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Pena di morte
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Abstract

File:mastrotitta.jpg: File:La Peine de mort LACMA M.81.313.80.jpg: La pena di morte o pena capitale è una sanzione penale la cui Esecuzione (procedura penale) consiste nel togliere la vita al condannato.In alcuni ordinamento giuridico è prevista per le sole colpe più gravi come l'omicidio e l'alto tradimento; in altri si applica anche ad altri crimini violenti, come la rapina o lo stupro, o legati al traffico di droga; in alcuni paesi infine è prevista per reati dopinione come l'apostasia o per orientamenti e comportamenti sessuali come l'omosessualità o l'incesto.La pena di morte è stata abolita o non è applicata nella maggioranza degli stati del mondo mentre è ancora in vigore in altri come per esempio la Cina, la Bielorussia, l'India, il Giappone e gli Stati Uniti dAmerica.
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Cenni storici
Content:File:Cesare Beccaria 1738-1794.jpg: File:CKS Airport drugs sign.JPG: La pena di morte era presente in tutti gli ordinamenti antichi. Il diritto romano prevedeva la pena di morte e concedeva una speciale garanzia per i cittadini romani: una condanna a morte emanata in base all'imperium del magistrato non poteva essere eseguita senza concedere al condannato la facoltà di fare appello ai comizi centuriati per il tramite dell'istituto della provocatio ad populum.Nel corso della storia limitarono la pena di morte alcuni imperatori, l'imperatore romano Tito (imperatore) che non emise personalmente condanne a morte durante il suo principato (storia romana), il re indiano Ashoka, l'imperatore giapponese Saga (imperatore del Giappone) (primo abolizionista della storia) e, in Russia, una breve abolizione (o meglio una forte limitazione) avvenne nel 1753 per opera della zarina Elisabetta di Russia. Se si considera l'abolizione "di fatto", lo Stato abolizionista più antico è la Repubblica di San Marino, tuttora esistente: l'ultima pubblica esecuzione ufficiale risale al 1468, mentre l'abolizione definitiva fu sancita per legge nel 1865.Il primo Stato al mondo ad abolire legalmente la pena di morte fu il Granducato di Toscana il 30 novembre 1786 con l'emanazione del nuovo Codice leopoldino (Riforma criminale toscana o Leopoldina, preparata dal giurista Pompeo Neri alcuni anni prima) firmato dal granduca Pietro Leopoldo (divenuto poi Leopoldo II del Sacro Romano Impero), influenzato dalle idee di pensatori come Cesare Beccaria; tale giornata è festa regionale in Toscana. Tuttavia Leopoldo nel 1790 reinserì la pena di morte per i cosiddetti crimini eccezionali. Seguirono il Granducato la Repubblica Romana (1849) di ispirazione mazziniana (che tuttavia ebbe breve esistenza) nel 1849, il ricordato San Marino (1865) e altri. L'Italia l'abolì, tranne che per crimini di guerra e regicidio, nel 1889, per poi reinserirla con il Codice penale italiano del 1930, e abolirla definitivamente nel 1948. Il Regno Unito l'abolì negli anni 1960, mentre la Francia nel 1981.Un altro importante capitolo della storia della pena di morte viene scritto il 18 dicembre 2007, quando, dopo una campagna ventennale portata avanti dall'associazione Nessuno Tocchi Caino e dal Partito Radicale Transnazionale, da Amnesty International e dalla Comunità di SantEgidio, l'Onu approva una storica risoluzione su iniziativa italiana per la moratoria universale della pena di morte, ossia per una sospensione internazionale delle pena capitale.
Posizioni filosofiche nella storia
Content:
Nella Bibbia
Content:Nella Bibbia sono elencate situazioni in cui nelle leggi, che Dio dà a Mosè per esporle al popolo ebraico, si stabilisce la pena capitale come punizione per determinate colpe: ad esempio, nell'Antico Testamento è scrittoNell'Antico Testamento (Genesi, 4,23-24), esistono passi in cui Dio condanna la vendetta umana, minacciando punizioni peggiori («sette volte» e «settanta volte sette») per chi avesse ucciso Caino e Lamech.Diversi passi, in prevalenza dell'Antico Testamento, affermano la legittimità della pena di morte quando è violata la legge di Mosè. A questi si aggiungono gli episodi di guerra e della storia del popolo eletto, dove i nemici periscono per volontà divina. Riguardo alla violazione della legge ebraica, nella Lettera agli Ebrei 10,28: «Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni». In Levitico viene messo a morte «Chi bestemmia il nome del Signore», in Levitico chi commette adulterio, in «Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte», e in Levitico «Chi percuote a morte un uomo». In Libro dellEsodo viene messo a morte chi maledice il padre o la madre.Il passo è ripreso nel Nuovo Testamento, da Vangelo di Marco 7,10: «Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte». In Numeri (Bibbia) 35,30, si afferma che non si può accettare un prezzo di riscatto da un omicida: «Se uno uccide un altro, l'omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni, ma un unico testimone non basterà per condannare a morte una persona. Non accetterete prezzo di riscatto per la vita di un omicida, reo di morte, perché dovrà essere messo a morte».La morte del colpevole avveniva per lapidazione. Questa forma di esecuzione coinvolge tutta la comunità locale adulta, che collettivamente è chiamata ad applicare la legge, e risparmia l'individuazione di un singolo come boia.Nel Nuovo Testamento Gesù richiama più volte al perdono e condanna l'episodio della lapidazione della donna adulterio:
Pensatori antichi
