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Vegetarianismo
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Abstract

Il vegetarianismo, o vegetarismo, o vegetarianesimo designa, nell'ambito della nutrizione Homo sapiens, un insieme di diverse pratiche Nutrizione, accomunate dalla limitazione o dall'esclusione di parte o del totale degli alimenti di origine animale, che danno luogo a diete basate in prevalenza su alimenti di origine vegetale. Sono decise sulla base di motivazioni etiche, religiose, igienistiche o salutistiche.
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Content:
Etimologia
Content:File:Frutta2.jpg: Il termine italiano "vegetarianismo" deriva da "vegetariano", neologismo diffusosi agli inizi del XX secoloIl termine vegetariano, indicato come neologismo, compare già nell'edizione del 1907 del Vocabolario etimologico della lingua italiana di Ottorino Pianigiani"Derivati: Vegetariano, ovvero che si ciba di soli vegetali" in come adattamento dell'lingua inglese vegetarian, ; L'Oxford English Dictionary scrive che il termine è entrato in uso generale dopo la formazione della Vegetarian Society a Ramsgate nel 1847, e offre due esempi di utilizzo, dal 1839 al 1842., a sua volta derivato da vegetable (che vive e cresce come una pianta), dall'antico francese vegetable (vivente, degno di vivere) con radice dal latino vegetus (sano, attivo, vigoroso), derivante da .].Di uso comune per indicare il vegetarianismo è anche la forma abbreviata "vegetarismo", e la forma suffissata in ":wikt:-esimo", "vegetarianesimo"Guerrino Pelliccia, Giancarlo Rocca, Dizionario degli istituti di perfezione, Edizioni Paoline..
Il costume vegetariano moderno
Content:File:Fruit, Vegetables and Grain NCI Visuals Online.jpg: Nella moderna condotta vegetariana si possono distinguere diverse pratiche alimentari, che si producono in abitudini dietetiche che, sebbene possano essere anche molto differenti l'una dall'altra, sono tutte accomunate dalla esclusione della carne di qualsiasi animalia, terrestre, aves o pesce e in generale dei prodotti della macellazione e della Pesca (attività), compresi i sottoprodotti (fra cui uova di pesce, caglio animale, Olio animale e Lipidi). Sono le seguenti:@an0:caglio animaleautore:Società Scientifica di Nutrizione Vegetarianaurl: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizioneveg.htmtitolo:I vari tipi di vegetarismo (o vegetarianesimo)editore:Scienzavegetariana.itaccesso:15 febbraio 2010@an0:''Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets''url: https://web.archive.org/web/20121113234055/http://www.eatright.org/About/Content.aspx?id=8357data:13 novembre 2012@an0:''Traduzione''@an0:yogiche@an0:induista@an0:viṣṇuiti@an0:''The Sattvic or Yogic Diet''@an0:La dieta latto-vegetariana è molto diffusa tra i fedeli dellereligioni dharmiche(Induismo,Buddhismo,Giainismo,Sikhismo)@an0:ed è normativa in quanto parte integrante dell'''Ahimsa''@an0:uova@an0:The Dairy Cowurl: https://web.archive.org/web/20080223082427/http://www.vegansociety.com/html/animals/exploitation/cows/dairy_cow.phpdata:23 febbraio 2008@an0:Hens & Eggsurl: https://web.archive.org/web/20090331202458/http://www.vegansociety.com/animals/exploitation/hens.phpdata:31 marzo 2009@an0:Vegetalismo@an0:prodotti delle api@an0:''Honey - Ain't so sweet for the bees''url: https://web.archive.org/web/20101221105124/http://vegansociety.com/uploadedFiles/References_and_Resources/Downloads/honey.pdfdata:21 dicembre 2010lingua:enautore:Noah Lewisurl: http://www.vegetus.org/honey/honey.htmtitolo:Why Honey is Not Veganeditore:Vegetus.orgdata:<empty>accesso:20 febbraio 2010lingua:enautore:Vegan Society (UK)url: http://www.vegansociety.com/lifestyle/food/titolo:Foodeditore:Vegansociety.comdata:<empty>accesso:20 febbraio 2010url: http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/dieta-crudista.html/titolo:''Dieta Crudista''@an0:noci@an0:semieditore:Macro Edizioniautore:Stefano Momentè, Sara Cargnellotitolo:Solo Crudo - Cucina Naturale Integrale - Il libro del Raw Food, la vera cucina naturaledata:Marzo 2007isbn:978-88-7507-798-3 e sull'ideale che le piante, in quanto esseri viventi al pari degli animali, non vadano in alcun modo sfruttate e danneggiate.Coloro che seguono queste pratiche alimentari sono classificati genericamente come vegetariani, anche se all'interno di tale gruppo gli individui sono distinti in base al tipo specifico di dieta seguita e, soprattutto, alle motivazioni di base prevalenti, che distinguono in particolare i semplici vegetariani (latto-ovo-vegetariani, latto-vegetariani, ovo-vegetariani) dai vegani (vegetaliani, crudo-vegani, fruttariani). I semplici vegetariani, che normalmente includono l'alimentazione in una più vasta scelta etica, evitano inoltre alimenti che comprendono alcuni particolari ingredienti di origine animale, anche in ridotte quantità, come i prodotti da forno preparati con strutto, oppure alimenti ottenuti con coadiuvanti come il caglio animale, utilizzato per la realizzazione della maggior parte dei formaggi, come il carbone animale, utilizzato per chiarificare lo zucchero, e come la gelatina animale, utilizzata per chiarificare il vino. I vegani ritengono tuttavia che il semplice vegetarianismo non eviti l'uccisione indiretta degli animali allevati, perché questa viene solo posticipata nel tempo con la futura macellazione. I semplici vegetariani invece credono nell'ideale che si possa dar vita ad un rapporto simbiotico di autentico mutualismo tra uomo e animale dove, in particolare, l'allevamento non preveda il maltrattamento e il fine ultimo della macellazione.
Storia
Content:
Mondo antico
Content:File:La terra di Dilmun è sacra (cuneiforme).jpg:
Miti dell'"età dell'oro"
Content:File:Jan Brueghel de Oude en Peter Paul Rubens - Het aards paradijs met de zondeval van Adam en Eva.jpg: I miti inerenti a un'Età delloro in cui gli esseri viventi conducevano un'esistenza luminosa e felice, priva di violenza ed uccisioni compaiono in numerose culture del passato. La più antica testimonianza conosciuta è il testo in 284 versi detto Paradiso#Il mito sumerico di Dilmun, il paradiso come luogo primordiale della mitologia sumera risalente agli inizi del II millennio a.C. Questo individua "Dilmun" come posto privo di sofferenze, di privazioni, di affanni, di uccisioni.Tale credenza riverbera nei poemi Esiodo (VIII secolo a.C.)Il testo, fondamentale tutt'oggi, di queste ricerche è Francis MacDonald Cornford, Principium Sapientiae. The Origins of Greek Philosophical Thought, Cambridge, Cambridge University Press, 1952, a cui si richiama, seppur con delle differenze nelle conclusioni, l'opera di Walter Burkert The Orientalizing Revolution. Near Eastern Influence on Greek Culture in the Early Archaic Age, Cambridge (Massachusetts), Harvard University Press, 1992. Cfr. anche: e riguarda quella "stirpe aurea" (χρύσεον γένος, chrýseon génos) descritta ai vv. 109-120 delle Opere e i giorni: E nel III secolo a.C. Arato di Soli spiegherà che fu proprio la decadente e rovinosa "stirpe di bronzo" ( γένος χάλκειον), forgiatrice della spada, a mangiare per prima il bue che aveva aggiogato all'aratro (εἰνοδίην, πρῶτοι δὲ βοῶν ἐπάσαντ᾽ ἀροτήρων in Φαινόμενα, Fenomeni, 132)Cfr. Empedocle, fr. 128,8.. Tema successivamente ripreso da Virgilio nelle Georgiche (II, 536-540: In modo analogo è la lettura biblica del mondo primordiale e del mondo futuro, in cui, in quest'ultimo caso, verrà restituita l'originaria condizione paradisiaca di assenza di violenza. Così nella parte postesilica del Libro di Isaia:I miti inerenti a un'età aurea e alla conseguente caduta da questa sono, nelle società antiche, pressoché universali, in tal senso si rimanda allo studio riassuntivo di Julien Ries pubblicato sia nell'edizione del 1987 che in quella del 2005 (vol. 5, pp.2959 e sgg.) della Encyclopedia of Religion e ripubblicato nella Opera omnia di Jiulien Ries vol. IV/2 pp.44 e sgg. Sulla relazione uomo-animale nella mitica "età aurea", chiosa così lo studioso belga:
Le origini
Content:File:Lascaux 04.jpg: Le prime attestazioni inerenti al vegetarianismo sono presenti nelle culture religiose e filosofiche della Grecia e dell'India antiche. @an0:buddhismo mahāyāna Da tener presente che tali ingiunzioni sulla proibizione dal fare violenza, e quindi dal nutrirsi di animali, andavano a collidere con l'antica e universale pratica religiosa del sacrificio animale comunitarioIn tal senso, e ad esempio, cfr. il dialogo tra il brahmano e il saṃnyāsin presente nel Manusmṛti, V, 27-57. nel cui contesto, tuttavia, lo stesso consumo di carne era permesso solo se regolato dalle sue precise norme religioseNella Grecia antica non esisteva consumo di carne al di fuori del sacrificio (cfr. Marcel Detienne e Jean-Pierre Vernant, La cucina del sacrificio in terra greca. Torino, Boringhieri, p. 9); per quanto inerisce alla cultura religiosa brahmanica cfr. Manusmṛti, V, 27..Walter Burkert, in Homo necansCfr. p 28 e sgg. dell'edizione italiana pubblicata dalla Boringhieri di Torino nel 1982., ha inoltre evidenziato, con le risultanze paletnologiche, come la stessa pratica del sacrificio animale, nel cui solo contesto era permessa l'alimentazione carnea, sia in realtà un'eredità diretta della caccia praticata nel periodo preistorico, e che la stessa caccia "preistorica" si fonda sulla necessità di superare quella inibizione biologica mirante alla conservazione della vita e nel vissuto di "solidarietà" nei confronti dell'animale: Così sui rituali della caccia dei popoli primitivi, Stanley Walens ricorda: E, per lo studioso statunitense, tra i popoli che vivono esclusivamente della caccia e quelli che hanno invece adottato una economia agricola si osserverebbe su questo una sovrapposizione: In modo del tutto analogo il mondo antico ritualizza l'uccisione, e la conseguente manducazione degli animali, all'insegna del "senso di colpa" e della "riparazione"Walter Burkert, p. 34., come nel caso del sacrificio greco dove è indispensabile ottenere l'assenso della vittima per mezzo dello hypokyptein, ed è presente l'urlo funerario, ololughé pronunciato dalle donne al momento dello sgozzamento dell'animale. O ancora nel sacrificio delle Bufonie (Βουϕόνια), quando il sacerdote di Zeus Poliéus (Πολιεύς) uccideva con un colpo d'ascia quel toro che, dopo una sacra processione di tori fino all'Acropoli e dopo una loro circumambulazione intorno all'altare, per primo si accostava alle offerte lì deposte e consistenti in pani. Dopo l'uccisione sacrificale il sacerdote fuggiva. A quel punto, gli altri presenti alla cerimonia macellavano l'animale e celebravano un banchetto sacrificale accusandosi reciprocamente dell'uccisione del toro, fino ad accusare l'ascia e il coltello sacrificale che, infine, ritenuto colpevole, veniva gettato in mare. La pelle del toro così sacrificato veniva impagliata e quindi riportata simbolicamente in vita come per riparare all'uccisione sacrificale. O ancora nel sacrifico del toro nella Mesopotamia anticaCfr. Ancient Near Eastern Texts Relating to the Old Testament, a cura di J.B. Pritchard (Princeton 2ª ed. 1955; supplemento 1968), pp. 334-8., dove all'animale, dopo l'abbattimento, il sacerdote sussurra in un orecchio: «questo gesto lo hanno compiuto gli dèi, non io»; la pelle del toro coprirà il sacro timpano del tempio. Oppure, nel caso del sacrificio brahmanico, nel fatto che l'animale sacrificato ottiene per questo una miglior vita futuraManusmṛti, V, 40..Jean Pierre Vernant peraltro nota come, accanto ai sacrifici cruenti, si accompagnino dei sacrifici, come nel caso di Apollo Genetor a Delfi e di Zeus Hypatos in Attica, in cui non vi è alcuna uccisione di animali, mentre ciò che viene offerto alla divinità si limita a prodotti quali frutta, olio, focacce e miele. Tali sacrifici, a differenza di quelli cruenti, sono considerati "puri", e a questo modello sacrificale "puro" si appelleranno le scuole vegetariane, orfiche e pitagoriche, che invece giungono a considerare "empio" il sacrificio dell'animale e la manducazione delle sue carni.
Oriente antico
Content:
Nella cultura religiosa hindū
Content:File:Krishna-radha2.jpg: Al pari di altre culture antiche, il consumo di carne nell'India antica è strettamente circoscritto ad alcuni ambiti, in special modo rituali: Sempre nel Manusmṛti al V, 31 si spiega che il consumo di carne è relativo solo a quella sacrificale, altrimenti si è dei rākṣasa, il che riverbera quanto indicato in una delle più antiche Upaniṣad vediche, la Chāndogya Upaniṣad:Ma sempre in questa Upaniṣad compare per la prima volta la nozione di ahiṃsā, il non recare offesa ad alcun essere vivente: Dal che nella stessa Manusmṛti interviene un saṃnyāsa a contraddire lo stesso Manu, sostenendo apertamente: Concludendo: La polemica in questo testo tra Manu (i brahmano) e il saṃnyāsa continua, finché Manu conclude autorizzando ancora a mangiare carne (sempre e solo a seguito di un sacrificio affinché all'animale sia riservata una migliore rinascita) ma riconoscendo che "astenersi" è meglio (V, 56).Il dibattito sulla liceità del consumo di carne riportato nella Manusmṛti (II secolo a.C.) riverbererà nei secoli nella cultura religiosa hindū, questa erede di quella credenza upaniṣadica in un "aldilà" capovolto, dove si riceve ciò che si è causato in questo corpo e in questa vita agli altri esseri viventiColette Caillat, vol. 1, p. 195.. E se oggi la maggioranza degli hindū non è certamente vegetariana, molte correnti religiose, in particolar modo quelle Viṣṇuismo, predicano il vegetarianismo o almeno, e sempre e comunque, l'astensione dalle carni bovine, considerando la mucca un animale sacro e madre dell'intera umanità.
