, dibattito concluso il 25 maggio con un voto a favore, al termine di vivaci discussioni e polemiche anche all'esterno del Senato stesso. Sei senatori votarono contro l'approvazione: fra essi Benedetto Croce. Anche la Camera dei deputati votò l'approvazione dei Patti, ma vi furono due dissenzienti, anche se la Camera era formata completamente da elementi del Partito fascista. Lo scambio delle ratifiche avvenne con una solenne cerimonia in una saletta dei Palazzi apostolici, con Mussolini, che vestiva l'uniforme diplomatica con la feluca (copricapo), ricevuto con tutti gli onori. Era il 7 giugno 1929. Dopo un'ora dalla partenza di questi dal Vaticano, alle dodici in punto, entrarono in vigore i Patti, e nacque lo Stato della Città del Vaticano, con lo scambio delle consegne tra i Carabinieri, che subito dopo lasciarono l'ex territorio italiano passato al Vaticano, e le Guardie Svizzere in alta uniforme. Il clima era di grande cordialità e di amicizia.Alle ore zero dell'indomani, 8 giugno, entrarono in vigore le sei leggi principali del nuovo Stato, promulgate dal Pontefice subito dopo il mezzogiorno del giorno 7, fra cui la Legge Fondamentale, che all'art. 1 prevede che il Sommo Pontefice è sovrano dello Stato della Città del Vaticano.
L'inserimento nella Costituzione
Content:File:Mussolini- pope- king flag 55.png: Nel 1948 i Patti furono riconosciuti Costituzione della Repubblica Italiana nell's:Costituzione della Repubblica italiana#Art. 7, con la conseguenza che lo Stato non può denunciarli unilateralmente come nel caso di qualsiasi altro trattato internazionale, senza aver prima modificato la Costituzione. Qualsiasi modifica dei Patti deve inoltre avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede, in tal caso la revisione dei Patti non richiede un procedimento di revisione costituzionale.L'articolo 7 non ha comunque inteso parificare il contenuto dei Patti alle norme costituzionali, ma soltanto costituzionalizzare il principio concordatario, con la conseguenza che essi, per il tramite della legge di esecuzione, avrebbero dovuto ritenersi soggetti al giudizio di compatibilità con i principi supremi dell'ordinamento da parte della Corte costituzionale della Repubblica Italiana. Con le sentenze n. 30 e 31 depositate il primo marzo 1971, i Patti lateranensi vennero posti tra le fonti atipiche dell'ordinamento italiano, vale a dire che le disposizioni dell'atto non hanno la stessa natura delle norme costituzionali, ma hanno un grado di resistenza maggiore rispetto alle fonti ordinarie. Pertanto, i Patti Lateranensi devono essere modificati col procedimento ordinario nel caso ci sia mutuo consenso fra Stato e Chiesa, con il procedimento aggravato proprio delle leggi costituzionali nel caso sia lo Stato unilateralmente a modificare il testo dell'atto. Inoltre, le disposizioni dei Patti possono essere dichiarate costituzionalmente illegittime solo se contrastano con i principi supremi dell'ordinamento costituzionale (Corte cost. 16/1982, 18/1982).Si ricordi comunque che, se gli articoli 7 e s:Costituzione della Repubblica italiana#Art. 8 della Costituzione prevedono un sistema differenziato di disciplina dei rapporti tra lo Stato e le varie confessioni religiose, altre disposizioni (si vedano gli articoli s:Costituzione della Repubblica italiana#Art. 19 e s:Costituzione della Repubblica italiana#Art. 20 della Costituzione) prevedono invece un regime di tutela uniforme per ciò che attiene all'esercizio del culto da parte dei fedeli.
La revisione del 1984: il nuovo concordato
Content:Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al Accordo di Villa Madama venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall'allora presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l'approvazione del governo italiano.Nel precedente Concordato, nel quale ancora vigeva la norma del giuramento dei nuovi vescovi al Governo italiano, l'unico vescovo che non era obbligato a giurare fedeltà all'Italia era colui che fa le veci del Pontefice nella sua qualità di vescovo di Roma, cioè il cardinale vicario. Questa eccezione alla regola, che appariva nel Concordato, era stata prevista proprio in segno di rispetto dell'indipendenza del Papa nei riguardi dell'Italia.Il suo vicario non deve essere sottoposto al giuramento, perché rappresenta il vescovo effettivo della città di Roma, cioè il Pontefice. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall'ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall'ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico. Fu anche stabilito che nelle scuole si potesse richiedere l'esenzione dall'ora di religione cattolica, prima obbligatoria, che tuttavia restò curriculare , mancando l'occasione di rendere al contrario facoltativa la frequenza per gli interessati a tale materia: la scelta relativa deve essere effettuata e comunicata all'atto dell'iscrizione prima dell'inizio dell'anno scolastico.