Content:La maggioranza dei filosofi antichi giustifica la pena di morte, anche se spesso contestando l'uso spregiudicato che se ne faceva nel mondo antica Grecia-Antica Roma e orientale. Tra gli stoici, sostenitori del diritto naturale, si levarono alcune voci contro le condanne troppo facili e numerose; tra essi, Seneca, pur essendo favorevole alla pena capitale per gravi delitti, invita l'imperatore Nerone alla clemenza, comminando la massima pena solo in casi estremi, e seguendo la ragione e non l'impulso del momento e citando esempi di generosità.Lucio Anneo Seneca, De clementia, I, 1-2,; II, 2-3; Seneca ricorda poi alcune motivazioni dettate dalla ragione, che anticipano di sedici secoli quelle di Cesare Beccaria:
Pensatori cristiani
Content:Ad Agostino di Ippona (354- 430) si deve la prima condanna esplicita e argomentata della pena di morte nella storia del pensiero Cristianesimo. Nella lettera 153 del proprio epistolario, Agostino risponde a Macedonio, un luogotenente imperiale che lamentava la continua intercessione dei vescovi africani per impedire le esecuzioni capitali. Agostino risponde che risparmiare i colpevoli non è affatto un segno di approvazione verso la colpa. Al contrario, il disprezzo per la colpa non può essere disgiunto dall'amore per la creatura umana che l'ha commessa.Agostino chiama in causa diversi passi evangelici che invitano al perdono. È legittimo supporre che la sua condanna della pena di morte sia una conseguenza in campo giuridico della dottrina della grazia indebita e predestinata: se la salvezza dipende solo dall'intervento imprevedibile della grazia divina, irriconoscibile agli uomini, è ipocrita da parte degli uomini infliggere condanne definitive.Tommaso dAquino sostenne la liceità della pena di morte sulla base del concetto della conservazione del bene comune. Il teologo sosteneva tuttavia che la pena andasse inflitta solo al colpevole di gravissimi delitti, mentre all'epoca veniva utilizzata con facilità e grande discrezionalità. L'argomentazione di Tommaso d'Aquino è la seguente: Lo Stato pontificio ha mantenuto nel suo ordinamento la pena di morte fino al XX secolo, abolendola nel 1969, benché inapplicata dopo il 9 luglio 1870, data dell'ultima esecuzione capitale. Per la posizione attuale della Chiesa cattolica, vedi più avanti.
Cesare Beccaria
Content:File:Beccaria - Dei delitti e delle pene - 6043967 A.jpg: Nel 1764 la pubblicazione del pamphlet (trattato breve, libello) Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria stimolò la riflessione sul sistema penale vigente. Nel trattato (in particolare nel capitolo XXVIII), Beccaria si esprimeva contro la pena di morte, argomentando che con questa pena lo Stato, per punire un delitto, ne commetterebbe uno a sua volta:Tuttavia, la condanna di Beccaria verso la pena di morte, pur nella sua portata storicamente innovativa, non era espressa in termini assoluti: essa è necessaria, ma non giusta, in quanto "infrazione (come scrisse Piero Calamandrei) della legge morale per la quale l'uomo, anche nei confronti dello stato, è sempre non mezzo, ma fine".
Friedrich Nietzsche
Content:In controtendenza rispetto alle idee moderne fu Friedrich Nietzsche, che contestò il concetto filosofico di libero arbitrio e la funzione rieducativa della pena, considerando la morte del criminale come l'unico atto che restituisce dignità al suo gesto (come il suicidio nella morale greco-romana), assolvendolo dalla colpa e liberandolo dall'umiliazione del pentimento, imposto dalla morale cristiana: File:Nietzsche187a.jpg: Nella Genealogia della morale (1887), Nietzsche sostenne che il valore della pena non debba essere quello di destare il senso di colpa né di rieducare il criminale, ma soltanto quello di punire in chiave extramorale «un cagionatore di danni, un irresponsabile frammento di fatalità». Separando nettamente il diritto dalla morale, e ribaltando la prospettiva di Cesare Beccaria in chiave diametralmente opposta, Nietzsche considerò positivamente la situazione in cui il criminale si senta moralmente sollevato dal proprio gesto allorché si trovi «nell'impossibilità di avvertire come riprovevole la sua azione, la specie del suo atto in sé: vede infatti esercitata al servizio della giustizia esattamente la stessa specie di atti, e quindi approvata, esercitata con tranquilla coscienza»Friedrich Nietzsche, Genealogia della morale..La posizione di Nietzsche si inserì nel quadro filosofico di una critica radicale all'universalismo morale di origine cristiana e, in diverse sue opere, il filosofo contestò l'eticità intrinseca dei comandamenti biblici, presupponendo un'equiparazione extramorale tra i delitti e le pene:In Umano, troppo umano (1879), il filosofo tedesco contestò l'utilizzo della giustizia, e anche della stessa pena capitale, in chiave moralista e colpevolista: Nella stessa opera, egli affermò il diritto a una morte dignitosa, scrivendo: In Così parlò Zarathustra (1883) suggerì idee affini, senza rinnegare l'utilizzo della pena capitale, bensì riaffermandola in chiave assolutoria e "sacrificale": In uno dei Frammenti postumi egli chiarì che: In generale, pur non prendendo un'esplicita posizione a sostegno della pena di morte, il pensiero di Nietzsche risultò esplicitamente contrario a quegli stessi principi filosofici che, in occidente, portarono alla progressiva abolizione della pena capitale e all'idea dei diritti umani. Il suo pensiero è considerato tuttora di grande attualità da parte di coloro che non riconoscono il fondamento etico di tali dirittiSlavoj Žižek, Contro i diritti umani, Il Saggiatore, Milano 2005..