Nelle culture religiose jaina e buddhista
Content:File:Ahinsa Parmo Dharm.jpg: Analogamente alle posizioni espresse dal saṃnyāsa nella Manusmṛti, la proibizione di uccidere e quindi cibarsi della carne degli animali si riscontrano in altre dottrine, non induiste, sorte nel Subcontinente indiano.L'intero impianto teologico jainistaPer una introduzione al Jainismo si rimanda a Carlo Della Casa, Gianismo, Torino, Boringhieri, 1993. si fonda, tra le altre, sulla nozione di ahiṃsā e quindi sulla proibizione dell'uccisione degli animali e della loro conseguente manducazione. In tal senso sia i monaci che i laici jainisti devono osservare il voto detto samiti, consistente nel non nuocere ad alcun essere vivente, quindi vige la proibizione di alimentarsi con la carne degli animali.In ambito buddhista sono numerosi i testi religiosi che scoraggiano, in modo veemente, l'uccisione degli animaliPer una disamina di questi si rimanda a Peter Harvey, An Introduction to Buddhist Ethics. Cambridge University Press, 2000, pp. 157 e sgg. e quindi i relativi sacrifici. Di converso, a parte alcuni testi mahāyāna che esplicitamente scoraggiano anche l'alimentazione carnea, non vi sono testi più antichi che sostengano l'illegittimità di questa pratica alimentare. Tale apparente contraddizione deriva dal fatto che nell'etica buddhista è peggio uccidere una mosca che mangiare una carcassa di un animale già morto«In fact, the Buddha's emphasis was on the avoidance of killing. So it is worse to swat a fly – an immediate act of killing – than to eat the carcase of an already dead animal.» Peter Hervey, An Introduction to Buddhist Ethics, p. 159.. Gautama Buddha fu coevo al primo Jainismo e spesso per questo fu accusato dagli asceti jainisti di nutrirsi di carne elemosinata. Egli spiegò che ad accettare doni in tal senso non vi era errore; solo se si veniva a sapere che l'animale era stato ucciso appositamente per essere donato al monaco, questo poteva rifiutarsi di mangiarne la carne. La preoccupazione di Gautama Buddha, secondo questi testi, fu quindi, fatta salva l'astensione dall'uccisione di animali di qualsivoglia specie, quella di prediligere l'aspetto di donazione e l'evitare di esperire un vissuto di "superiorità" e di "purezza" da parte del monaco indotto al vegetarianismo, vissuto che avrebbe contraddetto gli stessi insegnamenti dell'IlluminatoPeter Harvey, An Introduction to Buddhist Ethics. Cambridge University Press, 2000, pp. 160.. File:Tian Tan Buddha August 2013.JPG: Ciononostante in un fondamentale testo buddhista mahāyāna, il Mahāyāna Mahāparinirvāṇasūtra, compare l'espresso divieto di nutrirsi della carne degli animali insegnato dallo stesso Gautama Buddha«Then, Bodhisattva Kasyapa said to the Buddha: "O World-honoured One! To one who take flesh, we shall not give flesh. Why? I see a great virtue arising out of abstention from eating flesh." The Buddha praised Kasyapa and said: "Well said, well said! You now come to know well my mind. A bodhisattva who protects law should be thus. O good man! From now on, I do not permit my sravaka disciples to take flesh. When receiving from a danapati a pristine dana of faith, think that one take the flesh of one's own son." Bodhisattva Kasyapa said again to the Buddha: "O World-honoured One! Why is it that the Tathagata does not allow us to take flesh?" "O good man! “One who take flesh kills the seed of great compassion."» Mahāyāna Mahāparinirvāṇa Sūtra (大般涅槃經; Versione di Dharmakṣema in 40 rotoli del 421) T.D. 12.374, trad. Kosho Yamamoto, vol. 1 p. 91 (IV, 7, 112) Tokyo, Karinbunko, 1973.:
Nell'antica cultura iranica
Content:Sono molteplici i richiami nella cultura religiosa fondata dal profeta iranico Zarathustra contro il sacrificio violento. Tuttavia gli studiosi ritengono che Zarathustra non intendesse abolire il sacrificio in quanto tale, poiché l'alimentazione carnea, e quindi il sacrificio stesso, era vista come una necessità umana, almeno fino al FrašegirdMedio persiano; in avestico FRAŠŌ.KƎRƎTI ovvero il rinnovamento del cosmo con la sconfitta definitiva del male.William W. Malandra, Sacrifice, in "Encyclopaedia Iranica., quando gli esseri viventi non avranno più necessità e non patiranno più sofferenze. Egli intendeva quindi che gli animali destinati al sacrificio fossero trattati con cura e rispetto«From the prophet to the present the victim is to be treated with solicitude and his/her suffering minimized.» William W. Malandra, Op. cit...In un testo zoroastriano del X secolo, il Šāh-nāmaCfr. R. Levy, The Epic of the Kings, Shah Nama, London, 1967, pp. 17-25. viene tuttavia raccontato che, nei primi tempi, l'umanità era vegetariana, questo fino a quando il demònio Eblis, travestitosi da saggio, non si recò dal principe Żaḥḥāk, figlio di Merdas, consigliandogli, dapprima di uccidere il padre per succedergli al trono, poi di uccidere gli animali e nutrirsi delle loro carni, introducendo così la nuova usanza alimentare. Secondo questi miti iranici fu quindi Angra Mainyu (Ahriman), il principio del "male", a introdurre l'alimentazione carnea e la macellazione degli animali nella storia dell'umanità«Eblis hatched further plots and presented himself as a renowned cook. There were few animals then, because humanity was vegetarian, until Ahriman taught people to kill animals. Eblis provided food from the bodies of birds and animals, which delighted Żaḥḥāk, who promised him whatever he desired. The cook asked for permission to kiss his shoulders as though he was his dearest friend. But where Eblis kissed him two black serpents grew. Whenever Żaḥḥāk tried to cut them off, more grew in their place. Eblis reappeared in the guise of a physician and said cutting them off was impossible; instead they should be fed only with human brains.» John R. Hinnells, IRAN iv. MYTHS AND LEGENDS in Encyclopaedia Iranica..
Occidente antico
Content:
Grecia antica
Content:File:Partenone (fregio), il toro sacrificale.jpg: File:Sacrifice scene Louvre G402.jpg: Il vegetarianismo è presente nell'antica Grecia Vegetarianismo#Miti delletà delloro dell'età delloro: secondo le leggende diffuse nell'epoca su questa antica mitica era, il popolo umano delle origini, che viveva in una condizione di pace, benessere e abbondanza, si nutriva di soli vegetali: la caccia, l'allevamento e anche l'agricoltura erano sconosciuti e superflui in quanto la terra produceva spontaneamente e in abbondanza tutto il cibo necessario ai suoi abitanti.Nel mondo omerico non esiste un termine che distingue gli uomini dagli animali, sono tutti zoa (ζωά); il termine theria (θηρία) indica infatti solo gli animali selvatici che si "contrappongono" agli uomini e agli animali domestici, ovvero sono esclusi dall'antroposfera e percepiti come "pericolosi". Pietro Li CausiAnimali e uomini nel pensiero antico in L'anima degli animali. Torino, Einaudi, 2015, pp. IX e sgg. nota come «in quella enciclopedia aurorale che sono i poemi omerici, spesso l'umano e l'animale sono posti sul medesimo piano.». Secondo lo studioso italiano, che riprende le osservazioni di Felice CimattiCfr. Felice Cimatti, Mente e linguaggio negli animali. Introduzione alla zoosemiotica cognitiva, Roma, Carocci, 1998, p. 9., «Nei termini della zoosemeiotica contemporanea, diremmo che la similitudine omerica sembra riconosce agli animali non umani qualcosa di molto simile a una "mente", ovvero alla capacità i) di guidare all'interno il proprio comportamento in base a progetti non direttamente connessi a quanto arriva dall'ambiente esterno e ii) di trattare e trasformare delle rappresentazioni».A titolo esemplificativo ma significativo lo studioso Li Causi cita quel brano dell'Iliade in cui viene presentata una evidente equiparazione tra il mondo umano e quello animale: Come abbiamo visto più sopra con Walter Burkert ed altri, il sacrificio greco è eredità diretta dei rituali di caccia del mondo preistorico e si fonda, come questi ultimi, sul "senso di colpa" causato dalla necessità di uccidere un essere percepito come proprio "simile". Nota anche Dario Sabbatucci come l'alimentazione carnea nella Grecia antica fosse consentita esclusivamente se tale pasto era frutto di un atto religioso: Il "fondamento" teologico del sacrificio animale greco, e quindi dell'alimentazione carnea, lo si riscontra nel celebre passo di Esiodo (VIII/VII secolo a.C.): La vicenda raccontata da Esiodo si svolge in un'epoca mitica, quando gli dèi e gli uomini convivevano, condividendo lo stesso banchetto. Zeus divenuto re degli dèi decide, dopo avere delimitato compiti e funzioni tra gli immortali, di definire il ruolo spettante agli uomini stabilendo una giusta ripartizione degli onori. Viene chiamato per questo Prometeo, il titano che non ha partecipato al conflitto con gli dèi, il quale si presenta al consesso degli dei e degli uomini con un grande bue che abbatte e macella ripartendone il corpo in due parti rispettivamente destinate agli dei e agli uomini. In questo modo, evidenzia Jean-Pierre VernantMito e religione in Grecia antica pp. 36 e sgg., «Il sacrificio appare così come l'atto che ha consacrato, realizzandola la prima volta, la segregazione degli statuti divino e umano.».Dario Sabbatucci nota come il prosieguo del mito esiodeo voglia dapprima l'inganno di Prometeo nei confronti di Zeus, quindi la punizione di Zeus che toglie agli uomini il "fuoco": E se, come abbiamo visto, in Omero lo statuto degli uomini viene in qualche modo sovrapposto a quello degli animali, in Esiodo si fonda teologicamente l'alimentazione carnea a seguito della rottura della convivenza tra dèi e uomini.A questa separazione segue una prima frattura tra il mondo degli animali e quello umano, frattura sempre decisa dal re degli dèi Zeus: Quindi è la Δίκη (Dike), la potenza divina della "giustizia", ad essere presente, secondo questo brano per volontà di Zeus, negli uomini ma non negli animali.Ma l'alimentazione carnea è consentita all'uomo solo a seguito di un atto religioso in cui riconsegna agli dèi quella vita che, non appartenendogli, egli strappa: Riassumendo, nell'antica Grecia mangiare carne era un fatto "straordinario" consentito solo a seguito di un atto religioso, il sacrificio, questo realizzato per mezzo di un rito che esprime il "senso di colpa" per l'abbattimento dell'animale. Il sacrificio animale, e quindi l'alimentazione carnea, poggiano in quel contesto su un racconto metastorico che individua in tale condotta alimentare e religiosa sia una necessità, sia la conseguenza di una punizione divina, sia la decadenza da un'età dell'oro priva di malanni e di violenze.
I circoli filosofici del mondo classico
Content:I "filosofi" antichi non corrispondono all'idea comune e moderna del "filosofo"Ritenere che la "filosofia" sia una disciplina sistematica con procedere teorico è un atteggiamento moderno ereditato dal Medioevo, quando, con la scolastica, la "teologia" si è differenziata semanticamente dalla "filosofia" svuotando quest'ultima degli esercizi spirituali destinandoli all'alveo della "mistica", restituendo invece al lemma "filosofia" solo il rango di ancilla theologiae, ovvero il ruolo di fornire il materiale teorico alla riflessione teologica. Ad esempio il cristianesimo delle origini indicava sé stesso come φιλοσοφία (cfr. Pierre Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica, p. 67) e non ancora come religio (cfr. Michel Despland, Religione. Storia dell'idea in Occidente, in Dictionnaire des Religions (a cura di Jacques Vidal). Parigi, Presses universitaires de France, 1984. In italiano: Dizionario delle religioni. Milano, Mondadori, 2007, pagg. 1539 e segg.), in quanto la loro figura ineriva a uno stile di vita profondamente diverso dal comune vivere quotidianoCfr. anche: «[…] nel mondo antico la filosofia non fu soltanto un corpo impersonale di dottrine, ma in primo luogo una forma di vita, un βίος che pretendeva di avere una posizione di primato rispetto a tutti gli altri modi di vita. […] Per gli antichi il filosofo era una figura riconoscibile non soltanto per ciò che diceva e per come lo diceva, ma anche per ciò che faceva, per come conduceva la propria vita, addirittura per i modi di alimentarsi o di abbigliarsi.» Giuseppe Cambiano, Il filosofo in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani vol. 2, (a cura di Salvatore Settis). Torino, Einaudi, 2008, pp. 826-7.. La profonda differenza nello stile di vita filosofico rispetto a quello della gente comune era particolarmente sentita da quest'ultima. Così il giurista romano Ulpiano suggerisce alle autorità di non occuparsi dei litigi tra i filosofi e il loro debitori perché i primi disprezzano il denaro. «I filosofi sono dunque gente a parte, strana. Strani sono, in effetti, quegli epicurei che conducono una vita frugale praticando, nella loro cerchia filosofica, un'uguaglianza totale fra gli uomini e le donne, e persino fra le donne sposate e le cortigiane;…»Cfr. Pierre Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica, p. 13..Così Socrate è ἄτοπος (átopos "non qualificabile") perché è filosofo e quindi amante della σοφία (sophía), la sapienza, che risultando perfetta non può che essere divina e quindi non di pertinenza umana: è proprio l'amore (φιλία, philía) per questa sapienza estranea al mondo che rende estraneo al mondo lo stesso filosofoCfr. Pierre Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica, p. 12.Eugen Fink ricordando come anche Hegel intendeva la filosofia come "mondo capovolto" (cfr. G.W.F. Hegel Fenomenologia dello spirito) aggiunge: «ai tempi di Talete essa era già tale e si trovava in contrasto con le opinioni della massa, non in una saccenteria presuntuosa e arrogante, ma nella rischiosa impresa di lasciar andare il fondamento portante della familiarità dell'ente e di esporsi alla problematicità del mondo. In ciò la filosofia antica diviene accessibile solo a un contegno che a sua volta filosofa.» (Eugen Fink, Le domande fondamentali della filosofia antica, Roma, Donzelli, 2013, pp. 4-5)..La comparsa del pensare filosofico è tradizionalmente segnalata con le opere dei cosiddetti "presocratici"Da evidenziare come il termine di "presocratici" sia moderno. La prima opera in cui si trova l'espressione "età presocratica" corrisponde all'Allgemeine Geschichte der Philosophie di Johann Augustus Eberhard del 1788. A tal proposito occorre rammentare la lezione di Giorgio Colli il quale ricorda che tali autori venivano indicati nell'antichità col termine di "sapienti" (σοφοί), cfr. Criteri dell'edizione in La sapienza greca Milano, Adelphi., a seguire con Socrate e i "sofisti" si avviano delle vere e proprie scuole "filosofiche"La "scuola filosofica «si presenta come una organizzazione chiusa, regolata e autosufficiente. Era una "comunità nella comunità", in cui si svolgevano non solo lo studio e il dibattito, ma l'esistenza stessa di scolarchi e adepti.» Luciano Canfora, La trasmissione del sapere- Le scuole dei filosofi in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani vol. 2, (a cura di Salvatore Settis). Torino, Einaudi, 2008 pp. 649.. All'inizio del periodo ellenistico emergono, sulle fondamenta dell'esperienza sofistica e socratica, numerose scuole filosoficheOltre che Pierre Hadot, cfr. anche «Su questa falsariga si costituirono le scuole filosofiche, come gruppi di individui che intendevano praticare e promuovere un certo tipo di vita, che non si riduceva soltanto all'esercizio di determinate operazioni intellettuali o alla comune credenze in determinate dottrine. La storia della filosofia antica, dal IV secolo a.C. al V secolo d.C. è una vicenda di scuole.» Giuseppe Cambiano, Il filosofo in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani vol. 2, (a cura di Salvatore Settis). Torino, Einaudi, 2008, pp. 826-7.. Ma già nel III secolo a.C. sopravvivono ad Atene solo le scuole che risultarono ben organizzate ovvero quelle fondate da Platone, Aristotele e Teofrasto, Epicuro, Zenone e Crisippo oltre che due tradizioni strettamente spirituali, lo scetticismo e il cinismo. Tutto questo si osserva per seicento anni, fino al III secolo d.C. quando, grazie a un fenomeno che emerge a partire dal I secolo d.C., determinato da "slittamenti semantici" e "reinterpretazioni delle nozioni filosofiche", il platonismo assorbe l'aristotelismo e lo stoicismo, condannando alla marginalità le altre tradizioni. Tale sintesi, neoplatonica, ha un'importanza fondamentale per l'intera civiltà occidentale perché grazie alle traduzioni arabe e alla tradizione bizantina, tale movimento di pensiero impregnerà il Medioevo e il Rinascimento conquistando il ruolo di denominatore comune delle teologie e delle mistiche ebraiche, cristiane e musulmaneCfr. Pierre Hadot. Esercizi spirituali e filosofia antica, p. 11..