Il dibattito politico sull'abolizione del Concordato
Content:Non può essere proposto un Referendum in Italia per l'abolizione o la modifica del Trattato, del Concordato o delle leggi collegate a essi perché non sono ammessi, nel nostro ordinamento, referendum riguardanti i trattato internazionale. Come prevede l's:Costituzione della Repubblica italiana#Art. 7 della Costituzione della Repubblica Italiana, «le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale»: ciò significa che le modifiche bilaterali possono essere adottate con legge ordinaria, mentre, argomentando a contrario, quelle unilaterali richiedono il Rigidità della costituzione#Forme di rigidità costituzionale s:Costituzione della Repubblica italiana#Art. 138 Cost. Nulla vieta, peraltro, che tale legge ordinaria o Legge costituzionale sia proposta dal corpo elettorale, in quanto l's:Costituzione della Repubblica italiana#Art. 71 Cost., nel disciplinare l'Legge di iniziativa popolare, non menziona alcuna restrizione riguardante l'una o l'altra fonte del diritto. Dopo gli accordi di Villa Madama alcuni costituzionalisti ritengono che si sia rafforzata la tesi che il Concordato possa essere sottoposto a referendum, non avendo la valenza di un vero e proprio trattato internazionale fra stati ma solo di accordo con una confessione religiosa.
Dibattito sulla possibilità di recesso unilaterale
Content:Oltre all'accordo bilaterale e alla modifica costituzionale unilaterale, esiste una terza strada, cioè la denuncia unilaterale del concordato e la dichiarazione di un governo di non rispettare più il trattato con paese estero (possibilità che non può essere reclamata ai sensi dell'art. 4 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati trattandosi di trattato firmato precedentemente a questa), per precisa scelta politica (dettata, ad esempio, dalla convinzione che la Chiesa avrebbe violato il trattato con alcune ingerenze politiche); inoltre, introducendo ad esempio il divorzio (ordinamento civile italiano) o sottraendo alla legislazione ecclesiatica, come prescrive l'articolo 11 del Trattato Lateranense, la giurisdizione sul controverso caso delle Radio Vaticana#Controversie sulle emissioni poi rimosse, come stabilito dalla Corte suprema di cassazione, lo Stato italiano si sarebbe già distaccato da alcuni punti dei Patti, ritenuti ormai superati: a quel punto resterebbe il riferimento in Costituzione, ma de facto non ci sarebbe più la legge ordinaria e il vincolo del trattato con Stato estero.Tale scelta potrebbe essere contestata dalla controparte per violazione del diritto internazionale o dalla Corte Costituzionale (la quale può comunque abolire parti di leggi collegate al Concordato, se vengono giudicate in contrasto con l'ordinamento e lo spirito della Costituzione: prima del 1984, quando era ancora in vigore la norma sulla religione di Stato, vi fu la sentenza n. 117 del 2 ottobre 1979 che abolì il "giuramento su Dio", che legittimò l'ateismo attivo e delegittimò nei fatti lo status della religione cattolica come "sola fede dello Stato") e sarebbe comunque al limite della forzatura giuridica essendo presente il riferimento nell'articolo 7 (ciò non impedisce che possa venire fatto, vista l'impossibilità di obbligare un governo estero a rispettare un trattato), anche se è già accaduto, sia per paesi esteri (la Francia con lo stesso Vaticano e con la NATO) e anche in Italia. Tuttavia come ebbe a pronunciarsi lo stesso Pio XI con il noto simul stabunt vel simul cadent, non molto tempo dopo la ratifica dei Patti, a seguito della crisi dei rapporti tra Chiesa e Governo italiano guidato da Mussolini, un eventuale recesso unilaterale riaprirebbe inevitabilmente la crisi nei rapporti tra i due stati derivante dalla Questione Romana conclusasi ufficialmente con la firma del trattato (art.26).Il cosiddetto Relazioni bilaterali tra Italia e Libia#Il trattato di Bengasi .282008.29 venne sconfessato e sospeso durante la Prima guerra civile in Libia, nonostante fosse stato ratificato dal Parlamento e quindi divenuto fonte del diritto (come prescritto dalla Costituzione che riconosce i trattati ratificati).La dottrina giuridica rimane combattuta e incerta sulla possibilità, per questo la maggioranza dei giuristi risulta sostenere le prime due soluzioni rispetto alla terza.