Dottrina cattolica odierna
Content:Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1997) parla della pena di morte all'interno della trattazione sul quinto comandamenti, "Dieci comandamenti#Suddivisione ebraica e cattolica", e più specificamente nel sottotitolo che tratta della legittima difesa (diritto).In questo contesto dice (n. 2266-2267): Il catechismo, pubblicato due anni dopo, ha sostanzialmente recepito ciò che Giovanni Paolo II ha precisato nell'enciclica Evangelium vitae, ma ancora lasciandone la possibilità in casi eccezionali.L'enciclica recita: D'altra parte, la teologia più volte ha ribadito l'importanza del diritto alla vita e che la vita è per i cristiani un dono di Dio, che è l'unico ad avere il diritto di donarla e di toglierla, come si legge nel catechismo nº 2280: In base a questo principio, e riprendendo Tommaso dAquino, si basa anche la possibilità della legittima difesa (nº 2263): Importanti esponenti della Chiesa cattolica sono attualmente in prima fila per chiedere l'abolizione della pena di morte nel mondo. Lo stesso Giovanni Paolo II ha più volte espresso tale posizione; durante la sua ultima visita negli Stati Uniti dAmerica, il 27 gennaio 1999 il pontefice ha dichiarato: La Pena di morte nella Città del Vaticano in Città del Vaticano non era prevista per alcun reato già dal 1967, su iniziativa di papa Paolo VI; Nel giugno 2004, l'allora cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Joseph Ratzinger, inviò, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, una lettera al cardinale Theodore Edgar McCarrick - arcivescovo di Washington - e all'arcivescovo Wilton Daniel Gregory - presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti - nella quale affermava che può tuttavia essere consentito [...] fare ricorso alla pena di morte:Il 1º agosto 2018 con il Rescriptum "ex Audentia SS.mi" Papa Francesco ha stabilito una nuova redazione del punto n° 2267 del Catechismo della Chiesa cattolica rendendo la pena di morte sempre inammissibile. 2267. Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune.Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi.Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che «la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona», e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo.
Buddhismo
Content:Il fondatore del buddhismo, il Gautama Buddha, si pronunciò contro la vendetta e lo spargimento di sangue, non legittimando tali atti in nessun caso: Il Buddha condannò la violenza e le punizioni corporali, e anche se molte interpretazioni ammettono l'autodifesa e la guerra (praticata anche da molti buddhisti nel corso dei secoli), i comportamenti e i pensieri violenti furono proibiti da lui anche in casi estremi, in particolare per i monaci, ponendo l'accento più che altro sulla disposizione mentale: Ancora: Uno dei precetti morali buddhisti (sila) così recita: La maggioranza dei leader buddhisti contemporanei si sono pronunciati contro la vendetta e l'uccisione legalizzata anche se alcuni l'hanno vista come una forma di karma retributivo, sempre che il boia e il giudice non siano animati da sentimenti di odio e rancore verso il condannato, la quale cosa è però considerata difficile; così sostenne il monaco thailandese Buddhadasa.Così si espresse il monaco Buddhadasa: «The revered Thai monk and towering Buddhist intellectual figure of the twentieth century, venerable Buddhadasa Bhikkhu, implicitly gave a nod to death penalty by saying that judges who hand down such a sentence and executioners who execute it commit no sin in doing so if they espouse no ill will against the prisoners». (Buddhadasa, 1999). Molti maestri buddhisti hanno definito la posizione dei favorevoli come un grave fraintendimento delle legge di causa-effetto, poiché spetta solo al karma e alla rinascita stabilire la retribuzione, non al boia e ai giudici, che produrrebbero karma negativo per sé e per altri.Tra gli oppositori alla pratica vi sono il Tenzin Gyatso e il leader della Soka Gakkai Daisaku Ikeda. Secondo il monaco buddhista Theravada thailandese Phra Paisal Visalo, abate del monastero di Wat Pasukato, la pena di morte Contrario anche il maestro zen vietnamita Thích Nhất Hạnh. Ugualmente contrario fu Nāgārjuna.The Precious Garland and the Song of the Four Mindfulnessess, pp. 66-67.Il re buddhista Ashoka (III secolo a.C.) fu il primo nella storia ad abolire le pene corporali e ridurre drasticamente la pena di morte, riducendo le condanne e concedendo 25 volte (sui primi 26 anni dall'incoronazione) l'amnistia ai prigionieri come detto nei suoi editti di Aśoka.Editto su pilastro N. 4 e N. 5 (S. Dhammika) Alcuni storici si riferiscono a ciò come a un'abolizione di fatto, la prima moratoria della storia.Jeffrey M. Shaw Ph.D., Timothy J. Demy Ph.D., War and Religion: An Encyclopedia of Faith and Conflict [3volumes], 2017, p. 77 L'imperatore del Giappone Saga (imperatore del Giappone), seguace del buddhismo Shingon, abolì la pena di morte durante l'ultima parte del suo regno (818-823), divenendo il primo abolizionista di diritto. Dopo la sua abdicazione forzata però venne ripristinata.Oggi la posizione più diffusa dei buddhisti si riassume in alcuni punti: Il buddhismo attualmente non è religione di Stato (con l'eccezione della Cambogia) nemmeno in paesi dove è molto diffuso ed estremamente rispettato dai governanti o presente a livello culturale, infatti molte nazioni a maggioranza buddhista o con consistenti comunità buddhiste applicano comunque la pena di morte (Giappone, Thailandia, Taiwan, Cina, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, India e IndonesiaQuest'ultima a maggioranza musulmana, ecc.) o la mantengono nei loro codici (Birmania, Laos, Sri Lanka), mentre altri paesi l'hanno invece abolita (Nepal, Bhutan, Hong Kong, Mongolia, Cambogia, più il Governo tibetano in esilio erede del Tibet storico). Spesso le nazioni mantenitrici sono paesi con una forte secolarizzazione e una netta laicità tra Stato e religione, oppure con il buddhismo che non è maggioranza (con l'eccezione della Thailandia). In Giappone alcuni ministri della giustizia di religione buddhista hanno imposto una moratoria, rifiutando la controfirma delle condanne, adducendo la loro fede come motivazione (il caso più recente è Seiken Sugiura).Japan hangs two more on death row (note paragraph 11). BBC News (2008-10-28).