Orfismo, pitagorismo e presocratici
Content:Nel VI secolo a.C., quindi circa uno-due secoli dopo la figura di Esiodo, gli studiosi attestano l'emergere delle correnti religiose denominate "orfiche"Così la Encyclopedia of Religion (NY, Macmillan, 2005, pp. 6891 e sgg.) avvia la voce Orpheus a firma di Marcel Detienne (1987) e Alberto Bernabé (2005): «In the sixth century BCE, a religious movement that modern historians call Orphism appeared in Greece around the figure of Orpheus, the Thracian enchanter.». e "pitagoriche"Cfr. in tal senso la voce "Pitagora" firmata da Bruno Centrone nella Enciclopedia filosofica, vol. 9, p. 8654. Milano, Bompiani, 2006.. La pratica vegetariana era una componente centrale anche nella corrente religiosa dell'orfismo «quando non si osava neppure gustare la carne di bue, né si sacrificavano animali agli dei, bensì si offrivano focacce e frutti immersi nel miele e altri simili sacrifici puri, e quando ci si asteneva dalle carni, ritenendo contrario alla religione il mangiarne e macchiare di sangue gli altari degli dei: piuttosto gli uomini viventi allora avevano certi modi di vita che si chiamano orfici, rivolgendosi a tutto ciò che non ha vita e astenendosi al contrario da tutti gli esseri animati». Platone, Leggi, 782 c-d, cit. in G. Colli, La sapienza greca, tomo I, Adelphi, Milano 2005, p. 163. , sorto in Grecia anch'esso intorno al VI secolo a.C. e incentrato sulla figura mitica di Orfeo, che nel suo rapporto con la natura e la sua vicinanza al mondo animale presenta uno dei suoi aspetti più importanti . L'orfismo era derivato dal Dioniso (con cui aveva in comune la Orfismo#Le_cosmogonie,_le_teogonie_e_le_antropogonie_orfiche, diversa da quella di Esiodo), senza però il sacrificio cruento (sparagmòs) tipico invece dei Dioniso#I_Misteri_Dionisiaci.Pitagora (570-495 a.C. circa) è considerato l'iniziatore e l'emblema stesso del vegetarianismo dell'antica Grecia, ispirando più tardi direttamente Vegetarianismo#Platonismo e Vegetarianismo#Plutarco e i neoplatonici. Questa immagine del leggendario saggio greco come vegetariano intransigente è legata in primo luogo ai celebri versi delle Le metamorfosi (Ovidio) del poeta romano Ovidio, un testo scritto seicento anni dopo l'epoca in cui visse Pitagora ma basato sulla tradizione tramandata:I biografi e gli autori del mito pitagorico, fra cui lo stesso Ovidio, spiegano totalmente o in parte il vegetarianismo di Pitagora con la credenza nella metempsicosi. Ad esempio, Porfirio, in Vita di Pitagora, scrive: «è particolarmente noto a tutti in primo luogo che egli sostiene che l'anima è immortale e trasmigra in altre specie di esseri animati; oltre a ciò, che in periodi determinati ciò che una volta è esistito esiste una seconda volta e niente è assolutamente nuovo, e che si devono considerare della stessa specie tutti gli esseri che hanno vita». Cit. in Il Pitagora di Ovidio infatti condanna anche il sacrificio rituale: Ritiene quindi che la perversa dieta carnea, negazione della condizione felice dell'antica età dell'oro, sia nata col sacrificio cruento agli dèi: in tal modo, il vegetarianismo pitagorico si configura non soltanto come una scelta privata, ma anche come un rifiuto dai risvolti politici e sociali. Tuttavia, tra i seguaci di Pitagora solo coloro appartenenti alla cerchia più stretta praticavano regolarmente il vegetarianismo, mentre i discepoli della cerchia più esterna non avevano l'obbligo di rispettare la regola vegetariana Colin Spencer, The Heretic's Feast. A History of Vegetarianism, Londra, 1993, pp. 33, 64-68..File:DSC00355 - Orfeo (epoca romana) - Foto G. Dall'Orto.jpg: Ambedue queste correnti religiose e iniziatiche predicano la dottrina detta "metensomatosi" (μετενσωμᾰτωσις; anche il più tardo "metempsicosi", μετεμψύχωσιςIn genere tale dottrina viene indicata con il termine "metempsicosi", resa del termine greco μετεμψύχωσις (ἐμψύχωσις, "rianimazione del corpo", col prefisso μετά), che tuttavia è tardo, risalente al I secolo d.C. (cfr. Alessandro d'Afrodisia, L'anima, XXVII, 18; Porfirio, Sull'astinenza dalle carni degli animali, IV, 16; Proclo Diadoco, Commento alla Repubblica di Platone, II, 340); Olimpiodoro (in Commento al Fedone, LXXXI, 2) ritiene invece più corretto il termine μετενσωμᾰτωσις ("metensomatosi"), peraltro presente in Plotino (Enneadi I, 1, 12; II, 9, 6; IV, 3, 9); il termine più diffuso oggi in lingua, "reincarnazione" (da re incarnazione), è invece certamente recente essendo attestato al XIX secolo; mentre l'espressione "trasmigrazione dell'anima" è un adattamento dal latino tardo trasmigrātĭo-ōnis derivato da trasmigrāre quindi da migrāre) ovvero l'esistenza di un'anima (psyché, ψυχή), parte divina e autentica dell'uomo, che sopravvive alla di lui morte fisica trasmigrando di esistenza in esistenza finché, iniziata alla verità divina, non giunge nel luogo della sua autenticità.Tale credenza è celebrata per la prima volta nella II Olimpica di PindaroCosì lo storico delle idee Giovanni Reale: .All'interno di questo quadro di credenze la proibizione del sacrificio animale e della conseguente manducazione delle sue carni vige in ambito orfico proprio nella sua intenzione di non accettare l'esito, ovvero la condanna, propria del protosacrificio condotto da Prometeo a Mecone e quindi ricongiungersi a quel vissuto pieno e felice proprio della generazione "aurea" del mito esiodeo la quale conduceva una vita priva di affanniCfr. in tal senso l'analisi di Dario Sabbatucci, p. 83.; ovvero, alla luce della propria teologia che vedeva l'uomo nato dalla fuliggine del corpo dei Titani dopo che Zeus li aveva colpiti con la sua folgore a seguito del loro assassinio e della loro manducazione del corpo del giovane Dioniso, tale condotta alimentare vegetariana occorreva affinché Persefone, Dioniso#Dioniso Zagreo e la tradizione orfica e giudice dei trapassati, non rivivesse il dramma dell'infanticidio e della manducazione del figlio, consentendo quindi all'iniziato defunto una nuova vita tra i "Beati"Sulla vicenda mitica e sulle fonti relative si rimanda alla voce Orfismo e ai suoi approfondimenti..In ambito pitagorico tale condotta alimentare, riferibile quantomeno alle cerchie più ristrette degli iniziati, è strettamente connessa alla dottrina della metensomatosiPer una breve analisi sulle dottrine escatologiche e soteriologiche proprie dell'orfismo si rimanda invece al commento di Paolo Scarpi in Le religioni dei misteri, vol. 1. Milano, Mondadori/Fondazione Lorenzo Valla, 2007, pp. 665 e sgg., come evidenziato dal più antico testimone sulla vita di Pitagora, ovvero al detto canzonatorio di Senofane (VI secolo a.C.): Pitagora si sarebbe lamentato con un tale perché picchiava un cane dove egli aveva riconosciuto l'anima di un suo amicoDiogene Laerzio, Vite... VIII, 36; D-K 21 B 7.. Nel bíos pythagorikós (βίος Πῡθᾰγορικός) l'astensione dalla carne vige nella misura in cui i corpi degli animali raccolgono la medesima psyché degli uomini, condannata alla rinascita di corpo in corpo fino alla realizzazione della sua divinitàSulle dottrine pitagoriche e sulle loro fonti si rimanda alla voce Pitagora e il pitagorismo e ai suoi approfondimenti..Erede del rifiuto del sacrificio animale e dell'alimentazione carnea fu il filosofo presocratico siceliota Empedocle (V secolo a.C.), il quale considerava tutti i differenti esseri viventi manifestazione separata dello stesso Sfero (Σφαῖρος) di Amore (Φιλότης), divisi dal principio dell'Odio (Νεῖκος): Empedocle (490-430 a.C. circa), credeva nella metempsicosi e perciò fu dedito anch'egli alla dieta pitagorica e ugualmente contrario al sacrificio animale. Secondo la leggenda, dopo una vittoria olimpica alla corsa dei carri, per rispettare l'usanza che il vincitore sacrificasse un bue, fece fabbricare un bue di mirra, incenso e aromi e lo distribuì secondo rito .Eraclito, mentre dimorava sulle montagne vicino a Efeso per meditare, si cibava di sole piante.Indro Montanelli, Storia dei Greci, capitolo XI, Eraclito, BUR, 2010 (prima ed. 1959)
Platonismo
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Platone e l'Accademia
Content:Analogamente alle dottrine orfico-pitagoriche, in Platone i corpi fisici dell'uomo e dell'animale non sono altro che luoghi elettivi del viaggio, la metensomatosi, della divina psyché (l'anima) nel mondo ctonio.A tal proposito, evidenzia la studiosa Patrizia Pinotti: La teologia e la zoogonia di Platone, raccontate nel Timeo, nel Fedro e nel Fedone, riguardano i corpi degli uomini e degli animali, qui visti come involucri materiali, prigioni, della imperitura e immateriale psyché, questa condannata, dai loro impulsi, a un moto "discensionale" oppure "ascensionale" nel mondo ctonio.Dal che abbiamo una prima suddivisione di corpi/anime tra acquatiche, terrestri e aeree. I primi, composti dai pesci, sono collocati nell'ambiente più impuro, le loro pysché non sono in grado di ricordare la propria origine divina, condannati come sono per delle colpe, non possono risalire la catena della metensomatosi. I corpi degli uccelli accolgono invece quelle anime che furono prima racchiuse in corpi umani ma, per un errore conoscitivo, ovvero per ingenuità, misero le ali al corpo piuttosto che alla psyché. Le anime degli uccelli sono le uniche che possono sperare in una trasmigrazione in corpi umani. Tra gli animali terrestri, le bestie, risiedono invece quelle anime degli uomini che non furono in grado di prestare attenzione alle "cose" divine, intente come erano ai piaceri e alle preoccupazioni terrene. Il corpo dell'uomo è di quell'anima che può rimettere le ali e tornare alla sua divina origine, oppure ingenuamente mettere le ali al corpo e mirare il cielo del mondo materiale respirando l'aria più pura senza tuttavia liberarsi dalle catene della metensomatosi, oppure, e ancora, piegarsi e scendere nel mondo ferino delle quattro zampe perdendo così le capacità intellettuali e la posizione eretta.Il corpo dell'uomo, dunque, è eretto e implume, qui risiede l'anima pronta a liberarsi, qualora disponga dell'intenzione e della possibilità, dalle catene del mondo ctonio.Non abbiamo contezza di quale fosse la dieta alimentare del filosofo ateniese, né di quella seguita dalla sua scuola, l'Accademia; sappiamo che la comunità platonica praticava il banchetto comune (συσσίτιον) regolato da vere e proprie norme su cui avevano scritto sia Senofane sia AristoteleAteneo, 5, 186b; 13, 585b.. Ma quando Platone fa descrivere a Socrate la dieta alimentare della città ideale, questa è certamente vegetariana, stigmatizzando, dopo un'osservazione di Glaucone, la sua eventuale degenerazione che condurrebbe, tra l'altro, alla dieta carnea:E, nelle Leggi, il filosofo ateniese rimembrerà la dieta vegetariana propria degli orfici: Nonostante l'assenza di testimonianze rispetto alle scelte alimentari di Platone e dei suoi seguaci dell'Accademia, l'analisi di questi testi, e i rimandi all'età dell'oro contenuti nell'opera del nostro, fa concludere allo studioso Daniel A. Dombrowski che, secondo Platone, il vegetarianismo era il corretto stile alimentare di un "filosofo".Anche se ci sono rimandi nell'opera di Platone per cui egli consente il consumo della carne, il suo appello al vegetarianismo in ambito filosofico appare evidente; quindi, come Pitagora, egli sembra solo limitarsi a tollerare la meno rigorosa dieta carnea.
Plutarco e i neoplatonici
Content:Senocrate (396–314 a.C.) e probabilmente Polemone (filosofo) (350-270/269 a.C.), scolarchi dell'Accademia di AteneRichard Sorabji, Animal Minds and Human Morals, Londra, 1993, pp. 178, 209., e alcuni dei principali platonismo e neoplatonici, tra i quali Plutarco (46-120 d.C.), Porfirio (232-309 d.C.), Apollonio di Tiana (2-98 d.C.) e Plotino (203/205–270 d.C.), sono altre figure importanti dell'antica Grecia dedite al vegetarianismoRichard Sorabji, Animal Minds and Human Morals, Londra, 1993, pp. 178-179, 180-188..Plutarco, in polemica con Aristotele e con le idee degli stoici (Seneca a parte, il quale in gioventù era vegetariano, sia per motivi di salute che per pietà verso gli animali) secondo le quali non esisterebbe alcuna relazione di giustizia tra l'uomo e gli animali, nel suo dialogo Sull'intelligenza degli animali comincia con una condanna della caccia e della macellazione, in quanto fonte di insensibilità e crudeltà e quindi causa di un danno sociale, e presenta un gran numero di argomenti a favore della razionalità animale . Nel saggio Del mangiar carne, invece, si concentra sull'orrore di quella che considera come un'inutile crudeltà, legata non alla povertà e alla necessità, ma all'arroganza della ricchezza:così anche nella celeberrima invettiva che costituisce l'introduzione dello stesso saggio:Porfirio, nellAstinenza degli animali, tratta il sacrificio degli animali e il consumo della carne come uno sviluppo del sacrificio umano e del cannibalismo, e riconosce una piena continuità fra uomo e animale, rivendicando per quest'ultimo non solo la ragione, ma anche un linguaggio, pur se l'essere umano non è in grado di comprenderlo: «è infatti come se i corvi sostenessero che solo la loro è voce e che noi siamo privi di ragione perché non diciamo parole facilmente riconoscibili ad essi Porfirio, Astinenza degli animali, III, 5,3. Cit. in ». Fondamentalmente, afferma Porfirio, gli argomenti dell'uomo contro la ragione animale sono dovuti alla ghiottoneria.
Epicuro
Content:Anche Epicuro era vegetariano e invitò i suoi discepoli a esserlo. Epicuro non prescrisse il vegetarianismo come regola necessaria, tuttavia, almeno secondo la testimonianza del platonico Porfirio di Tiro - Porfirio parla della tendenza degli epicurei al vegetarianismo nel trattato Sull'astinenza dalle carni animali -, egli era personalmente vegetariano e spinse i discepoli al rispetto per gli animali e ad una dieta priva di carni.; ; Leo Strauss, Spinoza's Critique of Religion, pag. 50. Nei frammenti a noi pervenuti delle sue opere, Epicuro raccomanda più volte di cibarsi frugalmente, preferibilmente di pane, formaggio e acqua, come faceva lui stesso.G. Ditadi (a cura di), I filosofi e gli animali, 54.