Note
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Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:@an0:1929@an0:1984@an0:http://www.radioradicale.it/scheda/272732/lanniversario-del-concordato-intervista-al-vicepresidente-della-camera-rocco-buttiglione@an1:''70 anni di Concordato''. Intervista a Radio Radicale con il filosofo Rocco Buttiglione@an0:Convegno “A trent'anni dal nuovo Concordato (1984-2014)”urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20121231213325/http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/06/Quando_Papa_non_piu_prigioniero_co_9_090206001.shtmltitolo:Quando il Papa non fu più prigioniero. I Patti che posero fine alla Questione romanaautore:Ernesto Galli Della Loggiapubblicazione:Corriere della Seradata:6 febbraio 2009p:44accesso:25 febbraio 2019dataarchivio:31 dicembre 2012 Categoria:Questione romana Categoria:Relazioni internazionali della Santa Sede Categoria:Diritto ecclesiastico

References

1929Palazzo LateranenseRomaQuestione romanaConciliazioneStato della Città del VaticanoBenito MussoliniPietro GasparriIl momento della firma dei trattati.: accordi di mutuo riconoscimentoRegno dItaliaSanta Sede1929Unità dItaliarelazioni bilaterali tra Italia e Santa SedePalazzo di San Giovanni in LateranoCardinale Segretario di StatoPietro GasparriSanta SedeCapo del governo primo ministro segretario di StatoBenito MussoliniRegno dItalialegge delle GuarentigieParlamento italiano1871presa di RomaPio IXRegno dItaliaLegge delle GuarentigiematrimoniodivorzioChiesa cattolica di Romareligione di Statoinsegnamento della religione cattolicaRomaaccordi di villa MadamaSommo PonteficeCittà del Vaticano1929.: Prima guerra mondialeLettonia1922Baviera1924Polonia1925LituaniaRomania1927Prussia1929Baden1932Germania nazista1933Demetra EdizioniQuestione romanaGiovanni GenocchiMissionari del Sacro Cuore di GesùGiovanni MinozziGiovanni SemeriaO.N.M.I.Curia romana1926Mussolinipapa Pio XIFrancesco PacelliEugenio PacelliDomenico BaroneNostra Signora di LourdesUniversità Cattolica del Sacro CuoreBenito MussoliniPio XIGuido Nincheri in una chiesa di Montreal che celebra i Patti Lateranensi, dove sono raffigurati Pio XI e Mussolini (a cavallo): SenatoBenedetto CrocefelucaStato della Città del VaticanosovranoStato della Città del VaticanoVittorio Emanuele III di SavoiaPapa Pio XIBenito Mussolini. : 1948costituzionalmentearticolo 7Corte costituzionale1971819201984religione di Statonuovo ConcordatoVilla MadamaRomapresidente del ConsiglioBettino CraxiAgostino CasarolicleroIRPEFotto per millematrimonioreferendumtrattati internazionaliart. 7Costituzionelegge ordinariaprocedimento aggravatoart. 138costituzionaleart. 71iniziativa legislativa del popoloConvenzione di Viennadivorzioantenne di Radio VaticanaCorte suprema di cassazionediritto internazionaleCorte CostituzionaleFranciaNATOsimul stabunt vel simul cadentQuestione Romanatrattato italo-libicoguerra civile libicaAccordo di Villa MadamaAssegno di congruaConcordatoChiesa cattolicaCittà del VaticanoDonazione di CostantinoPotere temporalePresa di RomaSanta SedeStato PontificioZone extraterritoriali della Santa Sede in ItaliaMondoperaioCategoria:Questione romanaCategoria:Relazioni internazionali della Santa SedeCategoria:Diritto ecclesiasticoCategoria:Trattati del Regno dItalia

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