Il dibattito nell'opinione pubblica
Content:File:Save Sacco and Vanzetti.jpg: File:Mariateresa Di Lascia.jpg: L'opinione pubblica di molti Paesi è divisa. In quelli nei quali vige la pena di morte, primo fra tutti gli Stati Uniti dAmerica, esiste un movimento che ne chiede l'abolizione. Viceversa, in altri nei quali tale pena non è contemplata dai codici, tra cui l'Italia, riaffiorano periodicamente, a seguito soprattutto di crimini particolarmente efferati, richieste per la sua reintroduzione nel diritto penale.L'opinione pubblica contro la pena capitale si divide inoltre in abolizionismo (come Amnesty International) e sostenitori della Moratoria universale della pena di morte (come l'associazione Partito Radicale Transnazionale Nessuno tocchi Caino). C'è chi considera anzitutto la sospensione, in particolare a livello internazionale, un primo e migliore passo, poiché gli stati autoritari possono revocare l'abolizione, che comunque è più difficile da ottenere e non si può imporre o decidere da parte di organismi sovranazionali.
Motivazioni favorevoli
Content:Chi sostiene la necessità di mantenere la pena di morte, oppure la possibilità di introdurla laddove non è in vigore, avanza tra gli altri i seguenti argomenti:@an0:deterrente@an0:Luca Spadini, Elogio della Pena di Morteurl: https://web.archive.org/web/20121114180218/http://www.spadini.org/contents/mappa_del_sito/elogio%20della%20pena%20di%20morte%20sito.pdfdata:14 novembre 2012@an0:La Repubblica@an0:legittima difesa@an0:legittima difesa
Motivazioni contrarie
Content:File:Sade (van Loo).png: Diversi movimento (sociologia) oggi si battono per l'abolizione della pena di morte, in nome dei diritti umani. Il 18 dicembre 2007 l'Organizzazione delle Nazioni Unite, con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti, ha approvato la Moratoria universale della pena di morte, promossa dall'Italia a partire dal 1994.Tra le motivazioni contrarie alle pena di morte si cita che essa:@an0:Convenzione europea sui diritti dell'uomo@an0:Marchese De Sade@an0:minorenni@an0:regimi autoritariurl: http://www.provincia.pistoia.it/liceoscientifico/sec/indice/penadimorte/images/Barbini.pdftitolo:Illuminismo e pena di morteautore:<empty>accesso:8 gennaio 2014urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20140108180806/http://www.provincia.pistoia.it/liceoscientifico/sec/indice/penadimorte/images/Barbini.pdfdataarchivio:8 gennaio 2014@an0:riabilitazione@an0:''Veronesi: "Perché la scienza dice no all'ergastolo"''url: https://web.archive.org/web/20130127224659/http://blog.panorama.it/politicamentescorretta/2012/10/14/veronesi-perche-la-scienza-dice-no-allergastolo/data:27 gennaio 2013@an0:Corriere della Sera, 25 febbraio 2009
Modalità di esecuzione storiche
Content:File:El Tres de Mayo, by Francisco de Goya, from Prado in Google Earth.jpg: File:Broimp.gif Storicamente sono apparsi molti modi per applicare la pena di morte secondo le varie epoche e culture:@an0:Bollitura@an0:Repubblica@an0:Vlad Tepes@an0:Stati Uniti@an0:Rogo@an0:eretici@an0:Schiacciamento@an0:mongolo@an0:cavalli@an0:Ottocento@an0:statunitensi@an0:anni settanta
Nel mondo
Content:File:SingaporeEmbarkationCard.png: File:Death Penalty World Map.svg ]]Amnesty International riporta che 58 stati continuano ad applicare la pena di morte nei loro ordinamenti, mentre 139 non l'applicano, di diritto o in pratica. Tra questi ultimi, 97 l'hanno abolita per tutti i reati, 8 l'hanno abolita per reati comuni (mantenendone la previsione solo per reati particolari, come quelli commessi in tempo di guerra) e 35, pur mantenendo la norma giuridica, non l'applicano da oltre 10 anni (abolizionisti de facto). Il 15 novembre 2007 la Terza commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 99 voti favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti una Risoluzione ONU, fortemente sostenuta dall'Italia, che chiede la moratoria universale della pena di morte.L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato la risoluzione il 18 dicembre 2007 con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti. La moratoria è stata approvata con 5 voti in più rispetto alla votazione della Terza commissione il 17 novembre 2007.