Aristotele e il Liceo
Content:Sebbene con Aristotele (384-322 a.C.) venga negata agli animali la ragione, il logos, instaurandosi un confine netto tra l'uomo e l'animale, non tutti i suoi discepoli concordavano con questa visione, e sembra che molti siano stati vegetariani. Tra questi, Teofrasto (371-287 a.C.), autore di un trattato sulla pietà, condanna il sacrificio cruento e il consumo di carne, affermando che uccidere un animale è ingiusto, perché lo si priva della vita .
Antica Roma
Content:File:XDSC 7463-musee-d-Aquitaine stele funeraire petite fille.jpg: Analogamente alle altre civiltà antiche, anche quella romana presenta una generale sollecitudine nei confronti degli animali. Così la storica dell'antichità belga Liliane Bodson: Se quindi gli agronomi romani sono attenti ai guadagni economici dagli allevamenti animali, le loro preoccupazioni vanno oltre questi interessi e coinvolgono anche autentici sentimenti di generosità nei confronti delle bestieBodson, p. 60.: Nell'antichità erano diffuse le pratiche circensi che coinvolgevano animali e anche i combattimenti tra di questi, ma non mancarono voci di condanna per queste praticheTra gli altri, Plutarco, L'intelligenza animale, 7; Moralia, 975a. Tuttavia anche in quel caso l'atteggiamento nei confronti delle bestie era differente in base alle specie coinvolte: se, ad esempio, le giraffe venivano solamente esibite, i grandi felini venivano utilizzati nei combattimenti e quindi spesso uccisiBodson, p. 77.. La ragione di ciò risiede nel fatto che questi ultimi venivano percepiti come "forti" e "potenti". Così quando nei giochi del 55 a.C. gli elefanti vengono presentati da Pompeo, ma subito dopo inutilmente massacrati, energica si fa la protesta del pubblicoCicerone, Ai familiari; Plinio il Vecchio, Storia naturale VIII, 20-1..Dal che nell'antica Roma vigeva anche la proibizione, questo almeno fino al III secolo a.C., di uccidere e mangiare buoi, pratica vista come simile al cannibalismo essendo il bue considerato alla stregua di un "colono", e la violazione di questa norma poteva essere punita con la pena di morte (cfr. Marco Terenzio Varrone De re rustica, II, 5,4: hic socius hominum in rustico opere et Cereris minister; ab hoc antiqui manus ita abstineri uoluerunt, tu capite sanxerit, siquis occidisset; anche Lucio Giunio Moderato Columella 6,7 cuius [delbove] tanta fuit apud antiquos ueneratio ut tam capital esset bouem necuisse quam ciuem; Plinio il Vecchio, Historia naturalis, VIII, 180, rammenta di un tale che uccise il suo bue e fu per questo condannato all'esilio: socium enim laboris agrique culturae habemus hoc animal tantae apud priores curae, ut sit inter exempla damnatus a populo Romano die dicta qui concubino procaci rure omassum edisse se negante occiderat bovem, actusque in exilium tamquam colono suo interempto).Tema ripreso anche da Ovidio nelle Metamorfosi: Tra gli intellettuali della Roma antica dichiaratamente vegetariani va menzionato in modo particolare Quinto Sestio (I secolo a.C.), fondatore della Scuola dei Sestii, del quale lo studioso Italo Lana ricorda che: Tra i seguaci diretti e indiretti della scuola di Quinto Sestio vanno ricordati il figlio Sestio Nigro, ma anche Papirio Fabiano, Lucio Crassicio Pasicle, Cornelio Celso, Gaio Albucio Silo e Seneca.
La ''Bibbia'' e gli animali
Content:File:Sefer Torah (Museu d'Història dels Jueus, Girona).jpg: Analogamente ad altri "miti" antichi, anche nella Bibbia l'iniziale condizione del creato è "paradisiaca".L'uomo, appena creato, è collocato da Dio nel "Giardino dellEden" (גן־בעדן gan bə‘êḏen)L'espressione גן־בעדן (gan bə‘êḏen, "giardino in Eden"), è il nome del "paradiso terrestre" biblico in cui, ai primordi della storia dell'uomo, il dio suo creatore collocò il primo uomo, "Adamo". Altri passi della Bibbia si riferiscono a questo stesso "paradiso terrestre" con altri nomi: @an0:Genesi@an1:13,10@an0:Ezechiele@an0:Ezechiele@an1:28,13 In questo giardino si consuma quel mito biblico in cui Adamo, convinto da Eva, a sua volta sedotta dal "serpente" (הנחש, nâchâsh) mangia il frutto "dell'Albero della conoscenza del Bene e del Male" ( ועץ הדעת טוב ורע, wə-‘êṣ had-da-‘aṯ ṭō-wḇ wā-rā‘) e per questo verrà cacciato da Dio insieme alla compagna dal giardino di Eden affinché non mangiassero anche il frutto dell'"albero della vita" (ועץ החיים, wə-‘êṣ ha-ḥay-yîm) divenendo così immortali (Genesi ). Il che potrebbe significare che mangiando dell'"albero della conoscenza del bene e del male", la coppia umana avrebbe potuto identificare l'"albero della vita", altrimenti nascosto, e questo spiegherebbe anche la ragione per cui il serpente, anche lui interessato all'immortalità, avrebbe convinto Eva a violare il comando divino (Cfr. Harry B. Partin, Paradise, in Encyclopedia of Religion, vol. 10. NY, Macmillan, 2004 (1987), p. 6982). L'origine del significato del nome ebraico Eden è sconosciuto, fino a qualche decennio fa lo si riteneva eredità diretta del termine accadico edinu, a sua volta resa del sumerico edin, col significato di "piana", "steppa". Tuttavia la scoperta nel 1979, a Tell Fekheriyeh (al confine tra la Turchia e la Siria), di una iscrizione bilingue accadico-antico aramaico risalente al IX secolo e.v. ne confermerebbe il collegamento alla radice del semitico occidentale *dn (lussureggiante, gradevole) (Cfr. in tal senso Bill. T. Arnold, Genesis, Cambridge, Cambridge University Press, 2008, p. 58), quindi col significato di "delizioso", "[giardino] delle delizie". affinché lo coltivi e lo custodisca (Genesi : hā-'ā-ḏām way-yan-ni-ḥê-hū ḇə-ḡan-‘ê-ḏen lə-‘ā-ḇə-ḏāh ū-lə-šā-mə-rāh), Dio consente per questo all'uomo di nutrirsi dei frutti degli alberi del giardino (Genesi : mik-kōl ‘êṣ-hag-gān ā-ḵōl tō-ḵêl). Gli animali vengono creati da Dio in quanto, ed è Dio che parla, "non è bene che l'uomo sia solo" (Genesi : "lō-ṭō-wḇ hĕ-yō-wṯ hā-'ā-ḏām lə-ḇad-dōw"). Gli animali vengono creati perché siano di aiuto all'uomo e, come l'uomo, vengono creati dalla terra (Genesi : ’ĕ-lō-hîm min- hā-'ă-ḏā-māh kāl- ḥay-yaṯ haś-śā-ḏeh). L'uomo, su invito di Dio dà il nome a ogni animale, ma l'uomo non trova tra questi animali un aiuto, solo allora Dio si risolve a creare la donna come aiuto per l'uomo (Genesi ).Osserva il religioso ed erudito Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità monastica di Bose, nell'opera collettanea Animalia: L'alimentazione nell'Eden, comandata dal Dio della Bibbia, è vegetariana: L'erudito e rabbino Alfredo Sabato Toaff (1880-1963), nota infatti come la dieta alimentare primordiale fosse qui indicata come "vegetariana"Cfr. nota 4 in Bibbia ebraica, p. 7..Quindi l'uomo è creato a immagine di Dio per essere custode del "giardino" divino, pacifico, privo di affanni e di violenze che Dio stesso giudica come "buono" (’ĕ-lō-hîm 'eṯ- kāl-'ă-šer‘ā-śāh wə-hin-nêh- ṭō-wḇ: "Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona", Genesi ).Da notare, inoltre e ad esempio, che il termine presente in Genesi וירדו tradotto come "dominio", quindi con l'intenzione di rendere «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra», può essere letto in modo ambiguo, in quanto l'apposizione dei segni vocalici decide la resa "dominare" (che, come nel caso di altri verbi analoghi, va inteso come l'atto del «"reggere, guidare, pascolare", con un'azione che è quella del re e del pastore capace di governare sostenendo e custodendo»Enzo Bianchi, Op.cit.) piuttosto che "dominato".In tal senso il commento di Bereshit Rabba (IV secolo): Quindi se l'uomo non svolge in modo meritevole il suo compito di custode del creato "scenderà" allo stesso livello delle creature che gli furono affidate.Così, come in altri antichi "miti" religiosi, anche nella Tōrāh si narra della caduta dell'uomo e dell'introduzione dell'alimentazione carnea e quindi dell'uccisione degli animali da parte dell'uomo.Dopo aver cacciato i nostri progenitori dall'Eden in quanto gli hanno disubbidito seguendo il consiglio del serpente (הנחש, nâchâsh) e dopo aver sterminato l'umanità malvagia per mezzo del Diluvio salvando solo Noè e l'arca che accoglieva la sua famiglia e tutte le specie degli animali, Dio consente all'uomo l'alimentazione carnivora: Ma Dio precisa che gli uomini non devono mangiare il sangue degli animali uccisi, in quanto lì è raccolto lo spirito vitale dell'animale e quello spirito continua ad appartenere solo a Dio: Riassumendo, i miti cosmogonici ebraici sono sovrapponibili agli altri miti antichi che intendono descrivere l'uomo appena creato inserito con gli animali in una condizione paradisiaca priva di affanni e violenze. Solo a seguito della sua "caduta", la violenza, le uccisioni e l'alimentazione carnea entrano nella sua "storia".Ciononostante i Profeta (ebraismo) daranno ancora voce a Dio, fermamente intenzionato a ristabilire l'Eden sulla terra e la pace anche per gli animali. Come Isaia così anche Osea: Nei Salmi è chiara l'attribuzione a Dio dell'intenzione di "salvare", insieme agli uomini, anche gli animali:
Nell'ebraismo rabbinico
Content:File:Codex Reuchlin 2 96v.jpg: Con il termine ebraismo rabbinico si intende quella forma religiosa diretta erede del Farisaismo (questa una delle forme più importanti del Ebraismo ellenistico), la quale ha prevalso nelle tradizioni religiose ebraiche dagli inizi dell'era volgare fino ai giorni nostri.L'ebraismo rabbinico si fonda sul Tanakh (la Bibbia ebraica) e sul Talmūd; quest'ultimo consiste nella raccolta e nella rielaborazione di numerosi trattati della Mišnāh di Giuda il Principe (III secolo e.v.).Nel trattato Sanhedrin (59 b), contenuto nel Talmūd, viene spiegato che il consumo della carne (in ebraico בשר, basar), quindi l'uccisione degli animali a tale scopo, fu proibito da Dio ad Adamo e fino a Noè. A parte questo, e un passo del Bava Batra (60 b) dove si accenna a una pratica ascetica sorta dopo la Assedio di Gerusalemme (70) che adottava, tra gli altri, l'alimentazione vegetariana, non vi sono accenni al "vegetarianismo" nei testi fondanti l'ebraismo rabbinico. In tali testi, tuttavia, vi sono specifiche raccomandazioni sul benessere degli animali e sulla espressa proibizione di condotte crudeli nei confronti di essi. Queste raccomandazioni sono riassumibili nella nozione di ẓa'ar ba'alei ḥayyim ("sofferenza delle creature viventi") la quale prescrive sia la proibizione di atti crudeli nei loro confronti, sia l'obbligo di sollecitudine verso gli stessi.L'aneddoto talmudico che esemplifica tale condotta coinvolge come protagonista proprio Yĕhūdāh ha-Nāśī. Un giorno un vitello condotto al macello fuggì nascondendosi tra le vesti di Rabbi Yĕhūdāh muggendo per il terrore, ma il Rabbi lo spinse nuovamente al suo destino dichiarando che a tale scopo era stato creato. A seguito di questa sua condotta Dio punì il Rabbi con diverse dolorose malattie, nulla valsero le preghiere del Rabbi: come egli aveva ignorato il muggito del giovane vitello, così Dio non ebbe pietà del suo rabbino. Un giorno Yĕhūdāh impedì a una sua serva di molestare dei piccoli di una mangusta, allora Dio lo perdonò dei suoi passati peccati e gli tornò la salute. L'aneddoto esemplifica la nozione rabbinica per cui la misericordia di Dio è su tutte le opere della sua creazione e che seppur è consentita da Dio l'alimentazione carnea, tale fatto non deve essere trattato con leggerezza (Talmūd babilonese, Bava Meẓia, 85a; Bereŝit Rabbâ 33,3).Analogamente, secondo le esegesi rabbiniche, l'affermazione nel Deuteronomio in cui viene espresso il desiderare (תאוה) la carne conserva invece delle precise connotazioni negative, indicando così la moderazione in quel costume alimentare: Allo stesso modo le regole di vita ebraiche prestano sollecitudine alla cura degli animali cercando di evitare loro inutili sofferenze. Nel Talmūd babilonese (Bereŝit, 40a) è prescritto che occorre nutrire gli animali che si hanno in custodia prima di spezzare il pane per sé stessi. Nonché le restrizione riguardanti lo Shabbat non impediscono di prestare soccorso agli animali o di mungere le vacche onde evitare loro sofferenze. L'insieme di queste regole è al fondamento della critica dell'ebraismo rabbinico nei confronti degli allevamenti intensivi degli animali e dei polli cresciuti in batteriaNormon Solomon, Encyclopaedia Judaica, vol. 5, p. 165..Il celebre filosofo ebreo del XV secolo, Joseph Albo, nel suo Sēfer ha-‛Iqqārīm (cfr. 3,15) chiosa il vegetarianismo dei primordi dell'umanità come la volontà di Dio di non causare sofferenze agli animali, considerazione che riverbererà nei commentari biblici di Isaac Abrabanel (1437-1508; cfr. "Commentario su Isaia", eb. cap. XI e "Commentario sulla Genesi", eb. cap. II) il quale commenta Isaia sostenendo che, alla fine dei tempi, con la rigenerazione del creato, Dio comanderà nuovamente la dieta vegetariana alla razza umana.Al giorno d'oggi esistono diverse associazioni che promuovono il Vegetarianismo_ebraico come la Jewish Vegetarian Society e Jewish Veg.
Nelle teologie cristiane
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La Tarda Antichità e il Medioevo
Content:Già nel III secolo viene fondato nell'antica Persia il manicheismo, che presto si diffonde in tutto l'Impero romano e i cui iniziati non si cibavano né di carne né di uova e non bevevano vino – una forma di vegetarianismo che traeva origine dal loro sistema religioso, basato su una visione dualistica imperniata sul conflitto tra i due principi opposti della Luce e delle Tenebre.Più tardi, tra il XII e il XIV secolo, si diffonde in Europa il catarismo: la convinzione che tutto il mondo materiale fosse opera del Male comportava la negazione dell'atto sessuale – considerato come un'aberrazione, soprattutto in quanto responsabile della procreazione, cioè di una nuova prigionia per un altro spirito – e pertanto i catari rifiutavano ogni alimento originato da un atto sessuale (carne e uova – ma non il pesce, in quanto in epoca medievale non era ancora nota la genesi per riproduzione sessuale degli animali acquatici).
Il vegetarianismo nell'età moderna
Content:File:Vegmark.PNG: La Gran Bretagna è considerata la patria del vegetarianismo moderno. Il primo paladino del vegetarianismo dell'isola britannica a suscitare l'attenzione è il cappellaio Roger Crab, che emerge sulla scena inglese durante la rivoluzione degli anni quaranta del Seicento. Crab, che aderì ad una forma di vegetarianismo stretto (ovvero seguiva, come venne definita in seguito, una dieta vegana), considerava il consumo di carne un lusso e causa di rialzo dei prezzi e di aggravamento della povertà.Nella seconda metà del Seicento, durante l'espansione coloniale della potenza inglese e l'avvio dello sfruttamento degli schiavi neri per la produzione dello zucchero, si aggiungono al vegetarianismo nuovi argomenti legati al mutamento del contesto storico. Una figura emblematica di questa fase è lo scrittore inglese Thomas Tryon, che denuncia il comportamento dell'europeo cristiano definendolo un oppressore intollerante il cui lusso e i cui sprechi «non possono essere mantenuti se non principalmente grazie alla grande Oppressione degli Uomini e degli Animali Thomas Tryon, Friendly Advice to the Gentlemen-Planters of the East and West Indies, Londra, 1684, p. 166. Cit. in ».Nel Settecento il vegetarianismo inizia ad essere un argomento sostenuto e diffuso anche dai medici, in nome della salute e delle caratteristiche dell'anatomia e della fisiologia umana che, a partire dall'apparato digerente, dalla dentatura e dalle mani, dimostrerebbero la natura vegetariana dell'uomo. Tra i più noti medici e scienziati fautori del vegetarianismo nell'Europa di questo periodo troviamo in Svezia Linneo e i suoi discepoli, in Francia Louis Lémery e Philippe Hecquet, in Inghilterra Edward Tyson, John Arbuthnot (medico della famiglia reale inglese) e George Cheyne, in Italia Antonio Cocchi – la cui influenza ebbe dimensioni internazionali e che nel 1743 pubblicò Del vitto pitagorico per uso della medicina, destinato ad essere più volte ristampato e tradotto sia nel Settecento che nell'Ottocento e a suscitare un vivo dibattito, soprattutto tra i medici italiani dell'epoca.In questo periodo Voltaire torna sulla questione della crudeltà verso gli animali e del vegetarianismo in numerose opere, mentre in Inghilterra, soprattutto dalla fine del Settecento, si parla sempre più di vegetarianismo e si susseguono alcune pubblicazioni notabili. Nel 1791 esce il pamphlet The Cry of Nature, di John Oswald (filosofo), in cui l'autore presenta una presa di posizione politica a favore del vegetarianismo, considerando il mutamento radicale del rapporto con gli animali e la natura un nodo politico essenziale per giungere alla fondazione di una società egualitaria . Nel 1802 viene pubblicato An Essay on Abstinence from Animal Food, as a Moral Duty, di Joseph Ritson, un attacco frontale all'antropocentrismo. Nel 1811 esce The Return to Nature, di John Frank Newton, una difesa basata su testimonianze di tipico medico ed etnologico del regime vegetariano e, un paio di anni più tardi, nel 1813, Percy Shelley pubblica Vindication of Natural Diet, in cui indica la dieta carnea come un simbolo del lusso che, insieme ad altri falsi bisogni indotti tra i poveri, ritiene all'origine dello sfruttamento del lavoro e delle disuguaglianze sociali.
L'Ottocento e la costituzione della Vegetarian Society
Content:File:Gandhi LVS 1931.jpg: In Inghilterra questo fermento del vegetarianismo nel panorama culturale del paese porterà, nella prima metà dell'Ottocento, alla nascita di un movimento vegetariano inglese e alla costituzione della Vegetarian Society, fondata il 30 settembre 1847 a Ramsgate. Nei decenni successivi sorsero altre società vegetariane anche in altri paesi: nel 1867 il teologo Eduard Baltzer fonda la prima società vegetariana della Germania, verso la fine dell'Ottocento viene fondata la Société Végétarienne de France, mentre l'Associazione Vegetariana Italiana sorgerà solo nella seconda metà del Novecento.Negli Stati Uniti dell'Ottocento troviamo molte vegetariane nel nascente movimento per i diritti delle donne: tra queste, Harriet Beecher Stowe (conosciuta per il suo La capanna dello zio Tom), che nel 1896 pubblica un articolo sui diritti degli animali su Heart and Home, un periodico destinato al pubblico femminile; Margaret Fuller, che in Woman in the Nineteenth-Century afferma che l'integrazione della donna nella vita pubblica avrebbe portato ad una femminilizzazione della cultura, la quale avrebbe posto fine ad ogni forma di sofferenza, compresa l'uccisione degli animali per l'alimentazione umana; Elizabeth Stuart Phelps Ward, autrice di libri contro la vivisezione; ed inoltre Lucy Stone, Amelia Bloomer, Susan Anthony, Elizabeth Cady Stanton, le quali si riunivano abitualmente insieme all'antischiavista Horace Greeley, direttore del Tribune, per brindare «ai diritti delle donne e al vegetarianismo».Una figura importante di questo periodo è l'inglese Henry Stephens Salt, vegetariano etico instancabile difensore con numerose opere di quelli che l'autore stesso comincia a chiamare animal rights (diritti animali). Salt vedeva anche una evidente contraddizione in chi dichiarava di battersi per la protezione degli animali continuando a seguire una dieta carnea.Tra le figure celebri del vegetarianismo tra l'Ottocento e gli inizi del Novecento si distinguono tra gli altri: il poeta francese Alphonse de Lamartine che, pur avendo in seguito abbandonato questo regime alimentare dopo essere stato cresciuto vegetariano dalla madre, nelle sue opere continuò ad insistere sul tema della crudeltà dell'uccisione degli animali e della dieta carnea; il compositore tedesco Richard Wagner, autore anche di scritti contro la vivisezione, le cui idee, tuttavia, erano influenzate da un antisemitismo che lo condusse a incriminare il consumo di carne come il male che aveva contaminato la razza ariana; lo scrittore russo Lev Tolstoj, passato al vegetarianismo nel 1885, durante il suo periodo di profonda crisi spirituale che lo spinse ad adottare una posizione di difesa nonviolenta per gli oppressi; il politico indiano Mohandas Gandhi, trasferitosi a Londra a vent'anni per studiare legge dove entrò presto in contatto con i membri della Vegetarian Society, di cui divenne prima socio e poi dirigente; il commediografo irlandese George Bernard Shaw, che diede un notevole contributo alla diffusione della causa vegetariana, battendosi anche contro la vivisezione e gli sport cruenti. Altre femministe inglesi di questo periodo furono vegetariane, come Charlotte Despard, leader della Woman's Freedom League.
Il Novecento e la questione filosofica
Content:L'espansione internazionale del movimento vegetariano porta nel 1908 alla fondazione dell'International Vegetarian Union, mentre nel novembre del 1944 nasce in Inghilterra, a Londra, la Vegan Society, fondata da Donald Watson, che vedeva l'abbandono di latte, latticini e uova come una logica conseguenza della scelta vegetariana, dato il legame tra la produzione di questi alimenti e l'industria dell'allevamentoThe Vegan Society, . Durante gli anni sessanta del Novecento il vegetarianismo sarà molto diffuso nel nascente movimento di rivolta giovanile antiautoritaria come parte del rifiuto della vita borghese e della scelta di una povertà volontaria vissuta come indipendenza mentale e frugalità salubre per il corpo e lo spirito. File:Peter Singer 02.jpg: Nel 1975 viene pubblicato Liberazione animale, del filosofo australiano Peter Singer, la prima opera contemporanea sui diritti animali che conosce una vasta diffusione internazionale. Nell'opera Singer fornisce argomenti razionali contro il pregiudizio e la discriminazione di specie (specismo) e indica il vegetarianismo come un obbligo etico nel rispetto della vita degli animali: secondo le conclusioni dell'autore, il piacere del palato offerto dalla carne animale all'uomo risulta irrilevante a fronte dei maltrattamenti subiti dall'animale nell'allevamento e della sua uccisionePeter Singer, Liberazione animale..L'opera di Singer, nonostante le numerose critiche di cui è stata oggetto, ha tuttavia consentito l'avvio di un dibattito filosofico e pubblico sui diritti animali. Tra le opere più significative in questo campo si inserisce I diritti animali, pubblicato qualche anno più tardi, nel 1983. L'autore, il filosofo statunitense Tom Regan, criticando e rigettando le posizioni di Singer, mira a dimostrare che la vita animale ha valore intrinseco e che quindi gli animali devono essere trattati non come mezzi ma come fini: il vegetarianismo, pertanto, si configura nella teoria di Regan come una doverosa e logica conseguenza del fatto di riconoscere il diritto di vivere all'animaleTom Regan, I diritti animali..Nel corso degli anni e tuttora molti altri pensatori si sono confrontati su questi temi, e nonostante la diversità degli approcci sostenuti, tutti concordano nel ritenere il vegetarianismo – e, attualmente, in particolare il vegetalismo – una scelta morale obbligata.
Le ragioni del vegetarianismo
Content:Le ragioni che comunemente sono alla base di una scelta vegetariana includono motivazioni etiche di rispetto per la vita animale, principi religiosi, attenzione per la salute e preoccupazione per l'ambiente. Tali motivazioni non sono tutte necessariamente adottate insieme, e anche se spesso due o più di loro possono coesistere negli stessi soggetti, solitamente una prevale sulle altre. Inoltre, l'influenza delle diverse motivazioni può variare in relazione al sesso (ad esempio in Italia la scelta etica è più sentita tra le donne, mentre gran parte degli uomini scelgono di seguire un regime vegetariano per il benessere fisico e una maggiore attenzione per la salute Eurispes, ), al paese (ad esempio in India la motivazione religiosa è quella prevalente), nonché in relazione allo specifico regime vegetariano: il latto-ovo-vegetarianismo e le sue varianti latto-vegetarianismo e ovo-vegetarianismo sono adottati per lo più per ragioni religiose e/o salutistiche, il vegetalismo principalmente per ragioni etiche di rispetto per la vita e la sofferenza degli animali, il crudismo vegano soprattutto per ragioni salutistiche, il fruttarismo per questioni religioso-spirituali.
Etica
Content:Il vegetarianismo ispirato da ragioni etiche, praticato principalmente nelle forme di latto-ovo-vegetarianismo (e nelle sue varianti latto-vegetarianismo e ovo-vegetarianismo) e vegetalismo, benché abbia origini lontane nel tempo, solo negli ultimi decenni, come riflesso ad un crescente sentimento di maggiore rispetto verso gli animali nei paesi sviluppati, ha conosciuto una maggiore diffusione.Nel vegetarianismo etico si ritiene che l'individuo animale, in quanto, analogamente all'uomo, essere senziente – capace cioè di provare sensazioni di piacere e dolore – e dotato, secondo molti autori di filosofia dei diritti animali, degli interessi fondamentali alla libertà, alla serenità e alla vita Ad esempio, vedere Tom Regan, I diritti animali; Peter Singer, Liberazione animale; o l'opera di Gary Francione. , debba essere trattato con rispetto e giustizia. Viene pertanto rifiutato il consumo di ogni tipo di carne in quanto cibo ottenuto con lo sfruttamento dell'animale (oggi spesso cresciuto in condizioni di grave sofferenza nei diffusi centri di allevamento intensivo) e il ricorso alla violenza dell'uccisione.File:Gary Francione 2 cropped.jpg: Nel vegetarianismo etico il rispetto per l'animale spesso non è comunque limitato alla sola sfera alimentare, ma influenza più o meno profondamente anche gli altri aspetti dell'esistenza personale. Sebbene non vi siano criteri fissi e prestabiliti a cui tutti i vegetariani etici debbano aderire nella prassi quotidiana ed ogni soggetto si regoli nelle proprie scelte nel modo che ritiene più opportuno, nel vegetarianismo etico generalmente viene evitato l'uso e il consumo, per quanto possibile e praticabile, di prodotti derivanti da sfruttamento e uccisione degli animali. Pertanto, seppur l'aspetto alimentare rimane quello centrale, in molti casi un vegetariano etico indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche ed evita l'acquisto di ogni capo con parti di origine animale (pelliccia, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma), usa cosmetici e prodotti per l'igiene personale e per la pulizia della casa non testati su animali, e in generale evita l'acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.).Oltre alle scelte di consumo quotidiano, un vegetariano etico solitamente evita anche la pratica, la partecipazione e il sostegno ad attività che implicano un uso dell'animale e/o la sua uccisione, quali la sperimentazione su animali, caccia e pesca, spettacoli con animali come la corrida, il circo con animali o il rodeo, corse di cavalli, di cani o di altri animali, manifestazioni folcloristiche con uso di animali, zoo, acquari e strutture simili che detengono animali, commercio degli animali da compagnia e altre attività simili.Questi aspetti si rivelano particolarmente importanti e sentiti nel veganismo. Il veganismo etico è dettato da principi etici di rispetto per la vita animale e basato sul pensiero antispecismo e su una filosofia Nonviolenza della vita, come esemplificato nella posizione di Gary L. Francione e altri filosofi. Nella pratica quotidiana, oltre a quanto già detto, un vegano etico rifiuta anche il consumo di latte e latticini, uova e miele (e altri prodotti delle api) e tende ad evitare quelle merci contenenti questi stessi ingredienti, che possono essere presenti in cosmetici e prodotti per l'igiene personale, mangimi per animali domestici e altri prodotti.
Religione e spiritualità
Content:Il vegetarianismo di natura religiosa ha radici antiche e risale ai primi grandi movimenti del VI secolo a.C. Una pratica alimentare vegetariana è tuttora diffusa presso gli aderenti a quei culti che suggeriscono o prescrivono il divieto del consumo di carni (e in alcuni casi di ogni prodotto di origine animale) e l'adesione al vegetarianismo come pratica di salute spirituale, mentale e/o corporea o come parte di una più vasta etica biocentrica di armonia e rispetto verso tutte le altre forme di vita. In altri casi invece il vegetarianismo viene integrato nella propria condotta in coloro che seguono particolari Spiritualità o percorsi di ricerca interiore per una più completa armonia personale.