Italia
Content:Tranne che per il regicidio, l'alto tradimento e delitti commessi in tempo di guerra, la pena di morte in Italia fu abolita la prima volta in Toscana nel 1786 e successivamente durante il Regno dItalia (1861-1946), nel 1889, nel Codice Zanardelli opera del ministro liberalismo Giuseppe Zanardelli. L'Italia fu dunque la prima Nazione, tra le più progredite, a espungere dal proprio diritto penale la sanzione della pena capitale.Fu reintrodotta dal regime fascista con il Codice penale italiano nel 1930, poi abolita nel 1944 e ripristinata l'anno seguente; con l'avvento della Repubblica (1946) è stata espressamente vietata dalla Costituzione della Repubblica Italiana del 1948, tranne i casi previsti da leggi di guerra. Solo nel 1994 venne abolita completamente anche nel codice penale militare di guerra e sostituita dalla pena massima prevista dall'ordinamento, ovvero l'ergastolo. L'ultima esecuzione è avvenuta a Torino nel 1947; in essa vennero fucilati tre uomini colpevoli della strage di Villarbasse.Nel 2007 è stata espunta dalla Costituzione anche con riferimento alle leggi militari di guerra per effetto della legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1: (Modifica all'articolo 27 della Costituzione, concernente l'abolizione della pena di morte).
Stati Uniti d'America
Content:File:Capital punishment in the United States of American as of March 2015.png: In arancione gli stati che non praticano un'esecuzione da almeno 10 anni.in azzurro gli stati dove la pena di morte è stata abolita costituzionalmente.in blu gli Stati nei quali la pena di morte è in vigore ma viene applicata una moratoria.In verde chiaro gli Stati che hanno abolito recentemente la condanna a morte ma la decisione non è retroattiva. In verde scuro gli Stati nei quali la condanna a morte non è prevista.]] Gli Stati Uniti dAmerica sono, assieme al Giappone, l'unico paese industrializzato, completamente libero e democratico che applica ancora la pena di morte. La pena capitale è legale a livello federale (non applicata da alcuni anni: uno degli ultimi casi fu, nel 2001, Timothy McVeigh colpevole della attentato di Oklahoma City del 1995), per 42 reati (alto tradimento, tradimento (reato), spionaggio che metta in pericolo la sicurezza nazionale, omicidio di agenti federali, omicidio compiuto in parchi nazionali, omicidi in ambito militare, gravi atti di terrorismo ecc.). Pertanto, può essere inflitta in tutto il territorio degli Stati Uniti. È fortemente contrastata dai governi dei territori non incorporati, come Porto Rico.Nei singoli stati è in vigore per l'omicidio di primo grado (cioè l'omicidio (ordinamento penale statunitense)), ma anche, in alcune giurisdizioni, come nel Texas, per traffico di droga, omicidio con particolare violenza, e altri reati. Non è in vigore nel Distretto di Columbia e nel territorio di Porto Rico. Dei 50 Stati uniti#Stati effettivi degli USA, solo 16, compresi alcuni stati considerati "conservatori", non prevedono la pena di morte nel loro statuto: Alaska, Connecticut, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Nebraska, New Jersey, Nuovo Messico, Dakota del Nord, Rhode Island, Vermont, Virginia Occidentale e Wisconsin. In altri due stati la pena di morte non è più applicata dal 1976: Kansas e New Hampshire; le sentenze possono essere emesse ma non eseguite: la maggioranza di esse sono state commutate in ergastolo o sospese. In Oregon è in vigore una moratoria dal 1997 e tutte le condanne sono sospese. Anche l'Arkansas (dal 2005) e il Kentucky (dal 2008) sono in moratoria.La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato, a livello federale, che potrebbero essere considerate punizioni crudeli (e quindi, in teoria, assimilate a tortura e proibite dall'ottavo emendamento del Bill of Rights della Costituzione degli Stati Uniti) la sedia elettrica, l'impiccagione e la camera a gas (in alcuni stati sono però ancora utilizzabili, ad esempio in Florida il condannato può optare per la sedia elettrica), ma non le ha espressamente proibite, mentre non è stata considerata incostituzionale la pena di morte applicata con l'iniezione letale o la fucilazione, quest'ultima quasi mai applicata: solo nello Utah il condannato può scegliere la fucilazione (legge del 2004), se preferisce ciò (le ultime volte in cui avvenne un'esecuzione col plotone in USA furono 1996 e 2010, sempre nello Utah). Sono 22 Stati, più il distretto federale, a non contemplare, di legge (17) o di fatto (5), la pena di morte. In conclusione sono comunque 28 gli Stati che, più o meno regolarmente, per quanto riguarda i reati di competenza statale, applicano ancora l'esecuzione capitale. Lo Stato più attivo nelle esecuzioni è da sempre il Texas: l'unica esecuzione commutata in ergastolo negli ultimi decenni è stata quella di Kenneth Foster jr., condannato a morte per concorso in omicidio di primo grado e rapina.