Salute
Content:La crescente evidenza della relazione tra consumo di cibi animali – e in particolare di carni rosse (manzo, maiale, agnello e capra World Cancer Research Fund, ) e carni conservate (carni affumicate, stagionate o salate o con l'aggiunta di conservanti chimici) – e rischio di malattie croniche quali patologie cardiovascolari, cancro e diabete T. Colin Campbell, Hans Diehl, Sinha R. et al., World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective, chapter 12: Public health goals and personal recommendations. Versione riassunta: . , la frequente diffusione di malattie virali e parassitarie presso gli animali allevati, il crescente uso di antibiotici e altri farmaci negli allevamenti Ad esempio negli USA oltre il 70% degli antibiotici usati sono somministrati agli animali allevati. Fonte: Worldwatch Institute, . , da una parte, e i numerosi studi sui benefici dei cibi vegetali in generale WHO, WHO, e sulle diete vegetariane in particolare, dall'altra, hanno fortemente contribuito negli ultimi decenni alla diffusione delle diete vegetariane presso le popolazioni dei paesi più ricchi. Più recentemente, inoltre, i rischi derivanti da un'eccessiva assunzione di grassi saturi e colesterolo, di cui sono ricchi latte, latticini e uova, la correlazione tra consumo di prodotti lattiero-caseari e coronaropatia e cancro al seno Robert Goodland, . e la vasta diffusione dell'intolleranza al lattosio, hanno spostato l'attenzione anche verso le diete vegane.Rispetto ai non-vegetariani, tra i vegetariani è stata osservata una minore incidenza per quanto riguarda alcune delle più diffuse patologie dei paesi ricchi: sovrappeso e obesità (in particolare tra i vegani) Appleby PN, Thorogood M, Mann JI, Key TJ. . Am J Clin Nutr. 1999;70(suppl):525S-531S. Spencer EA, Appleby PN, Davey GK, Key TJ. . Int J Obes Relat Metab Disord. 2003;27:728-734., Ischemia miocardica Key TJ, Fraser GE, Thorogood M, Appleby PN, Beral V, Reeves G, Burr ML, Chang-Claude J, Frentzel-Beyme R, Kuzma JW, Mann J, McPherson K. . Am J Clin Nutr. 1999 Sep;70(3 Suppl):516S-524S. Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Travis RC, Roddam AW, Allen NE. . Am J Clin Nutr. 2009 May;89(5):1613S-1619S. Epub 2009 Mar 18.] , alcuni tipi di tumore (Carcinoma della prostata, Carcinoma del colon-retto, Tumore dello stomaco, Carcinoma della vescica, linfoma non Hodgkin e mieloma multiplo) Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Travis RC, Allen NE, Thorogood M, Mann JI. . Br J Cancer. 2009 Jul 7;101(1):192-7. Epub 2009 Jun 16. , ipertensione arteriosa (in particolare tra i vegani) Fraser GE. . Am J Clin Nutr. 1999;70(suppl):532S-538S. Fraser GE. Am J Clin Nutr. 2009;89(suppl) 1607S-1612S. Braithwaite N, Fraser HS, Modeste N, Broome H, King R. . Eth Dis. 2003;13:34-39. , diabete mellito di tipo 2 (in particolare tra i vegani) Tonstad S, Butler T, Yan R, Fraser GE. . Diabetes Care. 2009 May;32(5):791-6. Epub 2009 Apr 7. Snowdon DA, Phillips RL. Am J Public Health. 1985 May;75(5):507-12. Jack Norris RD, , VeganHealth Loma Linda University School of Public Health, Department of Health Promotion and Education. Tonstad S, Stewart K, Oda K, Batech M, Herring RP, Fraser GE. . Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases, October 2011. e morbo di Alzheimer Giem P, Beeson WL, Fraser GE. . Neuroepidemiology. 1993;12:28-36. . I vegetariani sono inoltre risultati soggetti ad un rischio minore anche per quanto riguarda appendicite acuta Appleby P, Thorogood M, McPherson K, Mann J. . Journal of Epidemiology and Community Health 1995;49:594-596., artrite reumatoide, asma bronchiale Knutsen SF. . Am J Clin Nutr. 1994 May;59(5 Suppl):1171S-1175S , calcolosi biliare Pixley F, Wilson D, McPherson K, Mann J. . Br Med J (Clin Res Ed). 1985:291:11-12. , cataratta (in particolare tra i vegani) Appleby PN, Allen NE, Key TJ. . Am J Clin Nutr. 2011 Mar 23. , diverticolite Gear JS, Ware A, Fursdon P, Mann JI, Nolan DJ, Broadribb AJ, Vessey MP. . Lancet. 1979;1:511-514. , Stitichezza (in particolare tra i vegani) Sanjoaquin MA, Appleby PN, Spencer EA, Key TJ. . Public Health Nutr. 2004 Feb;7(1):77-83 e calcolosi urinaria Robertson WG, Peacock M, Marshall DH. . Eur Urol. 1982;8(6):334-9.. Le diete vegetariane – e in particolare le diete vegane – sono inoltre state utilizzate con successo nel trattamento di alcune patologie: malattie cardiovascolari Allan Withnell MD, , Nutrition & Health, 2003; Vol 17, 55-60 McDougall J, Litzau K, Haver E, Saunders V, Spiller GA. , J Am Coll Nutr. 1995 Oct;14(5):491-6. Preventive Medicine Research Institute . . Coronary Health Improvement Project (CHIP). Prevent and Reverse Hearth Disease. , tumore alla prostata Ornish D, Weidner G, Fair WR, et al. 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Kaartinen K, Lammi K, Hypen M, Nenonen M, Hanninen O, Rauma AL. . Scand J Rheumatol. 2000;29(5):308-13. e malattie renali Bernstein AM, Treyzon L, Li Z. . J Am Diet Assoc. 2007;107:644-650. .Alcuni studi hanno rilevato una più alta incidenza di disturbi del comportamento alimentare tra gli adolescenti vegetariani rispetto alla popolazione generale degli adolescenti, tuttavia secondo gli studiosi l'adozione di diete vegetariane non aumenta in alcun modo il rischio di sviluppare disordini alimentari . Cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels, ”. , sebbene la scelta di una dieta vegetariana possa essere utilizzata per camuffare un preesistente disturbo del comportamento alimentare Virginia Messina, Ann Reed Mangels. . Journal of the American Dietetic Association, June 2001; Volume 101: Pages 661-669. a cura di Luciana Baroni. . Cit. in: . J Am Diet Assoc. 2009;109: 1266-1282. Disponibile anche in italiano: . . Per questo motivo le diete vegetariane sono in qualche modo più diffuse tra gli adolescenti con disturbi del comportamento alimentare. Cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels, ”. . Cit. in: . J Am Diet Assoc. 2009;109: 1266-1282. Disponibile anche in italiano: . Robinson-O'Brien R, Perry CL, Wall MM, Story M, Neumark-Sztainer D. . J Am Diet Assoc. 2009 Apr;109(4):648-55. .Rispetto ai non-vegetariani, i vegetariani, e in particolare i vegani, sono anche risultati meno soggetti all'accumulo di inquinanti ambientali quali DDT, DDE e PCB, risultati significativamente inferiori sia nel latte materno di donne vegetariane Cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels, . Norén K. . Acta Paediatr Scand. 1983 Nov;72(6):811-6. Cetinkaya M, Gabel B, Podbielski A, Thiemann W. Untersuchung uber den zusammenhang zwischen ernahrung und lebensumstanden stillender mutter und der kontamination der muttermilch mit schwerfluchtigen organochlorverbindungen. AktuelEmaehr. 1984;9:157-162. Hergenrather J, Hlady G, Wallace B, Savage E. . N Engl J Med. 1981 Mar 26;304(13):792. , sia nelle concentrazioni plasmatiche e fecali dei vegetariani Arguin H, Sánchez M, Bray GA, Lovejoy JC, Peters JC, Jandacek RJ, Chaput JP, Tremblay A. . Br J Nutr. 2010 May;103(10):1433-41. Epub 2009 Dec 24 Harrad S, Ren J, Hazrati S, Robson M. . Chemosphere. 2006 May;63(8):1368-76. Epub 2005 Nov 9. Chen HL, Su HJ, Lee CC. . Environ Int. 2006 Jul;32(5):650-5. Epub 2006 Apr 17. , inoltre si è constatato che più a lungo una persona segue una dieta vegana, più i livelli di diossine e PBDE tendono a scendere Schecter A, Harris TR, Shah N, Musumba A, Päpke O. . Mol Nutr Food Res. 2008 Feb;52(2):266-72. . È stato osservato che le donne anziane (tra i sessanta e i settant'anni) vegetariane presentano valori di stress ossidativo del DNA significativamente ridotti rispetto a donne anziane non-vegetariane, e non dissimili dai valori di donne più giovani (20-30 anni) Krajcovicová-Kudlácková M, Valachovicová M, Pauková V, Dusinská M. . Physiol Res. 2008;57(4):647-51. Epub 2007 Jul 26 , inoltre si è ipotizzato che una dieta vegana può avere un ruolo nel condizionare parametri genici atti a promuovere una maggiore protezione contro l'insorgenza di patologie e una maggiore durata della vita Ornish D, Lin J, Daubenmier J, Weidner G, Epel E, Kemp C, Marlin R, Yglecias L, Carroll P, Blackburn E. . Lancet Oncology, 2008; Sept 15. Ornish D, Magbanua MJ, Weidner G, Weinberg V, Kemp C, Green C, Mattie MD, Marlin R, Simko J, Shinohara K, Haqq CM, Carroll PR. . Proceedings of the National Academy of Sciences, 2008; 105(24):8369-74. . In due studi è stata osservata nei vegetariani anche una migliore qualità dell'umore (bassa frequenza di emozioni negative) rispetto ai non-vegetariani Beezhold BL, Johnston CS, Daigle DR. . Nutr J. 2010 Jun 1;9:26. Bonnie L Beezhold, Carol S Johnston, , Nutrition Journal 2012, 11:9. .Mentre c'è evidenza che non vi sono differenze significative nella densità minerale ossea (BMD) tra latto-ovo-vegetariani e non-vegetariani New SA. Osteporos Int. 2004;15:679-688. , i dati sui vegani sono ancora scarsi: alcuni studi condotti in Asia (Cina e Thailandia) hanno rilevato valori minori di BMD rispetto ai non-vegetariani, ma si trattava di donne con apporti di proteine e calcio molto bassi, entrambi fattori di rischio per la salute ossea a lungo termine Chiu JF, Lan SJ, Yang CY, Wang PW, Yao WJ, Su LH, Hsieh CC. . Calcif Tissue Int. 1997;60:245-249. Lau EMC, Kwok T, Woo J, Ho SC. Bone mineral density in Chinese elderly female vegetarians, vegans, lacto-ovegetarians and omnivores. Eur J Clin Nutr. 1998;52:60-64. . Comunque, mentre non vi sono differenze significative tra latto-ovo-vegetariani e non-vegetariani per quanto riguarda il rischio di fratture, in donne vegane con un apporto di calcio inferiore ai 525mg/die è stata osservata una maggiore incidenza Appleby P, Roddam A, Allen N, Key T. . Eur J Clin Nutr. 2007;61:1400-1406. . Secondo l'Academy of Nutrition and Dietetics i vegetariani, per favorire una buona salute ossea, devono assicurarsi l'assunzione di buoni apporti di calcio, magnesio e potassio (frutta e verdura), vitamina K (vegetali a foglia verde scuro), vitamina D (esposizione alla luce solare, prodotti fortificati o supplementi), un apporto adeguato ma non eccessivo di proteine, isoflavoni della soia e ridurre al contempo gli apporti di sodio.
Ambiente
Content:File:CATTLE cropped.jpg: Negli anni più recenti, insieme alla crescente attenzione della comunità umana per i problemi ambientali, le diete vegetariane hanno iniziato a diffondersi anche come una scelta ecologica consapevole.Nella seconda metà del Novecento il consumo globale di carne è aumentato di 5 volte, passando da 45 milioni di tonnellate all'anno nel 1950 a 233 milioni di tonnellate all'anno nel 2000 Worldwatch Institute, World Watch magazine, July/August 2004, p. 12 . Le Scienze, aprile 2006 , e la Organizzazione delle Nazioni Unite per lAlimentazione e lAgricoltura ha stimato che entro il 2050 si arriverà a 465 milioni di tonnellate FAO, . Ciò ha causato naturalmente un aumento del numero di animali allevati: secondo le statistiche della FAO (2007), in tutto il mondo ogni anno vengono uccisi, per fini alimentari, circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini , . Questa crescita esplosiva della popolazione animale domestica degli ultimi decenni si è rivelata incompatibile con i ritmi naturali terrestri e ha inciso attraverso diversi modi sull'equilibrio della Terra.Oggi la zootecnia globale è ritenuta un fattore centrale nell'uso di risorse alimentari e idriche, inquinamento delle acque, uso delle terre, deforestazione, degradazione del suolo ed emissioni di gas serra. Nonostante spesso sia un fattore trascurato, anche il consumo degli animali marini incide in maniera significativa sull'equilibrio ambientale, e la pesca e l'acquacoltura sono ritenuti anch'essi responsabili di diversi problemi di natura ambientale. L'insieme di questa situazione si ripercuote anche sulla fauna e sulla flora selvatica impoverendone la biodiversità. Nel 2006 la FAO ha pubblicato quello che oggi è considerato il documento più noto e meglio documentato sul problema: Livestock's Long Shadow, un report scientifico di 390 pagine in cui viene accuratamente valutato l'impatto globale del settore zootecnico sui problemi ambientali. Nell'introduzione gli autori affermano:Negli ultimi anni si è determinato un crescente interesse della comunità scientifica sull'influenza che il consumo di cibi animali può avere sull'ambiente, e diversi studi hanno evidenziato i vantaggi che è possibile ottenere sul piano ambientale con l'adozione di diete vegetariane. Uno studio del 2003 condotto da ricercatori della Cornell University di New York David Pimentel and Marcia Pimentel, , Am J Clin Nutr September 2003 vol. 78 no. 3 660S-663S. ha constatato come «il sistema alimentare basato sul consumo di carne richiede più energia, terra e risorse idriche rispetto alla dieta latto-ovo-vegetariana». Ad un'analoga conclusione sono giunti dei ricercatori della Loma Linda University in uno studio del 2009 Harold J Marlow, William K Hayes, Samuel Soret et al., , Am J Clin Nutr May 2009. , dove è stato rilevato che «[...] la dieta non-vegetariana richiede 2,9 volte più acqua, 2,5 volte più energia primaria, 13 volte più fertilizzanti e 1,4 volte più pesticidi rispetto alla dieta latto-ovo-vegetariana».Nel 2012, nel corso della settimana mondiale dell'acqua, il SIWI (Stockholm International Water Institute) ha presentato un report in cui ha avvertito che «non ci sarà abbastanza acqua disponibile per produrre cibo per una popolazione di 9 miliardi di persone prevista per il 2050, se si continueranno a seguire le attuali tendenze verso la dieta comunemente adottata nei paesi occidentali», e proponendo una drastica riduzione del consumo di proteine animali fino ad arrivare ad una quota pari al 5% delle proteine totali assunte con la dieta. Gli scienziati, nella presentazione del report, hanno affermato che l'adozione di una dieta vegetariana può offrire la possibilità di aumentare la disponibilità di acqua per produrre più cibo SIWI, The Guardian, .Tableheader:281 ;kmNaturalmente, ad un minor consumo di cibi animali, corrisponde un minore impatto sull'ambiente. Per tale motivo una Vegetalismo può essere considerata dal punto di vista ambientale la scelta alimentare più vantaggiosa. Ad esempio, per quanto riguarda le emissioni di gas serra, da uno studio del 2008 condotto dall'Institute for Ecological Economy Research di Berlino Foodwatch, (in inglese: ). e volto ad indagare l'impatto dell'agricoltura e dell'allevamento sull'effetto serra, emerge che, rispetto ad una dieta vegana, una dieta latto-ovo-vegetariana ha un impatto di quasi 4 volte superiore, e una dieta a base di cibi animali ha un impatto di circa 7,5 volte superiore I rapporti sono stati effettuati considerando i valori emersi (espressi in emissioni equivalenti in chilometri percorsi in auto) nel processo di produzione convenzionale: dieta vegana: 629 km; dieta latto-ovo-vegetariana: 2427 km; dieta onnivora (comprensiva di carne di manzo): 4758 km. Se si considerano i valori emersi nel processo di produzione biologica la dieta vegana risulta ancora più vantaggiosa, con un rapporto di 15,5:1 nel confronto con una dieta onnivora e di 7:1 nel confronto con una dieta latto-ovo-vegetariana. .Per quanto riguarda il consumo idrico, è stato osservato che la produzione di cibo per un giorno per una persona che segue una dieta a base di cibi animali necessita di litri di acqua, 4500 per chi segue una dieta latto-ovo-vegetariana, mentre ne sono sufficienti solo 1100 per chi segue una dieta vegana: per persona, una dieta vegana richiede pertanto meno acqua nel corso di un anno rispetto a quanta ne occorre per una dieta a base di cibi animali per un solo mese Cit. in: John Robbins, , p. 367. Secondo Renault e Wallender, una tipica dieta occidentale richiede 5,4m³ per persona al giorno, mentre una dieta vegetariana 2,6m³ per persona al giorno (Renault D., W.W. Wallender, Nutritional Water Productivity and Diets: From « Crop per drop » towards « Nutrition per drop », Agricultural Water Management, 2000, 45:275-296. Cit. in: World Water Council, ). Ancora, secondo l'UNESCO-IHE Institute for Water Education, una dieta vegetariana può ridurre l'impronta idrica del 58% (UNESCO-IHE Institute for Water Education, , p. 29). .Da un punto di vista più generale, uno studio del 2006 condotto da ricercatori italiani L Baroni, L Cenci, M Tettamanti, M Berati, , European Journal of Clinical Nutrition, 11 October 2006; Raffaella Ravasso e Massimo Tettamanti, . e volto ad indagare tutti i possibili impatti ambientali derivanti da diete vegetariane e non-vegetariane, ha riscontrato che, rispetto ad una dieta vegana, una dieta latto-ovo-vegetariana ha un impatto 1,8 volte superiore e una dieta a base di cibi animali 2,7 volte superiore, in riferimento a modelli alimentari formulati con parametri dietetici equilibrati e quindi in via teorica, per quanto riguarda i risultati ottenuti dai ricercatori per la dieta a base di cibi animali tipicamente condotta da un italiano medio, questa risulta invece avere un impatto 6,7 volte maggiore rispetto ad una dieta vegana I rapporti sono stati effettuati considerando i valori emersi dalle diete a base di prodotti da agricoltura/allevamento intensivo e in riferimento al metodo gerarchico, poiché, come definito dagli autori, «questo approccio risulta il più condiviso dall'opinione pubblica in quanto l'approccio Individualistico (Individual perspective – I) non considera importante il consumo delle risorse non rinnovabili e quindi è ormai considerato superato dalle legislazioni vigenti, mentre l'approccio Egalitario (Egalitarian perspective – E) viene spesso considerato troppo catastrofico». .
Le diete vegetariane
Content:Le diete vegetariane più diffuse sono basate su cereali, legumi, verdura e frutta (sia fresca che secca) e, in misura ridotta, comprendono latte, latticini e uova per coloro che ne fanno uso. Molti prodotti comunemente usati in una dieta vegetariana sono normalmente diffusi in tutto il mondo, ad esempio pasta, pane, Oryza sativa, fagioli o piselli. Molti altri prodotti, non indispensabili ai fini dell'equilibrio della dieta ma comunque solitamente usati nella preparazione dei pasti vegetariani, sono invece normalmente assenti in una classica dieta occidentale e appartengono ad altre tradizioni quali quelle dei paesi asiatici, arabi, centro e sud americani o dell'area mediterranea, configurando così le diete vegetariane come diete multietniche e senza barriere nazionali. Ad esempio, troviamo cereali come kamut, Panicum miliaceum e quinoa, preparazioni a base di cereali quali bulgur, Cuscus e seitan, soia e prodotti a base di soia (tofu, tempeh e proteine vegetali ristrutturate), Alga, semi oleaginosi di varia natura (anche sotto forma di crema, come il tahin), condimenti come shoyu, miso e tamari, dolcificanti come il malto. Prodotti a base vegetale, quali ad esempio Burger vegetariano, Yogurt di soia o Latte vegetale, possono essere usati in sostituzione dei corrispettivi prodotti con carne, latte e uova.
Aspetti nutrizionali
Content:File:Foods.jpg: I carboidrati, contenuti per la maggior parte nel regno vegetale, e in particolare quelli assimilabili nei cereali (e negli ortaggi e nella frutta per quelle diete vegetariane prive di cereali), costituiscono il principale componente di una dieta vegetariana e la maggiore fonte energetica, così come correttamente previsto nell'ambito di una dieta ben bilanciataUSDA, SINU, . Le diete vegetariane risultano generalmente adeguate nei livelli di proteine Jones and Bartlett Publishers, Sudbury, MA. V. Messina, R. Mangels, M. Messina. The Dietitian's Guide to Vegetarian Diets: Issues and Applications (2nd ed.). 2004. (cit. in: . Journal of the American Dietetic Association, July 2009; Volume 109: Pages 1266-1282. a cura di Luciana Baroni). e, in particolare le diete vegane, hanno tipicamente un contenuto medio di grassi, Acidi grassi saturi e colesterolo minore e un maggiore apporto di Acidi grassi polinsaturi Center For Nutrition Policy and Promotion, M. Segasothy, P.A. Phillips, .Diversi studi hanno suggerito che i vegetariani (e soprattutto i vegani Sanders TA, Ellis FR, Dickerson JW. . American Journal of Clinical Nutrition, May 1978; Volume 31 (5): Pages 805-813. (cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels. . Journal of the American Dietetic Association, June 2001; Volume 101: Pages 661-669. a cura di Luciana Baroni). Sanders TAB, Manning J. . Journal of Humant Nutrition and Diet, February 1992; Volume 5 (1): Pages 11-21. (cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels. . Journal of the American Dietetic Association, June 2001; Volume 101: Pages 661-669. a cura di Luciana Baroni).) tendano ad avere livelli ematici di EPA e DHA inferiori ai non-vegetariani M.S. Rosell, Zechariah Lloyd-Wright, P.N. Appleby, T.A. Sanders, N.E. Allen, T.J. Key. . American Journal of Clinical Nutrition, August 2005; Volume 82 (2): Pages 327-334. . (cit. in: . Journal of the American Dietetic Association, July 2009; Volume 109: Pages 1266-1282. a cura di Luciana Baroni). Agren JJ, Törmälä ML, Nenonen MT, Hänninen OO. . Lipids, April 1995; Volume 30 (4): Pages 365-369. (cit. in: Brenda Davis. . Issues in Vegetarian Dietetics, 1998; Volume 7 (4): Pages 5-7. a cura di Luciana Baroni e Marco Lorenzi). Haugen MA, Kjeldsen-Kragh J, Bjerve KS, Høstmark AT, Førre O. . British Journal of Nutrition, October 1994; Volume 72 (4): Pages 555-566. (cit. in: Brenda Davis. . Issues in Vegetarian Dietetics, 1998; Volume 7 (4): Pages 5-7. a cura di Luciana Baroni e Marco Lorenzi)., anche se in uno studio più recente i livelli di EPA e DHA nei vegetariani sono risultati maggiori a quelli dei non-vegetariani e pressoché identici a chi consuma frequentemente pesce Ailsa A Welch, Subodha Shakya-Shrestha, Marleen AH Lentjes, Nicholas J Wareham, Kay-Tee Khaw. . American Journal of Clinical Nutrition, November 2010; Volume 92, Number 5: Pages 1040-1051. (cit. in: . Scienzavegetariana.it). La ricerca rappresenta il più vasto studio di popolazione condotto sui livelli di ALA e sulla conversione in EPA e DHA. .Le diete vegetariane risultano generalmente adeguate anche nei livelli di calcio (sebbene gli introiti di calcio dei vegani possano risultare al di sotto dei livelli raccomandati) e vitamina DCrowe FL, Steur M, Allen NE, Appleby PN, Travis RC, Key TJ. . Public Health Nutr. 2011 Feb;14(2):340-6.Chan J, Jaceldo-Siegl K, Fraser GE. . Am J Clin Nutr. 2009 May;89(5):1686S-1692S. Epub 2009 Apr 1.; rispetto alle diete a base di prodotti animali, si presentano ricche in magnesio, potassio, vitamina B9, vitamina C e vitamina EPronczuk A, Kipervarg Y, Hayes KC , J Am Coll Nutr 1992 Feb;11(1):50-5. e, in particolare le diete vegane, hanno tipicamente un maggiore apporto di fitocomposti e fibra Reed Mangels, Virginia Messina, Mark Messina. The Dietitian's Guide to Vegetarian Diets - Issues and Applications. Third Edition. 2011 Thorogood M, Carter R, Benfield L, McPherson K, Mann JI. Plasma lipids and lipoprotein cholesterol concentrations in people with different diets in Britain. British Medical Journal 1987;295:351-353. Cit. in: .Sebbene gli adulti vegetariani presentino più bassi depositi di ferro rispetto ai non-vegetariani, i loro livelli sierici di ferritina si collocano usualmente all'interno del range di normalitàM.J. Ball and M.A. Bartlett, Dietary intake and iron status of Australian vegetarian women, Am J Clin Nutr 70 (1999), pp. 353-358.Cit. in: . J Am Diet Assoc. 2009;109: 1266-1282. Disponibile anche in italiano: .D. Alexander, M.J. Ball and J. Mann, , Eur J Clin Nutr 48 (1994), pp. 538-546. Cit. in: . J Am Diet Assoc. 2009;109: 1266-1282. Disponibile anche in italiano: .Messina MJ, Messina VL The dietitian's guide to vegetarian diets: issues and applications, Aspen Publishers 1996;Gaithersburg MD. Cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels, ”.. Cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels, ”.. Cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels, ”. . Cit. in: Virginia Messina, Ann Reed Mangels, ”. . Gli studi sull'adeguatezza dell'apporto di zinco tra i vegetariani occidentali hanno dato risultati contrastanti, in quanto alcuni studi riferiscono assunzioni di zinco congrue con le raccomandazioniDavey GK, Spencer EA, Appleby PN, Allen NE, Knox KH, Key TJ. . Public Health Nutr. 2003;6:259-268. Cit. in: Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets (2009)., mentre altri studi hanno rilevato assunzioni di zinco significativamente ridotteJanelle KC, Barr SI. . J Am Diet Assoc. 1995;95:180-189. Cit. in: Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets (2009).. Non c'è comunque riscontro di deficienze conclamate di zinco nei vegetariani dei paesi occidentali.Poiché nessun cibo di origine vegetale può essere considerato una fonte affidabile di Vitamina B12, i vegani e altri vegetariani stretti possono ottenere questa vitamina con l'uso di Vitamina B12 (diete vegetariane) quali latti vegetali, cereali per la colazione o prodotti a base di soia : "The use of B12-supplementedfoods may remove the risk of de ficiency even for vegetarians. [...] Health-conscious vegetarians could also consider screening for hyperhomocysteinemia or using B12 supplements".. Poiché l'utilizzo costante di tali prodotti può risultare poco pratico, medici e ricercatori che si occupano di nutrizione vegetariana consigliano l'uso (giornaliero o settimanale a seconda del prodotto scelto Stephen Walsh, PhD. 12: An essential part of a healthy plant-based diet]. 35th World Vegetarian Congress "Food for all our futures". Heriot Watt University, Edinburgh, Scotland. July 8-14, 2002. a cura di Luciana Baroni. ) di un supplemento vitaminico di B12.L'Academy of Nutrition and Dietetics (ex American Dietetic Association) sostiene che «le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane ben pianificate sono appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza e allattamento. Le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane correttamente strutturate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia e degli adolescenti, e promuovono una crescita normale». Durante la gravidanza e l'allattamento è importante che la dieta delle madri vegane contenga delle fonti quotidiane e affidabili di vitamina B12 (cibi fortificati e/o integratore)McDougall, , in quanto durante queste fasi della vita la B12 immagazzinata nell'organismo della donna è poco disponibile per il bambino Corinna Koebnick, Ingrid Hoffmann, Pieter C. Dagnelie, Ulrike A. Heins, Sunitha N. Wickramasinghe, Indrika D. Ratnayaka, Sindy Gruendel, Jan Lindemans, Claus Leitzmann. . Journal of Nutrition, December 2004; Volume 134 (12): Pages 3319-3326. (cit. in: John McDougall. 12 Deficiency—the Meat-eaters' Last Stand]. The McDougall Newsletter, November 2007; Vol. 6, No. 11. a cura di Luciana Baroni). Cit. in: . La mancata assunzione di cibi fortificati e/o integratore di B12 da parte della madre durante la gravidanza e l'allattamento conduce a gravi effetti avversi sul bambino, quali arresto o regressione della Accrescimento somatico, ipotonia, atrofia cerebrale, anemia megaloblastica, riduzione delle capacità motorie e difetti neurologici permanenti : "efforts should be directed to preventing deficiency in pregnant and breast-feeding women on vegan diets and their infants by giving them vitamin B12 supplements". : "Vitamin B-12 supplements led to a rapid improvement of haematological and neurological symptoms". : "He had been exclusively breast-fed without any supplementation until admission to the hospital" (v. ). : "Therapy with cyanocobalamin was instituted with remission of symptoms. [...] Vegan and vegetarian women should take vitamin B12 supplementation during the pregnancy and nursing period". . Le diete vegetariane, grazie al loro elevato contenuto in carboidrati e basso contenuto in grassi, si configurano anche come diete ottimali per chi pratichi sport Nieman DC Vegetarian dietary practices and endurance performance, Am J Clin Nutr 1988 Sep;48(3 Suppl):754-61. (cit in: PCRM, ) Una dieta bilanciata che sia ricca in carboidrati, a basso contenuto di grassi e che garantisca un adeguato apporto proteico, è la dieta più appropriata per gli atleti (fonti: American Dietetic Association Position of the American Dietetic Association and the Canadian Dietetic Association: Nutrition for physical fitness and athletic performance for adults, J Am Diet Assoc 1993 Jun;93(6):691-6, cit in: PCRM, ; Houtkooper L Food selection for endurance sports, Med Sci Sports Exerc 1992 Sep;24(9 Suppl):S349-59, cit in: PCRM, e sono in grado di soddisfare anche il fabbisogno degli atleti agonisti American Dietetic Association; Dietitians of Canada. . J Am Diet Assoc. 2003 Jun;103(6):748-65. .
Vegetariani celebri
Content:File:Leonardo self.jpg: A partire da Pitagora di Samo, considerato l'iniziatore e l'emblema stesso del vegetarianismo, oltre ai già citati Plutarco, Porfirio, Voltaire, Richard Wagner, Lev Tolstoj, Mahatma Gandhi, George Bernard Shaw, la storia ha offerto numerose testimonianze di celebri personaggi che aderirono ad una dieta vegetariana.Tra i più citati dalla comunità vegetariana vi è Leonardo da VinciJean Paul Richter, il primo a decifrare i taccuini di Leonardo, scrisse in The Literary of Leonardo da Vinci: «Siamo indotti a pensare che Leonardo stesso fosse vegetariano dal seguente interessante passo della prima lettera [dall'India] di Andrea Corsali a Giuliano de Medici: "Alcuni gentili chiamati Guzzarati non si cibano di cosa alcuna che tenga sangue, né fra di essi loro consentono che si noccia ad alcuna cosa animata, come il nostro Leonardo da Vinci"»., che così si pronunciò:Tuttavia è bene ricordare che alcune liste della spesa pervenute ai giorni nostri e direttamente compilate da Leonardo per i suoi domestici, includono anche carne e uova.Tra gli altri vegetariani celebri della storia si possono ricordare, Epicuro (latto-vegerariano), Mahatma Gandhi (latto-vegerariano), Jiddu Krishnamurti (latto-vegerariano), Isaac Bashevis SingerIVU, Isaac Bashevis Singer (1904-1991), Hideaki Anno (ovo-vegetariano), tra gli sportivi Carl Lewis (vegano), Scott Jurek (vegano), Men's Health, September 14, 2006., Bill PearlBodybuilding.com, Bill Pearl's Super Nutrition Seminar., tra le celebrità della musica Miley Cyrus (vegana), Jovanotti (vegetariano), Colin Morgan (ovo-vegetariano), Ariana Grande (vegana), Paul McCartney, Moby (vegano), tra i nomi della scienza Margherita Hack e Umberto VeronesiUmberto Veronesi, intervista per Oggi (rivista), nº 43, 23 ottobre 2002.. Tra questi spunta anche la figura di Adolf Hitler, sotto il cui potere tuttavia furono messe fuori legge le associazioni vegetariane e vietate le loro pubblicazioni.