Altri paesi
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Nell'arte
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Letteratura
Content:File:Kafka Strafkolonie (1919).jpg: Il poeta François Villon parla della pena di morte nella sua La ballata degli impiccati (1462). Villon, che attende di essere condannato all'impiccagione, che riuscirà ad evitare, invita alla pietà, in senso religioso e civile, verso sé stesso e i suoi compagni condannati. La redenzione è al centro della ballata. Villon riconosce di essersi preoccupato troppo del suo essere di carne a discapito della sua spiritualità. Questa constatazione è rafforzata dalla cruda e insopportabile descrizione dei corpi marcescenti (che fu probabilmente ispirata dal macabro spettacolo del «carnaio degli innocenti») che produce un forte contrasto con l'evocazione dei temi religiosi. Gli impiccati esortano in primo luogo i passanti a pregare per loro; poi, nel corso dell'appello, la preghiera si generalizza verso tutti gli esseri umani.Franz Kafka descrive nel racconto Nella colonia penale (1919) i tentativi che un ufficiale fa per convincere un esploratore a difendere l'esemplare procedura di esecuzione in uso nella colonia. Il vecchio comandante aveva inventato e realizzato una macchina che causava la morte del reo incidendogli sulla schiena la regola o il comando da lui non rispettato fino a trapassarlo da parte a parte. Accortosi che tale procedura suscitava orrore sia all'esploratore sia al nuovo comandante della colonia, decide egli stesso di sottoporvisi. La macchina si guasterà e con l'ufficiale, ultimo suo sostenitore, moriranno l'antica procedura e il suo strumento.Anche ne Il processo (romanzo) (1925) si descrive la condanna a morte di una persona.Una ricostruzione della pena di morte in Italia, sotto il profilo giuridico, la si può ritrovare nel testo di Italo Mereu, La morte come pena, pubblicato nel 1982.Lo scrittore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij, condannato a morte ma in seguito graziato, nei primi capitoli de Lidiota (romanzo) fa pronunciare al protagonista del romanzo una violenta requisitoria contro la pena di morte. Anche un altro scrittore, Lev Tolstoj, si pronuncia contro la pena di morte: Mark Twain scrisse anche lui un resoconto di un'esecuzione, che lo farà diventare un abolizionista: Tolkien scrive: Tolkien, Cattolicesimo, pensa che solo Dio possa togliere o dare la vita.Un importante romanzo sul tema è Lo straniero (Camus) (L'Étranger 1942), di Albert Camus, autore che nel 1957 pubblicò anche un saggio contro la pena capitale: Jack London scrisse contro la pena capitale nei suoi romanzi, facendo pronunciare ad un suo personaggio, un uomo in attesa di esecuzione: Victor Hugo dedicò molte opere al tema; definì la pena di morte, in un discorso parlamentare, come "segno eterno e caratteristico della barbarie"; File:Victor Hugo Le pendu 1854.png: così scrisse: Oscar Wilde, imprigionato per omosessualità, conobbe in prigione un condannato a morte per l'omicidio della moglie e assistette alla sua esecuzione; alla vicenda ispirò un lungo componimento, La ballata del carcere di Reading, in cui Wilde prende una chiara posizione contro la pena capitale, opponendo la pietà cristiana e umana all'ipocrisia di carcerieri e uomini di chiesa: Il poeta Giovanni Pascoli, il cui padre venne assassinato per motivi mai completamente chiariti, si pronunciò contro la pena di morte e contro l'ergastolo: Tra i romanzi dedicati alla campagna contro la pena di morte da segnalare La Penna di Donney - Miracolo d'amore, pubblicato nel 2005, scritto da Ruggero Pegna, in cui l'autore, colpito da una improvvisa leucemia acuta, s'immagina nella sua camera d'ospedale come un detenuto innocente condannato a morte, recluso in una prigione americana.
Opere letterarie che parlano della pena di morte
Content:Di seguito un elenco parziale di libri che trattano della pena di morte: @an0:Notre-Dame de Paris@an0:Confessione@an0:Il processo@an0:Lo straniero@an0:A porte chiuse@an0:Porte aperte@an0:Prima di mezzanotte@an0:Il miglio verde@an0:Io confesso
Cinema e Televisione
Content:Anche il cinema e la televisione si sono spesso battuti contro la pena di morte, o ne ha parlato nelle sue trame. Di seguito ecco un elenco di film e serie televisive che trattano l'argomento.@an0:Orizzonti di gloria@an0:Il testimone@an0:Tom Horn@an0:Il miglio verde@an0:Monster@an0:12
Canzoni sulla pena capitale
Content:Il mondo della musica ha spesso trattato il tema, dalle canzoni popolari e politiche alla musica leggera. Tra le numerose canzoni che toccano l'argomento in vario modo, ricordiamo:
Cities for Life
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Note
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Bibliografia