Diffusione del vegetarianismo
Content:Alcuni paesi vantano una lunga tradizione vegetariana, in particolare l'India, dove il 40% della popolazione è vegetarianothe Hindu, . Nei paesi più ricchi, invece, solo da qualche decennio si è maturato un interesse verso questo tipo di diete, e solo negli anni più recenti si può osservare una crescente diffusione delle diete vegetariane: ad esempio negli USA circa il 5% della popolazione adulta (circa dodici milioni di persone) segue in modo regolare una dieta latto-ovo-vegetariana e circa la metà di questa percentuale è veganoC. Stahler, The Vegetarian Resource Group, circa il 3% dei bambini e degli adolescenti tra gli 8 e i 18 anni è latto-ovo-vegetariano e quasi l'1% è veganoC. Stahler, The Vegetarian Resource Group, inoltre molti consumatori riferiscono interesse nei confronti delle diete vegetarianeE.J. Lea, D. Crawford and A. Worsley, . Eur J Clin Nutr 60 (2006), pp. 828-837. Cit. in: . J Am Diet Assoc. 2009;109: 1266-1282.. Altri paesi occidentali presentano percentuali ancora maggiori, ad esempio la Germania, dove oltre il 7% della popolazione è vegetarianoSecondo l'Agriculture and Agri-Food Canada in Germania vi sono circa 6 milioni di vegetariani (Agriculture and Agri-Food Canada, ). Secondo un sondaggio condotto dall'Institut Produkt und Markt, in Germania vi sono vegetariani (European Vegetarian Union, ). La popolazione tedesca conta abitanti (Eurostat, ), o l'Italia, con il 6.5% di vegetariani e lo 0.6% di veganiEurispes, ..
Manifestazioni ed eventi
Content:File:CVPP 2.jpg: Il 1º ottobre si festeggia il World Vegetarian Day (giornata vegetariana mondiale), mentre dal 1º al 7 ottobre si celebra l'International Vegetarian Week (settimana vegetariana internazionale). Il 1º novembre invece si festeggia il World Vegan Day (giornata vegana mondiale) .Inoltre ogni anno in tutto il mondo si organizzano numerosi festival e manifestazioni varie sul vegetarianismo. Tra le più note manifestazioni in Europa vi è il Veggie Pride (orgoglio vegetariano) che, nato a Parigi il 13 ottobre 2001, ha luogo ogni anno il terzo sabato di maggio in Francia, e dal 2008 viene organizzato anche in Italia (la prima edizione si è tenuta a Roma e le successive a Milano)Veggie Pride sito internazionale, Veggie Pride sito italiano, .
Note
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Bibliografia
Content:autore:Jonathan Safran Foerwkautore:Jonathan Safran Foertitolo:Se niente importaanno:2010editore:GuandaISBN:978-88-6088-113-7cognome:Mannuccinome:Erica Joytitolo:La cena di Pitagoraeditore:Carocci editorecittà:Romaanno:2008ISBN:978-88-430-4574-7cid:E. Mannucciautore:Peter Singerwkautore:Peter Singertitolo:Liberazione animaleeditore:il Saggiatore (casa editrice)città:Milanoanno:2010ISBN:978-88-565-0180-3cid:P. Singerautore:Tom Reganwkautore:Tom Regantitolo:Gabbie vuoteanno:2005editore:Edizioni Sondacittà:Casale MonferratoISBN:88-7106-425-9@an0:Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carnecognome:Leitzmannnome:Claustitolo:Vegetariani. Fondamenti, vantaggi e rischiurl: http://books.google.it/books?id=Ri3JqD6E8vwC&pg=PA0editore:Bruno Mondadoricittà:<empty>anno:2002ISBN:88-424-9584-0autore:Emanuela Barberoautore2:Alessandro Cattelanautore3:Annalaura Sagramoratitolo:La cucina eticaurl: http://books.google.it/books?id=4Zq9Ll4jkToC&pg=PA0anno:2010editore:Edizioni SondaISBN:978-88-7106-566-3autore:Margherita Hackwkautore:Margherita Hacktitolo:Perché sono vegetarianaeditore:Edizioni dell'Altanaanno:2011ISBN:978-88-86772-51-8
Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Content:@an0:http://www.vegetariani.it/@an1:Associazione Vegetariana Italiana@an0:http://www.ivu.org/italian/recipes@an1:International Vegetarian Union@an0:http://www.veganitalia.com/@an1:Vegan Italia@an0:http://www.veganitaly.it/@an1:Vegan Italy@an0:http://www.societavegetariana.org/@an1:Società Vegetariana Categoria:Vegetarianismo Categoria:Cucina vegana e vegetariana

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Treccani. LINGUA ITALIANA, Domande e Risposte. Dallaggettivo inglese vegetable si forma la voce inglese vegetarian nel 1839. In italiano, stando allautorevole parere del DELI e GDLI, la prima attestazione di vegetariano aggettivo e sostantivo ‘che, chi si nutre soltanto di cibi vegetali è del 1860.vegetableEtimologia : vegetarePosition of the American Dietetic Association: Vegetarian DietsTraduzioneThe Sattvic or Yogic DietThe Dairy CowHens & EggsVegetalismoHoney - Aint so sweet for the beesThe hidden history of greco-roman vegetarianismEpicurus on IVUHistoryIl Rapporto Italia 2013. 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References

Lucas Cranach il VecchioCourtauld GalleryFile:Frutta2.jpg: nutrizioneumanaalimentarineologismoXX secoloVocabolario etimologico della lingua italianaOttorino PianigianiingleseOxford English Dictionaryantico francese-esimoAlcuni ingredienti di una alimentazione vegetariana: carneanimalevolatileacquaticomacellazionepescauova di pescecaglioolîgrassi animalilatto-ovo-vegetarianismopescemolluschicrostaceiyogurtpannaricottaburroformaggicaglio animalemielealgheSocietà Scientifica di Nutrizione Vegetarianafunghibatterisineddochelatto-vegetarianismoyogicheinduistaviṣṇuitireligioni dharmicheInduismoBuddhismoGiainismoSikhismoAhimsanonviolenzaesseri viventiovo-vegetarianismouovaVegan Societymieleintolleranza al lattosioallergia al lattevegetalismoprodotti delle apicrudismo veganofruttaverduranocisemicerealilegumilatticinifruttarismoortaggistruttocagliocarbone animalegelatina animalemutualismosumerosumero ''Enki e Ninḫursaĝa'', datato al II millennio a.C. Qui sopra la riproduzione della seconda linea della tavola: ''La terra di Dilmun è pura''.: 100px: Karl MeuliPaleolitico medioUomo di Neanderthalculture minoicamiceneagrotta di MontespanSudanWalter BurkertWalter BurkertPieter Paul RubensJan Brueghel il VecchioMauritshuis dell'Aia.: età perdutaEnki e Ninḫursaĝamitologia sumeraDilmunesiodeiFrancis MacDonald CornfordGiulio GuidorizziKronosGraziano ArrighettiArato di SoliVirgilioZeusSaturnoLibro di IsaiaJulien RiesEncyclopedia of ReligionJulien RiesUroLascaux, Francia.: Museo della Civilizzazione AnatolicaGiamblicoPlutarcoColette Caillatbuddhismo mahāyānaPeter HarveyWalter BurkertManusmṛtiMarcel DetienneJean-Pierre VernantWalter BurkertWalter BurkertStanley WalensStanley WalensStanley WalensBufonieJean Pierre VernantViṣṇuGaruḍaRādhāSurabhīGolokavarṇa'').: brāhmaṇaFederico SquarciniDaniele CuneorākṣasaUpaniṣadChāndogyaCarlo Della CasaPio Filippani RonconisaṃnyāsaFederico SquarciniDaniele CuneoFederico SquarciniDaniele CuneobrāhmaṇasaṃnyāsaVasudha Narayananviṣṇuitedevanāgarī recita: "''Ahiṃsā Parmo Dharma''" ("La non-violenza è la dottrina più elevata").: saṃnyāsaCarlo Della CasaPeter HarveymahāyānaGautama BuddhaGautama BuddhaBuddha ŚākyamuniabhayamudrāNgong Pingisola LantauHong KongCina).: Mahāyāna MahāparinirvāṇasūtraGautama BuddhaT.D.bodhisattvaKasyapaśrāvakacompassioneWilliam W. MalandraArnaldo AlbertiAngra MainyuJohn R. HinnellsFregio del Partenone, conservato al Museo archeologico nazionale di Atene, che illustra tre uomini mentre accompagnano due tori, il secondo dei quali offre resistenza, per il sacrificio pubblico durante feste "Panatenee".: Particolare di un ''oinochoe'' (οἰνοχόη) attico a figure rosse, risalente al 430 a.C. e raffigurante un momento del sacrificio greco, (Museo del Louvre, Parigi). Da notare la corona indossata dai celebranti che indica da una parte la loro consacrazione mentre dall'altra ricorda, nell'atmosfera festosa del rito, la sottomissione agli dèi. La corona indossata durante il rito rammenta infatti la "corona" che Prometeo è costretto a portare dopo essere stato liberato dalle cateneCfr. Ateneo, 672f., a memoria della sua punizione per aver ingannato Zeus nel tentativo di favorire gli uominiAteneo 674de; Angelo Brelich, ''La corona di Prometheus'', in "Hommages à Marie Delcourt. Bruxelles", 1970, 234-42; cit. in Jean-Pierre Vernant, in Marcel Detienne e Jean-Pierre Vernant, ''La cucina del sacrificio in terra greca'', Torino, Boringhieri, 1982, p. 58. consentendo loro l'alimentazione di carni cotte.: nel citato mitoetà delloroPietro Li CausiFelice CimattiIliadeGuido PaduanoWalter BurkertWalter BurkertGiorgio CamassaDario SabbatucciDario SabbatucciZeusIapetoPrometeoEsiodoGraziano ArrighettiPrometeoJean-Pierre VernantDario SabbatucciDario SabbatucciJean-Pierre VernantGraziano ArrighettiDíkēMarcel DetienneJean-Pierre Vernant100px: Pierre HadotMichel DesplandJacques VidalGiuseppe CambianoSalvatore SettisPierre HadotPierre HadotEugen FinkEugen FinkJohann Augustus EberhardLuciano CanforaGiuseppe CambianoMarcel DetienneAlberto BernabéBruno CentroneorfismoPlatoneOrfeodionisismoteogoniaEsiodosparagmòsriti dionisiaciPitagoraPlatonePlutarco assieme a tutti i neoplatoniciMetamorfosiOvidiometempsicosiPorfirioPalermoMuseo archeologicoMuseo archeologico.: Proclo DiadocoPindaroGiovanni RealeGiovanni RealeDionisoPersefonemadre del dioOrfismoPaolo ScarpiSenofanePitagora e il pitagorismoEmpedocleGabriele GiannantoniEmpedocleEraclitoEfesoIndro MontanelliPlatonepsychéPatrizia PinottiPatrizia PinottiCesare GiarratanoPlatoneFranco SartoriAttilio ZadroDaniel A. DombrowskiDaniel A. DombrowskiGordon Lindsay CampbellSenocratePolemoneplatonicineoplatoniciPlutarcoPorfirioApollonio di TianaPlotinostoiciSenecaEpicuroPorfirio di TiroanimaliLeo StraussAristoteleTeofrastoStele funeraria gallo-romana, conservata presso il Musée d'Aquitanie, Bordeaux.: Liliane BodsonLiliane BodsonColumellaGiuliana LanataMarco Terenzio VarroneColumellaPlinio il VecchioOvidioOvidioGuido PaduanoCiceroneAnna Resta BarrileQuinto SestioScuola dei SestiiItalo LanaItalo LanaSestio NigroPapirio FabianoLucio Crassicio PasicleCornelio CelsoGaio Albucio SiloSenecaSēfer TōrāhXIX secoloMaroccoGironaSpagna).: BibbiaDiogiardino in EdenAdamoYHWHGenesiEzechieleEvaalbero della conoscenza del bene e del maleGenesi1979TurchiaSiriaIX secoloe.v.GenesiGenesiGenesiGenesiGenesiEnzo BianchiGenesiEnzo BianchiGuido BarbujaniMassimo CacciariIvano DionigiUmberto EcoDanilo MainardiAlfredo Sabato ToaffDario DisegniAlfredo Sabato ToaffIsaiaEnzo BianchiGenesiGenesiBereŝit RabbâIV secoloGenesiAlfredo Ravennaprofeti ebreiIsaiaOseaOseaGiuseppe LarasMenachem Emanuele ArtomSanhedrinTalmūd babiloneseXIII secoloTalmūdMišnāhYĕhūdāh ha-NāśīIII sece.v.BāraytōtTōsāfōtmateriale esegeticopalestineseGĕmārāhGĕmārāh'') e della ''Mišnāh''.: ebraismo rabbinicogiudaismo farisaicogiudaismo ellenisticoTanakhYĕhūdāh ha-NāśīIII secoloe.v.Sanhedrindistruzione del Secondo TempioDeuteronomioZvi KaplanNormon SolomonJoseph AlboIsaac Abrabanelvegetarianismo allinterno dei valori ebraicimanicheismocatarismoEtichette usate in India per distinguere i prodotti vegetariani: Roger CrabThomas TryonThomas TryonLinneoLouis LémeryPhilippe HecquetEdward TysonJohn ArbuthnotGeorge CheyneAntonio CocchiVoltaireJohn OswaldJoseph RitsonJohn Frank NewtonPercy Shelley1931): Vegetarian Society1847Ramsgate1867Eduard BaltzerAssociazione Vegetariana Italianadiritti delle donneHarriet Beecher StoweLa capanna dello zio Tom1896Margaret FullerElizabeth Stuart Phelps WardvivisezioneLucy StoneAmelia BloomerSusan AnthonyElizabeth Cady StantonHorace GreeleyHenry Stephens SaltAlphonse de LamartineRichard WagnerLev TolstojMohandas GandhiGeorge Bernard ShawCharlotte DespardInternational Vegetarian UnionDonald WatsonPeter Singer, autore di ''Animal Liberation'': Liberazione animalePeter SingerTom Reganvegetalismopaesi sviluppatiGary L. Francionediritti animaliFile:Gary Francione 2 cropped.jpg: veganismo eticoantispecistanon-violentaGary L. Francionedottrine spiritualicardiopatia ischemicadella prostatadel colon-rettodello stomacodella vescicalinfoma non Hodgkinmieloma multiplodiverticolitecostipazionediossinePBDEstress ossidativoDNAFAO il settore dell'allevamento è uno dei principali fattori di impatto ambientale globale.: FAOdegradazione del suologas serraacquacolturabiodiversitàdiete vegetarianedieta veganapastapanerisofagiolipisellikamutmiglioquinoabulgurcous-cousseitansoiatofutempehalghe alimentaritahinshoyumisotamarimaltohamburgeryogurtlatti vegetaliCerealilegumiverdurafrutta costituiscono la base delle diete vegetariane più diffuse: grassi saturicolesterolograssi polinsaturiferritinavitamina B12cibi addizionatiSocietà Scientifica di Nutrizione VegetarianaAcademy of Nutrition and Dieteticscrescitaipotoniaatrofia cerebralesportLeonardo da Vinci: Pitagora di SamoPlutarcoPorfirioVoltaireRichard WagnerLev TolstojMohandas GandhiGeorge Bernard ShawLeonardo da VinciAndrea CorsaliGiuliano de MediciEpicuroMahatma GandhiJiddu KrishnamurtiIsaac Bashevis SingerIsaac Bashevis SingerHideaki AnnoCarl LewisScott JurekBill PearlMiley CyrusJovanottiColin MorganAriana GrandePaul McCartneyMobyMargherita HackUmberto VeronesiOggiAdolf HitlerManifestanti in corteo sfilano al Chicago Veggie Pride Parade del 2012: Veggie PrideSe niente importaGuandaLa cena di Pitagora. 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