Content:titolo:Dei delitti e delle penenome:Cesarecognome:Beccariawkautore:Cesare Beccariaanno:1764città:Milanoed:1isbn:nourl: https://books.google.it/books?id=Qc2w2id9DXIC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=falseaccesso:9 luglio 2016nome:Evacognome:Cantarellawkautore:Eva Cantarellatitolo:I supplizi capitali. Origine e funzioni delle pene di morte in Grecia e a Romaeditore:Rizzolianno:2005isbn:978-88-17-00637-8nome:Evacognome:Cantarellawkautore:Eva Cantarellatitolo:Il ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio?editore:Rizzolianno:2007isbn:978-88-17-01642-1nome:Robertcognome:Badinterwkautore:Robert Badintertitolo:L'abolizioneeditore:Spiralianno:2009isbn:978-88-7770-823-6nome:Robertcognome:Badinterwkautore:Robert Badintertitolo:L'esecuzioneeditore:Spiralianno:2008isbn:978-88-7770-822-9nome:Robertcognome:Badinterwkautore:Robert Badintertitolo:Contro la pena di morteeditore:Spiralianno:2007isbn:978-88-7770-786-4nome:Maria Giovannacognome:Magliewkautore:Maria Giovanna Maglietitolo:Vendetta di Stato. La storia infinita della pena di morte negli Stati Unitieditore:Marsilioanno:1996nome:Sandrocognome:Veronesiwkautore:Sandro Veronesititolo:Occhio per occhio. La pena di morte in 4 storieeditore:Bompianianno:2006autore:Mario Alessandro Cattaneowkautore:Mario Alessandro Cattaneotitolo:Pena di morte e civiltà del dirittoaltri:con una nota introduttiva di G. Giuffrè e sei tavole di A. Martinellieditore:Giuffrèanno:1997città:Milanoisbn:no
Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:url: http://www.coalit.org/titolo:Coalizione Italiana Contro la Pena di Morteaccesso:29 marzo 2010url: http://www.nessunotocchicaino.ittitolo:Nessuno tocchi Caino: petizione internazionale contro la pena di morteaccesso:29 marzo 2010url: http://www.paulrougeau.org/titolo:Comitato Paul Rougeau, Contro la Pena di Morteaccesso:12 maggio 2010url: http://www.santegidio.org/it/pdm/index.htmeditore:Comunità di Sant'Egidiotitolo:No alla pena di morteaccesso:29 marzo 2010url: http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/specialied/visualizza_new.html_2078830458.htmltitolo:Pena di morte: 2007 anno della svolta?editore:ANSAaccesso:29 marzo 2010urlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20091016054147/http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/specialied/visualizza_new.html_2078830458.htmldataarchivio:16 ottobre 2009 url: http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P7Y.HTMtitolo:Rispetto della vita umanaeditore:Catechismo dellaChiesa cattolicaaccesso:29 marzo 2010url: http://www.capital-punishment.nettitolo:Citazioni in favore della pena di morteaccesso:29 marzo 2010lingua:enurl: http://people.freenet.de/dpinfo/quotes.htmtitolo:Citazioni sulla pena di morteaccesso:29 marzo 2010lingua:enurl: http://www.worldcoalition.org/modules/accueil/titolo:Coalizione mondiale contro la pena di morteaccesso:29 marzo 2010lingua:en, frurlmorto:sìurlarchivio:https://web.archive.org/web/20100322235715/http://www.worldcoalition.org/modules/accueil/dataarchivio:22 marzo 2010

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Mastro Tittaesecutoresentenze capitaliStato PontificioFile:mastrotitta.jpg: litografiaFélicien Rops1891LACMALACMA: sanzione penaleesecuzionecondannaordinamenti giuridiciomicidioalto tradimentorapinastuprotraffico di drogareati dopinioneapostasiaomosessualitàincestostati del mondoCinaBielorussiaIndiaGiapponeStati Uniti dAmericailluministaCesare Beccaria, ideatore del principio contrattualistico per cui nessun uomo può disporre della vita di un altro.: Taiwan avverte i viaggiatori in arrivo che il traffico di droga è un reato capitale nello stato Taiwanese: imperiumcomizi centuriatiprovocatio ad populumimperatore romanoTitoprincipatoAshokaSagaRussia1753zarinaElisabetta IRepubblica di San Marinoesecuzione14681865Granducato di Toscana1786codice penale toscanoPompeo NeriPietro LeopoldoCesare BeccariaToscana1790Repubblica Romanamazzini1849Italiaregicidio1889Codice Rocco1948Regno Unitoanni sessantaFrancia19812007Nessuno Tocchi CainoPartito Radicale TransnazionaleAmnesty InternationalComunità di SantEgidioOnuitaliamoratoria universale della pena di mortepene capitaliBibbiaMosèAntico TestamentoGenesiDioCainoLamechLettera agli EbreiLeviticoEsodoNuovo TestamentoVangelo di MarcoNumerilapidazioneboiaNuovo TestamentoGesùperdonoadulteragrecoromanostoicidiritto naturaleSenecaNeroneCesare BeccariaAgostino di IpponacristianoTommaso dAquinobene comuneSumma theologiaeStato pontificioXX secolo1969Chiesa cattolicaCesare Beccaria, ''Dei delitti e delle pene'', illustrazione allegorica dell'opera: la giustizia personificata respinge il boia e i suoi strumenti: 1764pamphletlibelloDei delitti e delle peneCesare BeccariaStatoFriedrich Nietzschelibero arbitrioCosì parlò ZarathustraFriedrich Nietzsche, artefice di una forte critica filosofica alla morale cristiana: Genealogia della moraleNietzscheCesare BeccariaFriedrich NietzscheGenealogia della moraleUmano, troppo umanoUmano, troppo UmanoCosì Parlò Zarathustradiritti umaniSlavoj ŽižekCatechismo della Chiesa Cattolica1997comandamentoNon ucciderelegittima difesaGiovanni Paolo IIEvangelium vitaeenciclicaGiovanni Paolo IIenciclicaEvangelium vitaeAASteologiaTommaso dAquinoSan Tommaso dAquinoStati Uniti1999pena di morteCittà del Vaticano1967papa Paolo VILegge fondamentale2001cardinaleJoseph RatzingerpapaBenedetto XVICongregazione per la Dottrina della FedeTheodore Edgar McCarrickWashingtonWilton Daniel GregoryJoseph RatzingerJoseph RatzingerPapa FrancescoCatechismo della Chiesa CattolicaBuddha SakyamuniGotamabuddhistikarmaBuddhadasaBuddhadasaXIV Dalai LamaSoka GakkaiDaisaku IkedaTibetMahatma GandhiBuddhamonacoTheravadaprecettizenThích Nhất HạnhNāgārjunaAshokaamnistiaedittimoratoriaimperatore del GiapponeSagabuddhismo Shingon818823religione di StatoCambogiaGiapponeThailandiaTaiwanCinaVietnamCorea del SudSingaporeIndiaIndonesiaBirmaniaLaosSri LankaNepalBhutanHong KongMongoliaCambogiaGoverno tibetano in esiliosecolarizzazioneseparazioneSeiken Sugiuraricerca originaleopinioni personaliMotivazioni favorevoliMotivazioni contrarieAmnesty International1921LondraSacco e VanzettiStati Uniti dAmerica.: Mariateresa Di LasciaNessuno Tocchi CainoFile:Mariateresa Di Lascia.jpg: Stati Unitidiritto penaleabolizionistiAmnesty InternationalmoratoriaradicaleNessuno tocchi Cainodeterrentegiustizia retributivaomicidiorecidivalegittima difesaergastolosuicidioGary Gilmorelegittima difesaFriedrich Nietzschediritti umanidiritti umaniDonatien Alphonse François de SadeCharles Amédée Philippe van Loo.: movimentidiritti umani2007ONUMoratoria universale della pena di morte1994diritto alla vitaDichiarazione universale dei diritti umaniConvenzione europea sui diritti delluomoAssemblea generale delle Nazioni UniteDichiarazione universale dei diritti umanideterrenteomicidioCesare BeccariaMarchese De Sadediscriminazionerepressioneminorenniregimi autoritariequo processoVoltaireriabilitazioneDNAdiritti umaniNazioni UniteMaryland3 maggio 1808Francisco GoyaFile:El Tres de Mayo, by Francisco de Goya, from Prado in Google Earth.jpg: Vlad III di Valacchiaimpalamento.AnnegamentoEgittoNilofustigazioneVeientiBollituraCamera a gasacido cianidricoCaliforniapistolanucaCinaCrocifissioneRepubblicaImpero romanoPeriodo MeijiDamnatio ad bestiasantica RomaDecapitazioneghigliottinaFranciaArabia SauditaFucilazioneItaliaGarrotaSpagnaFrancisco FrancoGhigliottinaFranciarivoluzione franceseStato della ChiesaSveziaImpalamentoVlad TepesDraculaImpiccagioneMedioevoIniezione letaleStati UnitiLapidazioneislamRogoSanta InquisizioneereticiSchiacciamentoMarco PolomongolocavalliSchiacciamento da elefanteSedia elettricaOttocentoHarold P. BrownArthur KennellyAlphonse David Rockwelstatunitensianni settantaSquartamentoChanson de Rolandguerra Iran-IraqSupplizio della ruotaTrafittura con frecceSingapore contiene un avvertimento ai visitatori sulla pena di morte per traffico di droga.: thumb|upright=1.8|La pena di morte nel mondo:Amnesty International2007Assemblea Generale delle Nazioni Uniterisoluzionemoratoria universale della pena di morteLa RepubblicaAssemblea Generale2007moratoria2007Corriere della Seraregicidioalto tradimentoItaliaRegno dItalia1889codice penaleliberaleGiuseppe Zanardelliregime fascistacodice Rocco1944Repubblica1946costituzione19481994codice penale militare di guerraTorino1947strage di Villarbasse2007Applicazione della pena di morte nei vari stati USA: colorati in rosso gli stati con pena di morte tuttora in uso.: Stati UnitiGiappone2001lesecuzione del militarestrage di Oklahoma City1995alto tradimentotradimentospionaggioomicidioterrorismoPorto Ricoomicidio premeditatoTexasDistretto di ColumbiaStatiAlaskaConnecticutHawaiiIllinoisIowaMaineMassachusettsMichiganMinnesotaNebraskaNew JerseyNuovo MessicoDakota del NordRhode IslandVermontVirginia OccidentaleWisconsin1976KansasNew HampshireergastoloOregon1997ArkansasKentuckyCorte Suprema degli Stati UnititorturaCostituzione degli Stati Unitiimpiccagionecamera a gasFloridainiezione letalefucilazioneUtah200419962010TexasKenneth Foster jrpena di morte in Arabia SauditaShariaomicidiostuprorapinatraffico di drogastregoneriaadulteriosodomiarapinasabotaggioapostasiaIslamSadeq MallallahimpiccagionelapidazionedecapitazionePena di morte in CinaAmnesty InternationalIranPena di morte in PakistanNella colonia penaleFranz Kafka.: François VillonLa ballata degli impiccati1462Franz KafkaNella colonia penale1919reoIl processo1925ItaliaItalo Mereu1982Fëdor DostoevskijLidiotaLidiotaFëdor Michajlovič DostoevskijLev TolstojParigighigliottinaMark TwainJ. 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